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25 agosto 2025

Il bulletto di Guascogna cerca la rissa con tutti

Ho letto che Macron, dopo aver fatto convocare l'ambasciatrice Italiana per le parole di Salvini, avrebbe anche fatto convocare l'ambasciatore Americano per le parole di alcuni membri del Governo Trump.

Il tutto si aggiunge alle reiterate esternazioni, persino sulla messa a disposizione del pomposamente definito "ombrello nucleare" francese (quattro missili messi in croce), contro la Russia, con una voglia matta di inviare truppe in Ucraina sul terreno e alle pesanti sconfitte diplomatiche subite nelle ex colonie africane che stanno cacciando ovunque i francesi, sostituendoli con russi e cinesi, preferendo anche aprire un dialogo con l'Italia della Meloni.

Ho sempre più l'impressione che Macron cerchi di mantenersi al potere seguendo l'esempio del suo degno compare Zelensky che, con la scusa della guerra in corso, ha sospeso ogni elezione, ogni democratico confronto e si è auto prolungato il mandato che è scaduto ormai da due anni.

Macron non verrebbe rieletto, neppure chiamando a raccolta tutti i bellaciao d'Oltralpe, perchè essere antifascisti va bene (per loro), ma spero non si siano integralmente bruciato il cervello da continuare a votare, solo per antifascismo, uno come Macron.

Davanti a simili sceneggiate e chiedendo scusa ai Guasconi che i romanzi di Dumas ci hanno fatto apprezzare per la loro spacconeria detta, appunto, guasconeria, mentre quella di Macron è solo la peggior specie di bullaggine da asilo infantile, mi domando perchè ci stiamo a preoccupare dei rapporti diplomatici con la Francia.

Siamo tutti d'accordo, persino i cattocomunisti, che in Ucraina non manderemo soldati a farsi ammazzare, quindi, Macron, se desidera la rissa, indossi l'elmetto e parta per Kiev.

Mi correggo, tutti d'accordo, no.

Anche in Italia abbiamo un paio di simil Macron sempre pronti alla rissa, anche tra di loro e, in mancanza, con la loro immagine riflessa allo specchio.

Anche loro vorrebbero fare la guerra contro la Russia, ma fortunatamente pochi elettori hanno abboccato alle loro liste e quando si sono separati sono anche rimasti fuori dai giochi, per cui non resta loro che alzare i decibel, come Macron, ululando, impotenti, alla Luna.


24 agosto 2025

Quelli che lavorano sempre per il re di Prussia

Il Vice Presidente Salvini ha perfettamente ragione nel criticare Macron, tra l'altro con espressioni, simpaticamente dialettali ed immagini ironiche, di gran lunga più educate di quelle usate dai ministri di Macron dopo le elezioni del 25 settembre 2022 che diedero la maggioranza al Centro Destra e mandarono Giorgia Meloni a Palazzo Chigi.

Ma quel che è opportuno sottolineare è che c'è, sempre, una parte politica in Italia, la sinistra cattocomunista, che ignora cosa sia l'Onore, la Dignità, l'Amor di Patria e, anche quando il Governo di Centro Destra ha ragione e si esprime per bocca del Vice Presidente Salvini, prende la parte del re di Prussia, in questo caso Macron, agendo come una quinta colonna contro l'Interesse Nazionale.

Questo risulta ancor più ridicolo da parte di taluni esponenti (Bonelli, Fratoianni) che, evidentemente, non si rendono conto di blaterare in contraddizione con se stessi e latrano contro Salvini per aver compromesso i rapporti con la Francia e, nel contempo, dicono le stesse cose di Salvini, berciando contro ogni impegno militare diretto in Ucraina. 

Purtroppo non è un vizio dei cattocomunisti di oggi, ma una veste che da sempre, sin da Togliatti, ma anche prima della repubblica come è emblematico nel caso del neutralismo socialista nella Grande Guerra, ha indossato la sinistra italiana.

