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25 gennaio 2013

Bersani generale sfortunato

Giorno dopo giorno, Bersani dimostra sempre più di non essere uomo di stato, accompagnato anche  da una devastante sfortuna.
Mentre presentava la lista dei suoi candidati e berciava sul ruolo del pubblico nell'economia, scoppiava la vicenda Monte dei Paschi di Siena.
Come non pensare ai soldi pubblici, racimolati razziando nelle nostre tasche e tra i nostri risparmi, usati per coprire le perdita della banca rossa per eccellenza ?
E' forse quello che Bersani intende quando parla a favore dell'intervento pubblico in economia ?


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5 commenti:

Massimo ha detto...

Al Sig. Emanuele Gatti. Nel Suo commento vi è una affermazione lesiva della onorabilità di Alessandro Sallusti. Poichè pubblicandolo me ne renderei complice, provvedo, avendo stasera il tempo, a ritrascriverlo senza le parole "incriminate".

Massimo ha detto...

EMANUELE GATTI ha commentato:
E' il terzo post su MPS. Con il massimo rispetto, è un po' difficile capire come vanno le cose leggendo solo i titoli del Giornale di Sallusti. Per ristabilire un minimo di verità:
1. Cosa avresti fatto? Avresti fatto fallire la banca ? Gli USA hanno fatto fallire Lehman e poi hai visto che cosa è successo. Nessun Paese occidentale ha fallito fallire una grande banca, i costi sociali sono enormi; se ti documenti, vedrai che i soldi che il contribuente USA, inglese o tedesco (Paesi, come sai, sottoposti da decenni a una pervicace dittatura comunista) ha dovuto sborsare per consentire il salvataggio del sistema bancaria sono di un'ordine di grandezza incomparabilmente superiore a quelli che il taxpayer italiano sta pagando per MPS.
2. Ci sono salvataggi e salvataggi. Un conto sono le nazionalizzazioni con i relativi versamenti in conto capitale; un altro è prestare i soldi, sia pure con la garanzia statale, al 9% (come ha fatto lo Stato con MPS). Potrebbe rivelarsi un ottimo investimento per lo Stato, cioè per tutti noi (come, in parte, il TARP americano), perchè MPS deve pagare gli interessi allo Stato (e che interessi!!) dopo aver pagato i depositanti ma prima di tutti gli altri debitori.
3. Lsta but not least: dei 3,9 mld di obbligazioni che lo Stato sottoscrive, 1,9 mld (quasi la metà) vanno a sostituire i Tremonti bond, strumento analogo e sottoscritto qualche anno fa da mezzo sistema bancario italiano; l'esborso di cassa netto è di 2 mld. Non mi risulta che quando furono collocati, per importi molto più rilevanti, i bond “Tremonti”(anch'egli noto fiancheggiatore comunista) Giornale e Libero si siano stracciati le vesti. Ma forse l'onestà intellettuale, come le auto nelle città congestionate, circola a giorni alterni.

Massimo ha detto...

1) Sì. Da sostenitore del Libero Mercato credo che il fallimento sia una gigantesca ramazza utile a liberare le energie imprenditoriali e gli spazi in economia. Naturalmente, come in tutte le cose, si deve applicare la teoria cum grano salis e non in modo giacobino e talebano. Negli Stati Uniti sono state circa 140 le banche fallite, quindi non tutte sono state salvate.
2) Ci sono salvataggi e salvataggi. Ci sono quelli effettuati per evitare danni peggiori senza interessi collaterali e ci sono quelli effettuati e le cui finalità colaterali sono tutte da scoprire come è accaduto per MPS che, se non fosse la banca rossa per eccellenza, sarebbe stata fagocitata da qualcuno più grosso in grado di rimettere in ordine i conti (con scelte molto dolorose).
3) C’è una bella differenza tra i Tremonti bonds indirizzati a tutte le banche che avessero avuto necessità di utilizzarli (infatti quasi nessuno vi ha ricorso) e i Monti bonds finalizzati unicamente al Monte dei Paschi.
Concordo pertanto sul fatto che per alcuni l’onestà intellettuale è come l’auto ma ... nei giorni di blocco totale della circolazione.

