Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

10 settembre 2026

La Destra frazionata: risorsa o handicap ?

La vittoria dell'Afd nella regione della Sassonia-Anhalt, i sondaggi che danno in testa Marine Le Pen per le presidenziali francesi, il partito di Nigel Farage primo partito nelle intenzioni di voto inglesi, hanno un dato in comune: sono situazioni in cui non ci sono (quasi) concorrenti sul versante destro del panorama politico locale.

L'Afd in Germania, l'RN in Francia, Il Reform UK in Gran Bretagna, hanno costruito, anno dopo anno, elezione dopo elezione, la loro attuale posizione, senza cedere a compromessi, anche grazie a quella specie di infame arco costituzionale internazionale, che ha portato i partiti una volta di Centro e che assorbivano i voti degli elettori di destra, a preferire il suicidio alleandosi con le sinistre, anzichè con la destra.

In Italia la situazione è diversa.

Il genio di Silvio Berlusconi nel 1994 comprese che, perseverando nell'ammucchiata antifascista dell'arco costituzionale, si sarebbe consegnata l'Italia non ad un partito socialdemocratico ma ad un partito comunista.

Così lo "sdoganamento" dell'MSI portò alla creazione del Centro Destra che conosciamo ancora oggi.

E se fosse stato per Berlusconi, probabilmente, anche quelle frange, uscite dopo Fiuggi dalla neonata Alleanza Nazionale, sarebbero rimaste nell'ambito della Coalizione, come peraltro accadde nel 2006, dove Forza Nuova e la Fiamma Tricolore, si presentarono all'interno della Coalizione assieme ad un partito effimero costituito da Alessandra Mussolini, ottenendo il diritto di tribuna.

Purtroppo Fini si oppose a questo disegno e il risultato è la frammentazione della Destra Radicale in movimenti da zero virgola e, facendo un salto di venti anni, un partito, Futuro Nazionale, che sembrerebbe, dai sondaggi che vanno sempre presi con la molla, più gradito della Lega e di Forza Italia.

Ma se i movimenti della Destra Radicale, pur causando qualche perdita al Centro Destra, perchè i voti ottenuti non sono sufficienti a vincere seggi in proprio, ma sufficienti a sottrarre, per il calcolo dei resti, seggi al Centro Destra, tutto sommato portano un danno minimo, Futuro Nazionale, accreditato quasi di un 8%, non solo impedisce al Centro Destra di vincere seggi, ma lo porta anche ad essere soccombente davanti all'ammucchiata cattocomunista.

Lo vedono tutti e sicuramente è una considerazione che è in piena evidenza per la Meloni, Salvini e persino Tajani.

Ma è una considerazione che farà anche Vannacci, ben sapendo che entrando nella Coalizione rinuncerebbe a quella spinta propulsiva che può dare solo il non scendere a compromesso, ma d'altra parte rifiutare di accordarsi con la Meloni e Salvini per un pugno di voti in più, lo renderebbe responsabili dei danni che provocherebbe un governo cattocomunista.

Diverso sarebbe il discorso se il sistema elettorale fosse un proporzionale puro, magari con sbarramento, che consentirebbe ai partiti di rappresentare la loro fetta di elettorato, con un minimo di incremento proporzionale ai loro voti sui seggi che chi non raggiunge il quorum lascia sul campo e quindi di rinviare in un secondo momento la formazione delle coalizioni di governo.

Ma, giustamente, si privilegia la governabilità che vuole stabilizzare l'azione di governo con un premio alla coalizione che ottenga più voti.

In tale quadro può essere una risorsa avere in coalizione più partiti che si rivolgono, in parte, al medesimo elettorato che così può scegliere quello che rappresenta, di volta in volta, al meglio le personali esigenze.

Ma è sicuramente un handicap se, per ambizione personale, ripicca, superbia o sopravvalutazione della propria forza, si esclude di trovare un accordo con i propri simili.

Perchè la Meloni dovrebbe spiegare in cosa, una alleanza con Vannacci, snaturerebbe il Centro Destra, tanto da farle preferire di far vincere i cattocomunisti, piuttosto che includere Futuro Nazionale nella Coalizione.

Se non trovano l'accordo, allora sarà un "liberi tutti" e chi è responsabile della rottura e della consegna dell'Italia ai cattocomunisti dovrà pagarne le conseguenze elettorali.

09 settembre 2026

Il partito islamico dei bengalesi

Leggo che nel Nord Est è in fermentazione un partito islamico.

Se c'era la democrazia cristiana, non vedo perchè non debba esserci un partito islamico che si rifaccia alla "dottrina sociale" dell'Islam, se mai ne esistesse una.

Il punto è che il partito islamico, a differenza della vecchia dc, non è costituito da cittadini di Nazionalità Italiana, bensi da persone che hanno la cittadinanza italiana (concessa incautamente e massivamente negli anni scorsi) ma hanno nazionalità diverse, soprattutto bengalesi.

Gli stessi bengalesi che sono protagonisti in negativo di notizie di cronaca nera e anche di scioperi non per un contratto, ma perchè, a Venezia, pretendono una moschea.

Stanno venendo al pettine gli orrori dell'accoglienza e della cittadinanza facile alla quale, per fortuna, è stato posto un limite (pur non sufficiente) evitando di accogliere le proposte folli sullo ius soli e altre baggianate del genere.

Ma non basta più.

Occorre una verifica generale dei requisiti di tutti coloro che, almeno negli ultimi 30 anni, hanno ricevuto la cittadinanza italiana.

Perchè se è un arricchimento quello di innestare singole estraneità nel corpo sano della nostra società, come è sempre avvenuto nel passato, è un costo economico, sociale, culturale, l'immissione di blocchi monolitici, come si stanno dimostrando i bengalesi e non solo loro, che non intendono integrarsi accettando, senza riserve e senza fiatare, le nostre regole, i nostri costumi, le nostre leggi, ma pretendono addirittura di influire sulle scelte della nostra politica locale e nazionale.

E quel che è più grave, trovano terreno fertile in una parte della popolazione italiana che, istigata da una martellante propaganda anti occidentale, è pronta a calarsi i pantaloni e mettersi a novanta gradi davanti ai "nuovi italiani", tradendo così la nostra Storia, la nostra Cultura e l'intera Nazione.

08 settembre 2026

Meloni, Salvini, Tajani e Vannacci ascoltino il loro Popolo

La lettura di X dopo il consolidamento dei risultati elettorali in Sassonia-Anhalt non è solo un antidoto alle fesserie che ascoltiamo e leggiamo da parte dei "professionisti dell'informazione", che cercano di ammannirci la rava e la fava per giustificare la bastonata subita dai loro prediletti partiti dell'arco costituzionale tedesco, anche se il loro compito, non importandoci nulla delle loro opinioni sempre fuori bersaglio, dovrebbe essere quello di esporre fatti e notizie, perchè le conclusioni sappiamo trarle da soli.

La lettura di X, dei commenti dei tanti sostenitori del Centro Destra, che siano più orientati verso Fratelli d'Italia, la Lega, Futuro Nazionale o persino Forza Italia, ci dice che la base elettorale dei Centro Destra ha compattamente esultato alla notizia del risultato.

Probabilmente, come si diceva per la DC, lo stesso elettorato di Forza Italia è più a destra dei dirigenti del partito che, come i capi democristiani dovevano rispondere al Vaticano, così devono rispondere ai figli di Berlusconi.

Per la dc la prova si ebbe quando, nello sfascio del dopo "tangentopoli", il neobattezzato partito popolare di Martinazzoli, ottenne meno di un terzo dei voti precedentemente andati alla dc.

Gli elettori avevano capito che c'era un "liberi tutti" e allora scelsero chi Forza Italia di Silvio Berlusconi, chi l'Msi non ancora AN di Fini che passò, in soli due anni, dai due milioni di voti e poco più del 5% del 1992 a oltre cinque milioni di voti e oltre il 13% del 1994.

