Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

30 maggio 2012

Terremoto Emilia. Qui Bologna


Ieri, 29 maggio, la terra ha nuovamente tremato nelle provincie emiliane di Modena, Ferrara, Bologna in modo sensibile e rilevato anche in tutto il Nord, Toscana e Marche.
A differenza della scossa di domenica 20, eravamo tutti ben svegli (gli orari sono stati alle 9,15 e alle 12,57) tanto che i movimenti più significativi (oltre il quinto grado della scala Richter) sono stati avvertiti sensibilmente.
Sappiamo che morti e distruzioni sono avvenute in zone della provincia modenese e minori conseguenze nel ferrarese e nel bolognese.
Per quanto potessero sembrare inutili e burocratiche, le prove di evacuazione che, almeno nel mio ufficio, sono state eseguite in passato, sono risultate efficaci e, dopo aver trovato rifugio nei “luoghi sicuri” individuati vicino ad un muro portante, abbiamo disposto l’uscita che si è svolta in modo ordinato.
Per due volte nella giornata.
Ho ascoltato ieri sera il “filo diretto” di radio uno e in particolare ho rilevato l’intervento di un ingegnere dell’Enea di Bologna che, con molta chiarezza, ha esposto problematiche e considerazioni.
Tale ingegnere ha anche obiettato circa la scelta di chiudere le scuole a Bologna dove non vi era alcuna necessità di simili provvedimenti.
In effetti pur avendo avvertito la scossa in modo più che sensibile, i danni in città sono stati minimi.
La paura tanta.
Chiudere gli uffici pubblici in queste condizioni è una pessima scelta che lascia i singoli alle proprie paure, mentre è necessario reagire, soprattutto là dove le strutture hanno resistito.
E’ poi necessario non aggiungere ai danni umani e materiali del terremoto, anche quelli psicologici ed economici del fermo lavorativo.
La miglior risposta che possiamo dare è quella di continuare a produrre, ognuno nel proprio ambito lavorativo, per evitare che tutto rischi di fermarsi, aggravando una situazione già critica.
Anche quando, con la ricostruzione o l’emergenza, sembra che una professione non abbia alcuna attinenza, è invece importante il messaggio di attività e di normalità.
L’edicola, il bar, la banca, l’ufficio postale, la scuola aperti, non solo consentono l’espletamento delle attività quotidiane, ma anche evitano che sempre più persone si ritrovino senza un preciso scopo e alimentino, l’un con l’altro, paure e voci.
Ci sono varie iniziative a sostegno di un numero di sfollati che è raddoppiato dopo gli eventi di ieri e qui ricordo solo quella del Resto del Carlino (quotidiano della regione) e di Mediafriends con Canale 5 .
Ma il terremoto non deve essere una scusa per non fare o per aspettare che siano gli altri a fare.
Il terremoto può e deve essere una ulteriore motivazione di impegno personale per fare meglio e di più.



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29 maggio 2012

L'ultima follia di Mario Monti

All'inizio pensavo che Mario Monti, nella sua immensa presunzione, fosse convinto di essere stato chiamato da Dio stesso a "salvare" l'Italia.
Poi, con l'aumento in progressione geometrica, della sua superbia e arroganza, mi sono convinto che Mario Monti si creda Dio in persona.
Leggo oggi che Mario Monti vorrebbe sospendere i campionati di calcio per due o tre anni.
Così, dopo aver posto le basi, con l'imu e le altre sue sporche tasse, per sottrarci il "panem", vorrebbe anche toglierci i "circenses".
Credo allora che Dio voglia punire Mario Monti, rendendolo sordo e cieco alla realtà, perchè la sua "ubris" sia punita in modo tanto maggiore, tanto più si è manifestata.
Quos vult perdere, Iupiter dementat priuis.


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27 maggio 2012

I comunisti temono il ritorno di Berlusconi

Finalmente il Pdl batte un colpo e, come era ovvio, lo ha fatto con una conferenza stampa di Silvio Berlusconi cui ha fatto da onesta spalla Alfano.
La proposta è buona: elezione diretta del presidente della repubblica.
Il contenuto un po' meno: semipresidenzialismo e doppio turno alla francese.
Che l'idea mi piaccia è testimoniato dal post del 23 maggio (antecedente la conferenza stampa di Berlusconi) nel quale elencavo gli Ideali e Valori da cui ripartire inserendovi il presidenzialismo.
Ovvio che personalmente preferirei il presidenzialismo pieno (uno viene eletto dal Popolo e per l'intera durata del suo mandato detiene tutti i poteri) e il turno unico angloamericano (con il doppio turno si rischiano immondi mercimoni di voti e di idee tra il primo turno ed il ballottaggio).
Però quella di Berlusconi è la miglior proposta di rinnovamento della politica che sia uscita in questi ultimi sei mesi di commissariamento Monti.
L'elezione diretta del presidente fu un cavallo di battaglia di Giorgio Almirante e dell'Msi.
La repubblica presidenziale fu anche nei programmi di Randolfo Pacciardi, storico avversario repubblicano dell'azionista Ugo La Malfa e poi fondatore, nella seconda metà degli anni sessanta, di "Nuova Repubblica": troppo avanti per i tempi, ma già aveva capito che l'Italia poteva proseguire in quello che allora era una crescita diffusa solo partendo da una politica rinnovata nelle forme e nelle modalità.
Berlusconi ha compiuto una mossa accorta e utile.
Richiamando il cavallo di battaglia dell'Msi ha ricompattato gli ex missini del Pdl e si è posto anche come riferimento per gli ex missini della diaspora attualmente astenuti o nella Destra Radicale, spiazzando nel contempo Fini e i suoi pretoriani che, ormai, non hanno, neppure a livello propositivo, alcuno spazio autonomo.
Ma Berlusconi ha anche lanciato un messaggio di unità agli ex di Forza Italia, dicendo in sostanza: presidenzialismo e il candidato naturale sono io.
Proprio questo chiaro sottinteso ha provocato una massiccia scarica di terrore nei comunisti e nei loro alleati che già pregustavano di sconfiggere il Centro Destra orbo del suo valore aggiunto.
Da qui le affrettate reazioni di Bersani, Casini e Di Pietro, tutti, per motivi di pura ambizione personale, terrorizzati dal dover affrontare Berlusconi in una "ordalia" elettorale con scelta personale.
Ma ve l'immaginate un Bersani che cerca di brillare di luce propria contro Berlusconi ?
E Casini ?
Forse l'unico potrebbe essere Di Pietro più per la involontaria comicità del suo eloquio che per il carisma che potrebbe mettere in campo.
Naturalmente una proposta è solo una proposta, ma tra tutte le alchimie in politichese, ancora una volta Berlusconi ha colto l'essenza di quello che potrebbe essere il rinnovamento.
Non dimentichiamoci che con la riforma costituzionale del 2005 (che i comunisti vollero bocciare con referendum confermativo unicamente per spirito di opposizione) Berlusconi aveva già prodotto un rinnovamento legislativo con la forte riduzione dei parlamentari ( che sarebbero stati centocinquanta in meno della riforma oggi in discussione in parlamento e quattrocento in meno che adesso) e con il conferimento di maggiori poteri al premier.
E se vediamo come abbia mantenuto la promessa elettorale del 2008 per l'abolizione dell'ici, possiamo pensare che la riforma istituzionale in senso presidenziale verrebbe presto approvata se il Centro Destra tornerà a vincere le elezioni del 2013.
Da qui può cominciare l'auspicabile rimonta del Centro Destra dopo aver toccato il fondo con le amministrative della settimana scorsa.
Dal presidenzialismo può anche rinascere un'Italia più forte e più solida, dove si deciderà e si lavorerà molto di più e si parlerà e si manifesterà molto meno.



