Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

03 febbraio 2015

Pochi punti e spartiacque



Ho sempre avuto in uggia verbosità e prolissità.
In politica, poi, ho sempre avuto la convinzione che chiunque parlasse molto era perché non avesse nulla di intelligente da dire (Renzi docet) come quando agli esami universitari ci veniva posta una domanda su un argomento sconosciuto e, allora, si partiva lancia in resta cercando di affogare il docente nelle parole.
A fronte quindi di una sinistra più che mai parolaia e dispersiva, la ricostruzione del Centro Destra può avvenire solo rispettando l’ identità e la storia politica di tutti, ma confluendo su pochi temi condivisi, significativi e che siano spartiacque con la sinistra.
Per ora mi limito ad una mera elencazione, anche se chi mi legge li conosce già, nella consapevolezza che molti di questi sono già al centro dell’agenda di Salvini e della Meloni.
1) Tasse. Meno tasse. Flat tax al livello più basso possibile (10-20%) per togliere carburante alla spesa pubblica, ridurre il debito dello stato (cioè di tutti noi) e restituire il denaro a chi lo produce che è anche l’unico a saperlo spendere al meglio;
2) Morale. La Famiglia come fondamenta della Società. L’unica Famiglia esistente, quella composta da un Uomo e da una Donna, respingendo le derive che vorrebbero trasformare capricci in diritti;
3) Immigrazione. Difendere l’Identità Italiana dal meticciato che deriverebbe da una immigrazione incontrollata e massiccia di persone che continuerebbero ad praticare i loro riti senza alcuna volontà di integrarsi che vorrebbe dire che sono LORO ad accettare usi e costumi della terra che li ospita e non NOI a doverli modificare perché LORO si sentano a casa. Conferma dello ius sanguinis di tradizione Romana come principio di Civiltà contro lo ius soli di origine barbarica;
4) Sovranità. Riprendersi la piena Sovranità Nazionale che comincia con la potestà assoluta di disporre leggi e di battere moneta all’interno del territorio di uno stato. Tornare alla Lira, abbandonando l’euro.
5) Ordine. Tutelare la Sicurezza dei cittadini, da quelli che vengono malamente chiamati “microcriminali” ma che disturbano e molto il godimento della proprietà e della libertà individuale.  Perché solo garantendo vera Sicurezza, si garantisce anche autentico Benessere.

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02 febbraio 2015

La rabbia e l'orgoglio



Vedere un quarto presidente di mezza Italia, un cattocomunista questa volta, al Quirinale spinge ad una sana rabbia.
Rabbia perchè la scadenza elettorale per il Quirinale cade sempre quando c'è un parlamento a maggioranza comunista.
Rabbia perchè Renzi ha venduto un'auto usata (come le sue auto blu di inizio presidenza) a Berlusconi che c'è cascato in pieno.
Rabbia per l'ennesimo tradimento di gente senza quid ... senza tanti quid !
Rabbia perchè il Cavaliere becco e bastonato continua a scodinzolare attorno al bulletto fiorentino invece di preparare la vendetta.
La rabbia è sana perchè inietta adrenalina nel corpo e stimola la voglia di rivincita e di vendetta.
E, come ha insegnato Oriana Fallaci, assieme alla rabbia deve venire fuori l'orgoglio.
L'orgoglio di essere meglio dei propri rappresentanti.
L'orgoglio di non rassegnarci a morire in un'Italia cattocomunista.
L'orgoglio di rappresentare il meglio della nostra società e civiltà, la parte produttiva, la parte attiva, la parte non sovvenzionata dallo stato, la parte competitiva.
L'orgoglio anche di vedere come non si è sbagliato nel 2013 e nel 2014, alle politiche, alle regionali, alle europee, a votare Lega e Fratelli d'Italia che rappresentano la base per poter consumare la nostra vendetta contro la sinistra e contro chi ha tradito il nostro voto.
E le dichiarazioni in parallelo di ieri, sul Giornale e su Libero, del Matteo giusto, Salvini e di Giorgia Meloni sono la corretta risposta e la adeguata proposta per tutti gli elettori di Centro Destra.
La rabbia di dover, ancora una volta, affrontare una lunga attraversata nel deserto e l'orgoglio di sapere che siamo in grado di prenderci la agognata vendetta e che ci sono persone che lavorano già per questo traguardo.


