Romano Prodi, il peggior presidente del consiglio che l’Italia abbia mai avuto in tutta la sua storia, mostra ogni giorno di più il suo volto arrogante e insipiente.
Ieri si è permesso di criticare le regioni che, interpretando correttamente (come lui non è in grado di fare con gli Italiani) il volere dei loro cittadini, negano il permesso di scaricare su di loro le immondizie create dall’incapacità della sinistra nell’amministrare Napoli e la Campania e dall’immobilismo dello stesso Prodi, informato già da un anno – per ammissione della sua stessa compare Iervolino – dell’emergenza crescente.
Prodi ha scandito: “l’Italia è una nazione civile”.
E’ l’unica affermazione giusta che abbia fatto: l’Italia è una nazione civile che non merita un governo ed un presidente del consiglio che sarebbero inadeguati anche per il Burundi.
L’atteggiamento di Prodi è quello tipico del debole cui viene assegnato un compito troppo superiore alle sue capacità.
Per non confessare la sua inadeguatezza (eufemismo), fa la voce grossa, confidando nell’apparato di protezione che lo circonda: lecchini, poteri forti, giullari, funzionari e boiardi di stato.
Dietro quella cortina, ma soprattutto usufruendo della protezione della Forza Pubblica (che prima o poi si stancherà di prendere insulti e bastonate per proteggere chi non merita di essere protetto) si crede in diritto di abbaiare ordini contrari alla comune decenza, addirittura ergendosi pomposamente (e scalfaronianamente !) a censore dei comportamenti altrui.
L’atteggiamento di Prodi non si fa fatica ad equipararlo a quello dell’uomo che, nella vita di tutti i giorni, è oppresso da madre/moglie/capo ufficio e sfoga le sue frustrazioni non appena ha un piccolo incarico, magari di presidente dell’assemblea condominiale (neppure questo incarico, comunque, sarebbe adatto alla statura di Prodi).
Prodi e i suoi sodali hanno clamorosamente mancato nella gestione dell’emergenza rifiuti e ora cercano di salvarsi scaricando l’immondezza sul prossimo, trasformando in altrettante discariche le altre regioni d'Italia, osando lamentarsi se il Popolo si ribella e la butta nei giardini di chi si rende complice della politica prodiana.
Non bastavano le tasse che hanno ridotto i nostri redditi,
non basta la minaccia di aumentare il prelievo sui risparmi,
non basta il grave danno perpetrato al Nord penalizzando Malpensa,
non bastano i prezzi che galoppano,
Prodi riesce anche ad inquinare le regioni che – faticosamente, costosamente, virtuosamente – erano riuscite a tenere sotto controllo il problema dei rifiuti.
Non solo.
Con il suo atteggiamento presuntuoso ed arrogante, con l’imposizione dello smaltimento dei rifiuti campani su tutto il territorio nazionale è riuscito anche ad estendere la protesta popolare – inizialmente limitata a Napoli – a tutta Italia.
Ma non sono esenti da critiche i Leaders del Centro Destra che, davanti all’aberrante governo dei rifiuti di Prodi, non intervengono per capeggiare e coordinare la rivolta popolare, preferendo il cazzeggio sulla legge elettorale e, di fatto, aiutando Prodi a superare l’emergenza che potrebbe abbattere un governo così pernicioso per l’Italia e gli Italiani.
Berlusconi capisca che della legge elettorale non ce ne frega nulla.
Della spazzatura che Prodi vuole spargere dappertutto, sì.
Ci aspettiamo di vedere Berlusconi, Fini, Bossi, Casini, Storace, Rotondi e tutti gli altri, alla testa del Popolo che si ribella alla sinistra politica della monnezza di Prodi.
Entra ne
Ieri si è permesso di criticare le regioni che, interpretando correttamente (come lui non è in grado di fare con gli Italiani) il volere dei loro cittadini, negano il permesso di scaricare su di loro le immondizie create dall’incapacità della sinistra nell’amministrare Napoli e la Campania e dall’immobilismo dello stesso Prodi, informato già da un anno – per ammissione della sua stessa compare Iervolino – dell’emergenza crescente.
Prodi ha scandito: “l’Italia è una nazione civile”.
E’ l’unica affermazione giusta che abbia fatto: l’Italia è una nazione civile che non merita un governo ed un presidente del consiglio che sarebbero inadeguati anche per il Burundi.
L’atteggiamento di Prodi è quello tipico del debole cui viene assegnato un compito troppo superiore alle sue capacità.
Per non confessare la sua inadeguatezza (eufemismo), fa la voce grossa, confidando nell’apparato di protezione che lo circonda: lecchini, poteri forti, giullari, funzionari e boiardi di stato.
Dietro quella cortina, ma soprattutto usufruendo della protezione della Forza Pubblica (che prima o poi si stancherà di prendere insulti e bastonate per proteggere chi non merita di essere protetto) si crede in diritto di abbaiare ordini contrari alla comune decenza, addirittura ergendosi pomposamente (e scalfaronianamente !) a censore dei comportamenti altrui.
L’atteggiamento di Prodi non si fa fatica ad equipararlo a quello dell’uomo che, nella vita di tutti i giorni, è oppresso da madre/moglie/capo ufficio e sfoga le sue frustrazioni non appena ha un piccolo incarico, magari di presidente dell’assemblea condominiale (neppure questo incarico, comunque, sarebbe adatto alla statura di Prodi).
Prodi e i suoi sodali hanno clamorosamente mancato nella gestione dell’emergenza rifiuti e ora cercano di salvarsi scaricando l’immondezza sul prossimo, trasformando in altrettante discariche le altre regioni d'Italia, osando lamentarsi se il Popolo si ribella e la butta nei giardini di chi si rende complice della politica prodiana.
Non bastavano le tasse che hanno ridotto i nostri redditi,
non basta la minaccia di aumentare il prelievo sui risparmi,
non basta il grave danno perpetrato al Nord penalizzando Malpensa,
non bastano i prezzi che galoppano,
Prodi riesce anche ad inquinare le regioni che – faticosamente, costosamente, virtuosamente – erano riuscite a tenere sotto controllo il problema dei rifiuti.
Non solo.
Con il suo atteggiamento presuntuoso ed arrogante, con l’imposizione dello smaltimento dei rifiuti campani su tutto il territorio nazionale è riuscito anche ad estendere la protesta popolare – inizialmente limitata a Napoli – a tutta Italia.
Ma non sono esenti da critiche i Leaders del Centro Destra che, davanti all’aberrante governo dei rifiuti di Prodi, non intervengono per capeggiare e coordinare la rivolta popolare, preferendo il cazzeggio sulla legge elettorale e, di fatto, aiutando Prodi a superare l’emergenza che potrebbe abbattere un governo così pernicioso per l’Italia e gli Italiani.
Berlusconi capisca che della legge elettorale non ce ne frega nulla.
Della spazzatura che Prodi vuole spargere dappertutto, sì.
Ci aspettiamo di vedere Berlusconi, Fini, Bossi, Casini, Storace, Rotondi e tutti gli altri, alla testa del Popolo che si ribella alla sinistra politica della monnezza di Prodi.
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