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01 giugno 2025

Farsesco

Leggo che, a ruota della regione Puglia e del comune di Bari, anche l'Emilia Romagna e Bologna hanno "sospeso" le relazioni con qualsivoglia soggetto possa fare riferimento al legittimo Governo di Israele di Benjamin Netanyahu.

Una detto celebre dice che la Storia si ripete sempre due volte, la prima come tragedia, la seconda in farsa e questa delle due regioni amministrate dai cattocomunisti è palesemente una farsa.

Le regioni non hanno alcuna competenza in materia di politica estera e, anzi, personalmente ritengo che la corte dei conti dovrebbe indagare su ogni spesa che, ad esempio in Emilia con Bonaccini, è stata disposta per inviare "aiuti" a Gaza, sottraendo risorse ai compiti istituzionali di una regione (e di un comune) che sono esclusivamente rivolti verso la comunità locale e partecipando a quel buco nella sanità emiliana che adesso viene coperto con aumento dei ticket e dell'irpef regionale.

La beneficenza ognuno la deve fare per volontà propria e non vedendosi scippare soldi per disperderli verso attività non proprie dei compiti di quella istituzione che li incassa.

A maggior ragione se quelle due regioni, allineate e coperte alla politica nazionale della sinistra del "niet", rifiutano persino quel pallido tentativo di autonomia differenziata proposta dal Governo.

Non vogliono assumersi maggiori responsabilità in campo amministrativo (probabilmente perchè sanno di non essere in grado di soddisfare le esigenze dei cittadini) ma pretendono di attuare una politica estera difforme da quella del Governo Nazionale, utilizzando anche i soldi destinati alla amministrazione locale e poi battendo cassa e pretendendo che il Governo Nazionale integri i trasferimenti in denaro.

Personalmente, se fossi a capo del Governo Nazionale, per ogni euro disperso in attività estranee a quelle proprie dell'amministrazione locale (buche, servizi, strade etc.) toglierei un euro dai trasferimenti dal centro alla periferia, perchè se li spendono per attività non attribuite, allora vuol dire che hanno anche troppi soldi (nostri, del contribuente italiano) da spendere per scelte ideologiche che non portano alcun beneficio ai cittadini amministrati.

La tracimazione di regioni e comuni dai loro compiti istituzionali è solo un aspetto della trasformazione della nostra democrazia in oclocrazia (dedicato a Nessie 😉), dove tutti si occupano di questioni e vogliono mettere il loro becco in decisioni che non spettano a loro, invece di cercare di eseguire bene i compiti loro attribuiti.



20 febbraio 2025

I cattocomunisti che amministrano le loro riserve indiane

Nei giorni scorsi, con scarsa copertura nazionale mentre invece dovrebbe avere la massima diffusione, qualche elettore cattocomunista potrebbe rinsavire, abbiamo visto come Di Pascale e Lepore intendono l'uso dell'arma fiscale e tariffaria, in ciò perfettamente allineati ai loro capi nazionali che rispolverano l'idea della patrimoniale cercando la protezione di una unione europea malmessa e più traballante dei regimi cattocomunisti in Emilia Romagna e Toscana.

Non so quindi se essere lieto o rammaricarmi dal fatto che la regione Emilia Romagna a guida De Pascale (pd) ha revocato la richiesta di percorso per l'autonomia differenziata promossa dall'Emilia Romagna a guida Bonaccini (pd).

E' evidente che, al di là della schizofrenica incoerenza del pd, è una posizione esclusivamente strumentale, a sostegno dei latrati antigovernativi del pd e dei suoi satelliti, ma è anche uno schiaffo, teorico, ai cittadini emiliano romagnoli che, in questo modo, si vedono privare di una autonomia che, ben gestita, darebbe cospicui frutti.

Lo schiaffo è teorico perchè se l'interpretazione dei De Pascale e dei Lepore di autonomia amministrativa è quella di imporre aumenti tariffari (biglietti autobus, sosta) e di tasse (tari, bollo auto, ticket sanitari) allora sarebbe meglio se venisse tolta loro anche quella che hanno.

Ricordo ancora e sempre quel che disse in una Tribuna Politica (quando i dibattiti in televisione erano seri e non caciare) il democristiano Rumor, rispondendo ad un giornalista che lo aveva stuzzicato elogiando la giunta comunale comunista di Bologna che offriva gli autobus gratis: Bologna comunista può mettersi in vetrina perchè è in una Italia democristiana che paga i suoi conti.

Infatti la stagione degli autobus gratis, fu pagata da tutti gli altri Italiani che videro porre a carico della contabilità generale i costi di quella onerosissima operazione di facciata.

Adesso i comuni e le regioni sono responsabili dei loro bilanci e De Pascale e Lepore non hanno saputo fare di meglio che aumentare tariffe e tasse.

