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No alla deriva

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07 aprile 2026

Che squallore la "informazione" nazionale !

Ogni mattina, per una abitudine acquisita da tempo unitamente a quella di svegliarmi presto, ascolto la rassegna stampa di Rai radio uno.

Fino all'ospite (tre o quattro su cinque - la trasmissione è in onda dal lunedì al venerdì - sono di sinistra e contro il Governo, alla faccia di "TeleMeloni") è veramente una trasmissione di informazione.

Ma non rende un buon servizio alla stampa e ai giornalisti italiani.

La lettura, che i conduttori che si alternano con grande professionalità, dei titoli, di brani degli editoriali, copre quotidianamente una dozzina di giornali e, in questo caso, vengono citati miracolosamente persino i quotidiani di area Centro Destra, anche se lo spazio loro dedicato è con un minutaggio molto inferiore a quelli dei fogli cattocomunisti.

Ma quel che voglio rilevare sono due aspetti dell'infantilismo giornalistico.

Salta subito all'occhio, anzi all'orecchio, che di informazione ve ne è poca, perchè la abissale differenziazione dei titoli e delle impostazioni, denota come non si cerchi di fornire al lettore la notizia oggettiva di quel che è accaduto (il famoso "chi, dove, come, quando") ma si svicoli nella più facile risposta al "perchè", dove prevale la fantasia, la dietrologia, le "fonti riservate" o "che vogliono rimanere anonime" che probabilmente sono solo invenzioni di chi scrive, visto che vengono riportate, virgolettate, frasi che si sarebbero scambiati privatamente leaders politici e addirittura capi di stato, come se il giornalista di turno avesse una cimice permanente con cui ascoltare le private conversazioni e, comunque, sono spesso differenti da una testata all'altra.

Il "perchè", che in teoria sarebbe la quinta "W", viene piegato, spiegato, usato e abusato ai fini della propaganda a favore della parte politica di cui si sostengono le idee.

Stendiamo un velo pietoso sulle opinioni personali, che non interessano, dell'ospite in fine trasmissione (oggi Maurizio Molinari) esposte con una saccenza che indurrebbe a spegnere la radio, se subito dopo non ci fosse la striscia (10 minuti letterari) di Pietrangelo Buttafuoco con il suo "Lupus in fabula".

Il secondo aspetto è il gratuito disfattismo e allarmismo che sembra essere la parola d'ordine della stampa adesso che al Governo c'è il Centro Destra con la Meloni.

Nessuno che ricordi come nel 2022, quando il Fenomeno era riverito da giornalisti e testate, il gas fosse schizzato a 320 euro al megawattore contro i 50 odierni, la benzina avesse superato stabilmente i 2 euro contro l'1,73 di oggi, ma allora tutto andava bene, nessuno che dipingesse il nostro futuro a tinte così fosche come vengono, strumentalmente, dipinte oggi quando, pure, dopo tre anni di sano Governo di Centro Destra abbiamo dei fondamentali più solidi sia nelle riserve energetiche che nei dati finanziari.

E' una costante campagna tendente a demolire un Governo che ha restituito all'Italia stabilità e credibilità, per favorire, nelle menti contorte di chi la persegue, il ritorno di un governo tecnico che non rispecchi il voto popolare ma sia frutto di una congiura di Palazzo con alchimie e transumanze di parlamentari da una parte all'altra.

Poi non ci si lamenti se la stampa e, più in generale, il giornalismo è in crisi, arrivando a breve a rendere reale la battuta che i quotidiani hanno più giornalisti che lettori.

16 ottobre 2025

Le interviste agli "esperti": fiera dell'inutilità parolaia

Radio e televisione invadono l'etere con trasmissioni di chiacchiere urlate sulla politica, infarcite con abbondanti dosi di interviste agli "esperti" di questo e di quello (e le alternative sono gli irritanti "podcast" o i programmi di canzonette).

E' la fiera dell'inutilità, la vetrina del parolaio logorroico.

Qualunque "esperto" sia intervistato, cerca di portare acqua al suo mulino, accreditando il suo settore di competenza come un qualcosa di essenziale, senza il quale l'Italia crollerebbe e concludendo, immancabilmente, con una pressante richiesta di "risorse" che sarebbero i soldi delle nostre tasse da dirottare massicciamente sul settore di suo interesse.

Quando, poi, si passa alla politica, interna o estera non fa differenza, abbiamo interi reggimenti di geni incompresi e non considerati che ci dicono quello che si deve fare per risolvere tutti i problemi che ci portiamo dietro da Adamo ed Eva, ovviamente con un corposo investimento di "risorse" da prelevare dal saccheggiatissimo bilancio dello stato italiano alimentato sempre con le nostre tasse.

Questa mattina, nel corso della rinnovata forma dell'edicola di Radio Uno (inizio poco dopo le sei del mattino) è stato intervistato un giornalista de la Stampa (e già questo lo colloca in una ben precisa area ideologica militante) assurto alla notorietà dopo aver subito un rapimento: Domenico Quirico.

Ovviamente si parlava della pace di Trump a Gaza e Quirico, ligio evidentemente agli ordini di scuderia, ha profuso con abbondanza dubbi, perplessità, sfiducia sulla sua tenuta, citando quello a cui non è stata data risposta, è rimasto sul vago, è foriero di nuove tensioni, dimenticandosi però di dire che tutti i precedenti tentativi sono andati falliti, che se si vuole porre fine ad una guerra che porta danni e morti, da qualcosa bisogna iniziare e tra chi si odia da 80 anni, ogni primo passo è incerto perchè si cammina su un terreno inesplorato. 

A me pare che, come per le quotidiane trasmissioni chiamate talk show politici, le interviste come quelle a Quirico, ma anche come le folte comparsate nei programmi, siano del tutto inutili, non diano agli ascoltatori nulla in più di quel che già hanno e sanno, nessuna reale informazione originale sulla questione in discussione.

Sono parole al vento, forse (spero di no) persino compensate con un immeritato gettone di presenza, che non solo non risolvono i problemi ma creano solo un sistema ansiogeno, con la demolizione di ogni e qualsivoglia iniziativa sia assunta e sulla quale, a far le punte agli aghi, si trovano sempre degli aspetti che possono essere gestiti "meglio" (ma solo dalla poltrona del proprio salotto mentre si straparla al telefono o davanti a una telecamera).

E il meglio è sempre nemico del bene.

Uno o due giorni fa, a Bologna, hanno organizzato una giornata "detox" contro il cellulare.

Ecco, ben più utile sarebbe non una giornata (troppo poco) ma un anno, che dico, un decennio detox nei confronti dei talk politici, per ritornare all'antico, quando le chiacchiere della politica erano veramente portatrici di informazioni da elaborare nel quadro di un dibattito civile, in cui gli oratori non si parlavano sopra e rispettavano i tempi.

Una Tribuna Politica alla settimana che si trasforma in Tribuna Elettorale nel mese antecedente il voto.

Certo, nel panorama attuale dei "professionisti dell'informazione" sarebbe molto, ma molto difficile trovare qualcuno che possa anche lontanamente interpretare il ruolo che fu di Jader Jacobelli e Ugo Zatterin ...

