Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

12 aprile 2025

Ma la Cina, no

Nessuno conosce la strategia del Presidente Trump (anche se molti gonfiano il petto e la spiegano nelle trasmissioni cattocomuniste dei "professionisti dell'informazione), ma, a me, la sua imprevedibilità piace molto, soprattutto nel vedere l'ansia di parrucconi, burocrati ed "esperti", che cercano di accreditarsi come i guru del momento, non azzeccandone una.

Il fatto è che, in sintesi, tutto si riduce ad una scelta di campo ideologica: liberismo contro marxismo.

Sì, perchè l'unione europea, nella sua concezione è la naturale riedizione del Duemila dell'Unione Sovietica e molti dei suoi rappresentanti, nazionali o sovranazionali, provengono dalle file socialiste, come quel Sanchez che è corso in Cina ad ossequiare un tiranno al quale ha fornito il pretesto per proporre una alleanza tra le due entità dirigiste.

Purtroppo ci sono da tempo persone (Prodi, Conte) che brigano per farci sottomettere dai cinesi che, assieme all'Islam, rappresentano il peggior nemico per i Valori (quelli veri, non quelli millantati dalle Von der Leyen) dell'Occidente.

E non è vero che è la politica di Trump che spingerebbe l'unione europea tra le braccia della Cina, perchè Trump ha messo il dito sulla piaga del dirigismo ideologico e della abnorme tassazione promossa dall'unione europea con tutti i vincoli connessi.

Del resto, gli stessi che giustificano l'apertura a Pechino dando la colpa a Trump, non si sono fatti scrupoli di spingere, realmente, la Russia tra le braccia della Cina con le sanzioni e i rifornimenti militari e finanziari all'Ucraina.

E non credo sia un caso che a Pechino sia volato un capo di governo socialista, mentre a Washington andrà il 17 il nostro Presidente Meloni.

Come negli anni Ottanta la politica di Reagan schiantò l'Unione Sovietica e il comunismo a lei legato, così un accordo "zero per zero", abolendo cioè non solo i dazi recenti, ma anche vincoli, regolamenti, tassazioni ideologiche che si sono accumulate negli anni, tra gli Stati Uniti e l'unione europea, magari aperta all'adesione della Russia, può neutralizzare uno dei due pericoli per la nostra Civiltà, azzoppando anche il secondo.

Se c'è da boicottare qualcuno, dobbiamo boicottare e imporre dazi alla Cina per farle fare la fine che fece nel 1989 l'Unione Sovietica.

10 aprile 2025

La supremazia della Politica

Tanti gli spunti di cronaca, ma vorrei ricondurli alla dimostrazione che Trump ha dato in questi (neanche) primi tre mesi del suo mandato quadriennale.

Prima una forte spinta contro i clandestini, con espulsioni a valanga e chiusura delle frontiere, superando ogni tentativo della sinistra americana di far leva sui propri magistrati per impedire l'azione presidenziale che realizza le promesse elettorali.

Quindi una forte sterzata in campo economico, dando una lezione a "sua divinità" il Mercato, dimostrando che è lui, il Presidente, che influisce sui mercati e non viceversa.

In poche parole Donald Trump ha riaffermato la supremazia della Politica, cioè del Popolo che vota, che sceglie, che conferisce un mandato, sopra gli interessi economici di un pugno di speculatori finanziari e sopra la presunzione dei magistrati, uguali in ogni parte del mondo, di dettare le regole quando invece dovrebbero limitarsi ad applicare quelle che il parlamento vota.

E' una lezione di supremazia della Politica che dovrà essere assorbita anche in Italia, anche se la Meloni ci sta dando molte soddisfazioni, in questa situazione, come, ad esempio, far rosicare francesi e cattocomunisti per la sua imminente visita a Washington.

Del resto se i cattocomunisti hanno eletto maitre a penser Marina La Rosa, Romano Prodi e Rita De Crescenzo, la Meloni con tutto il Governo di Centro Destra giganteggia senza rivali.

