Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

11 maggio 2011

Berlusconi ombelico della politica



Il Premier ne ha combinata un’altra delle sue.
Oltre a dichiarare che a sinistra non si lavano (grave difetto, l'ironia ...) ha osato mettere in evidenza, come del resto da tempo scrivo su questo spazio in Rete, che la costituzione del 1948 è superata, che occorre dare più poteri a chi è eletto dal Popolo e meno a chi vince solo i concorsi o viene eletto da un sinedrio circoscritto e spesso autoreferenziale.
L’assemblearismo che caratterizza la costituzione del 1948, la divisione rigida di poteri che consente di bloccare quello che altri fanno, non fanno bene all’Italia che si trova, sistematicamente, ad inseguire chi, invece, grazie ad una normativa costituzionale più agile, ha rapidità di decisioni e di adattarsi al mutevole scenario mondiale.
Potrei limitarmi a ricordare che la costituzione italiana del 1948 ha 139 articoli contro i 7 articoli della costituzione americana.
La differenza sta tutta nella perversa volontà di indicare specifiche regole amministrative e istituzionali, oltre ai principi ed ai valori che, soli, dovrebbero formare il contenuto di una carta costituzionale.
Berlusconi, ottimista o prudente, non lo so, si propone di modificare la costituzione esistente.
Personalmente credo che troppi sarebbero i rattoppi da apportare e si farebbe meglio ad archiviare la costituzione del 1948 ed a scriverne una nuova di zecca.
Magari con una apposita, ristretta assemblea costituente, eletta dal Popolo con voto proporzionale, i cui componenti, una volta esaurito il compito da espletare in non più di sei mesi dall’insediamento, fossero ineleggibili e incompatibili per ogni incarico pubblico.
Posso immaginare le reazioni pavloviane dell’opposizione ad una simile proposta.
Ad ogni proposta del Premier, infatti, la reazione dei nani politici d’opposizione è sempre uguale.
Non importa quanto siano fondate le esternazioni del Cavaliere, il fatto stesso che promanino da lui le rendono inaccettabili alle loro orecchie.
Così ci teniamo una costituzione superata, un sistema istituzionale fatiscente, formalista, parruccone e tutti i ritardi che ne derivano si trasformano in costi per i cittadini che vogliono essere governati, non subissati di chiacchiere, assemblee, votazioni sul nulla.
Berlusconi ha ragione.
Intorno a Berlusconi, a quello che fa, a quello che dice, gira tutta la politica italiana.
Ma chi gli si oppone non ha neppure il buon senso di riconoscere quanta necessità abbia l’Italia di svecchiare i propri paramenti istituzionali e, così, condanna Berlusconi al massimo sforzo per il minimo risultato e tutti noi a trottare mentre chi è privo di lacci e lacciuoli, corre.