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25 maggio 2012

Troppi galli nel pollaio


Proseguiamo il viaggio nella Destra che vorrei, anche perché non sono per nulla soddisfatto della reazione alla sconfitta amministrativa.
Invece di intervenire con decisione, iniziando dall’unico atto che potrebbe riaprire alla fiducia verso il Pdl del presente e del futuro: staccare la spina a Monti, una cacofonia di suoni viene emessa dai vari galletti del pollaio.
Se, poi, fosse vero (anche se non lo credo) quanto scrivono i giornali secondo i quali Berlusconi le idee le avrebbe, ma viene bloccato dai “consigliori” tipo Cicchitto o Letta, allora la sfiducia invece di diminuire, cresce.
E senza avere alternative.
E’ ovvio che se fossi nei dirigenti del Pdl non scoprirei le carte prima di averle tutte sistemate, per cui è auspicabile che abbiano un progetto, una strategia per perseguirlo e una tattica per supportarla.
Ma la percezione e le apparenze dicono il contrario.
Invece di parlare con una voce sola, ne ascoltiamo mille e più di mille, ognuna convinta di essere la voce della verità.
Ogni dirigente pensa probabilmente di avere la ricetta giusta per la soluzione del problema, ma uno e uno solo deve essere al comando.
Due sarebbero già troppi.
Come ha scritto Il Giornale, il Pdl deve ripartire da Berlusconi.
E’ il valore aggiunto dell’intero Centro Destra ed è l’unico che, anche per la sua posizione economica e la sua età, non abbia più molto da chiedere alla politica, ma solo da dare.
Alfano segretario ha mostrato tutti i limiti di una persona onesta, pulita ma sin troppo accondiscendente ed educata con gli amici e persino con i nemici.
La perdita anche dell’ultimo telegiornale amico, il TG4 che fu di Emilio Fede, ha ridotto ancora di più la possibilità di far conoscere le reali posizioni di Berlusconi e del Centro Destra, a fronte di una volgare tracimazione di commenti e programmi di sinistra.
L’attesa è la scelta peggiore, perché concede ai troppi galli del pollaio Pdl l’opportunità si straparlare come se fossero dirigenti del pci/pds/ds/pd.
O Berlusconi o un altro (ho già scritto, a mio parere, come, chi e perché) devono prendere in mano la situazione e decidere.
E l’unica decisione non può che partire dallo scrivere la parola fine al governo Monti.
Il resto seguirà, pressochè automaticamente. 



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23 maggio 2012

Risorgere con gli Ideali ed i Valori


A parte le banalità per cui solo chi cade può risorgere, in politica, come negli affari,  vittorie o sconfitte non sono mai definitive.
Ogni elezione azzera tutto e il risultato successivo non è mai scontato per nessuno.
Negli ultimi diciotto anni si è tutto giocato attorno alla figura dominante di Silvio Berlusconi, la cui statura supera quella di qualunque altro suo competitore.
Ma anche Berlusconi non ha governato (purtroppo) per diciotto anni, ma solo per la metà del tempo e con due tagli netti, uno dei quali (dal dicembre 1994 al maggio 2001) lunghissimo (l’altro un po’meno dall’aprile 2006 all’aprile 2008).
Ed ha governato insidiato e ostacolato da tutto il vecchiume che si è opposto in ogni modo al suo progetto per conservare i propri privilegi.
Oggi Berlusconi ha quasi settantasei anni e probabilmente (comprensibilmente) non ha più lo spirito per girare l’Italia in lungo e in largo per galvanizzare le truppe e anche il suo storico alleato, Bossi, è ferito e stanco.
Manca ancora un leader che possa raccogliere l’eredità dei due Grandi Vecchi e lo riconosce oggi anche Marcello Veneziani nel suo Cucù ne Il Giornale, quando scrive chiaramente che si deve ricostruire (il nuovo o il nulla è la sintesi nel titolo) ma ammette che non ha nomi da proporre.
Sempre oggi leggo che Berlusconi pensa (o penserebbe …) ad uno “spacchettamento” del Pdl con movimenti a tema (ad esempio – Dio ce ne scampi ! – un movimento ambientalista affidato alla Brambilla) e l’archiviazione di gran parte della vecchia classe dirigente.
E’ una idea che può essere coltivata e sviluppata, ma su Ideali e Valori importanti, certo non sulle questioni bagatellari degli animalisti o dell’ambiente !
La mia personale idea è qualcosa di molto simile, una federazione di movimenti ognuno dei quali, pur nella globalità del progetto, rappresenti una caratteristica dell’area del Centro Destra.
Un movimento liberale orientato alle questioni economiche da affrontare sulla base di:
- abbattimento delle tasse (no alla tassazione sulla casa, no alla tassazione aggiuntiva sulle rendite finanziarie, abolizione del canone rai, abolizione del bollo auto, flat tax)
- ritiro dello stato dalle nostre vite e dalle nostre tasche quindi riduzione della spesa pubblica e dei dipendenti pubblici
- revisione (se proprio non il ritiro) dell’adesione all’euro
- privatizzazioni (a cominciare dalla rai)
- sburocratizzazione delle procedure e delle pratiche per costituire società, concedere appalti, costruire, modificare …
Un movimento federalista che sostenga la revisione dello stato:
- concedendo ampia autonomia in sede locale
- consenta di trattenere in sede locale le tasse dei residenti con una minima percentuale per le spese nazionali,
- autonomia impositiva in sede locale
- assunzioni pubbliche e assegnazione di benefici (case, contributi) con priorità ai cittadini del luogo.
Un movimento cattolico che rappresenti la continuità di una Tradizione nobile e importante per la nostra Storia e che sostenga quei Valori universali, ancorchè oggi interpretati prevalentemente dall’insegnamento della Chiesa Cattolica:
- rispetto della Vita contro la tendenza a ritenerla un bene disponibile;
- valorizzazione dell’unicità della persona umana contro la manipolazione genetica;
- sostegno alla Famiglia, composta unicamente da un Uomo e da una Donna, quale nucleo fondamentale di ogni società civile controle aberrano che tendono ad equipararvi mostri senza pregio.
Infine un movimento di Destra che, affondando le radici nell’Msi, ne recuperi la diaspora e ne aggreghi quanti, pur non avendone fatto parte, riconoscono nei Valori tradizionali della Destra la strada maestra per il Benessere e la Sicurezza del nostro Popolo:
- Sovranità e Indipendenza nazionale contro ogni interferenza di enti sovranazionali o di consorterie finanziarie;
- difesa della identità dei territori contro l’invasione degli immigrati e la pretesa di riconoscere loro cittadinanza e voto;
- difesa dell’ordine pubblico dalle violenze, dalla distruzione e occupazione di proprietà pubbliche e private, dalla criminalità;
-ampliamento del concetto e delle opportunità per la difesa personale dei cittadini;
- difesa degli interessi nazionali in ogni parte del mondo;
- solidarietà nazionale e sociale, scevra da ogni assistenzialismo protratto nel tempo;
- reintroduzione di una selezione meritocratica nella scuola, nell’università, nel lavoro;
- indipendenza energetica;
- riduzione dei parlamentari e presidenzialismo;
- riforma del sistema giudiziario con attribuzioni di maggiori poteri alla Polizia per le indagini, netta separazione delle carriere tra pubblici ministeri (che devono essere alle dipendenze del ministero) e giudici, responsabilità civile personale dei magistrati.
Quattro movimenti, per un unico, grande partito federato che, ancora una volta, impedisca la deriva marxista della nazione e la nostra trasformazione in sudditi prigionieri di aberranti devianze morali e di politiche economiche pauperiste fondate sul pizzo rappresentato da tasse eccessive.