E' infatti una sinistra costretta ad inseguire e arrivare costantemente in ritardo sulla notizia, obbligata ad alzare sempre di più l'asticella fino a mostrarsi totalmente ostile all'Italia ed agli Italiani come si è trovata oggi avendo seguito, da vassalla quali è, la linea francese critica verso il viaggio della Meloni negli Stati Uniti.

Invece di gioire per la ritrovata centralità e il protagonismo dell'Italia, i cattocomunisti piangono perchè, come voleva Prodi, non ci limitiamo a "stare dietro" a Germania e Francia e, anzi, diventiamo artefici della costruzione del nuovo mondo.

Una ritrovata centralità e protagonismo che dovranno essere utilizzati in chiave interna per affermare anche in Italia la supremazia della Politica su una magistratura che si ostina non ad applicare le leggi come sono scritte, ma ad interpretarle con motivazioni etiche, morali, sociali, economiche, che non spettano a lei ma al parlamento espressione del Popolo elettore.

Tutto questo può accadere quando qualcuno si assume la responsabilità di sparigliare le carte, rovesciare il tavolo con mosse che i parrucconi, abituati a ballare il minuetto ipocrita dello "stile istituzionale" non sono in grado di affrontare.

E siamo solo all'inizio di un mandato di quattro anni.

  

09 aprile 2025

Peggio dei dazi ci sono solo gli "esperti"

Ieri, giornata alla guida e mi sono fatto accompagnare dall'ascolto di tutte quelle trasmissioni radiofoniche che, solitamente, per l'ora in cui vengono trasmesse, non sono in grado di ascoltare.

Questa mattina, dopo "disco sveglia", il gr1 delle sei e la rassegna stampa, è arrivato un tal Roberto Poletti con la sua trasmissione quotidiana "Il caffè di radio uno" e con un paio di ospiti "esperti", che avrebbero dovuto spiegarci cosa fare e come gestire i nostri risparmi in questi giorni di turbolenze.

La sintesi di ieri e oggi è arrivata da un ascoltatore che ha scritto mandando a quel paese (in modo educato) gli "esperti", ricordando che fino a pochi giorni fa, erano gli stessi che suggerivano di comprare azioni perchè davano il maggior rendimento.

Oggi gli esperti, dopo una attenta analisi su quello che potrebbe accadere e che potrebbe sintetizzarsi nella formula della tripla della vecchia schedina del Totocalcio (1, X, 2) perchè ipotizzano sempre che potrebbe accadere questo, quello e quell'altro, concludono invitando ad aspettare, stare fermi.

Una banalità: mi domando perchè si paghino gettoni di presenza (perchè immagino che le comparsate non siano gratuite) a chi alla fine dice quello che qualunque persona di buon senso ha già messo in pratica in piena autonomia.

Le crisi arrivano, se ne vanno, il Mercato torna a crescere e poi arriva un'altra crisi e via nel ciclo infinito dell'economia.

Lo stesso accade per l'annoso problema dei mutui e dei tassi: variabili o fissi ?

E' da anni, decenni, che ascolto disquisizioni di ogni genere ma, alla fine, se uno non ha la palla di vetro, non può sapere preventivamente come evolverà il Mercato e variabile o fisso, dipende dal costo del denaro, che a volte viene abbassato e così il variabile lo segue, ma poi, per una guerra, un terremoto, un accidente qualsiasi, risale e allora chi ha un fisso gode.

C'è bisogno di "dotti e sapienti" per capirlo ?


07 aprile 2025

Perde chi vende

Anche questa mattina i giornali online e i giornali radio hanno come prima notizia il "crollo" delle borse, imputato a dazi, peraltro non ancora pienamente in vigore.

E' quindi evidente che si tratta di una psicosi, di un passa parola in negativo.

Mi ricordo che nel 1992, alla vigilia della rapina perpetrata dal governo Amato con il sei per mille sottratto ai nostri conti correnti, un conoscente mi disse che fonti sicure gli avevano assicurato che sarebbero stati colpiti i titoli di stato.