Erano elettori che, nel cuore, avevano sempre avuto la destra, ma che erano condizionati dal "voto utile", dal "votare turandosi il naso" (anch'io lo feci nel 1976 e, con il senno di poi, non me ne vergogno affatto perchè bisogna andare a quei tempi, all'avanzata del pci nelle amministrative del 1975 seguita alla sconfitta al referendum del 1974, per capire il contesto) e, cambiato il quadro di riferimento, si sono sentiti liberi di esprimersi in base alle loro idee.

Credo che l'elettore di Forza Italia sia uguale a quello della dc.

Un cuore a destra (del resto le opportunità per votare un partito nominalmente centrista e moderato, ma nella realtà portatore d'acqua per i cattocomunisti e i grillini non mancano di certo visto che in quell'area ci sono più sigle, leaders e candidati a palazzo Chigi che voti) che si canalizza verso Forza Italia anche per affetto nei confronti della memoria di Silvio Berlusconi.

E una classe dirigente che ha paura che i figli di Berlusconi li abbandonino.

Mi auguro quindi che chi legge X per conto della Meloni, di Salvini, di Tajani, di Vannacci, riporti correttamente il sentimento del Popolo di Centro Destra, per evitare atti inconsulti, di mera superbia, che spaccherebbero il Centro Destra (come è accaduto nelle ultime elezioni del sindaco di Verona dove le divisioni a destra hanno portato alla elezione di uno di sinistra in una città che di sinistra non è di certo) per lasciare ai cattocomunisti palazzo Chigi e il Quirinale.


07 settembre 2026

Un segnale di rinascita della Civiltà Occidentale

Una speranza si aggira per l'Europa: la speranza della Rinascita.

Tutte le forze del Male della vecchia Europa si sono coalizzate in una sacra caccia alle streghe contro questa speranza: i partiti rossi, rosa, verdi e persino quelli bianchi, le chiese, il Napoleone fallito di Parigi, sindacati, affaristi, immigrazionisti, ecoambientalisti, wokisti e lgbt, pacifinti che vogliono la guerra contro la Russia e presuntuose minoranze assolutiste. 

Ma la speranza si rafforza e le elezioni in una piccola regione della Germania, la Sassonia-Anhalt, oltre ad ispirarmi un incipit che facesse beffardamente il verso al manifesto di Marx ed Engels (i cui nipotini oggi piangono abbracciati ai nipotini dell'Inquisizione, ugualmente in lacrime), ci fanno capire come la festa sia appena iniziata.

Anche se non ha raggiunto la maggioranza assoluta, il 44% ottenuto, pari alla somma di tutti gli altri partiti del "cordone sanitario", la riedizione con patate e crauti dell'infame arco costituzionale di triste memoria italiana, rappresenta la conferma che le idee, le tesi, le proposte di quelli che sbrigativamente vengono liquidati come "neonazisti", sono nella pancia degli Elettori, quindi del Popolo.

Immigrazione, deriva morale, tasse, guerre inutili e sanzioni autolesioniste, imposizione di politiche inutilmente verdi e limitazioni alla libertà personale, di cura, di pensiero, sono le ragioni fondamentali del successo di AFD in Germania, della Le Pen in Francia, di Farage nel Regno Unito e dello stesso Vannacci in Italia, dove, purtroppo, la Destra è divisa "in partes tres" come la Gallia di Cesare.

Non so come e chi governerà quella piccola regione, ma sicuramente l'AFD è in una posizione win-win.

Se tutti gli altri si accorderanno tra di loro (e tra opposti, come la Linke, erede del partito comunista della Germania Est e la Cdu/Csu, una volta partito conservatore) altri elettori conservatori sceglieranno le bandiere dell'AFD.

Se, invece, grazie all'astensione del partito BSW, l'AFD riuscisse a formare un governo regionale, allora, pur navigando sotto costante minaccia della sfiducia non avendo la maggioranza assoluta, potrebbe realizzare uno o due punti del proprio programma, soprattutto contro i clandestini, e acquisire visibilità e considerazione, come riuscì a fare Salvini in un solo anno da Ministro degli Interni, prima di cadere nella trappola ed entrare nel governo Draghi con i cattocomunisti e quindi votare per la rielezione di Mattarella.

Per gli altri partiti solo rogne.

Allearsi tutti assieme per un governo immobilista e veder sfarinarsi il consenso poco alla volta, oppure andare all'opposizione in modo che ognuno dei quattro partiti (popolari della cdu, socialisti, verdi ed estremisti di sinistra della Linke) possa caratterizzare la propria identità per potersi presentare all'elettorato con una verginità rifatta.

Ma tutto questo deve ancora arrivare.

Oggi festeggiamo una vittoria superiore anche alle previsioni più ottimiste, che dà speranza per una rinascita della Civiltà Occidentale.

06 settembre 2026

Cernobbio: Vannacci grazia (e ringrazia) Monti

Il confronto di ieri al forum di Cernobbio, ha plasticamente mostrato i volti dei due schieramenti della politica italiana e internazionale.

Da una parte i cattocomunisti, unionisti più che europeisti, legati al passato, senza alcuna idea che non sia nell'ambito del triangolo maledetto di divieti, sanzioni, woke, perfettamente fotografata dal volto vecchio, stanco, rugoso e dalla voce incerta dell'83enne Monti.

Disastroso presidente del consiglio del dopo golpe del 2011 contro Berlusconi, voluto dai poteri forti dell'unione interessati a rendere l'Italia sottomessa e suddita, un terreno di conquista come nel passato pre unitario, capace di fare i propri interessi a scapito di quelli generali.

Così, prima ancora di entrare in carica, come fece Obama con il nobel per la pace, si è fatto premiare per quello che avrebbe fatto, con il laticlavio a vita, una sine cura a nostre spese di cui gode da 15 anni e continuerà fino al termine della sua esistenza.

Preso da autostima sproporzionata alle sue capacità, provò a farsi eleggere dal Popolo che, nel 2013, bocciò il suo partito (che poi si frantumò) coinvolgendo nella caduta anche Fini che scomparve dalla politica (ma non Casini che si salvò optando per il senato e non per la camera).

Del resto Monti ha dimostrato di essere capace solo di scrivere editoriali, dove non ha alcun contraddittorio, ma quando deve passare alle azioni concrete, ha fatto flop, come, dopo una decina di anni, fece flop un altro fenomeno pompato dai media (e dai politici mediocri della sinistra, a confronto dei quali, peraltro, è un gigante tanto ridotto è il loro spessore culturale e politico) che però ebbe il buon senso di non provare ad ottenere il voto del Popolo, preferendo gli inchini del mainstream alla ricerca del consenso elettorale.

Hanno mandato quindi Monti a "contrastare", dall'altra parte, quella della Destra intesa in senso generale (perchè a livello di base non ci sono grosse divisioni tra Fratelli d'Italia, Lega e Futuro Nazionale), un Generale 57enne, uso alla concretezza, a parlare di Patria termine che accosta all'Italia e non all'unione europea, capace di scrivere un testo chiarissimo nelle sue idee che sono anche quelle di almeno mezza Italia.

E probabilmente di più.

L'esito non poteva che essere quello che è stato.

Vannacci ha parlato di progetti, proposte, idee.

Monti ha calciato disperatamente la palla in tribuna parlando di fascismo e di costituzione.

E solo la cortesia di Vannacci ha graziato Monti da ulteriori e peggiori figure.

Probabilmente la partecipazione al dibattito con Vannacci è stata una marchetta che Monti ha dovuto pagare ai suoi referenti, ma l'umiliazione è tutta sua.

04 settembre 2026

Governo Meloni: il valore aggiunto della stabilità

Se i giornalisti italiani non si prestassero a fare i piazzisti di pentole con i colori della loro ideologia, dovrebbero unanimemente riconoscere i meriti del Governo Meloni.

