Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

Web blacknights1.blogspot.com
penadimorte.blogspot.com svulazen.blogspot.com
Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

05 febbraio 2025

La Riviera di Gaza

Leggo che il Presidente Trump ha il sogno di trasformare Gaza nella Riviera di Gaza, un bel sogno che però trova un ostacolo nella presenza di una popolazione che non sembra in grado di trasformare quella lingua di terra in una cornucopia di denaro derivante dal turismo.

Trump lo ha capito e propone di spostare i palestinesi all'interno degli stati musulmani già costituiti che, da parte loro, se ne guardano bene dal voler accogliere una moltitudine di persone poco avvezza ad un rapporto civile e laborioso.

Non lo dico io, lo dice la Storia.

Da quando, negli anni sessanta, cominciai a seguire i fatti del mondo attraverso il telegiornale che precedeva Carosello e dagli articoli di un giornale di cui leggevo inizialmente la sola pagina sportiva per poi allargarmi alle altre, ho sempre sentito e letto di questi palestinesi che dirottavano aerei e navi, ammazzavano gente e compivano attentati.

Non solo in Israele, il nemico designato, ma anche a casa nostra.

Ricordo di quell'ometto, Arafat, che si presentò al cospetto di Re Hussein di Giordania, al quale aveva occupato la Cisgiordania, per "trattare" armato di un kalashnikov, con il commento del giornalista che, mi ricordo, scrisse come Arafat appoggiò sul tavolo il suo kalashnikov, mentre il Re aveva una semplice pistola, quasi in uno studiato gioco a dimostrare chi avesse più forza nagoziale.

Capisco quindi come gli stati musulmani della zona non abbiano intenzione di portarsi in casa degli estranei che rappresenterebbero motivo di tensioni sociali.

Ma da qualche parte quelle persone dovranno pur trovare una collocazione e non potrà certo essere in Occidente, perchè non vedo la ragione per cui dovremmo accollarceli noi quando i loro fratelli di religione non li vogliono.

Probabilmente, se non si fossero messi nelle mani di terroristi assassini (Arafat prima, Hamas poi) la convivenza in e con Israele sarebbe stata utile ad entrambi, ma con le scene che si ripetono, con i palestinesi che ricordo festeggiarono nelle strade sia l'11 settembre 2001 che il 23 ottobre 2023 e che, ancora oggi, accorrono al richiamo dei terroristi per "celebrare" la "vittoria" durante il rilascio degli ostaggi israeliani, ho qualche dubbio che ci siano prospettive in tal senso.

Il sogno del Presidente Trump è molto bello, una visione di un mondo pacificato dove, come i beduini si sono trasformati grazie al petrolio, anche i palestinesi possano diventare operatori turistici, ma, forse, hanno ragione gli israeliani quando dicono che prima debba essere annientata Hamas.

Un po' come in Libano, una volta un paradiso per ricchi, una seconda Costa Azzurra, e poi finito in macerie con la crescente presenza sempre dei palestinesi, poi dei terroristi Hetzbollah.

La questione medio orientale non si risolve con la creazione di uno stato che poi finisce nelle mani di una banda di terroristi, ma con l'estirpare il male del terrorismo e, quindi, avviando la popolazione verso attività economiche, pacifiche e produttive.

La Riviera di Gaza oggi è un sogno, ma potrebbe essere il traguardo cui tendere nel medio tempo.


 

04 febbraio 2025

Scholz e Macron dettano la linea alla Schlein

Ancora i dazi non ci sono, ma l'unione europea se l'è fatta addosso al punto che ne ha discusso in una riunione informale dei capi di stato e di governo, dove è cresciuto il peso dei Conservatori della Meloni con l'arrivo del nuovo Primo Ministro belga.

In attesa delle elezioni del 23 febbraio, che si avvicinano a grandi passi, la Germania è rappresentata da un cancelliere incolore, perdente ed a capo di un governo di minoranza, che cerca di sorreggersi appoggiandosi ad un altro presidente malmesso e traballante come Macron.

