Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

Web blacknights1.blogspot.com
penadimorte.blogspot.com svulazen.blogspot.com
Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva
Visualizzazione post con etichetta elezioni amministrative 2009. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta elezioni amministrative 2009. Mostra tutti i post

23 giugno 2009

I numeri condannano la sinistra

CINQUANTA province erano amministrate da giunte di sinistra prima del 22 giugno 2009.
Solo VENTOTTO lo saranno dal 23 giugno 2009.
VENTISEI erano i comuni capoluogo amministrati dalla sinistra prima del 22 giugno 2009.
Solo SEDICI lo saranno da oggi.
Sul versante del Centro Destra invece i numeri sono questi:
TRENTAQUATTRO province che saranno amministrate da oggi contro le NOVE che lo erano fino a ieri.
QUATTORDICI i comuni capoluogo, contro i QUATTRO amministrati fino a ieri.
Dovrebbe essere sufficiente per qualsiasi persona normale per dichiarare con certezza chi ha vinto e chi ha perso nel turno elettorale amministrativo del 2009.
Naturalmente chi ha escogitato la singolare teoria per cui Berlusconi avrebbe perso le europee del 6 e 7 giugno perché dichiarava di aspirare al 45% ed ha ottenuto solo il 35%, mentre avrebbe “tenuto” chi, arrivando dal 33%, temeva di scendere sotto il 25% ed ha ottenuto il 26%, non fatica poi troppo a dichiarare che con queste elezioni è iniziata la discesa della “Destra”.
Lasciamoli nelle loro convinzioni (e ci conviene anche che non comprendano appieno la realtà) per svolgere alcune considerazioni a margine dei risultati.
Andato a vuoto l’attacco elettorale, spuntato quello giudiziario, la sinistra si è rifugiata sotto le lenzuola del Premier per cercare di demolirne l’immagine.
Qualcosina sicuramente ha ottenuto, non credo però un ritorno proporzionato allo sforzo messo in atto.
Forse ha sollecitato quell’astensionismo che ha evitato un successo di maggiori proporzioni del Centro Destra, ma potrebbe anche essere che i voti mancanti per tale traguardo derivino dalla mancanza della contrapposizione che si ha quando scende in campo Berlusconi.
A ben vedere, infatti, il secondo turno delle elezioni amministrative assume sempre più un carattere di scontro locale tra due figure e i temi locali prevalgono rispetto a quelli ideali e politici, anche del primo turno.
Ed è una situazione che, evidentemente, riscuote minore interesse tra gli elettori che preferiscono deidicarsi ad altro che non andare a votare.
Quindi prima domanda: vale ancora la pena di un sistema delle amministrative fondato sul doppio turno ?
O non sarebbe meglio far scendere a cascata in sede locale il sistema elettorale della legge Calderoli, che privilegia il premio di maggioranza a favore della coalizione vincente, in un turno unico ?
Seconda domanda: non sarebbe ora di semplificare il sistema eliminando tout court le province ?
Terza domanda: i referendum sono argomenti ben differenti dalle elezioni, di qualunque genere.
Non sarebbe il caso di evitare gli accorpamenti di mele e pere, disponendo peraltro la responsabilità economica, per il rimborso delle spese sostenute, dei promotori e dei firmatari dei referendum qualora non si raggiungesse il quorum ?
L’Italia sembra essersi ribaltata.
Una volta il serbatoio di voti per i partiti che oggi potrebbero essere nel Centro Destra era il Sud.
Oggi è il Nord, mentre il Sud sconta una forte instabilità, spesso legata alle correnti di potere locale.
Incredibile poi la dichiarazione che ho ascoltato ieri da parte del sindaco di Bari rieletto, circa personaggi pugliesi che, nel governo, farebbero il gioco della Lega.
L’apice, però, l’ha raggiunta nel finale quando ha parlato della sua vittoria come della vittoria di Bari, della Puglia, di tutto il Sud.
Bene, il signor Emiliano può dimostrare da subito quanto vale, rinunciando, lui e il suo compagno di schieramento Vendola, ai finanziamenti di Roma e basandosi solo sulle risorse locali, come vorrebbe un vero federalismo fiscale.
Un’altra considerazione è sul ruolo degli ex (o forse tuttora tali ?) democristiani.
Prodi e i suoi hanno contribuito per due volte a portare i comunisti al governo.
Non paghi si sono fusi con i comunisti in un unico partito
.
Finora, però, era la vecchia sinistra democristiana, con l’aggiunta di qualche notabile alla ricerca di una pensione dorata, ad aver favorito i comunisti che si stavano riducendo ai minimi termini.
Oggi però, in molte località, sono anche gli ex democristiani dell’Udc ad aver interpretato il ruolo del “soccorso rosso”, rianimando candidature comuniste ormai allo stremo delle forze.
Ed è notevole come gli eredi della dc e del pci, partiti che arrivarono al 70% dei voti, oggi fatichino a raggiungere il 50%.
Grave è la colpa in Italia degli ex dc per la permanenza di un forte nucleo comunista che ha solo cambiato il pelo (cioè il nome del partito) ma non il vizio (cioè il modo di agire e le idee).
So che Casini non è mai stato tenero con i comunisti, non vorrei però che abbia ingaggiato una personalissima gara con Fini per distruggere Berlusconi, pensando di potersi sostituire a lui e, invece, danneggiando non solo il Centro Destra cui culturalmente ed elettoralmente appartiene, ma l’Italia intera che ha bisogno proprio delle riforme che, solo timidamente, Berlusconi sta mettendo in cantiere.
Abbiamo citato Fini.
Un perdente di lusso, come Veltroni.
Ancora una volta si è schierato con i referendum, come già nel 2005 ed ha perso nel momento in cui sperava di brillare di luce propria, uscendo dal cono d’ombra di un Berlusconi che è e resterà ancora a lungo il valore aggiunto del Centro Destra.
Come hanno dimostrato anche queste elezioni.

