Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

31 maggio 2025

I magistrati ci portano l'oclocrazia

Leggo che, ancora una volta, i magistrati, questa volta italiani, interferiscono con l'azione di un governo, quello Italiano, che vuole applicare uno dei punti del programma votato dalla maggioranza degli Elettori.

La corte di cassazione ha infatti chiesto un nuovo parere alla corte di giustizia dell'unione europea (come se dovessimo prostrarci ai pareri di giudici stranieri, quando personalmente non dovremmo accettare neppure le sentenze politiche di quelli italiani !)  sul trasferimento dei clandestini nei centri in Albania.

Lo scopo è sempre quello: boicottare, rallentare, ostacolare il respingimento dei clandestini voluto dalla maggioranza degli Italiani, anche di quelli che votano a sinistra.

E' lo stesso scopo dei latrati contro la timida riforma Nordio, contro il Ponte sullo stretto, contro il decreto sicurezza che colloca chi vi si oppone a difesa di chi truffa gli anziani, di chi occupa le case altrui, di chi aggredisce un poliziotto, di chi impedisce la libera circolazione stradale.

E' un disegno che trova nella magistratura un esecutore sollecito, nella convinzione di essere esente da qualsivoglia ritorsione.

Ed è la più grande stortura di questa che non è più una democrazia, ma una oclocrazia, cioè la degenerazione della democrazia secondo l'anaciclosi di Polibio (che ho spesso citato), dove vengono ignorati i principi del buon governo per dare spazio alle peggiori e più ripugnanti pulsioni ideologiche, contrarie agli interessi dei cittadini.

Aspettando che il ciclo ricominci, quando arriverà un monarca che metterà ordine nel caos dell'oclocrazia. 

30 maggio 2025

Quando l'informazione crea confusione

Questa mattina, nella trasmissione radiofonica "Il caffè di radio uno" in onda alle 6,30 dopo la rassegna stampa e prima del gr1 delle 7, il conduttore ha toccato (con fuga, nel senso che è stato sin troppo veloce e superficiale) il tema delle tasse e di chi le paga.

Il tecnico chiamato ad illustrare la questione è uno dei migliori, perchè tra i più concreti e, penso proprio per tale motivo, tra i meno invitati: Alberto Brambilla.

Brambilla, nel poco tempo tempo concessogli, ha esposto una situazione critica, in cui il 60% degli Italiani non paga le tasse ma usufruisce dei servizi che, considerando le varie agevolazione, alla fine vengono pagati dal 16% degli Italiani, cioè da coloro che dichiarano un reddito superiore ai 35mila euro.

Brambilla ha correttamente sottolineato come, se i costi dei servizi sono sulle spalle solo del 16% degli Italiani, non ci si può tanto lamentare delle liste di attesa in sanità o delle retribuzioni più basse per gli operatori sanitari rispetto ad altre nazioni.

Purtroppo quando si sarebbe dovuto andare un po' più a fondo, "il tempo è finito, grazie e a lunedì" con gli ultimi minuti dedicati ai messaggi vocali degli ascoltatori: disarmanti.

Pochi avevano capito il senso degli interventi e dei dati comunicati, i più li hanno interpretati come se il 60% degli Italiani non pagasse le tasse perchè le evade.

No, non è così.

Il 60% non paga le tasse perchè è legalmente esentato in quanto senza reddito, con redditi minimi o con redditi che fruiscono di agevolazioni tali da essere superiori all'importo che versano allo stato, con una critica, appena accennata, al sistema dell'Isee.

Una ascoltatrice se l'è presa con i pensionati, parlando di pensioni da quattro-cinquemila euro come se fosse sufficiente ridurle per pagare tutti.

Sul versante opposto un ascoltatore ha tagliato corto dicendo che chi non paga non deve usufruire dei servizi.

Meritoria l'iniziativa di parlare di tasse e cercare di spiegare che se non si pagano perchè negli anni ci sono state agevolazioni ed esenzioni a pioggia per dare soddisfazione a questa o quella categoria o gruppo di pressione, non si possono avere altri servizi o servizi migliori.

Ma quando si affrontano simili temi occorre riservare molto più tempo, anche per poter discutere su dove, in coscienza e non con demagogiche affermazione sui pensionati ricchi o sui patrimoni superiori a 500mila euro da tartassare, poter acquisire quelle risorse necessarie a migliorare servizi e retribuzioni.

E magari anche a parlare di quali spese clientelari tagliare come, ad esempio, i contributi per i cinematografari, la stampa, le associazioni immigrazioniste.

