Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

10 ottobre 2017

Chi odia l'Italia vuole lo ius soli


La sinistra è internazionalista, la chiesa cattolica "universale", i cattocomunisti sono sempre antitaliani.
La ulteriore dimostrazione l'abbiamo con la canea sollevata sullo ius soli.
Leggo che Fazio usa, come sempre fanno a sinistra, la televisione pubblica per la propaganda di parte, mentre Camilleri ci considera tutti razzisti e il senatore a vita per meriti culturali etc. Renzo Piano digiuna proclamando, non si sa bene in base a quale ragionamento, che i figli dei migranti sono italiani.
E mentre i talebani della chiesa atea e di sinistra sbraitano quelli con la tonaca si accodano e il vescovo di Ferrara plaude al digiuno per lo ius soli.
Hanno un minimo comun denominatore (anche se non è l'unico): vogliono distruggere l'Italia, trasformarla in un meticciato con l'immissione di estranei che non hanno la nostra Storia, la nostra Lingua, le nostre Tradizioni, il nostro Sangue.
Non possiamo consentirglielo.
Abbiamo l'obbligo di consegnare l'Italia ai nostri figli e nipoti come i nostri Padri l'hanno consegnata a noi: Indipendente, Sovrana e Identitaria.





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09 ottobre 2017

Inevitabile una guerra, anzi due


Da ottimista sono convinto del destino che attende l'Umanità.
Da realista sono convinto che il nostro grande destino si realizzerà attraverso sacrifici, lutti e tanto sangue.
Come pensarla altrimenti quando, ogni giorno, si leggono sui giornali notizie che ripugna persino commentare ?
Una palla di lardo coreana minaccia il mondo (sembra un film di Louis de Funes "Fantomas minaccia il mondo") e fanno vincere il Nobel della pace ad una organizzazione che la mette sullo stesso piano del Presidente degli Stati Uniti.
Un Nobel evidentemente viziato dalla medesima inaffidabilità che, in precedenza, lo ha visto assegnare ad un terrorista assassino come Arafat o ad un tizio appena eletto (e neppure entrato in carica) solo perchè fu il primo negro a diventare Presidente degli Stati Uniti.
In compenso si tollera un regime teocratico in Iran con il quale quel tizio ha sottoscritto un accordo che gli ha permesso praticamente di proseguire nel suo percorso nucleare, mentre in Sud America un certo Maduro, pur essendo seduto su una enorme di stesa di petrolio, affama e uccide il popolo venezuelano, lanciando proclami che, ad ascoltarli, sembrano la caricatura dei tre caballeros.
Quei tre (e non dimentichiamo Cuba che si è solo mimetizzata per aspettare il momento opportuno per riemergere, perchè i comunisti perdono il pelo ma non il vizio) non potranno che essere spazzati via da una guerra, esterna o interna che sia.
Ma un'altra guerra si combatte all'interno di ogni stato civile, dove una minoranza chiassosa e senza Valori, cerca di cancellare il diritto di un'altra minoranza, meno chiassosa ma con solidi Valori ancorati alla Tradizione, cercando di impedire la diffusione delle Idee, delle Proposte, del Pensiero, della Stampa.
E' un secondo fronte che si apre e che vediamo ogni giorno crescere di intensità e che non può che finire male, perchè se a qualcuno togliete la possibilità di esprimersi quello, legittimamente, passa ai fatti, per affermare il suo diritto di parola e di esistere.
Ed ecco la seconda guerra che prima o poi deflagrerà forse più sanguinosa della prima, perchè sarà combattuta all'interno dei singoli stati.
E poichè non ho dubbi su chi prevarrà, nella prima e nella seconda guerra, al termine, quando dovremo ricostruire dalle macerie, potremo finalmente alzare lo sguardo al cielo e pensare di realizzare quel destino che attende l'Umanità.



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08 ottobre 2017

Via gli stranieri !


