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05 dicembre 2023

Indignazione e rabbia a ciclo continuo

Non abbiamo fatto in tempo a smaltire l'indignazione e la rabbia derivante dalle notizie (che continuano ...) sui finanziamenti dei vescovi di Bergoglio alle ong nemiche dell'Italia e degli Italiani, che dobbiamo continuare a tenere alta l'adrenalina indignandoci e arrabbiandoci per una sentenza che condanna (in primo grado ...) a ben 17 anni e centomila euro di provvisionale, un gioielliere che due anni fa sparò, abbattendone due, a tre banditi che avevano cercato di rapinarlo.

Indignazione e rabbia accresciuti dalla contemporanea notizia che il terrorista assassino Cesare Battisti, che per quaranta anni, senza mostrare alcun pentimento, si è fatto beffe della giustizia italiana e dei parenti delle vittime, sembrerebbe intenzionato a iniziare un percorso di ravvedimento (cui nessuno, che abbia un solo neurone funzionante, potrà mai credere) per poter beneficiare di tutte le agevolazioni che una legge permissiva, unicamente orientata a favore dei criminali, consente in tali circostanze.

Mentre il gioielliere finirebbe in galera, Battisti potrebbe usufruire di permessi premio e forse anche dei domiciliari.

Dovrebbe intervenire la politica per mettere, con una legge semplice e chiara, dei paletti alla tracimazione delle toghe: è sempre legittima difesa, esente da ogni procedimento e immune da ogni sanzione, chi spara a dei delinquenti (ladri, rapinatori, scippatori ...) anche se in fuga.

Non solo: chi è condannato per terrorismo non potrà mai usufruire di sconti di pena o di benefici di qualunque genere.

Ma l'indignazione e la rabbia non finiscono qui.

Il Generale Vannacci ha ottenuto un comando degno del suo grado e del suo ruolo ed ecco che si viene a sapere che è sottoposto ad una indagine interna per i contenuti del suo saggio Il Mondo al contrario.

Cosa aspettano allora ad indagare tutti gli Italiani che ne condividono i contenuti ?

E perchè l'unico ad essere indagato per i contenuti di un libro è il Generale Vannacci, mentre chiunque altro, qualunque sia la sua professione, può scrivere ogni sorta di delirio ?

Forse perchè i contenuti del Generale Vannacci sono ritenuti pericolosi perchè interpretano il sentimento popolare di una Nazione che non è quello che vorrebbero gli ascari con la penna al servizio delle consorterie finanziarie e affaristiche internazionaliste e globaliste ?

Ma indignazione e rabbia sono le benvenute, perchè svegliano coscienze intorpidite che, con la loro ignavia, hanno permesso di giungere a questo fondo.

Ricordiamoci che quel gioielliere potrebbe essere chiunque di noi cercasse di difendere la sua famiglia e la sua proprietà e il Generale Vannacci potrebbe ugualmente essere chiunque di noi osasse esprimere una opinione non conforme a quella politicamente corretta.

 

15 gennaio 2023

L'Italia non sia più la discarica europea dei clandestini

Parlando tra amici, inevitabilmente si è toccato anche il tema dei clandestini.

Mi è quindi venuto spontaneo un paragone tra le ong e gli spazzini che, ogni giorno, raccolgono e portano in discarica tutto ciò che noi non vogliamo più.

Il loro lavoro finisce lì, la discarica si riempie e tocca a qualcun altro preoccuparsi per la gestione di quella massa enorme raccolta e abbandonata, finchè non si ha più spazio.

Con i clandestini, l'attività delle ong sarebbe uguale se non ci fosse il sospetto di una collusione con mercanti di uomini e scafisti.

Ma ragioniamo come se non ci fosse alcun contatto tra ong e scafisti, le navi ong svolgerebbero esattamente lo stesso lavoro degli spazzini: raccolgono i clandestini in mare e li scaricano in Italia, divenuta una cloaca europea per volontà dei governi di sinistra che hanno aperto i porti in cambio di un occhio chiuso delle poco vigili (a comando) sentinelle unioniste, sugli sperperi clientelari che hanno aumentato di quasi mille miliardi il debito pubblico in undici anni.

