Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

03 luglio 2014

Il fallimento di mare nostrum e degli immigrazionisti



Il video, tratto da you tube e ripreso dalle telecamere della metropolitana milanese, ha fatto il giro dei giornali online.
Lo ripropongo nel giorno in cui i mass media insistono nel dipingere le condizioni inumane dei viaggi dei clandestini verso l'Italia.
Lo ripropongo perchè, contrariamente a quanto sostengono la Boldrini e Bergoglio, questi immigrati sono esattamente il contrario di una "risorsa".
Ma anche al loro arrivo sono portatori di malattie che già hanno contagiato alcuni agenti.
Possono essere portatori di ben più gravi malattie che realizerebbero in Italia quegli incubi catastrofici con i quali ci deliziamo al cinema, ma che certamente non vorremmo vivere in prima persona a casa nostra.
Non solo, quindi, costi immensi per l'operazione mare nostrum.
Non solo una devastazione completa del nostro tessuto sociale, economico, etnico.
Non solo un costante freno allo sviluppo ed un pericolo al Benessere che i nostri Padri ci hanno consegnato.
Ma anche un pericolo per la nostra Sicurezza e per la nostra Salute.
Renzi e compagni lo sanno benissimo, ma insistono, protetti dalla loro torre d'avorio, in una politica in cui gli unici a pagare siamo noi cittadini.
Mi domando quanto tempo ancora ci vorrà prima di reagire.


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02 luglio 2014

Consigli per i risparmi

Da ieri Renzi ha aumentato anche la tassazione sui risparmi: dal 20 al 26%.
Neppure la Camusso aveva osato tanto, fermandosi a richiedere il 25% .
Stampa di regime e televisione di stato, si affannano a ricordare che per i titoli di stato come bot e btp, la tassazione è ancora ferma al 12,5%.
Una macroscopica disparità nei confronti dei titoli obbligazionari emessi dalle aziende private che pagano il 26%, ma lo stato, per alimentare il suo debito, mantiene la tassazione agevolata.
Ma se un risparmiatore non vuole alimentare con i suoi soldi il debito pubblico e non vuole finanziare questo stato che meriterebbe solo di fallire, può riuscirci senza rimetterci ?
Certamente.
Ci sono ottimi titoli emessi da organismi internazionali come la BEI che offrono rendimenti tassati al 12,50% come i titoli di stato.
Ovviamente sono rendimenti già di loro bassi, perchè sono titoli "sicuri" (per quanto possano esserlo TUTTI i titoli azionari e obbligazionari).
Se uno vuole però alzare il livello di rischio e quello di rendimento, anche con un 7 - 8 %, può, sempre restando sui titoli BEI tassati al 12,50%, acquistare quelli in valute come la lira turca (TRY) o il rand sudafricano (ZAR).
La guerra contro Renzi si combatte anche evitando di finanziarlo, sia pur indirettamente e non partecipando ad alimentare il debito pubblico italiano.