Chi si mettesse a leggere questo commento attratto dal titolo, penserebbe ad una ulteriore filippica contro l'immigrazione ma poi, guardando l'immagine a corredo, si riserverebbe di classificarlo dopo la lettura.
In effetti "via gli stranieri" potrebbe attenere alla giusta e buona battaglia contro l'immigrazione, anche se, come ho spesso precisato, non dobbiamo combattere lo straniero in quanto tale, ma in quanto portatore di sradicamento delle nostre radici culturali, storiche, etniche, linguistiche, religiose.
Quindi sì all'arrivo di singoli che possano bene integrarsi per provenienza, lingua, cultura, non all'arrivo massiccio di famiglie o di tribù dall'Africa, dall'Asia, dal Sud America.
In un certo senso è anche il significato di questo commento domenicale che prende spunto dalla ignobile prestazione della nostra nazionale calcistica contro la Macedonia di venerdì sera.
I Macedoni avevano più birra, più schemi, più volontà, più tecnica.
O, almeno, mostravano di averli.
Del resto non si può chiedere miracoli a giocatori che a volte (Gagliardini, Bernardeschi, Rugani) non sono titolari neppure nella loro squadra.
E proprio qui si innesta il mio "via gli stranieri".
Il mio approccio al calcio, nei primi anni sessanta, fu in un periodo in cui si passò dalla presenza di qualificati stranieri (mi ricordo Haller e Nielsen nel Bologna, ma anche Hamrin nella Fiorentina, Jair e Suarez nell'Inter) agli oriundi (che fecero un fallimento clamoroso in Cile) agli Italiani.
Pochi erano gli stranieri e anche gli oriundi, peraltro veramente tali e non andati alla ricerca di improbabili avi italiani.
Ebbero così la possibilità di affermarsi i Rivera, i Bulgarelli, i Mazzola, i De Sisti.
Per non parlare dei portieri tutti meritevoli della maglia della nazionale (Sarti, Negri, Albertosi, il giovane Zoff, il recentemente scomparso Anzolin).
Poi il pendolo tornò nuovamente a girare per ammettere uno straniero per squadra, poi tre, adesso anche tutti, al punto che guardando su Sky la diretta goal, rilevo ogni tanto squadre dei nostri campionati che entrano in campo con undici stranieri.
Persino in porta.
E se non bastasse arriva pure l'unione sovietica europea che, non paga di distruggere come Attila tutto quello in cui mette le zampe, con la famigerata "sentenza Bosman", obbliga gli stati a lei sottomessi ad aprire senza limiti ai calciatori di altri stati dell'unione.
Sì, perchè i calciatori sono considerati a tutti gli effetti lavoratori dipendenti i cui contratti, però, prevedono il netto, con le imposte pagate dalla società di appartenenza.
Con le maggiori squadre italiane che giocano con la quasi totalità degli effettivi stranieri, poco spazio rimane per far fare esperienza ai nostri giovani, per abituarli al ritmo di gara, per aiutarli a confrontarsi con gli avversari.
La nazionale ne risente, il bacino da cui attingere i convocati si restringe, il commissario tecnico deve persino chiamare chi fa panchina.
Un portiere ormai quarantenne come Buffon ha rimpiazzi che si contano sulle dita della mano di un monco.
I Rivera, i Bulgarelli, i Mazzola, se ci sono (e sicuramente ce ne sono) non vengono valorizzati perchè ogni società preferisce andare sul sicuro.
Solo l'Atalanta oggi rischia con una politica giovanile produttiva di talenti, ma il rischio per chi investe in quel modo è di retrocedere, perdendo quindi i cospicui incassi di sponsorizzazioni e diritti televisivi, quindi tutti (o quasi) preferiscono andare sul sicuro, salvare i propri investimenti e comporre le squadre con giocatori, anche mediocri, stranieri ma collaudati, piuttosto che puntare e rischiare sui giovani italiani.
E non è e non sarà mai una soluzione adottare il sistema francese di concedere la cittadinanza ad africani, asiatici o sud americano.
Abbiamo già visto come gli oriundi non risolsero il problema nel 1962, ma la politica francese è ancora peggio, perchè immette in squadra gente che non ha alcuna radice nazionale e la squadra non è più la "nazionale francese" (o italiana) ma diventerebbe una nazionale meticcia, alla quale viene convenzionalmente dato il nome "Francia" (o Italia) senza però che ci si possa identificare, perchè quando si guarda quei calciatori non ci si riesce proprio a specchiare.
Andrebbe benissimo ammettere uno o due stranieri nelle nostre squadre, perchè possono contribuire a far crescere e portare esperienza (purchè non siano dei bidoni come troppo spesso vediamo, comprati solo perchè hanno un nome esotico da dare in pasto a tifosi di bocca buona) e direi che possa essere consentito ad una società di tesserarne all'infinito, facendone però giocare solo due alla volta.
Quindi sì, ci sono delle analogie con la buona battaglia contro l'immigrazione, perchè anche nel calcio la perdita di Identità, unita a quella della Sovranità visto che si adeguano alle sentenze emesse da un organismo dell'unione sovietica europea, comporta una progressiva, significativa perdita di qualità, del livello delle prestazioni.
Non dubito, peraltro, che gli stessi che vogliono imporci il meticciato con l'immigrazione massiccia, lo ius soli e i suoi ipocriti derivati dello ius culturae e ius linguae inventati per cercare di far passare comunque quella norma distruttiva della Nazione, siano del tutto disinteressati alle sorti della Nazionale di calcio, preferendole un assemblaggio arcobaleno nel solco del meticciato che loro, evidentemente senza più Radici, Identità nè Valori, antepongono al Popolo ed alla Nazione Italiana.