Lui si fidò così ciecamente della "fonte sicura" che vendette tutti i suoi titoli di stato per mettere il ricavato in conto corrente e fu colpito pesantemente dalla tassa di Amato.

Le borse calano perchè possessori di azioni stanno vendendo, ma se titoli fanno prezzi in calo, vuol dire che chi vende trova un compratore che, a differenza del primo, ha visto una opportunità di guadagno comprando al ribasso titoli che, ancora con le assemblee appena iniziate, comunicano risultati di bilancio cospicui e, quindi, distribuzioni di dividendi sostanziosi.

Chi vende perde adesso, subito, subendo una minusvalenza (anche se taluni titoli erano talmente cresciuti che, ancora adesso, fanno segnare un guadagno significativo rispetto al prezzo di acquisto) e rinunciando ai dividendi.

Capisco se qualcuno (sbagliando) ha investito tutti i suoi risparmi in una unica direzione e senza conservare un margine di liquidità, capisco di meno chi non avesse necessità di rendere liquidi gli investimenti e potrebbe invece attendere, guardarsi intorno e, semmai, valutare acquisti mirati.

Una opportunità, appunto.

Diverso l'approccio di uno speculatore che, però, per giustificare i rischi che assume, deve anche puntare a guadagni immediati e importanti, cosa che uno può fare solo se ha la disponibilità di somme cospicue da poter utilizzare.

Il fatto che il calo delle borse sia pressochè uniforme è rassicurante, perchè vuol dire che non ci sono problemi sui fondamentali di una economia, ma solo una questione che può essere risolta tramite una trattativa che consenta di rimuovere quelle cause, cioè la legislazione che impone quei vincoli che hanno innescato la reazione di Trump. 

06 aprile 2025

Da che parte stanno i magistrati ?

Leggo che il sindacato delle toghe avrebbe criticato il decreto legge del Governo sulla sicurezza, pur ammorbidito perchè il Governo ha chinato la testa davanti alle pretese di Mattarella.

La cosa non mi stupisce, da tempo mi domando se i magistrati stanno dalla parte degli Italiani onesti o si arrogano il diritto di modificare l'applicazione delle leggi con pretestuose motivazioni di carattere etnico, sociale, economico.

La Sicurezza personale e dei propri beni è fondamentale per garantire il Benessere dei cittadini e se chi è preposto a garantirla, da un lato è il bersaglio di insulti, aggressioni e controlli senza avere la possibilità di reagire e, dall'altro, chi dovrebbe sancire le pene, è propenso a concedere attenuanti ai criminali, allora tanto vale tornare alla legge del fai da te.

Ricordo che, in passato, i magistrati erano i bersagli delle Brigate Rosse e di vari ambiti criminali.

Evidentemente tali azioni hanno ottenuto il loro effetto se, oggi, vengono assolti o condannati al solletico quelli che occupano abusivamente case, quelli che intralciano opere pubbliche, quelli che distruggono beni privati e pubblici durante le loro manifestazioni, mentre chi prova a difendersi viene perseguitato, processato e spesso condannato (anche a risarcire i parenti del criminale neutralizzato, considerandolo evidentemente un caduto sul lavoro !!!).

Chi ha la fortuna di non aver mai subito furti, rapine, aggressioni, probabilmente non si rende conto dello stato di incertezza, che condiziona lo svolgimento delle proprie attività, che uno si porta dietro.

Soprattutto se sa di essere disarmato davanti ai criminali che, oggi, ottengono anche "comprensione" da parte di chi dovrebbe invece reprimere con severità nel nome del Popolo e di tutti gli Onesti.

Apprezzo il coraggio del Governo che sta affrontando una riforma della magistratura.

E' però una riforma debole e che non porterà quel cambio di passo che vorrei vedere per sentirmi pienamente garantito nella mia vita quotidiana.

Se un criminale sa di poter ottenere clemenza, comprensione e attenuanti, allora sarà portato ad alzare il livello della sua violenza.

Se, invece, fosse consapevole che chi lo giudicherà non gli concederà nessun beneficio, allora si tratterrà dall'eccedere nella sua violenza.

