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No alla deriva

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10 ottobre 2024

Ma abbiamo proprio bisogno della corte costituzionale ?

I cattocomunisti, che hanno i loro giudici di corte costituzionale nominati dalla magistratura e dal presidente della repubblica, non vogliono alcun riequilibrio e, con un comportamento ostruzionistico, impediscono l'elezione del giudice (per ora uno, a dicembre quattro) mancante di nomina parlamentare.

L'ostruzionismo è una legittima pratica parlamentare delle minoranze che equivale un po' allo sciopero.

Ma contro lo sciopero esiste la serrata delle imprese e contro l'ostruzionismo parlamentare esistono sistemi per superarlo, come il ricorso al voto di fiducia che, però, non è applicabile all'elezione, con maggioranza qualificata, di un componente della corte costituzionale.

Ma una forma di serrata può essere attuata impedendo che il quorum della corte costituzionale sia raggiunto nel momento in cui altri tre componenti di nomina parlamentare scadranno a breve.

La corte dovrebbe quindi deliberare con il numero minimo di giudici (11) costretti a presenze continue e senza quattro dei cinque giudici di nomina parlamentare, con un totale squilibrio delle decisioni.

Non credo che, con questa opposizione, il Centro Destra debba e possa dialogare, quindi se continuerà l'ostruzionismo con la non presenza in aula al momento del voto per evitare singoli voti di coscienza (mancano un pugno di voti al Centro Destra per raggiungere il quorum), allora meglio attuare una serrata che blocchi le attività della corte costituzionale.

Tanto non ricordo una sentenza che sia una, contraria alla sinistra e che non sia allineata alla imperante moda woke, lgbt, immigrazionista e gender.


19 giugno 2023

Una mentalità servile

Apprendo dalla lettura dei giornali che la signora Sciarra, incautamente nominata/eletta prima giudice e quindi presidente della corte costituzionale, avrebbe dichiarato che le direttive europee, il diritto unionista, sarebbero sempre superiori alle leggi nazionali.

Il vizietto tutto italiano, elevato a sistema negli anni in cui la nostra Patria fu "calpesta e derisa" e sintetizzato dal popolaresco "Franza o Spagna purchè se magna", di inchinarsi servilmente verso poteri stranieri pur di ritagliarsi un ambito di privilegio personale, non potrebbe essere espresso meglio.

Se la costituzione del 1948 afferma che la Sovranità appartiene al Popolo, il presidente pro tempore della corte costituzionale ci dice che possiamo votare come ci pare, ma poi dobbiamo sempre conformarci al potere.

Ma non ad un potere politico, bensì a quell'impalpabile potere costituito dalle consorterie che hanno nei lustrini di Davos e dintorni la loro facciata.

Da qui discende tutta una manipolazione mediatica (perchè quell'impalpabile potere possiede tanti megafoni di carta stampata, radio e televisioni) per accreditare una narrativa (il clima, la transizione verde, le forme sessuali più originali, l'obbligo di accettare una bomba sociale come l'immigrazione massiccia etc.) che porta solo ad un risultato: la sudditanza servile dei Popoli e delle Nazioni europee, fiaccate da tasse, divieti, sanzioni, obblighi.

E, per l'ennesima volta, invidio gli Inglesi che hanno saputo sganciarsi in tempo da questo treno che sfreccia senza freni verso la distruzione della nostra Civiltà.

02 dicembre 2022

Qualcuno ancora ha illusioni di giustizia in Italia ?

Leggendo giornali e commenti su Twitter, mi stupisco dell'indignazione che emerge per la sentenza assolutoria verso Draghi della corte costituzionale in materia di obbligo vaccinale.

Ma qualcuno, veramente, ha ancora fiducia che quei parrucconi possano dispensare vera Giustizia ?

Io non mi sono mai illuso, a parte la considerazione che la propaganda vaccinista si è trasformata ben presto in una istigazione all'odio verso chi non si vaccinava e, bisogna tenerne conto, la stragrande maggioranza degli Italiani ha aderito alla campagna vaccinale ed una buona parte si è anche lasciata invadere dall'odio profuso a piene mani (ricordiamoci quelli che "godevano" nell'occupare posti esterni nei ristoranti sottraendoli a chi non aveva il lasciapassare verde o a chi voleva ridurli alla fame ... e non erano solo ministri come Brunetta o "virologi" come Burioni, ma gente comune, eccitata dalla propaganda di regime).

Perchè è legittimo che uno decida di vaccinarsi, come dovrebbe essere legittimo che uno decida di non farlo, esattamente come è per l'influenza stagionale.

Stampa, radio, televisioni, hanno invece, a reti unificate, santificato le menzogne di Draghi sulla contagiosità e, c'è poco da illudersi, la goccia scava sempre la pietra, soprattutto quando più di una goccia si tratta di uno tsunami di articoli, trasmissioni, discorsi.