In primis in campo economico, dove TUTTI gli elementi sono migliorati o nettamente migliorati rispetto ai precedenti undici anni che hanno visto a capo dei governi Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte e Draghi.

Ci sono dati che i cattocomunisti ed i loro piazzisti non osano nemmeno citare (spread, andamento della borsa, rapporto debito pil, occupazione, disoccupazione) tanto sono macroscopici i successi della Meloni.

Cercano invece di ciurlare nel manico, proiettando risultati tali solo nella loro fantasia, per altri aspetti, come la sanità, dove la Meloni ha investito la maggior cifra mai vista (143 miliardi) recuperando le decine di miliardi tagliati negli undici anni di governi cattocomunisti, arrampicandosi sullo specchio della percentuale di spesa sul pil che, se aumenta, per ovvi motivi vede tutte le percentuali di spesa diminuire anche quando vengono incrementate in valore assoluto.

Forse i cattocomunisti sarebbero felici se si arrivasse ad una spesa sanitaria raddoppiata in percentuale a fronte di un pil dimezzato ?

L'altra pentola propagandata dai piazzisti è quella del costo della vita superiore al recupero delle retribuzioni.

Per far tornare quei conti, però, devono iniziare il conteggio dal 2021, quando al governo c'era Conte e poi Draghi (cioè gli stessi cattocomunisti) e, come ho già avuto modo di scrivere, se si prende in esame il triennio pieno del Governo Meloni (dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2025) la crescita delle retribuzioni è stata di quasi un punto superiore al costo della vita.

Infine le tasse che i piazzisti vorrebbero far passare per aumentate, quando sono calate, prima per i redditi bassi, quindi per una prima fetta del ceto medio con l'accorpamento dell'aliquota mediana fino a 50mila euro di reddito imponibile.

Il tutto senza ridurre le entrate dello stato incrementate non per l'aumento delle tasse, ma per l'aumento di chi le paga, essendo stati creati ben un milione e trecentomila posti di lavoro in più.

Poi, anche questo l'ho già scritto, noi stesso possiamo farci i conti in tasca.

Sommiamo il saldo dei nostri conti correnti con il controvalore dei nostri investimenti al 31 dicembre 2022 e paragoniamolo ad analoga somma al 31 dicembre 2025 (cioè dopo tre anni pieni di Governo Meloni).

Unica variabile di cui tenere conto se si sono sostenute spese straordinarie per comprare casa, automobili, ristrutturazioni che, ovviamente, non vengono effettuate ogni anno.

Io l'ho fatto e registro un incremento importante del mio patrimonio, dovuto per il 50/60% al grande aumento del valore dei titoli azionari.

Poi uno dice che si deve fare di più: certo che si deve sempre fare di più e meglio, ma non possono certo riuscirci quelli che, in undici anni, hanno dato prova di fare di meno e di peggio: Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte e Draghi, con svariati governi ai quali ha, tranne un anno, partecipato sempre la sinistra con il pd in testa, e mai Fratelli d'Italia della Meloni.

Anche in politica estera i piazzisti di pentole hanno molte difficoltà a trovare fallimenti della Meloni.

Erano partiti nel 2022 dicendo che la Meloni era isolata e se la ritrovano a fine 2026 tra i leader più ascoltati, più considerati, più influenti dell'unione europea, tanto da aver cominciato ad avviare una nuova maggioranza che da lei prende il nome, che finalmente esclude socialisti e verdi e che ha ripetutamente bastonato le speranze dei cattocomunisti italiani, in ultimo la vergognosa mozione di mandare una "ispezione" in Italia per verificare lo stato di diritto, sostenuta dai parlamentari europei cattocomunisti, manifestamente anti italiani.

Semmai ad avere qualche mal di pancia sulla politica estera siamo noi, almeno molti di noi, di Centro Destra, quando abbiamo visto la Meloni distaccarsi da Trump, da Netanyahu, continuando il sostegno a Zelensky.

Ma quella è una scelta politica, che non condivido, ma non è certo un fallimento di una politica.

Sull'immigrazione, poi, un dato di drastico taglio degli arrivi e soprattutto la capacità di aver sensibilizzato e fatto da apripista ed esempio per gli altri stati dell'unione europea.

Risultati positivi, tra l'altro, realizzati partendo da un testimone lasciatole con gravosi impegni di bilancio (ricordiamoci del superbonus di Conte), da uno spread triplo, da una inflazione tripla, da un rapporto debito/pil oltre il doppio del limite del 3%, senza un centesimo in cassa da spendere.

Il tutto ottenuto anche nonostante la palese ostilità di vari ambienti, come quello già citato della stampa che al 90% vende pentole per conto dei cattocomunisti, ma anche dei sindacati, della chiesa e di istituzioni come la magistratura e il Quirinale, per non parlare dell'associazionismo parcellizzato che assomiglia molto, per la petulanza delle sue pretese, ai bot che proliferano nei social.

Promuovo quindi la Meloni in questo giorno in cui il suo diventa il governo più longevo dal dopo guerra, un valore aggiunto, quello della stabilità, che mi auguro la Meloni sappia conservare con una appropriata legge elettorale e con il porre fine ad ogni ostracismo verso Futuro Nazionale e Vannacci che sono, devono essere, parte integrante, paritaria e pienamente legittimata dal consenso degli Elettori, del Centro Destra per proseguire l'esperienza del Governo Meloni anche oltre la fine di questa legislatura.

03 settembre 2026

Quante balle sulle influenze russe nelle elezioni !

Anche questa mattina all'edicola (utilissima, ma solo quando danno lettura dei titoli e degli incipit degli articoli, non quando li commentano) di radio uno, dopo il gr1 delle sei, è stata chiamata una "professionista dell'informazione", di Open, tanto per cambiare pencolante a sinistra.

Anche questa mattina i cinque minuti della sua inutile opinione personale sono serviti per propinare tesi atte a influenzare le opinioni altrui (cioè a fare quello che si imputa alla propaganda russa).

Secondo chi parlava, il Governo della Meloni non può portare risultati.

Lo spread sceso da 230 a 80 punti, l'inflazione da 8 a 3, il rapporto deficit pil ugualmente da 8 a 3, la disoccupazione ai minimi storici e, per converso, l'occupazione ai massimi (e questo significa un aumento delle entrate perchè più persone lavorano, più imposte sono incassate dallo stato senza aumentare le tasse), la riduzione delle tasse, 143 miliardi per la sanità (la cifra più alta di sempre), il recupero del potere di acquisto sull'inflazione (perchè per dimostrare il contrario i cattocomunisti partono sempre dal 2021 quando al governo c'erano loro con Conte e Draghi, ma dal primo gennaio 2023 al 31 dicembre 2025, periodo interamente coperto dal Governo Meloni, gli stipendi sono aumentati più dell'inflazione), il miglioramento generalizzato delle condizioni di vita degli Italiani, la drastica riduzione degli arrivi degli illegali, l'aumento delle espulsioni, la centralità politica nell'unione europea.

Per la vicedirettrice di Open non sono risultati da portare ad esempio.

E con una simile perla ci porta alla successiva valutazione sulla fola della possibile influenza russa sulle elezioni.

Cosa farebbero questi cattivoni col colbacco venuti dalla Siberia ?

Farebbero votare i morti ?

Imporrebbero di far votare anche chi non ha un documento di identità che lo identifichi come cittadino ed elettore italiano, maggiorenne ?

Immetterebbero schede farlocche prevotate o altererebbero i sistemi di voto elettronico (che non abbiamo) ?

Da notare che quanto precede sembra accaduto negli Stati Uniti nel 2020 quando vinse Biden e, ancora oggi, i compagnucci del partito democratico cercano di far votare senza la possibilità di verificare, con un documento di identità, se chi vota ne ha diritto.