Non hanno una maggioranza in patria e sono invisi, per l'arroganza mostrata negli anni, a molti altri stati dell'unione.

Sembrano quei nobili decaduti e in miseria, che però continuano a credere di poter dettare legge e così arrivano a dire che si deve reagire con forza ai dazi, ancora non disposti, degli Stati Uniti.

E sottolineano che si deve reagire "uniti", perchè il loro grande timore è di essere lasciati soli, visto che Trump ha dimostrato di preferire gli accordi bilaterali tra stati, alla confusione di trattative con organizzazioni multinazionali.

Si parla, infatti, di dazi che potrebbero colpire selettivamente stati e prodotti, come ad esempio un pesante dazio sullo champagne francese e nulla, o inferiore, sul prosecco italiano.

Obbediente al richiamo di Scholz e Macron, arriva puntuale l'esternazione della Schlein che, dimostrandosi come al solito contraria agli interessi nazionali, si preoccupa non di difendere le priorità ed i prodotti italiani, compiacendosi del rapporto speciale che la Meloni ha instaurato con Trump, ma di difendere l'unità con Scholz e Macron, nel timore che la Meloni possa mettere a segno un nuovo punto a favore dell'Italia e degli Italiani.

Perchè mai dovremmo aiutare Germania e Francia dopo che queste non solo hanno guardato da un'altra parte durante l'invasione dei clandestini, ma anche li favorisce con le ong e le navi che battono bandiera tedesca o francese.

Se Germania e Francia hanno scommesso sul cavallo perdente, sono fatti loro e non mi dispiacerebbe che i loro timori, compresi quelli della Schlein, si trasformassero in realtà, con dazi ai prodotti tedeschi e francesi e libero scambio con quelli italiani.


03 febbraio 2025

I dazi

Trump sta dimostrando che le promesse elettorali si possono mantenere.

Lo sta dimostrando con i clandestini (e sogno il giorno in cui vedrò anche in Italia la fotografia di clandestini in catena in fila per salire sull'aereo che da Roma li riporterà a casa loro), lo sta dimostrando contro il traffico di droga, lo sta dimostrando nel rapporti internazionali.

Le vedove di Obama e Biden starnazzano in lacrime perchè i dazi arriveranno e si preparano anche a protestare se il rapporto privilegiato della Meloni con Trump dovesse evitare all'Italia i danni peggiori.

Perchè non sono solo le inconsolabili vedove di Obama e Biden, ma anche le ancelle di Macron e Scholze.

Come se noi Italiani dovessimo sacrificare i nostri interessi per stare nella stessa barca di tedeschi e francesi.

Nel merito credo opportuno ricordare che i dazi sono semplicemente uno strumento di riequilibrio nei rapporti economici tra chi produce in base alle leggi ed ai costi di Mercato e chi invece quel Mercato droga con aiuti di stato (Francia e Germania, ma anche l'unione europea nel suo complesso con le tassazioni mirate e selettive) o con un regime politico (Cina) che non garantisce sicurezza e sanità nè ai lavoratori, nè ai prodotti commerciati a prezzi inferiori sulla pelle di chi materialmente li costruisce e di chi dovesse acquistarli, preferendoli ad altri perchè offerti a prezzi più bassi a seguito dello sfruttamento del lavoro e per le scarse procedure di sicurezza.

Per non parlare della alterazione del Mercato che deriva dai cosiddetti "incentivi", come quelli che vorrebbero obbligarci a rinunciare ai più efficienti sistemi fondati sul petrolio e derivati per improbabili transizioni verdi che sono tenute artificialmente in vita da erogazioni pubbliche e tassazioni differenziate e penalizzanti per la concorrenza.

Non volete dazi ?

Lasciate libero il Mercato di decidere, a parità di condizioni, quale prodotto si preferisce.

