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No alla deriva

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Diciamo NO alla deriva

31 luglio 2019

Odiatori sono loro


Ancora una volta dobbiamo leggere le invettive degli euro cattocomunisti che imputano alla Destra, identificata e personificata in Salvini ormai reso un bersaglio, di essere formata da "odiatori".
Lo scrivono i giornali di regime, lo ripetono nelle interviste quegli stessi giornalisti che, quotidianamente, dileggiano la Lega e il Ministro degli Interni, lo proclamano i preti bergoglioni che non rappresentano più il sentimento religioso del Popolo Italiano, lo denunciano quegli stessi politici cattocomunisti che, per venticinque anni, hanno profuso odio a piene mani contro Berlusconi e i suoi elettori.
Perché "odiatori" ?
Perché vogliamo recuperare l'Identità e la Sovranità della nostra Patria svenduta dai presunti non odiatori.
Ma sono proprio loro quelli che, offendendo continuamente non solo le persone, ma soprattutto la ragione ed il buon senso, chiamano alla Reazione.
Noi saremmo "odiatori" perché amiamo la nostra Patria e i nostri Connazionali.
A ben guardare, gli unici, veri odiatori sono quelli che si inginocchiano davanti agli stranieri, calpestando i diritti e gli interessi del Popolo di cui dovrebbero far parte e che hanno la presunzione di guidare e, persino, di "educare" quando gli unici a dover essere educati all'Amor di Patria sono proprio loro.





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30 luglio 2019

Ipocrisia garantista


Un Carabiniere è stato assassinato con undici coltellate da un giovane statunitense, complice un altro statunitense.
Ambedue i criminali sono stati arrestati.
Ma i garantisti, gli stessi che opponendosi ad una forte legge sulla legittima difesa che ci consenta di possedere armi senza necessità di autorizzazzioni statali e nel malinteso nome del diritto perseguitano le vittime che sparano ai rapinatori, si sono indignati per una fotografia che ritrae uno dei due assassini con le mani legate e gli occhi bendati.
Addirittura ho letto un articolo in cui, con una par condicio falsa e bugiarda, si tentava di porre sullo stesso piano il metodo per rendere inoffensivo quel delinquente, con la frase di una professoressa di Novara che, alla notizia della morte del Carabiniere, ha commentato "uno di meno", senza rendersi conto del ridicolo per la sproporzione tra i due fatti.
Alla stampa americana,poi, che, legittimamente, cerca di tutelare e difendere i propri connazionali, andrebbe ricordato che manette e benda servono ad impedire che l'arrestato ponga in essere tentativi di fuga che, oltre a mettere in pericolo chi lo ha in custodia, costringerebbe ad usare mezzi più coercitivi per renderlo inoffensivo.
Non possiamo inoltre dimenticare che ben altri sono i mezzi in uso a Guantanamo per far parlare i terroristi, come il waterboarding.
La sinistra, come al solito, con un attacco isterico figlio di sondaggi deludenti, continua a guardare il dito anziché la Luna e imputa a Salvini anche la benda, neanche fosse stato il Ministro a legarla alla testa del delinquente.
E viene passato troppo in secondo piano che tutta la vicenda nasce da una questione di droga.
Pare che i due abbiano confessato e che anche spacciatore e complice dello spacciatore che pensavano di imbrogliare i due americani, abbiano completato il quadro in cui si è svolto l'omicidio.
Negli Stati Uniti forse entrambi, sicuramente l'esecutore materiale, sarebbero stati condannati a morte nella maggioranza degli stati.
Noi in Italia ci limitiamo all'ergastolo, purché sia scontato per intero, senza premi né abbuoni, gli Americani ringrazino e i cattocomunisti non favoriscano con le loro paturnie garantiste (a senso unico) la liberazione di due assassini.





