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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

11 maggio 2025

I nani che ostacolano la pace

India e Pakistan hanno raggiunto una faticosa e instabile tregua.

Perchè là sì e in Ucraina e Medio Oriente, no ?

Le ragione sono, ovvio, molteplici, ma credo ve ne sia una che rappresenta il filo conduttore: tra India e Pakistan l'unione europea e i nanerottoli di Germania e Francia non hanno messo becco, mentre in Ucraina e in Medio Oriente è un continuo soffiare sul fuoco.

Plasticamente lo si è visto ieri con la trasferta di Merz, Starmer, Macron e Tusk a Kiev, dove, istigati da Zelensky che, con la pace, potrà solo tornere a suonare il pianoforte con il pene perchè altro non può fare, hanno abbaiato a Putin, previa acquisizione di rassicurazioni da parte di Trump.

Sono contento che la Meloni non si sia prestata a simile sceneggiata, partecipando ai colloqui (inutili) solo in video conferenza, marcando l'estraneità dell'Italia ad ogni velleità di spedire nostri militari in Ucraina.

Se proprio vogliono, siano tedeschi, inglesi e francesi a mandare a morire i loro figli per Kiev.

L'inutilità del costoso incontro si è palesata oggi, con la proposta di Putin a Erdogan di riaprire i colloqui diretti con l'Ucraina, cui è seguito l'applauso di Trump e la stizzosa reazione di Macron che non sa neppure mascherare i suoi sentimenti negativi come, almeno, riescono a fare Starmer e Merz.

Capisco che "finchè c'è guerra c'è speranza", come titolava un fortunato film del grande Alberto Sordi e che senza guerra i succosi incassi che banche e aziende siderurgiche tedesche e francesi stanno già sognando, verrebbero meno, ma sarebbe proprio così grave avere qualche dividendo in meno in cambio di migliaia di morti e feriti in meno ?

10 maggio 2025

Spendere bene per le armi

Le, per ora, scaramucce tra India e Pakistan per la supremazia in quell'angolo del mondo, possono fornire al nostro Governo alcune indicazioni sulle armi necessarie, oltre a quelle che già sono arrivate da Israele e dall'operazione militare speciale della Russia in Ucraina.

Il Ministro Crosetto ha dimostrato di "essere sul pezzo" quando, alcuni mesi fa, ha ricordato che se venissero lanciati contro l'Italia i missili che vengono lanciati contro Israele, andrebbero tutti o quasi a bersaglio.

Quindi la priorità è nel creare, praticamente da zero, una rete di protezione che possa intercettare un numero sempre maggiore di ordigni, droni, missili, aerei, che venissero lanciati contro di noi.

Soprattutto nell'ottica per cui chiunque, persino i terroristi palestinesi, di Hamas, Hetzbollah, Houthy, riescono a comprare e lanciare numerosi strumenti di morte.

Quindi una spesa oculata è di comprare un sistema di difesa che sia uguale a quello israeliano che credo sia una combinazione tra produzione americana e innovazione israeliana.

In secondo luogo è importante la difesa del territorio in modo che si sia in grado di contrastare una eventuale invasione.

Occorre quindi avere dei riservisti pronti al richiamo, con il ripristino del servizio di leva obbligatorio perchè "la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino", ma anche mezzi, soprattutto carri armati, efficienti e in grado di affrontare una avanzata nemica e rispondere con specifica precisione.

L'inizio dell'operazione speciale fu un bagno di sangue per i russi, i cui carri furono bersagliati dalla più moderne armi occidentali fornite agli ucraini, anche se, comunque, i Leopard 2 tedeschi e persino gli Abrams, furono colpiti dai russi appena utilizzati dagli ucraini.

Probabilmente, con l'esperienza dell'Ariete, la soluzione migliore sarebbe un carro di produzione nazionale, adatto al terreno in cui si richiede il suo utilizzo e chi, meglio di noi Italiani, potrebbe costruirlo ?

Infine mezzi offensivi, come gli aerei da combattimento.

