Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

23 aprile 2025

Cogliere l'occasione

Sabato, a Roma, si ritroveranno centinaia di capi di stato e di governo e, soprattutto, il Presidente degli Stati Uniti, Trump, il Presidente del Consiglio Italiano, Giorgia Meloni, il presidente francese Macron, il Primo Ministro Inglese Starmer, il Cancelliere tedesco uscente Sholze (con Merz presumibilmente aggregato in delegazione), il Presidente Argentino Milei e tanti altri che fanno parte delle alleanze politico militari che, dalla fine della seconda guerra mondiale, hanno garantito il Benessere e la Sicurezza ai Popoli ed alle Nazioni che si richiamano alla Civiltà Occidentale.

E' una occasione da cogliere per piantare i primi semi di una nuova alleanza che condizionerebbe anche un nuovo ordine mondiale, ben diverso da quello rinunciatario e deviante che è derivato dalla inclusione delle tematiche woke, lgbt, blm, altamente corrosive dei pilastri fondamentali della nostra Tradizione e quindi della nostra Civiltà.

Poichè bilaterali ci saranno di sicuro, più o meno pubblicizzati, un funerale è il momento più idoneo per fare breccia nelle corazze del "partito preso", da tutte le parti.

E' evidente che un accordo, che parta dal commercio per arrivare alla gestione delle crisi internazionali, non può che essere un compromesso.

Non ci sono gli stessi interessi tra le varie zone di una sola nazione, figuriamoci tra stati collocati in tutti i continenti.

Il clima, la cultura pregressa, le tradizioni, la storia, le armi, l'etnia, il credo religioso, l'idioma, sono tutti elementi che frammentano e non uniscono.

Il compromesso è quindi lo sbocco obbligato per realizzare quell'arte del possibile che è la Politica.

Compromesso significa che ognuno cede qualcosa, poco o tanto dipende dai rapporti di forza economica, militare, politica dei singoli stati e governi.

Per questo credo che la politica della Meloni, che con Trump ha messo avanti tutto ciò che ci unisce, per poi lasciare sullo sfondo quello che ci divide, sia la scelta più giusta.

Una volta delineato il quadro delle comuni esigenze e aspirazioni, possiamo vedere come affrontare le divergenze, se possono essere accantonate, se è possibile che su quei temi ogni nazione proceda in autonomia senza che ciò comprometta l'unità su quel che si condivide, se ci possono essere momenti di scambio tra una esigenza particolare e un'altra.

Il pericolo per la nostra stabilità, il nostro Benessere, la nostra Sicurezza, infatti, non è il nostro vicino che ha recepito i fondamenti della nostra stessa Civiltà, ma chi la nostra Civiltà, da millenni, contrasta e combatte.

Cina ed Islam rappresentano la minaccia per il nostro futuro di pace e prosperità e come le πόλεις  greche seppero unirsi davanti alla minaccia che, anche allora, arrivava da Oriente con la Persia, così i Popoli e le Nazioni dell'Occidente devono ritrovare una loro unità di intenti per tornare ad essere grande e far ricominciare a correre il Pianeta verso nuovi obiettivi e traguardi, per quanto possano essere visionari.                                   

 

22 aprile 2025

Lavaggio del cervello

Da ieri, nel mondo, non ci sono più guerre, bombardamenti, naufragi, clandestini.

Persino i cattocomunisti si sono dimenticati della quotidiana richiesta di dimissioni di questo o quel ministro e dell'altrettanto quotidiana pretesa che la Meloni si recasse in parlamento a riferire su questo e quello.

I radio e telegiornali hanno una unica notizia che si esaurisce nella comunicazione del decesso di Bergoglio.

E' l'unica notizia, tutto il resto è uno tsunami di miele sugli ascoltatori.

Si è fermato persino il Campionato (in modo intelligente, perchè le partite possono essere tutte recuperate approfittando del turno infrasettimanale della Coppa Italia in cui giocano squadre che avevano già esaurito la loro giornata di Campionato).

