Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

Web blacknights1.blogspot.com
penadimorte.blogspot.com svulazen.blogspot.com
Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

15 settembre 2023

Qual è il piano segreto della Meloni contro i clandestini ?

L'intervista che il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rilasciato due giorni fa a Bruno Vespa, dimostra che è perfettamente a conoscenza che l'invasione dei clandestini è l'unico buco nero di questo governo.

Non solo, ma dimostra anche che sa perfettamente che la soluzione non è nel trasferire il problema dall'Italia alle altre nazioni europee (che fanno benissimo a chiudere le frontiere, aggiungo io), ma il bloccare le partenze dagli stati e porti di provenienza.

La Meloni sa che noi, suoi Elettori, siamo complessivamente soddisfatti dell'azione di governo, tranne per la politica di contrasto all'immigrazione clandestina.

Basta leggersi i commenti su Twitter degli utenti di Destra e si capisce che non ce n'è uno solo, tranne i dirigenti di Fratelli d'Italia, che non richieda respingimenti, rimpatri e l'uso appropriato della forza militare.

E non dubito che i collaboratori della Meloni abbiano il polso della situazione e le rappresentino il sentimento profondo del Popolo della Destra, ricordandole anche che, come nel giro di cinque anni, per i due errori di Salvini (entrare nel governo Draghi assieme ai cattocomunisti e rieleggere Mattarella) ci siamo spostati su Fratelli d'Italia, altrettanto velocemente, se non avremo soddisfazione sui clandestini, potremo spostarci di nuovo sulla Lega o verso una nuova formazione se capitanata dal Generale Vannacci (o da una figura simile).

La Meloni sa anche che, qualunque cosa "di sinistra" faccia, non avrà mai il voto dei cattocomunisti e che l'elettorato di destra che perderebbe continuando ad accogliere i clandestini, mai verrebbe compensato, neanche in parte, da un flusso in entrata da sinistra.

E sicuramente condivide l'opinione di Salvini che l'arrivo di così tanti clandestini sia un piano specifico messo in atto dalle consorterie finanziarie e affaristiche internazionali per mettere in difficoltà il suo Governo in vista delle elezioni europee del 2024.

Tutto ciò premesso, ricordo, en passant, che respingere una invasione, difendere non solo i Confini della Patria, ma l'Identità, anche etnica, della nostra Nazione è cosa buona e giusta, quindi respingere e rimpatriare, anche con la forza, chi è entrato o vuole entrare illegamente a casa nostra è moralmente ed eticamente legittimo e doveroso.

Qual è, allora, il piano della Meloni per dare una risposta soddisfacente ai suoi Elettori respingendo e rimpatriando i clandestini e fermando ogni sbarco, anche con la forza ?

14 settembre 2023

Abbiamo ancora le cannoniere ?

L'egemonia occidentale, in primis europea, nel mondo fu costruita e supportata dalla capacità di usare la potenza militare che trovò la sua espressione nella "diplomazia delle cannoniere" a cavallo tra il 1800 e il 1900.

La fine della nostra egemonia trova la sua sintesi nelle espressioni deboli e dolenti dei Mattarella, delle Von der Leyen, dei Michel, tutti personaggi che non sarebbero mai stati dei condottieri e che oggi non possono rappresentare altro che la rinuncia, la ritirata, la piagnona debolezza di chi accetta di essere messo sul banco degli imputati e chiede persino scusa, accogliendo tutte le richieste di manipolazione della Storia per accontentare le "minoranze" rumorose.

E' la fine dell'Occidente, di cui oggi scrive Marcello Veneziani ne La Verità e che, in Italia, è raffigurata dall'invasione dei clandestini e dallo sperpero di decine di miliardi per la loro accoglienza.

Il Governo Meloni a me piace, credo che stia facendo una politica coerente con la campagna elettorale e con le disponibilità nazionali lasciate dalle spese inutili, che hanno solo aumentato il debito pubblico di mille miliardi, dei governi precedenti da Monti a Draghi, con qualche errore (come la tassa sugli extra profitti delle banche) e con un solo, ma enorme, buco nero: l'invasione dei clandestini.

