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20 ottobre 2022

Berlusconi è la pancia del Centro Destra, la Meloni la testa

A parte ogni considerazione di disgusto per chi spia dal buco della serratura e diffonde registrazioni subdolamente carpite, le parole di Berlusconi, al netto di un egocentrismo che, in lui, suscita solo un sorrisino di simpatia (io sono l'unico Leader in Europa e in America), sono condivisibili.

La Nato ha fatto almeno una guerra, in tempi recenti, per affermare il diritto all'autodeterminazione di un popolo: contro la Serbia, per il Kossovo e con feroci bombardamenti contro la popolazione civile di Belgrado.

Non si capisce perchè non debba essere riconosciuta agli abitanti del Donbass quello che è stato imposto contro la Serbia per quelli del Kossovo.

Della Crimea neanche parlarne: è terra russa, regalata da un tiranno comunista come Kruscev alla Ucraina durante il regime sovietico, quando i confini territoriali erano solo un gioco tra gerarchi del Politburo.

Nel 2014 un accordo previde l'autonomia delle repubbliche del Donbas a fronte di un cessate il fuoco rispettato finchè alla Casa Bianca ci fu Donald Trump.

Con Biden, forse ricattabile da Kiev, le cose sono cambiate e Kiev, dopo aver sovvertito il risultato elettorale rimuovendo il presidente filorusso, ricominciò a bombardare il Donbass.

Il resto è cronaca: gli avvertimenti della Russia, l'operazione militare speciale, le stolte sanzioni, l'invio di armi e finanziamenti a Kiev, l'inverno che passeremo al freddo per colpa di Draghi e Mattarella.

Oltre il 60% degli Italiani, secondo i sondaggi, è contrario all'invio di armi e finanziamenti a Kiev e non capisce perchè dobbiamo svenarci, invece di usare quei soldi per compensare l'assurdo aumento del costo dell'energia.

Le sanzioni sono ormai, con tutta evidenza, un boomerang che pagheremo noi del Popolo, subendo anche le imposizioni dei ras locali (chiamati sindaci) ai quali non par vero di ripristinare le ordinanze restrittive, in questo caso rinviando l'accensione del riscaldamento.

Sempre per "il nostro bene", ovviamente, visto che loro sanno tutto, hanno una mente superiore e devono guidarci come fanno le maestrine (dalla penna rossa) negli asilo infantili, mentre noi, se lasciati ai nostri istinti, apriremmo il gas per stare in casa in costume da bagno anche a Natale (ma se anche lo volessimo fare, avendo i soldi per pagare la bolletta, perchè qualcuno dovrebbe metterci naso ?).

Il gas c'è, in abbondanza, ma da un lato abbiamo sanzionato la Russia che, ovviamente, ce lo nega come legittima ritorsione, dall'altro abbiamo dato retta ai padri e ai nonni dei gretini, chiudendo i pozzi di estrazioni sul territorio, rinunciando ad aprire pozzi nel mare Adriatico (regalando il gas alla Croazia che perfora come se non ci fosse un domani) e chiudendo le poche centrali nucleari che avevamo.

Come, quindi, dar torto a Berlusconi che velatamente critica la scelta di sanzionare la Russia per finanziare e armare l'Ucraina ?

Berlusconi non fa altro che dare voce ad un sentimento diffuso, soprattutto nel Centro Destra.

E' una critica alla Meloni che ha riconfermato la sua volontà di restare nella Nato ?

No di certo.

La Meloni, per l'incarico che si appresta ad assumere, non può parlare con la pancia, ma deve filtrare con il cervello.

In Italia ci sono decine di basi Nato che sono il retaggio di una guerra persa (anche se a sinistra si ostinano a festeggiare la sconfitta).

L'Italia solo con Berlusconi durante la liberazione dell'Iraq ha iniziato una guerra e l'ha finita dalla stessa parte in cui l'aveva iniziata e, quindi, ha ancora bisogno di confermare la sua affidabilità, nonostante i cambi dei governi.

Poi ricordiamoci perchè esiste la Nato, un ombrello che ci ha protetto per oltre quaranta anni dall'aggressività comunista e ad essere contrari alla Nato furono proprio i padri e i nonni dei guerrafondai che oggi allignano prevalentemente tra i cattocomunisti che, ancora nel 1984, manifestavano nelle piazze contro l'installazione dei Pershing e dei Cruise e contro il riarmo voluto da Reagan che provocò il collasso dell'Unione Sovietica e la fine nell'immediato del pericolo comunista.