Le ultime scaramucce indopakistane hanno mostrato la vulnerabilità degli aerei forniti dalla Francia all'India.

Anche in questo caso la produzione nazionale sarebbe più indicata per capacità, tecnologia e inventiva.

In sostanza, se si legge che le banche tedesche (in crisi fino ad oggi) si stanno già leccando i baffi per i cospicui introiti previsti dalla corsa al riarmo voluta dalle due fanatiche di Bruxelles, posto che comunque anche l'Italia dovrà dotarsi di Forze Armate e di mezzi adeguati ai conflitti di oggi, perchè dovremmo finanziare i guadagni di tedeschi e francesi e non invece ricorrere alla produzione nazionale, aiutando le nostre aziende produttrici di armi e le nostre banche ?

09 maggio 2025

Uno yankee in Vaticano

C'era chi si aspettava un Italiano, chi sperava di distruggere quel che rimane della chiesa con un "papa nero" e invece è arrivato uno yankee.

O, almeno, io mi auguro che sia uno yankee nell'accezione che viene usata da chi non ama gli Stati Uniti.

I giornali radio e i quotidiani di questa mattina sono pieni di frasi, di citazioni, di occasioni nelle quali il nuovo papa ha presenziato a questo o quello.

Siamo già al punto delle dichiarazioni tipo "un grande amico. Cinquanta anni fa lo incrociai in stazione e mi chiese se avevo da accendere", ecco il livello della conoscenza è più o meno quello.

Ho già citato il caso di Mastai Ferretti, eletto con una nomea liberale e ricordato nei libri di storia per aver agito esattamente nel modo opposto.

Penso che il papa potrà essere giudicato dai fatti concreti, nel tempo e, soprattutto, dalle risposte che darà nei momenti di crisi, perchè quando tutto va bene, chiunque fa bella figura, è quando ci sono situazioni critiche che emerge la vera tempra di una persona.

Sento molti tirare un sospiro di sollievo perchè non è stato eletto Zuppi, ma anche in quel caso, avremmo dovuto attendere i fatti e le azioni concrete.

Altri cercano di interpretare il nuovo papa dai "segnali", come il nome "Leone" che è quello della dottrina sociale, ma anche di chi fermò Attila, oppure per aver ripristinati mozzetta e stola, che è come dire il "giacca e cravatta" dei laici, dopo lo stile "casual" e volutamente pauperista di Bergoglio sin dalla prima apparizione.

Sicuramente è stato uno spottone per la chiesa cattolica che, almeno in un primo momento, aumenterà le adesioni, poi, quando la sbornia del conclave sarà terminata, ci saranno quelli che criticheranno la parolina sugli omosessuali, il rifiuto dell'insegnamento gender o anche solo la stretta di mano con Trump.

E altri inorridiranno per qualche frase sull'ambiente, sull'accoglienza, sul ruolo delle donne e l'inclusione nella chiesa.

Tutto normale, del resto non si condivide al 100% neppure la posizione del proprio partito e del leader di riferimento e altrettanto vale per una religione.

Come ho già scritto, a me piacerebbe che il nuovo papa volasse alto e potesse darmi delle motivazioni per avere quella Fede che non ho e, forse, al di là dell'indottrinamento dell'infanzia, non ho mai avuto.

Se ci riuscisse, lo giudicherei un grande papa.

08 maggio 2025

Il prezzo della Libertà

Il parlamento ormai è solo un palcoscenico dove ognuno espone il proprio copione e le uniche cose interessanti arrivano dai banchi del Governo, perchè da lì arrivano le uniche iniziative concrete, gli altri fanno solo propaganda, senza assolvere minimamente a quello che sarebbe il doveroso compito delle opposizioni di essere propositivi.

Ieri la Meloni ha svolto una lunga sessione di risposte, sintetiche, a domande spesso inutili, anzi, tutte inutili, dei cattocomunisti.

Il nostro Presidente del Consiglio ci ha offerto numerosi spunti, ma voglio oggi prendere quello più ostico alla sinistra: l'aumento al 2% del PIL della spesa militare.