Dall'opposizione alla Nato in ossequio alle direttive della Mosca sovietica, alla donazione alla Francia di un tratto di Mar Ligure; dalla puntuale esecuzione del piano di Sarkozy e Merkel che portò alla rimozione di Berlusconi, al patto del Quirinale; dall'elogiare la politica di "stare dietro" a Berlino e Parigi, fino alle odierne difese d'ufficio di un Macron sempre più all'angolo al quale la sinistra lancia (o prova a lanciare) ciambelle di salvataggio, la costante è una sistematica demolizione della Sovranità Nazionale e servile sudditanza nei confronti dello straniero di turno.

E' un male endemico dell'Italia che risale all'Italia dei Comuni, quando i signorotti locali, per non dire della chiesa e del papa di turno, incapaci di accordarsi se non per coalizzarsi contro chi riusciva ad emergere e poteva unificare lo Stivale, chiamavano ora questo, ora quell'altro sovrano straniero, regalandogli senza titolo potere e terre, pur di salvaguardare il proprio misero orticello, ma avendo come unico risultato quello di mantenere divisa una Italia serva e derisa.

La reazione di Macron è quella tipica di un soggetto in difficoltà che, dopo essere stato costretto a subire i lazzi di Trump, prova a rivalersi, con alta emotività isterica, su chi ritiene più debole.

Probabilmente lui e i suoi consiglieri hanno ancora in mente l'Italia del periodo da Monti a Draghi e non si aspettavano il sarcasmo di vedersi invitare ad andare al fronte con tanto di vignetta del Macron con elmetto e fucile.

Macron, nella sua immensa supponenza, ha quindi dato ordine di far avanzare la Vecchia Guardia dei parrucconi con le feluche.

Macron è un problema dei francesi ai quali auguro di liberarsene al più presto, prima che la sua sola presenza faccia, a loro ed a noi, troppi danni.

Il nostro problema è che viene dato spazio, credito, voce a chi lavora per il re di Prussia, danneggiando l'Interesse Nazionale.

Pensiamo solo quanto potremmo guardare dall'alto in basso francesi e tedeschi se solo sapessimo tacere, quando al governo ci sono "gli altri", nel nome del sacrosanto principio "right or wrong is my Country".


19 luglio 2025

Tabula rasa

Il ricorso "per saltum" contro il Ministro e Vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini credo sia un unicum nel processo penale e mi piacerebbe vedere i precedenti e su quali argomenti.

Nei miei quasi quaranta anni di attività, lo ricordo, infatti, solo una volta nel civile a fine degli anni Novanta.

Poi, poichè al giorno d'oggi non esistono più i duelli e neppure le ribellioni armate (sfoghiamo tutti la nostra aggressività nei social ... e forse è bene così), quando uno ha la possibilità di mettersi seduto alla scrivania in una comoda poltroncina di pelle, non avendo, tra l'altro, obblighi temporali per smaltire pratiche che possono accumularsi sulla scrivania, soprattutto se non hanno l'impatto mediatico della questione clandestini, riesce a scrivere tutto quello che vuole per motivare una scelta così ... originale.

A prescindere dal caso specifico e da quello che sarà il risultato finale, qualunque esso sia, sarà politico, inficiato dalla ideologia dei magistrati contro i quali non esistono strumenti di difesa, non avendoli individuati neppure con la pallida riforma che, pur essendo sempre meglio del nulla attuale, non risolverà il problema.

Problema che, invece, può essere risolto solo come fece Alessandro Magno con il nodo di Gordio: tagliandolo, facendo tabula rasa.

Cioè cambiando totalmente il sistema di amministrare la giustizia in Italia e, preliminarmente, aspetto essenziale, rimuovendo, restituendoli al Mercato del Lavoro, tutti gli attuali operatori, magistrati e collaboratori.

Solo così, ripartendo da zero, si potrà risalire la china, creando un nuovo sistema, un nuovo personale, eletto per quanto concerne il procuratore, di nomina confermata dall'organo elettivo corrispondente territorialmente competente per quanto riguarda i giudici.

