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25 maggio 2007

John Wayne, come un eroe omerico



Il 26 maggio di cento anni fa, a Winniset, una cittadina dell’agricolo Iowa, nasceva Marion Mitchell Morrison, passato alla storia del cinema con il nome di John Wayne e il soprannome di Duke.
Per quelli della mia generazione John Wayne fu l’eroe buono per antomasia, il modello cui ispirarsi, cui tendere.
La filmografia di John Wayne è piena di opere che rimangono scolpite nella nostra memoria e che, ancora oggi, è bello rivedere.
Dal 1933 con Ombre rosse fino al 1976, solo tre anni prima della morte, con Il Pistolero, John Wayne ha rappresentato un genere di eroe senza tempo, come gli eroi omerici.
L’epopea della conquista del West vista attraverso i film di John Wayne ha portato molti di noi ad amare gli Stati Uniti e a vederli come un traguardo cui portare la nostra Italia che, peraltro, non ha nulla da invidiare quanto a glorie storiche.
Solo che non abbiamo saputo, se non durante il Ventennio, valorizzarle, al punto che, oggi, i colossal sulla Storia di Roma, che appartiene alla nostra Gente, vengono girati negli Stati Uniti.
John Wayne, però, non fu solo un attore che ha saputo interpretare una parte che vorremmo tutti saper interpretare nella vita, ma fu anche un Americano.
Politicamente schierato con la Destra, interpretò e diresse nel 1968 uno dei film più contestati e al tempo stesso amati: Berretti Verdi.
Contestato da chi si opponeva alla guerra contro i terroristi vietcong armati dal comunismo internazionale, amato da chi vedeva, giustamente come poi avemmo modo di capire con la caduta del muro e del comunismo, nella guerra del Vietnam una operazione necessaria per fermare l’imperialismo comunista.
Al punto che, narra la leggenda, Gianfranco Fini si iscrisse all’MSI perchè gli fu impedito di entrare al cinema per vedere Berretti Verdi.
John Wayne, quindi, è stato nella vita, coerente con “l’uomo tranquillo” ma forte, generoso, tutto d’un pezzo dei suoi film.
A maggior ragione nel momento della malattia che lo condusse anzitempo, a soli 72 anni, alla morte, quando riusciva a scherzarci sopra, mostrando quanto fosse “tornato in forma”, visto che “ballava” nella cintura dei pantaloni.
In occasione dei cento anni dalla nascita di John Wayne mi piace avere l’opportunità di rendergli omaggio, un modo per ringraziarlo dei sentimenti che in me suscitavano – e suscitano ancora – i suoi film.
John Wayne, figura di eroe immortale, come quelli di Omero.

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5 commenti:

marshall ha detto...

La "leggenda" di Fini l'ho sentita anch'io. L'ha raccontata lui stesso mentre era vicepremier.

Otimaster ha detto...

Sono cresciuto a pane e John Wayne ancora al giorno d'oggi quando danno un suo vecchio film non posso fare a meno di guardarlo : D

Ares ha detto...

Io sono cresciuto a pane, nutella e John Wayne. Giocando "alla guerra", con i soldatini e immaginandomi uno sceriffo o un ufficiale della Cavalleria degli Stati Uniti.A
anch'io non rinuncio a godermi un film di John Wayne ogni volta che viene trasmesso, acquistando anche i dvd della collezione a lui dedicati.
E anch'io ho scritto un post in suo onore.

Monica ha detto...

Complimenti Massimo per il contributo.

Un grande attore e un grande uomo.

Se la trama non fosse quella che è credo che "Ombre rosse" potrebbe essere un buon remake...

Un abbraccio

Lontana ha detto...

É un vero, autentico mito americano. Di quell'America che non si vede molto, chenon appare piu' nei film hollywoodiani ormai nelle mani dei democratici.
Bell'idea di ricordarlo, caro Massimo!