"Esperti" laureati in cazzeggio, vaticanisti e non, si improvvisano a discettare delle segrete cose del Vaticano, della chiesa, della religione.

La beatificazione di Bergoglio è in pieno sviluppo, ma ancor di più le cordate che tendono a trainare questo o quel candidato a seconda delle convenienze non di Fede, ma politiche.

E sono essenzialmente politici i commenti ed i giudizi sul pontificato di Bergoglio, sul quale mi ritrovo nel commento su X di Matteo Brandi: "per giudicare il pontificato di Bergoglio basta vedere chi lo rimpiange".       

Un credente non fa il "tifo" per questo o quel cardinale, perchè è convinto che il nome sarà ispirato dallo Spirito Santo.

Sui giornali circolano rose di nomi, elucubrazioni su alleanze geopolitiche ed è buffo che molti scrivano i loro commenti sui social sostenendo questo o quel cardinale in base alla propria appartenenza e sulle descrizioni che ne fanno i quotidiani.

Vorrei rammentare che nel 1846 il cardinale Mastai Ferretti venne eletto papa con il nome di Pio IX.

Aveva fama di liberale, iniziò il mandato con un'amnistia e mandando le truppe pontificie a combattere la prima guerra di Indipendenza (salvo ritirarle), tanto che la satira di quel grande e disincantato poeta che fu Gioacchino Belli lo bersagliò con un "Tutta l'Italia sembra un gran pollaio, non si sente che gridare Pio, Pio!", come abbiamo tutti studiato a scuola (spero).

E come (spero) tutti ricordiamo dalla Storia studiata sin dalle elementari, Pio IX viene ricordato come un reazionario, quello del dogma della infallibilità del papa, del rifiuto dell'Italia unita.

Quindi non è detto che chi viene eletto con una etichetta, poi non si scopra di ben differente pasta.

Un'ultima annotazione di politica internazionale.

Solo giovedì scorso Giorgia Meloni era andata a Washington per un colloquio positivo con il Presidente Trump, conclusosi con un invito, accettato, di venire a Roma con l'ipotesi di un vertice risolutivo sulla questione dei dazi.

Germania e Francia hanno subito boicottato l'iniziativa per spostare l'incontro da Roma (sarebbe stato troppo successo per la Meloni, padrona di casa) a Bruxelles.

Il Fato, invece, vuole che in occasione del funerale di Bergoglio, arriveranno a Roma capi di stato e di governo da tutto il mondo, compreso Trump, Macron e, suppongo, l'allegra coppia Scholze-Merz.

Forse un vertice ci scappa, volenti o nolenti e, comunque, sarà la Meloni a fare gli onori di casa.

Quando il Destino bussa alla nostra porta, è inutile far finta di non essere in casa.

Quanto al nuovo papa, al conclave, mi limito ad augurarmi che, questa volta, lo Spirito Santo non si distragga quando i cardinali scriveranno il nome del loro candidato preferito.

        

21 aprile 2025

21 aprile, il Natale di Roma


Il 21 aprile è la data convenzionale che celebra la Fondazione di Roma.

La nostra Civiltà è basata sulla costruzione e l'espansione Romana che, occupando tutto il bacino del Mediterraneo e arrivando sino alle foreste tedesche, alle Colonne d'Ercole e a tutta l'Inghilterra e il Galles, si estese più di ogni altra civiltà, dando basi comuni a quei popoli che, nei secoli successivi, civilizzarono il resto della Terra, con gloriose esplorazioni seguite da missioni civili e militari.

E il centro da cui è iniziato tutto è qui, in Italia, a Roma.

Lo sentono quelli che vengono a visitare la Città Eterna, ancorchè devastata da cinquanta anni di amministrazioni che non sono neanche lontanamente all'altezza di quelle repubblicane e imperiali (e neppure di quelle papaline, fasciste e democristiane).

Lo ha testimoniato il Vicepresidente JD Vance nella sua visita di quattro giorni a Roma, dichiarando di percepire lo spirito che rese grande la Civiltà, con i successivi innesti della religione cristiana.