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22 maggio 2012

Insegna più uno sberlone di mille parole


E lo sberlone è arrivato con il voto amministrativo: una bastonata senza precedenti inflitta al Pdl e alla Lega, ma anche a tutta la politica che ha visto eleggere sindaci senza consenso popolare.
La sberla sarà salutare (e il sacrificio dei cittadini che si troveranno ad essere pessimamente amministrati da comunisti e grillini avrà un senso) se il Pdl recepirà il messaggio.
Togliere immediatamente l’appoggio al governo del vampiro Monti, riallacciare i rapporti con la Lega (Maroni ha detto che il dialogo riprenderà quando il Pdl si opporrà al governo) e riprendere la sua azione politica fondata su una visione liberale della economia e tradizionale delle questioni etiche.
Il resto è solo contorno anche se importante (come la resistenza ad ogni deriva morale che continua anche con il cosiddetto “divorzio breve” e fu proprio dall’introduzione del divorzio nel 1970 che sono iniziati i nostri guai perché fu inferto un colpo mortale alla solidità morale della nazione colpendo a morte la stabilità del nucleo essenziale di ogni Società e Civiltà che è la Famiglia e la sua unità e stabilità).
La scarsa partecipazione al voto poco sopra il 50%, dimostra come l’elettorato di Centro Destra non ascolti le sciocchezze della sinistra e preferisca non votare quando non ci sono partiti che ne rappresentino le idee.
A differenza dell’elettorato della sinistra (molto più simile ai suoi rappresentanti) l’elettorato di Centro Destra è evoluto e usa l’arma del voto non in modo fideistico, ma ragionato.
L’elettorato di Centro Destra deve quindi essere convinto, nei fatti, a votare per il proprio partito e il modo migliore per dimostrare che il Pdl e la Lega si sono mondati dagli errori del recente passato è dare il benservito al governo Monti, riprendere l’alleanza che tante soddisfazioni ci ha dato e ricominciare dal punto in cui si era lasciato con le inopinate dimissioni di Berlusconi nel novembre 2011.
Soprattutto è necessario evitare errori come dare credibilità a gente tipo Fini e Casini o ai loro emuli di cui si vocifera in questi giorni (Montezemolo, Passera, addirittura lo stesso Monti).
Così si perderebbe e si consegnerebbe l’Italia alla minoranza di sinistra che ne farebbe strame (pensate solo alle tasse, alle leggi contro la libertà di parola e di opinione, ai provvedimenti che eleverebbero a dignità di legge aberrazioni – anche semantiche - come il “matrimonio” degli omosessuali).
Berlusconi nel 2006 recuperò diciassette punti percentuali in due mesi di campagna elettorale.
Se, sin da ora, il Pdl si mostrerà pentito dell’appoggio a Monti, farà ammenda degli errori recenti (dimissioni di Berlusconi e governo Monti anziché, come aveva visto giusto Bossi, andare alle elezioni appena consumato il tradimento di Fini) e passati (Fini in lista anziché Storace, consegnare la presidenza della camera a personaggi infidi come lo stesso Fini e prima di lui Casini) allora avremo la concreta possibilità di ripetere l’entusiasmante risultato del 1994 e del 2001, bloccando la deriva marxista della nazione e aprendo un nuovo ciclo con il Centro Destra al governo.
Ma Alfano e i suoi devono capirlo subito, devono abbattere Monti e riprendere ad ascoltare i propri elettori e non le consorterie finanziarie internazionali.
Diversamente la sberla elettorale non sarà servita altro che a creare pessime amministrazioni nelle città in cui hanno vinto comunisti e grillini.