Come giustamente ha affermato il Presidente Trump, ognuno ha diritto a comprare l'automobile che preferisce.

I dazi servono solo a riequilibrare lo sbilanciamento provocato dalle indebite interferenze stataliste sul Libero Mercato.


02 febbraio 2025

Il veleno delle troppe parole

A prescindere da come uno la veda (e per me l'intromissione dei magistrati nella gestione dei clandestini è un'azione contraria agli interessi nazionali e dannosa per tutti gli Italiani, in linea con l'ideologia cattocomunista delle due chiese, internazionalista una, presunta universale l'altra, che odiano da sempre l'Italia come stato e come Nazione) si deve prendere atto di un clima di crescente odio e radicalizzazione tra le opposte barricate.

Ogni giorno gli esponenti di primo, secondo e terzo piano dei partiti devono inventarsi qualcosa per essere citati nei pastoni dei tele e radiogiornali, mentre la concorrenza tra le trasmissioni di presunta informazione è spietata perchè dagli ascolti derivano le remunerazioni dei conduttori "professionisti dell'informazione" (di cui, secondo una loro recente pubblicità, "dovremmo fidarci" ...) e questo li porta a provocare lo scontro, perchè più urlano gli "ospiti", più è facile avere copertura e quindi una maggiore attenzione da parte del pubblico (immagino che, prima o poi, si arriverà ad una scazzottata in diretta che otterrà mille milioni di visualizzazioni, dando al fortunato conduttore un alone di prestigio).

I cosiddetti "social", almeno là dove, come in X adesso, è possibile esprimersi senza censure buoniste e politicamente corrette, sono rappresentativi a cascata del clima crescente di odio con espressioni, spesso costrette alla sintesi dalla limitatezza dei caratteri, che tagliano con l'accetta ogni possibile dialogo.

Non che io abbia particolare interesse a dialogare con chi non ha uno straccio di Valore, di Principio in comune con i miei, ma forse è proprio il clima di scontro che condiziona tutti.

Nonostante questo scontro perenne, con i cattocomunisti che sprizzano fiele e trasudano bile ad ogni parola (basti leggere le reiterate dichiarazioni di Prodi che dimostra come non sia l'età a portare saggezza), l'Italia della Meloni, cresce, è stabile, è divenuta un punto di riferimento in Europa e nel Mondo.

Di un mondo che si sposta gradualmente ma inesorabilmente a destra, come è accaduto ieri in Belgio con la formazione a guida di un nazionalista fiammingo che fa parte del gruppo Conservatore della Meloni al parlamento europeo.

Aumentano così i capi di stato e di governo dei 27 che appartengono alla più ampia area nazionalista, cosa che tornerà molto utile quando si dovranno discutere tematiche divisive come l'immigrazione e la transizione verde.

E più aumentano i governi che si collocano sul Centro Destra, più cresce l'odio tra le parti, più i "professionisti dell'informazione" gettano benzina sul fuoco e più i magistrati militanti cercano di ostacolare l'azione del Governo.

Pensiamo a quanto saremmo avanti e quanto saremmo tutti più ricchi se i magistrati si limitassero ad eseguire le leggi difendendo i cittadini da furti, rapine e omicidi senza pretendere di dettare la linea politica sull'ambiente o sui clandestini e se i "professioni dell'informazione" si limitassero a riportare le notizie e non a costruirvi sopra dietrologie e romanzi distopici.


01 febbraio 2025

La guerra continua

Solo chi è in malafede può negare che le toghe rosse si siano oggettivamente assunte il compito di ostacolare l'azione del Governo, supplendo alla incapacità delle opposizioni cattocomuniste di proporre una linea alternativa che sia in linea con il sentimento popolare.

Poichè i magistrati non sono soggetti ad elezioni, possono permettersi di ignorare il sentimento popolare, ribaltarlo e agire, confidando nella propria impunità, in base alle loro pulsioni ideologiche.