Come ha ricordato la Meloni, è un impegno preso sin dal 2014 e mai rispettato.

La sintesi è che per poter difendere la nostra Libertà dobbiamo pagare un prezzo e questo prezzo è il destinare risorse per le nostre Forze Armate, per dotarle di armamenti efficaci e moderni e remunerazioni adeguate al rischio che corrono.

Ma anche, aggiungerei, per aumentare gli effettivi disponibili e questo si può ottenere solo con la reintroduzione del servizio militare obbligatorio, abbandonato nel 2005, ma già in precedenza indebolito dalla previsione dell'obiezione di coscienza.

L'aumento è minimale (attualmente siamo all'1,6) ma muoverebbe un discreto giro di affari da veicolare esclusivamente verso le aziende italiane del settore armi, non certo per foraggiare la ripresa industriale tedesca o francese.

Soprattutto, però, le Forze Armate italiane non devono essere assoggettate, in tutto e neppure in parte con la destinazione, magari, di qualche reparto d'elite, non dico al comando, ma neppure ad un potere di indirizzo devoluto a Bruxelles.

Le fanatiche esternazioni della Von der Leyen e della Kallas non offrono alcuna garanzia di un utilizzo saggio e misurato della forza che può scaturire dal rinunciare al comando su reparti importanti delle nostre Forze Armate.

Quindi armi sempre moderne, aumento degli effettivi tramite, da un lato, migliori condizioni economiche per i professionisti e, dall'altro, il ripristino del servizio di leva per avere a disposizione Riservisti o anche una Guardia Nazionale che possa mobilitarsi alla necessità.

Questa si chiama deterrenza, convenzionale, certo (ma personalmente credo che l'Italia dovrebbe uscire dal trattato di non proliferazione delle armi nucleari per dotarsi di un suo arsenale anche atomico a controllo nazionale) ma che, come sta dimostrando la guerra in Ucraina e contro i terroristi palestinesi, continua ad essere lo strumento principale per la difesa degli stati sovrani.

07 maggio 2025

La "Crante Cermania" ha fatto una figura di Merz

Per la prima volta in ottanta anni (un po' meno visto che la costituzione imposta dai vincitori è del 1949) la Germania non è riuscita ad eleggere il proprio cancelliere alla prima votazione, dopo ben due mesi e mezzo dal voto, trascorsi in trattative, anatemi contro la Destra di AfD e manipolazioni delle leggi.

Come è accaduto quando hanno richiamato in servizio il vecchio parlamento per modificare la costituzione sui limiti di bilancio perchè nel nuovo non avrebbero avuto la maggioranza necessaria e come è accaduto anche ieri quando, con un colpo di mano, invece di attendere quattordici giorni, hanno subito effettuato una seconda votazione, con la complicità dei partiti di finta opposizione Verdi e di estrema sinistra della Linke.

Sappiamo tutti cosa avrebbero scritto le anime belle cattocomuniste se ciò fosse accaduto dopo le elezioni del 25 settembre 2022, con il Centro Destra che adattava leggi e regolamenti alle sue esigenze e falliva il primo voto per la fiducia alla Meloni.

E' accaduto invece nella ex "Crante Cermania", con un cancelliere appena eletto i cui trascorsi fanno pensare subito a Monti ed a Draghi e alla presenza della Merkel, che ha sempre ostacolato le ambizioni di Merz, che sicuramente se la rideva sotto i baffi.

Ed è con un cancelliere e una maggioranza così debole, che la Germania si propone di guidare l'unione europea in combutta con un presidente francese minoritario nel suo parlamento e senza la fiducia dell'elettorato, uniti ai parrucconi di Bruxelles nella disperata difesa delle loro posizioni di privilegio da far pagare a Popoli e Nazioni virtuose come l'Italia, l'Ungheria, la Romania.