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07 ottobre 2017

Una pericolosa pagliacciata alla Pannella


Grande copertura mediatica per la pagliacciata di parlamentari e ministri (di maggioranza !) che hanno deciso uno "sciopero della fame" a sostegno dell'infame ius soli, il provvedimento con radici barbariche (germaniche) che vorrebbero sostituire al civile e romano ius sanguinis.
Ne hanno parlato ieri persino nelle trasmissioni di informazione mattutina in radio e sono riuscito ad inviare un sms (che incredibilmente hanno letto !) nel quale auspicavo che lo "sciopero della fame" fosse eseguito alla Bobby Sands e non alla Pannella e, comunque, li sfidavo ad un referendum (ma credo che dopo il fallimento della sfida di Renzi il 4 dicembre 2016 non abbiano alcuna voglia di misurarsi alla pari, infatti in trasmissione hanno chiamato solo favorevoli allo ius soli, perchè loro possono vincere solo se giocano senza avversari).
Per chi non se lo ricordasse Bobby Sands fu un terrorista irlandese, quindi totalmente distante dalle mie idee, che ebbe un unico merito (assieme ad altri cinque o sei suoi compagni): incarcerato fece un autentico sciopero della fame e morì dopo due mesi perchè, per sua sfortuna, si trovò davanti una autentica Statista come Margareth Thatcher che non ci pensò proprio a trattare con dei terroristi o ad imporre l'alimentazione forzata.
Quanta differenza dalle migliaia di scioperi della fame "attuati" da Pannella, sempre sopravvissuto !
Ecco perchè auspicavo che lo sciopero dei Delrio, Manconi, magari pure della Boldrini e, perchè no ?, Bergoglio, fosse "alla Bobby Sands".
Purtroppo con gli approfondimenti ho appreso che costoro faranno uno "sciopero a staffetta".
Forse non mangeranno la colazione o il pranzo, poi tocca a qualcun altro.
Comodo !
Comodo ma, come sempre, pericoloso.
Pannella non ha mai contato nulla elettoralmente, perchè il Popolo non è sciocco e non segue le pagliacciate.
Però ha fatto più danni lui di tutti i socialisti, i comunisti e i democristiani della prima repubblica,
Era un provocatore di sciocchezze, alle quali la miseria culturale e la sudditanza psicologica di giornalisti e presunti "intellettuali" concedevano spazio al punto da trasformare le sciocchezze in "diritti".
Ecco perchè la pagliacciata di ministri e parlamentari di maggioranza è pericolosa e non dobbiamo cadere nel tranello di abbassare la guardia (leggo troppi articoli, soprattutto sul Giornale, che tendono a dare per vinta la battaglia contro l'infame ius soli).
E dobbiamo sempre ribadire che se dobbiamo suicidarci con lo ius soli, non possiamo consentire che ciò accada per mano di un parlamento delegittimato dal 60% di voltagabbana che oggi stanno combattendo per ottenere un posto per la rielezione, anche prestandosi a fare lo scendiletto dei cattocomunisti.
Stiamo pronti a reagire, con forza, se dovessero cercare di imporre una legge del genere senza passare dal referendum popolare.




