09 gennaio 2026
18 luglio 2025
Toti o Sala, la Sovranità appartiene al Popolo Elettore
Lo ribadisco con forza approfittando del fatto che, una tantum, ad essere indagato è un sindaco di sinistra.
E' vero che è una figure debole, marginale anche nel suo schieramento, a fine mandato, quindi probabilmente l'agnello sacrificale per la narrazione della magistratura per poter dire di essere imparziale, ma è comunque il sindaco, di sinistra, della città economicamente più importante d'Italia, Milano.
Non mi interessa disquisire su permessi, pressioni (che ci sono sempre state e sempre ci saranno e sono del tutto legittime, perchè ognuno di noi ha diritto e dovere di perorare la propria causa e quello in cui crede), regolamenti, modifiche, piani edilizi e quant'altro, come non mi interesserebbe valutare il comportamento privato.
A me interessa la valutazione politica di un eletto, di un amministratore e questo spetta solo ed esclusivamente al cittadino elettore.
Se quello che l'amministratore fa mi soddisfa, lo percepisco come funzionale al mio Benessere, alla mia Sicurezza, ai miei Interessi, allora lo rivoto e devo avere il diritto di poterlo rivotare e di vedergli finire il mandato.
Se, viceversa, non apprezzo i suoi calzini arcobaleno, il suo pendere verso i palestinesi, la sua politica della ztl, allora, alle elezioni, voto un candidato che si proponga con le idee opposte.
Non solo non esulto se un magistrato lo indaga, ma neppure auspico le sue dimissioni per tale motivo.
Anzi, dirò di più, se ci si potesse fidare dei cattocomunisti (e nessuno potrà mai, in nessuna vita passata, presente e futura, fidarsi di loro !) in quel "paese normale" vagheggiato decenni fa da un capo comunista come D'Alema, i partiti si metterebbero d'accordo per impedire alla magistratura di interferire con l'azione di chiunque sia eletto con il voto popolare, demandando solo ed esclusivamente al Corpo Elettorale la eventuale sanzione: mancata rielezione.
E' poi ora di finirla di rivolgersi alla magistratura per cercare di impedire a qualcuno di fare quello che i voti ottenuti gli consentono di fare.
Lo dico anche in riferimento ai decreti sicurezza e contro i clandestini, ma anche a Bologna, dove Lega e Fratelli d'Italia hanno fatto ricorsi alla corte dei conti e esposti all'anticorruzione su quell'abominio degli arbusti invasati in alcune piazze cittadine.
Lepore li ha messi, perchè i cittadini bolognesi gli hanno dato la possibilità di metterli con il loro voto, come pure di deturpare la facciata di Palazzo d'Accursio con stendardi a favore di quello o di questo (più di quelli, però, affini alla ideologia del sindaco), o imporre la ridicola misura del trenta all'ora.
Nel 2027 si tornerà a votare e Lega e Fratelli d'Italia, invece di chiamare la magistratura ad intervenire in politica, dovrebbero valutare la figura del candidato da opporre a Lepore, che ne rappresenti esattamente l'opposto.
Poi spetterà a noi cittadini votare e decidere, non ad una sentenza.
E il concetto vale anche per il terzo o quarto o centesimo mandato: sono gli Elettori a decidere se dire basta ad una amministrazione, come non può esserlo un magistrato, così non può esserlo neppure una legge che inibisce il mio diritto di elettore di scegliere liberamente colui che ritengo il migliore per quel ruolo, solo perchè ha già servito per due mandati (anzi, questo dovrebbe essere un motivo in più per poterlo rieleggere se ha fatto bene !).
Per me questa è Sovranità che appartiene al Popolo e non al parlamento e tanto meno alle corti.
16 luglio 2025
La Foresta Felsinea
Molti quotidiani hanno ripreso la notizia che il sindaco di Bologna Lepore, per combattere il cambiamento climatico (😕) dando refrigerio (😟) ai cittadini di Bologna ha speso (non di tasca sua, ma di tasca nostra) 128mila euro circa per collocare 160 vasetti con arbusti e rametti (chiamarli alberi sarebbe troppo).
Tornato a Bologna, abituato a frequentare il centro storico, ho subito visto quell'opera e, una tantum, ho scattato due fotografie che qui ripropongo, delle due piazze Re Enzo e Nettuno.
