Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

06 marzo 2015

Oderzo come apripista



Dopo il caso del benzinaio Stacchio e del gioielliere Zancan, registriamo con piacere la sollevazione di una intera frazione di Oderzo (provincia di Treviso) contro i malviventi che tentavano di depredare un appartamento.
Intervistato dal telegiornale, il “leader” della reazione ha esplicitamente dichiarato che, in assenza di tutele da parte dello stato, i cittadini onesti di quella piccola comunità hanno deciso di difendersi da soli.
Sparando.
Non credo che siano gli unici a decidere di ricorrere all’autodifesa, magari sono i primi a decidere di passare alle armi da fuoco.
E’ una scelta che non è possibile biasimare nè criticare ma, anzi, potrà essere di esempio ad altre comunità aggredite dai malviventi.
E questo non tanto perché Carabinieri e Polizia non sarebbero in grado di difenderci dai malviventi, quanto piuttosto perché non hanno la copertura politica per farlo e, comunque, il criminale trova sempre un magistrato che ne accerta i “diritti” e lo lascia in libertà o un abatino che si mette a berciare sui suoi diritti e sulle "colpe" della società.
E se non verrà posto un freno alla criminalità che più disturba la nostra vita (scippi, furti, rapine) il fenomeno è destinato fatalmente ad allargarsi, considerata anche la bomba sociale ed economica rappresentata dagli insediamenti rom e degli immigrati importati a causa della dissennata politica di Renzi, Alfano e compagni.



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05 marzo 2015

# Io sto con Veneziani



Leggo con stupore che Il Giornale avrebbe estromesso Marcello Veneziani.
L'uomo di cultura più rappresentativo della Destra e di tutto il Centro Destra, sarebbe stato prima accantonato e quindi sostanzialmente licenziato con la scusa di un rinnovamento e riduzione dei costi.
Da qualche mese il Giornale ha mutato la sua linea e all'opposizione netta a Renzi ha sostituito una critica molto, ma molto, flessibile.
Più diretto invece Libero, anche se entrambi i quotidiani, gli unici di area, sono palesemente ostili a Salvini e Meloni per tirare la volata ad una improbabile coalizione di "moderati".
In particolare il Giornale e il suo direttore Alessandro Sallusti sembrano essersi ammosciati ed aver dimenticato come si deve fare opposizione.
Alfano non è più nel mirino, mentre ci è entrata la Lega e Salvini (con uno spazio abnorme dedicato a Tosi) ed è calato il silenzio sui Fratelli d'Italia e la Meloni.
Sallusti sbaglia se crede, così, di indurre gli elettori del Centro Destra a non votare Salvini e Meloni.
Otterrà invece l'effetto di marginalizzare Forza Italia, rendendo sempre più evidente lo squallore del moderatismo e l'impossibilità ad essere carne o pesce.
La posizione intermedia, infatti, è un ibrido neneista (nè con Renzi, nè con Salvini) priva di progettualità, ma anche priva di nerbo e di idee.
Io sto con Veneziani, quindi, se verrà ingiustamente allontanato da un organo di stampa che dovrebbe rivolgersi all'elettorato di Centro Destra che in Veneziani vede l'uomo di punta della nostra Cultura.