Quei personaggi, sgradevoli e sgraditi anche in patria, hanno purtroppo ancora in mano le leve di un potere consegnato loro dalla immensa stoltezza di chi, sottomesso per non avere avuto gli attributi per reagire con dignità, per anni ha acconsentito a cedere Sovranità Nazionale e, ancora oggi, reclama ulteriori cessioni di Sovranità Nazionale ad un ente sovranazionale che non fa i nostri interessi, ma solo quelli delle consorterie affaristiche e finanziarie.

I loro tentativi, in Romania come in Spagna, in Francia come in Germania, di escludere dal voto, che è l'essenza della democrazia, quei partiti e quelle persone che non sono disposti a sottomettersi alla loro narrazione falsa e bugiarda, sono destinati sempre più ad infrangersi contro la coscienza civile dei Popoli e delle Nazioni europee che hanno solo bisogno di un Leader, riconosciuto da tutti come tale e che alzi il vessillo della ribellione a Bruxelles.

06 maggio 2025

Il papa che vorrei

Provo un forte disgusto nel leggere del totopapa che imperversa su tutti i giornali e nelle trasmissioni radiotelevisive.

E' evidente che ognuno vede un proprio papa in base a quanto possa essere o diventare funzionale alla ideologica che il "professionista dell'informazione" serve.

E' il retaggio di Bergoglio, con le sue continue interferenze sulla vita politica e sociale delle nazioni, che ha fatto politica invece di essere pastore di anime.

133 persone eleggeranno il capo di un miliardo e mezzo di cattolici, che dovranno farselo piacere a forza, anche se dovesse esprimere concetti di interventismo politico a loro sgraditi.

A meno di abbandonare la chiesa, cioè la comunità religiosa alla quale vorrebbero appartenere.

In passato c'era il papa re che, in quanto sovrano di un territorio, aveva legittimamente voce in capitolo sulle vicende umane, ma dal 20 settembre 1870 lo Stato della Città del Vaticano è una finzione e il papa avrebbe l'occasione unica di dedicarsi alle questioni spirituali, senza scadere nella propaganda politica.

E, per me, sarebbe molto interessante e utile conoscere e approfondire temi che mi lasciano perplessi e, fondamentalmente, mi hanno allontanato dalla Fede, rendendomi scettico su quella che è la stanca ripetitiva liturgia della chiesa cattolica.

Perchè, alla fine di ogni discorso, uno crede o non crede in base ad un atto di Fede, ma deve avere delle motivazioni per quella Fede, non deve, non può essere cieca.

Il papa che vorrei, dovrebbe lasciare ai governi nazionali, eletti da tutto il Popolo e non da 133 privilegiati rispetto agli altri fedeli, le cure materiali, le soluzioni dei problemi del mondo, per spiegarci, per spiegarmi, perchè sarebbe ben riposta la Fede in un "dio che atterra e suscita, che affanna e che consola".


05 maggio 2025

Il conforto delle elezioni in Papua Nuova Guinea

I cattocomunisti somigliano sempre più a degli struzzi che, quando non vogliono vedere qualcosa, infilano la testa sotto la sabbia.

In questo sono assistiti dai "professionisti dell'informazione" che sanno sempre illustrare il perchè e il per come è accaduto qualcosa che loro, prima che accadesse, avevano sempre negato potesse accadere.

Sintomatica la vicenda delle elezioni che si sono svolte nell'ultima settimana.

In Canada e in Australia vincono i partiti acquisiti dalla sinistra, quello liberale e quello laburista, e la ola cattocomunista è arrivata interpretandolo come uno schiaffo a Trump.

Non si rendono conto che un voto di canadesi e australiani contro Trump è un voto permeato di spirito nazionalista, lo stesso che rifuggono come se fosse il diavolo e che viene sistematicamente condannato dai sermoni di Mattarella.

Canadesi e australiani, con il loro voto, attribuendo ai partiti conservatori una presunta sudditanza verso il Presidente Americano, hanno voluto marcare l'Identità Nazionale canadese e australiana, rivendicandone l'indipendenza e la sovranità.

