Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

10 marzo 2015

Così tenero che si taglia con un grissino



Come era ampiamente prevedibile, da un lato si sgonfia il fenomeno Grillo (che infatti non reclama più il voto anticipato) e dall'altro perdendo l'elettorato di protesta prevalentemente di destra, resta unicamente con manovalanza di sinistra, pronta a rispondere al richiamo del "partito" (che è poi il solito pci/pds/ds/pd).
Sembra che alcuni "ex" grillini, lungi dal comportarsi correttamente rimettendo il mandato ottenuto unicamente per il traino di Grillo, siano disponibili a votare per Renzi, mentre il folto gruppone ortodosso sembrerebbe orientato ad uscire dall'aula.
In ambedue i casi un aiutino a Renzi perchè la sua pseudo riforma (che ci regalerebbe un senato di nominati e sottratto al voto popolare) possa essere approvata.


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09 marzo 2015

I Valori non sono in vendita



Mentre assistiamo, con il coro della stampa di regime interessata a non vedere crescere un Centro Destra alternativo alle consorterie finanziarie internazionali, alla nuova campagna acquisti, Salvini e la Meloni proseguono per la diritta via.
Per quanto gli gnomi di Bruxelles e dintorni cerchino di piazzare i loro fantocci nei posti di potere e per quanto cerchino di irretire quanti, concettualmente, come Flavio Tosi, non dovrebbero dar loro ascolto, le Idee, i Principi, i Valori che fanno della Destra una comunità coesa ben oltre e più di quanto i suoi leaders pro tempore siano in grado di rappresentare, non sono in vendita.
Attraversiamo un periodo (ormai lungo decenni) in cui esporre pensieri non conformi alla vulgata imposta, rischia di compromettere una carriera, una attività e la libertà stessa della persona.
Leggi repressive, iniziate con la legge Scelba, proseguite con quella Mancino e che oggi pullulano come l'erba cattiva nei campi, cercano di inibire, nel modo ben più sottile che abbiamo imparato a conoscere nei romanzi di Orwell rispetto alla rozza azione dei tagliagole dell'Isis, la libera espressione e la diffusione di idee non gradite.
Mettere in prigione uno perchè ripensa alla Storia o perchè dichiara che l'omosessualità è una malattia o perchè si ispira ad una teoria politica chiamata Fascismo e ne mutua vocaboli e gestualità, è uguale alla repressione che condanniamo negli stati retti da dittature in Africa, Asia e Sud America.
Cattivi maestri hanno occupato incarichi prestigiosi e predicano da pulpiti insospettabili.
Ciononostante un Matteo Salvini fa ancora paura, al punto che si mobilitano le truppe cammellate dei centri sociali e delle "prestigiose" testate giornalistiche per contrastarlo.
Senza riuscirci.
Perchè potranno anche mettere a tacere Salvini e la Meloni, scatenare contro di loro i centri sociali, i giornalisti di regime, i magistrati, ma quelle Idee, quei Principi, quei Valori non sono in vendita e non sono cancellabili.
Nessun antagonista, nessun giornalista, nessun magistrato potrà mai impormi di pensarla diversamente da come la penso su immigrati, droga, omosessuali, euro, ordine pubblico.
E ci sarà sempre un Berlusconi o un Salvini che avrà il coraggio e la dignità di contrapporsi alle consorterie di potere invece di inginocchiarvisi davanti e dare voce a quelle Idee.
L'esempio della Francia è davanti ai nostri occhi.
Per decenni hanno tenuto il Fronte Nazionale ai margini, perseguitando il leader, adottando un sistema elettorale che ne impediva la rappresentanza parlamentare.
Le Pen e sua figlia Marine non hanno però desistito e non hanno abiurato alle loro idee ed oggi il Fronte Nazionale è il primo partito di Francia, con il quale socialisti e gaullisti dovranno fare i conti.
Se Salvini e la Meloni, o chi per loro, non rinunceranno a sostenere quelle idee, avranno sempre un crescente sostegno elettorale.