La Meloni e Salvini, votati ed eletti per fermare gli sbarchi con l'ipotesi di un blocco navale, si trovano travolti da quella che, sono d'accordo con Salvini, è una manovra architettata per mettere il nostro Governo in difficoltà.

La reazione della Meloni è stata molto prudente e, se ne avessimo il tempo, ben proiettata verso il futuro, cioè tessere una serie di accordi con gli stati africani di partenza per fermare il flusso e quindi regolarlo.

Ma non c'è più tempo.

La soluzione non è scaricare il problema su altre nazioni europee, ma è fermare le partenze e di questo la Meloni ne è consapevole come dimostra anche l'intervista di ieri, a cinque minuti, rilasciata a Vespa.

Allora il Governo deve rompere gli indugi e chiedere formalmente agli altri stati europei di inviare navi militari a supporto della nostra Marina Militare cui deve essere affidato il compito di bloccare e respingere ogni barca, barcone, barchina che dovesse salpare dai porti africani, da individuare attraverso un monitoraggio costante da parte della nostra Aeronautica Militare.

Se gli altri stati europei non dovessero contribuire ad una flotta da preporre al blocco delle partenze per fermare l'invasione dei clandestini, allora dovremmo agire da soli, con più difficoltà e costi (ma i costi dovrebbero essere coperti spostando le risorse dall'accoglienza al servizio di difesa dei confini) e, probabilmente, anche con più morti nella fase iniziale (morti che dobbiamo comunque mettere nel conto vista la situazione in cui siamo arrivati e che, ogni giorno che passa, diventa sempre più difficile da recuperare e comporterà lutti sempre maggiori per essere risolta).

La Meloni, però, abbia la certezza che nessuno degli Elettori di Centro Destra la criticherà mai o le toglierà il voto per gli effetti di una nuova "politica delle cannoniere", mentre critiche e voti dirottati altrove (soprattutto se il Generale Vannacci dovesse costituire un suo partito/movimento/lista) li subirebbe se dovessero continuare le invasioni dei clandestini senza alcun intervento robusto e deciso per stroncarle, con ogni mezzo, una volta per sempre.

13 settembre 2023

Germana e Francia chiudono i confini: imitiamole

La notizia è che, con motivazioni differenti, Germania e Francia hanno alzato un muro contro l'arrivo dei clandestini dall'Italia.

Fanno bene.

Non è che se trasferissimo i clandestini dall'Italia in Germania, in Francia o in Ungheria cambierebbe molto la questione, avremmo solo scaricato su altri costi e problematiche che, invece, non devono coinvolgere nè le singole nazioni e neppure l'entità sovranazionale se non per agire in modo da impedire ai clandestini di sbarcare in Europa.

Naturalmente le motivazioni di Germania e Francia sono tali da attizzare le polemiche a fini elettorali in vista delle europee del 2024 e i governi socialcomunisti di Scholze e Macron cercano disperatamente di riguadagnare terreno nei confronti dell'Afd e della Le Pen che, da sempre, fanno del respingimento dei clandestini una loro battaglia.

E' una battaglia che è anche bandiera per Fratelli d'Italia e Lega che però, giunti al governo, sono stati fortemente rallentati da un onorevole tentativo di coinvolgere gli stati di partenza per dare al problema una soluzione strutturale e pacifica.

Non mi sembra che i risultati possano arrivare in tempo per le elezioni di giugno 2024 e, quindi, è ora che la Meloni e Salvini agiscano, pienamente giustificati dalle scelte di Germania e Francia, per dire che, poichè non possono più far defluire i clandestini altrove, noi siamo saturi e, quindi, sarenno respinti tutti i prossimi arrivi.

