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No alla deriva

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26 novembre 2010

Impegno d'onore

Berlusconi avrebbe dichiarato che ci sarebbe un patto tra Fini e Casini: il primo al Quirinale e il secondo a Palazzo Chigi.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano Bersani, Di Pietro, Montezemolo, Vendola e tutti gli altri pretendenti ad un posto al sole quando terminerà il mandato (visto lo spessore e le “qualità” dei candidati successori, speriamo ancora di lunga durata) di Berlusconi.
Ma so certamente cosa ne penso io: mai più votarli !
Né Fini, né Casini.
E con loro mai più votare chi li sostiene.
Io mi ricordo bene gli anni in cui, nel nome del “voto utile” la Dc prendeva voti in campagna elettorale presentandosi come “diga” anticomunista, per poi tradirli in parlamento, come stanno facendo oggi i finioti, votando assieme al pci tutte le leggi di maggior rilievo e spartendosi la televisione e tutte le nomine pubbliche (con i danni permanenti di cui anche oggi vediamo le conseguenze).
Il comunismo è morto e anche se i comunisti restano in vita siamo, fortunatamente in questo caso, in una società globale che non permetterebbe loro di rispolverare i vecchi arnesi ideologici da applicare ad un eventuale governo.
Il pericolo, invece, è quello di rispettare i binari del nuovo ordine economico mondiale e farlo senza rinunciare alla vecchia politica della spartizione e della vessazione sui cittadini.
Farlo, cioè, imponendo tasse e gabelle di ogni genere per mantenere alta la spesa pubblica clientelare ed assistenzialista e, in un tempo, ridurre il deficit di stato.
Niente tagli e riduzione del deficit = tasse, tasse, tasse.
Cioè sarebbe uguale ad una contrazione della libertà individuale ai limiti del ripristino di un regime comunista (miseria, terrore e morte).
Cosa c'entrano Casini e Fini ?
Semplice.
Per mera ambizione personale (con Casini degno di maggior onore rispetto a Fini perchè almeno i voti se li è andati a cercare da solo) hanno voltato le spalle al Centro Destra, alleandosi con la sinistra per rendere difficoltoso il cammino di un governo che ha avuto una maggioranza parlamentare solida come il consenso ricevuto in tutte le elezioni dal 2008 ad oggi.
Solo una congiura di palazzo, infatti, rende il governo un fragile veliero in balia del vento.
E chi si oppone a Berlusconi lo teme a tal punto da volerlo rovesciare, come in un colpo di stato, senza prima passare dal voto del Popolo.
Fini e Casini sono complici di quel disegno.
Non si può quindi escludere che si arrivi al voto, a marzo o dopo, con un terzo polo che veda Casini, Fini e anche Montezemolo e Rutelli alleati con uno di loro candidato premier.
Non possiamo neppure escludere che prima o poi non ci sia più Berlusconi come candidato Premier.
L'impegno d'onore che assumo e che propongo è quello di non votare, neppure turandosi il naso montanellianamente, per quei soggetti: Casini, Fini, Montezemolo, Rutelli e tutti coloro che li hanno oggi seguiti.
Quelli pensano che, una volta rimosso Berlusconi, per loro si apra una autostrada da percorrere in tutta scioltezza per arrivare al traguardo delle proprie ambizioni.
Quelli pensano che, presentandosi come alternativa alla coalizione di sinistra, gli elettori di Centro Destra li voteranno a prescindere, solo perchè non vogliono veder vincere un comunista.
Ma che senso avrebbe votare contro un comunista per poi vedere i propri “campioni” andare a braccetto con lui per votare più tasse e spartirsi il bottino a favore delle proprie clientele ?
Che senso avrebbe votare contro i laicisti e vedere i propri “campioni” sostenere una legge sull'eutanasia, un'altra sulle manipolazioni genetiche e un'altra per elevare a dignità di legge i capricci degli omosessuali ?
Che senso avrebbe votare contro chi aprirebbe l'Italia all'invasione degli immigrati e trovarsi i propri “campioni” sostenere l'accoglienza, la cittadinanza breve per gli stranieri e il voto per gli immigrati ?
Comunque vada una alternativa nelle schede ci sarà sempre e, in ogni caso, per male che possa andare, anche l'astensione è un voto, pesante.
Se in futuro non ci sarà più questa alleanza di Centro Destra guidata da Berlusconi o se una alleanza apparentemente di Centro Destra dovesse candidare a Palazzo Chigi Casini, Fini, Montezemolo o Rutelli, dobbiamo assumere l'impegno di non donare a costoro il nostro voto.
Diciamolo subito, hic et nunc, per non trovarci fra qualche tempo con la menata del “voto utile” propinata da uno di quei signori.

