Il Governo ha tagliato sui fondi destinati alle iniziative e associazioni dei partigiani.
Ha fatto bene in linea di principio, male nel quantum perchè ha tagliato solo il 15% dei fondi, mentre sarebbe stato meglio azzerare ogni contributo pagato con i soldi di tutti, per lasciare che quegli enti si finanziassero solo tramite i contributi volontari di chi li sostiene.
E' lo stesso principio per i cinematografari, i cantanti assoldati da comuni e istituzioni varie, i giornali, le radio (a cominciare da quella radicale).
Un flusso enorme di denaro, disperso in migliaia di rivoli, che mantengono i privilegi di pochi interessati ad uno specifico tema, a spese di tutti.
Perchè la sommatoria di tutto quel denaro, la sommatoria di tutte le spese ideologiche che, negli anni, sono state accollate al bilancio dello stato, cioè di tutti i cittadini, è incalcolabile, ma sarebbe sicuramente sufficiente per, ad esempio, eliminare definitivamente tutte le accise dai carburanti.
E che si tratti di spese ideologiche lo testimonia la giunta regionale della rossa Emilia Romagna che, dopo aver tuonato contro il miserrimo taglio del 15% dei finanziamenti alle associazioni di derivazione partigiana, per bocca del suo presidente De Pascale ha dichiarato che provvederà a coprire i finanziamenti mancanti.
La stessa giunta che, appena insediata, ha aumentato i ticket sanitari, facendo pagare di più cure e medicine e strilla perchè il Governo non aumenta i trasferimenti in regione, è la stessa giunta che sperpera denaro per manifestazioni ideologiche come le celebrazioni della resistenza.
Forse il Governo dovrebbe pensare anche a ridurre i trasferimenti all'Emilia Romagna, visto che De Pascale trova così facilmente soldi da spendere per le sue visioni ideologiche.
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