A cominciare da quelli delle ong che dovranno essere dirottate verso porti presso gli stati di cui battono bandiera e, se italiane o se forzassero il blocco, dovranno perdere definitivamente il natante, da sequestrare e affondare al largo.

La Meloni, al convegno di Fratelli d'Italia, ha espresso la convizione di riuscire a giungere ad una soluzione del problema e credo nella sua buona fede e nel suo impegno.

La questione però è: quando ?

12 settembre 2023

Meno Europa, più Vita

Leggendo i quotidiani e ascoltando i giornali radio, sentiamo continuamente notizie di intrusioni della commissione europea e degli organismi europei sulle vicende nazionali.

Ogni mese sparano, in modo ansiogeno, numeri (a caso, direi, visto che non ci azzeccano mai) su inflazione, pil, crescita, decrescita.

Un accordo tra due compagnie aeree è fermo perchè la commissione, attraverso uno dei suoi tanti tentacoli, deve approvarlo, dopo aver espletato una miriade di formalismi.

L'Italia non è libera di non aderire ad un programma (il Mes) che ci costringerebbe a pagare i debiti delle banche tedesche, senza però avere i parametri per ricevere uguali aiuti in caso di necessità, ma così vuole "l'Europa" e ci ricattano (sì, perchè è evidente che il ricatto è in corso) per dare il via libera a quel mostro.

Non si contano le direttive europee che impongono questo e quello, transizione energetica e sostegno all'Ucraina, fino ad arrivare al punto che le ong (e alcuni italiani piccoli piccoli) chiedono che "l'Europa" imponga all'Italia di aprire i porti (ma solo quelli a loro comodi !) ancor più di quanto non stia purtroppo facendo (e immagino che se si cominciasse a respingere i clandestini, ammonimenti e condanne si sprecherebbero).

Allora la domanda è: come siamo potuti cadere così in basso, partendo da una idea validissima e, cioè, l'abolizione delle barriere tra stati nazionali che consentissero, nel pieno rispetto di un Mercato liberale, la libera circolazione di persone e merci ?

Perchè l'Europa è una espressione geografica, non politica, nè etnica.

Gli stati nazionali, pur con qualche scostamente da registrare ai confini, hanno senso di esistere come entità politica, anche perchè si sono venuti costituendo non con un tratto di penna, ma attraverso un lungo, lunghissimo percorso fatto di guerre, di trattati, di conquiste, di perdite territoriali.

L'Europa non ha nulla di tutto ciò, semmai il retaggio delle guerre che si sono combattute nel nostro continente hanno avuto il significato e il pregio di rafforzare le identità nazionali.

Ma l'Europa è un continente in cui la libera circolazione di persone e di merci porta solo benefici reciproci se venisse lasciato libero ogni stato di regolarsi in base a leggi, monete, regolamenti propri.

Il dirigismo europeo, invece, ci sta regalando, contemporaneamente, inflazione e recessione, imposizioni sanitarie ed energetiche, invasioni multietniche e devianze morali.

Per tornare a vivere bene, il primo passo è avere meno Europa nelle nostre nazioni, recuperando l'idea iniziale di un continente senza barriere per persone e merci, ma dove ogni stato abbia le sue leggi e agisca senza subire invasioni di campo da parte di enti sovranazionali.

11 settembre 2023

11 settembre, anniversario per riflettere

Ascoltando il giornale radio di questa mattina, mi ha colpito non tanto la retrocessione dell'anniversario dell'11 settembre 2001 a quinta o sesta notizia, quanto l'annunciatrice ricordare i 22 anni che sono trascorsi da allora.

Se vado indietro con la memoria, i primi fatti storici che io ricordo, risalgono al 1963 con la morte di papa Giovanni XXIII, la tragedia del Vajont e la morte di Kennedy.

Non avevo ancora sette anni, più indietro non ricordo eventi particolari, neppure il mondiale di calcio in Cile del 1962.