Così abbiamo la ridicola indagine contro Meloni, Nordio, Piantedosi e Mantovano per aver svolto attività di governo nell'interesse nazionale e il continuo impedimento posto a gestire l'immigrazione clandestina come dovrebbe essere gestita, ma creando problemi a tutti gli Italiani a causa dei clandestini che, scaricati dalle ong e liberati dai magistrati, sciamano per le nostre strade, senza controlli e senza legge.

Inutile insistere: finchè il Governo non deciderà, se mai lo farà, di scendere in trincea contro simili comportamenti, dovremo sempre faticare ad ottenere un piccolo risultato.

Soprattutto se, indifferenti all'interesse nazionale, anche i partiti di opposizione, nella loro abissale incapacità ed inettitudine, si accucciano ai piedi delle toghe rosse invece di tutelare gli interessi nazionali che sono anche quelli dei loro elettori.

Posso immaginare che, come sta emergendo dai sondaggi e dai commenti che leggo su X, sempre più Italiani abbiano capito che il loro interesse è che il Governo riesca a domare le pulsioni ideologiche che permeano una parte della magistratura.

Apprezzo le dichiarazioni di tutti gli esponenti di primo e secondo piano della Maggioranza di Centro Destra, compatta come deve essere, però non bastano le belle dichiarazioni su X, occorre agire, occorre mettere in atto azioni concrete, anche rivoluzionarie e dirompenti, per contrastare questa guerra dichiarata contro il Governo, quindi contro gli Italiani che votano, dalla magistratura militante.

Io starò dalla parte del Governo se deciderà quel tipo di azioni per porre fine a questa guerra che, come fu per i minatori contro la Thatcher nel Regno Unito e per i controllori di volo contro Reagan negli Stati Uniti, non deve concludersi altro che con la resa dei magistrati alla volontà popolare espressa con il voto del 25 settembre 2022.

31 gennaio 2025

Dopo sei anni assolto anche Siri: chi lo risarcirà ?

Nel pieno della aggressione al Governo per il non caso Almasri, arriva l'archiviazione anche del procedimento instaurato sei anni fa contro Armando Siri, senatore della Lega eletto nel 2018 ma non più nel 2022 dopo essere stato indagato, sottosegretario per la Lega nel primo governo Conte, efficace esperto e divulgatore economico.

Siri è stato una vittima delle aggressioni giudiziarie nei confronti di politici che non sono tutelati e che, a seguito di accuse poi rivelatesi infondate e che sono state archiviate o hanno portato alla assoluzione piena, hanno comunque perso occasioni nel loro cursus honorum politico.

Ricordo il sindaco di Parma Vignali, caso eclatante quello del Ministro Salvini che, dopo la vittoria del Centro Destra nel 2022, dovette rinunciare al meritato e legittimo ritorno al Viminale perchè era sotto processo a Palermo (dallo stesso pm che oggi indaga sulla Meloni, Nordio, Piantedosi e Mantovano) salvo poi essere pienamente assolto e adesso il caso di Armando Siri che ha dovuto aspettare sei anni per veder riconosciuta la sua innocenza ma, nel frattempo, non è più senatore nè sottosegretario.

Chi, invece, apre indagini che si dimostrano poi basate sul nulla, fa carriera e passa in ruoli e sedi sempre più prestigiose.

E' una stortura che la Politica deve eliminare al più presto, perchè, come giustamente dice la Meloni, se i magistrati vogliono governare, si candidino e non si mettano di traverso cercando, con un avviso di garanzia, di ribaltare le scelte degli Elettori.

Per colpa di questa magistratura militante siamo costretti a rivalutare l'istituto della immunità parlamentare, ripristinandola a favore di chiunque ricopra un incarico elettivo e di governo e che, a questo punto, non dovrebbe essere indagato, fino alla permanenza nell'incarico, per nessun motivo, sia che riguardi lo svolgimento dell'incarico che in relazione ad attività professionali, imprenditoriali o di altra natura e di carattere privato.