Che è, esattamente, il comportamento che, con varie gradazioni, assumono tutti i partiti nazionalisti e sovranisti delle nazioni europee verso l'unione europea e che vengono additati come "brutti, sporchi e cattivi" da quegli stessi cattocomunisti che oggi portano in palmo di mano i partiti canadesi e australiani che sostengono l'identica indipendenza e sovranità delle proprie nazioni. 

Poi, arriviamo vicino a casa e in Romania, dopo aver annullato le precedenti elezioni che avevano visti al primo posto un candidato nazionalista, la ripetizione concede al nuovo candidato nazionalista (tale perchè al primo è stata inibita la possibilità di candidarsi come stanno provando a fare contro la Le Pen in Francia, Abascal in Spagna e la Weidel in Germania dove, per non sbagliare, pensano di escludere in blocco chiunque aderisca ad AfD e non un solo candidato) il doppio dei voti precedentemente avuti dal suo predecessore.

Ma trovano conforto con la vittoria degli aborigeni in Papua Nuova Guinea.

04 maggio 2025

Non accadrà ...

... ma se accadesse 😎 

Del resto sognare non è ancora vietato, nè tassato e, a differenza dei cattocomunisti, a Destra sappiamo sorridere e, come dimostra lo stesso Presidente Trump, fare autoironia.



03 maggio 2025

Il degrado cattocomunista

Mentre anche in Inghilterra, alle elezioni locali ed una suppletiva per il parlamento, vince il partito "di estrema destra" di Nigel Farage, i cattocomunisti della "maggioranza Ursula", mobilitano le loro truppe togate e in mimetica per fermare delle Idee che camminano sulle gambe degli esponenti dei partiti "di estrema destra".

E' il degrado della politica ed è un degrado morale, etico, sociale, culturale.

Le Idee, tutte le Idee, hanno pieno diritto di esistere e siamo solo noi Elettori a decidere, con il voto, se sono appropriate per la nostra Patria.

I cattocomunisti, socialisti, popolari, verdi, liberali, vedono invece nella libera espressione popolare un pericolo, perchè non hanno la capacità di dare risposte concrete alle esigenze dei popoli che si arrogano il diritto di governare per sempre, con un inciucio continuato.

Così mobilitano le toghe rosse per annullare libere elezioni in Romania ed escludere il candidato favorito ma "di estrema destra", dalla competizione.

Trasformano in reato l'aver utilizzato per legittime attività di partito, da parte del Rassemblement National, ca va sans dire "di estrema destra", fondi erogati in funzione della rappresentanza conquistata con il voto e, prima ancora di un processo, comminano a Marin Le Pen la pena accessoria della ineleggibilità per cinque anni.

Non basta, però.

Allora i "democratici" della variegata sinistra, mobilitano pure gli spioni di stato ai quali fanno dire che l'AfD è un partito "di estrema destra" e, in quanto tale, pericoloso, mettendo i primi tasselli per la sua esclusione dal voto e, soprattutto, aprendo le porte ad una gigantesca operazione di spionaggio, delazioni e intercettazioni tipiche dei regimi più oscuri e perversi che la Storia Umana abbia conosciuto.

Il comportamento di socialisti, popolari, liberali e verdi è immorale e mi auguro che venga punito dal voto, là dove si potrà ancora votare.

La Storia insegna che le vittorie dei tiranni sono effimere e che le Idee, le Opinioni, non saranno mai cancellate per legge, ma solo ostacolate e compresse e, come tutto ciò che viene prima compresso, poi reagisce con una potenza superiore a quella che avrebbe se non avessero cercato di comprimerle con la violenza del potere.

02 maggio 2025

Landini che parla è pubblicità gratuita per il Centro Destra

Nei lunghi anni (undici, da Monti a Draghi, passando per Letta, Renzi, Gentiloni e Conte2) di governi decisi nel Palazzo con la regia del pro tempore inquilino del Quirinale e la partecipazione dei cattocomunisti raccolti nel pd e cespugli, Maurizio Landini, nume tutelare della cgil, stava zitto.