20 luglio 2025

Il rigetto

Due giorni fa, Marcello Veneziani ha scritto una "confessione" ne La Verità, intitolata "Il disagio", nella quale informava editore e lettori della sua difficoltà a continuare a scrivere di politica e motivava dicendo, sostanzialmente, che gli sembrava una sterile ripetizione di posizioni da trincea, senza una prospettiva percepibile.

Il tutto dopo aver ribadito, per evitare malintesi, che il Centro Destra e la Meloni sono meglio di qualunque alternativa.

Il giorno dopo arriva la comunicazione che questo Governo ha respinto gli emendamenti al regolamento Oms che ci avrebbero sottratto la Sovranità sanitaria in caso di nuova pandemia.

Il fatto che siano insorti i professoroni dei virus e i politici di sinistra come Boccia che era al governo e tra i più attivi nell'imporre i dpcm di Conte ed a limitare la nostra Libertà ai tempi del Covid, è, per me, una risposta sufficientemente chiara a chiunque osa lamentarsi di quel che fa il Governo Meloni.

Poi, so benissimo anch'io che l'aspirazione sarebbe di assumere provvedimenti draconiani, ad esempio contro i magistrati che ricorrono per saltum contro Salvini, ma non è più il tempo in cui il monarca mandava i gendarmi e faceva sparire alla Bastiglia il magistrato che sentenziava contro i suoi desiderata.

Quindi il Governo, che deve affrontare una "informazione" faziosa, un Quirinale a gamba tesa, sindacati, assistiti percettori di elargizioni varie e persino organismi sovranazionali ai quali i governi precedenti di sinistra hanno allegramente regalato ampie fette della nostra Sovranità, può agire solo per gradi, con la separazione delle carriere, con il predisporre un provvedimento (sacrosanto!) che inibisca ai pm di ricorrere contro una assoluzione.

Più che disagio verso una politica al rallentatore a causa di tutti i lacci e lacciuoli posti nel tempo, io provo invece rigetto per le tante chiacchiere che si fanno e che ci vengono propinate come perle di saggezza.

Questa mattina, ad esempio, una trasmissione radiofonica potenzialmente interessante, Voci dal mondo, è scaduta in un trittico di voci che non hanno fatto altro che irridere al Presidente Trump, alle sue iniziative (partendo dai dazi), portando in palmo di mano quello che dovrebbe essere il nemico nr. 1 dell'Occidente tutto, la Cina.

Ho il rigetto di un simile conformismo ideologico che i risultati delle elezioni, in tutto l'Occidente, ci dicono non corrispondere al sentimento del Popolo nel nome del quale si dovrebbe governare.

Ho il rigetto anche di tutte le "proposte" che vengono illustrate a microfoni aperti su ogni aspetto dello scibile umano, di quante belle cose e buone e giuste si possono fare ... ma che finiscono sistematicamente su due canali.

Il primo è la richiesta di soldi per quella specifica attività e iniziativa e, moltiplicate per tutte le attività e iniziative che vengono proposte, arriviamo al debito pubblico delle nazioni, senza che i geni che le propongono ci dicano dove reperire i fondi, come se dovessimo solo raccoglierli da un albero.

Il secondo è l'immancabile: bisogna educare le persone sin dalle scuole.

E via con le improbabili proposte di introduzioni di nuove materie e se facciamo un rapido calcolo vedremmo che le giornate dei ragazzi avrebbero un orario di studio di una cinquantina di ore alla settimana e viene da chiedersi: quando studiano le materie essenziali come l'Italiano, la Storia, la Geografia ?

Ecco il rigetto, non un disagio, verso tutte le chiacchiere che ci vengono propinate e sarà per questo che, ormai, a parte l'ascolto della radio soprattutto quando guido, guardo un solo tg al giorno e, per il resto, film e telefilm registrati, creandomi il mio palinsesto personale, purgato da tutte le inutile e corrosive chiacchiere degli "esperti", che sanno solo fare il riassuntino di quel che è già accaduto ma che sulle previsioni per il futuro non ne azzeccano una.

30 maggio 2025

Quando l'informazione crea confusione

Questa mattina, nella trasmissione radiofonica "Il caffè di radio uno" in onda alle 6,30 dopo la rassegna stampa e prima del gr1 delle 7, il conduttore ha toccato (con fuga, nel senso che è stato sin troppo veloce e superficiale) il tema delle tasse e di chi le paga.

Il tecnico chiamato ad illustrare la questione è uno dei migliori, perchè tra i più concreti e, penso proprio per tale motivo, tra i meno invitati: Alberto Brambilla.

Brambilla, nel poco tempo tempo concessogli, ha esposto una situazione critica, in cui il 60% degli Italiani non paga le tasse ma usufruisce dei servizi che, considerando le varie agevolazione, alla fine vengono pagati dal 16% degli Italiani, cioè da coloro che dichiarano un reddito superiore ai 35mila euro.

Brambilla ha correttamente sottolineato come, se i costi dei servizi sono sulle spalle solo del 16% degli Italiani, non ci si può tanto lamentare delle liste di attesa in sanità o delle retribuzioni più basse per gli operatori sanitari rispetto ad altre nazioni.

Purtroppo quando si sarebbe dovuto andare un po' più a fondo, "il tempo è finito, grazie e a lunedì" con gli ultimi minuti dedicati ai messaggi vocali degli ascoltatori: disarmanti.

Pochi avevano capito il senso degli interventi e dei dati comunicati, i più li hanno interpretati come se il 60% degli Italiani non pagasse le tasse perchè le evade.

No, non è così.

Il 60% non paga le tasse perchè è legalmente esentato in quanto senza reddito, con redditi minimi o con redditi che fruiscono di agevolazioni tali da essere superiori all'importo che versano allo stato, con una critica, appena accennata, al sistema dell'Isee.

Una ascoltatrice se l'è presa con i pensionati, parlando di pensioni da quattro-cinquemila euro come se fosse sufficiente ridurle per pagare tutti.

Sul versante opposto un ascoltatore ha tagliato corto dicendo che chi non paga non deve usufruire dei servizi.

Meritoria l'iniziativa di parlare di tasse e cercare di spiegare che se non si pagano perchè negli anni ci sono state agevolazioni ed esenzioni a pioggia per dare soddisfazione a questa o quella categoria o gruppo di pressione, non si possono avere altri servizi o servizi migliori.

Ma quando si affrontano simili temi occorre riservare molto più tempo, anche per poter discutere su dove, in coscienza e non con demagogiche affermazione sui pensionati ricchi o sui patrimoni superiori a 500mila euro da tartassare, poter acquisire quelle risorse necessarie a migliorare servizi e retribuzioni.

E magari anche a parlare di quali spese clientelari tagliare come, ad esempio, i contributi per i cinematografari, la stampa, le associazioni immigrazioniste.

Senza ciò, si rimane sul piano dell' "indignato perenne" che istiga solo alla rabbia, senza alcun costrutto.

16 aprile 2025

Neomaoisti

Inutile ribadire che persino la rassegna stampa radiofonica di una ventina di minuti, trasmessa da radio1 dopo il gr delle sei, è faziosa anche e soprattutto in base ai conduttori che dicono esplicitamente di "scegliere per voi" i titoli e gli incipit degli articoli da leggere, dando così una visione distorta, ideologica e di parte delle notizie.

Premesso ciò, ascoltando con il cervello connesso la propaganda trasmessa, si riesce comunque ad avere un quadro della situazione, soprattutto scopriamo che in Italia è rinato un partito neomaoista, in cui militano presunte "grandi firme" e altrettanto presunte "grandi testate".