E approfittando della grande opportunità che viene offerta dalla intelligenza artificiale che può, in pochi secondi, mettere a disposizione del nuovo magistrato la sintesi di quanto è scritto nella legge, è stato oggetto di precedenti, esaminato dalla dottrina ed entrato nel dibattito parlamentare che ha preceduto la formazione della legge di riferimento.

Non si riuscirà mai ad evitare, almeno finchè resterà il giudizio di una persona e non sarà tutto demandato all'intelligenza artificiale, la partigianeria del giudizio, perchè siamo uomini, con i nostri difetti, le nostre simpatie, le nostre idee, ma si limiterà la tracimazione di chi, votato ed eletto da nessuno, in virtù di un semplice concorso pubblico pretende di condizionare la vita di tutti.

Le modalità per riuscire a superare tutte le resistenze corporative, di interesse e ideologiche per realizzare una tal  Giustizia Giusta, è però un altro paio di maniche. 

16 settembre 2024

Cambiare il reclutamento dei magistrati per riformare la giustizia

Non è solo il caso, eclatante, della richiesta di carcere (non importa se sono sei giorni, sei o sessanta anni) contro Salvini per aver impedito (solo per pochi giorni !) lo sbarco a dei clandestini trasportati da una nave ong, sono tanti casi (ripetuti dissequestri delle navi ong, liberazione di clandestini fermati ...) che trasformano la difesa di ufficio dell'Anm e dei cattocomunisti in una conferma che non di sentenze si tratta, ma di scelta politica.

E una scelta politica può e deve essere contrastata, con ogni mezzo disponibile, da parte di chi la subisce.

E' la magistratura militante, invece, che agisce in modo improprio, usando la sua discrezionalità interpretativa, per dare soddisfazione alle proprie impostazioni ideologiche.

Ma se un magistrato non è in grado di operare senza l'influenza "di pancia" delle sue idee (in diversa sede più che legittime) è il potere legislativo, il parlamento, che deve intervenire per regolarne l'attività.

A cominciare dal sistema di reclutamento che, basato su un concorso pubblico, fa dei magistrati dei semplici impiegati statali, gratificati da un corposo stipendio.

Il sistema, invece, di netta separazione, anche nel reclutamento, tra giudicanti e inquisitori, garantirebbe una maggiore competenza, esperienza e concordanza con i sentimenti popolari.

Giudici nominati, in base alla corte di riferimento, dagli amministratori locali e nazionali, con conferma delle rispettive assemblee elettive e procuratori eletti ogni cinque anni dal Popolo che, a loro volta, nominano i loro sostituti scegliendoli tra avvocati  dei fori di competenza (dove torneranno a lavorare al termine del mandato), quella è la prima soluzione da perseguire.

Renderebbe i procuratori sensibili alle esigenze espresse dai cittadini che li votano, impedirebbe un passaggio tra le due funzioni, eviterebbe la permanenza a vita dei procuratori e dei sostituti nei loro ruoli, provocando un salutare ricambio periodico.

Se, poi, l'Anm e magistrati vari volessero dire la loro sulle scelte politiche, non devono fare altro che presentarsi alle elezioni.

Così ci toglieremo tutti la curiosità di conoscere quanto valgono i magistrati senza lo scudo della toga.

15 settembre 2024

Il Popolo è con Salvini

Il caso del giorno è, sicuramente, la indecente richiesta dei pubblici ministeri di Palermo, che vorrebbero imbavagliare e incarcerare Salvini per sei anni.

Basta leggere i commenti su X per capire che una tale richiesta è contraria al sentimento della maggioranza del Popolo Italiano che, anzi, ritiene l'azione svolta da Salvini sin troppo morbida.

Naturalmente c'è anche una ampia fetta di cittadini che, finchè non vengono direttamente toccati dalla crescente criminalità straniera, si riempiono la bocca di parole mielose verso i clandestini e di odio puro verso Salvini e la Destra.