No, alla fine si riduce nella propaganda a mezzo social.

Cioè la pericolosissima influenza russa si riduce a quello che i "professionisti dell'informazione" fanno da almeno cinquanta anni, cioè da quando una rete rai fu concessa al pci, raccontando la cronaca politica con un taglio che proietti la percezione orientata a favore della propria parte politica, a prescindere dalla realtà.

Esattamente come in premessa sul fatto che il Governo Meloni non avrebbe, a suo dire, fatto alcunchè in questi quasi quattro anni.

E' la risposta del perchè i quotidiani sono venduti sempre meno e i "professionisti dell'informazione" hanno meno credibilità di chi commenta su X.

02 settembre 2026

Sì o no a Vannacci: il risultato cambia significativamente

Appare sempre più chiaro che la crescita, l'affermazione di Futuro Nazionale, anche se non sarà corrispondente a quello che dicono i sondaggi, incide profondamente nello schieramento del Centro Destra.

Se il partito di Vannacci entrerà, a pieno titolo e paritariamente, nella Coalizione di Centro Destra, qualunque sia il sistema elettorale, torneremo a vincere e governeremo per cinque anni, con la Meloni a proseguire la esperienza di successo e di successi a Palazzo Chigi ed a dominare la scena politica europea.

In più eleggeremo finalmente un presidente della repubblica di Centro Destra, come non accade dal 1971 quando fu eletto, con i voti determinanti dell'Msi, Giovanni Leone, in totale contrapposizione ai socialcomunisti che proposero Nenni in una riedizione, ancora una volta sconfitta, del fronte popolare.

Se, invece, l'ambizione, la volontà di rivalsa, le antipatie, porteranno Vannacci (per scelta sua o dei partiti di Centro Destra avrà valore solo per il voto dell'Elettore) a correre da solo, allora l'ammucchiata cattocomunista vincerà o, se dovesse andare bene, si creerà una situazione di stallo.

Avremo una Schlein (che potrà anche chiamarsi Conte, Letta, Salis o Pinco Pallino) a capo del governo e Draghi, o addirittura peggio, un Letta, un Bersani, presidente della repubblica dopo Mattarella.

Invece di tirare per la giacchetta la Meloni o Vannacci, sposando le tesi pro e contro, i giornalisti dei pochi quotidiani di Centro Destra dovrebbero preparare gli Elettori alle due ipotesi:

- Coalizione CON Vannacci, conseguenze positive per l'Italia;

- Coalizione SENZA Vannacci, ritorno all'Inferno.

E ognuno di noi saprà per chi votare a seconda che si verifichi una delle due ipotesi, con la subordinata di verificare per colpa di chi, nella seconda ipotesi, si sia andati divisi ad una sconfitta certa.

Tutto il resto è noia.

01 settembre 2026

Una grande opportunità per la Rai

Premesso e confermato, come sostengo da anni, che la Rai andrebbe privatizzata, anche a spezzatino se può aumentare il ricavo per lo stato, ponendo i miliardi che si incasserebbero a decurtazione del debito pubblico ed eliminando definitivamente ogni querelle politica sulle decisioni in merito a programmi e conduttori, penso che le polemiche innescate dai dipendenti in relazione alla trasmissione Report, la minaccia di dimissioni di massa (fatelo !) e in ultimo la minaccia di una certa Fagnani di non voler più lavorare in Rai, siano una grandissima opportunità da cogliere al volo.

Sarebbe il momento adatto per riportare la Rai a quel vero servizio pubblico che vedeva l'informazione prevalere sulle opinioni, per cui i tg e i gr snocciolavano notizie senza chiamare Tizio o Caio, sempre della stessa cerchia, a commentarli o addirittura a farci trasmissioni di propaganda sopra.

E riservava, in seconda serata, il giovedì, una sobria, utile e civile Tribuna Politica in cui si alternavano dibattiti a due tra esponenti dei partiti rappresentati in parlamento e conferenze stampa dei segretari dei partiti che rispondevano alle domande di giornalisti delle più disparate testate.

Sotto campagna elettorale la trasmissione assumeva cadenza quotidiana, con anche programmi autogestiti dai partiti e si chiamava Tribuna Elettorale.

Per il resto la Rai era quello strumento di relax, spensierato, una parentesi tra due giornate di studio o lavoro, con commedie, film, telefilm, varietà, quiz.

Cancellare Report e le altre trasmissioni similari, per affidare a dei novelli Jader Jacobelli e Ugo Zatterin una Tribuna Politica che riconduca il dibattito ad un confronto di idee (e non di querele) civile e non urlato.

Se qualcosa lo si può sognare, allora lo si può anche realizzare (più o meno citato da Walt Disney).

31 agosto 2026

Adesso non si può nemmeno reagire a una rapina ?

In questi giorni due notizie mi hanno indignato.

Un cittadino, a Torino, che ha inseguito due rapinatori che gli avevano scippato con violenza la catenina d'oro che aveva al collo, è stato posto agli arresti domiciliari dopo due giorni di arresti, sotto l'accusa di "tentato omicidio".

Aveva inseguito i rapinatori con la macchina e li aveva investiti, non avendo altri mezzi, essendo in inferiorità numerica, per renderli inoffensivi.

Ma il massimo della vergogna ricade su chi indaga una VITTIMA che ha reagito e la cui reazione è fatta anche, sia pur inconsapevolmente, nell'interesse comune, perchè un criminale in galera è un criminale che, per qualche tempo (purtroppo molto poco), non offende più gli altri cittadini.

Cosa doveva fare ?

Abbozzare e lasciar scappare i due delinquenti che mai, nessuna indagine di polizia, se mai fosse stata fatta, avrebbe individuato, recuperando la refurtiva ?

Ci dicano come possiamo difenderci, per impedire di essere derubati e, nel contempo, per evitare di finire indagati !

Oppure diano a tutti noi una scorta, esattamente come ne godono quelli che, al riparo di essa, giudicano chi si difende e reagisce alle aggressioni.

A Venezia, invece, un borseggiatore è morto di infarto "sul lavoro", cioè mentre stava scappando dopo aver scippato due anziani turisti.

Qui la vergogna (almeno finchè qualcuno non darà seguito alle loro pretese) è tutta dei parenti del ladro che richiedono indagini, l'individuazione di un colpevole e, ca va sans dire, un risarcimento.

Sono letteralmente allibito da una simile faccia tosta e, ancor di più, dalla normalità con la quale i "professionisti dell'informazione" porgono la notizia, quando andrebbe rimarcata una indignazione a sostegno delle vittime, a Torino come a Venezia, di rapine.

Già il concetto stesso di legittima difesa, come è applicata, pende a favore dei criminali, poi si indagano Poliziotti e Carabinieri se intervengono con modalità appena più coercitive di un richiamo verbale (sempre inascoltato) al punto che prima o poi, per evitare rogne, si volteranno da un'altra parte e interverranno a babbo morto, il tutto a danno, enorme, dei cittadini onesti che neanche, a questo punto, possono reagire pena la loro trasformazione da vittime in indagati.

Ma cosa dobbiamo fare per difendere noi stessi e le nostre proprietà senza rischiare la beffa di essere indagati, dopo il danno di essere stati vittima di un atto criminoso ?

