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22 gennaio 2007

Craxi? Ne' criminale, ne' statista

A sette anni dalla morte in Tunisia (“da latitante”, dicono alcuni, “in esilio” altri) e in occasione della intitolazione a suo nome di una strada ad Hammamet, si riapre la discussione sulla figura di Craxi.
Ripensando a quegli anni (Craxi andò al potere nel PSI dopo la batosta elettorale del vecchio De Martino nel 1976 e allora io avevo 20 anni, quindi ho “vissuto” la sua vicenda politica) direi che Craxi possa essere collocato nel solco dei politici, alquanto mediocri, della prima repubblica.
Attribuire a lui “genio”, criminale o politico, mi sembrerebbe eccessivo.
E se è da ammirare la fedeltà alla memoria dell’amico scomparso che il nostro Presidente Silvio Berlusconi manifesta (e lo fece anche in tempi nei quali Craxi era solo e soltanto “il Male”), tale comportamento va ad onore esclusivo suo (a differenza di beneficiati da Craxi come Amato che lo ha ampiamente rinnegato) ma non può fuorviare un giudizio politico e non personale.
Intendiamoci: il modo in cui è stato perseguitato e trattato Craxi grida vendetta anche perché i partitti avevano, prima di Craxi, hanno e avranno sempre, indipendentemente da Craxi, bisogno di soldi e lui è stato l’unico a pagare un qualcosa che presumibilmente era (e forse lo è ancora) un comportamento abituale che potrebbe essere rimosso solo ed esclusivamente con una pubblica amministrazione di qualità, tolta alle clientele dell’assistenzialismo statalista.
E Craxi non può essere condannato come criminale proprio per tutti i dubbi che vengono sul comportamento tenuto nei suoi confronti – con una quantità industriale di avvisi di garanzia – che ne fece il capro espiatorio, messo all’indice e colpito, ben oltre le sue reali responsabilità che, comunque, andrebbero equamente e proporzionalmente ripartite con tutti i partiti dell’allora arco costituzionale.
Craxi un paio di buone idee le ebbe e si ingegnò anche a realizzarle: l’abolizione della scala mobile e l’apertura all’MSI di Giorgio Almirante.
Ma questo non deve farci deflettere da un giudizio politicamente negativo, a cominciare dal “peccato originale”: l’essere un socialista non pentito.
E forse gli insuccessi elettorali (il PSI non superò mai il 15%) derivano proprio dal fatto che i socialisti non hanno mai dato buona prova di sé e, quindi, non riscuotono la fiducia degli italiani.
E quella “tara” originaria, si è manifestata anche con una serie di comportamenti che risentono della ideologizzazione che il PSI di quegli anni continuava a portarsi appresso (ricordo che i giovani della FGSI erano più estremisti di quelli della FGCI ed erano loro il punto di riferimento degli ambienti giovanili più radicali).
Così l’elezione di Pertini (si dice, peraltro, che Craxi la subì obtorto collo, ma fu un regalo al PCI) e la continuità nelle giunte locali delle amministrazioni con il PCI che diede modo a quest’ultimo partito di radicarsi profondamente nelle realtà locali, con le conseguenze perniciose che anche oggi continuiamo a scontare.
Sempre frutto della sua impostazione ideologica e che caratterizza in negativo la sua figura politica, troviamo il suo essere profondamente sbilanciato verso gli arabi e i palestinesi in particolare, al punto da toccare il fondo a Sigonella, quando addirittura contrastò l’azione dei marines e, per colpa sua, i terroristi palestinesi, assassini e colpevoli della vicenda dell’Achille Lauro, poterono andarsene liberi a compiere altre nefandezze.
E il suo filoarabismo, che fece dell’Italia un porto franco per i terroristi palestinesi, lo abbiamo scontato almeno fino al Governo Berlusconi che, all’opposto del suo amico di un tempo, è riuscito meritoriamente a sterzare la politica italiana nel medio oriente, per instradarla su binari più corretti (e adesso ci pensa la sinistra a deragliare nuovamente).
Ma politicamente la colpa che, più d’ogni altra, mi porta a declassare la figura politica di Craxi fu la miopia con la quale si propose mallevadore dell’ingresso dei comunisti nell’internazionale socialista, lanciando una ciambella di salvataggio ad un partito che, con la caduta del muro, avrebbe potuto squagliarsi con benefici effetti per tutto il quadro politico italiano e internazionale.
Il PCI lo ricambiò con la damnatio memoriae e con la sostanziale estromissione degli eredi del PSI da quella stessa internazionale che i comunisti hanno sempre considerato di “socialtraditori” me nella quale si sono installati come il cuculo nel nido altrui.
Un comportamento, quello di Craxi, che mette a nudo l’incapacità di elevarsi oltre un cabotaggio politico da prima repubblica e che, quindi, non permette di attribuirgli la lucida patina dello Statista.
Allora chi fu Craxi ?
Ognuno ha la sua personale risposta.
Per me non fu un criminale (probabilmente i suoi processi sarebbero finiti come quelli contro Andreotti) ma neppure un “grande” della politica italiana.
Un politico della prima repubblica da “arco costituzionale”, come ce ne furono tanti dopo De Gasperi e come ce ne sono tanti ancora oggi.

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11 commenti:

Anonimo ha detto...