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06 ottobre 2017

Più sicuri se armati


Dopo ogni attentato negli Stati Uniti, come se altrove non accadessero, le anime gioconde (praticamente tutti i clericomarxisti o cattocomunisti come meglio si preferisce) strillano contro quella nazione di cow boys che girano armati e acquistano fucili e pistole a piacimento.
Le stesse anime gioconde, però, ci ammanniscono, ogni giorno, pistolotti e ramanzine sulle violenze di cui i cittadini Italiani sono vittime.
E se la stampa di Destra (pochi, sempre troppo pochi) rivela che sono essenzialmente immigrati che aggrediscono o fanno i prepotenti negli autobus, nei treni e nelle strade, le anime gioconde della sinistra preferiscono mettere in risalto il mancato intervento degli astanti.
E così ci raccontano di giovani donne molestate (non dicono che sono immigrati a molestarle, però) davanti ad altri passeggeri di un treno piuttosto che passanti in strada, senza che nessuno sia intervenuto.
E perchè mai dovremmo intervenire, a mani nude, contro quattro o cinque spostati che hanno ancora nel sangue la brutalità primitiva ?
E perchè dovremmo intervenire se, quand'anche riuscissimo ad avere ragione di costoro, poi ci ritroveremmo in causa perchè, aiutati dal "soccorso rosso" dei legali pro immigrati, chiederebbero, a noi !, i danni per averli pestati ?
Ben diversa sarebbe la situazione se un cittadino, messo nelle condizioni di difendersi e di difendere il prossimo, quindi in possesso di un'arma, potesse contare su una legislazione che legittimi, sempre, la difesa, senza neppure preoccuparsi di dover vincere un processo, perchè nessun processo dovrebbe esserci se abbattessimo un molestatore, un rapinatore, un violentatore.
La caricatura che riproduco e che ho riprodotto più volte in passato è emblematica.
Dei criminali che credevano di imporre la loro volontà con la violenza, vengono circondati e messi a tacere dai cittadini che, armati, sono in grado di intervenire e di salvare vite umane, oltre alla loro ed ai loro beni.
Anche in Italia dovrebbe esserci un "secondo emendamento" che ci restituisca la Libertà di possedere e portare armi senza dover chiedere il permesso al burocrate di turno.




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05 ottobre 2017

I giudizi sono fatti apposta per essere smentiti


Avevo appena finito di tessere le lodi della Meloni che subito la Giorgia Nazionale toppa sui referendum autonomisti di Veneto e Lombardia (e questo mi ricorda il perchè, per quanto apprezzi la Meloni e le radici di Fratelli d'Italia, alla resa dei conti voto e firmo il 2 per mille per la Lega). 
Capisco che non si può chiedere ad una romana di chiudere il rubinetto dei denari che arrivano a Roma e, altrettanto, dicasi per i meridionali tutti, ma l'errore della Meloni non è solo di prospettiva (guardare all'immediato, cioè al soldo che arriva oggi invece di guardare alla società migliore che avremmo domani) ma anche politico andando a rompere una alleanza con la Lega che ha motivi molto importanti (immigrazione, unione sovietica europea, libertà di opinione, principi e valori etici) per proseguire.
Mi auguro che alla Meloni riescano a spiegare che i referendum del 22 ottobre non sono contro l'Italia, anzi sono a favore e nell'interesse dell'Italia e, capendolo, la Meloni farebbe una figura da statista riconoscendolo e manifestando la sua opinione cambiata.
A differenza della Catalogna, Veneto e Lombardia hanno indetto un referendum consultivo, nell'ambito delle regole esistenti e che, quindi, non è solo legittimo (come quello Scozzese e Catalano) ma anche legale (come quello Scozzese, ma non quello Catalano).
Di più, Veneto e Lombardia non pongono sul tavolo la questione dell'Indipendenza, quindi della Secessione (che lascia perplesso anche me, ancorchè, dovendo votare alla fine voterei per la secessione), ma chiedono una legislazione di autonomia, in cui è la regione ad incassare i fondi e, semmai, a trasferirli a Roma e non viceversa e, quindi, è la regione ad intervenire su tutte le questione amministrative, lasciando allo stato centrale le sole attività istituzionali di uno stato: la Polizia federale, le Forze Armate per difendere gli interessi ed i confini nazionali, le regole della giustizia e la rappresentanza con gli altri stati.
Ma, dicono, questo significherebbe togliere a Roma i soldi necessari per le spese pubbliche.