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10 maggio 2011

Il dialogo impossibile con la sinistra


Giustizia, fisco, immigrazione, moralità.
E Libertà.
Sono i punti che, Berlusconi o non Berlusconi, separano nei fatti il Centro Destra dalla sinistra.
Se, infatti, a parole, tutti sembrano affermare i medesimi principi, nella sostanza la loro materiale applicazione è alquanto differente.
La giustizia, come interpretata dalle toghe rosse cui la sinistra non fa mancare il suo sostegno, è uno strumento della politica, finalizzato ad eliminare il nemico politico che è di ostacolo alla realizzazione del proprio sogno di potere.
Per noi del Centro Destra, invece, è l’applicazione pura e semplice delle norme volute dal Popolo, non la loro disapplicazione quando non collimano con le idee dei magistrati chiamati a giudicare.
Sul fisco credo che ogni cittadino italiano sappia che la sinistra al potere aumenterebbe solo imposte e tasse quando non ne inventerebbe di nuove.
La stessa segretaria della cgil, in occasione dello sciopero di venerdì scorso, ha dichiarato che bisogna spostare l’imposizione fiscale dal lavoro alle rendite, in pratica confermando il perverso disegno di tassare i risparmi del Popolo (aumentando le aliquote dal 12,50% al 20 o al 25%).
Pensare a ridurre le spese e con esse le tasse, no eh, troppo rivoluzionariamente liberale !
Sull’immigrazione ugualmente la differenza è tale da rendere subito evidente l’assoluta insanabilità della frattura fra Centro Destra e sinistra.
A sinistra, già con Martelli, poi con la devastante legge Turco-Napolitano, infine con il provvedimento assunto nel 2006 dal ministro di Prodi Ferrero, la linea è univoca: accoglienza, cittadinanza e voto agli immigrati, incuranti dei costi (che vengono addebitati all’Italiano da spremere con le tasse) e delle conseguenze politiche, economiche, morali, sociali, di costume.
La politica del Centro Destra ufficiale, soprattutto dopo la guerra in Libia, non corrisponde certamente alla “pancia” del suo elettorato, ma almeno rappresenta una barriera alla più completa deriva, impedendo, se non altro, cittadinanza e voto.
Analogamente possiamo dire in materia di moralità.
Tutte le grandi civiltà del passato sono crollate quando le virtù che caratterizzavano il popolo, vennero travolte dai vizi di pochi che furono gli esempi deleteri di chi anteponeva l’interesse del particulare, al bene comune.
Così abbiamo avuto un crescendo, anzi una deriva che iniziata con il divorzio e proseguita con l’aborto, ha minato le fondamenta stesse della nostra società tradizionale e del suo pilastro di base: la Famiglia, l’unica che tale sia, composta da un Uomo e da una Donna.
La sinistra vorrebbe continuare su tale strada e ci propone eutanasia e manipolazione genetica (magari sotto mentite spoglie) e la parodia della Famiglia vera, con le “unioni” tra persone dello stesso sesso.
Il Centro Destra, ancorchè timido in molte sue componenti, riesce ancora a “tenere il punto”, difendendo i Valori di sempre.
Vi sono poi altri elementi di differenza ma il tutto può essere riassunto da una bellissima parola: Libertà.
Libertà di Mercato, contro la pretesa della sinistra di interferenza dello stato sulle attività economiche.
Libertà di Pensiero contro la sinistra legislazione dei divieti imposti alle opinioni.
Libertà di Stampa contro la volontà di uniformare al pensiero unico tutto quel che la mente umana produce.
Libertà di Circolazione, contro i divieti imposti alla mobilità privata.
Libertà di Progresso, contro il pauperismo retrogrado di chi ha paura delle novità che farebbero risparmiare e far star meglio il Popolo.
Libertà di essere Proprietari, contro la sinistra delle nazionalizzazioni e delle tasse sui beni privati.
Le differenze, quindi, ci sono indipendentemente da Silvio Berlusconi.
Tocca ai cittadini, tocca al Popolo decidere se preferisce la morte lenta della nostra società sotto una cappa di cupo conformismo, dove tutto viene inquadrato dalla burocrazia di partito, oppure se vuole guardare al futuro con ottimismo, dando il massimo di possibilità al proprio spirito individualista.

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09 maggio 2011

Immigrazione e decadenza morale minano la Civiltà



So che qualcuno mi attribuisce una fissazione per l’epoca Romana, ma sono convinto che dal nostro passato possiamo trarre utili insegnamenti per evitare errori e continuare ad incamminarci verso un futuro di benessere, sicurezza e prosperità.
L’occasione, questa volta, mi è fornita da un articolo del prof. Roberto DE MATTEI docente di Storia della Chiesa e del Cristianesimo all'Università Europea di Roma, nonché Vicepresidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, sul numero 34-35/2010 di Historica.
L’Autore non scrive nulla di nuovo rispetto a quanto abbiamo potuto leggere e, soprattutto, scrivere in tutti questi anni, ma si esprime in modo molto diretto e chiaro e, come dicevano i Romani, repetita iuvant.
Ecco dunque che vengono spiegati i passaggi a causa dei quali si arrivò al sacco di Roma ed alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente:
Una prima fase di infiltrazione pacifica e graduale, alla spicciolata, nei territori dell'Impero, tra il II e il III secolo, di uomini e gruppi attratti dall'alto tenore di vita di Roma e dalla sua cultura;
una seconda fase, anch'essa pacifica, di stanziamento di interi gruppi barbarici, cioè di immigrazione e di stabile insediamento entro il limes romano, non di individui o gruppi frammentati, ma di popoli interi destinati a divenire uno Stato nello Stato;
una terza fase di grandi migrazioni di popoli all'interno dell'Impero, in forma sia pacifica che guerresca;
infina, a partire dal V secolo, l'ultima fase, quella della violenta irruzione di popolazioni del tutto ostili … Con questa quarta fase tutto il territorio dell'Impero venne ad essere occupato dai barbari.
”.
Non vi sembra la descrizione di quello che sta oggi accadendo in europa ?
Non vi sembra che siamo già pericolosamente tra la seconda e la terza fase ?