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04 marzo 2015

A mare la zavorra



Negli anni scorsi, Berlusconi è sempre riuscito a recuperare la maggioranza parlamentare con una politica di inclusione, cercando di allargare la sua coalizione anche a scapito della linearità e compattezza dell'azione politica di governo.
Era una tattica che ha dato i suoi frutti, ma anche ha evidenziato gli aspetti negativi, in particolare l'essere soggetti al personalismo ambizioso di piccoli uomini che si credevano in diritto di sfruttare a proprio vantaggio i voti ottenuti essenzialmente ed esclusivamente dal Cavaliere.
Se l'azione politica di governo del Centro Destra non è risultata così incisiva come speravamo (ancorchè di gran lunga migliore di qualsivoglia esponente di sinistra da Ciampi 1992 a Renzi 2014-5, passando per Dini, Prodi, D'alema, Amato, Prodi ancora, Monti e Letta) è dovuta in massima parte all'azione frenante e di disturbo operata dai vari Follini, Casini e Fini.
I comunisti mascherati di Renzi e l'azione repressiva contro il Capo dell'Opposizione Silvio Berlusconi (e poi criticano Putin ...) hanno sparigliato i giochi, dando l'opportunità di crescere a nuovi leaders, più giovani.
Tra questi il più lesto a comprendere la nuova natura dei rapporti politici, rilanciando una Lega che sembrava in coma, è stato Matteo Salvini che ha anche marcato una differenza con Berlusconi.
Non lascia spazio al compromesso purchessia pur di accaparrarsi voti, ma pone dei paletti, peraltro abbastanza ampi e flessibili, dal cui perimetro rimangono però esclusi i portatori di zizzania e compromessi.
Rimangono quindi fuori quelli che, nel terzo millennio, continuano a celebrare la liturgia antifascista, scandalizzandosi per la presenza di Casapound alle manifestazioni della Lega.
Rimangono fuori gli abatini del politicamente corretto che credono sia sufficiente avere la pelle nera per godere automaticamente di uno status di favore.
Rimangono fuori quelli che non perdono occasione per berciare contro i "razzisti, omofobi, xenofobi, fascisti".
Rimane fuori gente come Alfano, la cui incapacità è pari all'inaffidabilità politica.
Forza Italia capisca che Alfano non è utile per riportare il Centro Destra al governo, serve invece una linea chiara, coerente, determinata, sulle questioni che stanno maggiormente a cuore al Popolo: tasse, immigrazione, valori morali, euro.
E non sono certo valori allineati con quelli di Alfano che, se imbarcato, rappresenterebbe la classica zavorra che rallenta la navigazione.
Allora, invece di aspettare di essere in difficoltà, buttiamo subito a mare la zavorra e lasciamo che Alfano affondi, senza rimpianti.


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03 marzo 2015

Tutti contro?Allora Salvini è la scelta giusta



Contro la manifestazione della Lega e Fratelli d'Italia  si sono mossi gli antifascisti permanenti (che immagino improduttivamente ibernati nei centri sociali finchè non vengono richiamati in servizio per qualche manifestazione).
Contro Salvini e la Meloni hanno scritto editoriale di fuoco, fiamme e ironia i giornalisti di regime.
Contro la Destra che risorge i comunisti renziani del pci/pds/ds/pd hanno scagliato gli abituali anatemi.
Contro Salvini si sono esibiti i flaccidi muscoli di Toti e Alfano.
Contro la Lega e Casapound è rispuntata la signora Chienge chiedendo la messa al bando dei movimenti "razzisti e fascisti".
Sono tutti contro Salvini e la Meloni.
Allora votarli è la scelta giusta.