30 agosto 2026

Obsolescenza della democrazia rappresentativa

E' meglio che siano rappresentate tutte le istanze, anche le più marginali e minoritarie o che ci sia stabilità di governo per operare nel corso della legislatura in una unica direzione, senza annacquamenti della visione e del progetto politico di società ?
L'esperienza del Governo Meloni, con i risultati ottenuti in politica estera, interna ed economica, nonostante l'ostilità di larghi strati delle istituzioni, non elette dal Popolo, sempre pronti a fare uno sgambetto, degli ambienti assistiti della cultura, della scuola, della sanità, del pubblico impiego, delle associazioni di questo e quello, ci dice che la stabilità di governo è un bene più prezioso della rappresentatività minuta di tutte le istanze della Nazione.
Pensiamo solo a quanto saremmo più ricchi e sicuri se avessero tutti remato con il governo e non contro di esso e le sue proposte, leggi ed azioni.
Trovo difficile, ad esempio, pensare che il cosiddetto "centro", una volta occupato dalla DC, oggi sia frazionato fra una miriade di formazioni, ognuna con il suo leaderino che si crede Napoleone e, ogni tanto, ne sbuca fuori qualcuno: Renzi, Calenda, Onorato, Marattin, Lupi, avanti il prossimo che si chiami Ruffini, Salis, Gabrielli e perchè non inserirvi anche Tajani, a capo di una Forza Italia ormai ridotta a primo partitino del centro, che deve contendere lo spazio centrista con tutta l'affollata compagnia.
E a sinistra c'è bisogno di un pd a sua volta diviso tra riformisti ed estremisti, di una AVS che, bontà sua, ha avuto l'intelligenza di unire due partiti che restano divisi così ci sono segreterie per tutti, di un movimento cinque stelle che ha completamente smarrito la forza innovativa dell'invenzione di Grillo per trasformarsi nell'ennesimo partito di estrema sinistra e, ancora, rifondazione comunista, potere al popolo e sicuramente mi sfugge ancora qualcuno.
La Destra non fa eccezione.
Credo che gli Elettori di Lega, Fratelli d'Italia, Futuro Nazionale, ma anche Forza Nuova e CasaPound e, perchè no?, di Forza Italia sicuramente più a destra del loro leader, siano tra loro molto più uniti di quanto non lo siano i loro leaders, ognuno dei quali ha del buono nel proporre determinate istanze, ma anche del negativo con specifiche impuntature (ad esempio il sostegno all'Ucraina per la Meloni, la tassazione dei cosiddetti extraprofitti per Salvini, le acide, insistenti e ingiuste critiche al governo per Vannacci, l'essere filopalestinesi e antiamericani, per un antico retaggio che dovrebbe essere consegnato alla Storia - come d'altra parte, quelli di sinistra dovrebbero consegnare alla Storia la cosiddetta resistenza e l'antifascismo, frutto di un enorme malinteso sul ruolo negletto degli angloamericani nella sconfitta italotedesca del 1945 - per Forza Nuova e CasaPound).
Se l'ambizione personale non può essere disinnescata (e neppure sarebbe opportuno farlo, perchè l'ambizione a migliorare e migliorarsi è la base del progresso), si potrebbe però trovare il modo di far evolvere la democrazia per evitare che il frazionamento comporti rallentamento o addirittura un freno all'azione di governo.
La democrazia si è evoluta, è cambiata dai tempi dell'Atene di Pericle e quella di allora stenteremmo a considerarla, oggi, democrazia.
Perchè allora non ripensarla vista l'obsolescenza conclamata, dal momento che il problema non è solo italiano, come risulta dalle incredibili, ripetute crisi in Francia e Regno Unito e della traballante ex "grande coalizione" in Germania ?
Ad esempio prendendo spunto dalle società per azioni, dove gli azionisti prepongono un uomo solo al comando con il compito di far rendere il loro investimento, confermandolo se gli utili volano, sostituendolo se gli utili rallentano, dandogli però un mandato pieno per un tot numero di anni, senza interferenze.
Così si potrebbe pensare ad una elezione quinquennale che sia una sorta di ordalia, dove gli azionisti, cioè noi Elettori, votiamo ed eleggiamo uno e uno solo che, per cinque anni, deciderà il da farsi.
Al termine del quinquennio se il nostro investimento avrà dato frutti, allora potremo confermarlo, diversamente ci affideremo ad una alternativa.
Per me è la democrazia del futuro, molto più delle alchimie delle coalizioni e delle leggi elettorali.

29 agosto 2026

I giornalisti rai sono lavoratori dipendenti come tutti

Si fa un gran parlare di una trasmissione rai che non ho mai guardato, perchè non guardo quelle trasmissioni di propaganda, dove un gruppo di giornalisti a volte conduce, altre volte è ospite dei suoi ospiti, sempre sbrodola le sue idee come fossero vangelo.

Dai giornalisti io mi aspetto la notizia, delle loro opinioni me ne frego, perchè, una volta avuta la notizia, sommata alle altre, credo di essere in grado di formarmi una opinione tutta mia senza alcun bisogno di aiutini da parte di gente che non farebbe altro che filtrare le notizie, come faccio io, per poi esprimere opinioni in base alla loro ideologia.

E se mi piace confrontarmi, lo faccio con persone che stimo, in una situazione di parità in cui si possa dialogare e non subire a senso unico il lavaggio del cervello senza poter contestare o interloquire come accade nelle suddette trasmissioni che nessuno dovrebbe mai guardare.

Fatta questa premessa e precisato che, da sempre, antistatalista convinto, sostengo la privatizzazione, anche a spezzatino, della rai per incassare miliardi NON DA SPENDERE!, ma da portare a decurtazione del debito pubblico, per evitare di continuare a finanziare un carrozzone da diecimila dipendenti e per sottrarre la politica dalla gestione delle notizie, commento l'incredibile notizia di lavoratori dipendenti che dichiarano "irricevibile" la scelta organizzativa del datore di lavoro pubblico.

Un imprenditore pubblico agisce con i suoi organismi, cioè parlamento e governo e poichè la composizione dell'uno e dell'altro cambia, in assenza di quello spoil system che, almeno, garantirebbe per cinque anni uniformità di decisione e conduzione, la rai diventa terreno di scontro, polemiche, chiacchiere inutili.

Come quella su Report.

Se i giornalisti che lavorano a Report sono dipendenti rai, non possono fare altro che obbedir tacendo alle decisioni dell'imprenditore pubblico che si esprime attraverso gli organi nominati dalla attuale maggioranza parlamentare.

Esattamente come farebbero se la rai fosse Mediaset o Sky, dove non c'è tanta discussione su chi conduce questo o quel programma, perchè lo decide chi ci mette i soldi e i dipendenti abbozzano.

E se non sono d'accordo hanno una unica strada: licenziarsi, come farebbe un lavoratore dipendente se non ritenesse di poter ottemperare all'organizzazione aziendale e alle direttive del suo datore di lavoro.

Molti di noi, ancora in attività e in pensione, sanno come ci si comporta da lavoratori dipendenti, perchè ai giornalisti rai deve esser concesso il privilegio di comandare senza rischiare economicamente del loro ?

28 agosto 2026

Quel cavallo di Troia del terzo incomodo

In politica, quando il sistema elettorale non è proporzionale e tende a favorire la governabilità, vince chi unisce, non chi divide.

Abbiamo spesso visto, nella seconda repubblica, liste che si proponevano quali terzi poli, disprezzando "le due estreme", salvo poi, una volta ottenuti voti, anche in percentuali interessanti intorno al 10% o di poco superiori, sfasciarsi perchè non avevano alcuna possibilità di incidere se non mettendo a disposizione il proprio voto a uno dei due poli principali.

E abbiamo visto come il rifiuto di allearsi con una parte, magari fortemente identitaria, ma vicina alle proprie posizioni, abbia sempre fatto perdere chi, sdegnosamente, ha rifiutato tali alleanze.

Nel primo caso, abbiamo avuto le esperienze di Segni (con Martinazzoli) nel 1994, della Lega nel 1996, di Casini nel 2008, di Monti nel 2013, di Renzi e Calenda nel 2022.

Esempi del secondo caso li ritroviamo nel 1996 con l'ostracismo suicida di Fini verso la Fiamma Tricolore di Rauti, nel 2008 con Bertinotti in solitaria che compensò il nuovo ostracismo di Fini verso La Destra di Santanchè e Storace.

