Una volta si diceva: parla come mangi.
Altra espressione della saggezza popolare ignorata dalla vulgata “democratica”.
Per radio stamattina mi ha colpito l’espressione – che ritrovo nella home page del Corriere della Sera – “sbarcati a Lampedusa in due giorni 1200 migranti”.
Ohibò, mi sono detto: migranti … ma saranno regolari o illegali ?
Fino anche a soli pochi mesi fa ci dicevano: sbarcati 1200 clandestini.
E sapevamo che li avremmo dovuti rimpatriare a forza (almeno nelle buone intenzioni della Bossi Fini).
Adesso i clandestini sono scomparsi (forse come l’immondizia a Napoli …) ed al loro posto sono apparsi i “migranti”, vocabolo tanto rassicurante, quanto volutamente equivoco.
Il migrante non si sa bene se rientri in quelle quote di accesso (che sarebbe opportuno sospendere per un paio d’anni) o se è il solito clandestino che sbarca sulla nostra terra senza essere invitato.
Ovvia la seconda …
Ma l’uso studiato di quel termine cerca di inculcare nell’ascoltatore o nel lettore superficiale meno allarme del termine “clandestino” o “illegale”.
Anche con la ricerca delle parole più insinuanti ed ingannevoli si rovina una nazione.
Allora cerchiamo di riappropriarci dei termini sgraditi alle verginelle politicamente corrette, ma proprio per questo più chiari nel far comprendere di cosa si tratta.
Parliamo di clandestini, di illegali e, Presidente Berlusconi, non parli di “classi ponte” quasi a volersi giustificare motivando la loro realizzazione per aiutare gli immigrati ad inserirsi imparando meglio l’italiano.
Dica classi differenziate, per impedire che la presenza di immigrati che non sanno l’italiano si trasformi in un freno, in un ostacolo all’apprendimento dei nostri figli.
(Nella fotografia: quando AN era Destra)
Entra ne
Altra espressione della saggezza popolare ignorata dalla vulgata “democratica”.
Per radio stamattina mi ha colpito l’espressione – che ritrovo nella home page del Corriere della Sera – “sbarcati a Lampedusa in due giorni 1200 migranti”.
Ohibò, mi sono detto: migranti … ma saranno regolari o illegali ?
Fino anche a soli pochi mesi fa ci dicevano: sbarcati 1200 clandestini.
E sapevamo che li avremmo dovuti rimpatriare a forza (almeno nelle buone intenzioni della Bossi Fini).
Adesso i clandestini sono scomparsi (forse come l’immondizia a Napoli …) ed al loro posto sono apparsi i “migranti”, vocabolo tanto rassicurante, quanto volutamente equivoco.
Il migrante non si sa bene se rientri in quelle quote di accesso (che sarebbe opportuno sospendere per un paio d’anni) o se è il solito clandestino che sbarca sulla nostra terra senza essere invitato.
Ovvia la seconda …
Ma l’uso studiato di quel termine cerca di inculcare nell’ascoltatore o nel lettore superficiale meno allarme del termine “clandestino” o “illegale”.
Anche con la ricerca delle parole più insinuanti ed ingannevoli si rovina una nazione.
Allora cerchiamo di riappropriarci dei termini sgraditi alle verginelle politicamente corrette, ma proprio per questo più chiari nel far comprendere di cosa si tratta.
Parliamo di clandestini, di illegali e, Presidente Berlusconi, non parli di “classi ponte” quasi a volersi giustificare motivando la loro realizzazione per aiutare gli immigrati ad inserirsi imparando meglio l’italiano.
Dica classi differenziate, per impedire che la presenza di immigrati che non sanno l’italiano si trasformi in un freno, in un ostacolo all’apprendimento dei nostri figli.
(Nella fotografia: quando AN era Destra)
Entra ne
