Ha fatto notizia l'episodio dell'avviso su un treno delle Trenord con il quale una esasperata capo treno ha intimato agli zingari di scendere.
A me invece colpisce di più la scelta di alcuni viaggiatori che hanno segnalato l'episodio come se fosse da condannare, invece di ringraziare la capo treno per aver agito anche nel loro interesse.
Certamente ogni scurrilità è deprecabile, ma l'esasperazione di chi lavora continuamente a proprio rischio (ricordiamoci del machete con il quale fu "affettato" un tranviere penso proprio delle Trenord un anno fa, ma anche degli operatori del Pronto soccorso aggrediti in vari ospedali d'Italia) non è razzismo è soltanto espressione di un limite ormai raggiunto e superato.
Sono solo parole, campanelli di allarme che consenteno quindi ad un rinnovato governo di garantire una maggior presenza dello stato a tutela della Sicurezza, del Benessere e delle Proprietà dei cittadini di nazionalità Italiana.
Vorrei vedere le "anime belle" che criticano la capo treno, come reagirebbero se ogni giorno dovessero affrontare continuamente immigrati e zingari che si infilano nel loro posto di lavoro, li minacciano, li importunano con continue richieste di denaro.
Il razzismo non esiste.
Esiste invece una invasione di immigrati che mette in pericolo la nostra tranquillità quotidiana.
E la responsabilità deve essere integralmente imputata non a chi reagisce, ma a chi questi immigrati ha sollecitato ad arrivare e continua a cercare di far arrivare, senza peraltro fornire alcuna risposta alla domanda: come li manteniamo ?
L'episodio richiamato è solo uno dei tanti che dimostrano come la situazione possa diventare fortemente critica.
Salvini continui a mostrare il pugno di ferro contro gli arrivi, ma cominci anche a controllare ed espellere chi già circola illegalmente nelle nostre strade.
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