Entra ne

15 giugno 2009

Cazzola colpisce duro

Primi dibattiti all’insegna della sonnolenza, secondo quanto riferisce Il Resto del Carlino , finchè Delbono non tenta di sollevare la cosiddetta “questione morale” che, nei corridoi della sinistra, non riguarda le problematiche sui temi della Vita, della Famiglia, del Matrimonio, della droga, bensì i presunti (sempre presunti … ) rapporti degli avversari con il denaro.
Cosa è venuto in mente a Delbono ?
Forse ha avuto l’impressione che il più aggressivo e scoppiettante Cazzola lo stesse mettendo sotto ?
O forse era una strategia studiata a tavolino ?
Forse non lo sapremo mai, sta di fatto che Cazzola ha reagito rifiutando di cambiare argomento ed ha sferrato un paio di colpi al limite del livello della cintura.
Ha ironicamente portato a Delbono i “saluti della sua ex” ed ha ribaltato i dubbi “morali” sul suo avversario.
Delbono ha accusato il colpo e come ha reagito ?
Dichiarando di aver incaricato i suoi legali di querelare Cazzola.
Siamo alle solite manfrine.
Da sinistra possono sollevare dubbi, dal Centro Destra no.
Non so come andranno i prossimi giorni di una fase finale della campagna elettorale che si preannuncia al calor bianco.
Indubbiamente l’energia che Cazzola sta dimostrando nel contrastare il suo avversario mi piace e mi fa considerare con maggior piacere il voto che gli darò domenica prossima (rifiutando rigorosamente le schede referendarie).
Delbono, invece, sta mostrando i suoi limiti caratteriali.
Invece di replicare con durezza, si è rifugiato nella querela.
Invece di affrontare il “nemico” de visu, ha disdettato, sempre secondo quanto riferisce il Carlino , tutti i “faccia a faccia” già programmati.
Per Bologna, per avviare a soluzione i nostri problemi, è indubitabile che ci vorrebbero più Cazzola e meno Delbono.
@