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21 maggio 2012

Perché Giorgia Meloni


Per completare l’intervento di ieri mancano le ragioni che, rebus sic stantibus, mi inducono a ritenere Giorgia Meloni il politico più idoneo per rappresentare la nuova Destra, riunita e allargata.
Pur preferendo una figura che esprimesse e proiettasse una autorevolezza intrinseca e un carisma personale (come Silvio Berlusconi) dobbiamo ragionare su quello che c’è e non su quello che si vorrebbe ci fosse, ma non c’è.
Del resto la sinistra ha da sempre officiato del ruolo di segretari mezze figure che di carisma non ne proiettavano neppure cercandolo con il telescopio Hubble, quindi possiamo tranquillamente, in questa fase, pensare ad onesto gregario, che si carichi sulle spalle il peso di guidare un gruppo di forti individualità, ognuna delle quali ritiene di incarnare il Verbo e la purezza dell’Ideale.
Ci prova nel Pdl Alfano, con scarso successo, anche perché ci sembra che il soggetto sia sin troppo acquiescente e disponibile verso gli avversari che, avendolo battezzato come “buono”, riescono sempre a buggerarlo come già fece la Buongiorno con il disegno di legge sulle intercettazioni.
Allora vediamo di studiare a tavolino una figura che possa dignitosamente rappresentarci.
Giorgia Meloni è giovane (credo sia tra i trenta e i quaranta) quindi può ben incarnare il desiderio di rinnovamento che non è solo della Destra ma dell’intera società italiana.
Giorgia Meloni non ha una bellezza glamour, fisica e neppure negli atteggiamenti o nell’abbigliamento, per cui sarebbe immune dalle critiche di quelle galline invidiose che pullulano nel pollaio della sinistra.
Giorgia Meloni pur essendo giovane e donna, ha una grande, grandissima esperienza politica avendo ricoperto, dopo aver vinto una sfida all’ultimo voto, il ruolo di Segretario del Fronte della Gioventù e masticando politica sin dagli anni in cui proclamarsi di Destra rappresentava anche un rischio fisico per la propria incolumità (anche se non come negli anni settanta).
Giorgia Meloni ha anche una esperienza istituzionale derivante dal suo ruolo di vicepresidente della camera (2006-2008) e di ministro (2008-2011).
Giorgia Meloni, soprattutto, non ha mai tradito.
E’ rimasta fedele ai Valori ed agli Ideali che l’hanno fatta appassionare alla politica a scuola e anche alla persona che era indicata come Presidente nella lista in cui è stata eletta.
Giorgia Meloni, infatti, nel momento in cui Fini, ribaltando quaranta anni di storia politica, ha cercato (riuscendo solo a destabilizzare l’Italia facendo venir meno una maggioranza ampia) di ribaltare anche Berlusconi, è rimasta fedele a Berlusconi, nelle file del Pdl e nel Centro Destra.
E’ un merito che deve esserle riconosciuto, come a tutti coloro che sono rimasti rifiutando le sirene dei poteri forti che appoggiavano Fini.
Ecco perché Giorgia Meloni potrebbe rappresentare un valido segretario per un partito che riunisca la diaspora della Destra.
Un partito Antico nei Valori e negli Ideali e con una guida giovane, ma già esperta e capace.





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20 maggio 2012

La Destra Italiana nel futuro


Torno ad un argomento che mi interessa e che ritengo fondamentale: la costruzione del dopo Berlusconi per la Destra Italiana.
Intendiamoci: finchè non sarà nato l'Erede, meglio tenersi il “vecchio” perchè “mai lasciare la via certa per l'incerta”.
Ma sin dal 2008, con la infausta scelta di Berlusconi di preferire Fini a Storace, ci siamo domandati cosa poteva uscire dal dopo Berlusconi.
Purtroppo il Cavaliere a settembre compirà 76 anni ed è segnato da venti anni di persecuzioni giudiziarie e mediatiche.
A mio avviso, in questa situazione, con il fallimento di Monti e dei suoi professoroni che neppure sanno fare i conti sugli incassi delle loro infami tasse, Berlusconi potrebbe ancora rappresentare il Centro Destra unitariamente e vincere le elezioni.
Nel 2006 aveva 17 punti di distacco dai comunisti e arrivò ad appena 22mila voti di differenza (e i dubbi sulla regolarità di quello scrutinio in alcune regioni del sud rimangono tutti).
Ma avrà voglia di caricarsi nuovamente sulle spalle gli insulti, le minacce, le aggressioni dei nemici (suoi e nostri) per portare alla vittoria una truppa di litigiosi e ingrati parlamentari ?
Io, ovviamente, spero di sì.
Ma noi non possiamo basarci sulle speranze e dobbiamo sostenere, sin da ora, un piano alternativo.
Nel 1994 bastarono tre mesi, dopo un annetto di organizzazione riservata, per portare alla vittoria Forza Italia, sconfiggere la “gioiosa macchina da guerra” di Ochetto e fermare la deriva marxista cui sembrava avviata l'Italia.
Oggi il panorama vede una costante pressione su Berlusconi e i suoi uomini, una feroce aggressione alla Lega per sottrarle il consenso del Nord e la solita politica del trasformismo al sud.
In questo panorama, con un Pdl che continua a sbagliare nel sostenere Monti, manca clamorosamente la Destra.
Vero che c'è Storace con la sua La Destra, vero che c'è Forza Nuova, vero che ci sono altri movimenti che si costituiscono, si uniscono e si separano continuamente, ma non basta.
Per avere una Destra che pesi sul panorama internazione occorre guardare agli uomini dell'Msi ora nel Pdl.
Hanno fatto più notizia le belle parole di Ignazio La Russa su Marine Le Pen di cento manifestazioni de La Destra o di Forza Nuova.
E questo, qualcosa, vorrà dire.
Ricevo sempre con piacere le richieste di partecipare ad indagini demoscopiche.
Non so quanto possano essere utili, ma rispondo regolarmente.
Giovedì scorso mi è pervenuta una richiesta articolata su una serie di domande:
  • come giudico il governo Monti (molto negativamente, ovviamente)
  • che opinione ho di Mario Monti (molto negativa, risposta banale)
  • per chi ho votato alle europee del 2009 (Pdl perchè potevo dare personalmente il voto a Berlusconi)
  • per chi avrei votato se il giorno prima ci fossero state le elezioni politiche (Lega per solidarietà contro le aggressioni di questi mesi e perchè si oppone a Monti)
poi le due domande più interessanti.
Riterrei utile la costituzione di un partito che riunisca e raccolga le istanze della Destra ?
La domanda non era formulata esattamente così, ma la sostanza è quella.
Ovviamente, sì.
Ovviamente ritengo che una delle gambe di una Federazione di Centro Destra debba essere una Destra che affondi le sue radici nell'Msi, si riappropri di tutte quelle battaglie ora nelle mani della Lega (immigrazione, ordine pubblico, moralità dei costumi, principi e valori etici) che si sposano perfettamente con uno stato federale, lontano dalla nostra vita e soprattutto dalle nostre tasche, ma solidale con chi ha bisogno per cause esterne e non per propria atavica indolenza.
Sì, quindi ad un “quid” che riunisca la diaspora della Destra missina (tutta la galassia della Destra Radicale a cominciare da Forza Nuova e La Destra, tutti i missini nel Pdl come La Russa, Gasparri, Meloni, Matteoli e anche quei missini che hanno seguito Fini ma che continuo a rifiutarmi di considerare veramente convinti di tale scelta, come Menia, deputato triestino, che proprio non me lo vedo in lista con Vendola, Di Pietro, Diliberto e Bersani !).
Ma non solo gli ex missini in una rimpatriata nostalgica e fine a se stessa, ma anche leghisti concettualmente di Destra (come Tosi) o berlusconiani antimontiani come Crosetto (purchè la smettano di suonare le note dell'antifascismo).
Una Destra quindi che, ormai pienamente in gioco nel panorama politico italiano, possa raccogliere il consenso di tutti coloro che di Destra sono realmente e che non devono più mascherarsi da “moderati” per evitare l'ostracismo.
Una Destra alleata con una Lega rinnovata (ma non troppo: basta in qualche uomo ormai spento e stanco) , con un Pdl che, recuperato uno smalto antistatalista e contro le tasse di Monti, rappresenti quel bene augurante partito liberale di massa che poteva essere, ma non è mai stato e, infine, con quei cattolici “immaturi” (tanto per distinguerli dai “cattolici adulti” come si definiva Prodi) che potrebbero essere ben rappresentati da Carlo Giovanardi e che non pensano di ritagliarsi una dottrina dal puzzo marxista per giustificare la loro innaturale inclinazione al perverso connubio con i comunisti in una malintesa interpretazione del Vangelo.
L'altra domanda riguardava chi dovesse essere il leader di quella ipotetica formazione di Destra.
La mia risposta è nella fotografia in alto, il perchè merita un successivo post a parte.