"L'han giurato: altri forti a quel giuro rispondean da fraterne contrade ..."

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25 marzo 2008

I "nanetti" all'assalto dei supermercati

L’organo del pdl ha oggi pubblicato, con grande rilievo, un articolo nel quale si denunciava il “pericolo” (che personalmente considero una opportunità da cogliere) rappresentato da quelli che, con grande eleganza, ha definito “nanetti” e in prima pagina campeggiava un fotomontaggio con sei nani, che avevano i simboli de La Destra/Fiamma Tricolore, Sinistra l’Arcobaleno, Udc.
Sta turbando sempre più i sonni dei gerenti i due supermercati elettorali, il crescente successo di quei tre partiti identitari, che potrebbe far saltare il disegno architettato per una spartizione duopolistica del mercato.
Risulta loro infatti incomprensibile come possa esserci un numero crescente di cittadini ai quali non piace la loro merce, ritenendola troppo simile e troppo scadente.
Eppure, anche i loro amati sondaggi denunciano con chiarezza la perdita di appeal del pdl e del pci/pds/ds/pd.
Poco alla volta negli elettori comincia a farsi largo la consapevolezza che ci sono altre possibilità oltre a quelle di piegarsi al duopolio annunciato come inevitabile.
E non si capisce per quale ragione uno di sinistra debba votare Veltroni, quando ha un Bertinotti che rappresenta l’anima verace del marxismo ottocentesco.
Non si capisce per quale ragione uno Conservatore e di Destra debba votare, turandosi il naso, per un partito “di centro, moderato e liberale”, quando ha sulla lista la gloriosa Fiamma Tricolore, unita ad un partito che del nome “Destra” non ha paura a farne la propria ragione sociale.
La politica non finirà il 14 aprile, per questo ogni voto (tanto alla camera quanto al senato) che sarà dato a La Destra/Fiamma Tricolore, sarà un investimento per il futuro della Destra in Italia, per la rappresentanza di quei Valori, di quegli Ideali, di quella Identità che altri cercano di scolorire, ma che rimane la caratteristica di una bella politica che non ha bisogno di chiedere ai propri elettori di “turarsi il naso” per votarne il simbolo e i candidati.