Senza ciò, si rimane sul piano dell' "indignato perenne" che istiga solo alla rabbia, senza alcun costrutto.

29 maggio 2025

Possiamo sostituire i magistrati con l'intelligenza artificiale ?

Dove il "possiamo" è una invocazione e non una richiesta di fattibilità.

L'ultimo episodio internazionale riguarda gli Stati Uniti dove un singolo giudice si è arrogato la facoltà di bloccare la politica sui dazi del Presidente Trump, votato da oltre 77 milioni di Americani. 

E già così ogni autentica coscienza liberale e democratica prova un forte rigetto.

In Italia, invece, l'ultimo episodio è del Tar del Lazio che ha accolto il ricorso contro una direttiva del Ministero dell'Interno che imponeva il riconoscimento di persona da parte dei proprietari che davano in locazione breve il loro appartamento.

La ratio della disposizione era di incardinare un tassello di maggior sicurezza su chi risiede temporaneamente in quel posto, spesso in condomini abitati da altre persone, ma il tar ha evidentemente un differente concetto di sicurezza per i cittadini.

Appare evidente che si tratta, in ambedue i casi e nelle decine, centinaia, di cui siamo ormai venuti a conoscenza, di un aggiustamento delle leggi vigenti in base alla personale interpretazione ideologica del magistrato di turno che, in passato, in alcuni casi ha addirittura giustificato una giurisprudenza creativa per inventarsi una norma che non c'è, motivandola con l'inerzia del parlamento, ma all'inerzia del parlamento, semmai, non deve sopperire un magistrato, bensì il voto dei cittadini.

A questo punto credo che, anche per la incredibile vicenda di Garlasco, noi cittadini qualunque, saremmo ben più garantiti se fossimo giudicati non da una persona con le sue simpatie, antipatie, ideologie, ma dall'intelligenza artificiale che, molto più di una singola persona, è in grado di conoscere le leggi esistenti e applicarle, integrandole con le prove presentate dalle parti.

Con l'intelligenza artificiale non ci sarebbero interpretazioni ideologiche, ma solo l'applicazione della norma scritta, cioè di una legge approvata dal parlamento eletto dai cittadini.

E poichè nel nostro sistema giudiziario in dubio pro reo, nessuno verrebbe condannato sulla base di teoremi, in mancanza di solide prove. 

28 maggio 2025

Decreto sicurezza in dirittura d'arrivo

Mi stupisco che a sinistra sposino la canea di chi è contrario al decreto sicurezza.

I quattro punti fondamentali sono:

- pene più severe per le truffe agli anziani

- pene più severe per chi aggredisce un Tutore dell'Ordine

- pene più severe per chi occupa abusivamente una proprietà privata altrui

- pene più severe per chi impedisce la libera circolazione con blocchi stradali, manifestazioni etc.

A me sembrano quattro punti di estremo buon senso che contraddistinguono una società libera da una anarchica dove prevale la prepotenza, la violenza la delinquenza.

Si possono esprimere delle idee pacificamente, nei luoghi preposti alle riunioni, sulla stampa, nei social.

Abbiamo abbondanza di strumenti per manifestare le nostre idee senza arrecare disturbo o danno al prossimo.

Ex contrario si dovrebbe arguire che il pd e i suoi alleati, siano favorevoli alle truffe contro gli anziani, a picchiare un Poliziotto o un Carabiniere, a occupare liberamente una proprietà privata, a bloccare la circolazione con manifestazioni e impedimenti vari.

Se è così dove stanno i Valori di base che dovrebbero essere comuni per una società civile ?

Se è la prepotenza e violenza che dettano legge, ditecelo, che ci adegueremo.

27 maggio 2025

Finiamola di dare corda a Zelensky

Credo che il principale ostacolo alla pace, in Ucraina e nel Medio Oriente, sia lo tsunami di dichiarazioni che arrivano da ogni dove.

Assistiamo a intemerate di politici che, prima di arrivare ad ottenere i risultati di Netanyahu in carica, quasi ininterrottamente, da venti anni, dovrebbero macinare anni e anni di gavetta, ma si permettono di criticarlo, dalla comoda poltrona di uno scranno parlamentare di una nazione non in guerra.

Altri, e con cariche ben più rilevanti, continuano ad attaccare verbalmente la Russia, minacciando sanzioni (siamo già al diciottesimo round in preparazione, dopo diciassette inutili e, anzi, controproducenti, provvedimenti).

