Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

Web blacknights1.blogspot.com
penadimorte.blogspot.com svulazen.blogspot.com
Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva
Visualizzazione post con etichetta Libano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Libano. Mostra tutti i post

28 giugno 2026

Disarmare i terroristi per pacificare il medio oriente

I governi libanese ed israeliano, con la mediazione di quello degli Stati Uniti, hanno trovato un accordo di pacificazione e restituzione della sovranità territoriale al Libano.

La condizione, che peraltro è presente in ogni accordo in precedenza fallito e che è presente anche nell'accordo di tregua per Gaza, è il disarmo di Hetzbollah (e di Hamas a Gaza).

I due gruppi, finanziati e sostenuti dal regime degli ayatollah (che a loro volta firmano accordi per il libero transito ad Hormuz, li violano e strillano se gli Stati Uniti bombardano per punizione una loro base missilistica) rifiutano il disarmo.

A che titolo ?

Non rappresentano il governo libanese e sono anni che non vengono tenute libere elezioni a Gaza, territorio peraltro che dovrebbe appartenere all'Egitto e che è stato devoluto agli arabi musulmani della zona dopo la conquista israeliana del 1967 e il ritiro delle truppe dell'Idf.

Perchè Hetzbollah dovrebbe bloccare l'attuazione dell'accordo ?

Sarebbe come se, a suo tempo, le brigate rosse pretendessero di essere considerate interlocutrici del governo o, più adeguatamente, se a fronte degli accordi tra Italia e Austria sull'Alto Adige, i separatisti (che comunque avevano ragioni ben maggiori dei quelle dei terroristi arabi) avessero preteso di bloccarli con una sorta di diritto di veto.

Se Hetzbollah (e Hamas) non disarmano, allora le armi dovranno essere tolte loro con la forza, attraverso una collaborazione militare tra Israele e Libano per dare attuazione all'accordo sottoscritto.

Se poi si vogliono accelerare i tempi, le truppe onu. unifil o volonterose che siano, invece di farsi una vacanza al caldo, salvo lamentarsi se volano sulle loro teste delle bombe, collaborino per disarmare Hetzbollah, distruggere le loro basi e incarcerare i terroristi.

Solo così sarebbe avviata una pacificazione in Medio Oriente che, peraltro, richiederebbe anche la rimozione del regime degli ayatollah per completare l'opera.

11 ottobre 2024

Scaduto il tempo della missione Italiana in Libano

Il Governo deve richiamare in Patria i 1200 soldati Italiani impegnati nella missione Unifil in Libano, certificando il fallimento della missione onu.

La risoluzione 1701 dell'11 agosto 2006 aveva come primo punto la missione di disarmare i gruppi armati libanesi per restituire la piena sovranità del territorio all'esercito libanese.

La funzione di cuscinetto era secondaria e doveva proteggere i terroristi di Hetzbollah, una volta che fossero stati disarmati, da attacchi israeliani .

In Libano è avvenuto esattamente il contrario.

Hetzbollah si è militarmente rinforzato, ha continuato ad accumulare armi come dimostrano le centinaia di missili che lancia quotidianamente contro Israele e il governo libanese non ha alcuna autorità.

La missione Unifil è fallita e mantenere le truppe in quelle località, oltre ad essere un costo economico equivalente ad uno spreco, mette anche a rischio le vite dei nostri militari impediti a svolgere il reale compito loro assegnato, disarmare le bande terroriste, offrendo così la legittimazione all'Idf a provvedervi per porre fine all'aggressione missilistica Hetzbollah.

La domanda resta quindi: cosa restano a fare i nostri soldati in Libano ?

A quanto pare la loro presenza si riduce ad essere scudi umani, a tutela delle bande terroriste.

Non mi sembra una missione che abbia pregio, nè alcun quartino di nobiltà.

02 ottobre 2024

Riportare in Italia le truppe dislocate in Libano

Da vent'anni l'Italia contribuisce al mantenimento di una forza di caschi blu onu in Libano che va sotto il nome di missione Unifil.

Ci sono oltre mille Italiani impegnati in quelle zone ma cosa hanno realizzato i militari Unifil in Libano ? 

Esattamente quello che ha realizzato l'onu non solo in Libano, ma anche a Gaza, in Ucraina, in Sudan, ovunque: nulla di nulla.

I militari Unifil, con regole di ingaggio che praticamente consentono loro di rispondere al fuoco solo se sotto attacco, non servono a nulla perchè non hanno smantellato le milizie terroriste e, al contrario, il loro ruolo di interposizione ne ha favorito il riarmo e l'addestramento.

Non hanno scongiurato gli attacchi missilistici dei terroristi su Israele perchè non sono andati a caccia delle basi di lancio per distruggerle e non hanno impedito la legittima reazione di Israele e fermato al confine libanese gli israeliani perchè, a parte il fatto che il compito di difendere il confine spetterebbe allo sgangherato esercito libanese, ai primi petardi sono stati confinati nei bunker.