Lo si capisce dalla compiaciuta cronaca di come Pechino risponde ai dazi di Trump.

Ieri, ad esempio, i cinesi hanno bloccato l'esportazione di alcune terre rare e gli acquisti degli aerei della Boeing.

Quello che i neomaoisti non dicono (e mi limito solo a questo aspetto dei dazi, perchè ci sarebbe tanto da denunciare: il dumping salariale dei prodotti cinesi, l'assenza di regole non solo a tutela dei lavoratori e dei loro salari, ma anche della salubrità dei materiali e dei prodotti, etc.) è che la Cina, comunque la si guardi, ci rimette.

In linea generale, perchè è la Cina ad esportare negli Stati Uniti più di quanto gli Stati Uniti non esportino in Cina.

Se, poi, blocca l'esportazione di terre rare, non incassa i relativi compensi e spinge i suoi (ex) clienti a rifornirsi altrove, ad esempio con accordi con Ucraina e Russia che, proprio nei territori oggi contesi, hanno immense risorse di tali materiali o in Groenlandia che, grazie alla naturale evoluzione del clima, ogni anno che passa, rende più disponibili e facilmente acquisibili le risorse del suo sottosuolo.

Quindi la Cina agevola il risultato che si prefigge Trump: ridurre la dipendenza degli Stati Uniti da merci cinesi e, nel contempo, ridurre l'indebitamento commerciale verso lo stato comunista cinese.

Quanto ai Boeing, la Cina, bloccandone l'importazione, si nega un prodotto di alta qualità che, anche riuscendo ad imitarlo (come provava l'Unione Sovietica con i Tupolev) avrà sempre un prodotto inferiore e, probabilmente, anche a maggior rischio incidenti.

La Boeing esisteva prima che i suoi potenti aerei venissero acquistati dai cinesi ed esisterà anche in futuro.

I neomaoisti italiani si compiacciono perchè i cinesi si contrappongono a Trump e vorrebbero che altrettanto facesse l'unione europea che, però, non ha (ancora) un governo monolitico espressione del partito comunista, anche se è molto vicina a realizzarlo con la "maggioranza Ursula", dirigista e illiberale quasi quanto il partito comunista cinese.

Ma l'unione europea ha anche molte nazioni guidate da governi, come quello Italiano, che non intendono rompere la tradizionale amicizia con gli Stati Uniti e ricercano il punto di caduta, tra i legittimi interessi nazionali, i rapporti di forza e gli equilibri internazionali, di quel compromesso inevitabile perchè l'Occidente possa riprendere il suo cammino, trainando il Mondo intero sulla via di un progresso che da troppo tempo segna il passo e, anzi, una pericolosa deriva, come è dimostrato dallo spuntare in Italia dei funghetti neomaoisti.

19 marzo 2025

Meno male che Giorgia c'è



Uno dei privilegi (che compensano i tanti handicap dell'età) dell'essere pensionati è che si possono "spendere" tre ore per ascoltare per intero gli interventi che poi faranno le notizie filtrate dai presunti "professionisti dell'informazione".

Così ieri ho ascoltato sia la relazione di Draghi che le comunicazioni e replica della Meloni.

E oggi trovo sui giornali ben poco di quello che credevo di aver ascoltato.

E' la prova provata che spesso basiamo le nostre opinioni su un sentito dire che è solo la sintesi di quello che il commentatore di turno ha recepito o, peggio ancora, di quel che il propagandista con la penna rossa intende diffondere per creare una percezione della realtà funzionale alla propria ideologia.

La lunga e noiosa relazione di Draghi mi è apparsa come il discorso di un vecchio parruccone, quasi una liturgia dovuta e non sentita, ma, soprattutto, il contenuto sarebbe stato valutabile se fosse pervenuto da qualcuno che, dopo essere stato su Marte negli ultimi quaranta anni, fosse sceso sulla Terra per fornire le sue ricette.

Invece il lungo elenco di considerazioni che Draghi ha infilato nel suo intervento, proviene da un tizio che negli ultimi quaranta anni è stato sottosegretario al Tesoro, Governatore della Banca d'Italia, Presidente della BCE e Presidente del Consiglio dell'Italia.

Forse un mea culpa, un atteggiamento contrito con il quale chiedere scusa (ad esempio ai Greci, ad esempio a quanti, sotto il suo governo, sono stati sospesi senza stipendio dal lavoro) lo avrebbe reso più credibile e spendibile.

E oggi leggo sui quotidiani (non tutti per fortuna)  la santificazione di Draghi, con gente come Calenda che lo vorrebbe Dittatore dello stato libero di Bananas che è questa unione europea.

Dopo Draghi ho piacevolmente ascoltato la Meloni, poco più di un'ora tra comunicazioni e risposte (queste ultime molto più nelle sue corde).

Una boccata di aria pura dopo le due ore di Draghi.

Prendendo a prestito una canzoncina del 2008 e parafrasandola: meno male che Giorgia c'è.

A me è sembrato di ascoltare la voce del buon senso.

Ovviamente se avessi la possibilità di decidere in modo assoluto, avrei preferito ascoltare parole di gran lunga più dure contro le sinistre, non avrei rinnovato l'appoggio a Zelensky e non avrei citato Bergoglio e Mattarella che non rappresentano per me due modelli da seguire.

Però io non sono il presidente del consiglio di un governo di coalizione, in un'Italia divisa a metà, condizionata dalla diplomazia e dalla politica che è l'arte del possibile e quindi obbligata anche a smussare e ad andare oltre certe questioni per passare poi all'incasso su altre.

Ma, ugualmente, non ho trovato quel che ha detto la Meloni, ma solo delle costruzioni che prendevano spunto su una frase, in genere su quelle più polemiche, per poter poi costruirci una narrazione funzionale ai propri fini.

La Meloni ha articolato il suo intervento su vari temi, a cominciare da quelli economici, passando all'invasione dei clandestini (che purtroppo chiama anche lei "migranti") per poi finire all'Ucraina e alle spese per la difesa.

Ascoltando la Meloni, il buon senso che, assieme all'Interesse Nazionale, la guida (ad esempio nel ribadire che nessun militare Italiano andrà a morire in Ucraina !) non si può che apprezzarne l'equilibrio che tiene l'Italia lontana da una pericolosa avventura la cui partecipazione porterebbe solo danni e nessun utile.

Ma questo non emerge dai resoconti interessati dei presunti "professionisti dell'informazione".

Resta il fatto che, finalmente, abbiamo un Governo che non si limita a "stare dietro", come vorrebbe Prodi, a Germania e Francia.

E se ci fosse solo questo (ma c'è molto di più) avremmo già fatto un grande passo in avanti rispetto al passato, anche se i "professionisti dell'informazione" raccontano altro.


 

02 febbraio 2025

Il veleno delle troppe parole

A prescindere da come uno la veda (e per me l'intromissione dei magistrati nella gestione dei clandestini è un'azione contraria agli interessi nazionali e dannosa per tutti gli Italiani, in linea con l'ideologia cattocomunista delle due chiese, internazionalista una, presunta universale l'altra, che odiano da sempre l'Italia come stato e come Nazione) si deve prendere atto di un clima di crescente odio e radicalizzazione tra le opposte barricate.

