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No alla deriva

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Diciamo NO alla deriva

22 gennaio 2015

Il Renzusconi è realtà



Nel momento in cui scrivo sembra che il Renzusconi abbia travolto ogni ostacolo e proceda verso il traguardo.
Come ebbi già modo di scrivere, il Cavaliere, dopo tutte le persecuzioni subite, ha il pieno diritto a perseguire il suo tornaconto personale (semprechè non sia una mera illusione ...) , mentre noi abbiamo il diritto e il dovere di restare fedeli ad un progetto di società che, oggi, trova in Salvini e nella Meloni gli interpreti più compatibili.
Salvare il fondoschiena a Renzi, prima che lui lo abbia salvato a Berlusconi, è una emerita fesseria.
Che, temo, il Cav pagherà in termini di consenso politico, travolgendo anche persone di valore come la Gelmini, nonostante la quotazione in crescita da alcuni giorni del titolo Mediaset.

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21 gennaio 2015

Le toghe salvano la legge Fornero (e Renzi)



Salvini ha ragione nel dire che QUESTA Italia fa schifo.
La corte costituzionale ha, ancora una volta, tolto le castagne dal fuoco alla sinistra evitando un referendum lacerante come quello sulla legge Fornero di riforma delle pensioni.
Leggeremo le motivazioni che saranno sicuramente una ben costruita masturbazione giuridica per giustificare l'ingiustificabile.
Resta il fatto che quando avrebbero potuto fornire un assist a Berlusconi bocciando i referendum sulla privatizzazione delle condotte d'acqua e sulle centrali nucleari, i magistrati costituzionali hanno invece dato il via libera alle consultazioni che si sono rivelate un referendum pro o contro il Cavaliere.
Oggi che avrebbero potuto, per par condicio, fare altrettanto con Renzi lo hanno salvato dalla graticola referendaria.
A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.


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20 gennaio 2015

Il bazooka



Dicitur che mercoledì Mario Draghi userà il famoso bazooka.
Sarebbe l'acquisto massiccio di titoli di stato dell'area euro da parte della Banca Centrale.
Una misura cui i tedeschi si sono sempre opposti e che, invece, gli stati deboli hanno sempre auspicato avendo sotto occhio il risultato dell'analoga iniziativa della Banca Centrale Americana che ha consentito alla borsa di New York un aumento del 65%.
Buon per chi ha acquistato ai minimi (purtroppo il 26% dell'eventuale guadagno verrebbe comunque depredato dallo stato e questo disturba alquanto) ma mi domando.
Se la soluzione dei nostri problemi era così facile, perchè ci hanno messo tanto ad arrivarci ?
E, ancora, la Banca Centrale "compra", ma non è Draghi con i suoi sodali a metterci soldi propri, bensì o stampa carta moneta o utilizza riserve.
E allora se stampa carta moneta non è che dopo ci vengano a ravanare nelle tasche con un forte aumento dell'inflazione ?
E se usano riserve proprie, non è che poi pretendano di reintegrarle magari con una tassa "una tantum"  e "per l'europa" ?
Ma perchè, poi, evitano tutti di intervenire sulle tasse, riducendole, che, poi, sarebbe la strada migliore per lasciare i soldi ai cittadini per spenderli ed investirli ?
Non sarà che Draghi usi il bazooka alla rovescia ?
Eh, già, ma Draghi lo avrà fatto il servizio militare per sapere come usare il bazooka ?