Ma il peggio è un comico che, per far ridere (o, almeno, provarci, perchè a me non ha strappato neppure un sorriso) si dimenava nudo per suonare un pianoforte con il pene, eletto da una follia collettiva in Ucraina, ha pensato di poter stuzzicare la Russia e quando l'Orso ha reagito, ha mandato a morire decine di migliaia di giovani ucraini, sospeso le elezioni (infatti il suo mandato è scaduto da oltre un anno) e imbavagliato i suoi oppositori.

Costui, istigato da certe cancellerie europee che avevano fatto conto su un presidente americano che, oggi, si scopre non fosse in grado di gestire la cosa pubblica per limiti sanitari, continua a sbraitare da tre anni chiedendo armi, finanziamenti e pensando di poter dettare la linea alle nazioni europee.

Purtroppo ci cascano tutti e fanno a gara per mostrarsi più partigiani di Zelensky stesso.

Sembrava che Trump lo avesse mandato a quel paese, giustamente, ma adesso pare che abbia ripreso a fornirgli armi e supporto finanziario, in cambio, almeno, di minerali preziosi, ma in quantità tale da consentirgli di continuare una guerra che non andava neppure iniziata.

Ogni volta, poi, che si prospetta una possibilità di pace, ecco che Zelensky la spara grossa contro la Russia e Putin, chiedendo ancora più sanzioni, ancora più aggressività da parte dell'Occidente.

Fino all'ultimo ucraino.

Spiace che anche la Meloni si sia accodata al coro dei sostenitori e amici di Zelensky, personaggio che dovremmo evitare come la peste che è una guerra inutile.

26 maggio 2025

Riduzione Irpef per il ceto medio

Governare, cercando di mantenere gli impegni, è difficile, non tanto perchè non si sappia come fare a mantenere quegli impegni, quanto perchè il voto popolare viene sistematicamente ignorato dal sinedrio dei burocrati, dei magistrati, delle consorterie di vario genere che interferiscono con l'azione di governo, "interpretando" quella norma, dichiarando incostituzionale quell'altra, chiedendo la revisione di una legge appena approvata dal parlamento.

Il tutto, ovviamente, senza avere un mandato popolare, ma solo con l'autoreferenzialità che deriva da una arroganza, da una boria, da una superbia che nessun concorso pubblico, nessuna elezione da parte di un ristrettissimo gruppo di grandi elettori può giustificare.

E' quindi con piacere che si annotano molti provvedimenti del Governo Meloni che, nonostante tutti gli ostacoli che vengono posti sul suo cammino in chiave palesemente anti Italiana, riesce pur tuttavia a percorrere il cammino del rispetto degli impegni elettorali.

E' così con il contrasto ai clandestini come è reso evidente dai centri in Albania che hanno cominciato a funzionare bene, è così con il decreto sicurezza che fornisce nuove garanzie alle Forze dell'Ordine e nuove opportunità a difesa della vita e delle proprietà degli Italiani, è così nella gestione di una politica estera che recupera il massimo della Sovranità possibile dopo la svendita operata dai governi di sinistra.

Ed è così in economia dove dopo aver stabilizzato i conti, migliorando l'appeal italiano nel mondo come dimostrano lo spread e i rating, dopo aver fermato il vorticoso aumento di balzelli, adesso pensa di agire sulla leva della riduzione delle tasse per il ceto medio.

Ridurre del 2% l'aliquota tra 28 e 50 (o 60) mila euro può sembrare poco, ma è un grande passo perchè quella è la fascia di reddito che paga maggiormente i capricci ideologici della sinistra.

Probabilmente tale riduzione potrà essere attiva dal prossimo anno, ma è un segnale fortissimo di discontinuità con il passato, anche se tante spese ideologiche continuano a pesare sui conti pubblici e quindi sulle nostre tasche.

Come i contributi per i cinematografari, per i giornali, per le associazioni che si occupano dei clandestini, per il loro recupero, alloggio, cura, mantenimento, istruzione.

Dopo l'era delle spese folli del 110%, del reddito di cittadinanza, dei monopattini, dei banchi a rotelle, cominciamo a vedere gli effetti benefici di un voto che ha consentito la formazione di un Governo degli Italiani, per gli Italiani.

25 maggio 2025

Sui dazi prevalga l'Interesse Nazionale

Ci sono due temi che i cattocomunisti stanno sfruttando per provare a ripetere la truffa del 2011, ribaltando la maggioranza e il governo uscito dal voto popolare.

Sono particolarmente i "professionisti dell'informazione" che, infischiandosene della realtà di cui dovrebbero dar conto, accreditano possibili ribaltoni ed elezioni anticipate, addirittura elencando un possibile governo della sinistra, con tanto di attribuzioni di ministeri a questo o quello.

Insomma più che notiziari, romanzi distopici di fantapolitica.