Entra ne

09 giugno 2009

Lassù Qualcuno ama Bologna

Le amministrative stanno confermando una inequivocabile tendenza nazionale: il pci/pds/ds/pd crolla (chiedo scusa: tiene …) perdendo al primo turno 15 delle 50 province che governava e mandandone al ballottaggio altre 20.
Non che il ballottaggio significhi, per il Centro Destra, vittoria, anzi, sarà molto dura riportare alle urne gli elettori, soprattutto quelli che non vorranno litigare con gli scrutatori per rifiutare le schede del referendum.
Nei comuni la storia si ripete con, in più, due assi come Bologna e Firenze che costringono ai tempi supplementari la sinistra nel cuore del loro potere.
Sì, perché sembra di essere tornati a più di 40 anni fa, quando solo l’Emilia Romagna e la Toscana erano tinte di rosso.
In sostanza il pci/pds/ds/pd è regredito (pardon: ha tenuto) fino ai livelli antecedenti il grande boom del 1975 e persino la prima avanzata post sessantottina delle prime elezioni regionali nel 1970.
E se a livello nazionale si parla di Milano e Torino, Napoli e Firenze, a me interessa Bologna.
Bologna era posizionata nel modo migliore per poter scalzare la sinistra.
La giunta del sindaco forestiero aveva fallito e solo “i svulazen” potevano esserne contenti.
Ebbene, in una situazione così favorevole, il Centro Destra ha cercato in tutti i modi di perdere: la lunga telenovela per scegliere il candidato, le ripicche e le meschinità personali, la candidatura di Guazzaloca, i veleni, le querele.
Per concludere con le due enormi gaffes che hanno portato molti elettori ad abbandonare l’ex sindaco ai suoi inutili ed esiziali sogni terzaforzisti: la presentazione di liste antagoniste nei quartieri cittadini e l’infelice uscita sulla “libertà di voto” nel caso in cui al ballottaggio fosse andato Cazzola.
Così, sin dall’inizio dello scrutinio, si è visto chiaramente che l’ex presidente del Bologna (e della Virus, ahimè) era riuscito a conquistarsi il primato nel Centro Destra, anche se restava sotto di cinque, sei punti rispetto ai voti delle liste che lo sostenevano e il candidato sinistro era oltre il 50% ..
Poi, il miracolo: il candidato della sinistra scendeva sotto il 50% non appena arrivavano i risultati dei seggi dei quartieri Santo Stefano, Saragozza e Savena.
E’ ballottaggio il prossimo 21 giugno.
Non lo merita Cazzola, non lo meritano i maggiorenti del Centro Destra a Bologna perché hanno fatto errori enormi, ma una occasione così non va sprecata e, quindi, turandomi il naso e rifiutando le tre schede referendarie, parteciperò al ballottaggio votando Cazzola, per il bene di Bologna.
Anche perché il miracolo del ballottaggio non è stato unico.
E se il Saragozza, il Porto, il Savena sono andati persi per la follia di presentare due liste concorrenti, il Santo Stefano, il mio quartiere, avrà una maggioranza Lega-pdl.
Pochi punti di vantaggio sono bastati per ribaltare un destino che Guazzaloca aveva voluto scrivere a favore della sinistra.
E questo la dice lunga sul clima sfavorevole alla sinistra che c’era a Bologna (e che non è stato utilizzato al meglio dai dirigenti del Centro Destra) e sulla estrema debolezza del candidato sindaco della sinistra.
Un candidato che Cazzola, irruento e sanguigno come è, non avrà difficoltà a mangiarsi in qualsiasi dibattito, sulle ali anche dell’entusiasmo per il raggiunto ballottaggio.
Mi auguro che saprà mettere a frutto l’esperienza di questi mesi, ponendo al centro dei temi di queste prossime due settimane la situazione di estremo degrado in cui versa la nostra città per colpa di una politica della sinistra di cui il suo avversario odierno è solo l’ultimo continuatore.
Sicurezza, immigrazione, ordine pubblico, sono i tre temi fondamentali sui quali impostare la campagna elettorale del ballottaggio perché persino gli elettori comunisti vogliono sicurezza, comandare a casa loro e vivere senza il timore di manifestazioni che spacchino le loro vetrine o imbrattino le mura delle loro case.
E, ultimo ma non per questo meno importante, l’apparentamento con tutte le liste di Destra e Centro, a cominciare, certo, da Guazzaloca (che potrà così fare ammenda dei suoi errori) ma comprendendo anche quelle civiche e di Destra.
Liste che hanno subito una autentica debacle, ottenendo, complessivamente, la metà dei voti di quelli ottenuti dalle due liste di Destra del 2004 ed un quarto di quelli ottenuti da Forza Nuova e La Destra/Fiamma Tricolore alle politiche del 2008, ma avremo modo di parlarne, perché una Destra dovrà risorgere e, nel frattempo, sarà necessario continuare a votare per chi, nonostante tutto, riesce a tenere accesa la Fiamma, sia pur ridotta al lumicino.
Venti punti di distacco possono sembrare tanti, ma intanto credo che Cazzola potrà contare su una buona metà dei voti ottenuti da Guazzaloca e questo consentirebbe di portare già intorno al 10% il differenziale e, poi, normalmente è chi corre da dietro ed è in recupero che ha ancora l’entusiasmo per sprintare e superare l’avversario, demoralizzato dal mancato raggiungimento dell’obiettivo al primo turno.
I dirigenti del Centro Destra bolognese non meriterebbero di vincere, soprattutto perché poi si vanterebbero di aver ottenuto un risultato che, con meno errori, sarebbe stato più possibile.
Ma se i dirigenti del Centro Destra bolognese non meritano Palazzo d’Accursio, Bologna sì.
E’ ora di porre fine ai disastri che sindaci di sinistra, estranei al tessuto culturale, economico e sociale della città hanno combinato.
Votare Cazzola è ora diventato un dovere civico che appartiene ad ogni buon bolognese.


