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20 luglio 2022

Draghi provoca con un discorso divisivo e incendiario

Trenta minuti di sproloquio autoincensatorio, per una provocazione contro tanti Italiani.

Ogni riferimento di Draghi è una esclusione di parte della nostra Nazione.

Quando esalta l'appello dei sindaci, esclude tutti coloro che sono d'accordo con Giorgia Meloni (che dai sondaggi è data al 23% !) che vorrebbe che i sindaci si occupassero di servizi, di coprire le buche, delle loro città e non di governo nazionale.

Quando esalta l'appello dei sanitari in chiave anti pandemica, rifila un ulteriore schiaffo ed esclude tutti coloro che hanno pagato con l'esclusione dal lavoro e dallo stipendio la scelta di non vaccinarsi.

Quando esalta i "valori" (ma quali sono ?!?!?) europei, esclude tutti coloro che non vogliono un'Italia suddita di Bruxelles e a sovranità limitata.

Quando cita il comico con i tacchi a spillo di Kiev, offende ed esclude tutti coloro che sono contro la guerra e l'invio di armi all'Ucraina.

Quando si sbrodola dicendo che "gli Italiani" gli hanno chiesto di restare, esclude tutti coloro che vorrebbero esprimersi con l'unico mezzo lecito per dire quale sia la maggioranza in una Nazione: il voto.

L'ultima speranza è nella Lega di Salvini, che sfiduci Draghi anche se dovesse perdere l'ala governativa, fatta di generali ma non di soldati.

Qualcuno perderà la faccia

Fra meno di due ore Draghi parlerà al senato e comincerà il dibattito sul futuro immediato della legislatura.

La borsa, da due giorni, cresce, quindi i Mercati hanno fiducia che il maggiordomo dell'Unione del Male resti al governo.

Spiace dover dare ragione a Renzi che ha detto che al termine qualcuno perderà la faccia.

La perderebbe Draghi se restasse a palazzo Chigi dopo aver proclamato urbi et orbi che non c'erano più le condizioni, blindato dalle consorterie finanziarie e affaristiche che temono un'Italia Sovrana e Indipendente.

La perderebbe Conte se accettasse di votare una fiducia fondata solo su parole al vento, facendo rientrare il rigurgito movimentista dei cinque stelle.

La perderebbe Salvini se continuasse a governare con i cinque stelle (anche se sotto la falsa bandiera degli scissionisti), con Speranza, la Lamorgese e i vari Giovannini, Colao, Guerini, Orlando.

L'hanno già persa da anni Renzi che aveva promesso di ritirarsi a vita privata se avesse perso il referendum del 2016, ma è ancora lì a tramare con il suo 2%  e Di Maio di cui ormai più nessuno può fidarsi e, quando non avrà più parlamentari da mettere in gioco e dimostrerà la sua inconsistenza elettorale, andrà a tenere compagnia a Fini, Monti ed Alfano che potranno finalmente giocare a briscola in quattro.

La faccia l'ha inoltre persa da tempo Mattarella che si dimostra, ad ogni sua azione, il rappresentante di una parte politica e non il presidente di tutti gli Italiani, trascinando sul fondo anche la istituzione della presidenza della repubblica.

Poi ci sono quelli che resteranno nel limbo, come Berlusconi e Letta, le cui posizioni ondivaghe rispecchiano il timore di sottoporsi al giudizio elettorale (Berlusconi) e il dover obbedire alle indicazioni fornite dagli ambienti globalisti di cui il pci/pds/ds/pd è ormai il terminale italiano.

Una sola forza politica, un solo Leader ne usciranno bene, qualunque sia la soluzione: Fratelli d'Italia e Giorgia Meloni.

Coerentemente a favore delle elezioni, se Draghi restasse e la legislatura si prolungasse, si evidenzierebbe come l'unica forza di opposizione nel fallimento totale di tutta la maggioranza di governo.

Se, invece, si dovesse andare al voto subito, Fratelli d'Italia vedrebbe coronata la sua coerenza, potendosi ascrivere il merito principale di aver contrastato la deriva di cui il governo Draghi è espressione.