Vero è che anche l'Msi si era pronunciato contro la Nato nel 1948, un retaggio delle allora recenti radici ideologiche e storiche, ma negli anni l'Msi acquisì sempre più coscienza della necessità di schierarsi comunque contro i comunisti e l'Unione Sovietica e la Meloni, nata nel 1977, iniziò a fare politica quando tale svolta missina era già compiuta e consolidata, ancorchè rimanessero, come rimangono tuttora, degli zoccoli duri antiamericani e antinglesi per diretta conseguenza di quello che fecero gli angloamericani in Italia, quindi esattamente per i motivi diametralmente opposti a quelli dei cattocomunisti.

E la Meloni sa che, anche volendo assumere una posizione più andreottiana con un occhio ad una possibile mediazione che converrebbe a tutti, non ha spazio di manovra per una clamorosa e immediata presa di distanza dalle politiche sino ad ora seguite.

Anche se molti di noi, suoi elettori, applaudirebbero ad una posizione che fosse simile a quella dell'Ungheria di Orban.

Non mi scandalizza quindi la sincerità di Berlusconi, soprattutto perchè era una verità che doveva rimanere all'interno di un gruppo ristretto di persone, come non mi scandalizza l'aplomb istituzionale della Meloni.

Il Governo che verrà solo con i fatti potrà dimostrare quanto operi per l'Italia, gli Italiani, perseguendo il nostro Interesse Nazionale.

06 marzo 2022

Gli Hooligans dal gretinismo, ai vaccini e alla guerra in Ucraina

Ormai non esiste più un confronto di idee, ma solo la manifestazione di una fede, cieca e sorda come tutte le fedi, ma purtroppo non muta.

La nostra società è corrosa dagli Hooligans del tifo.

Abbiamo così visto i talebani dell'ecologia sfidare ogni logica e buon senso, cancellando l'energia nucleare, infinita e pulita, per avventurarci in improbabili soluzioni solari ed eoliche, con il risultato che non sappiamo se potremo riscaldare le nostre case il prossimo inverno.

Un ulteriore gradino nella scala dell'imbecillità lo si è salito con la dittatura sanitaria che ha addirittura estromesso dal lavoro e dallo stipendio chi non ha voluto inocularsi, aizzando all'odio le parti, una contro l'altra, invece di lasciare libertà di scelta a chi vuole vaccinarsi ed a chi non vuole, senza lanciare anatemi, minacce, sanzioni o auguri, di pessimo gusto, sul destino di chi decide di fare quello che noi non facciamo.

Infine la guerra.

La stampa serva è indignata perchè in Russia hanno spento gli organi di informazione degli oligarchi del sinedrio affaristico e finanziario che sono i mandanti dei vari Draghi, Biden, Macron e Trudeau.

Ma nessuno protesta se viene chiesto il bavaglio per il corrispondente Rai da Mosca, Marc Innaro, che sta facendo il giornalista e non la velina come quasi tutti i suoi colleghi, dicendo che basta guardare una cartina geografica per capire chi, tra la Nato e la Russia, si è allargata negli ultimi trenta anni ed ha dato conto della versione russa in relazione al presunto attacco alla centrale nucleare ucraina.

E nessuno ricorda che in occidente, nel democraticissimo occidente, hanno spento Russia Today e Sputnik, organi di informazione russi, appropriandosi dei beni dei miliardari russi.

Draghi dovrebbe fare l'interesse dell'Italia e degli Italiani, ma è in gara con Di Maio per sparare parole a vanvera contro i Russi dai quali dipendiamo per il gas.

Leggo e vedo persone incupite dal pensiero della guerra, ma solo perchè passano ore davanti alla televisione assorbendo tutta la propaganda faziosa dei telegiornali di qualsiasi rete, non capendo che la cosa migliore è spegnere, leggersi un bel libro o guardare un telefilm, tanto nessuno di noi potrà mai fare la differenza o spostare l'ago della bilancia, quindi tanto vale aspettare che russi e ucraini risolvano le loro beghe e poi ricominciare prendendo atto della nuova realtà che la guerra ha creato.

Come è sempre accaduto dopo ogni guerra.

Tifare come Hooligans non serve a nulla e non risolve nulla, perchè torti e ragioni si trovano da ambedue le parti e prima finiscono di spararsi, meglio sarà per tutti.