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19 maggio 2012

Bombe

Troppo presto per commentare.
Troppo presto per additare colpevoli.
Troppo presto per chiedersi "cui prodest".
Doveroso esprimere solidarietà a vittime innocenti, ancor più tali se si pensa che sono ragazzine delle superiori che sorridevano alla giovinezza ed al futuro.


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18 maggio 2012

Uomini e Ideali


L’aggressione cui è soggetta la Lega mi sembra sospetta.
Ho già scritto che un organismo privato, in base alle proprie regole interne, ha la piena disponibilità dell’utilizzo dei contributi che gli pervengono senza doverne rispondere a dei magistrati.
Maggiormente questo principio deve essere valido per un partito politico, perché l’intervento dei magistrati potrebbe limitare il diritto a perseguire la linea politica che venisse reputata più opportuna.
I soci hanno invece diritto a chiedere conto di come vengono utilizzati i contributi sociali, ovviamente nell’ambito delle norme statutarie.
Anche i soldi che pervengono dal finanziamento pubblico, una volta entrati nella disponibilità di un partito, non possono essere condizionati nel loro uso.
Il male è il finanziamento pubblico, non l’uso che ne fanno gli organi regolarmente eletti dei partiti che lo percepiscono.
La Lega, dunque, è soggetta ad una aggressione.
Stranamente le notizie più “succulente” arrivano all’antivigilia di un voto.
Stranamente all’antivigilia di un voto viene indagato il sindaco neoeletto di Catanzaro, del Centro Destra.
Stranamente all’antivigilia di un voto viene dal tar ribaltato il risultato elettorale del Molise che aveva visto prevalere il Centro Destra.
Ognuno è libero di pensare “male” per tutte queste coincidenze.
Ma ammesso e non concesso che quello che è imputato ai dirigenti della Lega ed a Bossi in prima persona sia vero, sia un reato e risulti giustificata la canea che ne viene fatta dalla stampa, non inficia miminamente l’Ideale che Bossi ha saputo, con grandi sacrifici personali, portare al centro dell’interesse politico.
Mi è piaciuta, al riguardo, una lettera pubblicata su un quotidiano alcuni giorni fa.
Il lettore scriveva che lui votava per il partito, non per l’uomo, perché gli Ideali non muoiono e non tradiscono.
Vero è che gli Ideali camminano necessariamente sulle gambe degli uomini, ma per sostenerli e diffonderli occorre una persona che sappia combattere, sappia esporli, sappia farli valere.
Non importa che abbia l’aureola di un santo.
Nel nostro caso si tende a confondere le presunte marachelle di Bossi con l’Ideale che Bossi e la Lega hanno rappresentato: la Secessione per molti, il Federalismo per altrettanti.
E’ un errore.
Un errore che i cittadini del Nord rischiano di pagare con l’introduzione di nuove elargizioni per il meridione come è accaduto recentemente con Monti che ha destinato 2,3 miliardi di aiuti europei nel calderone del nostro sud.
E’ un errore decidere in modo umorale di non votare Lega perché significa indebolire un Ideale che, invece, proprio in questo momento dimostra di essere quello che maggiormente può rappresentare gli interessi dei cittadini del Nord.
Gli uomini sono importanti, ma gli Ideali lo sono molto di più.
Non si abbandona un Ideale solo perché (forse) un suo alfiere ha commesso qualche peccatuccio.
Viceversa è necessario rafforzare la diffusione di quell’Ideale per aiutare quanti si espongono nel suo nome e sono pronti a prendere il testimone per coltivarlo e realizzarlo, in tutto o in parte.
Fra un mese sapremo se, accendendo la miccia ad Atene, potrà saltare tutta la burocratica costruzione europea per fare spazio ai Popoli ed alle Nazioni europee.
In quell’ambito ci sarebbe anche spazio per una rivisitazione della forma istituzionale dell’Italia che, se non sarà Secessione, potrà essere Federalismo.
Risolvendo gran parte dei nostri problemi.
L'Ideale della Secessione e del Federalismo non viene meno senza Bossi.





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16 maggio 2012

I Greci combattono anche per noi


La Grecia non sembra riuscire a costituire un governo e pare avviarsi a nuove elezioni che potrebbero segnare la sua auspicabile e bene augurante per tutti uscita dall’euro.
I quotidiani sono pieni di minacciosi proclami e scenari apocalittici (per i Greci, ma anche per tutti coloro che vorrebbero la fine dell’euro).
Tutti i servitori di regime sono mobilitati per convincere e proiettare nel Popolo l’idea che uscire dall’euro sarebbe un suicidio.
Gli stessi Greci dovranno subire fortissime pressioni mediatiche perché votino i partiti amici dell’euro, pena conseguenze inenarrabili di povertà e fame.
Credo che gli gnomi della finanza internazionale comincino a temere che il loro perverso disegno egemonico possa andare in frantumi ed ecco la reazione.
Una volta il potere reagiva con le baionette, oggi con la stampa e la propaganda, ma la finalità è la medesima: ingannare ed opprimere il Popolo.
Indubbiamente se sarà solo la Grecia ad uscire dall’euro e tutti gli altri stati chiudessero rapporti, commerci e crediti, i Greci avrebbero da penare e non poco.
Così come accadrebbe a Portogallo, Spagna, Irlanda, Italia e tutte le altre nazioni se, una alla volta, dovessero gettare la spugna ed abbandonare la funesta moneta europea di nome, tedesca di proprietà.
La Storia dovrebbe insegnare che l’ostinazione è destinata ad essere sconfitta lasciando sul campo perdite di gran lunga maggiori di quelle che si avrebbero se si rinunciasse per tempo.
La Grecia sta pagando l’ostinazione con la quale la si vuole mantenere nell’euro a dispetto dei parametri numerici, indebitando la nazione e rendendo l’intero popolo greco schiavo degli speculatori finanziari.
Altrettanto accadrebbe a Spagnoli, Italiani, Portoghesi, Polacchi, Irlandesi se, in ordine sparso, affrontassero il Nemico.
L’Italia lo sa bene considerando che ci siamo già passati nel 1992, quando Ciampi, governatore della Banca d’Italia, in accordo con Amato, presidente del consiglio, bruciò migliaia di miliardi di lire per mantenere l’Italia nello SME (serpente monetario europeo) senza peraltro riuscirci.
Valuta pregiata bruciata, senza raggiungere l’obiettivo proposto.
Diversamente accadrebbe se, approfittando della probabile (ed auspicabile) scelta greca, anche Portogallo, Spagna, Italia, Irlanda, Polonia, Repubblica Ceca e tanti altri decidessero di restaurare la propria Sovranità, Indipendenza, Libertà e Dignità Nazionale abbandonando l’euro e tornando a battere moneta in proprio che è la quintessenza della Sovranità Nazionale.
Una scelta unitaria, di tutte le nazioni, non lascerebbe scampo alla protervia tedesca che dovrebbe negoziare e scendere a patti per costituire una unione, soltanto di libero mercato come era in origine, fondata sul consenso e sul rispetto della unicità dei Popoli e delle Nazioni europei.
Duemilacinquecento anni dopo Maratona i Greci tornano a combattere una guerra nell’interesse di tutti i Popoli europei.
Non lasciamoli combattere da soli.