Ma lo testimoniano tutti i turisti che vengono in Italia, non solo a Roma e, come mi disse tanti anni fa un (allora) ragazzo americano, mio coetaneo e come me appassionato di fantascienza che conobbi in una delle tante conventions di allora, che percorrendo le nostre strade, sentono di camminare nella Storia.

Se anche ci sono state nazioni che hanno svolto un ruolo importante nella diffusione e nel consolidamento della Civiltà (mi ricordo un articolo che una ventina di anni fa fece un parallelo tra Roma e Washington, senza dimenticare di passare per Londra)  tutto ebbe inizio qui, a Roma, in Italia.

Per questo è infantile e meschino il tentativo di tedeschi e francesi di spostare l'incontro di pacificazione tra l'unione europea e gli Stati Uniti, da Roma all'arida, fredda Bruxelles.

A Roma nacque la Civiltà Occidentale e a Roma la nostra Civiltà può ritrovarsi per salpare verso nuovi traguardi, dopo aver abbandonato le derive woke, lgbt, pruriginose del politicamente corretto.

2778 anni di Storia obbligherebbero i capi di stato e di governo delle due sponde dell'Atlantico a guardare oltre il limitato orizzonte delle prossime elezioni, per ragionare in termini di secoli e millenni.


19 aprile 2025

Concessioni

I cattocomunisti, nel loro rosicamento che cresce di giorno in giorno, passano dal descrivere il bilaterale tra la Meloni e Trump come una "Caporetto", una comparsata da "cameriera", una coreografia senza sostanza, fino ad arrivare all'accusa di aver effettuato delle concessioni.

Quali ?

L'aumento al 2% del PIL per le spese militari, un aumento che già era stato codificato da Conte e che, quindi, non è una concessione, ma solo la conferma degli impegni assunti da altri.

Il 2%, poi, è nettamente inferiore a quelle esigenze che "ce lo chiede leuropa" (sì, scritto così, non è un refuso) vorrebbe imporre agli stati membri.

Almeno quel 2% lo gestiremo in autonomia, mantenendo il controllo sugli armamenti che andremo, auspicabilmente, a costruire in casa o comprare dagli Stati Uniti.

Un'altra concessione sarebbe l'acquisto di gas liquido.

Strepitano che costa quattro volte il gas russo, ma sono gli stessi che tre anni fa pretesero, rispettando il "ce lo chiede leuropa", di ridurre la dipendenza dal gas russo e comprare quello di Biden, organizzando due punti di raccolta e trasformazione a Ravenna e Livorno.

Anche in questo caso la Meloni non ha fatto altro che completare impegni già assunti, seguendo una linea già avviata e dalla quale, probabilmente, il tornare indietro costerebbe più del maggior costo del gas liquido.

La Schlein, dimostrandosi palesemente a digiuno di ogni base di economia, non ha trovato di meglio che criticare l'impegno a dieci miliardi di investimenti privati negli Stati Uniti, blaterando che la Meloni si impegna per dieci quando non ha trovato un miliardo per i problemi interni (che non si risolvono con un solo miliardo).

Mele e pere, gli investimenti sono privati, il miliardo della signorina Bonaventura dovrebbe essere trovato tra le pieghe del bilancio dello stato devastato dalle incapacità di chi ha preceduto la Meloni, da Monti a Draghi.

E sarebbero quelle le concessioni tanto criticate ?

Capisco che chi è all'opposizione non possa dire che la Meloni ha fatto centro, la logica conclusione sarebbe quella di dire ai propri elettori: votate Fratelli d'Italia, ma se non si hanno critiche concrete, sarebbe meglio che cercassero di parlare d'altro, tanto più che il calendario offre loro l'occasione dell'arma di distrazione di massa, ancorchè assai svalutata e in ribasso: l'antifascismo, con le cantatine di bella ciao e le indigestioni di pastasciutta antifascista.


18 aprile 2025

Torna la Politica

Ieri, alla Casa Bianca, è andata in onda una anticipazione di quella che potrebbe essere la Politica, la bella Politica, che guarda al concreto, all'interesse dei Popoli e delle Nazioni e non usa i paraocchi dell'ideologia woke, gender e neppure quelli aridamente ragionieristici della partita doppia di bilancio o falsamente super partes della interpretazione dei codici e delle pandette.