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02 marzo 2015

Salvini supera il primo esame importante



Un successo.
Lo scrivono i quotidiani di destra, persino Il Giornale, lo scrivono, più o meno a denti stretti, quasi tutti i quotidiani ostili alla destra, lo dice la rai che cerca di contrapporvi il successo della manifestazione antagonista (cioè comunista).
Una vasta partecipazione di popolo, di un popolo non abituato a manifestare e non propenso a farlo e una sapiente regia che ha portato sul palco anche il leader di Casapound Simone Di Stefano e, soprattutto, Giorgia Meloni che ha parlato alla piazza leghista ottenendo una grande successo personale a dimostrazione della consonanza di idee tra la Destra classica e la Lega di Salvini, ma anche a dimostrazione che Salvini è in grado di catalizzare tutte quelle forze che, con il moderatismo di Berlusconi, erano tenute in disparte, con la perdita di importanti sacche di consenso e di militanza.
Una nuova Destra di coalizione che trova nel viedeomessaggio di Marine Le Pen l'aggancio giusto con i movimenti fratelli delle altre Nazioni e Popoli europei, in netta contrapposizione agli gnomi ed alla consorteria di Bruxelles.
Salvini, chiamando il Popolo della Destra a raccolta a Roma, ha fatto esattamente quello che era sempre una iniziativa motivazionale di Berlusconi negli anni dell'opposizione: una, due manifestazioni di piazza che davano la misura del seguito popolare e aiutano a crescere.
Alle elezioni successive il Cavaliere è sempre riuscito a riprendere il timone del governo.
Oggi Berlusconi è legato da una sentenza ingiusta, limitato nei movimenti e nelle iniziative e contestato in casa propria.
Salvini è riuscito a ricompattare, anche visivamente, il Centro Destra con una manifestazione che ci dice come l'antiRenzi sia lui assieme ai suoi alleati.
Ed ecco la novità.
Salvini ripercorre le iniziative del Cav, ma non la politica inclusiva e che ne ha limitato l'azione politica con troppi compromessi e l'ostilità delle quinte colonne poi uscite allo scoperto come Follini, Casini e Fini.
Salvini ha chiuso la porta, giustamente, a chi collabora con Renzi.
Non avrebbe infatti senso andare in piazza con Alfano che è il ministro dei clandestini, di Mare Nostrum, del disordine pubblico.
Ed è ugualmente giusto dire a Forza Italia: o di qua o di là.
L'elettorato credo che non abbia dubbi: di qua.
Salvini non ha sbagliato neppure nel ribadire i temi e gli argomenti cardine della nuova Lega alleata con Fratelli d'Italia.
Dal no euro ai Marò da liberare dando in cambio all'India Renzi (credo che ci pagherebbero per riprendercelo dopo pochi giorni).
Dalla flat tax al blocco dell'immigrazione clandestina.
Dall'ordine pubblico alla modifica della legge Fornero.
E con un tono e linguaggio che, finalmente !, nulla ha di "moderato".
Salvini era alla prova più importante della sua esperienza iniziale come leader nazionale e l'ha superata a pieni voti.
Ha dimostrato di potere e sapere andare oltre la Lega, di potere e sapere coalizzare tanti che erano tenuti ai margini e, quindi, di poter recuperare quanti sono rimasti delusi e si sono ritirati nell'astensione e persino nella protesta grillina.
Adesso manca la parte migliore di Forza Italia, perchè molti elettori del partito del Cav sono sicuramente della partita.
Tra Alfano e Salvini, non possono che scegliere Salvini (e la Meloni).

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01 marzo 2015

Addio al Signor Spock



Ieri gli appassionati di fantascienza hanno perso un attore che aveva saputo magistralmente interpretare un personaggio difficile e che grazie a lui è diventato, nell'immaginario collettivo, il più identificativo di Star Trek: Leonard Nimoy, il Signor Spock.
A me il Signor Spock, con la sua razionalità, logica, non era mai stato molto gradito, ma era necessaria la sua presenza per far risaltare l'umanità del Capitano Kirk, il protagonista della serie classica.
Una serie che, se non vogliamo contare la difficile ricezione dei primi anni settanta con la Televisione della Svizzera Italiana, in Italia arrivò tardi, se ricordo bene ai primi anni ottanta quando fu prodotta e trasmessa negli Stati Uniti dal 1966 al 1969 e ideata nel 1964.
Una serie che, però manteneva allora e conserva anche adesso tutto il fascino di un racconto ottimista, positivo, onesto, con l'esaltazione di Valori, spesso oggi negletti nel nome del "politicamente corretto", quali il Valore, l'Amicizia, l'Onore.
La serie classica che vide come protagonisti Nimoy e Shatner (ormai l'ultimo dei protagonisti ancora in vita anche se, a vederlo in Boston Legal, rende tristemente l'idea del passare del tempo) e coprotagonisti Kelley (il dott. McCoy) e Doohan (il mitico "Scott, energia", il signore del teletrasporto ... quanto mi piacerebbe ! ...) resta, per i cultori del genere, Star Trek tout court.
Le stagioni successive (la serie fu ripresa con altri protagonisti e collocato in altri ambiti temporali dal 1986) sono infatti caratterizzate dal sottotitolo: The Next Generation, Deep Space Nine, Voyager e Enterprise.
Ma Leonard Nimoy non fu solo Star Trek, bensì ebbe un ruolo in Mission Impossible (la serie classica, in sostituzione di Martin Landau, altro personaggio noto agli appassionati di fantascienza per Spazio 1999) e fu un affermato attore,  che mi ricordo anche in Tenente Colombo (e sicuramente in molti altri episodi).
Gli attori sono tanti, a pochi capita di passare alla Storia e restare, immortali, nella memoria del pubblico.
Nimoy è uno di questi.
Resterà sempre e per sempre il Signor Spock, il fedele amico e secondo del Capitano James T. Kirk, dell'Astronave Enterprise che viaggiava nello "Spazio, ultima frontiera ... durante la sua missione quinquennale, diretta all'esplorazione di strani nuovi mondi alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima. ".