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08 marzo 2015

O di qua o di là



Nel 1994 fu un intelligente programma condotto da Pialuisa Bianco, direttore de L'Indipendente dopo che Vittorio Feltri andò al Giornale e che oggi non so dove e se scriva ancora.
Allora si doveva scegliere tra la "gioiosa macchina da guerra" del comunista Ochetto e l'alternativa novità rappresentata da Forza Italia di Silvio Berlusconi.
La deriva marxista dell'Italia fu impedita dal voto maggioritario a favore della anzi, delle coalizioni guidate dal Cavaliere (al quale poi fu fatta pagare e continua ad essere fatta pagare questa intemerata azione che però gli consegna l'eterna gratitudine mia e di tutti gli Italiani non comunisti).
La vittoria di Berlusconi fu dovuta ad un programma chiaro, nettamente distante e distinto da quello comunista.
Non esisteva una terza via.
Oggi siamo di nuovo allo stesso punto.
Non ci sono, è vero, elezioni politiche in viste, ma la rinascita del Centro Destra non può prescindere che da un messaggio chiaro e nettamente distinto e distante dalla coalizione di stampo comunista che, nel frattempo, ha fagocitato tutte le menti deboli centriste.
Salvini e la Meloni offrono questa alternativa.
Per due fine settimana consecutivi hanno organizzato una manifestazione comune, a Roma e a Venezia.
Lì abbiamo sentito parole chiare anche se la stampa interessata a ben altro, preferisce porre l'accento della cronaca su elementi folkloristici o sul vecchio mantra antifascista.
Ma la posizione è molto chiara, con una proposta che, su tasse, omosessuali, ordine pubblico, europa, immigrazione, è esattamente all'opposto di quella di Renzi, lo stizzoso principino di Firenze divenuto misteriosamente l'alfiere dei poteri forti e delle consorterie finanziarie internazionali.
A questo punto sono coloro che, probabilmente irretiti da promesse e resi ciechi dalle loro ambizioni, contestano la linea di Salvini e della Meloni all'interno del perimetro del Centro Destra che devono scegliere.
O di qua o di là.
Ma che non stiano di qua per farsi eleggere e poi portare i voti di là.
L'elettorato di Centro Destra è sicuramente più mobile e autonomo di quello di sinistra e questo rende il suo voto più difficile da ottenere.
Quindi chi si presenta deve essere molto chiaro sul programma, ben distinto e distante dai comunisti e coerente nell'azione.
Salvini e la Meloni, al momento, rappresentano la scelta ideale per il Centro Destra.
Chi vi si oppone per inconfessabili ambizioni personali o per la ricerca di un posizionamento che possa portargli il massimo di vantaggio con il minimo di rischio, è fuori, senza rimpianti e anche senza voti.
Berlusconi faccia l'unica scelta degna della sua storia passata e appoggi la nuova Lega di Salvini e Fratelli d'Italia portando in dote Forza Italia e ritagliandosi il ruolo di Padre Nobile.
Dimentichi Alfano, come ha dimentica Fini, Casini e Follini.
O di qua o di là.
O con Salvini e la Meloni o con Renzi.
Tertium non datur.


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07 marzo 2015

Conta il programma,non il compagno di viaggio



Flavio Tosi insiste nel danneggiare il Centro Destra e le sue possibilità di vincere in Veneto.
Tosi dice di essere "incazzato ma lucido".
A me sembra sia solo ottenebrato dal livore e dall'ambizione.
Quella stessa ambizione che, inoculata sapientemente in Fini e Alfano dai nemici di Berlusconi, li portarono a danneggiare pressochè irreparabilmente l'azione politica del Cavaliere e, quindi, l'interesse del Centro Destra e di tutti noi.
Tosi si metta bene in testa che conta il programma e, quindi, dica se è d'accordo con le proposte di Salvini e Meloni:
- no immigrati, quindi no ius soli e no mare nostrum
- no droghe
- no tasse e sì flat tax
- no euro e no sudditanza alle consorterie di Bruxelles
- no deriva morale equindi no "matrimonio" per gli omosessuali
- no criminalità e quindi ordine pubblico come priorità.
Se è d'accordo si adegui e sostenga lealmente Zaia.
Se non è d'accordo, allora può togliere il disturbo.
Altrettanto deve fare Forza Italia.
Non creda di maccheronarci sulle alleanze.
Perchè deve solo dire sì o no al programma.
Se quello di Salvini e Meloni è anche il loro programma, non possono certo pretendere di imbarcare Alfano e i suoi che agiscono esattamente al contrario.
Me ne frego di chi sia il compagno di viaggio, a me interessa quello che si vuole realizzare.
E Salvini la dice giusta.