Mi auguro che la Meloni, Salvini e Tajani (ma anche, dietro Tajani, Marina Berlusconi) stiano ripassando le vicende del passato e prendano buona nota del fatto che a sinistra non hanno una personalità che possa essere anche solo lontanamente paragonata alla Meloni, non hanno un programma comune, non hanno gli stessi valori (se mai si potesse parlare di valori per i cattocomunisti), non hanno una politica estera, non hanno una visione comune, ma hanno una voglia matta di tornare al potere, in ciò sobillati dai quei poteri forti che li stanno sostenendo e trascinando avanti a forza di articoli di stampa e servizi televisivi che cercano di rappresentarli come degni di governare.

E quello li porta ad essere uniti tra diversi, la Schlein con Conte, Renzi con Bonelli e Fratoianni, fino a tutti gli ultimi cespugli da Marattin ad un certo Onorato (che non so proprio chi sia e da dove sia spuntato), Ruffini e un ex capo della Polizia, e via con inomi più improbabili.

E se a sinistra stanno tutti assieme in una ammucchiata di una decina di sigle e partiti (con un convitato dipietra come la cgil di Landini) perchè nel Centro Destra fanno gli schizzinosi per aggiungere un posto a tavola per Futuro Nazionale di Roberto Vannacci ?

Meloni, Salvini Tajani: volete proprio consegnare la Nazione ai cattocomunisti, che ci risospingerebbero nel baratro ?

O siete così accecati dall' ubris  da credere di poter vincere senza Vannacci ?

E, Generale, quanto crede che durerebbe la sua fortuna elettorale se, ponendo condizioni inaccettabili alla Meloni, a Salvini ed a Tajani, corresse da solo ottenendo un buon risultato oltre il 10% e consegnando la Nazione ai cattocomunisti ?

Fate, tutti, un bagno di umiltà e prendete atto che il nemico non è interno al Centro Destra, per quanto possiate essere antipatici gli uni agli altri, ma il nemico è la coalizione di sinistra, che se sarà unita e voi divisi, potrà vincere elezioni che, con il risanamento portato dal Governo Meloni, non potrebbe mai vincere davanti ad un Centro Destra unito.


27 agosto 2026

Tagliare le spese per tagliare le tasse (accise incluse)

Il bilancio italiano è monumentale.

Tra la legge di bilancio (un migliaio di pagine da solo) e le varie tabelle sono migliaia di pagine.

Constano essenzialmente di entrate e uscite, cioè delle tasse che paghiamo a che alimentano lo stato e le spese che vengono fatte teoricamente in base alle entrate.

Possibile che siano tutte spese necessarie e tutte nell'interesse degli Italiani ?

Sicuramente vi sono delle spese di cui beneficiano, solo una minima parte di Italiani.

Come le spese per il cinema e teatri che mantengono nel lusso anche chi sforna prodotti sonoramente bocciati dal pubblico.

O le spese per mantenere in vita quotidiani e case editrici che sono in perdita perchè, evidentemente, non sono di interesse pubblico.

Le varie fonti non sono precise, ma tra l'una e l'altra vedo una cifra superiore al miliardo di euro.

E se con 100 milioni tagliano le accise per dieci giorni, è facile fare il conto se si recuperasse quel miliardo per una spesa di maggior interesse pubblico.

Poi ci sono gli aiuti alle aziende "in crisi", in pratica la continuazione della disastrosa politica del vecchio centrosinistra di democristiani e socialisti che ha rovinato l'economia nazionale dopo il boom del dopo guerra.

Sono miliardi fitti, non recuperabili come quelli sperperati per salvare il Monte dei Paschi che oggi vale, ma non consente allo stato di recuperare  tutto quello che ha speso.

Per non dire dell'Alitalia, della Fiat e, oggi, dell'Ilva.

Anche qui la quantificazione varia da sito in sito a secondo delle tesi che si vogliono sostenere, ma tutti parlano di miliardi al plurale.

Infine, il grande blocco (e non prendo in esame le spese della sanità o dell'istruzione pubblica e della pubblica amministrazione) arriva dalle spese per i clandestini.

Primo soccorso, alloggio, vitto, cure, istruzione e anche il mantenimento in carcere per chi delinque, oltre a pagare loro la difesa di ufficio, perchè dopo che hanno commesso un reato, magari uno stupro, una rapina, un omicidio, dobbiamo anche provvedere alla loro difesa qualificata.

Leggo ripetutamente una cifra: dieci miliardi all'anno.

Fatte le somme, recuperando quei soldi solo da quelle poche voci, ecco che dei 40 miliardi che si ricavano dalle accise, potremmo recuperarne, quindi eliminarne alla pompa in via definitiva, almeno un quarto (e sono prudente).

E quante altre voci di spesa nasconde il bilancio statale che si potrebbero tranquillamente sopprimere, portandole a decurtazione di altrettanto voci di tasse ? 

Dal bollo auto alla tobin tax sulle compravendite di azioni, dalla tassa sui risparmi (pudicamente e ipocritamente chiamate imposta di bollo sui depositi) al canone rai fino alla completa eliminazione delle accise, sono tutte tassazioni che sottraggono a ciascuno di noi capacità di spesa e, quindi, di fare da volano all'economia nazionale.

Il tutto senza aggiungere altre tasse o aumentarne di presenti e senza inventarsi una aberrazione contabile e concettuale come il cosiddetto extra profitto.

E non ho toccato il tema di chi paga le tasse, perchè, lasciando i cattocomunisti latrare inutilmente, come hanno dimostrato negli undici anni in cui sono stati al governo, sull'evasione, ricordo che il 43% della popolazione italiana, perchè è sotto la soglia di dichiarazione o azzera il dovuto con deduzioni e detrazioni, non contribuisce con un solo centesimo alle entrate Irpef.

Il 40% dei contribuenti versa in media 102 euro all'anno.

Un totale del 72% dei contribuenti, incluso il precedente, versa solo il 23% del gettito che, per il 77% è a carico di appena il 27% dei contribuenti, cioè meno di una dozzina di milioni di cittadini.

Qual è il problema ?

La democrazia.

Finchè ci saranno votazioni dove chi non paga mai un centesimo può esprimere lo stesso voto di chi mantiene sulle sue spalle lo stato e le sue spese, nessun politico oserà mai modificare questo stato di cose.

Perchè spendere è facile, cancellare una spesa, colpendo quindi anche poche persone nelle loro aspettative, diventa una impresa da Guinness dei primati.




26 agosto 2026

La gatta frettolosa fa i gattini ciechi

Matteo Salvini mi è sempre apparso come un uomo del Popolo.

A differenza di tanti che hanno paura a mostrare le loro passioni perchè, come mi disse un giorno un sindacalista che tifava la mia stessa squadra di pallacanestro ma non voleva renderlo pubblico, potrebbero alienare delle simpatie e dei voti (ma solo un imbecille sceglie di votare in base all'appartenenza di un candidato ad una tifoseria o ad un'altra), Salvini ha sempre manifestato la sua appartenenza al Milan.

E questo ha fatto, su ogni altro aspetto, incluse le vacanze chiassose al mare e le donne (peraltro sempre belle) con le quali si è accompagnato e si accompagna.

Non dubito quindi che anche quando ha sbagliato (entrando nel governo Draghi con i cattocomunisti e votando per la rielezione di Mattarella) perdendo milioni di voti a favore della Meloni, lo abbia fatto con l'onestà intellettuale di chi ha creduto di fare bene e del bene.

Ugualmente lo credo sinceramente e onestamente convinto di fare bene e del bene quando parla di tassare banche e società energetiche e di procedere con uno scostamento di bilancio di ben 20 miliardi.

Però torna a sbagliare, alienandosi la parte liberale del Centro Destra che, al contrario, vede nel debito, nella spesa pubblica e nelle tasse, il Male Assoluto della nostra Nazione (e di tutto l'Occidente).

Ed io sono d'accordo con i liberali.