Le leggi e le pene ci sono, non occorre inventarsi nuovi, improbabili reati (come il femminicidio!), bisogna solo applicare leggi e pene esistenti senza troppi fichi in testa o, se vogliamo, senza essere inquadrati in una spirale ideologica che non garantisce nè imparzialità, nè sicurezza.

05 aprile 2025

La soluzione più semplice alla guerra dei dazi

Le valutazioni sulla questione dei dazi innescata dalla decisione del Presidente Trump (e già questo ci dice che si discute di ciò che l'azionista di maggioranza del pianeta Terra decide di discutere) differiscono (e di molto) in base all'assunto che si vuole dimostrare e alla narrazione che si pretende di divulgare.

Trump ha dimostrato, con una tabella di sintesi, il perchè è legittimo l'aumento dei dazi americani a compensazione delle pluriennali maggiori imposte degli altri stati.

Gli europeisti cattocomunisti hanno contestato la tabella, non dicendo, però, che era inventata, ma asserendo che Trump vi ha sommato tasse, come l'Iva e altri vincoli che nulla hanno a che vedere con il commercio.

Piccola nota: Trump ha utilizzato un criterio uguale per tutti e, quindi, la differenza è reale.

Ma c'è un modo molto semplice per risolvere la questione: si aboliscano tutte le tasse e i vincoli ai prodotti, aprendo un mercato mondiale fondato sul prezzo che il produttore decide di applicare.

Ovviamente questo presuppone che la legislazione sia uguale ovunque, anche in materia di retribuzione, diritti e sicurezza dei lavoratori e di controlli sanitari sui prodotti stessi nel corso della realizzazione e finiti.

Uno stato che non applichi tali leggi uguali per tutti dovrà subire un aggravio compensativo sui prodotti esportati.

Così finiranno gli aiuti indebiti di stato, i vincoli ideologici e lo sfruttamento del lavoro.

Ma forse non siamo ancora pronti, allora facciamoci un bel bagno di umiltà grazie a Trump che ha messo tutti davanti al fatto che i re è nudo.


04 aprile 2025

L'Italia non deve morire per Berlino e Parigi


I dazi sono realtà e la reazione dei mercati è scomposta quanto quella della Von der Leyen, di Macron e di tutto il gregge europeista.

Mi conforta un po' l'intervista di Giorgia Meloni ieri al Tg1, in cui, pur ritenendo sbagliati i dazi imposti (ed è tutto da discutere) ritiene eccessivamente allarmistico il can can che se ne fa e, soprattutto, non ritiene che si debba rispondere ai dazi con altri dazi che richiamerebbero altri dazi ancora, ma con una trattativa per eliminare i dazi, cioè averne di meno, non di più.

Mi conforta anche l'esito della riunione di vertice del Governo dalla quale sono uscite una serie di proposte finalizzate a liberarci da quelle tasse che l'unione europea si è autoimposta nel nome di una malintesa politica ecologica e di una uniformità imposta nonostante le situazioni tra i 27 siano diverse, a volte poco, a volte tanto.

Vedremo fino a quando la Meloni e il suo Governo riusciranno a resistere alla canea rosso europeista che ha in Mattarella il più insistente interprete, al punto che, fossero sufficienti le sue dichiarazioni, saremmo giù in guerra contro la Russia e gli Stati Uniti contemporaneamente.

Ma, purtroppo, non è solo un ottuagenario al Quirinale che soffia sul fuoco, ma anche una pletora di "professionisti dell'informazione" che forniscono carburante ad una sinistra asfittica e chiusa nella sua riserva antifascista.

La debolezza del Governo Meloni e di tutti i governi italiani è che i cattocomunisti per l'ancestrale ragione che cattolici e socialisti hanno sempre avuto in odio lo Stato Nazionale, per cui o ci si inginocchia e, per dirla con un altro ottuagenario "l'Italia sta dietro a Germania e Francia", oppure ci si scaglia contro il Governo Nazionale che cerca una strada autonoma rispetto alla soffocante unione europea, più sovietica che liberale.