Sì, ma di quali spese si tratta ?
Strade, scuole, sanità, dipendenti pubblici, cioè tutto ciò che viene costruito per il cittadino e per il quale il cittadino paga.

Ora mi domando perchè il cittadino lombardo, veneto, emiliano, toscano, dovrebbe pagare per le incapacità gestionali degli amministratori eletti dai cittadini siciliani, campani, romani.
L'autonomia non esclude la solidarietà che significa un intervento massiccio in caso di eventi catastrofici di carattere naturale (alluvioni, terremoti) ma quella che ci viene chiesta non è più solidarietà, bensì mantenimento perpetuo.
Allora non va più bene.
Per costruire un'Italia forte e rilevante sul piano nazionale le regioni che oggi ricevono gli aiuti economici e beneficiano dei trasferimenti dallo stato in misura superiore alle tasse che loro pagano, devono mantenersi da sole nell'ordinario delle esigenze e dei servizi quotidiani.
Devono quindi spendere quello che ricevono dai loro cittadini e non pensare che ci sia sempre un Pantalone a Milano, Venezia o Bologna che sganci qualche lira in più per i loro servizi.
Se non cominciamo ad attivare questo ciclo virtuoso, non riusciremo mai a far uscire l'Italia dalle sabbie mobili debito dei 2300 miliardi di euro che abbiamo e che è in crescita (come attesta anche la manovra proposta da Gentiloni che sfrutta la "flessibilità" per aumentare di 10 miliardi il deficit) perchè con gli stessi soldi dobbiamo mantenere pretese sempre maggiori visto che c'è la sbagliata idea che dobbiamo avere tutti gli stessi servizi, che li paghiamo o meno.
Invito quindi la Meloni a fare un gesto da grande statista e dichiarare pubblicamente di averci ripensato e cambiato idea, schierandosi a favore del referendum di Veneto e Lombardia.
Anche perchè il nemico non si chiama Autonomia o Federalismo, ma immigrazione, clericomarxismo (o cattocomunismo), unione europea, euro, deriva morale, repressione della libera opinione.





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04 ottobre 2017

L'arroganza senza fine dei burocrati europei


Nel leggere le esternazioni sempre più frequenti di Juncker, della Mogherini, di Moscovici e di tutti gli altri nanerottoli che percepiscono una remunerazione assolutamente immeritata con i soldi nostri, sono prese da un senso di nausea e ripugnanza verso simili individui.
Costoro si permettono di bacchettare, di ammonire, di pretendere, di rimproverare, quando loro sono i primi a non essere in grado di fare, vivendo totalmente alle e sulle spalle altrui, per grazia ricevuta da Frau Merkel e dai governi più attrezzati dell'unione sovietica (tra i quali non c'è, purtroppo, quello italiano).
Come si permettono di dire al Regno Unito che "i passi fatti non bastano" ?
Ma se io fossi nella May e in Boris Johnson li manderei senza perdere tempo a quel paese (cioè nell'unione sovietica europea) e direi loro: volete i nostri soldi ? Provate a venire a prenderli !
Poi mi adopererei per costruire una solida alleanza con tutti quei governi (ungherese, polacco, ceco, slovacco) e quei partiti (alcuni in procinto di andare al governo) che, perchè hanno ancora una dignità a differenza dei vari Gentiloniu, Renzi, Mattarella e compagni, per costruire un'altra Europa, dei Popoli e delle Nazioni, che mandi a casa Juncker e compagni.
E quanto sono Maramaldi nell'approfittare dei momenti di debolezza altrui.
Rajoy non mi piace e sono per l'indipendenza della Catalogna (però con un altro governo), ma sono con Rajoy quando, proprio adesso, nel momento di massima debolezza, si sente intimare di far passare i clandestini.
Che schifo, questa unione sovietica europea !
Vale proprio la pena darsi da fare per affossarla.




