Ogni volta che aumenta il prezzo dei carburanti, sensibilissimo alle vicende internazionali nelle zone dove si estrae la materia prima e quindi al di fuori della possibilità di interventi nel merito dei governi nazionali, si torna a parlare delle accise.
Le accise sono quelle tasse aggiunte nel corso degli anni, sin dalla prima repubblica, per finanziare qualcosa, in genere una spesa pretesa da socialisti o comunisti o democristiani, per fornire il solito "aiutino" ad una nicchia del proprio elettorato.
Sono tutte residuati dei governi precedenti a quello della Meloni che, quindi, non solo non è responsabile, ma si trova a dover gestire le spese per le quali quelle accise sono state imposte, aumentate negli anni per l'inflazione e per le aumentate pretese dei beneficiari.
Alla fine, poichè tutto finisce nel calderone del bilancio dello stato, cioè di tutti noi, l'entrata che deriva dalle imposte fiscali, iva e accise, su tutti i carburanti, ammonta a circa 40 miliardi, che si adeguano a 26 se ci limitiamo alle accise su benzina e gasolio.
Sono cifre di cui nessun governo può fare a meno.
I cattocomunisti, sempre pronti a mettere le mani nelle tasche altrui, propongono patrimoniale e una super tassa su quelli che chiamano gli "extra profitti" delle banche e delle società energetiche.
A parere dei cattocomunisti (e purtroppo anche della Lega o parte di essa) l'aumento dei prezzi avrebbe portato un aumento dei profitti, come se i costi di estrazione e trasporto, con i pericoli derivanti dalla minaccia degli ayatollah, fossero fermi agli anni Sessanta.
Non ho ancora letto una esauriente spiegazione di come si calcoli un "extra profitto" e del perchè debba essere penalizzata una società che aumenti i propri ricavi sui quali già paga le tasse che in Italia sono pure progressive.
No, non sono nuove o aumentate tasse la soluzione, anzi sono il problema perchè è da mentecatti pensare a nuove tasse per eliminare o ridurre altre tasse e nuove entrate servirebbero unicamente ad aumentare ed alimentare nuove spese.
La soluzione maestra sarebbe eliminare alla radice la causa da cui discende il problema: cioè l'Iran degli ayatollah.
Poichè però i pusillanimi capi europei pensano a fare le parate per Kiev (certi che la Russia non oserà colpire le loro capitali) piuttosto che recuperare lo spirito del passato e mandare una flotta con truppe da sbarco a punire gli ayatollah a supporto di Stati Uniti e Israele, dobbiamo accettare gli aumenti senza lamentarci.
Oppure possiamo chiedere alla Meloni di abolire le accise, tutte e per sempre, indicando dove recuperare quegli almeno 26 miliardi necessari.
L'assistenza (anche quella sanitaria) ai clandestini, ad esempio, azzerando ogni tipo di contributo alle varie simil caritas che sono sorte.
Azzerando ogni contributo per il cinema, l'editoria, le aziende decotte, perchè l'unico giudice deve essere il Mercato che viene alterato dai contributi statali.
Facendo pagare i servizi almeno quello che costano.
Ecco alcuni suggerimenti, perchè a me pagare la benzina due euro non piace, ma neppure piace veder aleggiare sopra la mia testa una nuova tassa, visto che, una volta introdotto il concetto di tassare il guadagno "extra" di un settore, fanno presto, Schlein e compagni, ad estendere il prelievo ad altri settori e anche ai privati, come abbiamo visto dalle tassazioni che si sono in parte inventate e in parte aumentate i governi Monti e Renzi in campo finanziario (tassa sui depositi pudicamente definita imposta di bollo in percentuale pagata trimestralmente sul valore dei risparmi e il saldo dei conti correnti, tobin tax, tassa sulla compravendita di azioni, sul capital gain).
E, rendiamocene conto, per uno statalista i soldi non bastano mai ed è sempre alla ricerca di nuove idee per spremere noi cittadini.
Nessun commento:
Posta un commento