Del resto la posizione della Meloni, lasciando da parte le valutazioni di merito (sbagliati o non sbagliati) dei dazi è quella corretta e lo sbocco naturale è una trattativa bilaterale con Washington, lasciando che Germania e Francia cuociano nel loro brodo.

Non dobbiamo infatti sacrificarci per favorire una Germania che, con una politica strettamente utilitaristica, ha contratto la domanda interna per poter raggiungere i surplus nell'export che ha fatto tracimare il vaso americano.

Nè possiamo e dobbiamo sacrificarci per un riarmo che vedrebbe Germania e Francia tra i maggiori se non unici beneficiari, la prima con la conversione in fabbriche di armi quelle che adesso sfornano automobili non più richieste, la seconda che gonfia il petto essendo l'unico stato a possedere testate nucleare.

In sostanza, seguendo l'unione europea l'Italia e noi Italiani ci sveneremmo per portare acqua al mulino di chi non solo non ci ama, ma vorrebbe farci tornare terra di conquista per le loro armate, militari una volta, finanziarie oggi.

Infine dazi e tasse, quelle che l'unione europea ha scioccamente imposto a se stessa, con tanti lacci e lacciuoli, nel nome di un improbabile e inesistente ecologismo.

Forse basterebbe eliminare quelle con una abolizione dell'Iva per sottoscrivere un accordo con gli Stati Uniti, buono per Trump, come per noi.

Il problema è se i poteri occulti che stanno dietro al movimentismo degli ottuagenari e dei cattocomunisti permetteranno alla Meloni di fare una politica per l'Italia e gli Italiani e non più funzionale ai loro oscuri interessi.

03 aprile 2025

La pacchia è finita

Dalla fine della seconda guerra mondiale, quando gli Americani formalizzarono di aver ereditato dall'Inghilterra il ruolo di attore protagonista nella politica internazionale, gli Stati Uniti si sono accollati l'onere di sostenere gli stati alleati sia finanziariamente che militarmente.

Lo schieramento americano nell'Europa Occidentale e la Nato, hanno consentito di creare una barriera contro le preponderanti armate comuniste e, nonostante le quinte colonne rosse allora incarnate dai vari partiti comunisti soprattutto in Italia, Francia e Grecia, ci hanno garantito dal fare la triste fine degli europei che ebbero la sfortuna di ricadere sotto la sfera di influenza attribuita all'Unione Sovietica.

Le ingenti risorse investite dagli Stati Uniti, soprattutto con l'avvento alla presidenza di Ronald Reagan, finirono con il mandare in fallimento i comunisti e anche l'est Europa fu liberato.

La generosità degli Stati Uniti non è sempre stata ricambiata come dovuto, basti ricordare i distinguo di Francia e Germania in occasione della liberazione dell'Iraq e, al contrario, l'avventurismo francese in Libia nel 2011 che, approfittando di una presidenza imbarazzante come quella di Obama, spinse gli Stati Uniti al clamoroso errore delle "primavere arabe" che regalò alla Cina e alla Russia (ma anche alla Turchia) praterie africane.

Nel 2001, con l'ingresso alla Casa Bianca di George W. Bush, sembrava che gli Stati Uniti tornassero a chiudersi nel loro ambito, si parlava infatti, in base alle promesse elettorali, di un neo isolazionismo, simile a quello successivo alla prima guerra mondiale.

Il crimine dell'11 settembre cambiò la prospettiva di quella presidenza, ritardando l'inevitabile.

Così come, per motivi interni, fu rinviata la svolta con la prima presidenza Trump nel 2017-2021.

Ma adesso Trump, uscito rinforzato dalle elezioni, senza oppositori interni al GOP e molto forte nei sondaggi, ha accelerato i tempi e se da un lato sta progettando di ridurre l'ombrello protettivo, tanto più che non esistono concrete minacce (anzi, le minacce più gravi sono all'interno delle singole nazioni, come le sentenze che escludono persone o partiti dalle competizioni elettorali) alla democrazia degli stati, dall'altro non intende più caricare sui contribuenti americani l'onere della prosperità delle economie europee.