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14 maggio 2012

Matrimonio e patrimonio


Le parole nel titolo apparentemente rappresentano due situazioni differenti, in realtà sono le fondamenta di ogni società civile.
Per comprenderlo e per utilizzare tale parole in modo appropriato, non dobbiamo fare altro che risalire al loro autentico significato, senza farci traviare dalle corruzioni indotte dal politicamente corretto.
Ambedue i termini derivano dal latino ed hanno una desinenza in comune: “monio” (munus), letteralmente “obbligo, dovere”.
Scorporando le parole, vediamo che la prima parte sono “mater” (madre) e pater (padre) al genitivo.
Letteralmente, quindi, matrimonio è “obbligo della (di una) madre”, patrimonio “obbligo del (di un) padre.
Matrimonio e patrimonio, sono pertanto i termini che rappresentano la finalità per la quale sono coniati.
Il matrimonio ha come finalità la procreazione, cioè l’essere madre, per la perpetuazione della specie.
Il patrimonio ha come finalità la trasmissione delle proprietà di famiglia per la perpetuazione del nome, del casato.
E’ indubbio che una coppia del medesimo sesso non potrà mai procreare, venendo quindi meno al significato stesso del termine “matrimonio” che pertanto, al di là del disgusto che provoca il solo pensiero di due soggetti dello stesso sesso che danno sfogo assieme sotto le lenzuola alle proprie pulsioni sessuali, non potrà mai applicarsi loro.
Ed è altrettanto indubbio che il patrimonio è qualcosa di intimo e di appartenente ad una stirpe che non può assolutamente trovare divisione con soggetti al di fuori del casato stesso.
Appare quindi evidente come l’assunto iniziale è realtà, per cui matrimonio e patrimonio sono le fondamenta della nostra società civile, perché rappresentano l’essenza del nucleo primordiale di qualsiasi società: la Famiglia.
Una Famiglia composta da un Uomo ed una Donna con il compito di procreare e di perpetuare la stirpe.
Una Famiglia in grado di sostenersi e di vivere grazie ai propri beni, che si tramandono di padre in figlio e che rappresentano il patrimonio del casato.
La sinistra e l’accozzaglia che sbandiera il politicamente corretto rappresentano invece la distruzione delle fondamenta della nostra società, con la loro volontà di eliminare il concetto tradizionale di Famiglia, stravolgendo le regole del matrimonio, applicandolo anche a soggetti che mai e poi mai potrebbero assolvere al compito di procreare e perpetuare la stirpe, applicando loro regole e diritti tipici del matrimonio, quand’anche lo chiamassero “Pippo”.
Contemporaneamente la volontà devastatrice della sinistra si manifesta con l’intento di azzerare e statalizzare le proprietà delle Famiglie, tanto che da Bersani a Vendola alla Camusso, ripetono come un mantra: patrimoniale, tassazione delle rendite.
Sul piano etico-morale e sul piano economico noi siamo la Civiltà più evoluta e viviamo nel mondo migliore possibile perché la Famiglia è sempre stata il nucleo portante di ogni sviluppo.
Anche in periodi di crisi come l’attuale, il rifugio per eccellenza è la Famiglia, che sorregge, aiuta e salva.
Basta poco, basta una piccola attenzione ai termini, da dove hanno origine e perché, per evitare di commettere errori esiziali per una società civile, come l’estensione del matrimonio a chi non potrebbe mai assolverne gli obblighi o come l’applicazione di infami tasse sul patrimonio di una Famiglia.



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13 maggio 2012

Oggi,o forti,sui volti baleni il furor delle menti segrete


Johnny88 ha 24 anni come risulta dal profilo del suo blog che, purtroppo, ha deciso (per il momento ...) di non coltivare.
Pur tuttavia commenta alcuni post in giro per la rete e anche qualcuno mio.
In genere non condivide la mia impostazione, come penso non la condividano amici di lungo corso come Nessie e Gaetano.
Almeno in questa fase della politica.
Ognuno ha i suoi motivi, le sue esperienze, le sue priorità, le sue esigenze, per anteporre questo o quel problema, questa o quella scelta.
Inevitabile.
Come è inevitabile ( naturale e giusto) che la visione di un giovane che ha quasi la metà dei miei anni diverga dalla mia, anche per maggiore impazienza e meno tolleranza verso il compromesso, ma anche per il diverso vissuto.
Johnny, ad esempio, non ha vissuto gli anni settanta e primi ottanta, con i comunisti che spadroneggiavano a scuola e nell'università e anche nel mondo del lavoro, appena entrato, dovetti affrontare i picchetti che impedivano a chi non voleva scioperare di poter entrare in ufficio.
Una pratica barbara e violenta che, per fortuna, è stata oggi abbandonata.
Johnny nacque quando Reagan terminò il suo mandato e l'Unione Sovietica, il comunismo con il suo corollario di miseria, terrore e morte erano sulla via del tramonto e dell'estinzione.
Non, purtroppo, i comunisti che anzi sono riusciti ad occupare importanti posti istituzionali.
E' quindi comprensibile che sottovaluti il pericolo degli epigoni dell'ideologia più perversa e sanguinosa che mai abbia trovato spazio sulla Terra.
Queste sono esperienze che ci si porta sempre dietro e che non consentono di considerare l'opzione di favorire l'ascesa di quegli individui o di ritrovarseli al proprio fianco, qualunque battaglia si debba intraprendere.
Molti dei quali, poi, in gioventù appartenenti proprio ai gruppi più volenti, come Potere Operaio e Lotta Continua (e senza considerare che i brigatisti rossi sono praticamente tutti liberi).
Per altri i motivi sono diversi, a volte più personali, per sostenere tesi "rivoluzionarie" che, si badi bene, in linea di principio condivido, ma di cui non apprezzo i potenziali compagni di viaggio.
Soprattutto non mi sembrano fondate su una base concreta.
Johnny88 mette al primo punto del suo ipotetico programma l'uscita dall'euro.
Non so se per me tale scelta sarebbe posta in cima alla lista, ma sono d'accordo con il principio.
Nel 1989 fui uno di quei pochi (10% circa) che votò contro in quel referendum farsa "esterno" alle elezioni europee, di carattere consultivo, nel quale si chiedeva se volevamo trasformare l'unione europea economica in una unione politica.
Non ho cambiato idea: i fatti mi hanno dato ragione, l'euro è una gigantesca sola che ha impoverito tutti e non solo noi Italiani.
Quindi se riusciremo ad uscire dall'euro per tornare alla lira sarà tanto di guadagnato, per quanto ci potrà costare nell'immediato.
Ma è una ipotesi concreta o non è, piuttosto, una petizione di principio da porre in atto alla prima occasione utile e, nel frattempo, cercare di limitare i danni con quello che c'è ?
Io credo che dovremmo valutare, concretamente cosa possiamo fare, con chi possiamo farlo, adesso, in questa situazione, per migliorare una condizione che, come dimostrano attentati e assalti ad Equitalia i cui funzionari sono sempre più visti come tanti sceriffi di Nottingham, ma soprattutto tanta rabbia repressa che si sfoga nei forum dei giornali e non solo.
E poi i suicidi che rappresentano il punto di non ritorno, la fine di ogni speranza nel futuro.
Troppi suicidi, nessuna speranza.
Il governo di Monti ci ha tolto anche quel poco di speranza e di ottimismo che avevamo, adesso dobbiamo agire in concreto per recuperarlo.
Come e con chi ?
Con quel che abbiamo e con chi c'è.
Non con sogni che devono rappresentare però il traguardo da raggiungere con tappe dettate dalla ragione.
Perchè chi vuole saltare le tappe intermedie, non arriverà mai al traguardo.  
Ma per riuscirci non dobbiamo andare in ordine sparso, ciascuno con le sue priorità, ciascuno con la sua "purezza".
Per vincere dobbiamo sporcarci tutti le mani e accettare il compromesso, diversamente non avremo neppure quel poco che invece possiamo e dobbiamo recuperare sin da ora.