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29 luglio 2019

Come alla caduta dell'Impero Romano


L'Impero Romano fu travolto dai barbari che, da sempre, premevano ai confini di Roma, perché non seppe opporre la dovuta resistenza militare.
E non seppe opporre la dovuta resistenza militare, perché i Romani non erano degni eredi, per Valori morali, militari e civici, dei loro antenati che l'Impero avevano costruito.
Colpiti da tropo benessere, avevano perso la Stella Polare dell'interesse di Roma, per divagare nei meandri delle speculazioni filosofiche e, soprattuto, nella più laida ed esecrabile perversione dei costumi, alla ricerca del piacere fisico momentaneo.
Quanto è simile la situazione del nostro oggi a quella della Roma alla vigilia delle invasioni barbariche !
Stiamo abdicando, legge dopo legge, a quei Valori che hanno costituito lo scheletro della nostra Civiltà e la forza interiore della nostra Società.
Un malinteso (moooolto malinteso) senso di eguaglianza e giustizia porta tanti a rinnegare le proprie Radici, la propia Identità, la propria Storia, nel nome di un internazionalismo che equivale ad una resa volontaria al dissolvimento.
Da sempre intere popolazioni hanno cercato, nell'occupazione delle terre altrui, di otenere vantaggi e da sempre le popolazioni la cui terra era brama altrui, hanno reagito, spesso respingendo gli attacchi, altre volte soccombendo come è accaduto a Roma dopo secoli di dominio.
Oggi si legittima l'invasione di massa e, invece di contrastarla difendendo i confini, vediamo che una parte (minoritaria) della popolazione invasa sta cercando di minare la volontà di resistenza  dei popoli cui gli invasori vorrebero sostituirsi.
Come andrà a finire ?
Le premese sono infauste, ci sono tutti i segnali di cedimento morale e civile che ci spingono all'estinzione, ma ci sono anche forti squili di tromba, in tutto il mondo, che indicano come vi sia chi cerca di reagire, sostenuto anche da una quota di popolazione che non sembra minoritaria anche se meno rumorosa delle quinte colone dell'Apocalisse.
Non invidio chi ha venti anni, il suo futuro rischia di essere molto simile a quello dei Romani dopo le invasioni barbariche o, per venire ai giorni d'oggi, a quello degli Afrikaner Boeri nel Sud Africa contemporaneo.  





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28 luglio 2019

Una tantum persino Di Maio ne dice una giusta


Ho ascoltato una delle alluvionali dichiarazioni di Di Maio e, tra tutto, condivido solo la parte in cui dice che è necessario rimpatriare (io direi "espellere") chi è in Italia abusivamente.
Di Maio lo dice per attaccare Salvini e non si accorge (o non vuole accorgersene) che il problema delle espulsioni sta nell'incapacità del ministro degli esteri, il mattarelliano europeista Moavero, di imporre agli stati africani l'obbligo di riprendersi almeno tutti i loro cittadini arrivati illegalmente in Italia e nella debolezza del suo ministro della giustizia, Bonafede, nel predisporre una riforma della giustizia che sottragga ai magistrati, spesso fuorviati dalla loro personale ideologia, la decisione di espellere i clandestini.
Perché se uno è clandestino, vuol dire che è qui abusivamente e deve essere cacciato senza alcuna garanzia che non sia quella dell'astensione dal farlo oggetto di violenza fisica (purché non opponga resistenza).
Analogamente i barconi e barchini che arrivano di soppiatto, ma anche i "naufraghi" che ottengono un passaggio dalle nostre motovedette, essendo tutti, con ogni evidenza, privi di visto di entrata in Italia, invece di ripetere la stucchevole manfrina di tenerli bloccati sulla motovedetta in attesa di sapere dove finiranno (purtroppo sempre in Europa) dovrebbero essere riportati là dove sono partiti.
Non dovrebbe essere difficile ordinare (onere del ministro della difesa in quota grilina Trenta) ad una nostra nave da guerra di far rotta verso Tripoli, dove sbarcare e consegnare alle autorità libiche chi dalla Libia è partito ancora una volta abusivamente.