X me fu un Grande!
Un Grande Politico ed un Grande Ladro!
Sigonella fu l'apice della sua politica lontana anni luce dai tremolanti budini italici azzerbinati a Mosca e a Washington.
vanificò l'opera di Berlinguer di accreditare il PCI (eurocomunismo) ancora profondamente legato all'URSS come partito riformista svincolò parte della sinistra dal massimalismo e dallo statalismo. Scavalcò a destra la DC sia per la scelta a favore del Presidenzialismo sia per la sua politica filoatlantica ma NON "appecoronata" ai voleri Americani. Tuttora reputo il PSI di Craxi una delle forze più "di destra" che vi siano state in Italia. Sicuramente molto più a dx della ditta BBF. Ovviamente bucò alcune decisioni importanti: la linea morbida con le BR all'epoca del rapimento (e poi assassinio) di Aldo Moro e l'appoggio al referendum antinucleare.
Il PSI non "sfondò" mai non per mancanza di abiure circa il passato ma per la tradizionale "cleptomania" dei segretari e di quasi tutti i quadri dirigenti socialisti del dopo Nenni. E qui veniamo alle dolentissime note. Tutti i partiti per così dire si "autofinanziavano" ma solo tra i dirigenti socialisti vi era l'utilizzo scientifico del sistema tangenti per l'indebito arricchimento PERSONALE e NON politico.
Io a Craxi gli farei pure una statua di 40 metri a PATTO CHE gli eredi restituiscano il bottino (con gli interessi) così sapientemente investito in quel di Hammamet.
No Money, No Party!
Ciao

Anonimo ha detto...

"probabilmente i suoi processi sarebbero finiti come quelli contro Andreotti"

dubito, mi pare che le prove fossero decisamente a sfavore di Craxi, su Andreotti invece c'erano soprattutto le dichiarazioni dei pentiti...
poi mi pare che un'assoluzione per prescrizione per associazione mafiosa, reato commesso fino al 1980, prescritto, non sia un vanto! almeno, in un paese normale non lo sarebbe...

Anonimo ha detto...

Concordo: bel post! GM

Anonimo ha detto...

Assolutamente d'accordo. Purtroppo, come al solito, troppi fra noi si lasciano trascinare in polemiche triviali dai rossi; partite truccate in partenza. Lasciamo Craxi dov'è e concentriamoci su Prodi, Visco e Bertinotti, oppure sui crimini storici peggiori, quelli verso gli innocenti e gli onesti, che la sinistra cerca disperatamente di censurare.

Federico ha detto...

Ciao Mons. Avevo un tempo un giudizio su Craxi non troppo dissimile dal tuo. L'approfondimento di quegli anni però e soprattutto l'analisi ex post delle sue iniziative mi hanno spinto a maturare un opinione più complessa. Credo che Craxi abbia segnato una svolta nella politica italiana e sia stato paradossalmente colui che ne ha favorito il passaggio alla II repubblica. E' stato Craxi a dare per la prima volta al Paese un leader carismatico il cui consenso andava al di là dei partiti. E'stato Craxi a gettare le basi di un rapporto diretto tra governo e elettori. E' stato Craxi a rinnovare il socialismo spostandolo verso il riformismo più moderno e provocando la rottura nel sindacato. L'apertura al Msi fu determinata proprio da questa consapevolezza che la politica italiana dovesse ormai superare i vecchi schemi di contrapposizione ideologici per affrontare una fase di confronto sui singoli. Non nego i tanti limiti e i molteplici errori ma se oggi molti socialisti sono con Fi non è solo per la solidarietà di Berlusconi verso la prepotenza delle toche rosse. C'è una continuità profonda, credo. un saluto

Anonimo ha detto...

Sono troppo giovane per esprimermi su Craxi... alla prossima Mons

Carletto Darwin ha detto...

"probabilmente i suoi processi sarebbero finiti come quelli contro Andreotti".
Ti vorrei far notare che Craxi ha avuto:
1. Due processi terminati in cassazione con la condanna (Eni e per la Metrò milanese), per cui la tua frase non è corretta.
2. Tre processi non terminati (Enel, Enimont e Conto Protezione), sul quale sarebbe potuta finire come ad Andreotti.
3. Un reato prescritto (All Iberian) per il quale è finita come per Andreotti.
Per la legge italiana è morto da latitante. Il resto é chiacchiericcio alla Giuliano Ferrara.

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Stavolta Massimo mi ha preceduto:non mi resta che concodare su tutto.
E ribadendo per chi è troppo giovane, che dentro la FGSI (i Giovani Socialisti) crebbero il fior fiore di troppi Cattivi Maestri di allora.

Come disse Gaber per Moro:

"Io se fossi Dio,
quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,
c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire
che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana
è il responsabile maggiore di trent'anni di cancrena italiana.

Io se fossi Dio,
un Dio incosciente enormemente saggio,
avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,
ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
quella faccia che era!" (Giorgio Gaber, da Io se fossi Dio, 1981)

Anonimo ha detto...

Concordo con te: zero in visione e fiuto politico("andate al mare" quando si votò per il referendum maggioritario); grande tattico molto abile nello sfruttare al massimo la rendita di posizione del Psi; appiattito alla politica filoaraba andreottiana e,
alla fine, un capro espiatorio. E specchio dell'infingardaggine di molti.
Sic transit...
ciao, Abr

Massimo ha detto...

Grazie a tutti per i vostri commenti che mostrano come quegli anni siano ancora troppo vicini per poterne dare una interpretazione storica.
Personalmente ritengo che fra 100 anni, nei libri di storia Craxi avrà un paio di righe.
Tanti altri neppure una nota a piè di pagina.
Mentre ad essere ricordati resteranno Cavour, Crispi, Giolitti, Mussolini, De Gasperi e Berlusconi ... :-)

Anonimo ha detto...

Craxi era uno dei tanti mediocri politici di quest'Italia gerontocratica.
Non meritava linciaggi ma non merita neppure targhe commemorative