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24 ottobre 2024

La perfetta sintesi di Marina Berlusconi

Dopo qualche sbandamento, più sognato dai "professionisti dell'informazione" che reale, Marina Berlusconi ha detto parole chiare di elogio sui primi due anni di Governo Meloni e fulminato tutte le toghe rosse e militanti.

"... certi giudici non sono nemici di mio padre o di Giorgia Meloni, ma di tutto il Paese ...".

Poche parole, chiare, per inchiodare alle loro responsabilità i magistrati militanti, ma anche quella maggioranza sin troppo silenziosa di magistrati che vorrebbe svolgere il proprio lavoro, ma viene soverchiata dalla cacofonia delle iniziative dei loro colleghi attivisti di sinistra, senza reagire.

Una maggioranza silenziosa che ora è chiamata a fare rumore, per liberarsi dei colleghi che, con il loro comportamento e le loro scelte ideologiche, non solo mancano alla loro doverosa terzietà, ma screditano agli occhi del Popolo e distendono un velo di inaffidabilità sull'intero pianeta giustizia.

L'associazione dei magistrati piagnucola reclamando rispetto per l'autonomia della funzione, ma per avere rispetto, bisogna anche darlo, a cominciare dal rispetto per le scelte elettorali del Popolo Italiano che, inequivocabilmente, è dalla parte del Governo nel contrasto all'immigrazione clandestina.

Ad ogni sentenza, ad ogni ordinanza, ad ogni provvedimento dei magistrati militanti a favore dei clandestini, di chi ce li scarica e li protegge, tutta la magistratura scende di un nuovo gradino verso il baratro della inaffidabilità e dell'ostilità della maggioranza del Popolo Italiano.

Marina Berlusconi, dimostrandosi degna figlia di suo padre, ha perfettamente sintetizzato il tutto, sbagliando solo nell'uso dell'odioso termine "paese", invece di parlare di Patria, di Nazione o, semplicemente, di Italia.

15 settembre 2010

Marina, Marina, Marina

C’era una canzone, negli anni sessanta, che invocava la donna dei sogni, che si voleva "al più presto sposar" : “Marina”.
Marina, nel senso di Marina Berlusconi, ora rappresenta la donna degli incubi di tutti i sinistrati d’Italia.
Se, infatti, si realizzasse l’ipotesi ventilata ieri da Il Resto del Carlino , potrebbe accadere che Silvio Berlusconi porti a compimento la legislatura e quindi, all’età di 77 anni, si ritiri in una delle sue ville ai Caraibi o, più probabilmente, sul colle del Quirinale, risolvendo la questione della successione alla guida del Centro Destra con l’ingresso in campo della sua primogenita, Marina Berlusconi, che nel 2013 avrà 47 anni e, quindi, prolungando il berlusconismo di un altro ventennio ma, soprattutto, considerando la prolificità della stirpe, dando il via ad una dinastia politica che non avrebbe nulla da invidiare ai Kennedy, ai Bush, ai Nehru/Gandhi o, per restare in Italia, ai La Malfa e ai Berlinguer.
Proprio da tali precedenti nessuno dovrebbe avere alcunchè da obiettare e il valore di Marina Berlusconi, già noto in campo imprenditoriale e riconosciuto negli ambienti finanziari internazionali, dovrebbe e potrebbe misurarsi nell’arena politica, scontando gli odi dei sinistrati d’Italia e dei loro caudatari vecchi e nuovi, ma anche dando continuità ad un progetto di rinnovamento della Nazione.
Mi si consenta, infine, una visione godereccia dei travasi di bile di tutti gli antiberlusconiani in s.p.e. che dovrebbero acconciarsi a subire, per almeno un ulteriore ventennio, un nuovo Berlusconi in politica.
Visione che, anche da sola, spinge ad auspicare che la fantasiosa ipotesi de Il Resto del Carlino possa realizzarsi.

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