Per i nostri rifornimenti di gas, per la nostra economia, per la nostra borsa, per il nostro turismo.

Da questa guerra abbiamo solo da perderci perchè comunque finisca, nulla arriverà ad arricchire l'Italia e gli Italiani e, al contrario, possono solo arrivare profughi che dovremo mantenere.

Inviare armi significa prolungare il conflitto.

Inviare armi gratuitamente significa anche una perdita secca economica ed effettuare una scelta di campo che potrebbe ritorcersi contro di noi se quelli a cui mandiamo armi dovessero perdere la guerra.

I veri pacifisti non sono quelli che manifestano in piazza prendendo posizione per una delle parti, ma quelli che non contribuiscono ad esacerbare gli animi ed a continuare la guerra.

28 febbraio 2022

La miglior vendetta è vivere bene

La voce ufficiale del regime, Giorgio Zanchini con la sua (ma pagata da noi !) Radio Anch'io, si inalbera quando è costretto a dar conto dei messaggi di ascoltatori che protestano perchè le "notizie" sono a senso unico e non viene mai dato spazio alla versione russa.

E' un vizietto che risale nella notte dei tempi.

Mi ricordo che Zanchini conduceva Radio Anch'io sul "neofascismo", facendo parlare chiunque su Forza Nuova e CasaPound, tranne esponenti di Forza Nuova e CasaPound.

Più recentemente davanti ad una platea infinita di vaccinisti, schierava un solo obiettore che interrompeva continuamente e non lasciava che potesse concludere un ragionamento senza dover ricominciare il ragionamento.

Non mi meraviglio quindi che davanti alla volontà, chiaramente espressa da Soros, di rimuovere l'ostacolo Putin al Nuovo Ordine Mondiale, a Radio Anch'io, come in ogni altro megafono delle veline di regime, si ascolti solo e sempre la stessa tesi.

Io ho trovato una soluzione: spengo.

Mi limito, come ho scritto ieri, a due notiziari al giorno, alla lettura di un quotidiano un po' più obiettivo di altri (La Verità) ed ai lanci di notizie dell'Ansa.

Si vive benissimo.

Perchè quel che, scientemente, cercano di fare i Soros ed i loro burattini è di angosciarci, di impedirci di andare oltre le questioni contingenti, di spaventarci.

E' una tattica vecchia come il mondo.

La paura come strumento di governo ha origini antiche e nell'epoca cristiana è stata sublimata dalla paura dell'Inferno: se non segui le direttive della chiesa, finisci all'Inferno PER l'ETERNITA'.

Se non ti vaccini, prendi il covid e muori o fai morire.

Se non armiamo gli ucraini, obbedendo alle direttive dei sorosiani, arriva il lupo Putin che ci mangia tutti.

Nessun ragionamento, nessuna argomentazione, nessuna riflessione, solo tifo da curva sud per consentire a Soros e compagni di guadagnare sempre più potere.

Spegnere i megafoni di regime, invece, ci consente di capire che il mondo va avanti ugualmente.

Ci consente di godere di quello che abbiamo e di viverlo con felicità.

Perchè la miglior vendetta contro gli untori del terrore è vivere bene. 

27 febbraio 2022

Il "signor Rossi" in tempi di guerra

Ascoltando radio e televisioni e leggendo quotidiani online e social, sembra di essere nel mezzo di un campo di calcio, con le tifoserie delle due squadre bercianti a squarciagola dagli spalti.

Siamo invece in un dramma per due popoli, quello russo e quello ucraino, ma anche per tutti noi e il fatto che le bombe cadano a Kiev invece che a Roma, ci illude solo su una apparente immunità.

La sinistra, come al solito, non riesce ad andare oltre agli slogan, ai drappi arcobaleno ed alle inutili manifestazioni di piazza (ma perchè non recepiscono l'invito di Zelensky e non partono per combattere sul campo in Ucraina ?), allineata e coperta, come è, dietro le parole d'ordine delle consorterie affaristiche e finanziarie dei Soros, dei Gates, dei Bezos, incurante da ogni altro aspetto che non sia portare acqua al mulino del globalismo più sfrenato e del grande reset.

Anche la Destra, però, non sta bene, con la sorprendente inversione ad "U" sia di Salvini che della Meloni che da sostenitori di Putin quale ultimo baluardo della Sovranità e della Identità, adesso sembrano obbedienti soldatini del grande reset, scontentando legioni di loro elettori, con l'unica (peraltro meritoria) distinzione sulle sanzioni (Salvini ha timidamente sollevato il problema del tafazzismo energetico) e, con la Meloni, dell'individuare in Biden il responsabile primo, per la sua inettitudine, della guerra.