@



Entra ne

13 maggio 2009

Un voto proiettato verso il futuro

Se al comune di Bologna concorrono 13 aspiranti sindaco e ben 23 liste di aspiranti consiglieri comunali, provincia e quartieri, fatte le debite proporzioni, non sono stati da meno.
Nove candidati alla presidenza della provincia e 16 liste per un ente che, da tempo, meriterebbe di essere abolito, con il risparmio di 10 miliardi di euro.
Purtroppo i posti da consigliere non sono mai abbastanza ed ecco che la proposta di abolizione della provincia, vecchio cavallo di battaglia del Partito Repubblicano Italiano di Ugo La Malfa, resta sempre sulla carta.
Per i 9 quartieri di Bologna, abbiamo 7 liste “base” presenti ovunque ed altre due liste (se non sbaglio) ad hoc per un quartiere specifico, finalizzate ad eleggere 9 presidenti di quartiere e 152 consiglieri.
Chi votare ?
Ognuno di noi ha le sue risposte, fondate sulla propria personale esperienza, sensibilità, senso di priorità, rapporti personali con i candidati ed è giusto che ognuno abbia la convinzione delle proprie scelte.
Per quanto mi riguarda parto da considerazioni di carattere ideale, dando la preferenza, non esistendo partito o movimento che rispecchi in tutto le mie convinzioni, ai Valori etici che hanno la precedenza su considerazioni di carattere economico o di politica estera.
E’ la Destra, quindi, quella vera però, ad attirare la mia attenzione.
Perché la Destra vera ?
Perché c’è un partito (il pdl “partito di centro moderato e liberale” per stessa definizione del suo fondatore e padrone) che viene etichettato dalla sinistra come “destra” pur non essendolo e, anzi, avendo tra le sue fila numerosi elementi che con la destra non c’azzeccano alcunché.
Soprattutto nei Valori etici, che appartengono di diritto alla Destra, la componente radicalfiniana, ma anche quella liberale classica, rappresentano un qualcosa di stridente con il concetto di Destra.
C’è poi un altro partito (la Lega Nord) che ha mutuato dalla Destra le battaglie più qualificanti, salvo poi rinunciarvi per un federalismo – solo fiscale – da operetta.
Una Lega tutta “chiacchiere e poltrone governative” che ha, via via, rinunciato all’opposizione al trattato di Lisbona, all’obbligo di denuncia dei clandestini da parte di medici e presidi, alle Ronde armate come strumento di bonifica interna e di realizzo di una maggiore sicurezza nelle città, salvo poi, in un soprassalto troppo vicino alla scadenza elettorale per essere completamente credibile, impugnare – come peraltro ha fatto Berlusconi – il processo di respingimento dei barconi degli illegali.
Le perplessità che seguono la Lega restano e se le sono grato per questo ultimo provvedimento sui respingimenti in acque internazionali, attendo però di verificare che non sia solo una azione finalizzata alle elezioni e verificherò se, dopo il 7 giugno, proseguirà.
Ma, dice qualcuno, votando a Destra, che non è collegata con un partito che possa fare maggioranza, si rischia di disperdere il voto.
E’ un ragionamento che ho respinto lo scorso anno alle politiche, perché per stare assieme occorre riconoscersi reciprocamente pari dignità e che a maggior ragione respingo alle amministrative di Bologna 2009.
Avrei infatti potuto pensare ad un sacrificio per favorire un candidato od una lista comune del Centro Destra che, ben conscio di partire da una posizione di minoranza, facesse uno sforzo per superare i personalismi e cercare di “riaccendere Bologna”.
Cazzola e Guazzaloca, invece, unitamente ai loro sostenitori non solo si sono divisi per il consiglio comunale dove, peraltro, potevano salvarsi “in corner” con un accordo preliminare che considerasse il primo turno come una “primaria” per poi far confluire i voti al secondo turno sul candidato meglio piazzato, ma hanno fatto volare gli stracci da una parte all’altra, compromettendo ogni futuro ballottaggio, dell’uno e dell’altro.
Peggio ancora.
Si presentano divisi nei quartieri, dove, matematicamente, vince chi prende più voti e non c’è il ballottaggio, regalando tutti i quartieri (anche quelli storicamente di Centro Destra) alla sinistra.
Lo stesso giochino suicida hanno fatto alla provincia, dove, per la presenza di zone rosse come l’imolese e il persicetano, è più difficile che in comune costringere anche al solo ballottaggio il candidato della sinistra.
Così, nonostante due candidati decisamente spenti, la sinistra può dormire sonni tranquilli.
Perché, allora, dovrei premiare uno di costoro ?
Fortunatamente ho una ampia scelta di Destra, vera, per poter scegliere e il mio orientamento è di votare:

STEFANO MORSELLI e la sua lista per il comune di Bologna

PIETRO PAOLO LENTINI della lista “Destra per Bologna – Fiamma Tricolore – Lentini Presidente” per la provincia di Bologna

FORZA NUOVA, che si presenta in tutte le circoscrizioni, per il quartiere.

Forza Nuova resta anche, ad oggi, il mio orientamento di voto per le europee.

Sono candidature e liste perdenti ?
Ma poiché a Bologna il Centro Destra ha scelto di regalare tutto alla sinistra, non vedo perché dovrei “turarmi il naso” per votare un partito della maggioranza di governo che sarebbe comunque perdente a Bologna.
Preferisco mettere in frigorifero il mio voto per il futuro, auspicando che anche il mio voto possa essere uno stimolo per la rifondazione della Destra in Italia, partendo da quel nucleo che, anche in questa circostanza, rifuggirà dalle sirene di personaggi ondivaghi e incerti nella loro tenuta contro la sinistra, per scegliere la vera Destra.
Indipendentemente dal risultato che uscirà dalle urne, tanto non abbiamo nessuna poltrona da salvaguardare o da conquistare.



@




Entra ne

11 maggio 2009

Bologna:ammesse 23 liste e 13 aspiranti sindaco

Unico candidato escluso Beppe Maniglia, troppo naif per Palazzo d’Accursio ?
Peccato.
Mi sarebbe piaciuto vedere quanti voti avrebbe ottenuto e, forse, anche questa considerazione ha scosso il “palazzo” che, con i suoi formalismi legali, lo ha escluso.
Almeno Beppe Maniglia ci ha provato: onore al merito e arrivederci fra cinque anni.
Esclusa anche la sua lista ed una lista di appoggio a Cazzola.
Adesso si comincia a correre sul serio.
Meno di un mese e 13 candidati per la poltrona più prestigiosa della città.
Una eredità pesantissima: degrado, traffico, inquinamento, violenze, rapine, clandestini.
Bologna la città annaspa come il Bologna calcio di cui è fedele interfaccia.
Tre sono i candidati “maggiori”.
Uno rappresenta la continuità con la fallimentare giunta del sindaco forestiero ed è forestiero pure lui.
Dalla sua ha l’armata rossa del vecchio pci, ora pd, bolognese in cui gli adepti anche quando non capiscono, si adeguano.
Ha alcune presenze di disturbo che potrebbero impedirgli di raggiungere il traguardo al primo turno, favorendo una ricomposizione al secondo turno del Centro Destra, profondamente lacerato da personalismi e dalle pessime scelte dei colonnelli bolognesi di Berlusconi di cui si è già straparlato con i due "campioni" Alfredo Cazzola e Giorgio Guazzaloca.
Anche la Destra è divisa nei suoi movimenti identitari più stabili e consolidati (Forza Nuova e Fiamma Tricolore) e con il candidato forse più accreditato che è Stefano Morselli, nome di spicco della Destra bolognese.
Morselli che sul suo sito scrive:
“Per i fuori dal coro come noi questo è il momento di serrare i ranghi e di mettercela tutta per toglierci e togliervi di mezzo questa gentaglia.
INSIEME TUTTO DIVENTA POSSIBILE.
”.
Proprio così: insieme tutto diventa possibile.
Anche raggiungere risultati importanti, come sarebbe dotare il consiglio comunale di Bologna di una rappresentanza autenticamente di Destra a tutela dei veri interessi dei cittadini, che sono poi quelli di vivere in una città percorribile, sicura e pulita in ogni senso.
Chiediamo molto ?
Non credo, anche se per l’attuale giunta e i suoi sostenitori che ora hanno la faccia tosta di presentare un nuovo candidato estraneo alla città, l’impresa si è rivelata al di sopra delle loro capacità e possibilità.