Non mi piace, ma mi piace ancor meno che il mio voto sia superato da un'azione mossa da un soggetto che ricopre un ruolo in base non ad una elezione, ma ad un concorso pubblico.

E deve trattarsi di una immunità che sia assoluta e non sia soggetta neppure al voto di autorizzazione del parlamento, perchè, per come vanno le cose, non si può affidare ad una maggioranza parlamentare, speso interessata ad eliminare un avversario politico, la scelta se mandarlo o meno a processo.

Una immunità, quindi, totale che escluda anche la sola apertura di una indagine nei confronti di chi deve rispondere solo al Popolo Elettore.

Non mi stancherò mai di ribadire che l'Elettore e solo l'Elettore, deve decidere se una persona possa o meno ricoprire un incarico politico.

Nessun altro e per nessun motivo può essere causa della sua rimozione al di fuori del voto degli Elettori.


30 gennaio 2025

Sfida all'Ok Corral

Leggo ne La Verità di oggi che quel procuratore di Roma, già di Palermo, che aveva indagato (con perdite) Salvini e che adesso indaga la Meloni, Nordio, Piantedosi e Mantovano, utilizzava un volo di stato per fare la spola tra Roma e Palermo.

La disponibilità del volo sarebbe stata interdetta dal Sottosegretario Mantovano, lasciandolo, per così dire, "a piedi", cioè nella necessità di usufruire di altri mezzi, presumo comunque a carico nostro.

Se fosse vero (e non vedo il motivo per cui La Verità dovrebbe esporsi in questo modo sulla base di un falso) ci sarebbe il movente di un'azione di indagine su un Governo che fa il Governo e, soprattutto, sulla scelta degli indagati.

A parte lo scontro, che sembra la sfida all'ok corral in salsa italiana, tra la sinistra (di cui fa parte la magistratura militante, brandelli di istituzioni, il sindacato rosso, la chiesa di Bergoglio, le coop rosse, l'imprenditoria assistita e la finanza rapace) e il Centro Destra (che ha dalla sua la maggioranza del voto elettorale e il sentimento popolare) che prima o poi dovrà deflagrare fino alla definizione per cui solo uno resterà in piedi e si prenderà tutto (quindi significa che il Centro Destra deve mentalmente pensare ad usare qualunque mezzo per vincere come fece Wyatt Earp a Tombstone nella sfida citata), mi interessa il punto del volo di stato per rientrare alla propria residenza da parte di un dipendente pubblico.

Non mi risulta che un impiegato del catasto, un insegnante o un postino (li cito perchè sono categorie che, a fronte di un concorso pubblico, come un magistrato, ottengono un posto talvolta molto lontano dalla propria residenza) usufruiscano di analogo beneficio del loro collega con la toga.

Se io fossi in loro (e sappiamo che i dipendenti pubblici sono lo zoccolo duro dell'elettorato cattocomunista) sarei alquanto infastidito e chiederei a gran voce: volo di stato per tutti.

O per nessuno.

Come giustamente sembra essere stato fatto nei confronti del procuratore di Roma.

Personalmente ritengo che, se vera, la questione del volo di stato per il procuratore di Roma sia una vergogna e un insulto a tutti noi, pubblici, privati, autonomi o liberi professionisti, che, chi più chi meno, nel corso della nostra carriera professionale abbiamo fatto i conti con trasferimenti e missioni anche disagevoli, lontano dalla residenza e dalla famiglia.

Non mi pare, tra l'altro, che le retribuzioni dei magistrati siano tali da richiedere benefit agevolativi rispetto ad un normale impiegato dello stato, benefit che, ricordiamocelo, paghiamo tutti noi.