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12 maggio 2012

Monti finanzia il sud

Nella peggiore tradizione della prima repubblica, quando il consenso cala, si ricorre alle politiche clientelari.
Almeno il Comandante Lauro lo faceva con i suoi soldi, Monti, invece, lo fa con i nostri soldi, avendo deciso di cambiare l'utilizzo di ben 2,3 miliardi di euro di finanziamenti europei unicamente per dirottarli al sud.
Evidentemente sessanta anni di sprechi della cassa per il mezzogiorno non gli hanno insegnato nulla.
E dire che dovrebbe essere un professore e conoscere che errare humanun est, perseverare autem diabolicum.




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Adesso è il turno di Balduzzi



Ma si danno il cambio al governo a chi dice la fesseria maggiore ? 
Riccardi vuole il voto e la cittadinanza agli immigrati. 
La Fornero si trasforma in "Elsa, la belva delle ss" con pensionati e pensionandi. 
Monti pensa solo a depredare i nostri risparmi e poi a sprecare i finanziamenti con una nuova cassa per il emezzogiorno. 
Adesso arriva questo Balduzzi che dopo aver proposta una tassa sulle bollicine delle bevande (per poi utilizzare i soldi in campagne pubblicitarie salutiste anzichè per ridurre i debiti della sanità !!!) vorrebbe far pagare il ticket in base al reddito
Così chi paga già di più in trattenute previdenziali, pagherà ancora di più perchè invece di ricevere i servizi per i quali paga, deve pagare di nuovo.


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11 maggio 2012

I ceppi della servitù


Sui quotidiani di oggi è apparsa la notizia che il famigerato spread sarebbe calato per forti acquisti di btp operati da Goldman Sachs, il precedente datore di lavoro di Mario Monti.
Giulio Andreotti, lunga vita al senatore, diceva che a pensare male si faceva peccato, ma spesso ci si azzeccava.
Così io penso male e ipotizzo un “aiutino” che il vecchio padrone ha voluto fornire al suo diligente vecchio servitore nella sua nuova veste di gauleiter italiano.
Ma tutti gli aiuti hanno un prezzo e temo che quel prezzo saremo noi Italiani a pagarlo se non ci sveglieremo e, assumendo decisioni difficili e costose, non riconquisteremo la nostra Sovranità, Indipendenza e Libertà.
Posso capire quanto sia più comodo vivere in servitù, con i ceppi imposti dalla Merkel, quando non è la Goldman Sachs a farlo e con le decisioni che vengono prese sul Britannia, piuttosto che da conventicole trilaterali o simili.
Molti, tanti, di noi “tengono famiglia” e se oppongono tale ostacolo invalicabile a perseguire azioni non dico eroiche ma, almeno, virili (nel senso nobile che si dava una volta a questo termine) non possiamo poi lamentarci se saremo sempre considerati i guitti d’europa, carne da macello e la nostra terra uno spazio che possono riempire anche con gli immigrati.
Ma se a qualcuno sono rimasti dignità, orgoglio, senso dell’ onore, non si può prescindere dal dire che qualunque prezzo non sarà mai troppo alto per liberarsi dai ceppi della servitù.
Servitù che, oggi, assume le fattezze di Monti e Napolitano in Italia, Barroso, Van Rompuy, Juncher, ma, soprattutto, Angela Merkel a livello generale.
I Greci stanno cercando, nonostante le resistenze della loro stessa nomenklatura, di liberarsi dal giogo della schiavitù e le minacce sono quotidiane da parte dei padroni, a cominciare dal ministro delle finanze tedesco Schauble che è arrivato a dare l’aut aut: o la Grecia segue i protocolli che ne hanno sancito l’asservimento all’europa, oppure esca dall’euro.
E già appaiono minacciosamente sulla stampa gli scenari di quello che potrebbe accadere in termini di costi in caso di uscita dall’euro e, magari, anche dall’europa sovietizzata.
Certamente il ritorno alla lira (o alla dracma per la Grecia, alla pesata per la Spagna etc.) comporterebbe un costo per definire gli scambi e il cambio dei debiti (che comunque vanno pagati) contratti in euro.
Ma anche quegli scenari indicano che già dal secondo anno tali costi verrebbero ridotti ad un quarto, quindi nulla di impossibile.
Soprattutto nulla di impossibile se non lasceremo i Greci da soli e anche noi Italiani, Spagnoli, Portoghesi, Irlandesi, Polacchi, Romeni, Bulgari, Sloveni, Cechi, Slovacchi e tutti i Popoli e le Nazioni che francesi e tedeschi cercano di asservire (ma con gli Inglesi neanche ci provano …), ci ribelleremo e licenzieremo, con una voce unica, l’euro e la dittatura del soviet europeo.
Rompere i ceppi che ci hanno imposto i trattati europei e gli speculatori finanziari internazionali, significa riconquistare quella Sovranità e Indipendenza che contraddistinguono un Popolo Libero da sudditi piegati e asserviti.
Le elezioni più o meno recenti ci hanno raccontato proprio di un risveglio delle Nazioni e dei Popoli e anche in Italia chi saprà interpretare questo vento di ribellione potrà guidare gli Italiani ad un nuovo Risorgimento.