@



Entra ne

15 marzo 2009

Bologna:il Centro Destra alla prova generale di suicidio

Nel mio blog dedicato a Bologna ed all’Emilia (Svulazen) ho da tempo aperto una costante finestra sulle elezioni amministrative e, in particolare, sull’elezione del sindaco, il prossimo giugno, in un quadro che sarebbe di grande favore per le liste di Centro Destra.
A Bologna il sindaco ex segretario della cgil, ha miseramente fallito.
Persi tutti i finanziamenti per le grandi opere (metropolitana, passante) ha ridotto la città ad un gruviera ignorando la prima ed elementare cura doverosa della manutenzione delle strade e dando il via ai lavori di una costosa, contestata e inutile ferrovia di superficie (il “Civis”).
Ha inoltre incrementato le proibizioni e traffico e non ha saputo fornire alcuna risposta all’esigenza di sicurezza dei cittadini, facendo di Bologna la città più rapinata d’Italia in rapporto alla sua popolazione e rendendola infrequentabile in certe zone e in certi orari.
Come ciliegina si è reso protagonista della telenovela sulla moschea, rifiutata dalla cittadinanza e sulla quale è stato alla fine costretto a fare marcia indietro grazie alla lotta ed alla documentazione prodotta dalla Lega Nord.
Quel sindaco ha rinunciato a candidarsi e il pci/pds/ds/pd ha scelto un candidato incolore, di cui non si sente parlare, che non appare in grado di formulare alcun progetto per la città e, di nuovo, nato ben al di fuori delle mura cittadine.
Con un simile quadro un Centro Destra appena appena politicamente normale, avrebbe cercato e candidato da subito un nome importante del mondo cittadino, facendo quadrato su di esso, da Forza Nuova all’Udc.
Assistiamo, invece, ad una lotta fratricida.
Una melina incomprensibile sul nome del candidato che ha portato a rinviare ogni scelta fino a febbraio, per poi dividersi tra l’ex sindaco Giorgio Guazzaloca e l’ex presidente del Bologna Alfredo Cazzola.
Ambedue si presentano come civici, rifuggendo i partiti che si accomodano a fare gli zerbini portatori d’acqua, ma non rinunciano a polemizzare gli uni con gli altri.
Così Guazzaloca è sostenuto dall’Udc e spara ad alzo zero non sul candidato della sinistra, bensì su Cazzola, sostenuto dal Pdl e dalla Lega che, a loro volta, rovesciano su Guazzaloca ogni critica immaginabile.
Così l’immagine dei due contendenti si incrina, fino a rischiare di andare in frantumi a tutto beneficio del candidato della sinistra che, seduto sulla riva del fiume, assiste allo spettacolo indecoroso dei due galli (che rischiano però di fare la fine dei capponi di Renzo) del Centro Destra e, senza aver bisogno di fare nulla, né di spremersi per inventarsi uno straccio di programma, ma solo cercando di far dimenticare l’attuale esperienza di giunta, vede avvicinarsi un insperato successo.
Vista la pessima figura che stanno facendo i due principali candidati del Centro Destra, uno cosa fa ?
Cerca una candidatura alternativa per il primo turno, riservandosi di votare al ballottaggio colui che gli elettori sceglieranno come competitore per Palazzo d’Accursio in contrapposizione al candidato della sinistra.
Personalmente ho scelto.