Due Leaders si sono confrontati, ben sapendo cosa hanno alle spalle e quindi con il realismo di chi sa quali siano i propri limiti.

Nonostante i "professionisti" dell'informazione (o della manipolazione ?) ci raccontino i retroscena, a meno che non siano in possesso delle registrazioni dei colloqui (e ne dubito), non possiamo sapere cosa si siano detti in privato la Meloni e Trump.

Tanto più che la Meloni ha, ancora una volta, dimostrato di poter discutere alla pari nella lingua del proprio interlocutore, senza interprete e, anzi, facendo lei da interprete per i "professionisti" di cui sopra che, mostrando il loro autentico spessore, si sono presentati alla conferenza stampa a Washington facendo domande in italiano.

Purtroppo mentre Trump parlava a nome di una nazione di cui era il presidente da poco trionfalmente rieletto, la Meloni ha dovuto fare i conti con la camicia di forza che i suoi predecessori l'hanno costretta ad indossare con tutte le firme che hanno apposto nei vari trattati con i quali sono state malamente cedute sempre maggiori fette di Sovranità ad un ente come l'unione europea che, materialmente, non può farsi interprete e rappresentante di interessi completamente opposti come quelli dei vari stati che la compongono.

E ancora una volta mi viene da rimpiangere quel che sarebbe stato e non è potuto essere, se scelte stolte e insane non ci avessero portato a rinunciare alla nostra Libertà per ammucchiarci nell'unione europea.


 

17 aprile 2025

All'omino coi baffi spuntano gli occhietti a mandorla

La Bialetti, storica azienda produttrice di macchine per il caffè, è stata acquisita da una società straniera.

Una piccola azienda in provincia di Bologna, la Tracmec di Mordano, di proprietà di una multinazionale tedesca, ha avviato le procedure di licenziamento per i 45 dipendenti, volendo trasferire la produzione in Cina.

Ecco due esempi, freschi di giornata, che dimostrano quanto sia necessaria (pur se tardiva: ma la colpa non è sua, bensì di chi brigò nel 2020 per Biden presidente) l'azione del Presidente Trump di isolare la Cina, premiando chi agisce di conseguenza e punendo chi invece continua a fornire assist ai cinesi.

Come la multinazionale tedesca.

In un Mercato Libero, entrambe le operazioni sarebbero legittime, ma quello attuale, dopo che Clinton fece l'enorme corbelleria di ammettere senza condizioni la Cina nell'organizzazione mondiale del commercio, è un mercato drogato e inquinato dal dumping salariale, di sicurezza e di controlli sulla qualità dei materiali e dei prodotti attuato dalla Cina comunista.

La Bialetti è stata comprata dai cinesi in assenza di imprenditori italiani, tutti accucciati a chiedere contributi, rottamazioni, agevolazioni statali, per poi giocarseli sulla ruota della finanza invece di esercitare l'impresa di rischio che competerebbe al loro ruolo.

Ma i cinesi hanno potuto comprarla perchè, negli anni, hanno accumulato fondi vendendo merci prodotte con il dumping salariale.

Ancora più evidente è la scelta della multinazionale tedesca sulla aziendina bolognese, con la motivazione esplicita di voler spostare la produzione dove la mano d'opera costa di meno.

Non è giusto allora "punire" quella multinazionale tedesca, imponendo un dazio su tutte le merci in entrata se prodotte fuori dall'Occidente ?

Questo potrebbe essere il punto di caduta di un buon compromesso tra Stati Uniti e le Nazioni europee, anche perchè sarebbe nell'interesse di tutte le parti e potrebbe anche ricevere l'adesione di altre nazioni che, nel mondo, sanno benissimo quanto sia pericoloso l'espansionismo cinese.

Con buona pace di tutti i neomaoisti italiani ed europei che venderebbero la loro patria pur di essere i primi a sottomettersi al regime di Pechino.