Non potendo fare altro, non ci resta che sperare nel meglio (andare al voto subito) ma prepararci al peggio (Draghi resta per altri nove mesi).



 

19 luglio 2022

Le bassezze propagandistiche dei cattocomunisti non hanno limite

Ieri stavo rientrando a Bologna e ho acceso la radio.

Ho scoperto che la trasmissione della Falcetti (che parla in continuazione anche sulla voce degli intervistati che così non sono in grado di sviluppare un chiaro concetto) che dovrebbe essere "di servizio" con denunce e consigli su questioni di interesse pratico, è stata spostata dalle sei del mattino alle sei della sera, probabilmente per evitare che il suo modo ansiogeno di trattare ogni argomento, faccia salire la pressione agli ascoltatori sin dal primo mattino.

Ho quindi sentito la conduttrice affermare che questo governo lavora, si preoccupa del nostro bene e questo perchè Draghi ha sottoscritto un accordo con l'Algeria per la fornitura di gas in parziale sostituzione della fonte russa.

Cambio stazione e mi collego con Radio 24 dove, ugualmente, c'è un tizio che tuona contro le critiche a quel sant'uomo di Draghi che, se non ci fosse stato, avremmo inflazione, spread , crisi.

E vengono intervistati SOLO esseri che si sperticano nelle lodi a Draghi, mai una volta che venga dato analogo spazio (senza continue interruzioni) a chi la pensa in modo diametralmente opposto (eppure sono migliaia i tweet con hastag #draghidimettiti o #draghiingalera).

A parte la considerazione che quei signori usano il microfono come se fosse di loro proprietà, esprimendo le loro opinioni e potendole diffondere comodamente via etere, cosa che a me è del tutto negato, sottolineo la manipolazione della realtà.

Abbiamo una crisi di rifornimento di gas UNICAMENTE per la PERSONALE GUERRA DI DRAGHI contro Putin e la Russia e quindi che Draghi recuperi un decimo del gas che la Russia non ci fornirà più, a prezzi maggiorati, non è un merito, ma, al massimo, una parziale e peraltro costosissima (a nostre spese, non a sue spese) riparazione per le sue colpe.

Una colpa che si aggrava se si pensa che per non essere dipendenti dal gas russo, perchè Putin sarebbe un "autocrate", peraltro eletto dal Popolo, a differenza di Draghi che ha ripetutamente ammesso di essere un nominato che risponde a Mattarella e non al Popolo, Draghi mette al nostro collo il cappio di rifornimenti provenienti da uno stato africano instabile, con venature islamiste.

Quando al signore di Radio 24 ricordo che Draghi divenne presidente con l'inflazione all'1% ed oggi è all'8%, lo spread a 98 ed oggi è a 216, il debito pubblico a 2600 miliardi ed oggi è a 2800 e il rapporto debito/pil a 140% ed oggi è a 150%.

Draghi venne nominato per gestire la pandemia e, invece di unire l'Italia e pacificare le differenze tra Italiani, ha accentuato la dittatura sanitaria espellendo dal lavoro gli ultra cinquantenni non vaccinati e sottraendo loro lo stipendio, istituendo un lasciapassare chiamato green pass che ha sottratto diritti naturali, indisponibili ed inalienabili ad una parte della popolazione.

Draghi fu nominato quando si poteva gestire un piano di ripresa e resilienza ottenendo indietro dall'Unione del Male fino al 2026 i soldi che l'Italia versava per investirli, a costo zero, in ciò che era più utile per noi ed invece ha richiesto anche i prestiti condizionati e da restituire con gli interessi, legando le mani a chiunque verrà dopo di lui e con un prezzo che pagheremo nei prossimi anni.

Draghi, invece di proporsi come mediatore tra Russia e Ucraina forte di una tradizione diplomatica che risaliva ad Andreotti, ha indossato l'elmetto, soffiando sul fuoco e mettendo tutti noi nella condizione non solo di pagare tre quattro volte di più gas ed elettricità e tutti i beni che richiedono il loro utilizzo, ma anche di non sapere se avremo abbastanza gas per riscaldarci il prossimo inverno.