Del resto il risultato elettorale è stato chiaro i movimenti che, in un modo o nell'altro, potevano essere i riferimenti dei cosiddetti "no vax", sono andati divisi e, sommati, a stento arrivano al 4%, cioè a livello di Fratoianni e Bonelli: ininfluenti, se non a far mancare al Centro Destra i voti necessari per raggiungere i due terzi dei seggi e cambiare la costituzione.

In tale quadro non è neppure la politica sanitaria il "ventre molle" del Governo Meloni, ma è la partecipazione al sostegno all'Ucraina del comico di Kiev, perchè la maggior parte degli elettori di Centro Destra simpatizzano o, almeno, non antipatizzano per Putin e preferiscono il condizionatore alla guerra, diversamente dalla vaccinazione che ha visto anche la maggioranza degli elettori di Centro Destra aderire a tale campagna (lo dicono i numeri stessi che non possono essere solo cattocomunisti i 35 milioni di vaccinati, sennò oggi ci sarebbe Letta a Palazzo Chigi).

Invece di stracciarsi le vesti, ipotizzare improbabili "Norimberga", sognare rivincite, l'unica battaglia meritevole e che potrebbe essere vincente è quella della cancellazione delle multe in un quadro di pacificazione su questo tema, per chiudere la partita covid e mettere una pietra sul passato, anche perchè con questo governo gli eccessi tirannici dell'era di Conte e Draghi non torneranno più.

Ma per cambiare in modo sensibile la nostra Italia, dopo undici anni di perdizione, il percorso è ancora molto, ma molto lungo ed irto di ostacoli interni ed esterni.

Guardiamo le difficoltà che ha la Meloni ad imporre minimali svolte come quella sui clandestini, sulla sicurezza pubblica, sui contanti, sui pagamenti con il pos, sul reddito di cittadinanza.

Cambiare una situazione deteriorata e degenerata è impresa quasi impossibile con gli strumenti della democrazia, ma la Meloni ci sta provando e disperdere energie e indignazione per la sentenza più che scontata della corte costituzionale è solo uno snobismo intellettuale, che evita il nocciolo del problema.

Che è la costruzione di una Società diversa da quella che abbiamo oggi, non una singola, monotematica questione sanitaria.

13 aprile 2011

Troppe chiacchiere



Così anche una ottima idea come la “mediaconciliazione” finirà sotto la mannaia della corte costituzionale.

Il ricorso di una associazione di avvocati, portatori di un proprio interesse ad incentivare il contenzioso per ovvi motivi di “cassetta”, ha spinto il Tar del Lazio a sollevare la questione di legittimità costituzionale davanti ad una corte che, giusto per dare contro a Berlusconi, non dubito affosserà il provvedimento.

Così torneremo alle lungaggini processuali e alle sentenze che ricadranno in capo ai figli ed ai nipoti degli attori iniziali.

Il male endemico della giustizia italiana (perchè quello recente è la faziosità di certa magistratura) è l’eccesso di sofismi.

Siamo talmente abituati a discutere, a contraddire, che abbiamo perso di vista la concretezza del fare.

Uno dei nefasti retaggi del sessantotto e del sinistrismo “politicamente corretto” è l’orgia assemblearistica.

Ma, a ben vedere, è la nostra stessa costituzione del 1948 una enorme palla piede per lo sviluppo sociale, civile, politico ed economico dell’Italia.

Nei 139 articoli, con corollario di diciotto disposizioni transitorie e finali, si trova tutto e il suo contrario.

Chiunque può impugnare la costituzione a difesa di un suo diritto, trascurando il dovere del fare.

I costituenti erano così condizionati dal Fascismo che, senza alcuna prospettiva di governabilità, fecero in modo che nessuno potesse governare.

La prima repubblica ha galleggiato bene, ciononostante, finchè le cicale socialiste, non sostituirono le formiche liberali: il 1962 segnò la fine di ogni politica raziocinante nella spesa pubblica.

Poi l’estremismo ideologico del sessantotto e dell’autunno caldo fece il resto.

Nonostante la seconda repubblica sia da quasi venti anni sulle nostre tavole, nonostante la presenza di un autentico leader moderno come Silvio Berlusconi, la costituzione continua ad ostacolare il cammino delle riforme.

Quando la corte costituzionale argomentando come chiunque di noi saprebbe fare, perchè con la costituzione possiamo sostenere tutto e il suo contrario e non ci manca certo la “parlantina”, smantella il provvedimento sulla sicurezza, o riconosce diritti di ricongiungimento o accoglie il ricorso dei precari meridionali che pretendono di essere immessi nelle graduatorie provinciali anche del Nord, diventa IMPOSSIBILE governare.

Troppe chiacchiere.

Per cambiare registro dobbiamo cambiare le regole e conferire adeguati poteri ad una e una sola persona, che debba rispondere solo al Popolo che lo elegge.

Basta con i deprimenti spettacoli ostruzionistici del parlamento vuoto di idee e pieno di poteri.