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31 gennaio 2015

Poker rosso al Quirinale



Per la quarta volta di seguito, la sesta se consideriamo anche Saragat e Pertini, il Quirinale si colora di rosso con un presidente, di razza cattocomunista, ancora una volta totalmente estraneo ai miei sentimenti, Valori e Pincipi.
Con questo parlamento non poteva esserci altra soluzione e vorrei ricordare che questo è stato possibile unicamente per colpa di quegli elettori di Centro Destra, che magari adesso si straciano le vesti contro il Cav e il suo patetico e fallimentare tentativo di evitare il peggio, che nel febbraio del 2013 invece di votare per una qualche lista di Centro Destra hanno preferito starsene a casa, astenersi, votare scheda bianca o per Grillo.
Così per 120mila voti il pci/pds/ds/pd di Bersani ha ottenuto quel premio di maggioranza che oggi consente al bulletto  fiorentino di tradire impunemente i patti e dettare la legge del prepotente.
Immaginate, o voi che vi asteneste con troppa schizzinosa superbia,  quanto potremmo stare meglio se aveste votato.
Sicuramente non avremmo avuto nè il bis di Napolitano, nè questo qui.
Che sia di insegnamento per le prossime votazioni.
Renzi quindi è il vincitore e Berlusconi lo sconfitto.
Sconfitto lo sarebbe stato ugualmente se non avesse trattato, ma almeno avrebbe salvato la faccia e la dignità.
Avrebbe potuto anche evitare di farsi tradire una seconda volta da Alfano che dimostra come dei moderati e dei centristi non ci si possa fidare.
Il grave è che  viene lasciata aperta la porta ad una nuova  collaborazione con il prepotente di Firenze, invece di cercare di metterlo all'angolo sfruttando tutte le sue infedeltà che si possono riassumere in un titolo: da Enrico stai sereno a Silvio fidati di me.
Certamente adesso da Renzi credo che nessuno comprerebbe più neppure un Ciao usato e questo potrebbe essere l'inizio della sua fine.
Berlusconi ormai ha mostrato l'incapacità a farsi furbo e se non ha imparato la lezione a 78 anni, dubito potrà farlo in futuro.
In tutto questo disastro un raggio di sole viene dall'alleanza della Lega con Fratelli d'Italia.
I due partiti sono passati dal "neppure un caffè" di Bossi e Fini ad un binomio molto accattivante tra Giorgia Meloni e il Matteo giusto, Salvini.
Sono loro la speranza del Centro Destra, con l'auspicio che si aggreghi anche la parte migliore di Forza Italia, quella contraria al patto del Nazareno,  alle trattive ed agli accordi con i comunisti.
Perché i nemici restano sempre loro, con i quali non è e non sarà mai possibile alcun accordo, alcuna trattativa.



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Se lo votino da soli il cattocomunista



Con la sinistra compatta su Mattarella si ripropone ilpanorama del 2006 quando Napolitano fu eletto a maggioranza sinistra.
Poi dopo due anni dovette chiamare alle urne e veder vincere il Centro Destra di Berlusconi.
Il precedente ci dice che non importa se i comunisti si eleggeranno da soli il loro presidente che mai sarà anche il nostro.
Quel che importa è che il Centro Destra torni compatto, contro i comunisti e il governo Renzi, attuando una opposizione a trecentosessanta gradi, senza cedimenti e senza trattative.
Se lo si farà tutti assieme an.che con una Forza Italia bruciata dal tradimento del chiacchierone fiorentino e bramosa di vendicarsi, tanto meglio, la rivincita sarà più facile.
Se invece Forza Italia continuerà a tra ttare con i comunisti, ci dovremo impegnare di più e più a lungo, ma il nostro elettorato non vuole cedimenti a sinistra.
E Salvini con la Meloni potranno darci molte soddisfazioni.




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30 gennaio 2015

Il Cav troppo signore per la politica italiana



Nonostante quello che dicono di lui, Berlusconi è troppo gentleman per la politica italiana.
Ancora una volta si lascia menare per il naso e rischia di rimanere con nulla in mano e vedere ascendere al Quirinale l'ennesima nullità a lui profondamente ostile, probabilmente per mera invidia.
Di Mattarella, infatti, candidato di Renzi non si ricorda nulla di particolare ad eccezione di un meccanismo elettorale tanto farraginoso quanto contorto che risulta parto delle sue riflessioni.
Il suo merito, quello di essere fratello di uno ucciso dalla criminalità.
E nulla più.
Un personaggio perfettamente adatto per fare il comprimario di Renzi, accontentando anche i comunisti che sbavano ancora contro il Cav.
Che dire, allora ?
Vedremo se Berlusconi avrà quel colpo di reni che consentirebbe di eleggere non il migliore, ma il meno peggio.
Certamente Mattarella sarebbe da annoverare tra il peggio, come gli ultimi tre, impresentabili per qualsiasi elettore del Centro Destra che trova conforto unicamente dalle prospettive che si aprono con l'accordo tra la Meloni e Salvini, tra la Lega e Fratelli d'Italia.


