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27 febbraio 2022

Il "signor Rossi" in tempi di guerra

Ascoltando radio e televisioni e leggendo quotidiani online e social, sembra di essere nel mezzo di un campo di calcio, con le tifoserie delle due squadre bercianti a squarciagola dagli spalti.

Siamo invece in un dramma per due popoli, quello russo e quello ucraino, ma anche per tutti noi e il fatto che le bombe cadano a Kiev invece che a Roma, ci illude solo su una apparente immunità.

La sinistra, come al solito, non riesce ad andare oltre agli slogan, ai drappi arcobaleno ed alle inutili manifestazioni di piazza (ma perchè non recepiscono l'invito di Zelensky e non partono per combattere sul campo in Ucraina ?), allineata e coperta, come è, dietro le parole d'ordine delle consorterie affaristiche e finanziarie dei Soros, dei Gates, dei Bezos, incurante da ogni altro aspetto che non sia portare acqua al mulino del globalismo più sfrenato e del grande reset.

Anche la Destra, però, non sta bene, con la sorprendente inversione ad "U" sia di Salvini che della Meloni che da sostenitori di Putin quale ultimo baluardo della Sovranità e della Identità, adesso sembrano obbedienti soldatini del grande reset, scontentando legioni di loro elettori, con l'unica (peraltro meritoria) distinzione sulle sanzioni (Salvini ha timidamente sollevato il problema del tafazzismo energetico) e, con la Meloni, dell'individuare in Biden il responsabile primo, per la sua inettitudine, della guerra.

Il "signor Rossi", si trova così bombardato da più parti, con toni sempre più accesi, sulle ragioni di questo o di quello.

Così la prima "istruzione per l'uso" è spegnere radio e televisione e non ascoltare, come per il virus cinese, le maratone di chiacchiere, tutte di parte, limitandosi ad un giornale radio/telegiornale al mattino ed uno alla sera, possibilmente di quelli ridotti nel tempo e che forniscono solo notizie, con pochissimi o nessun commento.

Così il giornale radio delle sette del mattino, che deve dare poi spazio all'informazione regionale, in genere non fa interviste, non concede il microfono agli "esperti" che ci raccontano quello che accadrà solo dopo che è accaduto e si limita ad una puntuale elencazione di fatti, senza opinioni.

Alla sera il telegiornale più sobrio è Studio Aperto, alle 18,30 su Italia1, anche qui senza interviste, commenti, "esperti", ma solo notizie con qualche filmato.

Certo, ci sono le informazioni alternative di Byoblu (canale 262 del digitale terrestre) e di RadioRadio (253, se non sbaglio andando a memoria), ma non sempre ci si ricorda che esistono o ci si ricordano gli orari dei notiziari essendo un filo continuo di informazioni.

Poi il "signor Rossi", dovrebbe pensare a se stesso, ad esempio ai suoi risparmi.

L'inflazione aumenta e aumenterà ancora di più e anche solo lasciare i propri risparmi nel conto corrente, vuol dire nel giro di un anno perderci, al momento, il 5% in potere di acquisto.

Analogamente i titoli obbligazionari (di stato e non) a tasso fisso che negli ultimi anni avevano dominato il mercato, ancorchè con rendimenti sempre più bassi, non rappresentano più una scelta difensiva.

Allora restano i "beni rifugio" come l'oro oppure ci si può orientare verso il rischio calcolato del mercato azionario.

Valutando che in questo momento ad essere più esposti sono i titoli bancari (le banche italiane hanno circa 25-30 miliardi di crediti verso la Russia che potrebbero non essere saldati se la politica tafazziana di Draghi portasse all'esclusione della Russia dal sistema di pagamenti internazionali).

Ma il comportamento più sano che noi signori Rossi possiamo adottare è quello di non lasciarci dominare dalle notizie di guerra, dalle parole d'ordine dei tifosi, dalle maratone di "esperti" in televisione.

Continuiamo la nostra vita.

Le notizie solo quelle essenziali.

Un bel film, un libro, un telefilm serale, molto meglio del bombardamento di parole vuote di radio e televisioni.

Naturalmente continuando a seguire di persona i propri interessi, a prescindere da quello che berciano in piazza e in televisione.


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