Con la tabella che si allega e che è ampiamente diffusa su X, il Presidente Trump ha dimostrato come, fino ad oggi, gli Stati Uniti hanno pagato e pagano tasse e dazi sulle loro merci in ingresso nell'unione europea e in tanti altri stati.

Le tasse, come i dazi, sono un male, ma a volte sono necessarie per ripristinare una condizione di parità che viene alterata da vari fattori: le retribuzioni e i diritti dei lavoratori, la sicurezza del lavoro e dei prodotti, le tasse locali.

In presenza di uno o più di quei fattori è legittimo applicare dazi, cioè tasse, che riequilibrino il rapporto della concorrenza.

In base alla presenza di tali fattori sono stati applicati da Trump dazi differenziati in base alla provenienza delle merci.

La pacchia è finita e non resta che trattare per togliere dazi e sanare i fattori di squilibrio, perchè i consumatori finali possano scegliere il prodotto migliore, a parità di condizioni di base. 

02 aprile 2025

Gli sproloqui degli "esperti"

Ricordo le sobrie comunicazioni degli anni Sessanta e, tutto sommato, anche dei Settanta.

Tribune politiche ed elettorali con il bilancino e un conduttore di cui non si è mai conosciuta l'appartenenza partitica se non, come capitava per i cronisti sportivi, post mortem.

Le notizie erano solo notizie, inizialmente lette da un annunciatore che non era iscritto all'albo dei giornalisti, poi questi pretesero di andare in video e voce e quindi anche di proporci, tramite il mezzo pubblico, la loro non richiesta opinione personale.

Dalla trasmissione Bontà loro ("cosa c'è dietro l'angolo?") cominciò la Caporetto dell'informazione italiana, mischiando spettacolo a notizie che, per poter fare spettacolo, dovevano essere gonfiate e manipolate in modo da scuotere le coscienze delle persone.

L'indignazione divenne la cifra fondante della nuova comunicazione e più si istigavano le persone ad indignarsi, meno si risolvevano i problemi.

Oggi la situazione, se possibile, è persino peggiorata perchè oltre al mugugno, che è un diritto di tutti noi, sono stati innescati tanti altri paletti che vanno sotto il nome di "politicamente corretto", un tumore ideologico che è degenerato in tante metastasi chiamate "gender", "lgbt", "woke", "black lives matter" e via discorrendo.

Per puntellare simili sprechi, i "professionisti dell'informazione", resisi conto che la loro personale opinione non era sufficiente perchè nessuno li prende seriamente, chiamano una valanga di "esperti", docenti di questo e di quello, che sbrodolano la loro ricetta con una sicumera che ci fa chiedere: ma allora sono tutti cretini quelli che non fanno ciò che simili "dotti e sapienti" snocciolano con tanta facilità ?

Ma se andiamo ad ascoltare meglio quello che dicono, gli "esperti", dicono tutto e il contrario di tutto, ognuno con una sua ricetta che non sarà mai messa alla prova e con previsioni che arrivano ai decenni futuri, quando tutti, almeno quelli che ci saranno ancora, si saranno dimenticati di chi abbia detto cosa.

Poi gli "esperti" non sono mai unanimi, c'è sempre qualcuno che si distingue dagli altri, trattandoli da sempliciotti, per non dire da cretini integrali, proponendo la sua ricetta a sua volta oggetto di scherno da parte dei primi.

Però tutti intascano felicemente i gettoni di presenza.

Se poi però andiamo a cercare di sintetizzare e concretizzare quello che dicono gli "esperti" vediamo che le direttrici di base sono due.

La prima che chiama in causa la scuola.

Se ascoltiamo bene quello che dicono, dall'educazione finanziaria al rispetto delle donne, tutti chiedono che "si cominci dalle scuole" per formare il cittadino di domani.

E io che credevo che fosse la Famiglia a dover formare l'Uomo, mentre la Scuola dovesse solo insegnarci Greco, Latino, Italiano e persino Matematica !