Prendendo tale parametro, quanti possono ricordarsi dell'11 settembre 2001 hanno oggi circa 30 anni, i più giovani lo possono vivere solo attraverso i ricordi (e le manipolazioni) altrui.

Altrettanto si può dire per il cinquantesimo anniversario della caduta di Allende in Cile (11 settembre 1973) che, forse perchè è il cinquantesimo tondo, un po' a sorpresa è stata riesumata da una sinistra in debito di argomentazioni e motivazioni.

Chi può dire di "aver vissuto direttamente" quella vicenda se non chi, oggi, ha quasi 60 anni ?

E dell'unica testimonianza diretta, dell'unico giornalista presente a Santiago quel giorno (Giancarlo Zanfrognini) che fece dei puntuali servizi sulla situazione cilena, non trovo traccia, evidentemente il Ministero della Verità (lo stesso che sta cercando di riabilitare la data dell'8 settembre 1943 con uno stravolgimento totale del giudizio storico e morale) ha operato molto meglio di quanto non abbia fatto nel romanzo 1984 di Anthony Burgess.

Eppure sono due date che, storicamente, hanno detto molto e se quella più antica ha segnato il passaggio dalla politica di "contenimento" del comunismo a quella di contrasto attivo che ha poi portato alla caduta del muro, la più recente ha significato una occasione mancata non solo dall'Occidente, ma da tutte le nazioni civili.

L'11 settembre non è una data da celebrare meccanicamente, ma da analizzare storicamente, cercando di dare a chi non l'ha vissuta una visione non manipolata di quelle vicende che hanno formato parte di quello che siamo oggi, nel bene e nel male.

Capisco che ormai ogni giorno dell'anno ha una sua celebrazione, un suo ricorso storico, ma sono spesso giornate che riguardano esclusivamente un popolo, una nazione, l'11 settembre invece ha avuto effetti ovunque nel mondo e per questo merita di essere consegnato alla Storia, per essere studiato, approfondito e fatto conoscere senza alcuna velleità di fare propaganda di parte.

10 settembre 2023

Così si incentiva a guardare da un'altra parte

Credo che tutti abbiano letto di quell'immigrato clandestino (senza documenti) punito (pestato) da alcuni cittadini di un quartiere di Roma per aver tentato di scippare una vecchietta indifesa.

Quel clandestino è stato catturato e portato davanti ad un giudice che lo ha subito rilasciato, intimandogli di non mettere più piede a Roma.

Il clandestino ha ringraziato e, probabilmente avvicinato e istigato da qualche avvocato di sinistra, ha dichiarato che avrebbe denunciato gli "aggressori", mentre la Polizia, che evidentemente non aveva nulla di meglio da fare, si è attivata per identificare i cittadini che hanno difeso la anziana vittima.

Quando il Generale Vannacci titola il suo saggio "Il mondo al contrario", dimostra di conoscere perfettamente come quesa Italia sia pervasa da una esiziale corrente deviante che vorrebbe perseguitare chi difende le vittime e lascia andare indisturbati i carnefici.

Non è certo la maggioranza degli Italiani che, sono convinto, applaudono al senso civico di quei cittadini che hanno preso le difese della vecchietta e hanno punito l'aggressore nella consapevolezza che non sarebbe mai stato punito dalla magistratura.

E' però una rumorosa minoranza che viene agevolata nel diffondere le sue mefitiche opinioni da una stampa allineata a sinistra, che magari addita al pubblico ludibrio i cittadini che non sono intervenuti nonostante le grida di una ragazza aggredita, ma ugualmente puntano l'indice accusatore contro chi interviene a difendere una vecchietta da un tentativo di scippo.

Ma se chi interviene, come chi difende la sua famiglia e la sua proprietà sparando ai rapinatori, diventa oggetto di processo giudiziario più degli scippatori e dei rapinatori che, tra l'altro, trovano avvocati compiacenti per pretendere pure un risarcimento perchè il loro atto delinquenzale non è riuscito, perchè dovremmo preoccuparci se qualcuno viene aggredito per strada davanti ai nostri occhi ?