Il "signor Rossi", si trova così bombardato da più parti, con toni sempre più accesi, sulle ragioni di questo o di quello.

Così la prima "istruzione per l'uso" è spegnere radio e televisione e non ascoltare, come per il virus cinese, le maratone di chiacchiere, tutte di parte, limitandosi ad un giornale radio/telegiornale al mattino ed uno alla sera, possibilmente di quelli ridotti nel tempo e che forniscono solo notizie, con pochissimi o nessun commento.

Così il giornale radio delle sette del mattino, che deve dare poi spazio all'informazione regionale, in genere non fa interviste, non concede il microfono agli "esperti" che ci raccontano quello che accadrà solo dopo che è accaduto e si limita ad una puntuale elencazione di fatti, senza opinioni.

Alla sera il telegiornale più sobrio è Studio Aperto, alle 18,30 su Italia1, anche qui senza interviste, commenti, "esperti", ma solo notizie con qualche filmato.

Certo, ci sono le informazioni alternative di Byoblu (canale 262 del digitale terrestre) e di RadioRadio (253, se non sbaglio andando a memoria), ma non sempre ci si ricorda che esistono o ci si ricordano gli orari dei notiziari essendo un filo continuo di informazioni.

Poi il "signor Rossi", dovrebbe pensare a se stesso, ad esempio ai suoi risparmi.

L'inflazione aumenta e aumenterà ancora di più e anche solo lasciare i propri risparmi nel conto corrente, vuol dire nel giro di un anno perderci, al momento, il 5% in potere di acquisto.

Analogamente i titoli obbligazionari (di stato e non) a tasso fisso che negli ultimi anni avevano dominato il mercato, ancorchè con rendimenti sempre più bassi, non rappresentano più una scelta difensiva.

Allora restano i "beni rifugio" come l'oro oppure ci si può orientare verso il rischio calcolato del mercato azionario.

Valutando che in questo momento ad essere più esposti sono i titoli bancari (le banche italiane hanno circa 25-30 miliardi di crediti verso la Russia che potrebbero non essere saldati se la politica tafazziana di Draghi portasse all'esclusione della Russia dal sistema di pagamenti internazionali).

Ma il comportamento più sano che noi signori Rossi possiamo adottare è quello di non lasciarci dominare dalle notizie di guerra, dalle parole d'ordine dei tifosi, dalle maratone di "esperti" in televisione.

Continuiamo la nostra vita.

Le notizie solo quelle essenziali.

Un bel film, un libro, un telefilm serale, molto meglio del bombardamento di parole vuote di radio e televisioni.

Naturalmente continuando a seguire di persona i propri interessi, a prescindere da quello che berciano in piazza e in televisione.


26 febbraio 2022

La faccia positiva di internet


Ho sempre criticato internet, i cosiddetti social, perchè li considero una valvola di sfogo di pulsioni che, senza la Rete, sfocerebbero in azioni ben più incisive, che non roboanti ma sterili cinguettii, contro "i soprusi e le prevaricazioni che non possono essere tollerati" (cit. dal fenomeno che è a capo del governo italiano) da parte dei governanti occidentali che usano la forza per mettere a tacere chi si oppone loro, 
come qualsiasi monarca assoluto del passato.

Sono convinto che, senza la Rete, si tornerebbe alle defenestrazioni materiali e anche qualche tronfio presidente occidentale potrebbe fare la fine di Ceausescu o di Gheddafi.

Ma, oggi, mi sento in dovere di riconoscere ad internet e ai social anche un ruolo positivo.

Non per la funzione di informazione, perchè se si dubita, come qualsiasi persona intelligente deve dubitare, delle veline che arrivano tramite stampa, radio e televisione, non si può neppure dare credito alle notizie che vengono diffuse su internet.

Fondamentalmente: non credo a nulla e nessuno se non a ciò che, direttamente, riesco ad acquisire, ma tengo nota di tutto, registrandolo con riserva.

L'aspetto positivo è un altro.

Se fossimo soggetti, come unica fonte, solo a stampa, radio e televisione, penseremmo che in Italia, se non nel mondo, esista solo una corrente di pensiero, monolitica e piena di assolute certezze.