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01 luglio 2014

Smascherare l'imbroglio di Renzi

Renzi parla, parla, parla.
Quando agli esami universitari non eravamo preparati, l'unica ancora di salvezza era di subissare la commissione (spesso annoiata) di parole per mascherare la nostra ignoranza.
Talvolta ha funzionato.
In politica è più facile.
Noi in Italia abbiamo bisogno di credere alle buone notizie, salvo poi masticare amaro.
E molto amaro vidi masticare i colleghi comunisti dopo che Prodi modificò le aliquote iperf di Berlusconi e quando arrivò la prima busta paga del gennaio 2007, in netto calo.
Così hanno masticato amaro, occhi sgranati, alcuni colleghi comunisti, sostenitori di Renzi e, prima, di Letta e di Monti, quando hanno ricevuto la lettera del comune di Bologna con gli importi della tari e della tasi.
Ma masticare amaro serve solo a farsi venire l'ulcera allo stomaco.
E' ora di reagire.
Dal vertice europeo, che il putto fiorentino ha strombazzato come un suo grande successo, è uscita una sola certezza: non è stata concessa alcuna proroga all'Italia per il rientro dal deficit.
I quotidiani non asserviti al regime hanno già ipotizzato una manovrona da 25 miliardi in autunno per rispettare il diktat europeo.
Renzi non parla del rientro dal debito, ma di flessibilità che, da parte di chi vorrebbe reintrodurre il cosiddetto "falso in bilancio" per le aziende private, sarebbe un gigantesco falso nel bilancio di uno stato.
Infatti verrebbero escluse dal parametro le cosiddette spese per l'innovazione, le riforme, la crescita.
Quelle spese ci sono.
Quelle spese dovranno essere rimborsate.
Ma Renzi avrebbe "ottenuto" di non conteggiarle.
Per ora.
Così può spendere di più, altri soldi che dovremo restituire con gli interessi.
Nel frattempo il governo pensa di ricollocare, usando il "metodo Olivetti" ?, i 2500 lavoratori dell'Alitalia che verranno dichiarati in esubero per consentire l'immissione di denaro fresco dagli Emirati.
Quello di Renzi è un imbroglio economico, perchè aumenta le tasse per aumentare le spese e non per risanare il bilancio, creando i presupposti per ulteriori tasse contro gli Italiani.
Ma è un imbroglio anche politico con le presunte riforme, quando propone un complesso (quindi, come tutte le leggi non lineari e non chiare, destinato ad imbrogliare il prossimo) sistema elettorale per la camera e la nomina, non più l'elezione, del senato.
Il tutto con il contorno di leggi che spingono ancor di più l'Italia verso il baratro morale come lo ius soli, la cittadinanza e il voto agli immigrati, il "matrimonio" omosessuale, la legge sul "fine vita", il divorzio "breve", la distinzione della droga tra "leggere" e pesanti con il corollario dei tossici in libertà, l'occupazione di tutto ciò che è occupabile come la rai e la Federazione Calcio.
Contro questo signore occorrerebbe un Centro Destra coeso e su una opposizione durissima e ostruzionistica.
Invece il Cavaliere è diventato l'ombra di quello che, lascia (stra)parlare la signorina Pascale e ne conferma le scelte sfidando la sua stessa base elettorale, come fece Fini nel 2003 quando all'improvviso sostenne il voto per gli immigrati.
Oggi, quindi, siamo più e meglio rappresentati dalla Lega di Matteo Salvini.
Che un altro Matteo ci possa salvare dal Matteo fiorentino ?


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30 giugno 2014

Silvio, addio

I primi scricchiolii si erano sentiti alle elezioni europee con la candidatura di Cecchi Paone, sufficiente a farmi cambiare voto e scegliere il porto più sicuro della Lega.
Adesso, dopo la scelta della signorina Pascale, il Cavaliere sembra incarnare il proverbio che vuole Zeus far prima impazzire gli uomini che vuole distruggere.
Quando scrissi che la signorina Pascale era la Isabelita di Berlusconi, non pensavo ad una situazione già così degenerata.
Berlusconi con la sua dichiarazione a favore degli omosessuali dimostra, infatti, di non essere più lucido e sfida la base del suo elettorato.
Come fece Fini quando, nel 2003, si schierò per il voto agli immigrati.
E come allora abbandonai Alleanza Nazionale, così oggi dico addio a Berlusconi.
Mi piacerebbe che ci fossero presto le elezioni, per vedere quanti voti otterrebbe una Forza Italia pascalizzata.
E naturalmente attendo le reazioni degli uomini di Forza Italia, a cominciare da Gasparri, dalla Santanchè e da tutti coloro che, sino ad ora, si sono battuti per evitare che l'Italia precipitasse in una deriva senza fine.
Perchè non è sufficiente dichiararsi contrari, ma bisogna essere conseguenti abbandonando Forza Italia alla sua deriva omolatra.



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29 giugno 2014

Berlusconi molli la Pascale

Leggo che Feltri e la Pascale, fidanzata del Cavaliere, si sono schierati con gli omosessuali.
Se per Feltri rispetto l'età, in fondo è capitato anche a Montanelli di "sbarellare" in tarda età, constato che a Berlusconi giovava di più il "bunga-bunga" della monotonia dell'attuale fidanzamento.
In fondo ai tempi del "bunga-bunga" vinse le elezioni alla grande, adesso, se non smentisce la fidanzata, perderà anche le simpatie dei suoi sostenitori di più lungo corso.