16 aprile 2025

Neomaoisti

Inutile ribadire che persino la rassegna stampa radiofonica di una ventina di minuti, trasmessa da radio1 dopo il gr delle sei, è faziosa anche e soprattutto in base ai conduttori che dicono esplicitamente di "scegliere per voi" i titoli e gli incipit degli articoli da leggere, dando così una visione distorta, ideologica e di parte delle notizie.

Premesso ciò, ascoltando con il cervello connesso la propaganda trasmessa, si riesce comunque ad avere un quadro della situazione, soprattutto scopriamo che in Italia è rinato un partito neomaoista, in cui militano presunte "grandi firme" e altrettanto presunte "grandi testate".

Lo si capisce dalla compiaciuta cronaca di come Pechino risponde ai dazi di Trump.

Ieri, ad esempio, i cinesi hanno bloccato l'esportazione di alcune terre rare e gli acquisti degli aerei della Boeing.

Quello che i neomaoisti non dicono (e mi limito solo a questo aspetto dei dazi, perchè ci sarebbe tanto da denunciare: il dumping salariale dei prodotti cinesi, l'assenza di regole non solo a tutela dei lavoratori e dei loro salari, ma anche della salubrità dei materiali e dei prodotti, etc.) è che la Cina, comunque la si guardi, ci rimette.

In linea generale, perchè è la Cina ad esportare negli Stati Uniti più di quanto gli Stati Uniti non esportino in Cina.

Se, poi, blocca l'esportazione di terre rare, non incassa i relativi compensi e spinge i suoi (ex) clienti a rifornirsi altrove, ad esempio con accordi con Ucraina e Russia che, proprio nei territori oggi contesi, hanno immense risorse di tali materiali o in Groenlandia che, grazie alla naturale evoluzione del clima, ogni anno che passa, rende più disponibili e facilmente acquisibili le risorse del suo sottosuolo.

Quindi la Cina agevola il risultato che si prefigge Trump: ridurre la dipendenza degli Stati Uniti da merci cinesi e, nel contempo, ridurre l'indebitamento commerciale verso lo stato comunista cinese.

Quanto ai Boeing, la Cina, bloccandone l'importazione, si nega un prodotto di alta qualità che, anche riuscendo ad imitarlo (come provava l'Unione Sovietica con i Tupolev) avrà sempre un prodotto inferiore e, probabilmente, anche a maggior rischio incidenti.

La Boeing esisteva prima che i suoi potenti aerei venissero acquistati dai cinesi ed esisterà anche in futuro.

I neomaoisti italiani si compiacciono perchè i cinesi si contrappongono a Trump e vorrebbero che altrettanto facesse l'unione europea che, però, non ha (ancora) un governo monolitico espressione del partito comunista, anche se è molto vicina a realizzarlo con la "maggioranza Ursula", dirigista e illiberale quasi quanto il partito comunista cinese.

Ma l'unione europea ha anche molte nazioni guidate da governi, come quello Italiano, che non intendono rompere la tradizionale amicizia con gli Stati Uniti e ricercano il punto di caduta, tra i legittimi interessi nazionali, i rapporti di forza e gli equilibri internazionali, di quel compromesso inevitabile perchè l'Occidente possa riprendere il suo cammino, trainando il Mondo intero sulla via di un progresso che da troppo tempo segna il passo e, anzi, una pericolosa deriva, come è dimostrato dallo spuntare in Italia dei funghetti neomaoisti.

15 aprile 2025

Il terror dei cattocomunisti

Leggo (dai commenti su X, perchè quelle trasmissioni non le guarderei neppure se mi pagassero per dormirci davanti) che nani, ballerine, professionisti dell'informazione, professori di questo o quello, peones della peggior politica, tutti di provata fede cattocomunista, hanno aperto un fuoco di sbarramento con tutto un lungo elenco di consigli non richiesti a Giorgia Meloni nell'imminenza della sua visita a Washington.