Ma torniamo ai nostri "spazzini del mare" che, una volta scaricati in porto i clandestini, riprendono la rotta e ripetono all'infinito lo stesso giro, incuranti della sorte di chi scaricano in porto, lasciando che a gestire il ben maggior problema del vitto, alloggio, cure, istruzione, danni, siano altri.

Quello che manca nel decreto Piantedosi sul regolamento delle ong, è un articolo che obblighi i "salvatori" a gestire anche il dopo sbarco, trovando alloggio, vitto, cure, istruzione e pagando i danni che alcuni clandestini provocano.

Perchè è troppo facile raccogliere gente in mare e scaricarla nel primo porto senza accollarsi alcun onere per il dopo sbarco.

Così come è ormai acclarato che il contributo riconosciuto dallo stato a chi gestisce i clandestini è divenuto un gigantesco business, sul quale c'è chi ci guadagna, mentre le coop e tutte le associazione che si occupano di clandestini, dovrebbero essere su basi volontarie, non soggette alle direttive governative e, quindi, operare come enti di beneficenza, senza alcun costo per la collettività se non per chi, liberamente e volontariamente, volesse offrire il proprio contributo anche economico.

Ecco, in questi termini, con le ong obbligate a prendersi cura dei clandestini anche dopo gli sbarchi e con le coop e associazioni benefiche basate sul volontariato anche economico e senza ristori dallo stato (cioè da noi), penso che il flusso di clandestini potrebbe essere numericamente ed economicamente accettabile e privo di quelle devastanti conseguenze sociali cui assistiamo ormai quotidianamente.

30 dicembre 2022

La Meloni mette a nudo l'ipocrisia delle ong

Il Governo Meloni ha approvato un decreto con il quale vengono imposte dei paletti e delle regole stringenti all'arrivo di clandestini tramite le imbarcazioni delle varie ong straniere.

La risposta di una ong, presumibilmente mandata in avanscoperta, è che non verranno rispettate le leggi italiani, frignando poi per chiedere la tutela della Germania.

Io sarei molto contento se le ong cercassero di violare le leggi italiane, forzando blocchi ed entrandoe con la forza nei nostri porti, perchè giustificherebbero una reazione che dovrebbe necessariamente passare attraverso nuove regole di ingaggio della nostra Marina Militare.

E' ora di smetterla di piegare la testa davanti alla violenza, all'arroganza, alla prepotenza delle ong e dei loro dirigenti.

E' ora di smetterla di dare loro spazio, senza contraddittorio, dai microfoni e dalle telecamere anche di stato, con i loro piagnistei falsi e bugiardi, quindi regole stringenti, ancorchè ancora troppo permissive come quelle contenuto nel decreto di ieri, sono il minimo e, se violate anche quelle, la Meloni non avrà altra scelta se non quella di rispondere con la forza.

Ben venga, quindi, l'arrogante violazione delle nostre leggi da parte delle ong che porterà come legittima, legale e benefica conseguenza l'uso di quella forza respingente che ogni stato che si rispetti ha il diritto e il dovere di usare davanti ad una aggressione e ad una invasione.

26 novembre 2022

Obbligare le ong ad assistere i clandestini che "salvano" anche dopo lo sbarco

Finalmente l'Unione del Male comincia a capire che deve essere dato un regolamento alle ong che "salvano" (a loro dire) dei presunti naufraghi che, in realtà, sono clandestini che volontariamente e a pagamento, si imbarcano su mezzi pericolosi, nella consapevolezza di avere un appuntamento con imbarcazioni pronte a traghettarli ed a scaricarli (in tutti i sensi) in Italia.

Poichè non credo alla buona fede delle ong, al loro disinteressato volontarismo umanitario, offro a tali organismi l'opportunità di smentirmi.

E poichè nessuno si crei proprie regole per mettersi a posto ma solo formalmente, credo che la regolamentazione europea delle ong debba comprendere un paragrafo molto semplice, che sia anche una cartina di tornasole del buon cuore, dell'altruismo e dell'azione disinteressata delle stesse ong.

Tutti i clandestini che vengono "salvati" in mare da imbarcazioni ong che salpano versa la Libia e l'Africa con l'unico scopo di raccogliere clandestini in mare, sono alloggiati, mantenuti, curati e istruiti dalla ong che li ha "salvati".