I nostri dubbi individuali ce li terremmo per noi, perchè davanti a "tutti" che la pensano in modo così univoco, ci verrebbe non solo il dubbio di essere nell'errore, ma soprattutto l'istinto di sopravvivenza di non nuotare controcorrente.

Poi, però, apriamo internet.

E non sto parlando di Gab o di VK dove mi aspetto di trovare una folta rappresentanza di "pecore nere" (o di "mosche bianche" se si preferisce) e neppure di Telegram dove uno si iscrive a canali ideologicamente affini, ma parlo di Twitter, uno dei social più diffusi al mondo e che ha manifestato chiaramente il suo orientamento in linea con le consorterie affaristico finanziarie mondiali, oscurando il Presidente Trump.

Su Twitter, è vero, uno legge i messaggi prevalentemente di quelli che "segue" e uno sceglie di seguire utenti che, come per Telegram, siano ideologicamente affini.

Ci sono però le indicazioni di argomenti più citati e, tanto per la dittatura sanitaria, quanto adesso per la guerra tra Ucraina e Russia, accanto ad una massa di messaggi in linea con la corrente principale delle informazioni derivanti dalle consorterie affaristico finanziarie, c'è una massa altrettanto consistente che esprime idee totalmente opposte.

Allora non sono solo a pensare che la nostra Libertà sia stata calpestata dai confinamenti e dal lasciapassare sanitario !

E non sono il solo a pormi dei dubbi su quale credibilità e affidabilità, nel pronunciare parole sulla libertà dell'Ucraina, possano avere Draghi, Trudeau, Macron e Biden, protagonisti della stagione della repressione del dissenso verso la dittatura sanitaria, con l'introduzione di obblighi vaccinali e di lasciapassare, con l'estromissione dal lavoro e dallo stipendio di chi non si fa inoculare e, persino, con l'imposizione di un lasciapassare per bere un caffè.

Come possono Draghi, Trudeau, Macron, Biden, ergersi a paladini di quella stessa libertà che continuano a conculcare, usando la forza, nelle rispettive nazioni ?

Il valore morale di una battaglia si misura anche in riferimento a chi ci cammina di fianco per quella strada ed alle guide che si scelgono.

Draghi, Macron, Trudeau, Biden hanno dimostrato di non avere quella credibilità e quella affidabilità che li legittimerebbe a guidare una battaglia per la libertà, in Ucraina come altrove.

E questo lo comprendiamo anche da internet, anche dai social, dove possiamo incontrare centinaia e migliaia di persone che non si sono fatte ingannare dalle veline di regime proposte da stampa, radio e televisioni.

E dove veniamo anche a conoscenza delle figuracce delle nostre istituzioni, pudicamente taciute o manipolate dai media di regime, bersagliate da critiche, persino da colui che, al momento, secondo la narrazione di regime, rappresenterebbe il popolo ucraino.

Quindi, per questo, per darci la misura di come i nostri dubbi non siano solo nostri, dobbiamo ringraziare internet senza filtri. 

25 febbraio 2022

Sanzioni

Mentre rientravo a Bologna, ho acceso la radio dell'automobile e stavano trasmettendo le dichiarazioni di Draghi sull'Ucraina.

Ho spento dopo un minuto.

Non credo ad una parola di quelle che dice uno come Draghi.

Ma, soprattutto, Draghi, Biden, Trudeau, Macron, con tutte le vessazioni che hanno imposto ai rispettivi cittadini con la scusa della emergenza sanitaria, non hanno alcun titolo per impartire lezioncine morali a Putin ed alla Russia.

La Verità oggi titola "Il fallimento UE ci regala la guerra di Putin", dove è racchiusa la responsabilità primaria (a pari demerito con gli Stati Uniti di Biden) di quello che sta accadendo.

Ma più che ricercare torti e ragioni che, presumibilmente, sono quasi equamente ripartite, vorrei sottolineare il genere di risposta che gli inaffidabili governanti occidentali hanno fornito.

Prima sono stati sordi e ciechi davanti alle rivendicazioni russe per la definizione di un assetto che li garantisca dall'aver missili Nato ai propri confini, poi hanno istigato Zelenski e gli ucraini ad assumere un atteggiamento sempre più ostile verso i russi e, infine, quando i russi si sono stancati di chiacchiere e persino di essere soggetti a sanzioni per le "intenzioni" (veggasi lo stop al gasdotto Nord Stream 2), hanno dichiarato che, poichè l'Ucraina non fa parte della Nato, non manderanno soldati, lasciando quindi gli ucraini ad arrangiarsi da soli (una nuova versione della fuga dall'Afghanistan di Biden).