Le fotografie proiettano una immagine migliore di quella che vede l'occhio direttamente sul posto.
L'ombra che si vede è, prticamente in via esclusiva, l'ombra dei palazzi medievali che, da secoli, forniscono l'ombra in estate, a maggior ragione in una città come Bologna i cui portici, costruiti per dare riparo agli studenti fuori sede agli albori dell'Alma Mater, sono patrimonio Unesco.
Direte: non viene negata a nessuno la patacca di una istituzione internazionale, è vero, ma i nostri portici meritano, sicuramente, una sottolineatura, sono ampi, vasche per i pedoni (a volte, troppo spesso, purtroppo anche per biciclette e monopattini) e forniscono il luogo da sempre preposto dai nostri umarelles per le loro discussioni quando piove o quando la canicola batte su Bologna, città in cui, per il clima particolarmente ostile in estate e in inverno, per viverci bisogna avere "un fisico bestiale" come cantava Luca Carboni, bolognese non per caso.
Ma torniamo alla nostra Foresta, anzi alla Foresta di Lepore che la sta difendendo contro esposti e lettere che quotidianamente, vengono pubblicate sul giornale della città, il Carlino Bologna.
Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.
Ecco, dopo aver visto la Foresta Felsinea, un sindaco avrebbe dovuto ammettere l'errore e passare ad altro.
Tutti noi abbiamo sogni, ci immaginiamo un qualcosa e, una volta realizzato, ci accorgiamo talvolta (quasi sempre) che il risultato reale non corrisponde a come lo avevamo sognato.
Limitiamo le perdite, si rimuova il tutto e si provi con un'altra iniziativa.
Il sindaco di Bologna, invece, no, lui, che ragiona ai 30 all'ora, continua a ritenere quella roba là una iniziativa che allevia la canicola.
In due giorni non ho visto nessuno sostare all'interno della Foresta Felsinea di Lepore, tranne quando erano i palazzi intorno a fornire l'ombra, come fanno da secoli.
Le piazze di Bologna non sono state progettate per inserirvi dei giardini, delle fontane sì (e ce ne sono in quella stessa area anche oltre quella famosissima del Nettuno), ma dei giardini, no.
Quelli si trovano in apposite aree (veggasi alla voce Giardini Regina Margherita e simili) o nell'interno dei palazzi.
Bologna è una città di pietra, solida pietra, robusta pietra, come attestano anche le nostre residue torri dopo che un altro sindaco, anche quello socialista, Zanardi, fece radere al suolo decine di torri più o meno alte che caratterizzavano la nostra città come nella attuale Piazza della Mercanzia.
Le fotografie della Foresta mostrano non una sistemazione provvisoria, ma il posizionamento finale dei vasi, allineati come un plotone di reclute al giuramento dell'esercito di Lilliput.
Purtroppo Lepore e questa giunta sono stati votati ed eletti al primo turno, segno che "i svulazen" sono ancora vivi e votano in mezzo a noi.
All'età di quasi settanta anni comincio a dubitare di poter vedere Bologna rifiorire con una amministrazione diversa da quella che esce dalle cellule del vecchio pci, ora pd, oggi rigorosamente a braccetto con la curia, le associazioni tanto inutili quanto chiassose, i sindacati e soprattutto il deus ex machina dell'economia bolognese: le coop.
A differenza però di chi ha votato e voterà questa giunta e questi sindaci, io, almeno, ho il diritto di lamentarmi e non mancherò di farlo, sperando che la notizia della Foresta Felsinea arrivi anche al Governo e ripensi ai trasferimenti di denaro verso Bologna e l'Emilia Romagna.
Perchè l'unico modo per scongiurare altre spese di quel genere è chiudere i rubinetti dei finanziamenti, per costringere la giunta ad occuparsi solo delle questioni essenziali: buche, trasporti, ordine pubblico, lasciando perdere il tentativo, patetico e senza futuro, di obbligare il clima a cambiare.
20 febbraio 2025
I cattocomunisti che amministrano le loro riserve indiane
Non so quindi se essere lieto o rammaricarmi dal fatto che la regione Emilia Romagna a guida De Pascale (pd) ha revocato la richiesta di percorso per l'autonomia differenziata promossa dall'Emilia Romagna a guida Bonaccini (pd).