Non lo smuovevano le leggi sul lavoro di Renzi, come non faceva una piega all'espulsione dal lavoro e dalla retribuzione di chi non offriva il braccio alla Pfizer, voluta da Mario Draghi.

Landini, come viene plasticamente mostrato in una fotografia storica, era accucciato sotto l'ala protettiva di Draghi, cioè del mainstream finanziario e affaristico europeo.

Il dubbio sulle attitudini e capacità di Landini era quindi legittimo, ma è stato lui stesso a toglierci ogni dubbio quando, con la vittoria elettorale del Centro Destra e il Governo Meloni espressione del voto e non delle congiure di Palazzo, ha cominciato a parlare a ruota libera.

Credo non ci sia miglior pubblicità per il Governo e il Centro Destra che avere Landini che prova a parlare di economia e politica, esprimendo concetti (absit iniuria verbis !) evidentemente farina del suo sacco.

Ne abbiamo avuto un esempio ieri, quando in un discorso urlato, ha fornito, per chi le sa cogliere, alcune prelibatezze.

Mi limito alla sua conclusione, più volte mandata in onda dai giornali radio, con la quale Landini crede di aver sbugiardato la Meloni che ha affermato che i salari stanno recuperando, sia pur in misura ridotta.

Landini (a differenza della sua segretaria di partito Schlein - che prende in esame gli ultimi 30 anni - esamina gli ultimi 10 anni) ha urlato che del recupero dei salari il Governo non ha parte, perchè sono frutto dei contratti firmati dalla cgil e dagli altri sindacati.

Il Governo, a dire di Landini, è invece assente perchè non spende per aumentare i salari dei dipendenti pubblici e che offrire il 6% di aumento a fronte del 18% di inflazione non è accettabile.

E infatti la cgil non ha firmato alcuni rinnovi bloccando gli aumenti, per cui i suoi "assistiti" non hanno percepito neppure quanto offerto.

Ma basta una qualsiasi ricerca su internet per vedere che il picco di inflazione lo abbiamo avuto nel 2022, con l'8,1% e non il 18% sparato da Landini ed era un anno in cui per 10 mesi i suoi compagni sono stati bellamente al governo con Draghi.

Già nel 2023 l'inflazione era scesa al 5,7% per poi rientrare sotto il 2% dal 2024 ad oggi, così come sotto il 2% (anche ampiamente) era rimasta dal 2015 al 2021.

Se proprio vogliamo sommare dieci anni di inflazione, si arriva, sì, al 18%, ma dal 2015 al 2022 dov'era la cgil, dov'erano i governi con i cattocomunisti, ma, soprattutto, che razza di contratti ha firmato, Landini ?

Landini pretende forse che sia la Meloni ha pagare per le mancanze dei suoi predecessori, ma una qualsiasi persona di buon senso, accetta un graduale recupero per evitare di devastare quei conti pubblici che i governi amici della cgil hanno già devastato facendo aumentare di oltre mille miliardi il debito pubblico, dai 1800 di quando Berlusconi fu rimosso, ai 2900 consegnati da Draghi alla Meloni.

Ma chi è in grado di ascoltare le parole di Landini, ha anche preso atto che fino all'avvento del Governo Meloni la cgil e i sindacati non hanno adempiuto al loro compito di firmare contratti vantaggiosi.

Landini infatti afferma che i salari, negli ultimi due anni, sono aumentati per i contratti che hanno firmato loro, vuol dire che prima, ugualmente, sono diminuiti a causa della loro incapacità di firmare contratti adeguati a salvaguardare il potere di acquisto.

Comunque la si giri, Landini si è fatto carico di opporsi "a prescindere" al Governo Meloni, unicamente per un pregiudizio ideologico, ma per fare ciò avrebbe bisogno di qualcuno che gli scriva testi che possano reggere ad una lettura e che non siano adatti solo ad essere urlati nelle piazze per istigare alla rabbia, confidando sulla reazione pavloviana dei vecchi compagni che si adeguano sempre se lo trovano scritto sull'Unità (che oggi sono Repubblica, Stampa etc.).