Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

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10 maggio 2026

Ha ancora senso credere a Valori comuni tra cittadini della stessa Nazione ?

Come anticipato ieri, si è svolta a Bologna, in una piazza periferica, la pacifica, senza incidenti, senza distruzioni nè danneggiamenti di proprietà pubbliche o private, manifestazione a favore della remigrazione.

Contemporaneamente, nelle vie adiacenti, un manipolo che dicono provenisse dai centri sociali, ha cercato lo scontro con le Forze dell'Ordine, dando luogo a qualche danneggiamento e rendendo insicura la zona.

Quel manipolo violento non è però isolato, ha solo provato a realizzare con la violenza, quel che la stessa amministrazione comunale di Bologna ha, fino all'ultimo, cercato di ottenere, con altri mezzi e con speciose motivazioni, per impedire la manifestazione per la remigrazione.

A questo punto mi viene da chiedere: ha senso che si sia tutti parte di uno stesso stato ?

Perchè è evidente che chi sostiene la remigrazione ha Valori, Progetti, una Idea di Società e di Civiltà che confliggono totalmente con quelli di chi vorrebbe mantenere gli immigrati in Italia e, anzi, è disponibile a rinunciare alla nostra Identità perchè quelli si possano sentire a casa, sul nostro territorio.

Qual è il contratto sociale che ci può legare, se il contratto sociale come concordemente riconosciuto, è quel patto che lega più individui disposti a rinunciare ad una parte della propria libertà, per il conseguimento di obiettivi comuni a cominciare dal vivere in sicurezza ?

Mattarella, la Von der Leyen e tanti altri aprono bocca citando i "Valori comuni".

Ma quali sono ?

Io, con quelli che ieri hanno cercato di impedire la manifestazione sulla remigrazione e con quelli che hanno cercato preventivamente  di impedirla con altri mezzi, non ho proprio nulla in comune.

E non voglio avere nulla in comune.

Credo che, da come stanno andando gli esiti elettorali, questa divisione, questa impermeabilità tra le parti, questa mancanza di Valori condivisi, sia un problema di tutto l'Occidente che rende difficile la convivenza, all'interno di uno stesso stato, di due parti così contrapposte da non avere nessun punto di incontro.

Se ci fosse un continente vergine, direi che una delle due parti, potrebbe partire e creare la sua società come meglio gli aggrada, liberando anche l'altra parte per poter fare altrettanto.

Ma non c'è un continente inesplorato e pensare ad un trasferimento in un altro pianeta, beh ... l'idea mi affascina, ma la trovo un pochino prematura.

Certo è che, invece di blaterare sui "Valori comuni" che non esistono, i politici farebbero meglio a trovare il modo per un nuovo tipo di contratto sociale che salvaguardi le Identità, evitando di mischiare elementi incompatibili.

E questo prima che la situazione precipiti a sfugga di mano a tutti.

22 gennaio 2025

Ma quali sono "i nostri principi" ?

Il principale titolo de La Verità di oggi è "Il suicidio dell'Europa" e il Direttore Belpietro confeziona un editoriale in cui spiega in modo chiaro ed esauriente la follia della burocrazia che guida l'unione europea che, davanti al ciclone Trump, conferma il suicidio della transizione verde in difesa dei "nostri principi" che, però, non avendo mai fornito un  elenco, non si sa bene quali siano.

Non è certamente tra i "miei" di principi quello di impoverirmi scientemente, per arricchire indiani e cinesi come sembrerebbe voler fare la Von der Leyen che a Davos, nel confermare il percorso della transizione verde nonostante la sua manifesta inutilità e, anzi, dannosità per aziende ed economie europee, dice che "apriremo a Cina e India".

In sostanza la Von der Leten, pur di non dire "abbiamo sbagliato, ma siamo in tempo a rimediare" affiancandosi a Trump nel dare al Mercato, quindi ai cittadini, la scelta di quale automobile, con quale propulsione, acquistare, si illude di fermare un cambiamento climatico che lei pensa, nella sua supponenza umana, essere causato dall'Uomo, continuando ad impoverire i Popoli e le Nazioni europee e, visto che gli Stati Uniti sono sulla via del ravvedimento operoso, aprire alle economie dei due stati più inquinanti del mondo, che continueranno ad inquinare usando, senza risparmio, le fonti di energia fossile e, per di più, sfruttano il lavoro di una mano d'opera sotto pagata e senza tutele, con l'aggiunta di esportare a casa nostra prodotti che non sono neppure garantiti sotto il profilo della sicurezza per la nostra salute perchè i controlli, pur di incrementare la produzione a basso costo, sono praticamente inesistenti.