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10 maggio 2012

Una Destra d'arrembaggio


I timidi segnali di risveglio del Pdl (l’interrogazione dei 41 sulle incaute dichiarazioni di Monti in ordine alle “conseguenze umane” delle sue tasse) non bastano.
Posso capire la prudenza dei più timorosi (Lupi, Frattini) perché, come insegna la saggezza popolare, “la prudenza è la paura che cammina in punta di piedi”, ma la situazione fotografata dalle elezioni amministrative pur su un campione ridotto di elettorato, non lascia spazio ai “ma anche” e pretende una scelta decisa e finale.
Berlusconi e il Pdl devono staccare la spina a Monti adesso, perché ogni giorno perso sono altri voti che prendono il volo verso l’astensione e che sarà sempre più difficile recuperare in futuro.
Non importa un programma (che nessuno leggerebbe) di cento pagine, anche perché i cambiamenti in un’epoca così globalizzata sono tali che impediscono una programmazione dettagliata ed a lunga portata.
Abbiamo infatti visto come un attentato, un terremoto, uno tsunami, possano cambiare le prospettive e i progetti.
E’ invece necessario aver chiara la direzione sulla quale incamminarsi con coerenza e perseveranza e su questo il nuovo Centro Destra dovrà essere chiaro.

1) nessun accordo, nessuna maggioranza con la sinistra, per nessuna ragione al mondo;
2) meno tasse e ritiro dello stato dalla nostra vita e dalle nostre tasche;
3) abolizione definitiva dell’imu, del canone rai e del bollo auto;
4) taglio della spesa pubblica con soppressione delle elargizioni a partiti, giornali, nani e ballerine;
5) vendita della rai, delle partecipazioni e dei beni dello stato per fare cassa e ridurre il debito pubblico;
6) deregolamentazione burocratica e legislativa;
7) federalismo in base al quale i soldi delle tasse restano in sede locale;
8) presidenzialismo per consentire una guida dell’amministrazione dello stato non soggetta al trasformismo parlamentare;
9) conferma dei Valori etici e morali della Tradizione (rispetto della Vita sin dal concepimento, matrimonio solo tra Uomo e Donna, cittadinanza e voto in base allo ius sanguinis …);
10) legge e ordine a difesa dell’interesse nazionale, della proprietà privata, della libera circolazione di persone e di idee nel rispetto del diritto di ognuno ad esprimerle e a diffonderle.

Ovvio che, nello stilare i desiderata, ciascuno di noi indica il traguardo ideale e che, ragionevolmente, non potrà mai essere raggiunto il giorno dopo un successo elettorale, bensì richiederà un percorso più o meno lungo, una naturale gradualità che eviti traumatici cambiamenti con ripercussioni negative come è accaduto per la riforma delle pensioni operata con troppa fretta dalla Fornero.
Quello che è importante, quello che chiedo al Pdl, a Berlusconi, a tutto il Centro Destra è di abbandonare, definitivamente, ogni doroteismo per perseguire, con coerenza, pazienza e determinazione la strada virtuosa indicata che porta il Centro Destra nella inevitabile rotta di collisione con la sinistra i cui fondamenti sono (e non può deve essere altrimenti) totalmente distinti e distanti dal Centro Destra, come progetto di società, come Valori fondanti civili, economici, etici, politici.
Riusciranno i nostri eroi a rappresentare degnamente le esigenze dell’elettorato di Centro Destra da sempre maggioritario in Italia ?





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09 maggio 2012

Monti non scarichi su altri le sue colpe


Il gauleiter dei poteri forti internazionali ha superato ogni limite, appaiandosi alla ridicola esternazione del suo mallevadore che abita (ancora per poco) al Quirinale e non si è accorto del successo delle liste di Grillo (o, pieno di bile, rifiuta di riconoscerlo …).
Monti non sa cosa fare, probabilmente non lo sapeva neanche prima, ma pretende di farci credere che ha un “programma” per risollevare l’economia.
Per ora abbiamo però visto solo tasse e provvedimenti recessivi.
La boria, lo snobismo e l’infinita superbia che lo contraddistinguono, lo portano a scaricare sul prossimo colpe che sono soltanto sue, di chi lo ha messo in quel posto (e messo a noi in quel posto …) e di chi ancora lo vota.
Con Berlusconi nessuno si suicidava.
Con Berlusconi avevamo più soldi in tasca, quindi potevamo spendere di più.
Con Berlusconi avevamo meno tasse.
Con Berlusconi, soprattutto, c’era più ottimismo, più speranza, più fiducia nel futuro.
Mario Monti, con tutta la sua prosopopea ha saputo solo tassare e creare problemi in decine di migliaia di persone che rischiano di trovarsi senza pensione e senza stipendio perché non è stato preventivamente valutato l’impatto di una riforma delle pensioni che andava realizzata già nel 1994 (come cercò di fare Berlusconi) ma che adesso poteva essere attuata solo con gradualità e neutralizzandone gli effetti su chi era uscito dal mondo del lavoro in base alle vecchie leggi (ed era il percorso lungo, virtuoso e paziente del Governo Berlusconi).
Mario Monti, con le sue tasse, ha tolto quel piccolo margine di sicurezza e di operatività che ancora rimaneva, dando spazio alla repressione fiscale nel più puro stile da sceriffo di Nottingham.
Mario Monti, soprattutto, con le sue tasse ha tolto speranza e fiducia nel futuro perché ha sottratto quel margine che consentiva a tanti non solo di sopravvivere, ma di proseguire nella loro attività.
Ma Mario Monti non si è accorto che cercando di ribaltare sul prossimo le responsabilità delle “vicende umane” delle crisi, ha pronunciato una auto accusa visto che proprio lui ha fatto parte di Goldman Sachs e per due mandati è stato commissario europeo.
E la crisi ha proprio lì le sue radici.
Berlusconi e il Pdl, invece di rincorrere i “moderati” che si sono dimostrati inconsistenti elettoralmente, dovrebbero reagire allo schiaffo di Monti staccandogli la spina, hic et nunc, senza “se” e senza “ma”, per poi dar corso ad una campagna elettorale incisiva e determinata, rilanciando il progetto di sempre contro le tasse e per allontanare lo stato dalle nostre vite e dalle nostre tasche.
Un’Italia rinnovata, federalista e presidenzialista.
Se ci sarà la maggioranza assoluta, bene.
Se invece Berlusconi, ancora una volta, dovesse scendere a compromessi con i centristi, allora meglio una opposizione dura e determinata, senza sconti per nessuno, perseguendo con coerenza il proprio progetto di società.





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