Non è meglio guardare da un'altra parte e proseguire per la nostra strada, sperando di non diventare la vittima successiva ?

09 settembre 2023

I cattocomunisti sono sempre a caccia dei nostri soldi

Non passa giorno che Bonaccini non ci ammorbi con le sue lamentele e non chieda soldi, soldi, soldi.

Sulle questioni di ordine pubblico, dagli omicidi (ma fanno notizia solo quelli delle donne) alla delinquenza giovanile, alle periferie che si stanno trasformando in banlieu, la cosiddetta repressione viene condannata, perchè devono essere costruiti impianti sportivi, scuole, aumentati gli insegnanti e, bontà loro anche i poliziotti, come se tutto quel personale si trovasse sul pero del giardino di casa e non andasse istruito e preparato (oltre che pagato adeguatamente).

I cattocomunisti hanno scoperto anche che la sanità pubblica, da loro taglieggiata per undici anni, soffre e, invece di proporre una graduale privatizzazione, vogliono più sanità pubblica, più medici, più infermieri, ovviamente pegati di più e più strutture: tutto quello che non hanno fatto, anzi hanno disfatto in undici anni.

Se il fisco non riesce a scovare i fantomatici cento miliardi (sempre quelli almeno da venti anni !!!) di evasione fiscale, ecco che chiedono più agenti del fisco.

Se accadono incidenti sul lavoro, chiedono più ispettori del lavoro.

Quando feci le scuole elementari avevamo un solo maestro per una trentina di bambini, adesso ce ne sono almeno due per una ventina di bambini, ma per i cattocomunisti non bastano e, se anche la popolazione scolastica è destinata a diminuire per il calo delle nascite,chiedono più insegnanti (ovviamente pagati di più) praticamente uno per ogni alunno (visto che poi, con il calo demografico, non si potranno licenziare) quasi un precettore pubblico.

E per ogni questione lo stato deve fare, realizzare e soprattutto pagare.

Peccato che in undici anni di potere continuato i cattocomunisti non abbiano fatto nulla.

Ma, soprattutto, peccato che a pagare, con le tasse, non è un ente astratto chiamato stato, ma siamo noi.

E allora vediamo quanto sia sbagliata la prospettiva di chi chiede più stato, perchè più stato significa più spesa pubblica, più debito pubblico e più tasse.

La risposta giusta, invece, è meno stato, meno invasivo, meno tasse e più disponibilità economica lasciata ai singoli individui per scegliere quello che è meglio per ciascuno di noi che non è, mai, uguale per tutti.

08 settembre 2023

Sfiduciato Gentiloni

Ai soliti latrati dei cattocomunisti che, questa volta, chiedevano conto alla Meloni di prendere posizione sulla dichiarazione di Salvini secondo il quale Gentiloni, commissario europeo per l'Italia, non indossa la maglia Tricolore, il Presidente del Consiglio ha risposto perfettamente, auspicando che il commissario italiano abbia un occhio di riguardo per l'Italia.

E non si parla di un commissario qualunque, bensì del commissario all'economia, cioè di colui che deve istruire tutti i dossier economici e le valutazioni sui bilanci di stato.

Per me è una sfiducia dichiarata a Gentiloni, come è naturale che sia visto che costui fu nominato nel 2019 da un connubio tra grillini e cattocomunisti che erano appena entrati in maggioranza e andava a sostituire una certa Mogherini assurta a improvvisa (e immeritata) notorietà grazie a Renzi.

La Mogherini, Gentiloni, tutti un po' come Mattarella, chiamati a ricoprire un ruolo che dovrebbe essere di garanzia per tutti gli Italiani e trasformatisi nel dodicesimo giocatore della squadra avversaria.

Purtroppo anche certe scelte dei governi di Centro Destra non sono state azzeccate, basti pensare a Monti e alla Bonino scelti dal Governo di Centro Destra allora guidato da Berlusconi.