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06 marzo 2015

Oderzo come apripista



Dopo il caso del benzinaio Stacchio e del gioielliere Zancan, registriamo con piacere la sollevazione di una intera frazione di Oderzo (provincia di Treviso) contro i malviventi che tentavano di depredare un appartamento.
Intervistato dal telegiornale, il “leader” della reazione ha esplicitamente dichiarato che, in assenza di tutele da parte dello stato, i cittadini onesti di quella piccola comunità hanno deciso di difendersi da soli.
Sparando.
Non credo che siano gli unici a decidere di ricorrere all’autodifesa, magari sono i primi a decidere di passare alle armi da fuoco.
E’ una scelta che non è possibile biasimare nè criticare ma, anzi, potrà essere di esempio ad altre comunità aggredite dai malviventi.
E questo non tanto perché Carabinieri e Polizia non sarebbero in grado di difenderci dai malviventi, quanto piuttosto perché non hanno la copertura politica per farlo e, comunque, il criminale trova sempre un magistrato che ne accerta i “diritti” e lo lascia in libertà o un abatino che si mette a berciare sui suoi diritti e sulle "colpe" della società.
E se non verrà posto un freno alla criminalità che più disturba la nostra vita (scippi, furti, rapine) il fenomeno è destinato fatalmente ad allargarsi, considerata anche la bomba sociale ed economica rappresentata dagli insediamenti rom e degli immigrati importati a causa della dissennata politica di Renzi, Alfano e compagni.



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05 marzo 2015

# Io sto con Veneziani



Leggo con stupore che Il Giornale avrebbe estromesso Marcello Veneziani.
L'uomo di cultura più rappresentativo della Destra e di tutto il Centro Destra, sarebbe stato prima accantonato e quindi sostanzialmente licenziato con la scusa di un rinnovamento e riduzione dei costi.
Da qualche mese il Giornale ha mutato la sua linea e all'opposizione netta a Renzi ha sostituito una critica molto, ma molto, flessibile.
Più diretto invece Libero, anche se entrambi i quotidiani, gli unici di area, sono palesemente ostili a Salvini e Meloni per tirare la volata ad una improbabile coalizione di "moderati".
In particolare il Giornale e il suo direttore Alessandro Sallusti sembrano essersi ammosciati ed aver dimenticato come si deve fare opposizione.
Alfano non è più nel mirino, mentre ci è entrata la Lega e Salvini (con uno spazio abnorme dedicato a Tosi) ed è calato il silenzio sui Fratelli d'Italia e la Meloni.
Sallusti sbaglia se crede, così, di indurre gli elettori del Centro Destra a non votare Salvini e Meloni.
Otterrà invece l'effetto di marginalizzare Forza Italia, rendendo sempre più evidente lo squallore del moderatismo e l'impossibilità ad essere carne o pesce.
La posizione intermedia, infatti, è un ibrido neneista (nè con Renzi, nè con Salvini) priva di progettualità, ma anche priva di nerbo e di idee.
Io sto con Veneziani, quindi, se verrà ingiustamente allontanato da un organo di stampa che dovrebbe rivolgersi all'elettorato di Centro Destra che in Veneziani vede l'uomo di punta della nostra Cultura.