L'Autore fa seguire quindi una cruda descrizione del sacco di Roma e delle violenze subite, ma anche una lunga citazione di Salviano di Marsiglia sui comportamenti, come quelli omosessuali, che indebolirono la capacità di resistenza di Roma e dell'Impero, con una accurata descrizione della situazione in un paio di città prese d'assedio dai barbari.
Ricordare come finì il più grande impero della storia è utile e necessario, soprattutto quando si moltiplicano le voci di chi indica negli immigrati una “risorsa” e di chi, in una orgia di relativismo, perde di vista la dirittura morale necessaria a rafforzare le fondamenta di una Civiltà, per inseguire il solo piacere personale, fine a se stesso e senza alcuna prospettiva.


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08 maggio 2011

Napolitano si toglie la maschera



Napolitano non mi è mai piaciuto.
Quando c'era il pci cercava di accreditarsi come "progressista" aderendo a parole alla linea "migliorista" che cercava di arruffianarsi l'elettorato della sinistra moderata e non comunista, ma non ha mai compiuto un vero gesto, almeno di pentimento, per le parole che pronunciò nel 1956 a favore dell'invasione sovietica in Ungheria.
Come ministro dell'interno nel primo governo Prodi fu un autentico fallimento, tanto da essere sostituito, pensate un po', da Rosa Russo Iervolino evidentemente considerata migliore di lui (sarebbe detto tutto !).
Sempre come ministro dell'interno fu l'autore, con la collega pure lei comunista, Livia Turco, di una devastante legge sull'immigrazione che consegnò al governo Berlusconi un problema incancrenito che ancora oggi ci portiamo sulle spalle.
Fu nominato (non si sa bene per quali meriti) senatore a vita e quindi, un parlamento sub iudice per i dubbi sul reale esito delle elezioni del 2006, lo elesse presidente della repubblica.
Diciamo che con simile passato è un degno presidente per questa repubblica.
Da presidente della repubblica fu costretto a sciogliere le camere e, come già capitò a Scalfaro e Ciampi (una nemesi ?) ad incaricare Silvio Berlusconi, vincitore delle elezioni, per la formazione del governo.
Da comunista integrale, però, non si è arreso alla volontà del Popolo.
Ha sperato che i suoi antichi compagni fossero in grado di ribaltare il responso delle urne, anche affidandosi al presidente della camera che, con un pugno di seguaci, pur eletti "per Berlusconi Presidente", hanno tentato, con una congiura di Palazzo, di ribaltare il responso delle urne.
Per un anno il Governo è stato ostacolato e bloccato da una simile, squallida vicenda, ma oggi l'attacco alla volontà del Popolo appare fallito.
Come il peggiore dei suoi predecessori, Napolitano viene preso da incontinenza verbale, a senso unico e "non ci sta".
Non vede la trave che sta nell'occhio dell'opposizione (a cominciare dai comportamenti di chi ancora siede sullo scranno più alto di Montecitorio), ma vede il minimo granello di polvere della Maggioranza.
Fino agli ultimi tre giorni.
Prima scuote il suo partito, come farebbe un qualsiasi esponente del politburo interno, chiedendo, in pratica, di organizzarsi meglio perchè, altrimenti, lui teme di dover ancora consegnare Palazzo Chigi all'odiato Berlusconi.
Poi, accortosi che le sue parole avevano sortito l'ennesimo effetto boomerang, ha puntato l'indice contro la nomina di nove nuovi sottosegretari, scelti tra i cosiddetti "Responsabili" che hanno parzialmente coperto con il loro voto la fuga dei finioti.
E' cambiata la Maggioranza ?
No, la Maggioranza è rimasta la stessa
, anche perchè buona parte dei "Responsabili" furono eletti "per Berlusconi Presidente".
La Maggioranza semmai è migliorata, è diventata politicamente più forte e quel che paventa Napolitano è che riesca ad arrivare a fine legislatura riuscendo persino a governare ed a realizzare quelle riforme che dai comunisti e loro caudatari sono viste come il fumo negli occhi perchè ridurrebbero la loro infestazione nel corpo sano della Nazione Italiana.
Vorrebbe un passaggio parlamentare.
Altre, inutili chiacchiere, finalizzate solo a perdere tempo.
Ancora una volta, Napolitano si dimostra di parte, inadatto ad un ruolo esclusivamente notarile, che dovrebbe rappresentare tutti gli Italiani.
A me non è mai piaciuto e non l'ho mai considerato il mio presidente.
Adesso credo che, toltosi la maschera istituzionale, aumenteranno quelli, già tanti, che la pensano come me.