Per quel poco che mi sembra di aver capito della Meloni in questi anni in cui è cresciuta dopo essere uscita dal cono d'ombra di Fini, lei leggerà tutto, prenderà nota se ci fosse qualcosa di ragionevole e andrà da Trump per sostenere l'interesse nazionale dell'Italia e degli Italiani.

E come in tutte le trattative, qualcosa cederà, altro otterrà e magari ci scappa pure che riesca anche ad ottenere un salvagente per le altre nazioni d'Europa.

L'accanimento di nani, ballerine, etc. è proprio causato dal terrore che la Meloni riesca a portare a casa qualche risultato che renderebbe la loro opposizione ancora più sterile e ridotta nella riserva indiana dell'antifascismo (prepariamoci alla canea rossa per la Festa di San Marco).

A loro, ai cattocomunisti, non interessa che la Meloni riesca ad ottenere risultati positivi per l'Italia, come del resto si è capito perfettamente dal silenziatore che hanno innestato per le promozioni di S&P nel rating e per il calo dello spread.

Se Draghi, invece di portarlo a 236 punti, fosse riuscito a portarlo ai 118 del momento in cui scrivo, sarebbe stato santificato in vita e lo avrebbero celebrato con una statua equestre (il "Draghi mataspread" emulo del "Santiago matamoros" che però hanno dovuto riporre in cantina) davanti all'Altare della Patria o, meglio, davanti a Banca d'Italia.

C'è riuscita la Meloni e lo spread, come il rating, è uscito dai riflettori nel silenzio di cotanti "dotti e sapienti".

Ecco che le trasmissioni (inguardabili !) sono piene di seriosi parrucconi che discutono della rava e della fava, quando non si limitano a vomitare volgarità, con la scusa di una satira che, per essere tale, dovrebbe essere tanto sottile quanto divertente, ma la bile che hanno non consente loro di valutarne lucidamente la consistenza.

La Meloni andrà tranquilla a Washington, farà tutti gli accordi possibili per favorire l'Interesse Nazionale e, solo se non ci costasse nulla, anche quello delle altre nazioni europee.

Magari potrebbe portare qualche carico di Maalox da distribuire a Pasqua ai cattocomunisti.

 

14 aprile 2025

L'Italia nel nuovo ordine mondiale di Trump

Nel 1975 una traccia per la prova di maturità classica era, più o meno, "Le Nazioni dell'Europa da politica di potenza a politica di pace".

Fui uno degli otto (su circa 60 maturandi con la medesima commissione d'esame) che lo scelse e lo svolsi senza valutazioni morali, ma solo tracciando il quadro storico.

Non feci valutazioni perchè già allora c'erano professori di sinistra che stavano cercando di riscrivere la Storia, per gettare ombre sinistre (appunto) su quanto fatto nei secoli, fino alla nostra epopea coloniale.

E per "nostra" intendo di tutti i Popoli e le Nazioni europee che hanno civilizzato l'intero pianeta.

Comunque la si pensi, ogni azione politica non ha mai potuto prescindere da una capacità dissuasiva o persuasiva di natura militare.

Ad ogni controversia ci sono due possibili soluzioni: la prevalenza di una delle parti o una soluzione di compromesso.

A questo serve la politica che, però, deve sedersi al tavolo avendo alle spalle una capacità almeno dissuasiva se non persuasiva di natura militare.

E' la scoperta dell'acqua calda, tanto che i Romani, che sapevano di Politica, di Diplomazia ma anche di Guerra, coniarono l'espressione: si vis pacem, para bellum, cioè se vuoi vivere in pace devi essere pronto alla guerra.

Il Presidente Trump ha solo quattro anni di tempo (non credo riesca a modificare la Costituzione americana per ottenere un terzo mandato) per smantellare un ordine mondiale che ci ha regalato l'incapacità di far progredire l'Umanità con tutti i lacci e lacciuoli posti a tutela di questo e di quello, creandone uno nuovo che dia una spinta alla ripresa della corsa verso il futuro.

L'Italia può avere un ruolo nel nuovo ordine mondiale solo se sarà in grado di far pesare non solo la sua Storia, la sua Cultura, il suo Genio, ma anche una capacità di dare corpo alle proprie iniziative e di difendere i propri interessi nazionali.