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19 gennaio 2015

Primarie vuoto a perdere



Di Cofferati, ex segretario cgil ed ex sindaco di Bologna, non mi importa nulla.
Un comunista, per me, resta un comunista, ed ho detto tutto, dovunque si collochi.
Diverso sarebbe se compisse un percorso di ravvedimento operoso dopo la sua vuota demagogia parolaia degli anni da sindacalista e la manifesta incapacità come sindaco.
Doverosamente precisato quale sia il mio sentimento verso la persona e, in genere, verso qualsiasi comunista, riconosco a Cofferati di aver fatto strame di tutta letteratura elegiaca sulle "primarie".
Una letteratura che ha contaminato anche esponenti di Centro Destra, sotto altri aspetti stimabili, come la Meloni e Tosi.
Quello che è accaduto in Liguria è quel che accadrebbe e accadrà ovunque, sulla tradizione politica italiana, si innestasse un corpo estraneo che è la "primaria".
Negli Stati Uniti l'elezione primaria ha un suo significato perchè gli elettori dell'uno o dell'altro partito sono noti e si iscrivono alle liste elettorali di quello specifico partito.
Nel Regno Unito l'istituto del recall, cioè la revoca del mandato al parlamentare eletto, rende pienamente valide le votazioni interne per la scelta del candidato.
In Italia avevamo i congressi dei partiti.
Avevamo le correnti.
Certo, tutti cercavano di acquisire consensi, cioè tessere, ma per poter votare e, ancora più, per poter essere eletti occorrevano requisiti quale la cittadinanza, la residenza, ma soprattutto una anzianità di iscrizione (previa presentazione di uno o più vecchi iscritti già in possesso dei relativi requisiti) che poteva variare da sei mesi ad un anno.
Quindi non si facevano votare e tanto meno eleggere, gli ultimi arrivati che, senza avere mai messo denaro e neppure la faccia nelle attività di partito, arrivano in massa per votare la figurina di comodo del momento.
L'unica altra alternativa è chiedere un contributo di iscrizione che non sia limitato ai due euro simbolici pretesi dai comunisti, ma vi aggiunga qualche zero, in modo da rendere particolarmente onerosa la raccolta di truppe cammellate o l'iscrizione per "capriccio" o provocazione.
Il tutto senza considerare che la leadership non si acquisisce con le primarie, ma è un composto di carisma, fascino, oratoria, progettualità, che possa ispirare e far sognare i propri simili.
Se, infatti, vediamo le primarie comuniste che hanno eletto in sequenza i vari Prodi, Veltroni, Bersani, constatiamo che, fino al chiacchierone parolaio di Firenze che infatti viene considerato il figlioccio di Berlusconi e non dei sunnominati, sono stati eletti tutti i burocrati di partito i cui discorsi sono sommamente soporiferi e più che altro provocano l'orchite.
Il Centro Destra prenda coscienza che le primarie sono un vuoto a perdere e tornino al sistema dei congressi di partito.
Il leader del partito più votato, divenga quindi il leader della Coalizione, salvo l'emergere di una figura fuori dagli schemi e dai partiti che possa rappresentare il nuovo Berlusconi.


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18 gennaio 2015

Condanna, perchè ?



Mi sono già pronunciato sulla inqualificabile decisione di processare Carolina Kostner, colpevole di amore.
Oggi che la condanna è stata emessa, ribadisco quanto siano ribaltati i valori in questo mondo, dove chi ama viene punito.
E ci lamentiamo perchè i dispensatori di odio aumentano i loro seguaci ?


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17 gennaio 2015

Un alleato affidabile



vignetta di Krancic pubblicata ne Il Giornale del 17 gennaio 2015 a commento della liberazione di due "volontarie" catturate dai terroristi islamici.