I magistrati sono uomini come tutti gli altri e hanno le loro idee e la loro capacità si rivela quando sanno decidere senza lasciarsi dominare dall'ideologia, per questo a Palermo non avrebbero dovuto neppure aprire il dossier sui clandestini, non dovrebbero "interpretare" o addirittura disapplicare i provvedimenti del Governo contro l'immigrazione illegale, non dovrebbero liberare i clandestini fermati e non dovrebbero dissequestrare le navi ong bloccate in porto per la violazione del decreto Cutro.

Ma lo fanno.

A questo punto, benissimo la solidarietà che tutti gli esponenti del Centro Destra, a cominciare dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, hanno subito manifestato a Salvini, ma in concreto ?

Se Salvini dovesse essere condannato, anche a sei giorni e non a sei anni come richiesto, cosa pensano di fare ?

Dovranno obbligatoriamente agire, in qualunque modo e con qualunque mezzo, per difendere Salvini e impedire che un dipendente pubblico, con l'unico titolo di legittimazione derivante da un concorso pubblico, possa decidere sulla politica della nostra Nazione che un Ministro, un Presidente del Consiglio, un Governo, promuove dopo aver ottenuto il voto della Maggioranza degli Elettori.

Nessun concorso pubblico, quindi nessun magistrato, può prevaricare la Volontà del Popolo.

Il Centro Destra si comporti di conseguenza, tra l'altro su un tema, quello dei clandestini, sul quale otterrebbe anche la simpatia, se non l'adesione, di tanti che votano per i cattocomunisti e che hanno subito sulla loro pelle le conseguenze dell'accoglienza senza limiti.

18 aprile 2021

I clandestini vanno respinti. Con ogni mezzo. Punto.

Credo inutile ripetermi sulla solidarietà a Salvini, sulla totale sfiducia verso la magistratura e nel ribadire che i clandestini vadano respinti ai confini.

Il rinvio a giudizio ieri a Palermo contro Salvini che ha cercato, nell'anno in cui era ministro, di fermare o, quanto meno, di rallentare l'arrivo di clandestini, grida vendetta sotto ogni punto di vista.

Mi rendo perfettamente conto che ci sono italiani (con la "i" minuscola) che gioiscono per questa ennesima dimostrazione di magistratura militante, ma sono italiani che, geneticamente, odiano l'Italia.

Sono quegli italiani che erano internazionalisti quando c'era l'Unione Sovietica a Mosca e adesso, orfani dal socialismo reale, ne hanno trovato il degno erede nell'europeismo dell'unione sovietica europea di Bruxelles.

Sono quegli italiani che aderiscono al concetto bergoglione di chiesa universale, intesa come organizzazione dedita a colpevolizzare l'Occidente che ha diffuso la Civiltà nel mondo.

Si sono ritrovati sotto le bandiere dell'immigrazionismo, in Italia come altrove, ad esempio negli Stati Uniti, un fenomeno che sta distruggendo, assieme alla deriva morale, la nostra Civiltà e che porterà inevitabilmente ad una guerra civile mondiale.

Salvini ha dimostrato che è possibile rallentare e fermare l'invasione dei clandestini.

Per questo cercano di distrarlo con processi farsa.

Mi auguro che Salvini abbia ben chiara la strada da percorrere che è quella di non piegarsi alla magistratura militante, ma di creare un forte raggruppamento, organizzato anche per sostenerlo in queste battaglie, che vada anche oltre il suo partito, per contrastare con ogni mezzo l'imbarbarimento della politica che i cattocomunisti stanno favorendo con le loro politiche liberticide e antinazionali.

13 febbraio 2020

Con Salvini sempre

La codardia dei clericomarxisti che si nascondono dietro toghe compiacenti si è manifestata in tutta la sua infamante perversione con il voto del senato che manda Salvini a processo.
Proprio nello stesso giorno in cui le solite toghe lo incriminano per presunta diffamazione nei confronti di chi ha speronato una motovedetta Italiana.
E' ovvio che sarà battaglia con ogni mezzo e fino all'ultimo.
Ne vedremo delle belle.