L'Italia da tre mondiali, dodici anni che diventeranno sedici nel 2030, non partecipa alla fase finale del Campionato del Mondo di Calcio, che pure abbiamo vinto quattro volte (secondi dietro alle cinque del Brasile e davanti alla Germania che pure ne ha quattro ma quota raggiunta dopo di noi).
E' evidente che c'è bisogno di una rivoluzione e, non potendo o volendo assumere l'unica iniziativa che ci consentirebbe di risorgere, ampliando la base dei calciatori, imponendo nel Campionato Nazionale e in Coppa Italia alle squadre di mandare in campo e tenerveli, almeno otto o nove italiani, quando adesso a volte, persino squadre di secondo piano, schierano sin dall'inizio undici stranieri, talvolta bidoni, ma di poco costo, bisogna intanto incidere su organizzazione (cioè il lato dirigenziale) e staff tecnico.
Non so quanto possa rappresentare il necessario nuovo Malagò, che arriva da una dozzina di anni da presidente del Coni ed ha un'età e una attitudine al compromesso affinata in tutto quel periodo, da fargli prediligere il comodo riferimento ai precedenti, senza scossoni, invece della ruspa che occorrerebbe usare in Federazione.
Il primo atto, però, è stato di coraggio con la nomina di Paolo Maldini a Direttore Tecnico affidando a lui ed al suo consigliere Leonardo, il compito di scegliere il nuovo Commissario Tecnico.
Scartati da Maldini i nomi pesanti di ex CT come Mancini (fortunato vincitore di un Campionato europeo) e Conte, per sua stessa ammissione è stato chiesto ad Ancellotti prima, ma è sotto contratto con il Brasile, senza peraltro eccellere e Guardiola poi che ha declinato.
Quindi il prescelto è stato Pirlo, senza alcun pedigree da allenatore, se non la vittoria di una supercoppa e una Coppa Italia con la Juventus, per poi sprofondare negli esoneri, retrocessioni e finire nell'aureo esilio dell'Arabia Saudita o qualche ricco emirato del luogo.
Su Pirlo ho quindi le mie riserve tecniche, mentre avrei gradito Ancellotti, ma non Guardiola perchè è straniero e credo che sulla panchina della Nazionale debba sedere uno dei tanti bravi tecnici italiani.
Non posso però accettare che Calenda (Azione), Berruti (pd), la Picerno (ex pd non so dove andrà a collocarsi), Della Vedova (più europa) per non parlare del solito codacons (ma che cosa c'entrano le associazioni dei consumatori con la scelta del CT della Nazionale ?) contestino Pirlo non sul piano tecnico, bensì perchè ha allenato una squadra di proprietà di un riccone russo ed è testimonial di una società di scommesse russa.
Il tutto nell'ambito di un boicottaggio che nulla ha a che vedere con lo sport e, infatti, poco alla volta, persino il politicizzato Cio sta togliendo i divieti e le sanzioni alle squadre ed atleti russi.
Il comportamento dei suddetti inquina solo lo sport e non credo sia un caso che siano tutti di sinistra, personaggi che non sanno darsi limiti, mandando il prossimo avanti, perchè loro di responsabilità non ne hanno, sanno solo criticare, pontificare, alzare il ditino alla Scalfaro per propinarci qualche sermoncino buonista.
Lo sport deve essere lasciato allo sport e, infatti, il Ministro dello Sport del Governo Meloni, Abodi, ha fatto una osservazione tecnica sulla diffusione della notizia di Guardiola prima di conoscerne la risposta e sui precedenti da allenatore di Pirlo.
Analogamente il Presidente del Senato La Russa, noto appassionato di calcio, purtroppo tifoso dell'Inter, come tanti amici di destra che conosco, ha espresso dubbi di natura tecnica, non sui suoi sponsor, come faceva un altro grandissimo Statista e Uomo di sport come fu Silvio Berlusconi, di sponda milanista.
Anche questa volta si evidenzia la profonda differenza di stile, di sensibilità, di rispetto per la funzione autonoma dello sport (in questo caso) che contraddistingue la Destra, anche quando la sinistra pretende di uniformare alla sua ideologia qualunque aspetto della vita, negando con ciò ogni concetto di Libertà che, evidentemente, gli esponenti di sinistra non conoscono.
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