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03 ottobre 2017

Europa tiranna


Il voto di domenica in Catalogna avrebbe sancito l'indipendenza di quel Popolo e della sua Nazione.
Una maggioranza del 90% a favore dell'autonomia, su un 42% di votanti.
C'è da dubitare della correttezza di un voto che, non per colpa dei Catalani, è stato difficile e rischioso da esprimere, ma la sostanza è che in migliaia, centinaia di migliaia, forse un paio di milioni di persone hanno speso una domenica, rischiando bastonate, aspettando in coda sotto la pioggia, per scegliere da che parte stare.
E' un qualcosa che va tutto a loro onore (ed a disdoro di chi, per viltà, è rimasto a casa).
Ho grande simpatia per i Catalani, nessuna per il loro governo infestato come è di socialisti e comunisti.
Non mi piace il loro tendere la mano all'unione sovietica europea, meritandosi la posizione filo Rajoy di Bruxelles.
Evidenzio quindi due aspetti che sono esaltati da questo voto.
La Spagna, dopo l'uscita di Londra, è stata cooptata tra i "grandi" dell'unione assieme ad Italia, Germania e Francia.
Il Regno Unito, invece, con la Brexit viene dileggiato, ricattato e i telegiornali hanno persino tolto Londra dal pannello delle borse europee (eppure Londra è la più importante borsa dell'Europa intesa come continente).
La tanto unionista Spagna, però, ha un concetto tutto suo di democrazia e, con la benedizione di Bruxelles (anche se solo ex post) ha soppresso il diritto di un Popolo all'autodeterminazione.
Il Regno Unito, invece, due anni fa concesse alla Scozia il diritto al voto, libero, con tanto di manifestazioni e comizi.
Una bella differenza di stile, di concezione della Libertà e della Sovranità di un Popolo.
L'unione sovietica europea somiglia sempre di più alla vecchia unione delle repubbliche socialiste sovietiche e, non a caso, i principali sostenitori di tale unione sono i cattocomunisti riuniti nel PPE e nel partito socialista (che però non si chiama più così e ha infilato la parola "democratico" come una qualunque Corea del Nord nella "ditta").
L'unione sovietica europea non vuole concedere l'autodeterminazione come faceva la vecchia Urss.
L'unione sovietica europea manda ad occupare militarmente - sia pure per il tramute del fiduciario locale come è Rajoy - le nazioni che vogliono rendersi indipendenti, come faceva la vecchia Urss.
L'unione sovietica europea come e peggio della vecchia Urss cerca di massificare tutto e tutti, imponendo regole, direttive e sanzioni.
Ringrazio la Catalogna per averci aiutato a capire "di che lacrime grondi e di che sangue" l'unione sovietica europea.




