Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

Web blacknights1.blogspot.com
penadimorte.blogspot.com svulazen.blogspot.com
Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva
Visualizzazione post con etichetta speculazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta speculazione. Mostra tutti i post

20 settembre 2011

Assalto alla diligenza Italia

E così S&P ha abbassato il rating dell’Italia, mentre Moody’s, più subdolamente, si appresta a farlo dopo aver criticato la manovra di agosto.
Le due agenzie di rating sono le stesse che si accorsero del fallimento Lehman dopo che questo fu dichiarato, quindi possiamo stare tranquilli circa il futuro dell’Italia, infatti sembra che la Borsa abbia totalmente ignorato tali scelte, alla faccia di Casini che ha dichiarato essere Berlusconi il problema e di Bersani e compagni del pci/pds/ds/pd che hanno condiviso la valutazione delle agenzie di rating sull'Italia, dimostrando che lo spirito di fazione prevale, nelle opposizioni, sul doveroso interesse nazionale, oltre che sulla verità.
Ma quello che interessa porre in evidenza è l’aggressione, ora diretta essendo falliti tutti gli altri sistemi contorti utilizzati, portata al sistema Italia e finalizzata a sostituire Berlusconi con un governo prono ai voleri ed agli interessi dei predoni della finanza internazionale.
Non credo sia un caso che, falliti tutti gli altri sistemi ed evidentemente non avendo fiducia nelle solite manfrine giudiziarie e nella incapacità dell'opposizione, siano scesi in campo gli squadristi della speculazione.
Parlano di fragilità politica e di parlamento diviso.
Ma come deve essere, in democrazia, un parlamento se non diviso tra maggioranza e opposizione ?
Negli Stati Uniti Repubblicani e democratici se le danno di santa ragione e anche le ultime esternazioni del presidente pro tempore (speriamo ancora per poco ...) hanno suscitato una reazione veemente della Destra che lo ha accusato di istigare alla lotta di classe.
In Germania il governo perde una elezione dopo l’altra, una regione dopo l’altra, mentre sarebbe opportuno ricordarsi che in Italia le regioni più ricche, quelle più produttive, quelle che trainano l’economia nazionale (Piemonte, Veneto e Lombardia) sono amministrate da un Centro Destra riconfermato o eletto solo nel 2010.
Di cosa vanno quindi cianciando le agenzie di rating in ordine alla debolezza del governo e alla divisione nel parlamento italiano ?
Riterrebbero forse più solido un governo che, al posto di due partiti (Lega e Pdl) ci fosse un’armata Brancaleone di una decina di partiti e movimenti, ognuno con le sue clientele da sostenere, ognuno con le sue “linee del Piave” ideologiche ?
Neanche il più stupido degli osservatori politici potrebbe pensare che un governo di “larghe intese”, di “compromesso storico”, di “grande coalizione” possa essere più coeso di un governo composto essenzialmente da due partiti, voluto dagli elettori su un programma chiaro.
Se a sinistra ragionassero con il cervello (quelli che lo posseggono, almeno, se avessero qualcuno che lo possedesse …) e non con altre parti del corpo che fibrillano al solo sentir nominare il Cavaliere ed all’odio verso il Premier sono pronti a sacrificare tutto e tutti, persino la propria dignità, comprenderebbero che l’attacco delle agenzie di rating è finalizzato a rimuovere l’unico ostacolo che si frappone tra loro e il bottino, cioè i beni dell’Italia: Silvio Berlusconi e il suo Governo di Centro Destra.
Le scuse che inventano per demolire la nostra finanza, la nostra borsa, per mettere in difficoltà il sistema Italia, sono finalizzate a costringere Berlusconi a quella resa che i teoremi e le aggressioni mediatico-giudiziarie non hanno ottenuto.
E cosa accadrebbe dopo le dimissioni di Berlusconi ?
La formazione di un governo di nani politici, imprenditoriali e culturali (tutti insieme appassionatamente …) che, mascherando il tutto con qualche elargizione alle proprie rispettive clientele, metterà pesantemente le mani in tasca agli italiani, riducendone il tenore di vita e svendendo il patrimonio dello stato ai rapaci predoni che, così, vedranno soddisfatte le proprie brame.
L’Italia senza Berlusconi sarà più povera e più serva.
Anche per questo Berlusconi deve resistere ed essere in ciò sostenuto dal nostro impegno, dal nostro voto.

Entra ne

02 agosto 2011

L'ultimo assalto

Sulla stampa di sinistra la decisione di Berlusconi di parlare alle camere è stata interpretata come il suo tentativo di incassare non la fiducia del parlamento, ma delle borse.
Si dice che se, dopo il suo discorso, il differenziale con i bund tedeschi si riducesse, allora il Premier sarebbe rafforzato.
La (poca) stampa di Centro Destra sostiene invece che la speculazione contro l’Italia, che non ha motivazioni economiche, sia l’ultimo assalto portato al Governo, dopo che è fallito quello giudiziario, quello dell’ostruzionismo istituzionale, degli scioperi, delle dichiarazioni di sindacati, industriali e banchieri, della ricerca di divisioni nella Maggioranza, per non parlare del fallimento totale della sinistra politica.
Mi sembra che questa interpretazione sia la più convincente.
E’ evidente che il Centro Destra (e Berlusconi in prima persona) rappresenti l’ultima barriera alla colonizzazione della Nazione da parte di potentati economici stranieri che pensano di guidare il mondo, come una moderna Spectre, senza sottoporsi al voto popolare.
In questo loro tentativo possono contare sulle meschine ambizioni di piccoli funzionari di partito sempre sconfitti da Berlusconi, sulla volontà di apparire di alcuni magistrati e sulla pochezza dei loro omologhi “poteri forti” italiani che, ragionando in piccolo, si accontentano di succhiare allo stato contributi, rottamazioni, agevolazioni, clientele.
Mentre negli Stati Uniti persino questa (pessima) amministrazione deve accettare un taglio delle spese, senza aumento delle tasse, in Italia continua ad essere sostenuta l’aberrante idea di una patrimoniale.
La sostanza dell’attacco all’Italia e al Governo Berlusconi (che, nonostante tutto e tutti, pur con tante difficoltà e clamorosi errori come le tasse imposte dalla infame manovra socialista di Tremonti, continua a difendere l’interesse nazionale e degli Italiani, più e meglio di qualsiasi altro eventuale governo tecnico, del presidente, istituzionale, di coesione nazionale, di grande coalizione o di qualunque genere possa mai essere formulato dalle menti dei politici di opposizione e dei “poteri forti”) è tutta qua: la volontà di guadagnare spremendo gli Italiani con patrimoniali, tasse, gabelle, vessazioni, divieti, sanzioni.
Anche se questo fosse l’unico motivo per opporsi, anche se opponendosi a simile disegno continuasse l’attacco all’Italia, varrebbe la pena resistere, non darla vinta ai comunisti interni ed ai loro nuovi alleati capitalisti internazionali, tenersi il Governo Berlusconi almeno fino alla scadenza naturale del 2013 nella certezza che,male che vada, le imposizioni fiscali sarebbero limitate alla manovra Tremonti.
Poi, in due anni, la situazione può cambiare.
Come potrà auspicabilmente cambiare l’amministrazione americana e, quindi, iniziare nel 2013 un’altra stagione di vero berlusconismo fondata sull’abbattimento delle tasse e il taglio delle spese pubbliche.

Entra ne