E la risposta è mettersi al collo il cappio algerino (o di qualche altro stato africano instabile e inaffidabile, oltre ad essere democraticamente ben peggio della Russia di Putin) e di preparare restrizioni, razionamenti e sacrifici per pagare i SUOI ERRORI.

Domani sapremo se dovremo ancora avere come presidente del consiglio un simile essere, che è la peggiore espressione delle consorterie finanziarie e affaristiche che nulla hanno a che vedere con una sana democrazia.


17 luglio 2022

Mattarella teme il voto popolare

C'era una volta l'associazione degli imprenditori che, nella canea generale orchestrata contro Berlusconi nel 2011, fece titolare al suo quotidiano "fate presto!".

Oggi tutti, ma proprio tutti, dicono che siamo a un passo dal baratro, che siamo ancora nella morsa del virus cinese, la guerra in Ucraina, la crisi energetica, la siccità eppure si inchinano davanti ad un politico levantino come Mattarella che ha fatto del rinvio la cifra della sua azione.

Se qualcuno sperava che con le dimissioni di Draghi avremmo finalmente votato e dato all'Italia un governo degno di questo nome, che facesse gli interessi degli Italiani e non fosse suddito di poteri esterni, che siano a Washington o a Bruxelles, deve ricredersi.

Mattarella ha rinviato ancora.

Altri cinque giorni di attesa, durante i quali gli zelanti servitori con la penna ed il microfono cercano di inculcare nelle teste degli Italiani mentalmente più deboli, quanto sia orrenda la scelta di andare a votare davanti alla paradisiaca prospettiva di riavere Draghi per almeno nove mesi (poi non si deve porre limiti alla Provvidenza).

Quello stesso Draghi che ha fallito ovunque.

Inflazione da 1 a 8%.

Debito pubblico da 2600 a 2800 miliardi.

Spread da 105 a 216.

Virus sempre vivo.

Gas che non arriva a causa delle sanzioni contro la Russia.

Materie prime: vedi alla voce gas.

Libertà condizionata alla somministrazione di un siero improvvisato e che richiede continue inoculazioni.

Clandestini che sbarcano allegramente da ogni dove e devono essere alloggiati, mantenuti, curati e istruiti.

Sappiamo tutti che il voto è espressione di democrazia e solo da un voto e da un parlamento legittimato per essere espressione della volontà popolare può esserci un governo rispettato e rispettabile.

E sappiamo tutti che un governo dimissionario resta in carica per la "ordinaria amministrazione", cioè per eseguire tutti gli adempimenti richiesti in base alle leggi vigenti, ivi incluso il famigerato pnrr già approvato e che richiede solo di veder eseguite le disposizioni.

Le elezioni possono essere convocate tra 45 e 75 giorni dallo scioglimento delle camere.

Se Mattarella avesse sciolto le camere, si sarebbe potuto votare il 4 settembre ed avere il nuovo governo entro la fine di settembre.

In pratica saremmo rimasti in "ordinaria amministrazione" solo per metà luglio, agosto e settembre, cioè in quei mesi estivi dedicati solitamente alle vacanze e in cui non è richiesta la assidua presenza di un governo nella pienezza delle sue funzioni.

Quanto alla campagna elettorale sotto l'ombrellone, personalmente credo che non ci sia alcun bisogno di campagna elettorale.

Partiti e leader hanno già dato ampia prova di come sono, quali siano le loro qualità e i loro difetti e ogni Italiano sarebbe perfettamente in grado di votare anche subito, anche oggi, come del resto viene richiesto in ogni sondaggio ("se si votasse domenica prossima, per chi voteresti?").

L'unico tempo è da concedere ai partiti per formare le coalizioni e scegliere i candidati e per tali attività un paio di settimane devono essere più che sufficienti.

