Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

Web blacknights1.blogspot.com
penadimorte.blogspot.com svulazen.blogspot.com
Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva
Visualizzazione post con etichetta Veneto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Veneto. Mostra tutti i post

15 gennaio 2025

Mai più un'altra Verona !

Leggo con molto fastidio le dichiarazioni del Presidente del Veneto Luca Zaia che seminano zizzania all'interno del Centro Destra.

Zaia, ottimo presidente di regione e, prima ancora, ottimo ministro dell'agricoltura, non può essere ricandidato per sopraggiunto limite dei mandati concessi dalla legge.

La Lega ha provato a proporre una modifica alla legge, ma gli alleati non si sono mostrati d'accordo e questo con l'appoggio presumibile dei cattocomunisti ansiosi di liberarsi dell'ingombrante presenza di due loro presidente di regione in Campania e in Puglia.

A parte ogni considerazione sul limite dei mandati (e personalmente sono totalmente contrario ad ogni limite che non provenga dal voto degli Elettori ai quali unicamente dovrebbe essere demandata la decisione se rinnovare la fiducia ad un presidente uscente o mandarlo a casa, a loro e non ad una legge o ad un magistrato !) questa è la legge, non c'è per ora la maggioranza per modificarla ed è necessario comportarsi di conseguenza.

Ignorando l'esistenza della legge e delle scorie che seguono ogni battaglia divisiva, in una città come Verona, dove i due terzi della popolazione vede come il fumo negli occhi i cattocomunisti, hanno eletto un cattocomunista sindaco a seguito delle divisioni nel Centro Destra.

E c'era pure stata l'opportunità del ballottaggio, sfruttata malissimo per l'incomunicabilità tra i due candidati del Centro Destra che non si sono accordati per sostenersi al ballottaggio.

Nella elezione del presidente della regione non esiste ballottaggio.

Il candidato presidente che prende anche un solo voto in più vince e trascina alla vittoria, con il suo listino, anche la sua coalizione, anche quando prende meno voti dell'altra, come è accaduto in Sardegna dove la Todde ha vinto personalmente e, pur avendo la sua coalizione preso meno voti di quella di Centro Destra, ha avuto un bonus in consiglieri, conquistando la maggioranza assoluta in consiglio.

E' comprensibile l'amarezza di Zaia che sa di aver fatto bene e potrebbe ancora fare molto bene in Veneto.

E' comprensibile l'aspirazione della Lega di conservare la presidenza di una regione importante come il Veneto.

E' comprensibile l'aspirazione di Fratelli d'Italia di capitalizzare i tanti voti conquistati sul campo mettendo un proprio esponente a capo di una delle più importanti regioni d'Italia.

E' comprensibile Forza Italia che difende le ambizioni di un suo importante nuovo acquisto, Flavio Tosi.

Però la prima responsabilità dei partiti del Centro Destra deve essere verso i Veneti, che non meritano di essere abbandonati ai cattocomunisti e verso gli Elettori che pretendono che non si verifichi mai più un'altra Verona.

Meloni, Salvini, Tajani, ma anche Zaia e Fedriga: basta discutere a mezzo stampa (che gode a seminar zizzania !).

Riunitevi in segreto da qualche parte, fate un fine settimana di ritiro lontani dai taccuini e dalle telecamere e decidete il criterio per attribuire ad un partito o ad un altro questa e quella regione.

Il Centro Destra ha, in ogni regione, uomini preparati per ricoprire ruoli importanti e a noi Elettori non importa se provengano da Fratelli d'Italia, dalla Lega, da Forza Italia o persino da Noi Moderati.

Quello che a noi interessa è che non si consegnino regioni, a cominciare dal Veneto, ai cattocomunisti come fu consegnata Verona.

28 febbraio 2012

Zaia e il Veneto contro Monti e lo stato assistenzialista e centralista

Monti, finto liberale, nell’applicare le veline di Bruxelles, ha millantato liberalizzazioni e provvedimenti di “crescita” per l’Italia, traducendo a modo suo (e per quanti si bevono la sua propaganda)
l’applicazione di nuove tasse sui risparmi,
aumenti delle addizionali irpef,
patrimoniale sulla casa con la reintroduzione e l’aumento dell’ici,
incremento dell’attività di spionaggio e repressione fiscale,
penalizzazione delle categorie e professioni produttive e liberali.
Monti, però, non ha minimamente toccato quello che è il vero, grande problema dell’Italia, quello che ha creato il debito pubblico da 1900 miliardi di euro, quello che continua a drenare risorse, imponendoci tasse altissime e gli stipendi più bassi d’europa.
Monti non ha affrontato il nodo della pubblica amministrazione,dell’esercito faraonico di cinque milioni e mezzo di dipendenti pubblici, degli sperperi nella sanità, nell’istruzione, nella giustizia, nella rai.
Monti, anzi, con un provvedimento che porta indietro di oltre trenta anni le lancette dell’orologio federalista, si appresta a sfilare dalle tasche dei cittadini le cui amministrazioni sono virtuose i denari per trasferirli in una tesoreria unica, centralista, sulla quale sarà poi il governo a deciderne l’impiego.
E non dubito che significherà nuovi sperperi a favore delle regioni già fortemente indebitate, quasi tutte nel meridione.
Sarà, quindi, una nuova versione della cassa per il mezzogiorno che già ci ha fatto bruciare improduttivamente, migliaia di miliardi.
Il Governatore del Veneto Luca Zaia vi si oppone e ha impugnato davanti al tar il provvedimento, diffidando nel contempo il tesoriere regionale (Unicredit) dal dar corso al trasferimento dei fondi.
Dubito che l’iniziativa mantenuta così come è nei limiti della procedura possa sortire un qualche effetto positivo, dubitando che i membri del tar si mettano di traverso a Monti ed ai poteri forti.
Purtroppo le manifestazioni violente dei no tav di questi giorni ci confermano che solo iniziative eclatanti sortiscono una qualche reazione e ascolto, mentre applicare le leggi volute da altri per conseguire uno scopo legittimo, rischia di essere solo una perdita di tempo.
Se Zaia pensa, con tale mossa, di ottenere un risultato e non ha un “piano b” , allora è un povero illuso.
Se invece Zaia esperisce questo tentativo nell’ambito di una strategia articolata per dimostrare urbi et orbi che lui le ha provate tutte e, quindi, è costretto ad altro tipo di iniziative, allora tanto di cappello e mi ispirerebbe più fiducia un voto alla Lega, unica,vera opposizione in parlamento (all’esterno cito La Destra e Forza Nuova che vorrei unissero le loro forze) a questo governo delle tasse e della povertà, imposto dai poteri forti e che ha come referenti gli gnomi di Bruxelles e dell’unione sovietica europea.



Entra ne