Ogni giorno gli esponenti di primo, secondo e terzo piano dei partiti devono inventarsi qualcosa per essere citati nei pastoni dei tele e radiogiornali, mentre la concorrenza tra le trasmissioni di presunta informazione è spietata perchè dagli ascolti derivano le remunerazioni dei conduttori "professionisti dell'informazione" (di cui, secondo una loro recente pubblicità, "dovremmo fidarci" ...) e questo li porta a provocare lo scontro, perchè più urlano gli "ospiti", più è facile avere copertura e quindi una maggiore attenzione da parte del pubblico (immagino che, prima o poi, si arriverà ad una scazzottata in diretta che otterrà mille milioni di visualizzazioni, dando al fortunato conduttore un alone di prestigio).

I cosiddetti "social", almeno là dove, come in X adesso, è possibile esprimersi senza censure buoniste e politicamente corrette, sono rappresentativi a cascata del clima crescente di odio con espressioni, spesso costrette alla sintesi dalla limitatezza dei caratteri, che tagliano con l'accetta ogni possibile dialogo.

Non che io abbia particolare interesse a dialogare con chi non ha uno straccio di Valore, di Principio in comune con i miei, ma forse è proprio il clima di scontro che condiziona tutti.

Nonostante questo scontro perenne, con i cattocomunisti che sprizzano fiele e trasudano bile ad ogni parola (basti leggere le reiterate dichiarazioni di Prodi che dimostra come non sia l'età a portare saggezza), l'Italia della Meloni, cresce, è stabile, è divenuta un punto di riferimento in Europa e nel Mondo.

Di un mondo che si sposta gradualmente ma inesorabilmente a destra, come è accaduto ieri in Belgio con la formazione a guida di un nazionalista fiammingo che fa parte del gruppo Conservatore della Meloni al parlamento europeo.

Aumentano così i capi di stato e di governo dei 27 che appartengono alla più ampia area nazionalista, cosa che tornerà molto utile quando si dovranno discutere tematiche divisive come l'immigrazione e la transizione verde.

E più aumentano i governi che si collocano sul Centro Destra, più cresce l'odio tra le parti, più i "professionisti dell'informazione" gettano benzina sul fuoco e più i magistrati militanti cercano di ostacolare l'azione del Governo.

Pensiamo a quanto saremmo avanti e quanto saremmo tutti più ricchi se i magistrati si limitassero ad eseguire le leggi difendendo i cittadini da furti, rapine e omicidi senza pretendere di dettare la linea politica sull'ambiente o sui clandestini e se i "professioni dell'informazione" si limitassero a riportare le notizie e non a costruirvi sopra dietrologie e romanzi distopici.


08 gennaio 2025

Ma come si fa a votare ancora a sinistra ?

Dopo poco più di due anni di governo (era il 22 ottobre 2022 quando si formò l'Esecutivo Meloni di Centro Destra) una cosa è chiara: pur con molta prudenza, cautela e diplomazia, l'Italia ha cominciato la risalita sia in campo economico (è la nazione messa meglio tra le grandi del vecchio continente), sia nei rapporti e nel ruolo internazionale.

Lo dicono i numeri dell'inflazione (la metà di quella della zona euro), della disoccupazione (mai così bassa) e del numero degli occupati (mai così alto).

Lo dicono i riconoscimenti che la Meloni raccoglie nel mondo e lo dice il modo in cui ha oscurato quelli che sembravano i totem della politica internazionale come Macron (traballante), Trudeau (dimissionario), Scholz (in procinto di perdere rovinosamente elezioni anticipate), Biden (fra 12 giorni dimenticato in un dorato ospizio del Delaware) fino all'ultimo successo con la liberazione, annunciata in questi minuti, di Cecilia Sala (che speriamo sappia essere più grata alla Meloni di quanto in passato non furono altri prigionieri liberati grazie ai governi di Centro Destra).

Li dice il rapporto forte che la Meloni sta costruendo con il Presidente Trump e con tutta la futura Amministrazione Repubblicana, nell'ambito di un collegamento internazionale che è sempre più sulla cresta dell'onda come dimostra l'incarico, obtorto collo, che il presidente verde (anche di rabbia) dell'Austria ha dovuto conferire al leader della Destra locale.

Davanti ai successi del Governo Meloni i cattocomunisti (forse perchè pensano poi di mondarsi nel segreto del confessionale dove trovano sicuramente un seguace di Bergoglio disposto ad assolverli) sanno solo raccontare frottole e inventarsi "notizie" e "retroscena" che neppure Ron Hubbard inserirebbe nei suoi romanzi di fantascienza.

L'ultimo che ho sentito è del decadente Giuseppe Conte, l'ex avvocato del popolo, al quale i giornali radio di questa mattina hanno attribuito la richiesta alla Meloni di riferire in parlamento sul perchè Salvini l'avrebbe smentita sull'accordo con Musk per l'uso della rete satellitare di quest'ultimo.

A parte il fatto che l'accesso a tale rete sarebbe un toccasana per la copertura e le connessioni in Italia, visto che è una rete pronta, che già ha avuto il suo battesimo in Ucraina, viene utilizzata da circa cento stati (la metà di quelli onu), costa meno di quella europea che ancora non c'è, che deve ancora mandare in orbita il primo satellite (Musk ne avrà nel frattempo circa 300 !), in cui l'Italia partecipa con appena il 3% di peso e che quindi ci vedrebbe comunque alla mercè degli stranieri (in questo caso Germania e Francia) oltre ad aver appaltato ai cinesi metà della nostra rete 5g.

A parte tutto ciò, non è vero che Salvini abbia smentito la Meloni, al contrario ne ha confermato l'intero comunicato che affermava come la voce di un accordo firmato con Musk fosse privo di fondamento, perchè sono in corso interlocuzioni per valutare la convenienza dell'offerta del prodotto di Musk.

Esattamente quel che ha detto Salvini che ha auspicato che si scegliesse tale prodotto, quindi dicendo che non c'è nessun accordo firmato e che si sta valutando l'offerta.

La stampa, per ora ancora allineata con i cattocomunisti (ma i segnali che arrivano da Zuckerberg e Bezos mi fanno pensare che anche gli editori dei giornali si allineeranno al nuovo corso dopo l'insediamento di Trump) non evidenzia le palesi contraddizioni della propaganda di sinistra che si affida sempre ai pastoni dei giornali radio e televisivi dove riassumono in due parole lo slogan del giorno, senza alcuna riflessione, citano la decina di partiti dell'opposizione quasi a dire che c'è un ampio movimento che la pensa così e poi passano oltre, probabilmente per evitare che gli ascoltatori riflettano troppo su quello che hanno sentito.

E vorrebbero chiudere X perchè l'ì c'è troppa libertà e le idee non sono nè censurate, nè a senso unico.

Ma come fa uno che abbia un minimo di attenzione, se non altro ai propri interessi di Italiano, a continuare a sostenere la corte dei miracol(at)i della sinistra cattocomunista ?

20 dicembre 2024

Il pastone politico

Il pastone quotidiano, in ogni trasmissione di presunta informazione (radio e telegiornali) è ormai non solo inflazionato, per la sua frequenza, ma banale e scontato tanto sono prevedibili le dichiarazioni riportate.

Parlano tutti e troppo.