E non mi pare che esistano più le esigenze di sicurezza degli anni novanta, anzi dovremmo essere noi cittadini ad esigere maggiore sicurezza nei confronti di quei soggetti clandestini che proprio le ordinanze e sentenze di quei magistrati consentono di sciamare per le nostre strade dopo essere stati scaricati a casa nostra dalle ong.

Mi auguro che, in un clima di scontro crescente, il Governo non demordi e porti a revisione tutti i benefit concessi, scorte incluse.

Si può, infatti, correttamente parafrasare quanto ha giustamente detto il Presidente Trump riferendosi a Fauci, per cui chi percepisce una "signora" retribuzione, può anche pagarsi le comodità che desidera.

29 gennaio 2025

Toghe rosse non avrete il suo scalpo

Non sto a fare la storia della ridicola iscrizione di Giorgia Meloni, Matteo Piantedosi, Carlo Nordio e Alfredo Mantovano tra gli indagati per la vicenda Almasri perchè, da un lato, è talmente ridicola che c'è da vergognarsi a parlarne (figuriamoci ad imbastire una indagine sugli atti di un Governo legittimato dal voto popolare !), dall'altro chi mi legge sa benissimo come la penso e quali sarebbero le reazioni che mi piacerebbe vedere (ma, purtroppo, non vedrò perchè nel Centro Destra c'è sin troppo rigore, senso e rispetto istituzionale, dovendoli avere anche per chi non li ha).

Detto questo mi pongo la domanda sul perchè le toghe rosse insistono a promuovere azioni che, come minimo, sono altrettanti colpi di piccone alla legittimazione, credibilità e affidabilità non solo dell'intera corporazione dei magistrati, anche di quelli che silenziosamente e fuori dal cono di luce delle indagini da riflettori svolgono coscienziosamente il loro lavoro, ma anche del pianeta giustizia nel suo complesso.

Non è solo l'aggressione a Ministri (ieri Salvini, oggi la Meloni, Nordio, Mantovano e Piantedosi) che fanno quello che noi Elettori  abbiamo votato per fare, ma sono le iscrizioni e avvisi di garanzia nei confronti di Poliziotti, Carabinieri e Cittadini che difendono e si difendono dalla criminalità.

E sono anche le ripetute ordinanze e sentenze a favore dei clandestini e delle loro ong che ce li scaricano e poi se ne disinteressano.

Sarebbe sottovalutarli credere che si illudano che un Elettore del Centro Destra, davanti ad un'azione promossa da una toga rossa, cambi idea e si metta a votare per il pd, al contrario è più facile che la loro palese faziosità ideologica convinca qualche indeciso a schierarsi (per carità: nel rigoroso segreto dell'urna, tutti teniamo famiglia !) a favore della Meloni, di Salvini e dei partiti di Centro Destra, rafforzandone la maggioranza come registrano i sondaggi che, già prima di questa ultima vicenda, hanno rilevato come i partiti del Centro Destra siano arrivati a superare o a sfiorare il 50% delle intenzioni di voto, rendendo vano anche un eventuale "campo largo" in cui tutti gli altri vi si affollassero.

Non solo gli indecisi, ma c'è una fetta dell'elettorato che dalla Meloni e da Salvini, da questo Governo, vorrebbe sempre "di più", che si allontana quando, ad esempio, la Meloni continua a dichiarare il sostegno a Zelensky, ma che torna, come si può leggere su X, a compattarsi con la Meloni e Salvini quando vengono aggrediti dalle toghe rosse.

E questa volta non isolano neppure la Meloni dagli alleati esteri, anche perchè il Presidente Trump, il più importante, l'unico cui fare riferimento, ha con i magistrati di casa sua lo stesso problema persecutorio e quindi non potrà che solidarizzare e simpatizzare con la Meloni.

Lo sanno benissimo, ma insistono, perchè ?