Ma quei fenomeni che ci governano assumeranno draconiane sanzioni che metteranno in ginocchio la Russia.

Non potranno più venire in Italia a comprare, spendendendo milioni, arte e abbigliamento.

Non compreremo più il loro grano.

Non compreremo più il loro gas.

In questi giorni ho letto molte battute su Twitter dove c'è da rilevare come la maggior parte degli utenti che si richiamano al Centro Destra, siano, non dico per Putin, ma sicuramente contro Draghi, Biden, Trudeau e Macron.

Tra questi. trovo simpatica, nonostante ...  il soggetto, una battuta che, a fronte della probabile crisi energetica causata dalle sanzioni contro il gas russo, l'utente scriveva: "vorrà dire che faremo funzionare le caldaie con le scorregge di Greta".

Che è probabilmente la soluzione che Draghi e gli altri fenomeni hanno in mente nel momento in cui impongono sanzioni, sanguinose soprattutto per noi.

Perchè chi ci rimetterà in primo luogo saremo noi, che già abbiamo potuto constatare quanto siano aumentate le bollette di luce e gas solo per le voci di tensioni con la Russia.

E i costi dell'energia, provocheranno aumenti a cascata su tutti i prodotti per la loro coltivazione e per il loro trasporto.

Già oggi ho potuto vedere come, nel giro di una settimana, i prezzi del carburante alle pompe siano aumentati (forse strumentalmente visto che stanno aumentando il carburante che hanno nelle cisterne) ma che ci indica cosa dovremo aspettarci.

Ancora una volta Draghi e i suoi omologhi non stanno facendo l'interesse dell'Italia e degli Italiani e probabilmente il loro è un comportamento cosciente che dalla scusa dell'emergenza sanitaria ormai, dopo due anni, non più credibile neppure dal più ostinato boccalone, si passa all'emergenza guerra, per approdare all'emergenza energetica e far fare un altro passo al Grande Reseat, la trasformazione del mondo in un incubo dominato da pochi oligarchi, facenti parte di una consorteria affaristica e finanziaria, che agiscono tramite loro compiacenti maggiordomi.

24 febbraio 2022

Il banchiere sopravvalutato e il gregge dei creduloni

Poco prima dell'alba di oggi, le Forze Armate Russe hanno iniziato ad avanzare nella regione del Donbass e zone limitrofe, provocando ulteriori accese dichiarazioni da parte dei governanti occidentali (che peraltro avevano già esaurito tutti i temi della bolsa retorica guerrafondaia).

Ho già espresso la mia opinione circa le ragioni storiche e politiche della Russia e la necessaria applicazione della par condicio su quanto in precedenza svolto dagli Stati Uniti.

Aggiungo che ho la personale convinzione che se invece di un vecchio sonnacchioso eletto (forse ...) dal voto per corrispondenza e che ha già dato prova della sua inettitudine da vicepresidente per otto anni e con la vicenda dell'Afghanistan al primo anno di presidenza, ci fosse stato Trump, tutto questo non sarebbe accaduto.

Avendone come prova i quattro anni di pace sotto la presidenza Trump.

Non ci sarebbero stati aumenti eccessivi per l'energia e non ci sarebbe il crollo delle borse, cioè le due conseguenze che toccano noi Italiani.

Ma non è di questo che scrivo, perchè ne avrò modo e tempo, bensì della summa dell'ipocrisia del presidente del consiglio Draghi che ieri, in parlamento, ha "tuonato" che non si possono tollerare soprusi e prevaricazioni imposte dall'uso della forza.

E lo dice proprio lui e senza provare alcuna vergogna ?

E il gregge dei creduloni lo applaude, come lo applaudì quando raccontò la frottola che chi si vaccina, non viene contagiato e non contagia ?

Lo dice lui che ha estromesso dal lavoro e dallo stipendio mezzo milione di Italiani che, legittimamente, non vogliono vaccinarsi ?

Lo dice lui che manda la polizia a manganellare, come un qualunque Trudeau, gli studenti che manifestano per la loro scuola e i cittadini che manifestano contro l'imposizione, un autentico sopruso imposto con la prevaricazione della forza, del lasciapassare sanitario ?