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Così si diventa monarchici



Nato nel 1956, con Giovanni Gronchi, democristiano, appena eletto terzo (o secondo se non contiamo il "provvisorio" De Nicola o addirittura quarto se vogliamo contare il pro tempore di De Gasperi tra la rinuncia del Re Umberto II e la nomina di De Nicola) presidente della repubblica, per lungo tempo non mi ero mai posto la questione istituzionale.
Ho letto del referendum del 1946 e mi sono fatto l'idea che probabilmente vi furono dei brogli per favorire la repubblica e l'esilio dei Savoia.
Ma, sicuramente, nel 1956 e nel decenni successivi fino ad oggi, l'idea monarchica ha progressivamente perso forza e se si votasse oggi otterrebbe ben pochi voti.
Più interessante sarebbe un confronto tra repubblica parlamentare (l'attuale guazzabuglio) e repubblica presidenziale con il presidente ben più potente di un re, ma non ereditario e a termine.
La stampa italiana non ha poi mancato di dileggiare la Famiglia Reale, prima con le avventure della Principessa Beatrice, poi prendendo di mira l'Erede al Trono Vittorio Emanuele, criticato per aver sposato una "borghese" e raggiungendo il fondo con la vicenda dell'isola di Cavallo.
L'ultimo rampollo reale, il Principe Emanuele Filiberto, mi appare molto simpatico, alla mano (forse studiatamente) ma anche molto poco regale (c'è una bella differenza con William d'Inghilterra !).
Insomma, nulla di tutto ciò potrebbe ispirare uno nato già in epoca repubblicana a diventare monarchico, se non la repubblica stessa e chi la incarna, cioè il presidente della repubblica.
Da bambino mi appassionai all'elezione di Saragat, in diretta televisiva, in bianco e nero, con il faccione quadrato di Bucciarelli Ducci che apriva la scheda e pronunciava il nome "Leone", "Terracini", "De Marsanich", "Martino", fino ad arrivare a Saragat.
Il presidente che ricordo per i suoi telegrammi.
Me lo immaginavo ogni giorno scrivere un telegramma: di felicitazioni, di condoglianze ...
Poi arrivò Leone, eletto con i voti dell'MSI, quindi il presidente a me più affine che ci sia mai stato, che invertì la rotta e con Andreotti escluse i socialisti dal governo per riprendersi i liberali, anche perchè fu costretto alle dimissioni da una infame campagna di stampa che, poi, si rivelò fondata su falsità.
Dopo Leone il primo presidente che mi fece pensare positivamente alla Monarchia: Pertini, socialista.
Quindi una ritorno repubblicano con Cossiga che avevo avuto modo di conoscere nel 1975 e che, davanti a molti ragazzini di venti anni,  mise tutti in difficoltà con il suo modo di fare e le sue battute "spinte".
Non apprezzai le modalità di elezioni (arco "costituzionale") ma la sua presidenza sicuramente sì.
Dopo Cossiga, il diluvio.
Tre cariatidi interventiste (a senso unico) , con le loro omelie e sempre pronti a legare l'asino dove voleva il padrone.
Ostili pregiudizialmente alla Destra, hanno mostrato come NON si debba fare il presidente della repubblica che dovrebbe essere una figura super partes.
Non avendo speranza, con questa composizione di parlamento, che il prossimo presidente sia meglio, mi ritrovo sempre più monarchico.
Almeno il Re, la Famiglia Reale, per quanto possa avere una idea, non deve brigare per diventare capo di stato, nè deve riconoscenze a Tizio o Caio, nè ha ambizioni di rielezione e può, molto meglio di un presidente eletto e quindi di parte, rappresentare l'unità della Nazione.
Una unità che anche a lui conviene preservare per continuare la dinastia.
In questo quadro anche un Savoia andrebbe benissimo (e non voglio minimamente entrare nella disputa dinastica: mi andrebbe bene chiunque, piuttosto che un novello Napolitano & Co.) ma apparirebbe poi così peregrina l'idea di conferire alla Regina Elisabetta II anche la Corona d'Italia ?
In fondo non mi sembra che se la cavi male come regina non solo del Regno Unito, ma anche capo di stato di Australia, Canada e Nuova Zelanda ...
E ve l'immaginate la faccia stizzita di Hollande e di Frau Merkel che già assaporano il piacere di un loro nuovo presidente a Roma ?




