Ieri è stato designato il nuovo segretario generale dell’onu, l’inutile e costosa organizzazione per chiacchieroni mondiali ben remunerati.
Kofi Annan lascia senza suscitare rimpianti e al suo posto andrà un sud coreano, Ban Ki-Moon.
Ancora una volta è un cambio tra due personaggi di secondo piano della politica internazionale, appartenenti a due nazioni ugualmente di secondo piano.
L’onu, presumibilmente, continuerà ad essere un palcoscenico per la propaganda delle dittature e senza alcuna efficacia concreta, che, ancora una volta, dovrà essere rimessa alla volontà degli Stati Uniti e della Gran Bretagna (con i loro alleati che, di volta in volta cambiano a seconda dei loro governi).
Credo nessuno si ricordi di una sola operazione onu condotta in autonomia da Stati Uniti e Gran Bretagna, nell’interesse della sicurezza e della libertà.
Eppure ci sarebbe voluto poco per cercare, con un ultimo tentativo, di dare all’onu quello spessore che gli è sempre mancato.
Gli Stati Uniti hanno almeno due ex presidenti ancora sufficientemente in forze per ricoprire quel ruolo in modo degno e avendo alle spalle anche la maggiore potenza mondiale: George Bush padre e Bill Clinton.
La Gran Bretagna sta per pensionare Tony Blair.
Sarebbero state scelte di grande qualità e con la prospettiva di aumentare (e di molto) influenza e prestigio dell’onu.
Si è però preferito scegliere la strada vecchia, quella del personaggio scolorito, di mediazione, anche se è ragionevole sperare che da un sud coreano – considerato quello che ha subito la Sud Corea dal comunismo – ci possa essere maggiore sintonia con gli Stati Uniti e l’Occidente, di quanto non ne abbia avuta la fallimentare gestione Annan, di cui rimarrà negli annali solo lo scandalo “oil for food” e l’incosistenza dell’onu in Iraq, Afghanistan, Iran, Corea del Nord e in tutte le circostanze critiche.
Kofi Annan lascia senza suscitare rimpianti e al suo posto andrà un sud coreano, Ban Ki-Moon.
Ancora una volta è un cambio tra due personaggi di secondo piano della politica internazionale, appartenenti a due nazioni ugualmente di secondo piano.
L’onu, presumibilmente, continuerà ad essere un palcoscenico per la propaganda delle dittature e senza alcuna efficacia concreta, che, ancora una volta, dovrà essere rimessa alla volontà degli Stati Uniti e della Gran Bretagna (con i loro alleati che, di volta in volta cambiano a seconda dei loro governi).
Credo nessuno si ricordi di una sola operazione onu condotta in autonomia da Stati Uniti e Gran Bretagna, nell’interesse della sicurezza e della libertà.
Eppure ci sarebbe voluto poco per cercare, con un ultimo tentativo, di dare all’onu quello spessore che gli è sempre mancato.
Gli Stati Uniti hanno almeno due ex presidenti ancora sufficientemente in forze per ricoprire quel ruolo in modo degno e avendo alle spalle anche la maggiore potenza mondiale: George Bush padre e Bill Clinton.
La Gran Bretagna sta per pensionare Tony Blair.
Sarebbero state scelte di grande qualità e con la prospettiva di aumentare (e di molto) influenza e prestigio dell’onu.
Si è però preferito scegliere la strada vecchia, quella del personaggio scolorito, di mediazione, anche se è ragionevole sperare che da un sud coreano – considerato quello che ha subito la Sud Corea dal comunismo – ci possa essere maggiore sintonia con gli Stati Uniti e l’Occidente, di quanto non ne abbia avuta la fallimentare gestione Annan, di cui rimarrà negli annali solo lo scandalo “oil for food” e l’incosistenza dell’onu in Iraq, Afghanistan, Iran, Corea del Nord e in tutte le circostanze critiche.