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28 febbraio 2015

In piazza contro Renzi



Io sono contro le manifestazioni di piazza e, comunque, non vi partecipo.
Perchè per ottenere il risultato desiderato non possono limitarsi a percorrere qualche chilometro, scandire slogan e ascoltare qualche oratore, ma dovrebbero usare violenza.
E, nonostante tutto, sono ancora dalla parte del ragionamento (ma Renzi e la sua combriccola stanno facendo di tutti per sgretolare questa mia convinzione).
Ribadito questo principio dico che Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno il merito di ridare fiato al Centro Destra.
Hanno un bel da dire Tosi e Toti (cambia una consonante, ma non il risultato) ma Salvini sta conquistando sul campo il diritto alla leadership del Centro Destra.
Un Centro Destra che non può annoverare tra le sue fila Alfano e i suoi che, oggi, hanno persino votato per riconoscere i palestinesi come stato, dimentichi del sangue e del terrore di cui sono stati protagonisti, anche in Italia almeno con la strage di Fiumicino.
So perfettamente che avremmo preferito un Reagan o una Thatcher , ma Salvini è quello che c'è e smettiamola di fare i perfezionisti  e i superbi.
Del resto i comunisti non stanno certo meglio.
Vorrebbero un Lenin, uno Stalin o anche solo un Togliatti, ma si devono accontentare di un Renzi che pur se agisce come quelli, è privo della loro malvagia grandezza.


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27 febbraio 2015

RCS libri e Torri Rai



In questi giorni le società del Gruppo Fininvest sono state protagoniste di due iniziative che, in un "paese normale", sarebbero state accolte con scroscianti applausi e sospiri di sollievo.
La Mondadori ha fatto sapere di essere interessata al ramo libri di RCS e Ei Tower (Mediaset) ha offerto ben 1,2 miliardi per le Torri di trasmissione Rai.
Chiunque conosca un po' (ma solo un po') di economia e di mercato, ne avrebbe tratto ottimi auspici.
Nel primo caso perchè il denaro che Mondadori avrebbe passato a RCS avrebbe potuto salvare un editore importante nella storia d'Italia, garantendo anche posti di lavoro (il che non guasta di questi tempi).
Nel secondo caso perchè si sarebbe realizzata una economia di settore come quella realizzata in Francia, Spagna e Gran Bretagna, come meno dispersione della rete e maggiore efficacia di penetrazione, risolvendo anche quei marginali problemi che ancora caratterizzazione la televisione digitale.
In ambedue i casi perchè si sarebbero rafforzate e blindate le società coinvolte, ponendole al riparo da eventuali aggressioni di gruppi stranieri.
In Italia, invece, comunisti biliosi e pseudo intellettuali da quattro soldi, come già accadde con l'Unità quando si sollevarono contro l'interessamento della Santanchè, hanno cominciato a berciare contro il "monopolio" di Berlusconi, contro la "posizione dominante" di Mondadori e contro la berlusconizzazione della rai (come se la proprietà delle torri cambiasse le pessime trasmissioni di una rai pubblica che, sulla rete ammiraglia, durante il festival della canzone italiana, paga per ospitare un coso dalla sessualità ambigua e sulla quale mi ripugna anche solo indagare).
Naturalmente non poteva mancare il "conflitto di interessi": ma quale conflitto se al Cavaliere hanno tolto tutti gli incarichi ed è rimasto solo il Presidente del Milan e di Forza Italia, ambedue non nella migliore forma possibile ?
Piccoli, meschini, invidiosi, purtroppo pagati da noi tutti, che non perdono occasione per danneggiare l'economia, l'Italia e gli Italiani tutti.
Cerchiamo di comprenderlo, presto, perchè alle porte bussano quelli che le consorterie internazionali vorrebbero, con la complicità di simili esseri, vorrebbero sostituire, sulla nostra terra, a noi legittimi proprietari.
E quando accadrà dovremo saper reagire con forza, determinazione e, anche, brutale cinismo.