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16 gennaio 2015

Candidato di bandiera



Giornali e notiziari radiotelevisivi si stanno spendendo con le candidature al Quirinale.
In primo piano sento i nomi di Veltroni (il miglior segretario comunista di tutti i tempi, con il quale vincemmo due elezioni politiche).
Fassino, altro segretario comunista che, fisicamente, potrebbe ottimamente rappresentare la gioia di vivere della repubblica italiana e il suo stato di salute.
Tal Mattarella, noto per il sistema elettorale vigente nel 1994, 1996 e 2001 e per il resto grigio burocrate democristiano di sinistra.
A seguire i sempreverdi Prodi e Amato.
Poi qualche spolveratina al femminile (Finocchiaro, Pinotti, Bonino - a pensare male si fa peccato, ma ho visto troppe volte i radicali sfruttare ondate emotive per i loro fini di parte ... - Severino) , di tecnici (Padoan, Draghi) e un paio di politici di lungo corso ed esperti in niente (Casini e Rutelli) che rappresenterebbero il trionfo del nulla, eppure mi sembrano i più degni del lotto.
So perfettamente che Berlusconi vuole essere della partita, ma sbaglia.
Il prossimo presidente sarà un simil Napolitano ed è detto tutto.
Il Centro Destra farebbe meglio a lasciare che siano i comunisti ad eleggersi il LORO presidente, senza contaminarsi nella vana speranza di eleggerne uno che poi non sia così ostile (come invece sarà).
Il Centro Destra farebbe meglio a votare un candidato di bandiera, che rappresenti una manifesta rottura con la sinistra, con la politica immigrazionista, con la politica delle tasse.
Un personaggio quanto più inviso possibile alla sinistra ed agli ambienti europei.
Poichè Salvini e la Meloni non hanno l'età, a me verrebbero in mente Daniela Santanchè o Maurizio Gasparri ...

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15 gennaio 2015

La ghiotta occasione per rialzare la testa



Dicitur che uno può ingannare poche persone per lungo tempo, può ingannare molte persone per qualche tempo, ma non può ingannare tutti a lungo.
Renzi ha ingannato molti Italiani (non tutti e neppure il famigerato 40,8% che in realtà era dei votanti e rappresentava il 21% del corpo elettorale)  per un anno e adesso i nodi vengono al pettine.
Persino i commentatori più proni nei suoi confronti sono costretti ad ammettere che il consenso è in calo e, pur facendo quadrato a difesa del bulletto fiorentino e degli interessi dei propri editori, sanno perfettamente che deriva dal fatto che le chiacchiere ormai mostrano la corda e il nulla dietro le parole incombe come un macigno.
In queste stesse condizioni, nel 1999 come nel 2007, il Centro Destra era di nuovo avanti nei sondaggi perchè, sfruttando la inevitabili crisi dei parolai sinistri, aveva saputo dare impulso alla diffusione del proprio progetto grazie all'attività del suo Leader indiscusso, Silvio Berlusconi.
Oggi Berlusconi dovrebbe sapere che i magistrati non gli consentiranno mai più di candidarsi (e ovviamente essere eletto, perchè così finirebbe) ad una carica pubblica, alla premiership, ma ancora perde tempo sperando in una improbabile assoluzione europea.
Dovrebbe capirlo che quella grottesca caricatura di cancelliere (Bismark, ma anche Adenauer si staranno rivoltando nella tomba e Kohl non lo fa solo perchè è ancora vivo) che è la Merkel (che evidentemente non si è purgata dai vizi DDR vista la manifestazione "contro il razzismo e la xenofobia" cui ha partecipato in Germania in opposizione al crescente movimento anti islam e ignorando che a sparare a Parigi sono stati terroristi islamici, immigrati di seconda generazione, cui fu concessa la cittadinanza con troppa leggerezza)  non ha intenzione di portarsi nel sinedrio, di nuovo, un leader antagonista che potrebbe unificare tutti i "piccoli" dell'unione sovietica europea e fare comunella con Cameron.
Così il Centro Destra è costretto ad andare in ordine sparso e, anzi, una buona parte di esso, rappresentata da Forza Italia, si rende disponibile a lanciare un salvagente a Renzi nell'elezione del presidente della repubblica (comunque dei loro) e nelle "riforme" elettorali e istituzionali.
In questo quadro emerge Salvini con la rinnovata Lega, ma solo perchè mediaticamente si espone molto, con il rischio di fare la fine di Grillo che ha dovuto alzare sempre più decibel e provocazioni, fino a rendersi ridicolo persino ai suoi beneficiati (di un posto in parlamento che mai avrebbero avuto senza il comico genovese, ma che ora pensano di essere "grandi" e continuano gradualmente ad abbandonarlo sperando di ottenere la riconferma aggregandosi al presunto vincitore di domani).
Del resto Salvini se non si esponesse mediaticamente farebbe la fine della Meloni che sostiene gli stessi valori e principi, ma non ottiene alcuna citazione da stampa, tele e radiogiornali.
Adesso dovranno eleggere il nuovo presidente della repubblica.
Sarà dei loro e, quindi, chiunque sia non sarà il mio presidente, ma neanche potrà esserlo di qualsiasi elettore del Centro Destra.
Ecco, questo mese potrebbe segnare il sorpasso della coalizione di Centro Destra, senza Alfano, sulla sinistra se Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia agiranno in parlamento per bloccare le ridicole riforme elettorali e istituzionali che nulla cambiano anzi rendono l'Italia sempre più stato di burocrati, magistrati e funzionari di partito e per lasciare ai comunisti l'onere di eleggersi il presidente, il LORO presidente che, poco più o poco meno, sarà pessimo come gli ultimi tre.
In contemporanea preparare la campagna elettorale fondandola sull'alternativa ai quattro cavalieri dell'Apocalisse che rappresentano l'essenza della sinistra di oggi e il nemico di ogni Società Civile: devianza, euro, immigrazione, tasse.