E' quindi comprensibile che vogliano rinunciare ad una sempre maggiore autonomia che li costringerebbe a dimostrare se e quanto valgono come amministratori, per poter continuare con il facile latrato contro il Governo che non trasferirebbe abbastanza fondi alle loro casse, per le loro spese ideologiche (30 all'ora, "aiuti" a Gaza, etc.).

La cosa avvilente, per me che sono bolognese ed emiliano, è che quei signori ed il loro partito, con i relativi satelliti, continuano ad essere votati, anche da chi negli ultimi due anni ha avuto le case allagate e adesso "si godrà" dell'aumento di tasse e tariffe.

23 giugno 2023

Bonaccini chiede ben 9 miliardi per il dopo alluvione

Bonaccini, presidente della regione Emilia Romagna, pare abbia presentato il conto al Governo: più di nove miliardi.

E' nota la polemica sul commissario che dovrà gestire la ricostruzione e sulla tempestività degli interventi, ma la cifra richiesta mi sembra piuttosto ingente.

Ho l'impressione che la abituale ingordigia dei cattocomunisti quando si tratta di gestire soldi pubblici, abbia portato ad una richiesta dove sono stati ricompresi anche i risarcimenti dei danni, magari a chi già può usufruire di una assicurazione privata perchè è stato più previdente di altri, che hanno risparmiato sul premio e adesso chiedono il rimborso al bilancio dello stato.

Mi auguro che il Governo, come dichiarato dal Ministro Musumeci e dal Vice Ministro Bignami, esamini attentamente le causali delle richieste ed i relativi importi, perchè il denaro che verrà erogato è di tutti e quindi deve essere speso con oculatezza e non un tanto al chilo.

Inoltre mi auguro che quei nove miliardi trovino capienza senza ulteriori tasse, anche di scopo, o indebitamenti e sul dove reperire i fondi che chiede, Bonaccini nulla dice di concreto.

Però in un bilancio che mi sembra sfiori i mille miliardi annui, le voci di spesa sono molteplici e potrebbe essere l'occasione per mettere mano a qualche cancellazione.

Già il costo del reddito di cittadinanza è stato dimezzato con il decreto lavoro del primo maggio e di questo ringrazio la Meloni, Salvini e ... Tajani, ma poichè resta sempre un costo di sei miliardi ecco che, in un colpo solo, si possono ancora recuperare già i due terzi del conto presentato da Bonaccini.

I costi per il recupero, il trasporto, vitto, alloggio e cure dei clandestini sono un'altra voce che dovrebbe essere assoggettata alle forbici e anche lì si parla di dieci miliardi di spesa a carico nostro.

Infine i contributi per questo e quello, dall'anpi ai film che nessuno andrà mai a vedere, dagli spettacoli estivi con i costi per il personale cantante e quello che deve montare e smontare gli impianti, a quelli per la carta straccia ... pardòn, stampata, magari si tratta di poche centinaia di milioni, ma aiutano anche quelli.

Alla fine, probabilmente, scopriremmo che non solo non abbiamo alcuna necessità di impiccarci al MES, ma neppure di assoggettarci alle condizioni capestro di Bruxelles per i prestiti del pnrr, ritirando solo i finanziamenti a fondo perduuto, cioè i nostri soldi versati nelle casse unioniste.

E rimarrebbe ancora margine per tagliare le tasse sui redditi e abolire quelle sul patrimonio (IMU) e sui risparmi (sui depositi, sulle operazioni di borsa, sui guadagni di borsa).



18 giugno 2023

Bancomat e solidarietà

Che i cattocomunisti siano sempre pronti e lesti nel mettere o, almeno, cercare di mettere le mani nelle tasche altrui, lo sappiamo da tempo.

La lista delle imposte e tasse con le quali ci hanno, nel tempo, depredato di parti sempre maggiori del nostro reddito, del nostro risparmio, del nostro patrimonio è talmente lunga che, a volerle elencare, se ne dimenticano sempre molte.

Non stupisce, quindi, che dopo l'alluvione di metà maggio, comuni e regione Emilia Romagna, purtroppo una delle residue quattro in mano ai cattocomunisti, pretendano risarcimenti dal Governo indicando un saldo di ben nove miliardi di euro, metà di quello che dovrebbe essere l'importo della terza rata per l'inutile pnrr voluto, manco a dirlo, dai cattocomunisti.

Alla richiesta del Governo di specificare interventi e loro costi, gli amministratori rossi hanno alzato i toni della propaganda, tanto che il Ministro Musumeci ha opportunamente ricordato loro che il Governo (avrebbe meglio potuto dire lo stato, il bilancio dello stato) non è un bancomat.

Contemporaneamente i cattocomunisti hanno alzato i toni, pretendendo anche qui che a gestire quella massa enorme di denaro sia, come commissario, Bonaccini, lo stesso personaggio che nei passati anni, come presidente della regione, avrebbe dovuto mettere in sicurezza fiumi e terreni, con il risultato che abbiamo visto.

Sarebbe come incaricare di una operazione studiata per rimediare ad un precedente intervento non riuscito, lo stesso chirurgo che ha fallito la prima operazione.