Mattarella preferisce invece diluire, confidando nelle pressioni internazionali cui Draghi è sicuramente sensibile, per far rientrare le dimissioni e sottrarre ancora una volta agli Italiani il legittimo diritto al voto.

Ci riuscirà ?



16 luglio 2022

L'europa vuole Draghi. Diamole le elezioni ad ottobre !

La canea internazionale si è scatenata e vuole la conferma di Draghi e immagino le pressioni esercitate sul premier perchè resti al suo posto e chissà quali promesse gli staranno facendo, sul suo futuro, per il "sacrificio" che impedirebbe agli Italiani di dotarsi di un governo in linea con la pancia del Popolo.

E questo è il primo paletto che deve essere chiaro: il governo dell'Italia lo decidono solo gli Italiani non l'Unione del Male, non gli Stati Uniti, non il Vaticano e neppure le consorterie affaristiche e finanziarie che, con Draghi premier, sperano di papparsi le parti migliori e più redditizie dell'Italia.

Non stupisce quindi che i terminali anti italiani di tali consorterie stiano intonando il "nun ce lassà", come una serenata verso Draghi.

Addirittura ipotizzando di conferirgli pieni poteri, sulla linea della solita politica per cui se una cosa fallisce (l'euro, il vaccino, l'europa) la soluzione è dare sempre più euro, vaccini ed europa.

Così il conclamato fallimento di Draghi in economia, contro la pandemia, in politica estera, nella politica energetica, trova i corifei della sinistra chiedere ancora più Draghi al governo.

Il cerino acceso lo hanno apparentemente i grillini, presumibilmente incartati in una crisi che neppure pensavano di scatenare e ancora meno sanno come uscirne.

Se Conte facesse marcia indietro, perderebbe ogni residua credibilità e, soprattutto, ulteriori consensi, anche se ci sarà sempre qualcuno che, pur di non dire "ho sbagliato" tornerà a votarli.

Se Conte insistesse nella sua posizione, rischia intanto di perdere altri parlamentari (poco male perchè i parlamentari grillini non hanno voti propri, visto che sono stati tutti eletti grazie a Grillo) ma soprattutto rischia di dover affrontare senza alleati le prossime elezioni, cosa che non è in grado di fare, a meno che Grillo non torni a fare una massiccia campagna elettorale, mettendoci di nuovo tempo, denaro e la faccia.

Del pci/pds/ds/pd e dei suoi satelliti (Renzi, Speranza, Calenda) ho già scritto: loro, potendolo, abolirebbero le elezioni per lasciare tutto nelle mani dei complotti di palazzo manovrati da Mattarella, uno dei loro, certo non un presidente super partes.

Resta il Centro Destra dove è coerente, limpida e lineare la posizione di Fratelli d'Italia per il voto hic et nunc, ma può essere anche condivisibile la linea assunta da Lega e Forza Italia che hanno offerto a Draghi ed ai cattocomunisti una mela avvelenata, tale solo se sapranno perseguire quella strada senza ripensamenti, dicendo sì ad un Draghi bis, ma senza i cinque stelle.

Diversamente sarebbe una mela avvelenata che si troverebbero sul proprio piatto.

Appare evidente che un governo senza i cinque stelle, intanto imporrebbe una maggiore presenza di ministri del Centro Destra "di governo" che rappresenterebbe la maggioranza della maggioranza, con la possibilità di chiedere la logica estromissione di Di Maio, della Lamorgese, di Speranza, di Guerini, Colao, Giovannini, Cingolani, cioè i ministri peggiori nei risultati e più allineati alla narrazione anti italiana.

A seguire, come è logico, il maggiore azionista avrebbe tutte le carte in regola per mettere al centro i propri temi: respingimento o, almeno, controllo degli sbarchi dei clandestini e delle ong, meno tasse, politica estera più aperta a soluzioni pacifiche e meno guerrafondaia.

Una linea che non potrebbe soddisfare Draghi.