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04 marzo 2015

A mare la zavorra



Negli anni scorsi, Berlusconi è sempre riuscito a recuperare la maggioranza parlamentare con una politica di inclusione, cercando di allargare la sua coalizione anche a scapito della linearità e compattezza dell'azione politica di governo.
Era una tattica che ha dato i suoi frutti, ma anche ha evidenziato gli aspetti negativi, in particolare l'essere soggetti al personalismo ambizioso di piccoli uomini che si credevano in diritto di sfruttare a proprio vantaggio i voti ottenuti essenzialmente ed esclusivamente dal Cavaliere.
Se l'azione politica di governo del Centro Destra non è risultata così incisiva come speravamo (ancorchè di gran lunga migliore di qualsivoglia esponente di sinistra da Ciampi 1992 a Renzi 2014-5, passando per Dini, Prodi, D'alema, Amato, Prodi ancora, Monti e Letta) è dovuta in massima parte all'azione frenante e di disturbo operata dai vari Follini, Casini e Fini.
I comunisti mascherati di Renzi e l'azione repressiva contro il Capo dell'Opposizione Silvio Berlusconi (e poi criticano Putin ...) hanno sparigliato i giochi, dando l'opportunità di crescere a nuovi leaders, più giovani.
Tra questi il più lesto a comprendere la nuova natura dei rapporti politici, rilanciando una Lega che sembrava in coma, è stato Matteo Salvini che ha anche marcato una differenza con Berlusconi.
Non lascia spazio al compromesso purchessia pur di accaparrarsi voti, ma pone dei paletti, peraltro abbastanza ampi e flessibili, dal cui perimetro rimangono però esclusi i portatori di zizzania e compromessi.
Rimangono quindi fuori quelli che, nel terzo millennio, continuano a celebrare la liturgia antifascista, scandalizzandosi per la presenza di Casapound alle manifestazioni della Lega.
Rimangono fuori gli abatini del politicamente corretto che credono sia sufficiente avere la pelle nera per godere automaticamente di uno status di favore.
Rimangono fuori quelli che non perdono occasione per berciare contro i "razzisti, omofobi, xenofobi, fascisti".
Rimane fuori gente come Alfano, la cui incapacità è pari all'inaffidabilità politica.
Forza Italia capisca che Alfano non è utile per riportare il Centro Destra al governo, serve invece una linea chiara, coerente, determinata, sulle questioni che stanno maggiormente a cuore al Popolo: tasse, immigrazione, valori morali, euro.
E non sono certo valori allineati con quelli di Alfano che, se imbarcato, rappresenterebbe la classica zavorra che rallenta la navigazione.
Allora, invece di aspettare di essere in difficoltà, buttiamo subito a mare la zavorra e lasciamo che Alfano affondi, senza rimpianti.


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03 marzo 2015

Tutti contro?Allora Salvini è la scelta giusta



Contro la manifestazione della Lega e Fratelli d'Italia  si sono mossi gli antifascisti permanenti (che immagino improduttivamente ibernati nei centri sociali finchè non vengono richiamati in servizio per qualche manifestazione).
Contro Salvini e la Meloni hanno scritto editoriale di fuoco, fiamme e ironia i giornalisti di regime.
Contro la Destra che risorge i comunisti renziani del pci/pds/ds/pd hanno scagliato gli abituali anatemi.
Contro Salvini si sono esibiti i flaccidi muscoli di Toti e Alfano.
Contro la Lega e Casapound è rispuntata la signora Chienge chiedendo la messa al bando dei movimenti "razzisti e fascisti".
Sono tutti contro Salvini e la Meloni.
Allora votarli è la scelta giusta.