Sono due argomenti che pur avendo una valenza politica, non rappresentano certo un motivo di rottura di una coalizione che da più di trenta anni si presenta unita, il cui elettorato è sicuramente più unito dei dirigenti (che lo sanno !) e che li vuole assieme, per cui alcune differenze sono nell'ordine delle cose, diversamente non sarebbero tre partiti ma uno solo.

Si tratta del terzo mandato e della titolarità delle trattative commerciali con gli Stati Uniti.

Su ambedue i temi sono d'accordo con le posizioni della Lega (ed essendo un elettore di Fratelli d'Italia, cui confermerei il voto se si votasse oggi) la dice lunga sul grado di osmosi raggiunto dal Centro Destra.

La limitazione dei mandati è uno scippo nei confronti degli Elettori che sono sovrani nella scelta di chi debba essere eletto e nessuno, che sia magistrato o una legge che impedisce di ricandidarsi, può decidere al loro posto.

Chiunque deve potersi candidare e solo gli Elettori decidono se è idoneo per quella carica e per la riconferma tre, cinque, dieci volte.

Sbagliano quindi tutti coloro che vogliono limitare i mandati di un governatore, di un sindaco, di un amministratore, come sbagliano coloro che vorrebbero escludere dalle liste qualcuno perchè condannato o, addirittura, solo indagato per qualcosa, qualsiasi cosa.

Sulle trattative commerciali ha ugualmente ragione la Lega perchè una Babele come è l'unione europea, dove, anche per ragioni geoclimatiche, gli interessi sono differenti quando non in palese conflitto, non è in grado di esprimere una posizione unitaria, se non sacrificando interessi un po' a tutti, quegli stessi interessi che da trattative bilaterali sarebbero meglio difesi, da tutti gli stati.

Ha ragione il Presidente Trump a lamentarsi per le lentezze nel negoziato che sconta la necessità di convogliare il necessario consenso di 27 attori su una unica direttrice.

Lo prova la rapidità con la quale il Regno Unito ha concluso ogni controversia commerciale con gli Stati Uniti, a dimostrazione che è opportuno che l'Italia, come qualunque altro stato europeo, promuove trattative bilaterali con Washington, nell'interesse degli Italiani, interessi che non sono gli stessi di francesi, tedeschi o baltici che, a loro volta, sono i migliori difensori dei loro interessi.

Se i partiti di opposizione avessero a cuore l'Interesse Nazionale, solleciterebbero il Governo a concludere accordi bilaterali.

Poichè invece sono solo gli esecutori delle decisioni assunte altrove, all'estero, criticano la Meloni quando va a Washington a trattare e la criticano quando, sin troppo ligia agli accordi che non ha stipulato lei ma proprio i cattocomunisti nei lunghi anni della loro occupazione del potere, attende il risultato delle trattative condotte dalla commissione dell'unione europea.

La sintesi è che la sinistra, come sempre, fa l'interesse altrui e danneggia quello nazionale, quello degli Italiani che dovrebbero pagare la confusa concezione di unione europea, sacrificando, in tutto o in parte, i propri interessi commerciali sull'altare del compromesso a 27.

L'Interesse Nazionale, invece, deve prevalere, sempre e comunque, su quello dell'unione europea.



24 maggio 2025

24 maggio per l'Italia


Il 24 maggio, 110 anni dopo l'ingresso dell'Italia nella Grande Guerra che completò l'Unità Nazionale, vediamo compromessa la Sovranità, l'Indipendenza, la Dignità che conquistarono i nostri nonni a prezzo di tante vite.

La svendita operata dai governi di sinistra, a cominciare da quelli di Prodi, D'Alema e Amato, per arrivare al culmine nel filotto da Monti a Draghi, passando per Letta, Renzi, Gentiloni e Conte2, sta portando i suoi frutti avvelenati anche perchè perseverano nell'errore di volere addirittura più europa, più cessione di Sovranità, quando invece dovremmo fare una rapida retromarcia, riprendendoci tutta la Sovranità che Prodi e compagni hanno svenduto per stare "dietro" a Germania e Francia tenendo loro lo strascico.

E la prima Sovranità che dobbiamo recuperare è quella di poter concludere liberamente accordi commerciali senza passare da Bruxelles.

La vicenda dei dazi con gli Stati Uniti è emblematica.

L'obbligo, voluto da Prodi e compagni, di adeguarci alle direttive europee con la commissione dei 27 unica autorizzata a trattare, ci danneggia, soprattutto adesso che Roma ha un rapporto diretto con Washington e decisamente migliore di qualsiasi rapporto possa avere Bruxelles.