E', a tutti gli effetti, il suicidio dell'Europa, dei Popoli e delle Nazioni europee che, al contrario, dovrebbero seguire Trump nelle scelte finalizzate a invertire una rotta che ci porta nel baratro e nella dissoluzione della nostra Civiltà.

Se non lo vuole fare l'unione europea, lo dovranno fare i singoli stati nazionali, con accordi e politiche bilaterali con gli Stati Uniti e, in questo senso, auspico che la Meloni sappia capitalizzare il credito che ha a Washington per ottenere l'esenzione dai nuovi dazi dei prodotti italiani.

E che la Von der Leyen ci fornisca, una buona volta, l'elenco di quelli che lei chiama "i nostri principi", perchè mi punge vaghezza che quelli siano i valori "suoi" e di chi la segue, non i miei, nè quelli di milioni di europei delle varie Nazioni.

Quindi non i "nostri".

27 novembre 2023

Coppa Davis specchio dei costumi

Su Twitter (@AngeloCiocca) ho trovato, con il commento sulla vittoria di ieri dell'Italia nella Coppa Davis, la fotografia che riporto.

Sono molto contento per la vittoria dell'Italia (anche se forse sarebbe il caso di essere più sobri, considerando che è solo la nostra seconda coppa ...), ma non è di tennis che voglio parlare, bensì della fotografia quale specchio di come sia cambiata la nostra società.

In peggio.

Nel 1976 capelli lunghi, basette, ma giacca e cravatta, in segno di rispetto per se stessi e per il prossimo, per il pubblico in platea e per quello a casa.

Oggi in tuta.

Come se ne vedono tanti in giro per la città e persino al lavoro negli uffici.

Rispetto, parola di cui si riempiono la bocca tanti di quelli che, poi, dimostrano di non conoscerne il significato, cominciando dal Rispetto fondamentale, quello per la Vita, sin dal suo concepimento.

Decoro, Dignità, Eleganza, Lavoro, Sacrificio, Educazione, Riservatezza, ma anche Patria, Onore, Nazione, Famiglia ... ecco altri Valori della Tradizione di cui si è persa traccia.

Era la società Patriarcale, che non c'è più, contro la quale si scagliano le femministe, dimostrando di aver capito perfettamente cosa bisogna fare per consentire ai giornali di riempire spazi altrimenti vuoti con articoli sulla violenza contro le donne.


10 novembre 2023

Le due Destre

Altro magistrale articolo di Marcello Veneziani oggi ne La Verità.

Prenendo spunto dalla evidente divisione che è manifesta a Destra (anche a sinistra, ma Veneziani, giustamente, guarda a casa propria e non in casa altrui) sulle due guerre che si stanno combattendo, svolge una analisi che posso condividere, anche se alla fine della lettura rimango pensieroso a riflettere.

Probabilmente l'effetto che ricercava Veneziani: far riflettere.

Resta inevasa la sintesi, cioè la soluzione del problema, che non può che partire dal perchè alcuni di noi sono schierati da una parte e altri dall'altra.

Azzardo una mia interpretazione.

Un antico retaggio che discende dai guasti, che ogni anno  vengono rinfocolati con la liturgia antifascista, derivanti dalla seconda guerra mondiale che porta ad una lunga linea antiamericana e antinglese, ormai fuori dal tempo.

Le tesi sociali di una Destra che si richiama ancora ad un partito che, bene o male, fu fondato da un socialista, Benito Mussolini, redento, certo, interventista nella Grande Guerra, ma sempre con una retroterra ed una preparazione tipicamente socialista.

Ho anteposto le due motivazioni che mi sono sempre dato quando ero in disaccordo per la mia posizione filoamericana e, ancora di più, filoinglese, nonchè per il mio liberismo che mi porta ad auspicare una vera privatizzazione, anche di istruzione e sanità, per allontanare il più possibile lo stato dalle nostre vite.

Ma in tempi recenti ci sono altri motivi che inducono ad essere, come minimo, tiepidi verso quelli che vengono millantati come "i valori dell'Occidente" e per i quali si scatenano guerre esterne ed interne.

Divorzio, aborto, eutanasia, immigrazione, omosessualità e derivati, femminismo, cancellazione della cultura, politica woke, manipolazione, condanna e sensi di colpa per la politica coloniale, ambientale, industriale, sono tutti "valori" che alcuni attribuiscono all'Occidente, ma per me sono solo derive, a volte devianze, che portano l'Occidente ad essere perdente nei confronti delle altre civiltà, proprio perchè rinuncia al suo ruolo di guida morale, civile, economica e politica.