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02 marzo 2015

Salvini supera il primo esame importante



Un successo.
Lo scrivono i quotidiani di destra, persino Il Giornale, lo scrivono, più o meno a denti stretti, quasi tutti i quotidiani ostili alla destra, lo dice la rai che cerca di contrapporvi il successo della manifestazione antagonista (cioè comunista).
Una vasta partecipazione di popolo, di un popolo non abituato a manifestare e non propenso a farlo e una sapiente regia che ha portato sul palco anche il leader di Casapound Simone Di Stefano e, soprattutto, Giorgia Meloni che ha parlato alla piazza leghista ottenendo una grande successo personale a dimostrazione della consonanza di idee tra la Destra classica e la Lega di Salvini, ma anche a dimostrazione che Salvini è in grado di catalizzare tutte quelle forze che, con il moderatismo di Berlusconi, erano tenute in disparte, con la perdita di importanti sacche di consenso e di militanza.
Una nuova Destra di coalizione che trova nel viedeomessaggio di Marine Le Pen l'aggancio giusto con i movimenti fratelli delle altre Nazioni e Popoli europei, in netta contrapposizione agli gnomi ed alla consorteria di Bruxelles.
Salvini, chiamando il Popolo della Destra a raccolta a Roma, ha fatto esattamente quello che era sempre una iniziativa motivazionale di Berlusconi negli anni dell'opposizione: una, due manifestazioni di piazza che davano la misura del seguito popolare e aiutano a crescere.
Alle elezioni successive il Cavaliere è sempre riuscito a riprendere il timone del governo.
Oggi Berlusconi è legato da una sentenza ingiusta, limitato nei movimenti e nelle iniziative e contestato in casa propria.
Salvini è riuscito a ricompattare, anche visivamente, il Centro Destra con una manifestazione che ci dice come l'antiRenzi sia lui assieme ai suoi alleati.
Ed ecco la novità.
Salvini ripercorre le iniziative del Cav, ma non la politica inclusiva e che ne ha limitato l'azione politica con troppi compromessi e l'ostilità delle quinte colonne poi uscite allo scoperto come Follini, Casini e Fini.
Salvini ha chiuso la porta, giustamente, a chi collabora con Renzi.
Non avrebbe infatti senso andare in piazza con Alfano che è il ministro dei clandestini, di Mare Nostrum, del disordine pubblico.
Ed è ugualmente giusto dire a Forza Italia: o di qua o di là.
L'elettorato credo che non abbia dubbi: di qua.
Salvini non ha sbagliato neppure nel ribadire i temi e gli argomenti cardine della nuova Lega alleata con Fratelli d'Italia.
Dal no euro ai Marò da liberare dando in cambio all'India Renzi (credo che ci pagherebbero per riprendercelo dopo pochi giorni).
Dalla flat tax al blocco dell'immigrazione clandestina.
Dall'ordine pubblico alla modifica della legge Fornero.
E con un tono e linguaggio che, finalmente !, nulla ha di "moderato".
Salvini era alla prova più importante della sua esperienza iniziale come leader nazionale e l'ha superata a pieni voti.
Ha dimostrato di potere e sapere andare oltre la Lega, di potere e sapere coalizzare tanti che erano tenuti ai margini e, quindi, di poter recuperare quanti sono rimasti delusi e si sono ritirati nell'astensione e persino nella protesta grillina.
Adesso manca la parte migliore di Forza Italia, perchè molti elettori del partito del Cav sono sicuramente della partita.
Tra Alfano e Salvini, non possono che scegliere Salvini (e la Meloni).

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01 marzo 2015

Addio al Signor Spock



Ieri gli appassionati di fantascienza hanno perso un attore che aveva saputo magistralmente interpretare un personaggio difficile e che grazie a lui è diventato, nell'immaginario collettivo, il più identificativo di Star Trek: Leonard Nimoy, il Signor Spock.
A me il Signor Spock, con la sua razionalità, logica, non era mai stato molto gradito, ma era necessaria la sua presenza per far risaltare l'umanità del Capitano Kirk, il protagonista della serie classica.
Una serie che, se non vogliamo contare la difficile ricezione dei primi anni settanta con la Televisione della Svizzera Italiana, in Italia arrivò tardi, se ricordo bene ai primi anni ottanta quando fu prodotta e trasmessa negli Stati Uniti dal 1966 al 1969 e ideata nel 1964.
Una serie che, però manteneva allora e conserva anche adesso tutto il fascino di un racconto ottimista, positivo, onesto, con l'esaltazione di Valori, spesso oggi negletti nel nome del "politicamente corretto", quali il Valore, l'Amicizia, l'Onore.
La serie classica che vide come protagonisti Nimoy e Shatner (ormai l'ultimo dei protagonisti ancora in vita anche se, a vederlo in Boston Legal, rende tristemente l'idea del passare del tempo) e coprotagonisti Kelley (il dott. McCoy) e Doohan (il mitico "Scott, energia", il signore del teletrasporto ... quanto mi piacerebbe ! ...) resta, per i cultori del genere, Star Trek tout court.
Le stagioni successive (la serie fu ripresa con altri protagonisti e collocato in altri ambiti temporali dal 1986) sono infatti caratterizzate dal sottotitolo: The Next Generation, Deep Space Nine, Voyager e Enterprise.
Ma Leonard Nimoy non fu solo Star Trek, bensì ebbe un ruolo in Mission Impossible (la serie classica, in sostituzione di Martin Landau, altro personaggio noto agli appassionati di fantascienza per Spazio 1999) e fu un affermato attore,  che mi ricordo anche in Tenente Colombo (e sicuramente in molti altri episodi).
Gli attori sono tanti, a pochi capita di passare alla Storia e restare, immortali, nella memoria del pubblico.
Nimoy è uno di questi.
Resterà sempre e per sempre il Signor Spock, il fedele amico e secondo del Capitano James T. Kirk, dell'Astronave Enterprise che viaggiava nello "Spazio, ultima frontiera ... durante la sua missione quinquennale, diretta all'esplorazione di strani nuovi mondi alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima. ".


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