Il bilancio italiano è monumentale.
Tra la legge di bilancio (un migliaio di pagine da solo) e le varie tabelle sono migliaia di pagine.
Constano essenzialmente di entrate e uscite, cioè delle tasse che paghiamo a che alimentano lo stato e le spese che vengono fatte teoricamente in base alle entrate.
Possibile che siano tutte spese necessarie e tutte nell'interesse degli Italiani ?
Sicuramente vi sono delle spese di cui beneficiano, solo una minima parte di Italiani.
Come le spese per il cinema e teatri che mantengono nel lusso anche chi sforna prodotti sonoramente bocciati dal pubblico.
O le spese per mantenere in vita quotidiani e case editrici che sono in perdita perchè, evidentemente, non sono di interesse pubblico.
Le varie fonti non sono precise, ma tra l'una e l'altra vedo una cifra superiore al miliardo di euro.
E se con 100 milioni tagliano le accise per dieci giorni, è facile fare il conto se si recuperasse quel miliardo per una spesa di maggior interesse pubblico.
Poi ci sono gli aiuti alle aziende "in crisi", in pratica la continuazione della disastrosa politica del vecchio centrosinistra di democristiani e socialisti che ha rovinato l'economia nazionale dopo il boom del dopo guerra.
Sono miliardi fitti, non recuperabili come quelli sperperati per salvare il Monte dei Paschi che oggi vale, ma non consente allo stato di recuperare tutto quello che ha speso.
Per non dire dell'Alitalia, della Fiat e, oggi, dell'Ilva.
Anche qui la quantificazione varia da sito in sito a secondo delle tesi che si vogliono sostenere, ma tutti parlano di miliardi al plurale.
Infine, il grande blocco (e non prendo in esame le spese della sanità o dell'istruzione pubblica e della pubblica amministrazione) arriva dalle spese per i clandestini.
Primo soccorso, alloggio, vitto, cure, istruzione e anche il mantenimento in carcere per chi delinque, oltre a pagare loro la difesa di ufficio, perchè dopo che hanno commesso un reato, magari uno stupro, una rapina, un omicidio, dobbiamo anche provvedere alla loro difesa qualificata.
Leggo ripetutamente una cifra: dieci miliardi all'anno.
Fatte le somme, recuperando quei soldi solo da quelle poche voci, ecco che dei 40 miliardi che si ricavano dalle accise, potremmo recuperarne, quindi eliminarne alla pompa in via definitiva, almeno un quarto (e sono prudente).
E quante altre voci di spesa nasconde il bilancio statale che si potrebbero tranquillamente sopprimere, portandole a decurtazione di altrettanto voci di tasse ?
Dal bollo auto alla tobin tax sulle compravendite di azioni, dalla tassa sui risparmi (pudicamente e ipocritamente chiamate imposta di bollo sui depositi) al canone rai fino alla completa eliminazione delle accise, sono tutte tassazioni che sottraggono a ciascuno di noi capacità di spesa e, quindi, di fare da volano all'economia nazionale.
Il tutto senza aggiungere altre tasse o aumentarne di presenti e senza inventarsi una aberrazione contabile e concettuale come il cosiddetto extra profitto.
E non ho toccato il tema di chi paga le tasse, perchè, lasciando i cattocomunisti latrare inutilmente, come hanno dimostrato negli undici anni in cui sono stati al governo, sull'evasione, ricordo che il 43% della popolazione italiana, perchè è sotto la soglia di dichiarazione o azzera il dovuto con deduzioni e detrazioni, non contribuisce con un solo centesimo alle entrate Irpef.
Il 40% dei contribuenti versa in media 102 euro all'anno.
Un totale del 72% dei contribuenti, incluso il precedente, versa solo il 23% del gettito che, per il 77% è a carico di appena il 27% dei contribuenti, cioè meno di una dozzina di milioni di cittadini.
Qual è il problema ?
La democrazia.
Finchè ci saranno votazioni dove chi non paga mai un centesimo può esprimere lo stesso voto di chi mantiene sulle sue spalle lo stato e le sue spese, nessun politico oserà mai modificare questo stato di cose.
Perchè spendere è facile, cancellare una spesa, colpendo quindi anche poche persone nelle loro aspettative, diventa una impresa da Guinness dei primati.
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