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No alla deriva

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22 maggio 2008

La realtà dopo l'illusione

Anche oggi il nuovo Berlusconi mi fornisce lo spunto per il post.
Ieri avevamo parlato dei provvedimenti topolino, oggi ce li siamo letti.
E se abbiamo apprezzato (lo scrivo senza ironia) che anche le pertinenze della prima casa siano esenti da Ici (peccato per aver escluso le A1 con un risparmio di poche migliaia di euro ...) subito ci dobbiamo confermare sulla furbizia della propaganda orchestrata per far credere a chi è disposto a berle, le favole della "innovativa" decisione del Berlusconi IV sugli straordinari.
Mi riferisco in special modo all'ulteriore riduzione della platea che potrà beneficiare, per soli sei mesi sperimentali, dello sgravio fiscale su straordinari e premi aziendali.
Non solo è limitato nel tempo.
Non solo non interessa tutti coloro i quali non hanno la voce "straordinario" nel proprio contratto di lavoro.
Non solo vi è il limite massimo di 3000 euro.
Non solo invece della detassazione si agisce con una cedolare del 10%.
Ma si limitano questi "benefici" ai soli percettori di un reddito inferiore ai 30.000 euro nel 2007, quindi una ulteriore riduzione rispetto a quota 35.000 che era stata ampiamente diffusa sulla stampa.
I soldi per aumentare il reggimento ministeriale, però, ci sono e dopo la "promessa" che sa tanto di minaccia di nominare i vice ministri a novembre, intanto, con la nomina di Bertolaso a sottosegretario ai rifiuti, si è già sforato quel limite massimo di 60 unità che era stata una delle tante solenni promesse elettorali.
E' la realtà dopo l'illusione.

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10 maggio 2008

Senza Destra è un governo calabraghe

Quando durante la campagna elettorale si sosteneva da questo spazio che era necessario dare più forza alla Destra rispetto ai liberalcentrini perchè questi, in assenza di Valori, rimuovendo La Destra dalla Coalizione ne avevano costruita una senz'anima, senza nerbo, si pensava proprio a situazioni come quelle che hanno visto protagonista Gheddafi.
Il tiranno libico, messo a cuccia dal timore che il Presidente Bush rivolgesse a lui le stesse attenzioni che ha dedicato a Saddam (magari con la identica conclusione giudiziaria e sanzionatoria) sta ora rialzando la testa.
E se la prende con chi, di nuovo, appare come il ventre molle dell'Occidente e dell'europa: l'Italia.
L'azzardo di Gheddafi con il nuovo governo liberalcentrino è riuscito.
Invece di una risposta energica e maschia, ha ottenuto le scuse pubbliche del Ministro Calderoli - che in questa occasione ha profondamente deluso - dimostrando come, senza la Destra al governo, il centro sia tornato ad essere quello molle e indecisionista della prima repubblica, disposto a farsi mettere i piedi in testa da chiunque per "quieto vivere".
Cioè il contrario di quel che dovrebbe essere un governo consapevole della Storia e della posizione dell'Italia nel mondo.
L'azione intimidatoria di Gheddafi è pienamente riuscita grazie ad una diplomazia debole e ad una mancanza di Valori che rafforzino la determinazione di un governo che sia reale espressione delle aspirazioni di un Popolo forte e proiettato ad imprimere il suo marchio nel futuro dell'Umanità.
Calderoli non avrebbe dovuto scusarsi.
Frattini non avrebbe dovuto definire "giuste" le affermazioni di Gheddafi.
La risposta alla minaccia libica di dare il via libera all'invasione degli illegali doveva spettare a La Russa.
L'Italia avrebbe dovuto affermare, con forza e, se necessario, con La Forza, il suo ruolo nel Mediterraneo, Mare Nostrum per eccellenza, e come terzo fornitore di truppe nelle missioni internazionali.
Purtroppo la politica da calabraghe indurrà il tiranno di Tripoli ad alzare la posta ed a pretendere, di nuovo, risarcimenti per la civiltà, le scuole, le strade, l'istruzione che L'Italia ha esportato in Libia.
E questo governo senza Destra, senz'anima e senza nerbo, sperpererà denaro pubblico per accontentarlo, non capendo che ad ogni passo indietro Gheddafi alzerà ancora la posta e le sue pretese.
Ma l'atteggiamento con Tripoli è parallelo a quello in Libano dove il defunto governo Prodi inviò un corpo di spedizione con regole di ingaggio concordate in modo tale da essere solo una presenza estetica.
Berlusconi aveva affermato in campagna elettorale che avrebbe cambiato quelle regole e oggi più che mai se ne sente il bisogno con i guerriglieri di Hetzbollah che hanno occupato metà Beirut nella totale assenza delle truppe internazionali (comandate dall'Italia).
Invece è stato sufficiente un monito del caporione Hetzbollah per far accantonare ogni richiesta di nuove regole di ingaggio.
Era meglio la politica estera del Berlusconi II e III: infatti erano espressione di una coalizione di Centro Destra e non del solo centro.