Il problema è che quando uno viene nominato a simili incarichi, perde la testa e crede di essere in quel posto per meriti propri, una autentica ubris che colpisce un po' tutti.

Almeno in Italia, perchè i commissari delle altre nazioni eseguono, quasi alla lettera, le direttive del proprio governo, anche senza arrivare alla totale identificazione del governo francese con il suo commissario.

Purtroppo Gentiloni, da perfetto cattocomunista, ignorerà la sfiducia manifesta del Governo Italiano e continuerà ancora per un anno a "rappresentare" ... chi ?

Certo non l'Italia, come vedremo dai tanti paletti che saranno posti alla futura legge di bilancio.

Altrettanto credo si possa dire di chiunque dovrebbe rappresentare negli organismi comunitari l'Italia, magistrati, banchieri centrali, funzionari.

La buona notizia è che a giugno del 2024 si eleggerà il nuovo parlamento europeo e, a seguire, la nuova commissione con un commissario designato da questo Governo di Centro Destra.

Mi auguro che la Meloni, Salvini e Tajani non siano preda della fregola del consenso e dell'applauso della sinistra, andando a nominare un accademico "di chiara fama" (?), o un editorialista da giornaloni allineati al regime, ma un onesto spalatore di merda che garantisca al 100%, per la sua storia personale e politica, la Lealtà al Governo Meloni e dia quindi la certezza di voler giocare, indossando orgogliosamente la maglietta Tricolore e non quella blu con le stelline gialle. 

 

07 settembre 2023

Chi non risica, non rosica

Da bambino oltre alla tradizionale raccolta delle figurine Panini dei calciatori, ho fatto anche altre raccolte di geografia, storia e una di proverbi e modi di dire.

Sono sempre stato affascinato dai proverbi, credo che la saggezza popolare abbia una risposta su tutto e per tutti, perchè tutto è "già stato visto".

Un proverbio che mi è rimasto impresso anche perchè accompagnato da un disegno eloquente, è: la prudenza è la paura che cammina in punta di piedi.

E ricordo che si vedeva una donna, con le scarpe in una mano, che camminava in punta di piedi, aggirando qualcosa, che non ricordo cosa fosse.

E' l'immagine che ho percepito dalla lettura dei quotidiani di oggi e dalle notizie dei giornali radio che ho ascoltato questa mattina in relazione alla riunione di maggioranza di ieri, sulla manovra economica.

Manovra prudente, nessuna fuga in avanti, visione di legislatura e non per il consenso immediato (e questo è giustissimo, basti pensare allo sfacelo del superbonus e del reddito di cittadinanza di Conte !) con un convitato di pietra: la commissione europea dove il commissario all'economia sarebbe un italiano che, però, come ha giustamente denunciato Salvini, si sente ed opera da "europeo" e non da Italiano.

In undici anni (dal novembre 2011 quando la Merkel e Sarkozy con le quinte colonne italiane ribaltarono il governo Berlusconi, al 2022, con Draghi che lasciò Palazzo Chigi alla Meloni solo a fine ottobre) il debito pubblico è aumentato di mille miliardi, il rapporto tra il debito ed il PIL è passato da meno del 3% a più del 4,5%,con una impennata sotto Conte (quello giallorosso) e Draghi.

Se un grande stato come l'Italia aumentasse ancora il suo debito pubblico in termini assoluti un una o due centinaia di miliardi (sui già esistenti 2800 !) e anche in percentuale, cosa potrebbe accadere ?

Nulla, come nulla è accaduto a stati più indebitati del nostro come Stati Uniti e Giappone e questo perchè quel debito pubblico è stato formato liberando energie private che a loro volta hanno consentito una impennata di produzione e di PIL.

E l'unico modo per liberare quelle energie è riportare soldi nelle tasche degli Italiani anche se ciò dovesse comportare un iniziale picco di aumento del debito pubblico, che sarebbe compensato da una forte ripresa della domanda interna e della creatività italiana con benefici effetti sul PIL.