Mattarella, poi, evidentemente mal consigliato, non si contiene.

Ogni giorno, approfittando della quotidiana "giornata di ...", trasmette il suo predicozzo, obbligatoriamente richiamato da tutte le edizioni dei radio e telegiornali, senza capire che la quantità, ripetitiva nei contenuti e spesso anche nelle parole, danneggia non solo la qualità, ma anche lo riduce alla quotidiana esternazione, priva di autorevolezza, di interesse e di sacralità, come, viceversa, accadrebbe, se intervenisse una o due volte all'anno e, stante l'eccezionalità dell'evento, rappresentasse veramente un momento solenne di grande interesse.

Ci sono poi gli abbonati alla dichiarazione fulminante (per restare nei limiti di tempo concessi) che poi, senza argomentare, espongono apoditticamente la posizione nota e stranota del rispettivo partito.

Poi si domandano perchè sempre meno cittadini vanno a votare: perchè questo tipo di politica ha stancato e vota solo chi è fortemente motivato per ragioni ideali o per interessi personali (più del primo caso nelle elezioni di carattere generale come le politiche e le europee, più del secondo caso per quelle locali, regionali e comunali).

Possibile, mi domando, che dei provvedimenti di un governo, all'opposizione non ne vada bene neppure uno ?

Possibile che chi è all'opposizione spari cifre assurde di spesa, tanto non deve trovare le coperture e quando è al governo amministra come uno scozzese ?

Sì, è possibile e lo è perchè è venuta meno una qualsivoglia base comune di Valori condivisi sui quali costruire una Nazione, uno Stato, in cui le differenze non siano quelle inconciliabili del modello di Società e di Civiltà cui si aspira, ma solo le modalità per arrivare a quel modello che tutti dicono di volere per realizzare il Benessere dei cittadini.

Il diritto alla felicità.

La Storia e la Cronaca ci insegnano che la differenza è nella platea verso la quale si vuole realizzare quel Benessere.

La Destra guarda alla Nazione ed a chi ne fa parte "una d'arme, di lingua, d'altare, di memorie, di sangue e di cor", perchè ogni individuo ha una sua nazionalità ed un suo governo che deve curare il suo Benessere.

La Sinistra, invece, nel suo odio atavico verso la Nazione, derivante da un internazionalismo classista che è rimasto tale anche quando la lotta di classe marxista leninista si è dimostrata non solo fallimentare, ma anche dannosa, vorrebbe che i cittadini di una Nazione, nel nostro caso l'Italia, si sacrifichino a favore degli ultimi arrivati che, non avendo nulla a che spartire con la nostra Storia, la nostra Cultura, la nostra Tradizione, la nostra Identità, sono ben lieti di arraffare tutto quello che possono, con l'obiettivo di sopraffarci e di sfruttare tutto quello che noi, nel corso dei secoli, abbiamo costruito.

E' una differenza che arriva ad emergere nelle dichiarazioni del pastone politico quotidiano, che marcano una distanza siderale tra le parti, al punto che appare del tutto fuori luogo appartenere ad un medesimo stato (ed ancor meno ad un agglomerato sovranazionale come vorrebbe essere l'unione europea, dove le divisioni sono moltiplicate per i singoli stati).

Ecco spiegato il ridicolo pastone politico quotidiano. 



09 ottobre 2024

Informazioni fuorvianti

Questa mattina ho acceso la radio mentre era in corso la trasmissione "il caffè di radio uno" (dalle 6,30 alle 7) condotta da un certo Roberto Poletti (che non mi piace per il suo modo lagnoso e mellifluo di parlare).

Il merito di quella trasmissione non è tanto sugli argomenti (i soliti) o sugli ospiti (anche qui, i soliti), quanto quello di dare largo spazio agli interventi via whatsapp degli ascoltatori.

E allora si capisce che l'informazione dei "professionisti" se non è scientemente fuorviante, non è chiara.

Ho ascoltato infatti invettive contro il Governo per "l'aumento delle tasse" e si riferivano alle notizie di stampa sulla revisione del catasto e sull'aumento delle accise sul gasolio.

Poi vado a leggere le dichiarazioni di Giorgetti in sede di commissione finanze e apprendo che:

1 - non c'è alcuna revisione massiva del catasto, ma semplicemente chi ha usufruito del bonus a carico totale o parziale dello stato (cioè di tutti noi) per riqualificare il proprio immobile, deve aggiornare i dati di catasto.

2 - Giorgetti ha chiaramente detto che le accise sul gasolio andranno equiparate a quelle sulla benzina con una GRADUALE riduzione di queste ultime e aumento delle prime.

Ambedue le norme sono non solo di buon senso, ma di equità fiscale e redistributiva tra i cittadini.

Quelli che, con i soldi di tutti noi, hanno riqualificato il proprio immobile, hanno un bene che è aumentato di valore in modo stabile, non per le fluttuazioni di Mercato, pertanto è assolutamente giusto che sia aggiornato il dato catastale.

Mentre da decenni noi che andiamo a benzina paghiamo una tassa superiore a quelli che usano i diesel unicamente perchè le case automobilistiche hanno "spinto" sui diesel influenzando i governi ad utilizzare lo strumento fiscale per penalizzare chi andava a benzina e beneficiare chi andava a diesel.

La riduzione delle accise sulla benzina e il contemporaneo aumento di quelle sul diesel fino ad arrivare alla piena equiparazione, non solo è un atto di equità tra cittadini, ma anche una applicazione di stampo liberale alla Legge di Mercato, dove i prodotti devono confrontarsi alla pari, senza lo sbilancio dovuto dall'intervento fiscale a favore o contro, in modo che siano i cittadini a scegliere il prodotto migliore.

Tutto questo i "professionisti dell'informazione" non lo spiegano e, quando non fanno chiaramente propaganda strumentale, forniscono notizie fumose che inducono al fraintendimento.

Sempre contro il Governo di Centro Destra.

13 settembre 2024

Le amnesie dei professionisti dell'informazione

E' di pochi giorni fa il divertente episodio in cui un quotidiano di sinistra pubblicava un articolo con il resoconto di una ospitata televisiva di una signora assurta a notorietà recente.

Nell'articolo si dava conto di quello che aveva detto e dello svolgimento dell'ospitata.

Però, all'ultimo, quella ospitata non c'è stata e non è stata trasmessa alcuna intervista.

Sono gli incerti di un mestiere che non è più quello di informare e porgere notizie ai cittadini, bensì quello di cercare di effettuare un lavaggio del cervello al prossimo per compiacere il proprio editore e la sua cerchia di amici.

Se non ci fosse una simile cappa imposta dai "professionisti dell'informazione" come amano definirsi questi giornalisti, il dibattito politico sarebbe più concreto, più sobrio e più pacato.

Dare infatti spazio alle sparate dei cattocomunisti, costretti, ogni giorno, ad alzare il livello dello scontro, a trovare qualche cosa da dire nelle innumerevoli trasmissioni radio televisive, a dar contro, sempre e comunque, al Governo di Centro Destra, significa mortificare la storia del giornalismo non solo italiano.

Legittimare, come credibili, le richieste della Schlein in materia di sanità, lavoro, "diritti", retribuzioni, senza chiederle dove è stata lei e i suoi compagni negli undici anni che hanno preceduto la vittoria elettorale del Centro Destra, significa ingannare il lettore.