Lo dice lui che cerca di introdurre di nascosto un aumento della tassazione sulla casa, per toglierci anche quel bene primario, dopo aver tolto il lavoro a mezzo milione di Italiani e costretto gli altri alla puntura ?

Provo pena per chi lo applaude ma non sa quello che fa, irretito da una stampa di regime che, invece di svolgere il ruolo proprio dei giornalisti, di cane da guardia della verità, si presta a far da megafono e cassa di risonanza per le menzognere veline di regime.

E così, senza soluzione di continuità, dalla emergenza sanitaria, passiamo all'emergenza bellica che sarà la scusa per l'emergenza energetica.

E con la scusa dell'emergenza, le nostre libertà saranno sempre più compresse e calpestate, se continueremo a prestar fede a gente come Draghi.

23 febbraio 2022

Da che pulpito le prediche a Putin !

La propaganda non conosce limite, nemmeno quello del ridicolo.

Possiamo così leggere che, a sparare giudizi e sentenze contro Putin, sono personaggi che definire ambigui verso la Libertà e la Democrazia appare sin troppo generoso.

Il capataz di tale schieramento è un vecchio sonnacchioso che è stato eletto (non c'è chiarezza sul come) a presidente degli Stati Uniti grazie al voto postale sostanzialmente privo di controllo.

Un personaggio che voleva imporre l'obbligo vaccinale e che ha utilizzato gli aiuti federali per premiare o punire gli stati a secondo che avessero seguito o meno la sua tendenza.

Un personaggio le cui promesse sono scritte sulla sabbia in una giornata ventosa, come ben sanno gli Afghani e che, per provare a risollevare le sorti sue e del suo partito democratico in vista delle elezioni di Mid Term a novembre, come tutti i suoi predecessori democratici, non trova di meglio che istigare ad una guerra.

Poi c'è Macron, presidente, sessualmente ambiguo, di Francia.

Dopo aver massacrato i suoi cittadini usando la gendarmeria per picchiare i cosiddetti gilet gialli e aver provato ad instaurare il regime del terrore sanitario provando a mutuare quello che sono purtroppo riusciti a fare in Italia, adesso si propone come alfiere della Libertà contro la Russia, dimentico dell'avventurismo francese (fallimentare come dimostra il ritiro dal Mali) in Africa.

Il neocancelliere tedesco Scholze, non è da poco responsabile perchè fu il vice della Merkel, quindi complice di tutte le decisioni assunte, incluse le violenze perpetrate dalla polizia tedesca contro chi manifestava per opporsi a mascherine, confinamenti e lasciapassare.

E che dire del primo ministro canadese Trudeau che ha preteso poteri speciali per arrestare e addirittura bloccare i conti correnti di chi osa protestare contro la sua politica stalinista con la scusa dell'emergenza sanitaria ?

In Italia si parla poco della rivolta dei camionisti canadesi che perdura e che rappresenta un piccolo spiraglio di speranza per il futuro dell'Occidente, mentre Trudeau rappresenta il ritorno dei satrapi orientali che vorrebbero il potere di vita e di morte sui propri sudditi.

Per finire a casa nostra, dove un tizio mai presentatosi al voto degli Elettori, persevera a considerare "dittatori" presidenti stranieri eletti con votazione diretta dal loro popolo.

Un tizio che si è ripetutamente presentato in televisione a raccontare frottole sull'efficacia del vaccino ed ha imposto l'obbligo vaccinale togliendo lo stipendio ai lavoratori che non si piegano alla tirannia sanitaria.

Un tizio che aspirava a liberarsi da ogni incombenza andando al Quirinale e che con somma strafottenza si sentiva già il padre (poco) nobile dell'Italia.

Il tutto, è bene ricordarselo, senza che abbia avuto la coscienza di provare a farsi eleggere almeno in una delle tante elezioni suppletive.

Tutti fenomeni che hanno dimenticato il Kennedy della Baia dei Porci, dei Missili a Cuba, il Clinton del Kosovo e con gli occhi chiusi verso il Tibet sotto il tallone cinese.

Mi sembra che ancora una volta la linea di demarcazione tra chi con la Libertà, l'Autodeterminazione dei Popoli e la Democrazia si riempie solo la bocca per motivi propagandistici e chi, invece, ha ben compreso cosa significhi Libertà, Autodeterminazione e Democrazia, sia netto ed evidente.

Putin, piaccia o meno, sta difendendo quel che rimane dello Spirito dell'Occidente.