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06 maggio 2011

Non tutti i mali vengono per nuocere


L’attacco sferrato dalla sinistra contro Berlusconi ha solo ritardato di un anno il tabellino di marcia del Governo.
Per il resto ha fornito alla Maggioranza l’occasione per una bonifica interna con l’autoesclusione di Fini, la cui presenza, preferita a quella di Storace, fu il motivo principale del mio voto contrario a Berlusconi nel 2008.
Ma la bonifica dai finioti non è stato l’unico aspetto positivo.
Forse per la prima volta in Italia una congiura di Palazzo non ha sortito l’effetto desiderato, nonostante l'appoggio evidente dei potentati economici internazionali.
I congiurati, dopo aver reiterato gli assalti nel tentativo di ottenere alla camera un voto di sfiducia, si stanno ritirando senza gloria e, come si è espresso Vittorio Feltri, con le pive nel sacco.
Adesso i problemi sono a casa loro.
Bersani è sotto scacco e i suoi stessi compagni gli imputano l'ennesimo fallimento del tentativo di defenestrare il Cavaliere (come se loro avessero fatto meglio ...).
Fini ... chi l’ha più visto ? Ha anche tolto il suo nome dal simbolo del suo partito.
Casini si è sbilanciato verso l’opposizione più truce, spaventando i moderati.
Di Pietro è diventato la caricatura di se stesso e, dopo aver scomodato Hitler e Nerone, non sa più come definire l’odiato Premier e schiuma di rabbia impotente ad ogni intervista.
Ma l’aspetto più importante, rivoluzionario per l’Italia, è la dimostrazione che pur con pochi voti (meno di quelli che aveva legittimamente conquistato nelle urne) il Governo può governare nell’interesse della Nazione e dei suoi elettori.
E’ il primo passo che ci condurrà, inevitabilmente, a cambiare la costituzione in vigore, frutto del compromesso post bellico tra comunisti e cattolici e che può funzionare solo con ampi compromessi che significano immobilismo, deficit per una spesa pubblica fuori controllo necessaria per accontentare tutti i commensali e, quindi, inefficienza.
Avremo anche perso un anno per inseguire i solipsismi dei Fini, dei Bersani, dei Casini e dei Di Pietro, ma siamo ancora più vicini ad un cambiamento radicale del modo di far politica in Italia.
Come a dire: non tutti i mali vengono per nuocere.