Nonostante la significativa – sotto il profilo della protesta – candidatura di Beppe Maniglia (che, peraltro, sembra scomparso dal panorama) il mio voto andrà, se confermerà la sua candidatura, a Stefano Morselli, antico combattente dell’Msi sin dai tempi del Galvani negli anni settanta.
Oggi, però, leggo che a destra scendono in campo altri candidati.
Massimiliano Mazzanti, attivo ed efficace ex consigliere comunale dell’Msi e di An, sostenuto da Casapound e, contestualmente, un “mister x” preannunciato da quanti sono rimasti ne La Destra di Storace a Bologna che, “scomunicando” Mazzanti, preannunciano una loro lista e un loro candidato.
Non dubito, poi, che, in questo panorama, anche Forza Nuova presenterà la sua lista e il suo candidato.
Di passaggio ricordo che esiste, insistendo sulla medesima area politica, un terzo candidato “civico”, Michele Laganà, che ha confermato di “correre” fino in fondo.
Allora ricapitoliamo:
Giorgio Guazzaloca : civico sostenuto dall’Udc
Alfredo Cazzola: civico sostenuto dal Pdl e dalla Lega
Stefano Morselli: Destra Federale
Massimiliano Mazzanti : Casapound Bologna
Mister X : La Destra di Storace
Mister Y : Forza Nuova
Michele Laganà : civico
Beppe Maniglia: civico.
Otto candidati per un elettorato che, alle ultime elezioni politiche, rappresentava il 38% dei voti, così divisi:
IL POPOLO DELLA LIBERTA' 67.393 27,070 %
LEGA NORD 10.191 4,093 %
UNIONE DI CENTRO 9.756 3,918 %
LA DESTRA - FIAMMA TRICOLORE 5.863 2,355 %
FORZA NUOVA 767 0,308 %
Significativo come l’area della Destra Radicale presenti ben tre o quattro candidature per un elettorato che consentirebbe di esprimere un solo, importantissimo consigliere comunale, la cui presenza a Palazzo d’Accursio creerebbe non poco scompiglio tra le file dei parrucconi di regime.
Come se non bastasse, il Centro Destra si divide anche per le elezioni nei quartieri, con il rischio di consegnare alla sinistra anche quelli a maggioranza di Centro Destra .
Naturalmente Cazzola e Guazzaloca hanno, per la loro natura di candidature civiche, la possibilità di raccogliere consensi anche al di fuori dell’area politica di riferimento, ma vorrei ricordare che nel 1999 Guazzaloca riuscì a vincere al ballottaggio per soli 3000 voti di margine.
Questo significa che, per vincere, ci sarà bisogno di tutti, ma proprio tutti, i voti del Centro Destra (da Forza Nuova all'Udc) e dell’aggiunta di voti provenienti da sinistra, voti di cittadini consapevoli che continuare con la giunta attuale – cambierebbe poco – significherebbe procedere sulla strada di un rapido declino della città.
Non è però accettabile la sufficienza con la quale i candidati maggiori del Centro Destra trattano le ipotesi di apparentamento con i “minori” (che, pure, hanno sempre confermato di essere disponibili a ritirarsi o ad appoggiare il più votato al secondo turno in cambio del riconoscimento di un apparentamento formale e ufficiale), come non è accettabile che si scambino colpi mortali alla reciproca credibilità, invece di offrire ai bolognesi idee e progetti per la rinascita della città.
Berlusconi dovrebbe intervenire per ricostituire una unità che, sola, potrebbe aprire una nuova stagione per Bologna, dopo questi cinque anni di gelo.
Perchè Bologna è importante, politicamente e psicologicamente, prima ancora che in termini elettorali ed economici.


@



Entra ne