Ma se carichiamo la scuola di tutte le nuove funzioni per "costruire il cittadino di domani", quando i ragazzi hanno il tempo per imparare le materie scolastiche tradizionali, cioè quelle che fanno la differenza tra un ignorante e uno che abbia aperto la sua mente al sapere che l'Uomo ha accumulato nei millenni ?

Le seconda direttrice è: bisogna investire per questo e quello.

Chi deve investire ?

Il sottinteso è lo stato.

Peccato che chi, tirando l'acqua al proprio mulino, chiede interventi su questo e quello, sia sostanzialmente lo stesso che scende in piazza per l'unione europea, dimentico che se l'Italia non ha disponibilità di denaro da sperperare è perchè si è suicidata aderendo all'euro, quindi non può più stampare moneta avendo perso la Sovranità Monetaria e deve rispettare rigidi parametri di bilancio per evitare di indebitarsi oltre certi limiti avendo perso anche la piena Sovranità legislativa (soprattutto con la complicità di una magistratura che ricorre alle direttive europee per bloccare le iniziative ideologicamente non gradite dei Governi di colore politico opposto a quello del magistrato di turno).

Insomma tante belle parole che si concludono con una richiesta di denaro, perchè tutto costa e neanche poco.

Ma quei soldi chi li mette ?


01 aprile 2025

Tentativo (inutile) di vincere facile

I magistrati francesi si allineano ai loro colleghi dalle toghe rosse cucite sulla pelle degli Stati Uniti, Brasile, Italia, Romania (e sono solo i casi che mi vengono in mente) per impedire che il Popolo possa esprimersi liberamente e che la sua volontà sia rispettata.

Inutile girarci attorno: la sentenza di primo grado con la quale le toghe rosse francesi cercano di impedire a Marine Le Pen di candidarsi, da favorita, alle presidenziali del 2027 è sulla stessa linea di quelle che hanno rubato la vittoria in Romania a Georgescu, hanno cercato di impedire il trionfo di Trump e stanno perseguendo il Presidente Bolsonaro per impedirgli di candidarsi (e probabilmente vincere) in Brasile.

Ma ci sono due casi che dovrebbero far riflettere i magistrati ideologizzati ed i loro mandanti annidati nella burocrazia di Bruxelles con il loro kit di sopravvivenza fatto di azioni tendenti a rovesciare la volontà degli Elettori.

Il primo è molto vicino a noi e si tratta di quello che è accaduto dal 1992 ad oggi.

Prima le toghe rosse hanno cercato di spianare la strada ai comunisti (ricordate la "gioiosa macchina da guerra" di Occhetto ?) eliminando tutti i principali attori dei partiti del Pentapartito.

Anche allora fecero le pentole ma non i coperchi che furono invece appannaggio di Berlusconi che rimise le cose in ordine.

Naturalmente l'attacco contro Berlusconi fu immediato, senza alcun rispetto per gli Italiani che avevano scelto lui e non Occhetto.

Dopo venti anni di aggressioni, riuscirono a rendere ineleggibile Berlusconi, ma non a far vincere le elezioni a Bersani, triste epigono di Occhetto.

Ma non è bastato, perchè se Berlusconi, in fine vita, si mostrò più malleabile, il suo posto fu preso prima da Salvini e adesso dalla Meloni, confermando che i magistrati fanno sempre le pentole, ma non i coperchi.

Il secondo caso è ancora più eclatante e simbolicamente significativo.

In Turchia abbiamo visto una parabola uguale a quella iniziata in Francia.

Un partito raccoglie un consenso sempre crescente e i magistrati locali processano, incarcerano addirittura e rendono ineleggibile il suo leader.

Quel partito vince ugualmente le elezioni, mette presidente il braccio destro del leader, cambia le leggi e il leader vince a ripetizione tutte le elezioni e diventa il Sultano, Erdogan.

Quello che le toghe rosse non riescono a capire è che possono incarcerare o imbavagliare una persona, non le idee che continueranno a camminare su altre gambe.

E nel segreto dell'urna il magistrato non ha alcun potere.