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28 giugno 2014

Promoveatur ut amoveatur

Uno dei peggiori ministri del governo Renzi (ma è difficile trovarne uno appena appena sufficiente) è in predicato per ottenere un posto di rilievo in europa.
La incolore ministra degli esteri Mogherini potrebbe diventare ministro degli esteri dell'unione sovietica europea.
Non che sia importante quel ruolo, anzi è del tutto ininfluente, ma sarebbe interessante conoscere i meriti di questa Mogherini.
Già erano del tutti ignoti i suoi numeri per la Farnesina e non mi sembra che si sia distinta in questi mesi.
I nostri Marò sono ancora sequestrati.
I governi del nord Africa continuano a mandarci clandestini.
L'Italia è fuori dai principali tavoli internazionali.
Renzi si dimostra il più efficiente poltronificio del secolo.
Se questo è il nuovo che avanza, verrebbe da dire restituiteci il vecchio , ma tra i nomi fatti c'è pure quello di Massimo D'alema.
Vecchio è vecchio, ma anche di lui si potrebbe dire come per la Mogherini , riprendendo una celebre espressione di Mourinho: zeru tituli !
Il terzo nome italiano tra i papabili è quello di Enrico Letta, il giovane nato vecchio e che in dieci mesi da presidente del consiglio non ha lasciato alcuna traccia e si fatto disarcionare senza neppure combattere.
E allora ?
Allora Renzi cerca solo di liberarsi di qualche concorrente o di qualche ostacolo, segno che dell'europa, dove mandiamo sempre seconde e terze scelte, non interessa a nessuno.

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27 giugno 2014

I cento anni di Giorgio Almirante

Ieri ne Il Giornale, Marcello Veneziani ha scritto  un bellissimo ricordo di Giorgio Almirante, indimenticabile e indimenticato Segretario del Movimento Sociale Italiano negli anni ruggenti 1969-1987, nato il 27 giugno 1914, l'anno in cui iniziò la Grande Guerra.
Non posso certo competere con Veneziani, tanto più che mi sarebbe difficile scegliere tra i mille ricordi di quei venti anni che mi formarono e di cui, inevitabilmente, provo grande nostalgia.
Preferisco invece onorare questo importante centenario, richiamando alla memoria l'azione di un politico di razza, un grande oratore, un uomo coerente, come l'esempio di quel che dovrebbe essere il Leader futuro del Centro Destra.
Quando nel 1946 Almirante iniziò la sua attività politica nell'Italia post fascista, tutto era contro di lui.
Fu uno dei primi otto deputati dell'MSI nel 1948 e fu sempre rieletto.
Superò brillantemente la scissione dei demonazionali che gli scipparono più della metà dei parlamentari eletti nel 1976 e poi evaporarono alle elezioni del 1979.
Combattè con Fanfani la battaglia contro il divorzio avendo ben compreso che quello sarebbe stato il grimaldello per scardinare i Valori fondanti della nostra Nazione.
Ottenne il rispetto anche degli avversari politici, anche se erano altri tempi, con meno cinguettii e più concretezza e cultura.
Giustamente Veneziani invita a non santificare Almirante come i comunisti stanno facendo con Berlinguer, ma questo non significa che Almirante non possa e non debba entrare nel Pantheon dei Grandi della Destra Italiana e che a lui si possa e si debba far riferimento per ricostruire quella comunità umana e politica che sopravvisse alle persecuzioni del dopo 25 aprile e a quella degli anni di piombo.
Ricordare Almirante diventa quindi uno stimolo per ricompattarsi, come giustamente chiede Berlusconi, per togliere al putto fiorentino quel sorrisino ebete che ha, ogni volta che pensa al "suo" 40,8% che usa unicamente per taglieggiare i nostri risparmi, i nostri redditi e le nostre proprietà.