In parole povere, le ong che imbarcano clandestini, arrivano al porto "sicuro" più vicino assegnato dall'autorità nazionale e lì sbarcano i clandestini, ospitandoli in una struttura di loro proprietà o che acquisiscono in locazione per l'occasione, curandoli a proprie spese, fornendo loro il vitto e dando loro istruzione, restandone responsabili per ogni loro atto compiuto durante l'attesa di conoscere se viene concesso lo status di profugo o rifugiato o fino alla loro materiale espulsione, per la quale sia la stessa ong a farsi carico dell'accompagnamento verso lo stato di origine o di partenza.

Insomma, questa gente che solca i mari solo per imbarcare clandestini, se ne assuma la responsabilità a 360 gradi, perchè è troppo facile fare beneficenza con i soldi degli Italiani, cui vengono scaricati tutti gli oneri successivi allo sbarco in un porto.

Solo così potrei cominciare a credere alla buona fede delle ong.

13 maggio 2020

Ma la scorta, no !

Volontariamente andò in Africa, zona rischio, per seguire le sue convinzioni ideologiche, nonostante potesse dar libero sfogo alla sua empatia da crocerossina in Italia dove migliaia sono i casi di bambini e adulti bisognosi di affetto, assistenza, educazione.
Fu rapita.
Lo stato Italiano ha dirottato mezzi, uomini e risorse economiche per la sua liberazione.
Rientra felice e in buona salute e non pronuncia una sola parola di condanna per i suoi rapitori.
Legittimamente incazzati molti Italiani (quelli che applaudono, sono sempre e comunque contro l'Italia quindi non sono neppure da prendere in considerazione) esprimono sui "social" il loro disappunto nei confronti della signorina Romano, ex Silvia ora Aisha.
Si legge che adesso il governo starebbe pensando a dotare la signorina Romano di una scorta.
Sarebbe la goccia che fa traboccare il vaso, visto l'uso improprio di scorte messe a difesa di personaggi, come quello scrittore napoletano di Gomorra e di cui al momento non ricordo il nome, che fa tanto il gradasso, ma poi si tiene ben stretta la scorta pagata da tutti noi (anche da noi fascisti, razzisti, xenofobi, sovranisti, nazionalisti e populisti …. e aggiungete pure tutte le altre nostre qualità, ne abbiamo da vendere).
L'oblio scenda sulla signorina Romano, ma che la sua vicenda, l'ennesima, ci sia da lezione.
Basta pagare riscatti.
Se qualcuno, preso dai pruriti buonisti, vuole andare in territori inospitali, lo faccia a suo rischio e pericolo, ma non pensi più di cadere in piedi, facendo pagare al prossimo le sue voglie.










21 luglio 2010

Postulanti del politicamente corretto

All'inizio di ogni primavera ed alla fine di ogni estate, sembra si moltiplichino i postulanti che, agli angoli delle strade o nelle principali vie del centro, si fanno obbligo di disturbare le nostre passeggiate.
Da Greenpeace a Save the children, oltre a numerose altre associazioni note e meno note e singoli soggetti senza insegne, è un continuo chiedere firme che, poi, si trasformano inevitabilmente in richieste di denaro e assilli continui se uno manca di prontezza e indicare correttamente i suoi dati e residenza.
La maggior parte dei cittadini, infastidita, “scaccia” con un eloquente gesto della mano questi postulanti che, al tuo rifiuto, ti guardano pure come se tu avessi commesso un sacrilegio.
Ma come, non sei contrario alle centrali nucleari ?
No, al referendum di un ventennio fa io votai a favore del nucleare e oggi confermo il mio parere.
Anzi lascerei, voi che ci avete danneggiato impedendo lo sviluppo del nucleare in Italia, al freddo di inverno e al caldo afoso d’estate.
E la pesca la tonno ?
Beh, a me gli spaghetti al tonno piacciono molto ...
Credo che questi postulanti rappresentino la caduta di stile delle rispettive associazioni.
Una volta si sistemava, previa autorizzazione, un banchetto per raccogliere le firme, al massimo si distribuiva un volantino esplicativo della proposta e, se uno voleva, si fermava e firmava, se non condivideva passava avanti senza che gli si intimasse “almeno parliamone”.
Come se avessimo voglia e tempo di discutere con il primo che si incontra per strada.
A queste associazioni, indipendentemente dal loro oggetto sociale, dico: non credete che otterreste adesioni più convinte, quindi più durature, se vi proponeste con maggiore discrezione ?



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