Con l'occasione annotiamo la mancata esecuzione di due solenni promesse elettorali.
La prima riunione del governo NON si è svolta a Napoli.
Alla prima riunione del nuovo ministero NON è stata abolita l'Ici sulla prima casa, ma ci si è preoccupati solo di nomine e di poltrone per la nuova casta.

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08 maggio 2008

L'ordalia ministeriale

Il Berlusconi IV ha emesso il primo vagito e si contano i morti che lascia sul tappeto.
L’ordalia che ha caratterizzato il periodo dal 14 aprile al 7 maggio è degna di essere annotata negli annali.
Ci hanno lasciato le penne personaggi del calibro di Martino (mai entrato nelle liste di governo), Pera (ex presidente del senato che sembrava dovesse, con 7 anni di ritardo, sedersi sulla poltrona della giustizia), Lucio Stanca, un tecnico che si è prestato alla politica pensando che fosse sufficiente il proprio – validissimo – curriculum, Formigoni, rimasto a presidiare il fortino lombardo, Pisanu, scomparso da ogni organigramma, Adriana Poli Bortone che ha dovuto sacrificarsi davanti ad Andrea Ronchi (no, dico, ad Andrea Ronchi, portavoce di Fini !!!).
Roberto Castelli, ottimo ministro della giustizia nel Berlusconi II e III, deve accontentarsi di un posto da vice ministro.
Fuori – probabile vice ministro – anche Michela Vittoria Brambilla, nonostante la fedeltà dimostrata a Berlusconi e la caparbietà con cui, nei momenti peggiori, ha sempre sostenuto il premier, questo a dimostrazione di quanto sia cambiato Berlusconi, una volta ben noto – e stimato – per sostenere sempre gli amici e riconoscere i meriti acquisiti sul campo.
Sulla stessa lunghezza d’onda Roberto Bonaiuti, che invece di diventare ministro, tornerà a fare il sottosegretario alla presidenza e portavoce.
Naturalmente i quotidiani sono pieni di retroscena e di gossippate che lasciano il tempo che trovano.
Ogni costituzione di governo porta in se i semi per la futura crisi.
E non ci meraviglieremmo se, nel più classico degli stili democristiani, i trombati di oggi stessero già preparando la rivincita, “affilando nell’ombra le spade”.
Alla prima occasione faranno sentire il potente segnale di insoddisfazione, soprattutto se un governo oggettivamente deboluccio, dovesse mostrare i segni dell’inesperienza davanti a problemi che avrebbero richiesto una compagine forte e qualificata in ogni dicastero, anche in quelli senza portafoglio.
A ben guardare pochi sono i ministri sui quali Berlusconi potrà fare affidamento.
Frattini è un fedele esecutore, ma sicuramente Berlusconi vorrà metterci molto del suo nella politica estera.
Tremonti, con le ultime sbandate stataliste, è divenuto una incognita, soprattutto se nutre, come nutre, l’ambizione di ereditare la leadership del “partito di centro, moderato e liberale”.
Calderoli è il ministro che mi è più simpatico e che sento maggiormente in sintonia con il mio modo di pensare, per questo lo ritengo sprecato alla semplificazione legislativa, perché a lui doveva essere attribuito il compito di portare ordine davanti all’invasione degli illegali ed alla diffusione senza reciprocità di costruzioni delle moschee.
Naturalmente sono alquanto apprezzabili Stefania Prestigiacomo e Mara Carfagna, poi le giudicheremo all’opera …
A proposito: ma non dovevano essere cinque le “ministre” ?
In ogni caso, aspettiamo anche la lista dei vice e dei sottosegretari e vedremo quale sarà la compagine che dovrebbe salvare la Patria.
Buon lavoro e ricordatevi: abolizione dell’Ici sulla prima casa alla prima riunione di gabinetto …

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