Ma se Draghi dovesse riuscire a richiamare in servizio i cinque stelle, allora Lega e Forza Italia dovrebbero chiamarsi fuori, la qual cosa costringerebbe anche alcuni cinque stelle a non prestarsi al gioco di Draghi e la navigazione del governo sarebbe alquanto procellosa.

In sostanza, apparentemente il cerino è in mano ai cinque stelle, ma Lega e Forza Italia adesso detengono la possibilità di far naufragare una riedizione pura e semplice dell'attuale maggioranza, obbligando Draghi a confermare le dimissioni, visto che dubito potrebbe prestarsi al percorso di guerra in un parlamento quasi al 50% composto da suoi oppositori, ma neppure a guidare una maggioranza a traino Lega e Forza Italia.

Se Lega e Forza Italia invece rinunciassero al paletto del mai più con i cinque stelle, allora rinuncerebbero ad ulteriori fette di elettorato che passerebbero coerentemente con Fratelli d'Italia, accentuando quel movimento di elettori interno al Centro Destra iniziato nel gennaio 2021 con l'ingresso della Lega in un governo contro natura, assieme a ministri cattocomunisti e presieduto da un burocrate sopravvalutato e agli ordini dell'Unione del Male, .

15 luglio 2022

Uno squallido teatrino a spese degli Italiani

La buona notizia sarebbe stata l'annuncio delle dimissioni del Fenomeno, Draghi.

La pessima notizia, peraltro attesa, è constatare che Mattarella ha ricominciato con i suoi giochini, tutti a spese dell'Italia e degli Italiani, per impedire il voto ad ottobre e che ci si doti finalmente di un governo in sintonia con la pancia del paese.

Il commento potrebbe terminare qui, additando al pubblico ludibrio l'ennesimo squallido teatrino che vede protagonista Mattarella, che si conferma presidente di una minoranza di sinistra e, soprattutto, terminale italiano delle consorterie di potere dell'Unione del Male.

E infatti gli appelli più accorati a Draghi (a parte quelli dei Brunetta, dei Renzi, dei Di Maio, a rischio poltrona)  perchè ci ripensi, arrivano da Bruxelles e da Washington.

Abbastanza ridicolo ascoltare "giornalisti" profumatamente pagati (immagino anche per le comparsate) profondersi in banalità su quello che potrà accadere, ma, più che altro, preoccupati di sostenere il potere, esaltando la fallimentare esperienza e incensando la persona stessa di Draghi, un Fenomeno che tale non è e si è dimostrato molto peggio che sopravvalutato, inadeguato-

Perchè quando uno è sopravvalutato vuol dire che qualcosa sa fare e solo non raggiunge l'asticella alla maggiore altezza cui è stata posta per arrivare sul podio, mentre uno inadeguato non raggiunge neppure l'altezza minima per qualificarsi.

E i risultati di 18 mesi di governo Draghi, elencati ieri, ci dicono che Draghi è inadeguato.

Commentatori cui viene concesso il diritto di spararle grosse tramite un microfono, con la finalità di puntellare un regime in putrefazione plasticamente identificato con i suoi portabandiera, gli stessi che cercano di impedire, ancora una volta, a noi Italiani di votare.

E mi domando, anche se Conte e i grillini, incuranti di ogni conseguenza di immagine ed elettorale, dovessero andare a Canossa e Draghi concedere loro le briciole, come potrebbe la Lega accettare di continuare con un governo assieme ai cattocomunisti e presieduto da Draghi, deludendo (eufemismo) sempre più i suoi residuali elettori ?

Perchè gli occhi sono puntati sui grillini, ma se la Lega uscisse dal governo, recuperando la posizione ante 2021, i grillini non potrebbero fare altro che seguirla, pena l'estinzione anticipata fra nove mesi.

E se si votasse oggi, con la rottura del fronte cattocomunista tra pci/pds/ds/pd e grillini, il Centro Destra avrebbe l'occasione d'oro di poter giocare per vincere anche escludendo dalla propria coalizione gli inaffidabili centristi e alcuni personaggi di Forza Italia che non danno garanzie sulla loro fedeltà, come Brunetta e la Carfagna.