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14 gennaio 2015

Un buttero a Strasburgo



Complice una influenza che non avevo da 8 anni, in questi giorni sono a casa ed ho avuto modo di ascoltare per radio Renzino a Strasburgo.
Penoso.
Doveva fare un bilancio, cioè dire "ho fatto, abbiamo realizzato, abbiamo introdotto ...", invece ha raccontato l'ennesima favola condita di nulla.
Si è dimostrato così all'altezza del ruolo di presidente di turno uscente (e per fortuna uscito) da polemizzare essenzialmente sui fatti italiani con Salvini che ha avuto buon gioco a scoprire quanto fosse nudo il semestre renziano di presidenza.
Si è comportato con la medesima arroganza dell'ignorante che, apprese per caso un paio di nozioni, magari senza comprenderle, si sente "acculturato" a differenza dei Longobardi della Lega, del Fronte Nazionale e dell'Ukip.
E come tutti i toscani (Benigni docet) si crede un insigne dantista, ma è solo un ripetitivo orecchiante di pensieri altrui.
Con la stessa presunzione quindi del buttero calato su Roma, rinfaccia loro quelle scarse letture che dalle sue parole si capisce benissimo essere il suo patrimonio culturale.
Con l'arroganza di tutti i sinistrati, però, si appunta lo stemmino di "intellettuale", ignorando che chi ha Cultura, non rinfaccia mai al prossimo la sua superiorità, perchè è nei fatti e non ha bisogno di essere affermata e sono invece proprio quelli che sentono la necessità di affermarla ad esserne fortemente carenti-.
In europa sono fortunati perchè le presidenze di turno durano solo sei mesi ed anche il bulletto di Firenze è fortunato perchè più lo si frequenta più si scopre il vuoto pneumatico del suo pensiero.
Magari potrà ingannare ancora per qualche tempo la Merkel, soprattutto Schultz , Hollande che pensa ad altro e una fetta sempre più ridotta di elettori italiani.
Ma i nodi stanno venendo al pettine e in Italia sta crescendo il signor Salvini che, finora, nonostante la diffidenza con la quale viene accolto e seguito, non ha ancora sbagliato una mossa.

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