Fortunatamente non sono nelle loro teste e posso solo immaginare che loro, considerandosi su un piano di totale impunità, agiscano per fare ostruzionismo all'azione di Governo e tanto più cercano di boicottarla, quanto più quella azione risulta efficace, produttiva e nell'interesse nazionale.

Non credo sia per la riforma (blanda, molto, troppo blanda) della giustizia, ma semplicemente credono di portare il loro contributo, in modo più diretto e sicuro che non presentandosi alle elezioni e cercare di convincere gli Elettori a votarli, all'opposizione ad un Governo che sta realizzando quello che a loro non piace e che sta riportando l'Italia ad avere un ruolo di primo piano, dopo anni da serva scema della Germania e della Francia nel nome dell'unione europea.

Finirà, ovviamente, in un nulla di fatto, ma intanto causano qualche rallentamento all'azione del Governo che deve occuparsi anche di questa facezia e, soprattutto, sgretolano ancora di più ogni credibilità della magistratura come istituzione indipendente e super partes.



28 gennaio 2025

Vite parallele: Margareth Thatcher e Giorgia Meloni

Non ho la presunzione di imitare Plutarco, ma lo spunto del suo classico studiato a scuola mi ha portato a individuare alcuni tratti e vicende che potrebbero fare della Thatcher e della Meloni una delle coppie di una edizione aggiornata delle Vite Parallele.

La caratteristica più evidente è che sono entrambe donne, ma questa è solo una nota di colore, di apertura, talmente è ovvia.

Nascono entrambe da famiglie non ricche, una volta si sarebbe detto "umili ma dignitose" e questo le ha rese artefici del loro proprio destino che non è disceso da una nascita fortunata o da una potenza economica ereditata.

Hanno ambedue scalato fino al vertice un partito conservatore, anticomunista, prima di vincere le elezioni e diventare Primo Ministro, la prima donna in quel ruolo nel Regno Unito e in Italia.

Sia la Thatcher che la Meloni furono accolte con sorrisini di sufficienza, dileggio, sottovalutazione, prima di veder riconosciuta la loro abilità nel gestire i temi della politica interna e internazionale.

La Thatcher ha avuto la consacrazione quale leader, che si è trasformata in dodici anni consecutivi da Primo Ministro, lasciando poi l'incarico al suo delfino che è rimasto in carica, senza soluzione di continuità, per altri sei anni, con due eventi significativi, uno esterno ed uno interno.

La guerra vittoriosa contro l'Argentina che aveva proditoriamente occupato le Isole Falklands credendo alla propaganda di una stampa che ancora dileggiava e sottovalutava la Thatcher e il vittorioso braccio di ferro con i minatori affiliati ai sindacati socialisti che provarono a bloccare il paese con uno sciopero ad oltranza e furono costretti a rientrare nei ranghi, alle condizioni del Governo, dopo essere stati portati alla miseria dalle scelte folli dei loro politicizzati leaders sindacali.

In realtà ci sarebbe un altro episodio che ha caratterizzato la Thatcher nel suo mandato: la forza con la quale ha respinto il ricatto dei terroristi irlandesi che, con lo sciopero della fame, avevano cercato di condizionarne la politica, fallendo.

La Meloni, per nostra fortuna, non ha guerre da combattere, non direttamente, almeno, ma possiamo considerare una guerra quella contro i clandestini che invadono non un isolotto ai confini dell'impero, ma l'intero territorio nazionale, sciamandovi dopo essere stati scaricati all'interno dei nostri confini dalle ong per lo più battenti bandiere straniere.

E' una guerra che anche la Meloni può vincere e che richiede la stessa scorza necessaria a non cedere ai ricatti di chi si mette in sciopero della fame e la stessa volontà di chi ha inviato navi da guerra agli antipodi per difendere un lembo di terra sperduto.

E collegata alla guerra che ci hanno mosso le ong con i clandestini, c'è la seconda analogia, quella del braccio di ferro interno.