Esattamente come è un inganno coprire la pura demagogia di chi chiede più finanziamenti per la sanità, l'istruzione, aumenti per i medici e gli insegnanti, messa a disposizione di case e reddito minimo garantito, senza domandare dove pensano di trovare i miliardi necessari a tali fantasie.

Eppure, chi non formula domande elementari per una corretta informazione, si autoproclama "professionista dell'informazione" e pretende di censurare i cosiddetti social che, nel loro essere ruspanti, almeno non hanno pretese di rappresentare la Verità, ma solo UNA verità.

Non ricordo dove l'abbia letto, ma qualcuno scrisse, a ragione, che le verità sono sempre tre: la mia, la tua e la Verità.

Quindi prendiamo i notiziari per quello che sono: un intervallo tra un film ed un altro, durante il quale possiamo preparare la cena, mangiare, telefonare e andare in bagno.

Non perdiamo proprio nulla.

15 agosto 2024

Feriae Augusti. Festa della Tradizione Identitaria Nazionale

Questa mattina ascoltavo il giornale radio mentre guidavo nelle strade meravigliosamente vuote della città.

L'ordine di scuderia deve essere quello di minimizzare i successi del Governo Meloni.

Alcuni giorni fa, intervistarono un "economista" che, a fronte del dato dell'aumento del 3,4% delle retribuzioni degli Italiani, il maggiore tra le nazioni del G7, pur costretto a dire che è un dato positivo, si è sentito in obbligo di aggiungere che, però, bisogna guardare ad un periodo temporale più ampio (30 anni !) e allora le cose non vanno bene perchè siamo sempre il fanalino di coda.

Nessuno che abbia ricordato come il Governo Meloni sia in carica da poco meno di due anni appena.

Oggi, invece, la narrazione ufficiale, vuole che ci sia sì un boom di turisti e vacanzieri ma, per non dare troppo lustro ad un (bravo) Ministro inviso ai cattocomunisti come Daniela Santanchè, si sono affrettati a dire che però gli Italiani vanno in vacanza per meno giorni perchè costa troppo.

Il servizio a seguire, interviste a turisti in partenza, smentisce completamente tale narrazione, perchè TUTTI gli intervistati dei quali è stata trasmessa la risposta, alla domanda se la loro fosse una vacanza più breve o più lunga di quella dell'anno scorso, hanno risposto "più lunga" ed una ha fatto in tempo a dire che le cose vanno benissimo.

Morale: meglio leggere le notizie su X, adesso che con Musk non esiste più alcuna censura, che affidarsi ai "professionisti" di un'informazione che viene distorta per finalità di propaganda.

Buon Ferragosto.

14 ottobre 2023

Guerre di distrazione di massa

Comincio a pensare che le vicende internazionali che, con un penoso provincialismo, imperversano nelle radio e televisioni italiane, siano un modo per farci distrarre da questioni che non solo ci toccano ben più da vicino, ma verso le quali potremmo magari avere una qualche influenza.

Non che la strage di Hamas o l'operazione militare speciale in Ucraina, nelle profonda e totale diversità tra loro, siano da ignorare o sottostimare, migliaia di persone muoiono e ancora di più vengono ferite e porteranno per tutta la vita le conseguenze di tali ferite, ma cosa possiamo fare per evitarlo ?

Da che mi ricordo, i palestinesi si sono sempre resi responsabili di efferatezze per natura, anche se non per quantità, uguali a quella di sabato scorso che ha innestato la reazione israeliana.

Nel 1972 alle Olimpiadi di Monaco, per tutti gli anni settanta i dirottamenti degli aerei, la strage, qui in Italia, di Fiumicino, l'Achille Lauro.

Ricordare tutto ciò non è prendere posizione, ma prendere atto di una realtà: non possiamo fare nulla per impedire il protrarsi di tali atti e della inevitabile reazione e dovremmo preoccuparci invece di tutelare noi stessi, perchè quella violenza non ci raggiunga e, se ci raggiungesse, possa essere immediatamente repressa.

Probabilmente radio e televisioni trovano più facile organizzare sterili dibattiti, chiamando anche voci fuori dal coro, giusto per provocare scandali e liti che fanno sempre audience, che non affrontare temi molto più a noi vicini.

Ad esempio come controllare tutti i clandestini, per lo più musulmani, che non solo sono sbarcati in Italia, ma che alcuni magistrati lasciano liberi di sciamare sulla nostra terra.

Come potremmo difenderci se, anche solo una esigua minoranza, decidesse di emulare i loro fratelli di Hamas ?

Nessuno di noi è attrezzato, singolarmente, per difendersi, prima di tutto perchè uno stato, che in questo ha recepito tutti i criteri delle monarchie assolute del passato, vieta che un cittadino possa possedere e portare armi per la difesa personale, negandoci un diritto naturale, preesistente alle organizzazioni statuali, di libertà.

Le immagini dell'accoltellamento in Francia sono eloquenti: un solo criminale, armato di coltello, ha ferito più persone, bastava che un passante avesse avuto una rivoltella per abbatterlo e salvare le vittime.

In secondo luogo perchè siamo cresciuti sotto un bombardamento mediatico di buonismo, di anatemi contro la giustizia fai da te, siamo diventati psicologicamente inermi davanti ad una aggressione e incapaci di formulare una reazione efficace che preveda di fare del male all'aggressore.

Questo è un problema (non il solo, perchè poi ci sarebbero i temi economici a noi più vicini, le tasse, la minchiata galattica della transizione ecologica che ci costa un patrimonio e probabilmente non sarà neppure efficiente, il lavoro ...) che dovrebbe trovare spazio nelle radio e nelle televisioni, più di guerre verso le quali non possiamo fare nulla per impedirle e, anzi, con le trasmissioni che vengono prodotte si creano le opposte tifoserie che si scannano perdendo completamente di vista i temi di interesse più immediato per tutti noi.

La questione delle guerre, i rapporti internazionali, meritano sicuramente una informazione, non un'orgia di trasmissioni, perchè l'unica strada per affrontarle è quella della diplomazia, discreta e silenziosa, affidata ai governi.

Noi possiamo tifare rosso o nero finchè ci pare, ma non sposteremo di una virgola l'ago della bilancia, mentre una movimento di base che contesti la concessione per via giudiziaria ai clandestini di sciamare per l'Italia, quello sì che potrebbe fare la differenza.

Ma sono notizie interne, brevi accenni, evidentemente non degni di dibattiti radio televisivi orientati più alla ricerca dell'audience che ad altro.

05 luglio 2023

Evidenze politicamente scorrette

I cattocomunisti con la loro stampa politicamente corretta, non perdono occasione per denunciare i "danni" delle armi, soprattutto negli Stati Uniti, dove largo spazio è stato concesso a Biden nel suo sproloquio del 4 luglio contro le armi agli insegnanti.

Hanno invece completamente ignorato quello che è accaduto in Israele, dove un terrorista palestinese ha bloccato un autobus e cominciato a ferire, a colpi di coltello, i passeggeri, finchè non è stato abbattuto da un civile armato.

Se avessero dovuto attendere l'arrivo delle Forze dell'Ordine sarebbe stata una mattanza, ma il possesso di un'arma da parte di un cittadino ha salvato la vita sua e di altre decine di persone.