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24 marzo 2008

Voto utile?La Destra/Fiamma Tricolore alla camera e al senato

Berlusconi insiste nel reclamare come unico “voto utile” quello dato a lui ed alla sua lista.
Intanto è da stigmatizzare chi prima esclude la Destra (e l’Udc) dalla coalizione di Centro Destra pretendendo l’azzeramento della loro storia e della loro identità, poi fa appello ai loro elettori perché lo votino.
Ma perché noi Conservatori e di Destra dovremmo votare per il pdl quando c’è un partito che rappresenta le nostre Idee e i nostri Valori senza furbizie e, soprattutto, proclamandosi “di Destra” mentre il pdl è “di centro, moderato e liberale” e rifugge di essere qualificato “conservatore e di destra” ?
Perché, dice Berlusconi, ogni voto dato a La Destra/Fiamma Tricolore è un voto per Veltroni.
Singolare interpretazione della politica: tu vota per me, anche se non rappresento i tuoi Valori, perché sennò favorisci Tizio che ugualmente non rappresenta i tuoi Valori.
Concezione indubbiamente mercantilistica che, però, ci ha portato alla attuale situazione di degrado morale della politica per le tante volte che si è votato “turandosi il naso”.
Allora, come abbiamo visto anche in precedenti post, l’unico voto utile, che può restituire dignità alla Politica è il voto identitario, concesso al partito che meglio rappresenta le nostre Idee e Valori, indipendentemente da ogni calcolo effettuato con il pallottoliere e destinato a far masticare amaro per le scelte che personaggi estranei alla nostra identità faranno, anche con il nostro ipotetico voto concesso con il naso turato.
Ma vi sono almeno due ragioni ulteriori, pratiche, per votare La Destra/Fiamma Tricolore sia alla camera che al senato.
La prima la rinveniamo proprio nelle parole di Berlusconi.
Nel pdl traspare, al di là di ogni proclama di vittoria certa, il timore di non farcela.
Non alla camera, dove è sufficiente un solo voto in più per ottenere una comoda maggioranza, quanto al senato.
Ma è proprio ad uno stallo al senato che dobbiamo puntare per far venire a Canossa Berlusconi.
Una situazione di parità a palazzo Madama, infatti, costringerebbe Berlusconi a trattare per la formazione di una coalizione di governo che abbia una maggioranza.
E può trattare in due direzioni.
Può ricercare la ricomposizione della vecchia coalizione di Centro Destra, venendo, appunto, a Canossa e, quindi, portando la Destra al governo con tutti i benefici del caso.
Oppure può trattare le larghe intese, gettando la maschera di un anticomunismo divenuto, dopo la sfiducia a Prodi, solo di facciata, dimostrando come pdl e pci/pds/ds/pd siano due facce di una stessa medaglia.
Ci sarebbe una terza soluzione: tornare al voto.
Ma Berlusconi tornerebbe al voto nelle stesse condizioni o, piuttosto, non vedrebbe la convenienza di ricostituire il Centro Destra come era prima delle sue sciagurate scelte di stampo finiano ?
Quindi il voto a La Destra/Fiamma Tricolore impedendo potenzialmente il crearsi di una maggioranza costringerebbe ad un ripensamento chi ha deciso di escludere la Destra e i Conservatori dalla scena politica nazionale, puntando su un partito “di centro, moderato e liberale”.
Ma c’è un altro motivo, molto pratico, molto concreto, che induce a ritenere utile il voto a La Destra/Fiamma Tricolore anche al senato.
La politica non finirà il 14 aprile.
Andrà avanti e le Idee, i Valori, l’ Identità della Destra avranno altre occasioni per essere portate all’attenzione e al voto degli italiani.
Nessuno mette in dubbio che alle regionali siciliane, come in quelle friulane o alle provinciali e comunali di Roma La Destra/Fiamma Tricolore avrà suoi rappresentanti.
Così come accadrà il prossimo anno per le europee e per le amministrative.
Stiamo vedendo come sia importante far conoscere La Destra/Fiamma Tricolore e come, man mano che gli italiani prendono conoscenza della presenza di questa lista identitaria, il consenso cresce (ieri sull’organo del pdl dove l’ostracismo verso la lista che sostiene Daniela Santanchè è portato a livelli estremi - il sondaggista Piepoli è stato costretto a scrivere che La Destra è ormai ad un milione di voti sia pur virtuali, come tutti quelli dei sondaggi !).
Quindi è importante, per il rilancio della Destra in Italia, che si prosegua, anche dopo il 14 aprile, nell’azione di informazione e di diffusione della presenza in ambito locale.
Ma la politica costa.
I manifesti, i volantini, gli spazi pubblicitari televisivi e suoi giornali, tutto costa.
Si può affrontare questa spesa con i contributi volontari degli iscritti, con uno o più grossi finanziatori, oppure con il finanziamento pubblico, sotto forma di rimborsi elettorali.
Personalmente sono per i contributi volontari, per tutti e l’abolizione di ogni forma di finanziamento pubblico che non sia indirizzato a fornire a parlamentari e consiglieri locali gli strumenti di lavoro (studi e mezzi).
Ma poiché esiste una legge – la nr. 157 del 1999 – che ha ben individuato i termini dei rimborsi elettorali, è opportuno fruirne al meglio.
I partiti che superano l’1%, anche se non entreranno in parlamento, otterranno i rimborsi per camera, senato, europee e consigli regionali.
Grosso modo si può parlare di un euro a voto per ciascuna forma di elezione.
Ecco che anche il singolo voto al senato in una regione dove mai e poi mai si raggiungerà il quorum dell’8% - ad esempio nella rossa Emilia Romagna – sarà utile per aumentare la capacità di azione de La Destra/Fiamma Tricolore.
Ecco dunque il trittico del voto utile, quello veramente tale:
un voto utile per Idee e Valori concesso al partito identitario che ci rappresenta e che possiamo votare senza turarci il naso;
un voto utile per obbligare Berlusconi a gettare la maschera e a riprendere il filo di una alleanza condivisa di Centro Destra senza guardare solo al “centro, moderato e liberale”;
un voto utile per consentire a La Destra/Fiamma Tricolore di ottenere un congruo rimborso elettorale che garantisca la presenza futura nella scena politica nazionale.