E' evidente che, al di là della schizofrenica incoerenza del pd, è una posizione esclusivamente strumentale, a sostegno dei latrati antigovernativi del pd e dei suoi satelliti, ma è anche uno schiaffo, teorico, ai cittadini emiliano romagnoli che, in questo modo, si vedono privare di una autonomia che, ben gestita, darebbe cospicui frutti.
Lo schiaffo è teorico perchè se l'interpretazione dei De Pascale e dei Lepore di autonomia amministrativa è quella di imporre aumenti tariffari (biglietti autobus, sosta) e di tasse (tari, bollo auto, ticket sanitari) allora sarebbe meglio se venisse tolta loro anche quella che hanno.
Ricordo ancora e sempre quel che disse in una Tribuna Politica (quando i dibattiti in televisione erano seri e non caciare) il democristiano Rumor, rispondendo ad un giornalista che lo aveva stuzzicato elogiando la giunta comunale comunista di Bologna che offriva gli autobus gratis: Bologna comunista può mettersi in vetrina perchè è in una Italia democristiana che paga i suoi conti.
Infatti la stagione degli autobus gratis, fu pagata da tutti gli altri Italiani che videro porre a carico della contabilità generale i costi di quella onerosissima operazione di facciata.
Adesso i comuni e le regioni sono responsabili dei loro bilanci e De Pascale e Lepore non hanno saputo fare di meglio che aumentare tariffe e tasse.
E' quindi comprensibile che vogliano rinunciare ad una sempre maggiore autonomia che li costringerebbe a dimostrare se e quanto valgono come amministratori, per poter continuare con il facile latrato contro il Governo che non trasferirebbe abbastanza fondi alle loro casse, per le loro spese ideologiche (30 all'ora, "aiuti" a Gaza, etc.).
La cosa avvilente, per me che sono bolognese ed emiliano, è che quei signori ed il loro partito, con i relativi satelliti, continuano ad essere votati, anche da chi negli ultimi due anni ha avuto le case allagate e adesso "si godrà" dell'aumento di tasse e tariffe.
11 novembre 2024
Un sindaco in confusione totale
Sabato scorso a Bologna, si sono adunati due segretari di partiti della sinistra (pd e Sinistra) per contestare il diritto di CasaPound ad esprimere pacificamente la loro opinione, mentre contemporaneamente, gruppi organizzati di sinistra aggredivano i Poliziotti e danneggiavano beni pubblici e privati.
Il sindaco di Bologna, che già è apparso come un pugile suonato dopo l'alluvione contro la quale non ha funzionato neppure l'esorcismo della recita di bella ciao, ha mostrato i suoi limiti parlando di trecento camicie nere mandate dal Governo a Bologna.
Frase di suo ridicola, tanto che qualcuno ha ipotizzato che al posto di Lepore ci fosse Crozza in una delle sue più riuscite imitazioni caricaturali.
Purtroppo per noi bolognesi non era Crozza, ma proprio Lepore che, non sapendo che pesci pigliare, come nel calcio la squadra in difficoltà manda la palla in tribuna per perdere tempo, così lui riesuma la liturgia antifascista da assemblea studentesca per evitare di dover argomentare sulla gestione della città.
Lepore è il sindaco che ha seguito un mandato di Cofferati e ben due di Merola e molti di noi credevano di aver toccato il fondo ma, come ci istruisce la saggezza popolare, al peggio non c'è mai fine e tremo al pensiero di chi i cattocomunisti potrebbero mettere al posto di Lepore, posto che qui a Bologna e, più in generale, in Emilia Romagna, grazie alla complicità di coop, sindacati, curia, associazionismo vario, sindaci e presidenti di regione usciranno sempre dallo stampino rosso.
Eppure non dovrebbe essere difficile governare bene, almeno nella gestione ordinaria.
Manifestare una opinione è un diritto di libertà connaturato nelle singole persone e, quindi, manifestare pacificamente, senza danneggiare e senza arrecare disturbo, deve essere tutelato, mentre, al contrario, deve essere repressa ogni forma di violenza, da quella morale per indurre ad impedire ad altri di manifestare a quella materiale che si estrinseca sia con aggressioni fisiche alle persone, che con il danneggiamento di beni pubblici e privati.
Non è difficile, ma a sinistra non ci sono ancora arrivati e dubito che mai ci arriveranno.