In questo senso apprezzo il Ministro Crosetto che ha dichiarato come la destinazione del 2 per cento del Pil alle Forze Armate non è un punto di arrivo, ma di partenza, perchè solo con Forze Armate addestrate, numericamente sufficienti e con dotazioni moderne, possiamo dare consistenza alla nostra politica.

Ma devono essere Forze Armate sotto l'esclusiva Sovranità Nazionale, non alle dipendenze di comandi controllati dalle capitali straniere che farebbero unicamente l'interesse delle proprie nazioni, come peraltro è giusto che sia.

13 aprile 2025

Spread e rating

Erano i cavalli di battaglia dei cattocomunisti contro il Centro Destra di Berlusconi: spread e rating.

Per dimostrare che il Centro Destra non doveva governare, la sinistra additava lo spread e il rating come la prova assoluta e, sull'onda di tale mistificazione, abbiamo avuto governi mai votati dal Popolo, come quelli di Monti, di Letta, di Renzi, di Gentiloni, di Conte 2, di Draghi.

Tutte operazioni di Palazzo che hanno espropriato i cittadini del diritto a vedersi governati dai propri rappresentanti, per essere posti sotto tutela, la stessa che oggi, davanti ad un governo uscito dalle urne, si cerca di imporre con l'interventismo delle toghe rosse, perchè i cattocomunisti in una cosa sono sempre coerenti: non accettano il responso del voto e cercano di ribaltarlo.

Ed è comprensibile la difficoltà dei cattocomunisti a motivare la loro isteria quotidiana fatta di richieste di dimissioni di questo o quel ministro, di pretese di una presenza continuativa della Meloni in parlamento a riferire del rusco e del brusco, del totale vassallaggio a governi stranieri, principalmente quello di Parigi, invece di sostenere un'Italia tornata protagonista, con la Meloni, sulla scena internazionale, di cedere sempre più Sovranità ad un ente come quello di Bruxelles gestito da parrucconi e burocrati nel nome di oscure consorterie finanziarie e affaristiche.

E' la difficoltà che discende, ormai da tempo, dalla constatazione che il genio Draghi aveva lasciato il governo alla Meloni, consegnando uno spread a 236 punti e venerdì, nonostante gli aumenti dovuti alle turbolenze sui Mercati, era a 126 (ma in precedenza era anche sceso a 96).

Ed è la difficoltà quando una delle principali agenzie di rating, la S&P, premia l'Italia della Meloni aumentando il giudizio.

Sui giornali di sinistra di tutto ciò non vi è traccia o, almeno, non vi è traccia con la stessa evidenza che davano quando, per tirare la volata ai loro beniamini cattocomunisti, titolavano in prima pagina, a nove colonne: fate presto !

Non ho mai creduto nella validità assoluta di tali dati, ma solo come un indice che, sommato ad altri, può fornire una indicazione di massima, da trattare comunque con cautela viste le facili manipolazioni della speculazione internazionale con finalità politiche come avvenne nel 2011 ai danni del Governo Berlusconi.

Tuttavia è evidente che le apocalittiche previsioni per le conseguenze di un Governo di Centro Destra, non solo non si sono avverate, ma gli stessi indici che i cattocomunisti sfoderavano "con orgogliosa sicurezza", adesso devono essere riposti "in disordine e senza speranza" nei loro cassetti.

Se con tutti i vincoli europei cui dobbiamo sottostare (compreso quello in voga in questi giorni di aver consegnato il commercio estero come materia esclusiva all'unione europea invece di poter effettuare liberamente i nostri accordi, anche sui dazi) è sufficiente un governo eletto dai cittadini e che intende rispettare gli impegni assunti, nonostante l'ostilità di sindacati, coop, chiesa, manifestanti pro questo e contro quello, ecc., per raggiungere un buon risultato ed emergere dalla palude dei 27 dell'unione europea, dove potremmo arrivare se riuscissimo a riprenderci l'intera Sovranità politica, economica e monetaria ?