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20 febbraio 2008

L'unico voto utile è il voto del cuore

Gianfranco Fini rappresenta per il PdL ciò che Di Pietro è nel pci/pds/ds/pd: il cattivo.
Si stanno definendo i ruoli e mentre Berlusconi e Veltroni si ritagliano uno spazio angelico, il lavoro sporco deve essere fatto dagli sherpa.
Ecco che, da un lato, Di Pietro ripropone temi cari a tre lustri di becero antiberlusconismo, ipotizzando una riforma che penalizza Mediaset (e poco importa a loro se in questo modo non Berlusconi ma migliaia di lavoratori diverrebbero più disoccupati che precari), mentre Fini si esibisce nel repertorio democristiano pretangentopoli del “voto utile”.
Una affermazione, in se ridicola, che ha fornito il destro a Pierferdinando Casini (attenzione a non sottovalutarlo: se messo alle corde dimostrerà di non essere solo un doroteo, ma anche un combattente !) di metterlo alla berlina, evidenziando come sia alla frutta chi, già all'inizio della campagna elettorale, ha così tanti argomenti da proporre che si rifugia nella disperazione del “voto utile”.
Una disperazione che negli anni settanta e ottanta era propria di Montanelli, l’inventore del voto alla DC “turandosi il naso e tappandosi la bocca”.
Quanti di noi diedero retta, soprattutto nel 1976 e nel 1979, a Montanelli ?
Tanti, credo e in tanti ne fummo scornati.
Prendiamo, ad esempio, il voto del 1976.
Fu il mio primo voto per le politiche.
Nel 1974 il referendum sul divorzio aveva visto la sconfitta della DC e dell’MSI e la vittoria di un fronte laicista che andava dal Pli al Pci.
L’anno successivo fu concesso il voto ai diciottenni e il Pci volò ad un soffio della DC, conquistando comuni, province e regioni.
Le brigate rosse imperversavano.
Montanelli era stato pensionato dal soviet del Corriere e aveva fondato (1974) Il Giornale.
Gli Stati Uniti erano ripiegati su se stessi (e avrebbero eletto il peggior presidente della loro storia: Jimmy Carter).
Elezioni anticipate, le seconde, dopo quelle del 1972, della storia repubblicana.
Montanelli, laico, liberale, schierò Il Giornale con la DC, invitando a votarla per contrastare i comunisti.
Risultato: la DC recuperò a scapito dei partiti minori, ma fece ugualmente, sotto la regia di Moro e Andreotti, il governo appoggiato dai comunisti.
Temi etici (per dirla con una espressione che va tanto di moda oggi) ?
Nel 1978 fu approvata, da quel parlamento, la famigerata legge 194 sull’aborto.
Solo l’astuzia di Andreotti evitò l’ingresso ufficiale di ministri comunisti al governo.
E quello fu un “voto utile” ?
A chi ?
Per la cronaca nel 1976 votai DC, anche se molti, ivi inclusa mia madre, non mi hanno mai creduto.
Naturalmente il successivo svolgimento delle vicende politiche, tra le quali la scissione orchestrata da Andreotti dell’MSI con Democrazia Nazionale, mi fecero pentire di aver votato “utile” e non con il cuore.
Molti sono i giovani che il 13 e 14 aprile andranno a votare per la prima volta o, comunque, che votano ed hanno conoscenza diretta delle vicende politiche da pochi anni.
Mi auguro che non facciano lo stesso errore di pensare troppo al voto come dei ragionieri davanti ad un bilancio, soffocando i loro sentimenti per scegliere il “voto utile”, se ne pentirebbero, comunque.
Il voto migliore, l’unico “voto utile”, è quello del cuore, perché è un voto convinto, motivato, sentito.
E, poi, si rivela sempre un “voto utile”.
Fini e il Pdl hanno un problema: stanno perdendo consensi a destra, al centro e a sinistra.
La campagna elettorale è lunga, ma la loro difficoltà la si vede, sin da ora, dalle piccole cose.
L’ostracismo verso La Destra/Fiamma Tricolore è uno.
Ma a volte emergono squarci di verità che spiegano lo stato d’animo di Fini e del PdL, come nell’articolo di oggi su Libero di Gianluigi Paragone che, a pagina sette, in fondo a destra, scrive: “Campagne elettorali già coi motori accesi per La Destra di Storace e Santanchè (abbastanza alta nei sondaggi)”.
In quell’inciso di quattro parole sta tutto il dramma di Fini e del PdL finiano, ma ci sta soprattutto la consapevolezza che il voto del cuore è anche il “voto utile”.

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