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05 maggio 2011

Il peggiore dei nostri è migliore del migliore dei loro



Il ministro Brunetta, con la perfidia tipica di chi ha ancora molte soddisfazioni da prendersi, ha detto che quelli di sinistra fanno schifo e che nel Centro Destra siamo migliori.
E’ la giusta risposta ad un Eco che qualche giorno fa, constatando che in Italia il 70% è berlusconiano, sproloquiava di “educazione” da impartire.
Con la pancia mi ritrovo completamente nelle parole di Brunetta.
Dopo aver iniziato, nell’ormai lontano 1999 (sporadicamente) e 2000 (pressochè quotidianamente) a frequentare forum e blog in Rete, ho radicalmente cambiato l’animus nelle discussioni.
Prima della Rete, le discussioni erano limitate in occasioni ufficiali assembleari o conviviali con amici e conoscenti e tutto si svolgeva nel rispetto delle regole e dell’interlocutore (almeno dopo la sbornia violenta degli “anni di piombo” quando di rispetto per il contraddittore con anche solo una spolveratina di “centro” – neanche di destra – non se ne vedeva molto).
Allora si discuteva, si ironizzava, si portavano teorie e fatti, mai si arrivava all’insulto personale (anche se era già cominciata l’aggressione a Berlusconi).
Con la Rete tutto è cambiato.
Non si accetta il parere altrui.
Anche io mi sono adeguato ed ho fatto mio il motto che titola il post.
E’ evidente, però, che tanto quel motto quanto le espressioni di Brunetta non rappresentano la realtà (perchè i cretini non hanno colore), ma solo la (giusta) reazione all’arroganza, allo snobismo, alla violenza verbale (che però “arma” quelle fisica di chi spranga i consiglieri municipali di parte avversa o cola cemento nelle serrature dei negozi aperti il primo maggio o durante uno sciopero o picchia chi gira con “Il Giornale” sottobraccio) dell’intellighenzia di sinistra.
I cattivi maestri sono quelli che, come Eco, pensano di dover “educare” chi non vota secondo i loro desiderata.
Ma a dover essere educati, al rispetto del prossimo, alla democrazia, sono soltanto loro.
Per cui, sì, in risposta a tali cattivi maestri, viva Brunetta: il peggiore dei nostri è comunque migliore del migliore dei loro.


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04 maggio 2011

Berlusconi e Bossi: chi è succube di chi ?



Il Centro Destra, come auspicabile, ha presentato all’inutile dibattito parlamentare sulla guerra in Libia, una mozione condivisa, ottenendo la maggioranza nonostante il voto contrario di tutte le opposizioni .
E’ la giusta posizione che, prendendo atto della partecipazione dei Tornado italiani alla missione, pone comunque dei limiti temporali e di finanziamento.
Non si capisce peraltro la ragione per cui abbia voluto, con l'astensione, far passare le mozioni di Udc e pci/pds/ds/pd che pure avevano votato contro la sua, invece di ottenere, bocciandole, un successone.
L’opposizione, invece, è profondamente divisa.
Di Pietro è contro la missione e la sua mozione è stata bocciata.
Il pci/pds/ds/pd è favorevole ma ha presentato una mozione molto blanda nonostante lo spirito bellicoso del suo presidente Napolitano.
L’Udc ha sposato la causa della guerra senza “se” e senza “ma”.
Ma l’opposizione è divisa anche su come interpretare la scelta della Maggioranza.
Se per Bersani, Bossi lega il Carroccio dove vuole l'Imperatore (cioè Berlusconi), per Di Pietro e Casini è Berlusconi che si sarebbe inchinato ai voleri di Bossi.
Insomma l’opposizione non ha ben chiaro cosa voglia fare con la Libia, non ha ben chiaro chi, tra Berlusconi e Bossi sia succube dell’altro, ma tutto fa brodo per attaccare il Governo.
Meno male che Silvio c’è e meno male che abbiamo questa Maggioranza: ma ve l’immaginate la Babele di un governo dell’ammucchiata da Vendola e Di Pietro fino a Casini passando per Bersani ?