Ma l'aumento del debito pubblico, per avere efficacia, deve essere immediato e sostanzioso, non centellinato prudentemente nel tempo, perchè provvedimenti leggeri, non daranno mai quella scossa necessaria a svegliare la Nazione.

Sarebbe meglio, ovviamente, non essersi mai indebitati, perchè i debiti, TUTTI i debiti, vanno pagati e qualcuno deve pagarli, ma dal momento che lo siamo e lo siamo tanto, tanto vale gettare il cuore oltre l'ostacolo (altro modo di dire popolare) e puntare a dare una vera svolta alla nostra economia.

E non importa se Gentiloni, la Von der Leyen e altri storceranno il naso, non è tempo di manovre prudenti, ma di coraggio e voglia di rischiare.

Come recita infatti l'altro proverbio che dà il titolo a questo commento, se non si ha il coraggio di rischiare, non si otterrà mai nulla.

06 settembre 2023

Abolire le detrazioni per ridurre le tasse

Sembra un paradosso, ma non lo è.

Chi non delega la compilazione delle dichiarazione dei redditi, si rende conto della giungla di detrazioni che, anno dopo anno, governo dopo governo, trovano spazio nel manuale di istruzioni, riempiendo pagine di casistiche a loro volta suddivise in ulteriori sottocasistiche, ognuna delle quali ha una sua percentuale di detrazione.

Una selva di ipotesi, di spese detraibili, altre deducibili, documenti da presentare, dichiarazioni da riportare, segnalazioni da dimostrare che siano state effettuate.

Percentuali che variano dal 30 al 110 per cento e variano anche all'interno della stessa fattispecie, in base all'anno in cui sono state effettute le spese.

Lavori che, se vengono effettuati da un condominio, vengono puntualmente recepiti dal precompilato, ma se riguardano la sfera del privato, del singolo proprietario, allora vengono semplicemente segnalati "guarda che ci risultano bonifici per ristrutturazione ..." e che quindi bisogna inserire, modificando il precompilato e mettendo il collo sul ceppo dei controlli (anche se è il fisco stesso che ci dice di aver ricevuto un bonifico come previsto dalla legge sulle detrazioni).

Adesso, con il Governo di Centro Destra, comincia ad emergere la verità su tutte queste detrazioni che, lungi dall'essere un beneficio, se non parziale e solo limitatamente a chi può usufuirne (e occorre anche avere capienza, cioè pagare nell'anno imposte almeno pari alla detrazione che si richiede) diventa una zavorra per ogni possibile intervento dello stato, ad esempio per aumentare la spesa sanitaria o di sicurezza nelle emergenze.

Perchè, come stiamo osservando oggi, il solo 110% inchioda il bilancio dello stato ad un obbligo di pagamento di oltre 80 miliardi (sembra che per la manovra 2024 si debbano trovare 40 miliardi, ognuno può far di conto sulla geniale trovata di Conte).

Capisco e condivido quindi le ipotesi di metterci le mani e, a mio avviso, il sistema migliore sarebbe quello di abolire, tout court, ogni ipotesi di detrazione e deduzione, salvaguardando il pregresso, cioè la decorrenza dell'abolizione delle detrazioni deve essere per i lavori successivi alla approvazione del provvedimento di abolizione, in modo da poter dirottare, ogni anno in misura maggiore, man mano che andranno ad esaurimento le detrazioni già riconosciute o richieste in base alle normative vigenti, le somme loro riservate, ad un gigantesco piano di riduzione delle tasse, così che ognuno di noi possa spendere, in base a quello che ha ed a quello di cui ha necessità, attingendo da un raddito significativamente più alto grazie alla riduzione delle imposte.

Verrebbe anche notevolmente semplificata la dichiarazione dei redditi con un beneficio indubbio nella chiarezza della stessa e nelle opportunità di accertamenti.