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26 febbraio 2015

Che qualcuno si stia svegliando ?



Ho letto che il procuratore nazionale antimafia avrebbe espresso preoccupazione per l'arrivo dei clandestini perchè potrebbero fornire mano d'opera alla malavita organizzata e al terrorismo.
Noi (almeno tutti coloro che orbitano nel Castello e anche elettori, militanti e dirigenti della Lega Nord, Fratelli d'Italia e della parte migliore di Forza Italia) lo avevamo denunciato da anni.
I buonisti, gli abatini dell'accoglienza, i Bergoglio, le Boldrine, ci hanno portato a questa situazione e non saranno certo loro a salvarci, tirandocene fuori.
Per questo occorre votarsi ai "cattivisti", a quelli additati dalla stampa di regime come razzisti, omofobi, xenofobi.
Bisogna affidarsi a Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

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25 febbraio 2015

Il silenzio dell'Innocente



Da alcuni giorni il Cavaliere tace.
Per lui parlano alcuni articoli pubblicati nei giornali vicini che paventano una nuova offensiva persecutoria che dovrebbe portarlo addirittura in prigione.
In sostanza, invece di essere restituito alla politica ed al consenso popolare, i magistrati potrebbero cercare di impedire che Berlusconi si appelli al superiore giudizio popolare che lo assolverebbe da ogni imputazione, come è sempre accaduto in ogni circostanza elettorale cui abbia partecipato in prima persona.
Sarebbe un grave vulnus, non tanto contro il Cav che ha le spalle forti e i forzieri pieni, quanto per noi cittadini che verremmo espropriati del diritto di scegliere il Leader o, comunque, il rappresentante che più ci aggrada, senza tutori o filtri preventivi che sanno tanto di sovranità limitata di brezneviana memoria.
Berlusconi tace in un momento probabilmente di svolta della politica nel Centro Destra, con una sempre maggiore saldatura tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini e con una serie di avvoltoi che, stando ad alcuni articoli di stampa, sperano di rientrare in gioco sul cadavere del Cav e del Centro Destra.
Hanno torto perchè la credibilità di eventuali "rieccoli" è azzerata, mentre Salvini e la Meloni rappresentano un Centro Destra fedele nelle idee e capace di ribattere e combattere alle sciocchezze che propina la sinistra.
Forse non hanno (ancora) la capacità di proiettare una immagine di leader vincenti, ma sicuramente stanno dando al Centro Destra un punto di ritrovo dal quale ripartire per tornare al governo.
Una sola cosa è fondamentale: non abbandonare mai, neppure qualora il parlamento votasse le peggiori leggi repressive e di devianza morale, le idee che stanno ricostruendo il Centro Destra:
- meno tasse;
- niente ius soli e archiviazione per mare nostrum e surrogati vari;
- fuori dall'euro;
- niente unioni cosiddette "civili".

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