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03 maggio 2011

Troppo lunghi i tempi della democrazia assembleare



Oggi inizia il dibattito parlamentare sull’intervento in guerra contro la Libia che terminerà con il voto previsto per venerdì.
Le posizioni sono note.
Anche io ho esposto le mie idee che posso sintetizzare con un no alla guerra contro Gheddafi, ma, visto che indietro non si può tornare, cercare di capitalizzare al meglio la nostra partecipazione in termini di lotta all’immigrazione, forniture di petrolio e gas a prezzi di favore e mantenimento dei contratti per le nostre imprese in Libia.
La posizione della Lega, pertanto, mi sta benissimo, soprattutto là dove chiede un termine finale all’impegno bellico, il rifiuto di imposizioni fiscali per finanziarlo e la messa sul tavolo dei rapporti con gli alleati della questione immigrazione (ovviamente non in chiave accoglienza, ma respingimento).
Per gli stessi motivi mi piacerebbe che la Maggioranza votasse contro, quindi bocciasse, tanto la mozione contro la guerra di Di Pietro, quanto le mozioni favorevoli alla guerra del pci/pds/ds/pd e dell’Udc.
Ma oggi mi piace rimarcare come i tempi della nostra politica, fondata sulla democrazia assembleare, non siano più adatti alla velocità con la quale si richiedono le decisioni operative.
I nostri aerei stanno già bombardando la Libia, ormai le missioni si sono succedute, è stato ucciso uno dei figli di Gheddafi con i nipoti.
Per dirla con Cesare: alea iacta est.
Indietro non si torna.
Che senso ha un dibattito con un voto conclusivo (dopo altri tre giorni di vuote chiacchiere ...) in cui, teoricamente, si potrebbe decidere di non partecipare alla guerra ?
Che senso ha bloccare il parlamento per parlare dei massimi sistemi, visto che le decisioni sono state prese e sono irreversibili se non,come propone la Lega, fissando un termine finale all’intervento, quando vi sono numerosi provvedimenti che attendono il voto favorevole, come il processo breve, la legge che regoli le intercettazioni, la riforma del sistema giudiziario ?
Se non ci mettiamo in testa che la nostra democrazia dovrà essere sempre più delegata ad un unico centro di comando che trovi la sua fonte di legittimazione nel voto popolare, regolarmente cadenzato nel tempo, rischiamo di rimanere sempre più indietro rispetto alla rapidità di decisione e di azione altrui, dovendo rincorrere, con il rispetto formale di tutte le norme parruccone del 1948, di una costituzione, cioè, che un gruppo di sorpassati ostinatamente con la testa rivolta al passato non vuole donare al museo delle antichità, quel che invece si potrebbe e si dovrebbe decidere in un ambito ristretto ed efficiente con una nuova costituzione di principi e con leggi ordinarie che adeguino, tempo per tempo, la vita formale a quella sostanziale.

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02 maggio 2011

Giustizia è fatta



Prima dell'alba italiana gli Stati Uniti hanno comunicato che Osama Bin Laden è stato abbattuto con un blitz nei pressi di Islamabad.
Non ci sono ancora particolari che, tutto sommato, possono interessare solo i tecnici.
E' importante rilevare che il risultato è stato ottenuto dopo dieci anni in cui la morsa si è stretta attorno al capo terrorista islamico e con una azione "tradizionale" e non con un bombardamento teleguidato.
Sembra che non ci siano dubbi e che non aleggerà il fantasma del terrorista perchè il cadavere, proprio per l'azione tramite agenti umani, è saldamente nelle mani degli Stati Uniti.
Si compie così l'impegno del Presidente George W. Bush che aveva dichiarato guerra ai terroristi islamici e che non ha mai mollato la presa nei confronti del loro capo, creando le condizioni perchè anche i suoi successori non potessero rinunciare a tale priorità.
Aspettiamoci grande rabbia da parte dei terroristi islamici, ma il risultato conseguito apre il cuore alla speranza che il colpo acceleri, sotto il profilo economico e psicologico, la parabola discendente del terrorismo islamico.


