La vittoria dell'Afd nella regione della Sassonia-Anhalt, i sondaggi che danno in testa Marine Le Pen per le presidenziali francesi, il partito di Nigel Farage primo partito nelle intenzioni di voto inglesi, hanno un dato in comune: sono situazioni in cui non ci sono (quasi) concorrenti sul versante destro del panorama politico locale.
L'Afd in Germania, l'RN in Francia, Il Reform UK in Gran Bretagna, hanno costruito, anno dopo anno, elezione dopo elezione, la loro attuale posizione, senza cedere a compromessi, anche grazie a quella specie di infame arco costituzionale internazionale, che ha portato i partiti una volta di Centro e che assorbivano i voti degli elettori di destra, a preferire il suicidio alleandosi con le sinistre, anzichè con la destra.
In Italia la situazione è diversa.
Il genio di Silvio Berlusconi nel 1994 comprese che, perseverando nell'ammucchiata antifascista dell'arco costituzionale, si sarebbe consegnata l'Italia non ad un partito socialdemocratico ma ad un partito comunista.
Così lo "sdoganamento" dell'MSI portò alla creazione del Centro Destra che conosciamo ancora oggi.
E se fosse stato per Berlusconi, probabilmente, anche quelle frange, uscite dopo Fiuggi dalla neonata Alleanza Nazionale, sarebbero rimaste nell'ambito della Coalizione, come peraltro accadde nel 2006, dove Forza Nuova e la Fiamma Tricolore, si presentarono all'interno della Coalizione assieme ad un partito effimero costituito da Alessandra Mussolini, ottenendo il diritto di tribuna.
Purtroppo Fini si oppose a questo disegno e il risultato è la frammentazione della Destra Radicale in movimenti da zero virgola e, facendo un salto di venti anni, un partito, Futuro Nazionale, che sembrerebbe, dai sondaggi che vanno sempre presi con la molla, più gradito della Lega e di Forza Italia.
Ma se i movimenti della Destra Radicale, pur causando qualche perdita al Centro Destra, perchè i voti ottenuti non sono sufficienti a vincere seggi in proprio, ma sufficienti a sottrarre, per il calcolo dei resti, seggi al Centro Destra, tutto sommato portano un danno minimo, Futuro Nazionale, accreditato quasi di un 8%, non solo impedisce al Centro Destra di vincere seggi, ma lo porta anche ad essere soccombente davanti all'ammucchiata cattocomunista.
Lo vedono tutti e sicuramente è una considerazione che è in piena evidenza per la Meloni, Salvini e persino Tajani.
Ma è una considerazione che farà anche Vannacci, ben sapendo che entrando nella Coalizione rinuncerebbe a quella spinta propulsiva che può dare solo il non scendere a compromesso, ma d'altra parte rifiutare di accordarsi con la Meloni e Salvini per un pugno di voti in più, lo renderebbe responsabili dei danni che provocherebbe un governo cattocomunista.
Diverso sarebbe il discorso se il sistema elettorale fosse un proporzionale puro, magari con sbarramento, che consentirebbe ai partiti di rappresentare la loro fetta di elettorato, con un minimo di incremento proporzionale ai loro voti sui seggi che chi non raggiunge il quorum lascia sul campo e quindi di rinviare in un secondo momento la formazione delle coalizioni di governo.
Ma, giustamente, si privilegia la governabilità che vuole stabilizzare l'azione di governo con un premio alla coalizione che ottenga più voti.
In tale quadro può essere una risorsa avere in coalizione più partiti che si rivolgono, in parte, al medesimo elettorato che così può scegliere quello che rappresenta, di volta in volta, al meglio le personali esigenze.
Ma è sicuramente un handicap se, per ambizione personale, ripicca, superbia o sopravvalutazione della propria forza, si esclude di trovare un accordo con i propri simili.
Perchè la Meloni dovrebbe spiegare in cosa, una alleanza con Vannacci, snaturerebbe il Centro Destra, tanto da farle preferire di far vincere i cattocomunisti, piuttosto che includere Futuro Nazionale nella Coalizione.
Se non trovano l'accordo, allora sarà un "liberi tutti" e chi è responsabile della rottura e della consegna dell'Italia ai cattocomunisti dovrà pagarne le conseguenze elettorali.