Se la Thatcher ebbe i minatori, la Meloni, ben più pericolosamente, ha i magistrati militanti a sinistra, che cercano di impedire che un Governo voluto e votato dalla maggioranza degli Elettori, possa sviluppare la sua politica immigratoria.

Vedremo se la Meloni riuscirà, anche in questo, ad ottenere il risultato che, in altri tempi, con altri contesti, ottenne la Thatcher.

Infine non si può trascurare l'importanza del rapporto privilegiato con il presidente degli Stati Uniti, una intesa personale prima che politica, che la Thatcher ebbe per tutta la durata dei rispettivi mandati, con Ronald Reagan e che la Meloni sembra poter replicare con Donald Trump.

Quello della Thatcher è, ormai, un capitolo chiuso di cui ha beneficiato il Regno Unito, mentre quello della Meloni è un cantiere aperto di cui potremmo beneficiare noi Italiani, magari anche conseguendo risultati più rilevanti perchè abbiamo una condizione di partenza svantaggiata rispetto alla Gran Bretagna del 1979.


27 gennaio 2025

Roosevelt e la Meloni

I cattocomunisti, tra i tanti latrati che quotidianamente disperdono al venti, si stanno incartando su un generale libico, Almasri credo si chiami, che fermato a seguito di un mandato di arresto internazionale spiccato dalla corte penale internazionale (la stessa che vorrebbe che arrestassero Putin e Netanyhau), è stato poi scarcerato per un cavillo e riportato in patria da un volo di stato.

La propaganda rossa reclama la testa (tanto per cambiare) di un paio di ministri perchè sarebbero a loro dire responsabili di aver lasciato libero un torturatore.

La stessa Anm scarica la responsabilità della scarcerazione su un presunto ritardo nella risposta del ministro della giustizia alla corte di appello di Roma che ha materialmente disposto la scarcerazione.

Ma l'Anm ha un contenzioso con il Governo e quindi è solo una voce di opposizione che si aggiunge al coro.

Se però andiamo a leggere la vicenda, vediamo che quel generale libico era in giro per l'Europa dal 6 gennaio, ma solo dopo dieci giorni, guarda caso quando è giunto in Italia, la cpi ha emesso mandato di cattura, cercando di lasciare il cerino acceso nelle mani dell'Italia.

Per una volta i magistrati hanno fatto un favore al Governo, dandogli la possibilità di risolvere immediatamente il problema, acquisire una ovvia apertura in chiave di blocco delle partenze dei clandestini dalla Libia ed evitare una controversia internazionale, ben più rilevante che gli strepiti di una corte che si squalifica con le sue richieste (veggasi alla voce Putin e Netanyahu).

Sappiamo tutti che una opposizione rozza e anti italiana come è quella anticomunista, non avendo altri argomenti strumentalizza, anche grazie agli appoggi di certa stampa, quelle che sono le più elementari norme di comportamento per un Governo che voglia fare gli interessi nazionali e che, per farla breve, va sotto il nome di "ragion di stato".

Su X ho sintetizzato scrivendo che Schlein e compagni dovrebbero tornare sui banchi di scuola per studiare Machiavelli e Guicciardini e che, se non l'hanno fatto come sembrerebbe dalle loro reazioni sul caso Almasri, dimostra solo la bontà della scelta del Ministro dell'Istruzione e del Merito che rilancia gli studi classici.

Qui aggiungo che uno dei miti esteri dei cattocomunisti fu molto chiaro in materie del genere.

Franklin Delano Roosevelt, 32° presidente degli Stati Uniti, democratico, eletto quattro volte, parlando del dittatore del Nicaragua Somoza, chiarì che sì, è un figlio di puttana, ma è il NOSTRO figlio di puttana.

La sintesi, meno colta rispetto a Machiavelli e Guicciardini ma forse più comprensibile per i cattocomunisti nostrani, di quella che è una legittima ragion di stato.