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27 luglio 2019

I responsabili



Una nuova tragedia ha il dubbio onore delle prime pagine.
Uno o più barconi carichi di clandestini in partenza dalla Libia sarebbero affondati a poche miglia dalla partenza.
Gli immigrazionisti berciano, al seguito dell'onu, gridando che le vite in mare vanno salvate.
D'accordo ma, come in ogni manuale di pronto soccorso, senza danni per i soccorritori.
Quindi in Italia e in Europa non c'è posto e il luogo dove collocarli è l'Africa.
Chi chiama quei poveracci, illudendoli, perché affrontino il viaggio verso le nostre coste, è l'unico responsabile morale (quelli materiali sono gli scafisti e gli schiavisti che dell'immigrazione hanno fatto un business) di quelle morti.
Chi si loda per le "missioni" di salvataggio pur di cingersi la testa con l'aureola della santità, scarica solo sul prossimo i costi economici, sociali, sanitari, culturali della loro "impresa".
È comodo, troppo comodo, prelevare qualche decina di clandestini, scaricarli a casa nostra e poi tornarsene per mare, svincolati da ogni incombenza o costo.
I morti che continuano (meno di prima, grazie ai provvedimenti assunti da Salvini) imporrebbero a tali aspiranti santi di aprire, a proprie spese e non a nostre spese, dei centri in Africa, dove accogliere, curare, istruire, mantenere quegli immigrati prima che prendano il mare su barche destinate ad affondare.
Ma sarebbe un impegno per loro troppo gravoso e, soprattutto, privo di visibilità.
Meglio scaricare tutto sulle spalle degli Italiani.



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26 luglio 2019

Rilanciare o votare


Gli euro cattocomunisti presenteranno una mozione di sfiducia contro Salvini.
Prendendo a pretesto una vicenda nella quale non si vedono né i soldi, né il petrolio, ma solo le infinite parole, gli euro cattocomunisti vorrebbero silurare il ministro dell'interno che, in appena quattordici mesi, ha fatto più di tutti i suoi predecessori contro l'immigrazione, le ong, la criminalità (quella vera, quella che disturba noi cittadini con scippi e rapine nelle case, non quella dell'infantile gioco del Moscopoli), la tutela di chi si difende dai criminali, il recupero della Sovranità Nazionale, quindi in piena sintonia con la maggioranza degli Italiani.
Con una opposizione così, un governo coeso potrebbe realizzare un autentico cambiamento, dando sodisfazione ad entrambi gli azionisti e riportanto ad un ruolo notarlle il Conte che si crede re, ma senza voti suoi.
Ad esempio votando flat tax e autonomia come desiderato dalla Lega e rinviando al 2038, come ha fatto la Francia, ogni lavoro per la Tav.
Uno schiaffo al politburo, vecchio e nuovo, dell'unione sovietica europea cui mandare un messagio chiaro: in Italia comandano gli Italiani.




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25 luglio 2019

Al servizio dell'unione sovietica europea


Un colpo al cerchio ed uno alla botte, così Conte, senza un voto popolare, riporta l'Italia al ruolo di damigella di Berlino e Parigi.
Intendiamoci, Conte non fa nulla di diverso da quel che ha fatto Monti o che avrebbe fatto Cottarelli e lo può fare per la divisione tra Lega e Cinque Stelle che blocca l'attività di governo, senza prendere la decisione, unica opportuna, di andare al voto per dare al Popolo Italiano quella parola che da Bruxelles vogliono soffocare.
Che sia di lezione per il futuro, quando si vorrà cercare un volto senza voti, credendo che possa limitarsi ad eseguire, mentre, una volta insediato, si crede chiamato da Dio e svincolato da chi lo ha nominato.




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24 luglio 2019

Zingaretti bifronte


Mentre il Trump inglese (Boris Johnson) vince la leadership dei Conservatori, diventa Primo Ministro e porterà il Regno Unito fuori dalla gabbia dell'unione sovietica europea, in Italia la stampa allineata all'eurocrazia cerca di tenere a galla il pci/pds/ds/pd nonostante le palesi contraddizioni di Zingaretti e compagni.
Come, ad esempio, gridare al complotto per le vicende di Bibbiano (concedendo ben poca copertura mediatica) dove (cosa certa) si sono verificati equivoche manovre su bambini sottratti ai genitori e "girati" in affido a terzi, mentre, al tempo stesso, Zingaretti e compagni sono in prima fila, con la bava alla bocca, accantonato ogni altro argomento, per linciare Salvini e la Lega su presunti finanziamenti (denaro non trovato) a fronte di presunti illeciti accordi sull'importazione di petrolio (mai arrivato), con quotidiani servizi in prima pagina.
Ma ognuno vede quel che vuol e gli convien vedere.