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01 maggio 2011

Sondaggi: un segnale per Berlusconi




Da alcuni anni un sito ufficiale raccoglie tutti i sondaggi che abbiano caratteristiche tali da apparire fondati.
Non vado spesso a consultarlo, ma poiché ho visto links e letto dichiarazioni su affermazioni o fallimenti elettorali, ho dato una rapida occhiata all'ultimo (29 aprile) sondaggio sulle intenzioni di voto degli Italiani e poi su quelle di Bologna (rimando il commento al blog Svulazen dove parlo delle elezioni anticipate per il sindaco) Milano, Napoli e Torino.
A livello nazionale parrebbe esservi parità tra la sinistra e il Centro Destra, con il 42,5% a testa.
Il terzo polo è un evidente fallimento che, poi, è il fallimento dei finioti visto che il 13% di cui è accreditato appartiene per il 7% a Casini e solo per un 4,3% a Fini (il resto è di Rutelli e Lombardo).
Mi domando però come sia possibile che in Italia vi siano ben il 55,5% di persone disponibili a votare per i professionisti della politica, funzionari di partito senza arte né parte che hanno già avuto modo di dissestare la nazione durante la prima repubblica e continuano a farlo ostacolando dal 1994 le riforme di Berlusconi.
E mi rispondo che il numero di indecisi (indicato nel 25% degli intervistati) appare bassino visto che altri sondaggi, riportati dai quotidiani, lo avvicinano al 40%.
Sono convinto che la maggior parte degli indecisi siano di Centro Destra, ma non siano indecisi “chi” votare, bensì “se” votare.
Come mai così tanti indecisi ?
Credo che noi elettori di Centro Destra, rimasti stabili nel sostegno a Berlusconi e, anzi, rafforzatici in tale impostazione ad ogni aggressione mediatica e giudiziaria (non c'è Ruby che tenga, penso nessuno di noi attribuisca credibilità alle accuse verso il Premier, qualunque possano tirar fuori, anzi più sono grosse, più aumenta il nostro appoggio al Cavaliere), non gli perdoniamo però la debolezza con la quale sta gestendo due delle principali questioni che ci stanno più a cuore: immigrazione (con il corollario della guerra in Libia) e tasse.
Per dirla papale papale: noi vogliamo che Berlusconi e il NOSTRO Governo caccino gli immigrati, respingano i loro barconi, non spendano neanche una lira bucata per la loro accoglienza.
Se ci tengono così tanto, che tirino fuori i soldi quelli di sinistra e i “cattolici adulti”, ma se li portino e li tengano nelle loro proprietà.
E ancora: vogliamo la riduzione delle aliquote e non ci interessa se questa comporterà nuovi tagli alle spese, perchè di spese improduttive per il Popolo (come quelle per il fus o i finanziamenti ai giornali) ve ne sono a sufficienza per pareggiare una sensibile riduzione delle imposte dirette (quelle indirette, invece, devono essere corrispondenti al costo del servizio, perchè ognuno paghi il giusto di quello di cui usufruisce).
Senza considerare che se privatizzassero la Rai risparmierebbero in trasferimenti, potrebbero abolire il canone tv e incasserebbero un bel po' di quattrini.
E poi ancora : il nucleare, perchè mai non dare battaglia ?
Perchè mai non caricare la bolletta energetica su chi è contrario al nucleare, a cominciare dai vari Celentano e Grillo che di soldi da spendere ne hanno sicuramente tanti ?
E l'acqua ?
Ma diciamolo che il referendum non è contro la privatizzazione delle falde, bensì contro la privatizzazione degli impianti … già, perchè adesso, gestiti dal pubblico, funzionano bene !
Caro Presidente, mi consenta di darLe un consiglio: si dia una mossa, sennò perde per l'astensione dei Suoi stessi elettori.
E veniamo alle città.
Rimandando Bologna al blog Svulazen , devo dire che a Milano la situazione vede la Moratti (che non sarebbe comunque il candidato migliore che il Centro Destra avrebbe potuto presentare, talmente è moderata e non in sintonia con la “pancia” dell'elettorato) ad un soffio dalla maggioranza assoluta nonostante il candidato del terzo polo che le sottrae voti, pochi ma sufficienti a farle rischiare il ballottaggio.
A Torino non si capisce perchè la sinistra continui ad ottenere la maggioranza assoluta, visto che la città, durante tutti i lunghi anni di dominio amministrativo, ha perso posti di lavoro e di comando.
Ma la situazione più allucinante è Napoli, dove il candidato del Centro Destra (peraltro fatto oggetto di un paio di aggressioni negli ultimi giorni) è sì in testa, ma i due candidati della sinistra, sommati, superano il 40%.
Se i napoletani decideranno di continuare con sindaci della stessa parte politica di Bassolino e Iervolino, non vengano mai più a chiederci un aiuto per i loro rifiuti: si arrangino con i sindaci che hanno eletto !

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