Trump ha ragione a stancarsi delle lungaggini bizantine degli europei, del resto gli interessi di 27 stati non sono tra loro compatibili e spesso sono in contrasto, perchè a noi non interessano, ad esempio, i dazi sul merluzzo, come ai baltici non interessano quelli sul vino.

Ognuno dei 27 "tira l'acqua al suo mulino", come è giusto che sia e la Von der Leyen e i suoi commissari sono incapaci di fare una sintesi.

Così allungano le trattative in incontri senza fine e che sono fuori dalla mentalità anglosassone, molto pratica, come dimostra il fatto che nei giro di poco tempo gli Stati Uniti di Trump abbiano raggiunto un accordo con il Regno Unito anche se governato da un grigio burocrate socialista come Starmer.

Senza passare da Bruxelles, anche noi avremmo un ottimo accordo, probabilmente a dazi zero reciproci.

La ricorrenza del 24 maggio, quando noi Italiani avemmo l'orgoglio di appartenere ad una Nazione e di essere un Popolo, dovrebbe stimolare il Governo a cominciare a prendere le distanze da Bruxelles, per tutelare e realizzare l'Interesse Nazionale dell'Italia.

Per quello della Germania, della Francia e di tutti gli altri, ci dovranno pensare i loro governi.

23 maggio 2025

Voglio essere miliardario intenzionale

Il Pontefice Leone XIV ha solo pochi giorni fa ribadito, con logica e buon senso, che la Famiglia è solo quella formata da un Uomo e da una Donna (e aspetto sempre che mi si dimostri come due donne o due uomini possano procreare avendo un rapporto tra loro) ma ecco che la corte costituzionale ha inventato una nuova figura: quella della madre intenzionale.

Una donna che non è madre, ma che con un tratto di penna diviene tale, giusto per accontentare le pulsioni delle coppie formate da persone dello stesso sesso.

Il tutto andando a ravanare e cavillare su una legge di ben 21 anni fa.

Per 21 anni, tutto regolare, poi, una mattina, si son svegliati e hanno trovato l'inghippo: madre intenzionale.

Beh, allora se basta l'intenzione per vivere "come se fosse", allora io, che mi sento nello spirito un miliardario, voglio essere riconosciuto come miliardario intenzionale e ricevere dallo stato tutti i relativi benefici, a cominciare da un jet privato per i miei spostamenti lunghi e un elicottero per quelli brevi in modo da non dover subire il traffico causato dalle scelte urbanistiche di Lepore.

Chi vuole essere miliardario intenzionale ?

22 maggio 2025

Non fare di Israele il nuovo Sudafrica

Ieri, il Presidente Trump, rompendo un tabù lungo più di trenta anni, ha messo il presidente del Sudafrica davanti alle sue responsabilità nei confronti dei Bianchi del Sudafrica, oggetto di persecuzione.

Noi Occidentali abbiamo nascosto la testa sotto la sabbia in questi trenta anni per accreditare la favola della vittoria della democrazia in quello stato, quando invece si sta perpetrando un massacro nei confronti degli abitanti di origine europea che abbiamo abbandonato al loro destino (che si sono peraltro cercato deponendo le armi senza alcun accordo di spartizione preventivo del territorio).

Persino Wikipedia, per chi fosse interessato, accenna ad una Storia di migrazioni in cui nessuno aveva tolto la terra ad altri, men che meno i Boeri che, al contrario, resero fertile terre ostili, aride e poco abitate se non disabitate.

Su X vengono spesso pubblicati filmati in cui viene mostrata la aggressività e la violenza cui sono sottoposti i Boeri che hanno ritenuto di restare in Sudafrica.

Il Sudafrica è oggi ridotto così perchè noi Occidentali lo abbiamo isolato, abbandonato, costretto alla resa.

La stessa identica cosa che rischia di accadere in Israele.

Oggi infatti molte nazioni occidentali, Regno Unito e Francia in testa, stanno commettendo con Israele lo stesso errore fatto con il Sudafrica e, prima ancora, con la Rhodesia e nel 2011 con l'improvvida azione bellica (fuori tempo massimo) contro la Libia di Gheddafi.

Lo stanno abbandonando fornendo un formidabile assist ai suoi nemici i cui atti terroristici ci hanno accompagnato nel tempo tra dirottamenti aerei, stragi come quelle di Monaco e Fiumicino, crimini come quello dell'Achille Lauro, fino al 7 ottobre 2023.

E' inquietante vedere che noi Occidentali ma, soprattutto, Regno Unito e Francia, non abbiamo imparato nulla dai gravi errori del passato.