Allora perchè tenere in zona di guerra delle truppe che non solo ci costano fior di quattrini, ma anche vengono esposte al pericolo di attacchi e di essere l'oggetto di ricatti da parte dei belligeranti?

E' giunta l'ora di riportare in Italiani gli Italiani impegnati nella missione Unifil in Libano.

E' giunta l'ora di ripensare all'esistenza dell'onu stesso che ingoia miliardi (le cifre risentono delle varie voci, dal contributo obbligatorio in proporzione al reddito interno fino al contributo per le singole missioni) di cui alcune centinaia di milioni versati dall'Italia (forse adesso siamo già oltre il miliardo), senza fornire null'altro che una burocrazia, mantenuta dagli stati Occidentali, che però, per un malinteso senso di democrazia tra stati, "pesano in Assemblea per teste e non per contributi e fanno emergere una ideologia terzomondista e antioccidentale, peraltro senza riuscire ad adempiere al proprio compito istituzionale di risolvere per via diplomatica le controversie internazionali.


10 maggio 2008

Senza Destra è un governo calabraghe

Quando durante la campagna elettorale si sosteneva da questo spazio che era necessario dare più forza alla Destra rispetto ai liberalcentrini perchè questi, in assenza di Valori, rimuovendo La Destra dalla Coalizione ne avevano costruita una senz'anima, senza nerbo, si pensava proprio a situazioni come quelle che hanno visto protagonista Gheddafi.
Il tiranno libico, messo a cuccia dal timore che il Presidente Bush rivolgesse a lui le stesse attenzioni che ha dedicato a Saddam (magari con la identica conclusione giudiziaria e sanzionatoria) sta ora rialzando la testa.
E se la prende con chi, di nuovo, appare come il ventre molle dell'Occidente e dell'europa: l'Italia.
L'azzardo di Gheddafi con il nuovo governo liberalcentrino è riuscito.
Invece di una risposta energica e maschia, ha ottenuto le scuse pubbliche del Ministro Calderoli - che in questa occasione ha profondamente deluso - dimostrando come, senza la Destra al governo, il centro sia tornato ad essere quello molle e indecisionista della prima repubblica, disposto a farsi mettere i piedi in testa da chiunque per "quieto vivere".
Cioè il contrario di quel che dovrebbe essere un governo consapevole della Storia e della posizione dell'Italia nel mondo.
L'azione intimidatoria di Gheddafi è pienamente riuscita grazie ad una diplomazia debole e ad una mancanza di Valori che rafforzino la determinazione di un governo che sia reale espressione delle aspirazioni di un Popolo forte e proiettato ad imprimere il suo marchio nel futuro dell'Umanità.
Calderoli non avrebbe dovuto scusarsi.
Frattini non avrebbe dovuto definire "giuste" le affermazioni di Gheddafi.
La risposta alla minaccia libica di dare il via libera all'invasione degli illegali doveva spettare a La Russa.
L'Italia avrebbe dovuto affermare, con forza e, se necessario, con La Forza, il suo ruolo nel Mediterraneo, Mare Nostrum per eccellenza, e come terzo fornitore di truppe nelle missioni internazionali.
Purtroppo la politica da calabraghe indurrà il tiranno di Tripoli ad alzare la posta ed a pretendere, di nuovo, risarcimenti per la civiltà, le scuole, le strade, l'istruzione che L'Italia ha esportato in Libia.
E questo governo senza Destra, senz'anima e senza nerbo, sperpererà denaro pubblico per accontentarlo, non capendo che ad ogni passo indietro Gheddafi alzerà ancora la posta e le sue pretese.
Ma l'atteggiamento con Tripoli è parallelo a quello in Libano dove il defunto governo Prodi inviò un corpo di spedizione con regole di ingaggio concordate in modo tale da essere solo una presenza estetica.
Berlusconi aveva affermato in campagna elettorale che avrebbe cambiato quelle regole e oggi più che mai se ne sente il bisogno con i guerriglieri di Hetzbollah che hanno occupato metà Beirut nella totale assenza delle truppe internazionali (comandate dall'Italia).
Invece è stato sufficiente un monito del caporione Hetzbollah per far accantonare ogni richiesta di nuove regole di ingaggio.
Era meglio la politica estera del Berlusconi II e III: infatti erano espressione di una coalizione di Centro Destra e non del solo centro.

Con l'occasione annotiamo la mancata esecuzione di due solenni promesse elettorali.
La prima riunione del governo NON si è svolta a Napoli.
Alla prima riunione del nuovo ministero NON è stata abolita l'Ici sulla prima casa, ma ci si è preoccupati solo di nomine e di poltrone per la nuova casta.

Entra ne