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha detto, sin dal primo momento dell'alluvione, che il Governo, compatibilmente con le disponibilità, avrebbe provveduto a risarcire i danni ed a nominare il commissario più adatto alla ricostruzione una volta pianificati interventi e costi.

A me sembra il comportamento più corretto, nel rispetto di tutti i cittadini Italiani che non si tirano certo indietro nella solidarietà verso le popolazioni colpite da un disastro naturale, come abbiamo visto anche in passato con alluvioni e terremoti, ma che vorrebbero evitare gli sprechi di allegre gestioni, affidate soprattutto a chi, pur avendone le facoltà e le responsabilità, in tanti anni precedenti nulla ha fatto per prevenire o ridurre l'impatto di eventi imprevedibili nella loro dimensione come quello che ha colpito la mia regione.

Ricordo che l'Emilia Romagna, sin dalla istituzione delle regioni a statuto ordinario con le elezioni del 1970, è amministrata dai comunisti, con i socialisti prima e imbarcando anche i "cattolici adulti" di Prodi e compagni poi.

Ed al sindaco di Bologna Lepore che fa l'offeso per la risposta del Ministro Musumeci, vorrei ricordare che potrebbe già da subito destinare fondi ai risarcimenti ed alla ricostruzione, evitando di usarli per l'effimero estivo (i circenses contemporanei), con l'installazione e la disinstallazione continua di palchi e palchetti (che, tra l'altro, imbruttiscono Piazza Maggiore, una delle più belle d'Italia ... quando non è occupata da strutture e chioschi) e il costo degli "artisti" arruolati per la gloria dell'amministrazione comunale.

Una famiglia che subisce un costo imprevisto, rinuncia da subito alle spese voluttuarie, rimandandole in tempi migliori e non capisco perchè si debba continuare a spendere per spettacoli estivi quando quei soldi sarebbero più utili a chi è stato colpito dall'alluvione (e ce ne sono anche a Bologna: chiedere, per esempio, agli abitanti dei Colli e di via Saffi).



03 febbraio 2010

Emilia Romagna al voto

Anche se l’evento mediatico che ha avuto risonanza nazionale è stato il crollo del sindaco “Delbono il breve” dopo appena sette mesi di regno, l’unica certezza per il 28 marzo è che si voterà per il presidente e il consiglio regionale.
Per il sindaco ne riparleremo al momento opportuno, quando sapremo con certezza la data delle elezioni.
Sin dalla inaugurazione del voto amministrativo (1970) nelle regioni a statuto ordinario, l’Emilia Romagna (come la Toscana e l’Umbria) è stata rossa.
Otto volte al voto, otto volte presidenti comunisti, dall’ex sindaco di Bologna Fanti all’attuale Errani, che si ripresenta anche in questa occasione.
La DC prima e Forza Italia con Alleanza Nazionale, ora Pdl, poi hanno cercato di conseguire il necessario ricambio, ma la regione dove imperversano le coop rosse sembra inattaccabile.
Se, infatti, le province di Piacenza e Parma sono più disponibili all’alternanza e se Bologna, almeno una volta, è riuscita ad avere un sindaco non comunista, Reggio, Modena e Ferrara appaiono inossidabilmente rosse, ma lo zoccolo duro è dato dalla Romagna dove il profondo rosso si sposa con un laicismo dogmatico.
Così anche in questa occasione, nonostante le ovvie parole di speranza, temo che la regione possa restare rossa.
La Lega Nord, in occasione delle ultime amministrative del 2009, è riuscita a scalzare alcuni feudi in località di provincia, ma il percorso sembra ancora lungo prima di riuscire ad avere una estensione adeguata sull’intera regione per puntare alla conquista della regione.
A questo si aggiunga la politica “dei due forni” di Casini che pur non alleandosi direttamente con i comunisti, li avvantaggia presentando il suo fido Galletti (e per le regionali non esiste ballottaggio: chi prende più voti vince) e le incertezze del pdl che, invece di puntare su un “cavallo di razza” della Lega ha preferito prima candidare l’ex direttore del Carlino Giancarlo Mazzucca, per poi dirottarlo nella ipotetica gara al comune di Bologna e rimpiazzarlo in corsa con la sconosciuta Anna Maria Bernini della quale sappiamo solo ciò che raccontano i giornali e, di tutto, mi sono annotato che fu scelta da Fini ed è vicina alla fondazione Fare Futuro: quindi è una candidatura che, dal mio punto di vista, non è condivisibile.
C’è ancora qualche giorno di tempo, ma sembra che le candidature saranno quelle indicate.
Così, anche in Emilia, come nel Lazio, non sembra esserci altra scelta per un elettore di Destra che utilizzare il proprio voto per lanciare un forte messaggio ai partiti del Centro Destra, scegliendo una alternativa di nicchia come Forza Nuova che spero possa riuscire a presentare una propria candidatura autonoma.


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