Come non serve calmierare i prezzi (della benzina e del gasolio, se il Mercato dice altro), lezione nota sin dai tempi dell'Imperatore Diocleziano, la Politica dovrebbe cambiare strada, evitando le vecchie scelte di aumentare il debito e di aumentare le tasse per continuare ad elargire assistenzialismo improduttivo e per inseguire un contenimento dei prezzi che, quando va bene, è solo momentaneo salvo pagare il doppio o il triplo quando non è più sostenibile contrastare il Mercato.

Capisco che, incalzato sul fronte ideale e dei principi da Vannacci, contendendo lo stesso elettorato della Meloni che piace sempre di più per la sua padronanza del ruolo e dei temi e a rischio siluramento da parte dell'ala dei governatori leghisti che vedono assottigliarsi l'elettorato, Salvini sia preso da una frenesia di fare.

Ma, a voler fare a tutti i costi e fare presto, si rischia di non valutare le conseguenze del fare.

Spesso, invece di fare subito, è meglio ponderare la situazione ed agire non sull'onda delle polemiche e della necessità di avere spazio sui giornali per far vedere che si è in sella e in controllo della situazione, ma riflettere, parlarne con gli alleati e quindi decidere con la prudenza e la diligenza del buon padre di famiglia.

E' così che mi appare Giorgia Meloni ed è così che consiglierei a Matteo Salvini di agire, anche se mi rendo conto che ognuno ha il suo specifico carattere e che a volerlo comprimere, forse, si avrebbero più danni che benefici.

25 agosto 2026

Il costo delle accise

Ogni volta che aumenta il prezzo dei carburanti, sensibilissimo alle vicende internazionali nelle zone dove si estrae la materia prima e quindi al di fuori della possibilità di interventi nel merito dei governi nazionali, si torna a parlare delle accise.

Le accise sono quelle tasse aggiunte nel corso degli anni, sin dalla prima repubblica, per finanziare qualcosa, in genere una spesa pretesa da socialisti o comunisti o democristiani, per fornire il solito "aiutino" ad una nicchia del proprio elettorato.

Sono tutte residuati dei governi precedenti a quello della Meloni che, quindi, non solo non è responsabile, ma si trova a dover gestire le spese per le quali quelle accise sono state imposte, aumentate negli anni per l'inflazione e per le aumentate pretese dei beneficiari.

Alla fine, poichè tutto finisce nel calderone del bilancio dello stato, cioè di tutti noi, l'entrata che deriva dalle imposte fiscali, iva e accise, su tutti i carburanti, ammonta a circa 40 miliardi, che si adeguano a 26 se ci limitiamo alle accise su benzina e gasolio.

Sono cifre di cui nessun governo può fare a meno.

I cattocomunisti, sempre pronti a mettere le mani nelle tasche altrui, propongono patrimoniale e una super tassa su quelli che chiamano gli "extra profitti" delle banche e delle società energetiche.

A parere dei cattocomunisti (e purtroppo anche della Lega o parte di essa) l'aumento dei prezzi avrebbe portato un aumento dei profitti, come se i costi di estrazione e trasporto, con i pericoli derivanti dalla minaccia degli ayatollah, fossero fermi agli anni Sessanta.

Non ho ancora letto una esauriente spiegazione di come si calcoli un "extra profitto" e del perchè debba essere penalizzata una società che aumenti i propri ricavi sui quali già paga le tasse che in Italia sono pure progressive.

No, non sono nuove o aumentate tasse la soluzione, anzi sono il problema perchè è da mentecatti pensare a nuove tasse per eliminare o ridurre altre tasse e nuove entrate servirebbero unicamente ad aumentare ed alimentare nuove spese.

La soluzione maestra sarebbe eliminare alla radice la causa da cui discende il problema: cioè l'Iran degli ayatollah.

Poichè però i pusillanimi capi europei pensano a fare le parate per Kiev (certi che la Russia non oserà colpire le loro capitali) piuttosto che recuperare lo spirito del passato e mandare una flotta con truppe da sbarco a punire gli ayatollah a supporto di Stati Uniti e Israele, dobbiamo accettare gli aumenti senza lamentarci.

Oppure possiamo chiedere alla Meloni di abolire le accise, tutte e per sempre, indicando dove recuperare quegli almeno 26 miliardi necessari.

L'assistenza (anche quella sanitaria) ai clandestini, ad esempio, azzerando ogni tipo di contributo alle varie simil caritas che sono sorte.

Azzerando ogni contributo per il cinema, l'editoria, le aziende decotte, perchè l'unico giudice deve essere il Mercato che viene alterato dai contributi statali.

Facendo pagare i servizi almeno quello che costano.

Ecco alcuni suggerimenti, perchè a me pagare la benzina due euro non piace, ma neppure piace veder aleggiare sopra la mia testa una nuova tassa, visto che, una volta introdotto il concetto di tassare il guadagno "extra" di un settore, fanno presto, Schlein e compagni, ad estendere il prelievo ad altri settori e anche ai privati, come abbiamo visto dalle tassazioni che si sono in parte inventate e in parte aumentate i governi Monti e Renzi in campo finanziario (tassa sui depositi pudicamente definita imposta di bollo in percentuale pagata trimestralmente sul valore dei risparmi e il saldo dei conti correnti, tobin tax, tassa sulla compravendita di azioni, sul capital gain).

E, rendiamocene conto, per uno statalista i soldi non bastano mai ed è sempre alla ricerca di nuove idee per spremere noi cittadini.


24 agosto 2026

La pelosa demagogia della chiesa

Premetto che non ho mai avuto simpatia per Comunione e Liberazione sin da quando, partecipando ad una pubblica assemblea da loro indetta e diffusa a mezzo volantino a scuola, dopo un mio intervento, mi "riconobbero" (e con me un mio amico con il quale mi ero recato all'assemblea) in base alle idee esposte, per uno di Lotta Continua.

Lotta Continua a me ?!?!?

Da quel momento ho perso ogni speranza di dialogare con loro, risultandomi impossibile una qualsivoglia comprensione, sin dalle questioni di base, più semplici.

Fatta questa premessa risalente al 1974, ogni anno leggo del meeting di Rimini, dove il pubblico applaude qualunque potente che arrivi a dire due parole messe in croce, purchè siano infarcite di buonismo talmente zuccheroso da rischiare il diabete di tipo 2.

Fu così per Andreotti, Berlusconi, Prodi e figuriamoci se non è così per un papa e un cardinale capo dei vescovi.

Leone XIV sta insistendo, troppo, sul comportamento accogliente dei clandestini.

Dice che una persona conta più dei confini (io invece sono rimasto al dulce et decorum est pro Patria mori), ma non dice come "mettere a terra" i suoi principi.

Come organizzarsi, come pagare, chi deve pagare, in quali spazi, con quali leggi, regole, costumi ?

Facile fare i buoni facendo sacrificare gli altri sui quali far pesare tutto il proprio buonismo.

Eppure l'esempio per il papa era stato dato sessanta anni fa da un film, L'Uomo venuto dal Kremlino, in cui il papa, interpretato da uno strepitoso Anthony Quinn, invece di chiedere agli altri di sacrificarsi, metteva a disposizione tutte le ricchezze della chiesa, spogliandosi di ogni orpello, prezioso, quadro, palazzo, oro e denari vari.

Vedremo se, quel che non ha fatto nessuno dei suoi predecessori, saprà farlo Leone XIV, facendo seguito con coerenza alle sue prediche, oppure se anche lui si rifugerà nell'aforisma attribuito a Seneca: fate quel che dico non quel che faccio e il bel gesto resterà solo nel film.

Di conserva è arrivato il capo dei vescovi con un'altra perla analoga: salvare tutti non significa che entrino tutti.

Quindi ?

Quelli raccolti in mare dalle ong come li scremiamo e quelli che non dovranno entrare dove li portiamo ?