Emanuele Gatti ha detto...

Mah. Il lettore potrà farsi un'idea sul nostro scambio di opinioni. Da parte mia aggiungo solo qualche considerazione, se permetti.
1.E' chiaro che non sai di cosa parli. Anch'io, pur votando a sx, sono a favore del libero mercato e so che il fallimento serve ad espellere dalla competizione le imprese inefficienti. Ma le grandi banche non possono fallire; i costi sociali sono enormi. E' una dura realtà, prendine atto. Non solo MPS, neppure Unicredit o Intesa (o BNP e Credit Agricole in Francia) possono essere lasciate fallire. Sulle inglesi non c'è bisogno di dirlo, come sai sono quasi tutte ormai di proprietà dello Stato. Negli USA sono fallite solo le piccole banche (piccole, in rapporto al Paese). Dopo Lehman, stava per fallire Merrill Lynch, ma il governo USA non ha commesso due volte lo stesso errore, grazie a dio.
2.Anche qui, fai un po' di confusione. Se ci fosse una banca disposta a prendersi MPS, non credo ci sarebbero state le barricate, anzi. Ma per rilevare MPS ci vuole una banca molto grande con notevole disponibilità di capitale libero e, ti assicuro, non ce sono molte in giro, anche in tutta Europa.
3.Non c'è nessuna differenza sostanziale tra Tremonti e Monti bond. I primi sono stati sottoscritti per € 4 mld da 4 banche (tra cui MPS), gli altri solo da MPS per 2 mld (gli altri, come detto, servono a sostituire Tremonti bonds in scadenza). Stai certo che se Unicredit o Intesa avessero bisogno di capitale, ci sarebbero Monti bonds anche per loro.

Quanto a Sallusti, permettimi una precisazione e una battuta. Se sei stato condannato e ti chiamo pregiudicato, non è diffamazione, è un fatto. Quanto a ledere l'onorabilità del soggetto in questione, lo trovo un esercizio estremamente difficile, dato che il suo onore l'ha perso da un pezzo, ormai.

Massimo ha detto...

Come tutti quelli di sinistra che cercano di darsi una mano di liberismo, Lei proclama un principio, poi lo annulla con una serie di eccezioni che, estese, sono quelle che bloccano le riforme in Italia. Ogni categoria, ogni corporazione, ogni lobby ha un "valore", per cui i sacrifici, a pagare, deve essere sempre qualcun altro. Il Fus non si tocca. I dipendenti pubblici non si smuovono. La sanità deve essere pubblica a forza e la scuola pubblica non si tocca anche se la prima non cura e la seconda non insegna. So perfettamente che non è possibile operare con il bisturi, per cui tutto deve giungere gradualmente. Ma si deve cominciare e se i soci del Monte dei Paschi hanno trovato 6 miliardi per l'aumento di capitale, perchè Monti ha sottratto quattro miliardi dal bilancio pubblico (pari al costo dell'imu sulla prima casa) per comprare i bonds emessi dall'MPS ? E se aveva quei quattro miliardi per aiutare l'MPS, vuol dire che poteva fare a meno di sottrarci la stessa somma con l'imu prima casa, perchè il bilancio dello stato non sarebbe stato compremosso allora, come non lo è evidente oggi. E una società i cui soci non ricapitalizzassero, evidentemente non credendo nella sua prospettiva economica, non può pesare sul pubblico, cioè su tutti noi, ma deve fallire, per fare spazio ad altre e più efficienti strutture che assorbirebbero mercato e occupazione. La teoria del "troppo grande per fallire" è una sciocchezza, perchè perpetua uno stato di assistenzialismo che è pagato unicamente dai cittadini che vedono loro sottratti redditi, risparmi e proprietà.