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29 gennaio 2015

Ci siamo ... quasi



Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno annunciato che Lega e Fratelli d'Italia voteranno Vittorio Feltri per la presidenza della repubblica.
Al di là del voto di bandiera e della persona scelta (non mi piace il suo cedimento ai capricci omosessuali) il segnale è importante, chiaro e positivo.
I due partiti che rappresentano al meglio l'elettorato di Centro Destra sui temi scottanti (immigrazione, euro, tasse, omosessualità) quelli, cioè che segnano lo spartiacque insormontabile verso ogni accordo con la sinistra, hanno compiuto il primo passo per una sorta di federazione che potenzialmente potrebbe superare il 20%.
Soprattutto se la scelta di un "padre nobile" del Centro Destra (al di là, ripeto, di alcune sue non condivisibili impuntature) potesse e dovesse attirare anche la parte migliore di Forza Italia che, giustamente, rifiuta l'accordo con i comunisti.
Ed è una percentuale che consentirebbe di far giocare la partita su chi dovrà sfidare il pci/pds/ds/pd di Renzi al ballottaggio elettorale, in una appassionante corsa a tre con Grillo ed un eventuale partito popolare europeo in salsa italiana.
Forza Giorgia, Forza Matteo, la strada che avete imboccato è quella giusta.
Ci siamo .... quasi.


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28 gennaio 2015

L'unica riforma utile



Mentre Renzi e i suoi esultano per essere riusciti ad imporre una nuova, complicata e quindi dannosa, legge elettorale, un'altra decina di grillini cambia casacca senza dimettersi dal parlamento.
Lo avevamo già visto in passato con parlamentari che cambiavano allegramente schieramento, tradendo gli elettori con la scusa di non essere costituzionalmente vincolati a mandati di alcun genere.
Lo abbiamo pagato con il tradimento di Fini e dei suoi finioti che hanno vanificato la più forte maggioranza parlamentare che si potesse avere.
Ma ancora prima Cossiga e Mastella consentirono a D'alema di diventare il primo comunista presidente del consiglio.
Ma la sinistra si è focalizzata non sui traditori che le hanno consentito di governare o di ostacolare il Cav, bensì su quei quattro coraggiosi gatti che hanno fatto il percorso inverso.
Oggi, dopo due anni di scouting, a Renzi è riuscito quel che non riuscì a Bersani ed ecco che potrà contare su una ventina di voti in più, sottratti a Grillo.
L'unica riforma che sarebbe utile per restituire dignità e moralità alla politica sarebbe la decadenza immediata di chi, eletto in uno schieramento, faccia il salto della quaglia.
Ma poichè tutti sperano di poter in futuro guadagnare da simili individui, ecco che l'unico provvedimento degno non sarà mai assunto, tanto meno dal parolaio di Firenze. 