E chi decide chi entra e chi no ?

Con quali criteri ?

E con quali soldi poi quelli entrati dovranno essere mantenuti ?

Chi paga ?

E con quali soldi, quelli che respingiamo dovranno essere condotti dove si decide che debbano essere condotti ?

E se quelli che si vedono recapitare il pacco di quelli che "non entrano" da noi, li vorranno ?

E se si mette di traverso un magistrato cosa facciamo, chiamiamo il Cardinale Zuppi per dargli una benedizione e assolverlo, ma restando il problema insoluto ?

E non ha pensato il cardinale arcivescovo di Bologna  che quello che lui dice è già messo in pratica dal Governo, almeno da quello Italiano, con i centri in Albania, dove, tutti salvati, si decide chi ha il "diritto" di entrare e chi no ?

Il Cardinale Zuppi parla anche di "volgari e stupide polarizzazioni", ma la demagogia pelosa, che non fornisce una soluzione concreta, pratica, attuabile, che sia una al problema, come la possiamo definire ?

Personalmente, per rispetto verso i credenti, evito di toccare l'argomento religione, ma a volte chi rappresenta la religione che dovrebbe essere quella della maggioranza della mia Nazione e dovrebbe quindi essere funzionale agli interessi della mia Nazione, diventa un qualcosa di talmente estraneo da rendermi impossibile mantenere il silenzio.


23 agosto 2026

Quella patata bollente dell'Ilva

Da quanti anni sentiamo parlare dell'Ilva di Taranto, del suo "inquinamento", della sua "ristrutturazione", degli interventi che occorrono, dei posti di lavoro a rischio, dei cittadini di Taranto che muoiono per l'inquinamento, dei miliardi che sono stati bruciati in quegli altiforni ?

Senza voler fare la storia di quella che fu una grande acciaieria italiana, nata originariamente nel 1905, realizzata a Taranto negli anni del boom economico, divenuta pubblica negli anni del centrosinistra (Settanta) quindi privatizzata, dopo essere stata resa passiva, nel 1995 e acquistata dalla Famiglia Riva che l'aveva riportata in attivo, arriviamo e partiamo dal 2012 (Governo Monti) quando ci fu la prima presa di posizione dei magistrati che, interferendo sul libero Mercato, disposero il sequestro degli impianti con l'accusa di "disastro ambientale".

Da quel momento, sotto i governi di Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte, Draghi, fu un continuo rinvio di decisioni che aggravarono solo il problema.

L'acciaieria fu sfilata alla proprietà per poi cederla ad una cordata indiana e quindi estrometterla.

I cattocomunisti, che governavano la nazione, ma anche la regione Puglia, erano dei re Travicello, sballottati tra le istanze ecoambientaliste e quelle sindacali.

Tutti, però, chiedevano allo stato di pagare, pagare per rendere la produzione innocua per la salute pubblica e pagare per mantenere inalterata la occupazione.

Nel dubbio, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte e Draghi non hanno mai scelto.

Adesso siamo, forse, all'ultimo giro con l'ordinanza di chiusura delle lavorazioni a caldo, praticamente la chiusura dell'attività.

E si chiede al Governo di Centro Destra di risolvere i problemi causati dal governi cattocomunisti da Monti a Draghi, delle giunte regionali cattocomuniste, dai magistrati, dai sindacalisti e dagli ecoambientalisti.

E si fischia la Meloni ai Giochi del Mediterraneo ma, contrariamente alle speranze dei cattocomunisti, a fischiare sono quelli che chiedono la chiusura dell'Ilva, non di cittadini che protestano per la politica generale del Governo, come testimonia una giornalista che ha seguito con molta attenzione la vicenda Ilva e conosce l'ambiente.

Che ci siano esigenze contrastanti è evidente, perchè non si può chiedere di intervenire con un investimento, solo per "mettere a norma" gli impianti, di ben cinque miliardi, tanto è il costo per garantire produzione e salute.

E ogni intervento richiede tempo, un lungo tempo, tutto quello che hanno perso i governi cattocomunisti da Monti a Draghi.

D'altra parte mi rifiuto di pagare per l'Ilva come abbiamo già, inutilmente, pagato per l'Alitalia.

Credo che ogni cittadino italiano dovrebbe ribellarsi a questo interventismo statalista fatto con i nostri soldi e senza alcuna prospettiva di recuperarli.

La situazione è quindi di stallo che si potrebbe liberare solo escludendo ogni interferenza dei magistrati, quindi dichiarando invalidi tutti i loro provvedimenti e le loro tempistiche, per poter poi vendere il tutto ad un privato che, nel tempo e compatibilmente con le esigenze di bilancio, esegua tutti gli interventi necessari per ammodernare l'impianto, rendendolo produttivo e non inquinante.

Praticamente occorre l'impossibile, figuriamoci se i magistrati ci stanno a fare un passo indietro e, con loro, gli ecoambientalisti e i sindacalisti.

E' una patata bollente che, probabilmente, resterà ancora negli anni, anche se mi auguro che la Meloni abbia il coraggio di dire che lo stato non ci metterà più un centesimo.

Perchè peggio della situazione attuale attuale c'è solo una prospettiva di una nuova Alitalia.

22 agosto 2026

La differenza sostanziale tra chi è di destra e chi di sinistra

Non è vero, come lasciava intendere Gaber, ironizzando su slip e boxer, bagno e doccia, che vi sia equivalenza tra chi è di destra e chi è di sinistra.

Possiamo anzi trovare persone che dichiarino una collocazione ma, nei fatti, risultano appartenere all'altra.

Molto diffusa e veritiera è l'indicazione per cui se ad uno di destra piace o non piace qualcosa, la fa o non la fa, la mangia o non la mangia, la pratica o non la pratica, mentre uno di sinistra cui non piace qualcosa vuole proibirla a tutti, se non gli piace la carne, vuole obbligare tutti a mangiare vegetariano, se non gli piace la caccia vorrebbe proibirla a tutti.

E' tutto vero ed è lo specchio di un qualcosa non di superficiale, ma di profondamente connaturato alla persona.

Il bisogno di conformare ai propri desideri, alle proprie paure, alle proprie paturnie, tutti gli altri, a prescindere dai loro interessi e gusti, discende da un approccio da suddito, da gregge, ai problemi.

L'Uomo di sinistra non è in grado di agire autonomamente, ma ha la necessità di sentirsi perennemente confortato dall'approvazione del gregge con il quale solitamente bela.

L'Uomo di destra, invece, è individualista, a volte troppo, per cui vive benissimo in solitudine, in base ai propri principi e gusti, a prescindere dall'approvazione e dal consenso della massa cui non si sente affatto legato.

Ecco che l'Uomo di sinistra corre a vaccinarsi contro il covid, mentre quello di destra vuole, legittimamente, essere libero di scegliere e infatti non conosco persone di sinistra che non si siano vaccinate, mentre conosco persone di destra che si sono vaccinate e altre che non si sono vaccinate.

Altro esempio sulle tasse.

L'Uomo di destra vuole meno tasse, perchè ritiene che i soldi meglio spesi siano quelli che lui stesso decide come e quando spendere.

L'Uomo di sinistra invece ama le tasse, però ritiene che siano sempre gli altri in difetto e che debbano pagare per soddisfare quelle che, spesso, sono solo sue esigenze.

Gli esempi potrebbero continuare sulla gestione dei figli, sui contanti, sui divieti di circolazione, sui carburanti da utilizzare, sull'uso di riscaldamento e condizionatori e su tante altre cose.

La differenza tra destra e sinistra esiste ed esisterà sempre.

Una differenza che rende le due parti inconciliabili se non con uno sforzo, spesso inutile, per giungere ad un compromesso in cui ambedue ne escano insoddisfatti nell'idea di aver rinunciato a qualcosa di essenziale e, quindi, destinato ad essere di breve durata.