Basti vedere la costosa inutilità, che ormai è trasformata in dannosità, di istituzioni (che pure continuiamo a pagare profumatamente) come l'onu, l'unhcr, la fao, tutti ormai in mano ad esponenti del vecchio terzo mondo perchè in quelle organizzazione si vota per teste (cioè ogni stato ha un voto) e non in base al contributo che viene versato e così noi paghiamo, per dirla con Marx, per costruire la corda che ci impiccherà.

E qui, penso che le due Destre tornino una.

Da qui possiamo ripartire.

Dai veri Valori dell'Occidente che ci hanno fatto grandi e che dobbiamo recuperare per tornare ad esserlo: Tradizione, Radici e Identità, ma, soprattutto, consapevole Orgoglio per la nostra Storia, le nostre Imprese, il nostro Passato, tutto il nostro Passato, anche (e soprattutto) quello che alcuni vorrebbero cancellare, riscrivere o condannare per creare artificiali e immotivati sensi di colpa.

27 settembre 2023

Valori eterni ed universali


Lo spot Esselunga che riproduco, ha suscitato reazioni isteriche da parte di molti utenti di Twitter di sinistra che hanno urlato al leso diritto del divorzio.

La storia, molto delicata, è centrata su una bambina che fa comprare alla madre una pesca per poi regalarla al padre, separato, dicendogli una tenera bugia sul fatto che sarebbe un regalo della moglie da cui è diviso.

Vedere i propri genitori assieme, rappresenta una esigenza che, credo, abbia qualunque bambino.

Io appartengo ad una generazione che, fortunatamente, ha visto prevalentemente i propri genitori sempre assieme, uniti, superare ogni difficoltà, incomprensione, facendo quello sforzo di superare i contrasti che oggi non sembra essere considerato, anche perchè allora NON esisteva l'istituto del divorzio (ma quello della separazione, sì).

L'indissolubilità del matrimonio non è un dogma religioso, anche se viene generalmente visto come tale, tanto che io stesso, che da decenni non frequento la chiesa se non per matrimoni e funerali, essendo fondamentalmente non credente, non ateo ma agnostico, sono contrario al divorzio.

Lo vidi allora e mi sono sempre più radicato in tale convinzione, come il piede di porco per scardinare il Valore della Famiglia, come in effetti è accaduto visto che dopo il divorzio è stata una continua discesa agli Inferi con l'aborto, l'eutanasia, gli spinelli, l'apologia della omosessualità, l'accoglienza dei clandestini in un delirio di picconate contro la nostra Società Civile e la stessa Civiltà.

Ma quella è la MIA OPINIONE, non certamente quello che emerge nello spot di Esselunga, dove non c'è nulla di ideologico, ma solo una sceneggiatura che esprime un Valore eterno e universale: l'amore di una bambina verso i propri genitori, entrambi, Papà e Mamma e vorrebbe vederli riuniti.

Nessun giudizio di merito, nessuna crociata, solo un bel sentimento.

Nel frattempo, come è accaduto per il libro del Generale Vannacci (a proposito: è uscito anche cartaceo, edito da Il Cerchio, una casa editrice diretta da Adolfo Morganti, che ebbi il piacere di conoscere tanti anni fa in un evento di fantascienza, con la prefazione del vice direttore de La Verità, Francesco Borgonovo) l'isteria cattocomunista ha fatto da volano allo spot, di cui tutti parlano e che tutte le testate online riproducono gratuitamente, aumentando la pubblicità per Esselunga.

02 luglio 2023

Per contrastare il contagio francese

Sono al 30% minorenni, di terza generazione, assieme ai fratelli più grandi di seconda generazione.

Sono quelli che stanno mettendo a ferro e fuoco la Francia, nell'incapacità conclamata di Macron e del suo governo di sedare la ribellione innescata dalla morte ad un posto di blocco di un giovane.

Macron e il suo governo di inetti hanno abdicato al ruolo dello stato, lasciando che i funerali del giovane deceduto fossero sorvegliati solo dal servizio d'ordine composto da "amici" del morto, senza alcuna presenza di Forze dell'Ordine.

Il cancro sembra poter fare metastasi anche in Svizzera, dove scontri si sono registrati a Losanna.