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27 gennaio 2015

Una "Sottomissione" molto dolce



Ne ha già scritto Nessie commentando il "caso letterario" del momento ("Sottomissione" di Michel Houellebecq).
Un caso letterario tale che, uscita la traduzione italiana il 15 gennaio, recandomi in libreria il 16, il volume era già esaurito ed ho dovuto attendere mercoldì per acquistarne una copia, che ho alla fine letto.
Se non ci fosse stato il lancio pubblicitario derivante dalla strage di Parigi a Charlie Hebdo, probabilmente non lo avrei acquistato.
Innanzitutto non lo avrei acquistato perchè non amo gli scrittori francesi, ad eccezione di Dumas, dei coniugi Golon e di uno sicuramente sconosciuto ai più Gil St. Simon, autore, per quanto di mia conoscenza, di otto romanzi di cappa e spada che formarono letture appassionate della mia adolescenza.
Poi non lo avrei comprato perchè ho una particolare idiosincrasia al rosso in ogni sua manifestazione e quella copertina tutta rossa mi avrebbe portato a saltare anche solo l'esame del libro.
Certo il tema è tra i miei preferiti: la società futura.
Un tema che trova ampiamente spazio (ma proiettato molti secoli nel futuro) in tanti romanzi di fantascienza (pensiamo solo al classico e bellissimo "I Sovrani delle stelle" di Edmond Hamilton)  ma che ambientato a soli sette anni di distanza rischia solo di diventare vecchio e superato in poco tempo, come per altri versi è accaduto ai romanzi più famosi di Orwell (1984 e La fattoria degli animali) o a Il Mondo nuovo di Huxley che, infatti, nella mia biblioteca sono collocati non fra i saggi, non fra i romanzi di fantascienza, ma nel mare magnum dei romanzi di autori stranieri.
Il libro di Houellebecq non è quindi inquadrabile nella fantascienza classica che esamina un lontano futuribile, ma non è neppure un saggio di politica fondato su studi, analisi, proiezioni con una qualche patina di scientificità.
Pur tuttavia è un romanzo che prefigura un futuro possibile, tra l'altro per nulla agghiacciante come certi commenti sembravano far intendere, evidentemente scritti senza aver letto il libro ma solo dopo aver conosciuto l'argomento.
Se escludiamo alcune parti francamente volgari e prive di una qualsivoglia attinenza con l'argomento, il romanzo si riesce persino a leggere (dubito però che sarà oggetto delle mie riletture).
Alquanto squallido il protagonista attraverso gli occhi del quale assistiamo all'ascesa al potere dei Fratelli Musulmani in Francia e, da lì, in altre nazioni d'europa (viene esplicitamente citato il Belgio, ma anche la Gran Bretagna).
Il nuovo regime musulmano non sembra particolarmente oppressivo, anzi da come viene descritto appare ai miei occhi quasi auspicabile visto l'ordine morale che riporta in una società dissoluta e di cui le pagine più volgari del romanzo sono chiara manifestazione.
Sarà perchè io sono un agnostico (con qualche simpatiaa neopagana) ma non mi affliggerebbe affatto la sostituzione di una religione con un'altra.
A differenza degli atei, che sono fondamentalisti come e a volte più dei fanatici religiosi (di qualsiasi religione) , gli agnostici semplicemente "non sanno", come dice il termine stesso.
Non so, quindi, chi sia Dio, non potendo escludere che sia quello dei cristiani, dei musulmani, degli ebrei o se vi sia una pluralità di Dei, ognuno preposto ad un particolare settore, popolo o razza.
Ho una mia personale convinzione che un Dio esista, debba esistere, ma non so dare una risposta su "chi" sia questa divinità.
Questo potrebbe essere un problema se ci fosse una imposizione di una religione di stato, ma potrebbe anche essere una agevolazione se, nella più totale indifferenza verso qualsivoglia scelta, fossi costretto a farne una.
E la vita continuerebbe.
Sarebbero altri a doversi preoccupare e, paradossalmente, sono proprio questi "altri" ad essere i maggiori agevolatori della invasione islamica nell'Occidente.
Pensiamo solo alle organizzazioni cristiane che pretendono l'accoglienza, o alle donne come la Boldrini o le due Greta+Vanessa oppure, in genere, ad una sinistra tutta kefiah e intifada.
E qui arrivo, rapidamente per quanto possa consentirmi un commento ad un romanzo di 250 pagine, al punto che per me è centrale e forse l'unico punto inquietante e che dovrebbe aiutarci ad una presa di coscienza.
Come accade che i Fratelli Musulmani assumono la presidenza dell repubblica in Francia vincendo le elezioni ? (Nel romanzo il candidato islamico sconfigge la candidata Marine Le Pen del Fronte Nazionale al ballottaggio).
Il candidato islamico ottiene l'appoggio non solo dei socialisti di Francia guidati da Hollande e Valls, ma anche dell'UMP guidata da Cotè (questo indicata la datazione e già il superamento del romanzo).
E questo dopo che nelle elezioni del 2017 pur di sbarrare la strada al Fronte Nazionale, il cosiddetto Centro Destra francese dell'UMP aveva scelto, secondo l'autore, di votare per la sinistra (personalmente non credo che ciò accadrebbe, il contrario è accaduto, ma noi di Destra preferiamo votare per l'estrema Destra che per un qualsiasi candidato di sinistra).
Che cosa ci dice dunque Houellebecq ?
Ci dice che il nemico passa solo ed esclusivamente attraverso il tradimento perpetrato ai danni della propria gente.
In questo caso i dirigenti dell'UMP che, prima, votano socialista e poi persino per il candidato musulmano, assieme ai socialisti, per impedire che il Fronte Nazionale vinca le elezioni.
Questa l'opinione di Houellebecq che trova sicuramente credito in vicende analoghe del passato.
In SudAfrica non sarebbe mai andato al potere un Mandela se un Boero come De Klerk non gli avesse consegnato il potere contro la volontà della maggioranza dei Boeri stessi.
Negli Stati Uniti un Obama non sarebbe mai stato eletto presidente se non avesse ottenuto il voto di un numero di bianchi ben superiore alla totalità dei negri presenti nella nazione.
Così un musulmano, nel romanzo di fantasia di Houellebecq, non sarebbe mai stato eletto presidente se non avesse ottenuto i voti dei socialisti e dei gollisti.
E, potremmo estendere, un socialista non sarebbe mai stato eletto, sempre in quel romanzo, se non avesse ottenuto i voti gollisti.
Ed ampliando il concetto calandolo nella realtà politica italiana, Monti, Letta e Renzi e non sarebbero mai stati nominati presidenti del consiglio in Italia se non avessero ottenuto il voto di eletti del Centro Destra (nel caso dei primi due dell'intera Forza Italia, quindi dei transfughi alfaniani).
Allora la morale del romanzo, ai miei occhi, è: cerchiamo di evitare di dividerci e cerchiamo di evitare di essere noi stessi a consegnare la nostra terra, la nostra civiltà, la nostra ricchezza a chi vuole solo impossessarsene.
Dipende da noi evitarlo.
Dipende da noi scegliere chi possa meglio custodire il nostro voto.
In Grecia è andata al governo la sinistra di Tsipras.
Con l'appoggio di un partito di scissionisti (gli alfaniani locali) di Nuova Democrazia.
Una catastrofe e non perchè uscirà dall'euro, ma perchè vi resterà dentro, peggiorandolo, visto che tratterà (ed otterrà) condizioni per gli interessi della sinistra greca, non del Popolo Greco.
Allora uno cosa avrebbe dovuto fare, se fosse stato greco, votare Nea Demokratia di Samaras ?
Certo, sarebbe il male minore, ma pur sempre un male.
Meglio invece smetterla di cercare il male minore, le mezze misure (che sono poi quelle che, fermando la mano di Bush, Blair, Azanar, Howard e Berlusconi hanno impedito di risolvere il problema islamico una volta per tutte) e votare Alba Dorata.
Analogamente in Italia assistiamo al rivoltante minuetto di Forza Italia con il pci/pds/ds/pd per eleggere un presidente oggi e, domani, chissà.
Allora basta con le mezze misure e scegliamo di dare forza a Lega e Fratelli d'Italia (sui quali è nuovamente calata la congiura del silenzio, visto che i media sono tornati a dare più spazio persino alle isteriche invettive di Grillo di cui hanno capito la utilità per il regime) auspicando che a loro, in una federazione, possa unirsi la parte migliore di Forza Italia, dando così una casa agli Italiani veri.
Quelli, almeno, che non vogliono sottomettersi.