Gli altri portano il loro mattoncino per disintegrare la nostra Civiltà.

22 febbraio 2022

Io NON sto con Biden

Dopo un mese di schiamazzi angloamericani che annunciavano data e ora della presunta "invasione" russa in Ucraina e dopo che, approfittando del fuoco di sbarramento mediatico, gli ucraini hanno cominciato un fuoco aggressivo contro i russofoni del Donbass, finalmente Putin ha fatto la sua mossa, riconoscendo le due repubbliche russofone.

I megafoni di regime, travestiti da giornalisti, hanno così dato fondo alla propaganda, proponendo alle menti più deboli e ignoranti le veline delle consorterie affaristico e finanziarie che hanno ordinato ai loro maggiordomi di provare a mettere alle corde Putin e la Russia.

Chi, invece, ha ancora il cervello acceso e, soprattutto, non collegato al regime, si deve porre alcune sacrosante domande.

Non che Putin e gli Slavi siano nostri amici e, infatti, ho intitolato il commento "io NON sto con Biden" e non "io sto con Putin", ma anche la vicenda del virus cinese, dopo tutta una serie di picconate alla Tradizione, alla Identità e alla Sovranità dei Popoli e delle Nazioni occidentale, finalizzate ad un cupio dissolvi della nostra Civiltà,, ci dovrebbe indurre a molta cautela prima di mettere in croce chi quella Tradizione, Identità e Sovranità continua a difendere.

E ci sovviene la Storia, quella ancora non violentata dalla manipolazione del blm e delle altre espressione della "cancellazione della cultura" (copyright Marcello Veneziani in "La cappa") che non è affatto "cultura della cancellazione" perchè di cultura nei movimenti citati non se ne vede proprio.

Così la Storia, quella vera, ci ricorda che nel 1962 il tanto esaltato presidente democratico Kennedy mandò la marina militare per impedire alle navi russe di portare a Cuba, che nel frattempo era stata conquistata dal comunista Castro, missili nucleari, con i quali minacciare gli Stati Uniti ai loro confini.

E' esattamente quello che chiede Putin: la neutralità dell'Ucraina e un accordo che impedisca agli americani di portare i missili ai confini con la Russia.

Perchè quello che viene riconosciuto come l'unico successo reale di Kennedy, dovrebbe essere negato a Putin ?

Ancor prima, nel 1961, lo stesso Kennedy cercò di ribaltare l'esito della guerra civile a Cuba, con la disastrosa operazione (poi copiata con il medesimo esito da Carter, altro presidente democratico, nel 1979 in Iran) con l'avventura della Baia dei Porci.

Il parallelismo con la difesa delle rivendicazioni e dell'integrità territoriale delle repubbliche del Donbass è immediato.

Perchè Kennedy poteva cercare di invadere Cuba per difendere gli interessi americani e degli esuli cubani anticomunisti e Putin non potrebbe invadere l'Ucraina per difendere gli interessi russi e i russofoni del Donbass ?

In tempi più recenti, l'ennesimo presidente guerrafondaio democratico, Clinton, per distogliere l'attenzione dalle sue paturnie sessuali, si impegnò a sostenere l'indipendenza del Kosovo, arrivando a bombardare la Serbia e Belgrado (assieme ad un entusiasta comunista che risponde al nome di Massimo D'alema), fino a costringere la Serbia a rinunciare alla sovranità su tale territorio, nel nome dell'autodeterminazione dei popoli.

Perchè si vuole negare ai Popoli delle due repubbliche del Donbass la propria autodeterminazione ?

Perchè si vorrebbe riportare popolazioni russofone sotto il tallone dell'etnia ucraina ?

La loro aspirazione all'indipendenza e all'autodeterminazione, non è forse uguale a quella dei kosovari ?

Non possiamo poi dimenticare che il principio dell'appartenenza storica di terre, non può che essere favorevole a noi Italiani che rivendichiamo, legittimamente ed a pieno diritto, l'italianità storica dell'Istria e della Dalmazia, slavizzate a forza con il genocidio delle Foibe e l'espulsione degli Italiani.

Infine gas e petrolio.

Perchè dovremmo castrarci con le sanzioni alla Russia contro un'azione esclusivamente difensiva nei confronti dei propri confini (vedi Kennedy e i missili a Cuba) e per l'autodeterminazione dei russofoni del Donbass (vedi Clinton e il Kosovo) ?