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23 luglio 2019

Maggioranza di governo e di opposizione


Dev'essere un incubo, per Zingaretti e i forzitalioti, svegliarsi ogni mattina con l'assillo di dover rilasciare una dichiarazione contro il Governo.
Un incubo doppio, se si pensa che, dopo quattordici mesi, hanno già sparato tutte le cartucce e le profezie secondo le quali saremmo "andati a sbattere" ripetutamente e tutto quello che viene proposto servirebbe solo a mascherare vuoi i dissidi interni, vuoi errori di prospettiva.
L'incubo è doppio perché si trovano davanti due partiti che, pur al governo, coprono l'intero spettro delle questioni concrete, dalla sinistra estrema e assistenzialista del reddito di cittadinanza e del salrio minimo a 9 euro, ai Valori Identitari, Nazionali e Liberali della riduzione delle tasse, dell'autonomia regionale, del ripristino della Sovranità Nazionale, della legittima difesa e del respingimento degli immigrati.
A Zingaretti e compagni non resta che ripetere stancamente slogan di propaganda, spesso in totale distonia con il sentimento popolare, come è il sostegno alle ong e l'accoglienza per gli immigrati.
Ma Zingaretti e compagni  vengono aiutati, dai media che ripetono ossessivamente sempre la loro stessa frase come per tentare un lavaggio del cervello agli Italiani, per inculcare a forza concetti sballati, la cui ripetitività li ammanta di una sorta di credibilità seguita alla loro costante ripetizione, dall'altro una grossa mano arriva da quel Movimento 5 stelle che, alla faccia del cambiamento, dimezzati i consensi in un solo anno, preferisce "fare melina" invece di provare a calciare la palla nella rete avversaria.
Così il governo è fermo nei suoi provvedimenti più qualificanti come l'autonomia regionale e la flat tax e consente a Zingaretti e compagni di trastullarsi con il gioco del Moscopoli ed al soviet europeo di riproporre i suoi ricatti contro il Popolo e la Nazione Italiana.
   



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22 luglio 2019

Insulti sessisti


Leggo che l'onorevole signorina Maria Elena Boschi, fedelissima di Renzi (nessuno è perfetto) si è lamentata per presunti "insulti sessisti" da parte di chi segue e commenta sui media social il Ministro Salvini.
Non solo, ma come una Carola tedesca qualunque, avrebbe chiesto anche il bavaglio, se non al Ministro, ai suoi sostenitori.
Evidentemente le continue lamentele sulla mancanza di parità tra Uomini e Donne, sono esclusivamente intese ad acquisire vantaggi, rifiutandone gli aspetti negativi.
Una parità che possiamo, chiamare asimmetrica, perché la politica è questa, e deve anche essere accettazione di linguaggi esplicitamente offensivi, quando non comportamenti di tal genere, come in passato.
Evidentemente l'onorevole signorina Boschi è troppo giovane per ricordare le offese con le quali i suoi antenati politici del pci fecero politica contro Scelba e Piccioni, seguitando poi contro Andreotti e Fanfani, ironizzando persino sui loro difetti fisici.
A Giorgio Almirante fu negato persino da mangiare al Cantagallo di Bologna, mentre sono recentissime le offese contro Berlusconi e, oggi, contro Salvini e la Meloni.
La parità (che esiste già e non è colpa di Salvini se in Italia - ma anche nel mondo -di Thatcher ce n'è stata finora una sola) non è un menu dal quale si possa scegliere quello che si preferisce.
Quando si coglie una rosa, bisogna accettare che ci siano anche le spine.   



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