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02 ottobre 2017

Di Maio in caccia dei voti di Destra


L'esternazione di Di Maio, il delfino di Grillo, ha suscitato scomposte reazioni a sinistra e nei sindacalisti.
Di Maio ha ragione, quasi completamente.
I sindacati confederali devono profondamente essere revisionati, ma devono farlo da soli.
Alla politica si chiede solo di far cessare ogni privilegio loro accordato: dalla gestione dei CAF e dei patronati, ai permessi senza giustificativo, alle trattenute tramite sostituto di imposta.
Ma, soprattutto, smetterla con la "concertazione" con i sindacalisti che, senza essersi sottoposti ad elezioni, ma solo in rappresentanza di una esigua minoranza di iscritti, vanno a trattare e a pretendere, con il ricatto dello sciopero generale, con un governo che dovrebbe essere (anche se gli ultimi quattro non lo sono stati) espressione del voto popolare.
E' ora di dire basta alla concessione di una rappresentanza sindacale di carattere generale.
La firma di accordi e contratti si riverberi sugli iscritti a quei sindacati che firmano e basta a leggi che tendono ad escludere i sindacati autonomi a favore dei sindacarti confederali con la balla della "rappresentatività".
Se vogliono la rappresentatività svolgano libere elezioni nei luoghi di lavoro ma senza i privilegi che impongono la raccolte di decine di firme di presentazione delle candidature tranne per chi è espressione dei sindacati "firmatari" di questo accordo o di quel contratto.
Tutti alla pari, venga eletto chi ha più voti e i permessi, tutti, li abbiano gli eletti che ne daranno conto ai loro colleghi.
Dove sbaglia Di Maio ?
Nel "minacciare" un intervento legislativo su una associazione che dovrebbe essere libera, privata, senza benefici e privilegi dallo stato, ma anche senza alcun vincolo o controllo pubblico.

Dove non è credibile Di Maio ?
Nel suo tentativo di arruffianarsi i voti degli elettori di Destra.

Non è credibile sia perchè non mi risulta che abbia un curriculum lavorativo tale da renderlo esperto in materia, sia perchè i grillini, con la loro opposizione ai governi di Centro Destra, hanno fatto male all'Italia quanto la sinistra e tutte le manifestazioni sindacali contro i governi Berlusconi.
Anche quando si parla di tagliare le unghie ai sindacati è sempre meglio scegliere l'originale e non un clone malriuscito.



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01 ottobre 2017

Il suicidio dobbiamo deciderlo da soli


Non passa giorno che non si ascoltino gli sproloqui dei Bergoglio, delle Boldrini, dei Gentiloni, dei Renzi e adesso persino dei Del Rio e dei Bassetti sullo ius soli.
Se costoro sono così convinti di essere nel giusto, la si smetta di blaterare sulla nostra testa e si chiamino gli Italiani ad un referendum.
"Volete concedere lo ius soli ai figli degli immigrati nati in Italia e che abbiano frequentato le scuole in Italia ?".
E vediamo coma andrà a finire, dopodichè la si smetta di parlarne e se passeranno, come io credo, i "no" si caccino fuori dall'Italia tutti gli immigrati senza permesso bloccando l'accesso, con ogni mezzo, a chi vorrebbe ancora entrare.
Se malauguratamente dovessero vincere i "sì" si applichi rigorosamente la legge, dando la cittadinanza solo ed esclusivamente a chi è nato in Italia e abbia frequentato la nostra scuola, cacciando però tutti gli altri senza permesso e bloccando ogni ulteriore arrivo.
Se dobbiamo suicidarci con l'immissione massiccia di estranei, almeno che lo si faccia dopo che lo abbiamo liberamente scelto con un voto e non per un colpo di mano di un parlamento delegittimato dal suo 60% di voltagabbana.
Ieri ho persino ascoltato Bergoglio che, parlando ai sindaci, ha usato l'espressione "nostra terra" per indicare l'approdo degli immigrati in Italia.
Ma lui non è italiano.
Se vuole usare l'espressione "nostra terra" per indurre gli Italiani a dare accoglienza agli immigrati, cominci a dare lui stesso il buon esempio, non mettendo a disposizione il Vaticano o le parrocchie italiane, che sempre in territorio Italiano stanno, ma trasferendoli, a spese sue, in Argentina (che ha enormi spazi vuoti, tutti quelli che noi non abbiamo !).
Allora potrà parlare di "nostra terra" e sarei proprio curioso di vedere le reazioni del Presidente Macri e degli altri argentini ...





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