Inutile girarci attorno: la sentenza di primo grado con la quale le toghe rosse francesi cercano di impedire a Marine Le Pen di candidarsi, da favorita, alle presidenziali del 2027 è sulla stessa linea di quelle che hanno rubato la vittoria in Romania a Georgescu, hanno cercato di impedire il trionfo di Trump e stanno perseguendo il Presidente Bolsonaro per impedirgli di candidarsi (e probabilmente vincere) in Brasile.
Ma ci sono due casi che dovrebbero far riflettere i magistrati ideologizzati ed i loro mandanti annidati nella burocrazia di Bruxelles con il loro kit di sopravvivenza fatto di azioni tendenti a rovesciare la volontà degli Elettori.
Il primo è molto vicino a noi e si tratta di quello che è accaduto dal 1992 ad oggi.
Prima le toghe rosse hanno cercato di spianare la strada ai comunisti (ricordate la "gioiosa macchina da guerra" di Occhetto ?) eliminando tutti i principali attori dei partiti del Pentapartito.
Anche allora fecero le pentole ma non i coperchi che furono invece appannaggio di Berlusconi che rimise le cose in ordine.
Naturalmente l'attacco contro Berlusconi fu immediato, senza alcun rispetto per gli Italiani che avevano scelto lui e non Occhetto.
Dopo venti anni di aggressioni, riuscirono a rendere ineleggibile Berlusconi, ma non a far vincere le elezioni a Bersani, triste epigono di Occhetto.
Ma non è bastato, perchè se Berlusconi, in fine vita, si mostrò più malleabile, il suo posto fu preso prima da Salvini e adesso dalla Meloni, confermando che i magistrati fanno sempre le pentole, ma non i coperchi.
Il secondo caso è ancora più eclatante e simbolicamente significativo.
In Turchia abbiamo visto una parabola uguale a quella iniziata in Francia.
Un partito raccoglie un consenso sempre crescente e i magistrati locali processano, incarcerano addirittura e rendono ineleggibile il suo leader.
Quel partito vince ugualmente le elezioni, mette presidente il braccio destro del leader, cambia le leggi e il leader vince a ripetizione tutte le elezioni e diventa il Sultano, Erdogan.
Quello che le toghe rosse non riescono a capire è che possono incarcerare o imbavagliare una persona, non le idee che continueranno a camminare su altre gambe.
E nel segreto dell'urna il magistrato non ha alcun potere.
1 commento:
"E nel segreto dell'urna il magistrato non ha alcun potere."
Vero, ma ormai siamo già alla fase 2. Anche chi vince nell'urna può essere silenziato e disattivato da élite che dicono chiaro e tondo: se il candidato non dà sufficienti garanzie di "democraticità", possiamo toglierlo dalla scena quando vogliamo. E questo dovrebbe preoccupare.
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