E' meglio che siano rappresentate tutte le istanze, anche le più marginali e minoritarie o che ci sia stabilità di governo per operare nel corso della legislatura in una unica direzione, senza annacquamenti della visione e del progetto politico di società ?
L'esperienza del Governo Meloni, con i risultati ottenuti in politica estera, interna ed economica, nonostante l'ostilità di larghi strati delle istituzioni, non elette dal Popolo, sempre pronti a fare uno sgambetto, degli ambienti assistiti della cultura, della scuola, della sanità, del pubblico impiego, delle associazioni di questo e quello, ci dice che la stabilità di governo è un bene più prezioso della rappresentatività minuta di tutte le istanze della Nazione.
Pensiamo solo a quanto saremmo più ricchi e sicuri se avessero tutti remato con il governo e non contro di esso e le sue proposte, leggi ed azioni.
Trovo difficile, ad esempio, pensare che il cosiddetto "centro", una volta occupato dalla DC, oggi sia frazionato fra una miriade di formazioni, ognuna con il suo leaderino che si crede Napoleone e, ogni tanto, ne sbuca fuori qualcuno: Renzi, Calenda, Onorato, Marattin, Lupi, avanti il prossimo che si chiami Ruffini, Salis, Gabrielli e perchè non inserirvi anche Tajani, a capo di una Forza Italia ormai ridotta a primo partitino del centro, che deve contendere lo spazio centrista con tutta l'affollata compagnia.
E a sinistra c'è bisogno di un pd a sua volta diviso tra riformisti ed estremisti, di una AVS che, bontà sua, ha avuto l'intelligenza di unire due partiti che restano divisi così ci sono segreterie per tutti, di un movimento cinque stelle che ha completamente smarrito la forza innovativa dell'invenzione di Grillo per trasformarsi nell'ennesimo partito di estrema sinistra e, ancora, rifondazione comunista, potere al popolo e sicuramente mi sfugge ancora qualcuno.
La Destra non fa eccezione.
Credo che gli Elettori di Lega, Fratelli d'Italia, Futuro Nazionale, ma anche Forza Nuova e CasaPound e, perchè no?, di Forza Italia sicuramente più a destra del loro leader, siano tra loro molto più uniti di quanto non lo siano i loro leaders, ognuno dei quali ha del buono nel proporre determinate istanze, ma anche del negativo con specifiche impuntature (ad esempio il sostegno all'Ucraina per la Meloni, la tassazione dei cosiddetti extraprofitti per Salvini, le acide, insistenti e ingiuste critiche al governo per Vannacci, l'essere filopalestinesi e antiamericani, per un antico retaggio che dovrebbe essere consegnato alla Storia - come d'altra parte, quelli di sinistra dovrebbero consegnare alla Storia la cosiddetta resistenza e l'antifascismo, frutto di un enorme malinteso sul ruolo negletto degli angloamericani nella sconfitta italotedesca del 1945 - per Forza Nuova e CasaPound).
Se l'ambizione personale non può essere disinnescata (e neppure sarebbe opportuno farlo, perchè l'ambizione a migliorare e migliorarsi è la base del progresso), si potrebbe però trovare il modo di far evolvere la democrazia per evitare che il frazionamento comporti rallentamento o addirittura un freno all'azione di governo.
La democrazia si è evoluta, è cambiata dai tempi dell'Atene di Pericle e quella di allora stenteremmo a considerarla, oggi, democrazia.
Perchè allora non ripensarla vista l'obsolescenza conclamata, dal momento che il problema non è solo italiano, come risulta dalle incredibili, ripetute crisi in Francia e Regno Unito e della traballante ex "grande coalizione" in Germania ?
Ad esempio prendendo spunto dalle società per azioni, dove gli azionisti prepongono un uomo solo al comando con il compito di far rendere il loro investimento, confermandolo se gli utili volano, sostituendolo se gli utili rallentano, dandogli però un mandato pieno per un tot numero di anni, senza interferenze.
Così si potrebbe pensare ad una elezione quinquennale che sia una sorta di ordalia, dove gli azionisti, cioè noi Elettori, votiamo ed eleggiamo uno e uno solo che, per cinque anni, deciderà il da farsi.
Al termine del quinquennio se il nostro investimento avrà dato frutti, allora potremo confermarlo, diversamente ci affideremo ad una alternativa.
Per me è la democrazia del futuro, molto più delle alchimie delle coalizioni e delle leggi elettorali.
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