Basta con i presidenti della repubblica faziosi, affetti da logorrea senile.

Basta con una magistratura che pretenderebbe di imporre veti su chi il Popolo elegge.

Basta con l’unione sovietica europea che pretende solo senza dare nulla in cambio.

Basta con le troppe chiacchiere, è giunta l’ora del fare e se le regole esistenti lo impediscono, non ci si deve astenere dal fare, ma si devono cambiare le regole.



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13 gennaio 2011

Scelte potenzialmente devastanti

Nel momento in cui scrivo non conosco le scelte della corte costituzionale sul c.d. “legittimo impedimento” e non so se avrò tempo di intervenire su questo testo prima che sia pubblicato per aggiornarlo, nè se avrò la possibilità di commentare prima di domenica sera.
Ma, fondamentalmente, anche se mi sembra naturale che un Premier eletto dal Popolo non debba essere distratto dai suoi compiti con i processi e ritengo doverosa la loro sospensione per tutta la durata dei mandati elettivi, non credo rilevante quello che sarà deciso, tranne nell’opinione verso i giudici della corte (sulla cui appartenenza geopolitica ci sarebbe qualcosa da evidenziare).
Ci siamo infatti ormai abituati alle aggressioni giudiziarie contro il Premier e, quindi, un processo in più o in meno o anche una condanna non cambierebbe le scelte pro o contro Berlusconi.
Personalmente – ove non facesse errori politici come quello del 2008 quando preferì Fini a Storace con le conseguenze che abbiamo sotto gli occhi – lo voterei come Premier all’infinito, per quante condanne possa accumulare.
Sono invece rilevanti le ammissioni dei referendum sullo stesso legittimo impedimento ma, soprattutto, sulla ripresa del nucleare in Italia e sulla gestione delle risorse idriche.
I giudici, forse, hanno asetticamente valutato domanda e compatibilità, ma quante volte hanno “interpretato” le norme per piegarle al loro volere, ammantando il tutto con profondi pensieri tesi ad “educare” il Popolo, spesso distorcendo leggi realizzate proprio in base al sentimento popolare (veggasi le espulsioni degli immigrati) ?
Allora su temi di rilevante importanza per lo sviluppo della Nazione come è quello energetico, la corte avrebbe potuto tranquillamente chiudere le porte a consultazioni potenzialmente devastanti e che fanno leva sui peggiori sentimenti umani: l’odio, l’invidia, la paura.
Non possiamo infatti fondare che sull’odio e l’invidia il referendum sul legittimo impedimento, finalizzato unicamente a perseguitare Berlusconi.
Mentre non possiamo che fondare sulla paura (immotivata) i referendum sul nucleare e l’acqua che, se passassero, imporrebbero un fermo forse esiziale per il nostro sviluppo e la nostra economia.
L’energia, infatti, è fondamentale in ogni singolo aspetto della vita quotidiana e gli anni persi dall’Italia, per la pusillanimità dei legislatori, oggi li scontiamo con una costosissima dipendenza dall’estero, dove, tra l’altro ai nostri confini, producono energia con centrali nucleari.
In pratica gli antinuclearisti vorrebbero farci vivere in miseria, per una loro specifica paura, quando tutto il mondo produce energia nucleare e, in caso di incidente, le eventuali radiazioni non si fermerebbero certo ai confini italiani.
Una scelta tafazziana, pauperista che meriterebbe di confinare i suoi sostenitori in una località delimitata dove non arrivi un solo watt di energia che non sia da loro prodotta e dove non possano minimamente beneficiare delle comodità che derivano dall’avere energia a basso costo.
Insomma: i promotori del referendum e chi li sostiene dovrebbero, per me, restare senza riscaldamento d’inverno e senza condizionatori d’estate.
Anche sull’acqua, pur essendo meno rilevante della questione energetica, assistiamo alla profusione a piene mani della paura ancestrale della sete, collegata alla presunta proprietà privata dell’acqua.
Non è così.
Le fonti d’acqua non vengono privatizzate, ma privatizzate e, quindi, gestite con criteri di economicità e produttività, diventano le società che gestiscono quelle fonti.
In sostanza il principio è quello, sacrosanto, di far pagare un prezzo adeguato ai costi l’acqua che arriva ai nostri rubinetti, avendone in cambio acquedotti funzionanti e una manutenzione che impedisce lo stesso spreco di acqua nel tragitto.
Probabilmente, poi, la scelta di fare i referendum porterà solo al costo della consultazione, visto che se l’astensione sarà, come negli ultimi quindici anni, maggioritaria, finirà tutto nel nulla.
E’ da stigmatizzare che, nel nome di scelte ideologiche fondate sull’odio e l’invidia e di paure prive di effettiva concretezza, si cerchi di bloccare, con grave danno per tutti, lo sviluppo produttivo della Nazione e la capacità operativa del Governo.

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