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26 gennaio 2015

Il suicidio dei Greci



La sinistra di Syriza ha vinto le elezioni in Grecia.
Nel momento in cui scrivo non si sa ancora se riuscirà ad ottenere la maggioranza assoluta o se dovrà accordarsi con altri.
Purtroppo i Greci hanno premiato il peggio che il loro panorama politico poteva offrire pur avendo a disposizione un voto sicuramente antieuropeo come quello di Alba Dorata che pure ha riscosso una buona affermazione e pare possa collocarsi al terzo posto.
I Greci si sono messi, dopo quello dell'euro, un altro cappio al collo, quello del massimalismo comunista che è, poi, l'altra faccia della medaglia euro.
Adesso si apriranno i compromessi a perdere.
La sinistra ha nel dna l'oppressione di una unione sovietica come quella europea e si guarderà bene dall'uscire dall'euro facendo crollare l'intera impalcatura, come sperato da molti euro oppositori, a cominciare da Marine Le Pen.
Si accorderanno per una riduzione degli impegni e del debito pubblico, dimentichi del fatto che i debiti vanno pagati da chi li contrae e non da altri, mentre la sinistra ad ogni latitudine è abituata a spendere depredando i soldi altrui e saremo noi, in primo luogo a pagarne il conto.
Finchè non ci sveglieremo e non voteremo in massa per chi, realmente, ha la volontà di farci uscire dal guano in cui ci portarono Prodi e Ciampi e nel quale ci vogliono trattenere con i vari Napolitano, Monti, Letta e Renzi.


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25 gennaio 2015

Ma che ne sa Orlando di diritto ?



Abbiamo un ministro della giustizia che blatera sul "falso in bilancio" senza probabilmente neppure sapere cosa sia.
Abbiamo un ministro della giustizia che, primo, non solo non è laureato in Giurisprudenza come 27 suoi predecessori, ma neppure laureato in una qualsiasi materia come i restanti sei suoi predecessori.
Abbiamo un ministro della giustizia che nel suo profilo elenca una sfilza di incarichi di partito, mostrando Urbi et Orbi di essere solo un prodotto della peggiore burocrazia partitica.
Per questo i magistrati hanno vita facile nell'invadere il campo della politica.

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