In parallelo la stampa cattocomunista evita di ricordare che la raccolta di fondi a difesa del poliziotto francese che, ad un posto di blocco, ha sparato ad un immigrato di terza o quarta generazione, ha superato il milione di euro, dieci volte più dei fondi raccolti a favore della famiglia del ragazzo morto.

Un segno evidente, meglio di ogni sondaggio, del sentimento della opinione pubblica.

Infine Repubblica che, con una foto di tre anni fa (ed era a Ostia, non in Puglia !), cerca di screditare il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, imputandole un uso eccessivo per scopi privati dei voli di stato.

Non ho mai avuto fiducia nè stima per Repubblica, quindi non mi meraviglio della sua inaffidabilità.

Mi auguro però che questa vicenda possa aprire gli occhi, sin troppo chiusi, di tanti che ancora acquistano quel quotidiano.

Tre fatti, tra i tanti, sui quali si vuole stendere l'oblio perchè scomodi nei confronti della narrazione cattocomunista che deve sempre essere piegata per dimostrare le precostituite tesi della sinistra, anche occultando la verità se questa non torna comodo.


25 gennaio 2023

Chiudere la propaganda radiotelevisiva mascherata da giornalismo

Sono anni che non guardo le trasmissioni televisive di "informazione" così come non ascolto quelle radiofoniche e, ormai, ho perennemente sintonizzata l'autoradio su "Radio Italia solo musica italiana" (sperando che trasmettano poche di quelle lagne dei cantanti che strascicano le parole e la voce come muezzin).

Ho nostalgia della Tribuna Politica e della Tribuna Elettorale di Jader Jacobelli e Ugo Zatterin, dei quali non ho mai capito le idee politiche a differenza dei conduttori odierni, più faziosi che schierati.

Le trasmissioni del anni sessanta e settanta, sulle quali mi sono "formato", erano poche (una alla settimana che aumentava ad una al giorno sotto elezioni), concrete, argomentate, ordinate e si poteva capire la proposta del politico e quindi del suo partito.

Erano strutturate in modo semplice ma perfettamente ed equamente regolato, nelle due forme esistenti. 

In una il Segretario del partito rappresentato in parlamento, rispondeva, nel corso di una trasmissione di un'ora, alle domande di un gruppo di giornalisti, spesso direttori o editorialisti dei principali quotidiani, secondo la formula: esposizione iniziale del segretario, domanda, risposta, replica e controreplica in tempi contingentati per permettere a tutti i giornalisti designati di fare le loro domande.

L'altra era il dibattito fra due esponenti di due partiti, in genere maggioranza e opposizione, con l'estrazione a sorte di chi parlava per primo e con tempi uguali e contingentati a disposizione di ciascuno.

Pochissime interruzioni.

Ricordo dibattiti bellissimi (tra Andreotti e Almirante, tra Almirante e Malagodi, tra Malagodi e Pajetta) e ricordo che i comunisti si sono sempre rifiutati di dibattere con Almirante, con la scusa dell'antifascismo, ma in realtà nel terrore di venire bastonati dalla dialettica di un politico sopraffino cui solo Andreotti, Fanfani e Malagodi erano in grado di contrapporsi.

Poi arrivò Costanzo, sullo sgabello (ho sempre preferito lo sgabello della Parietti ...) che la buttò in caciara per fare ascolti.

Fu la fine del dibattito argomentato, colto, informato e informativo, per diventare un'arena gladiatoria, dove vince (apparentemente) chi urla più forte e chi non fa parlare l'avversario.

Poichè la formula sembrava piacesse agli spettatori che la seguivano e quindi raccoglieva pubblicità, si è rapidamente arrivati alla spazzatura odierna dove, ad ogni ora della giornata, si susseguono conduttori faziosi (di sinistra) che non guardano all'informazione, ma all'audience ed a portare acqua al mulino del pci/pds/ds/pd (ma il loro reale seguito lo si vede ad ogni elezione).

Nessuna di quelle trasmissioni può essere considerata di "informazione", al contrario è pura disinformazione, realizzata unicamente per inculcare a forza parole d'ordine, schemi mentali, priorità, terrorismo, catastrofismo, insomma per indebolire la capacità delle persone che vi si abbandonano alla visione, di ragionare e di scegliere bene.

Queste trasmissioni, che non sono di "informazione", ma non sono neppure "giornalismo", sono funzionali alla creazione di una massa amorfa di obbedienti sudditi, indottrinati e timorosi di distinguersi dal gregge, abituati quindi a belare in coro.

Sono gli stessi verso i quali film e telefilm accreditano situazioni "politicamente corrette" ma che, in ultima analisi, corrompono la Società e demoliscono la Civiltà.

Ma su film e telefilm orientati a creare bisogni, aspettative, uniformità di linguaggio e di pensiero, parlerò in un altro momento.

21 gennaio 2023

In marcia verso la distruzione

I ministri della difesa occidentali si sono riuniti ed hanno allegramente deciso di marciare verso un aumento del livello di scontro con la Russia, finanziando e cedendo altre armi, anche offensive e moderne, al comico di Kiev.

Ricordo che la giustificazione addotta da Truman per il lancio delle due bombe atomiche sul Giappone nel 1945, a guerra ormai vinta, fu quella del limitare la perdita di vite di soldati statunitensi che si sarebbe avuto per conquistare il Giappone palmo a palmo.

La stessa scusa è stata sventolata da Zelensky per richiedere armi offensive e moderne; risparmiare vite dei soldati ucraini.

E se la Russia adducesse la medesima motivazione per lanciare qualche missile nucleare sull'Ucraina e terminare lo stillicidio di morti tra i soldati russi ?

E se l'Occidente rispondesse con un intervento diretto ?

Lo scontro che si riuscì ad evitare, per motivi ben più rilevanti, quando esisteva l'Unione Sovietica, sembra avvicinarsi a passo di marcia oggi, per compiacere le consorterie affaristico e finanziarie, riunite a Davos, che vogliono eliminare ogni ostacolo, come la Russia di Putin, al loro dominio oligarchico del mondo, senza alcun mandato popolare. 

Purtroppo Draghi ha compromesso la posizione dell'Italia e, oggi, siamo costretti a seguire gli alleati per evitare di fare la solita figura dell'Italia che inizia la guerra da una parte e la finisce dall'altra.

Ma non è solo la guerra imminente, mentre l'Europa marcia ottusamente verso la distruzione, allucinanti personaggi trovano spazio su una stampa squalificata e inaffidabile.

Così leggiamo di una signora che blatera contro uno dei prodotti caratteristici e più tradizionali della nostra terra, appoggiando le isterie di tristi personaggi del Nord, miserabili quanto la vita che costringono a fare ai loro cittadini, che non amano il Bello e il Buono, come il Vino.

E se anche un solo bicchiere di vino rimpicciolisse il cervello, ci conserverebbe sempre molto più del vuoto tra le orecchie di chi straparla, in preda ad una servile esterofilia.

Il compito che spetta alla Meloni ed al suo governo è improbo e credo sarebbe già un successone se si riuscisse a fermare il declino per porre delle basi che ci consentissero di risalire la china.

Ma per riuscirci, dobbiamo prima affrancarci dalle parole d'ordine che, quotidianamente, tramite una stampa asservita, ci propinano in modo tambureggiante le consorterie finanziarie e affaristiche.