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26 giugno 2014

Il pericolo dell'ingratitudine dei "nuovi italiani"

Leggo che Mario Balotelli, uno degli imputati della disfatta azzurra ai mondiali, ha dichiarato che "i negri non mi avrebbero scaricato".
La risposta è semplice: se lo credi realmente rinuncia alla cittadinanza italiana e prenditi quella ganese.
Ma il ragionamento deve essere più articolato.
Se uno come Balotelli che è stato accolto con amore, nutrito e cresciuto da una famiglia Italiana che lo ha avviato verso un'attività sportiva che gli ha procurato soldi, belle donne e ogni divertimento che un giovane può desiderare, non trova di meglio che rifiutare le critiche e lamentarsi degli Italiani, allora quali reazioni potremmo subire dai milioni di immigrati che, con la complicità della chiesa dell'attuale vescovo di Roma e delle anime belle alla Boldrini, stiamo massicciamente importando entro i nostri confini, sulla nostra terra ?
Se uno che ha tutto come Balotelli si scopre così manifestamente antitaliano, con un odio evidente verso di noi, cosa mai potremmo attenderci da chi non ha avuto la fortuna di Balotelli ?
Domandiamocelo, finchè siamo in tempo e agiamo, finchè possiamo, per neutralizzare il pericolo che stoltamente abbiamo portato in casa e stiamo coltivando.


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25 giugno 2014

Salta la passerella di Renzi in Brasile

Dopo la vittoria sull'Inghilterra i giornali riportavano la indiscrezione di una passerella di Renzi in Brasile per gli ottavi.
L'Italia invece torna mestamente (e meritatamente) a casa e al putto fiorentino non resta che invitare Prandelli ad una consolatoria mangiata di banane in compagnia.
Rigorosamente politicamente corretta.


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24 giugno 2014

Il ribaltone

Mi ricordo molto bene quando i comunisti irridevano all'Inno Nazionale, al Tricolore e si ritrovavano, tiepidamente, solo nella Nazionale di calcio e solo quando vinceva, perchè quando perdeva erano i critici più feroci e distruttivi, concludendo sempre il loro discorso con un "tanto non mi interessa il calcio".
Mi ricordo il settembre del 1973 quando Bologna ospitò un importante torneo mondiale di baseball.
Ad alzarci in piedi, in un Gianni Falchi stipato di circa 5000 persone, quando suonava l'Inno Nazionale saremo stati si e no un centinaio.
La Patria era vilipesa, come il Tricolore, dalla ciurmaglia sinistra, unicamente nel nome di un internazionalismo che, oggi, con il crollo del comunismo, ha trovato il suo sbocco nell'europeismo segno che comunisti si nasce e non si guarisce.
Oggi assisto ad un ribaltone.
I comunisti, Napolitano in testa, si riempiono la bocca di Tricolore e di Patria e sono i primi sostenitori di Prandelli e della sua nazionale non più completamente  italiana.
E sento vecchi camerati manifestare molta freddezza verso la nazionale di Prandelli .
Il nostro sentimento verso la Patria non è cambiato.
E' cambiato chi questa Patria gestisce.
E il ribaltone non è verso la Nazionale, verso il Tricolore o l'Inno, ma rappresenta un rifiuto nei confronti di una società della quale, sempre più, non ci sentiamo parte, a ragione, visto lo scempio che della nostra Patria stanno facendo Renzi, Napolitano e compagni.
Questo pomeriggio, però, saremo ancora una volta davanti ai televisori per l'Italia, nonostante Prandelli si sia scoperto prezzemolino politicamente corretto invece di tenere il calcio e la Nazionale fuori dalle polemiche politiche e sociali, mangiando banane a favore di telecamere con Renzi.
Nonostante Napolitano e nonostante Renzi che cercherebbero di mettere il cappello su un eventuale successo degli Azzurri che farebbe passare in secondo piano la rapina di martedì prossimo, con l'aumento delle tasse sui risparmi al 26% e con la revisione del catasto che potrebbe far lievitare di dieci volte il costo della patrimoniale (tasi, imu) sulla casa, provocandone l'esproprio materiale da parte del fisco renziano.

Forza Italia !


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