Il primo passo è non credere a quello che scrivono i quotidiani e dicono in radio e televisione, evitando di soffermarsi su programmi spazzatura che conduttori faziosi finalizzano solo alla propaganda di parte.

Un cammino lungo molto più di una legislatura.



03 gennaio 2023

Un sistematico sabotaggio della Nazione

Le cronache di inizio anno sono condite dal sistematico sabotaggio contro l'Italia perpetrato dagli orfani di Draghi e Conte.

Se il Presidente del Consiglio, con il suo messaggio di fine anno, ha invitato noi Italiani all'ottimismo ed all'orgoglio, appare chiaro come la stampa, radio e televisione cerchino di demolire la fiducia crescente in quella giovane ed esile donna che sta restituendo Dignità e Identità alla nostra Patria.

Non si perde occasione per far percepire il Governo Meloni come una banale continuazione dei precedenti, blaterando di aumenti della benzina, di taglio alle pensioni, di presunte politiche favorevoli ai lavoratori autonomi.

E' tutta propaganda.

La benzina, i carburanti, non sono aumentati, anzi sono diminuiti e proprio perchè diminuiti il Governo non ha ritenuto di continuare con l'onerosa politica del taglio delle accise, solo sospese, mai abolite.

La benzina costa meno di quando era arrivata a superare i due euro al litro grazie alla politica di Draghi che, sapendo di scaricare su altri il problema, aveva sospeso (ma non abolito) le accise.

Analogamente si parla di taglio alle pensioni (più alte) ma anche qui non è vero.

Le pensioni (più alte ... e ci sarebbe molto da ridire sul definire alte pensioni da 30mila euro all'anno) verranno incrementate in percentuale inferiore al tasso previsto di inflazione che viene invece interamente riconosciuto a quelle più basse.

E' giusto ? No.

Giusto sarebbe abolire TUTTE le accise sui carburanti, rivalutare le pensioni per l'inflazione reale, abolire TUTTE le tasse sui risparmi, sulle case, sui guadagni di borsa, sui depositi per limitarsi ad una tassa piatta uguale per tutti, autonomi e dipendenti, tanto chi guadagna di più, pagherebbe comunque di più, ma avremmo più soldi in tasca e ognuno si pagherebbe il suo in base alle proprie esigenze e possibilità, secondo una sana economia di famiglia.

Ma per realizzare uno stato liberale ideale, occorrerebbe abolire tutti i bonus, le mancette, le rottamazioni, le deduzioni, le detrazioni, i contributi, le spese ideologiche come quelle per il mantenimento dei clandestini e dei parassiti da divano.

Esattamente TUTTE le spese che quelli che oggi si scandalizzano per la fine della sospensione del pagamento delle accise, vogliono stolidamente continuare e aumentare, blaterando su nuove tasse, patrimoniali, extra profitti, riforma del catasto.

Perchè i cattocomunisti che fanno finta di non capire che il Governo Meloni sta gestendo una eredità passiva dei loro undici anni di governo, inclusi tutti gli impegni di spesa, non aumenta le tasse, mentre ad aumentarle o ad inventarne di nuove sono sempre solo loro come è dimostrato dall'aumento dell'addizionale Irpef regionale nel Lazio di Zingaretti.

Le "informazioni" a senso unico, ripetute ogni mezz'ora dai vari telegiornali e reiterate sulla stampa, sono così presentate in modo tale da indurre a pensare che le cose vadano male, che il futuro è nero e che non valga la pena impegnarsi perchè la situazione generale impedirebbe ogni reale progresso e miglioramento.

In sostanza le truppe cammellate dei cattocomunisti stanno sabotando gli sforzi del Governo Meloni di incentivare uno spirito ottimista e orgoglioso, sabotando quindi le prospettive di crescita e rinascita dell'Italia.

Lo sappiamo e la cura è evitare tali propagandisti dell'informazione faziosa.

Confidando anche che il Governo Meloni faccia la sua parte, privatizzando la Rai e cessando ogni contributo pubblico per mantenere giornali, radio e televisioni che dovrebbero invece vivere solo in funzione dei lettori che comprano, guardano e ascoltano il programma.

E' ora di smetterla di finanziare chi rema contro la nostra Nazione.

22 dicembre 2022

Il Governo intervenga sulla Rai

La manovra si avvia ad essere approvata, smentendo tutta la propaganda cattocomunista veicolata da stampa, radio e televisioni asservite ad editori collusi con la consorteria globale affaristico finanziaria o occupati da schiere di propagandisti militanti anche se il servizio sarebbe formalmente pubblico.

Soprattutto negli ultimi giorni abbiamo visto accumularsi una serie di starnazzamenti (dalla ricetta elettronica allo spid)  finalizzati unicamente a urlare un allarme inesistente e, purtroppo, veicolate non tanto da giornali, radio e televisioni private che per me possono fare e dire quello che vogliono perchè le conseguenze le pagano con i soldi dell'editore, quanto dalla Rai nei suoi radio e telegiornali, nonchè nelle trasmissioni cosiddette "di servizio".

E' una stortura che va avanti da anni e che vede un ente pubblico, pagato con i nostri soldi, due volte, con il canone e con le tasse visto che è lo stato a ripianare i debiti, che fa propaganda di parte con la pletora dei suoi dipendenti, quasi tutti schierati a senso unico.

Quando al governo ci sono i cattocomunisti è un continuo inno al governo, quando al governo c'è il Centro Destra, è una continua critica sempre fondata solo sulle veline del pd.

E' ora di finirla.

La manovra, di cui scriverò quando sarà definitivamente approvata, ha contenuto l'aumento del debito pubblico ben più di quel che fece il genio di Francoforte che ci ha portato guerra, inflazione e crisi energetica, ma ancora non basta.

Lo stato spende troppo per occuparsi di troppe questioni che uno stato liberale deve lasciare al Mercato.

L'informazione è una di queste.

Il Governo Meloni, passata la sbornia parlamentare sulla manovra, deve intervenire sull'informazione, azzerando ogni contributo alla stampa e mettendo mano alla Rai o nel senso (e sarebbe la cosa migliore) della sua completa privatizzazione, oppure nel senso di un forte dimagrimento della struttura, per fornire informazione e non fare propaganda, con regole ben precise sui tempi e i modi di intervento delle parti e di conduzione di radio, tele giornali e trasmissioni varie.

I giornali devono vivere se hanno i lettori che portano anche pubblicità.

Se i cittadini non comprano i giornali, non vedo perchè dobbiamo noi cittadini pagare laute remunerazioni a "giornalisti" con i contributi statali, soprattutto quando poi quelli pensano di poter dire e scrivere quello che pare a loro, anche danneggiando e offendendo le idee di quei cittadini che hanno idee diverse ma sono ugualmente costretti, tramite le loro tasse, a mantenerli.

La Rai non deve sfuggire a questa regola.

Entri sul Mercato e si regga su spettatori e pubblicità.

E se non ha sufficiente ascolto, chiuda.

Non possiamo mantenere migliaia di persone, quando ci sono emittenti che, con molto meno, adottano criteri fondati su un bilancio sano e in utile.

Se i "giornalisti" sono così convinti che le loro opinioni siano oro colato da diffondere tra noi ignorantoni del Popolo, allora ci mettano del loro, finanzino la loro televisione e vediamo dove arriveranno.