Non dubito che anche da noi tra i milioni di immigrati, clandestini e non, ci siano numerosi facinorosi pronti a sentirsi novelli Spartaco per distruggere tutto quello che NOI abbiamo costruito.

Purtroppo non riesco a vedere Piantedosi nei panni di Crasso o di Pompeo, neanche il Generale Figliuolo mi sembra abbia i tratti dei due grandi Romani, nonostante abbia il petto interamente coperto dai nastrini da conquistatore di tutte le galassie e non ne ha il fisique du role neppure la Meloni.

Non credo che la "comunità" africana in Italia, per quanto dotata di cittadinanza, possa integrarsi finchè avremo chi chiede provvedimenti da sottomessi: dallo ius soli in tutte le sue declinazioni, alle censure per parole, feste, cibo, ricorrenze, numeri che possano, anche solo lontanamente, richiamare la nostra Storia.

Il primo passo per difenderci è svegliarsi dal sonno del politicamente corretto, delle politiche woke e blm, dalla cancellazione della Cultura e della Storia veicolata da un tentativo di proiettare l'idea che saremmo in debito verso i popoli che abbiamo governato nelle colonie, quando è vero esattamente il contrario.

Per evitare che il contagio francese attecchisca in modo virulento anche in Italia, occorre che tutti noi recuperiamo le Virtù che ci consentirono di diffondere la Civiltà nel mondo e la consapevolezza del ruolo positivo che i nostri Padri hanno svolto nel corso della Storia.


20 febbraio 2022

Quando ci sono realmente "Valori comuni e condivisi"

I cattocomunisti sproloquiano continuamente di "valori condivisi" (trattandosi dei LORO valori, la "v" minuscola è dovuta), blaterano di "valori comuni della nostra società", danno per scontato che i nostri Valori siano gli stessi dei loro.

In nome di tali "valori comuni" pretenderebbero di ricevere solidarietà e appoggio anche dall'Opposizione di Centro Destra (ormai solo Fratelli d'Italia).

Però i nostri Valori non sono i loro.

Non ci possono essere condivisioni con chi favorisce l'invasione dei clandestini, vuole aumentare le tasse, svende la nostra Identità e la nostra Sovranità genuflettendosi davanti all'Unione del Male, impone una dittatura sanitaria facendo a pezzi quella costituzione che per decenni ci hanno raccpntato come "la più bella del mondo", toglie il lavoro agli ultra cinquantenni che non si vaccinano, si presta a seguire le paturnie di una ragazzina ignorante in materia di ecologia, indebitando la Nazione e il Popolo Italiano nei confronti di quella Unione del Male che ci farà pagare ogni singolo centesimo che ci presterà.

Farei molta, molta fatica ad individuare un qualcosa che possa avere in comune con un cattocomunista, a parte la carta di identità.

Ma anche uscendo dalle barricate, non esiste alcuna comunanza di intenti.

Il nuovo governo disfa quello che aveva fatto il precedente (almeno quando ci consentono di votare e, quindi, di cambiare le maggioranze) e l'Italia è un paese in balia di ogni sorta di parola d'ordine pronunciata dalle consorterie affaristico e finanziarie.

Del resto, quanto siamo lontani da una autentica condivisione e unità nazionale, lo vediamo, ex contrario, da quello che accade nel Regno Unito.

Che ci sia un governo socialista (Blair) o conservatore (Johnson) la politica estera del Regno Unito ha il medesimo tracciato nel bene (liberazione dell'Iraq) e nel male (provocazioni contro la Russia sull'Ucraina).

Nel bene e nel male, è la loro Patria.

Da noi i cattocomunisti pretenderebbero solidarietà quando mai l'hanno data se al governo c'era il Centro Destra-

Da parte mia non l'avranno.

07 novembre 2020

Due è meglio di uno

Persino un quotidiano ormai allineato al cattocomunismo come QN (Carlino, Giorno, Nazione) ha sollevato dubbi, in base ai dati, sulla scelta di inserire la Calabria tra le regioni rosse e la Campania tra quelle gialle.

Persino quel quotidiano di parte rilancia la tesi che si sia trattato di una scelta derivante dalla paura di scontri sociali, priva di alcun senso sanitario.

Non fatichiamo quindi a sospettare che anche tutte le altre catalogazioni derivino da scelte politiche, alla faccia delle reiterate affermazioni di Conte sul primato della tutela della salute dei cittadini.

Le regioni rosse, quindi, avranno altri danni economici che il governo cattocomunista non è in grado di compensare.

E probabilmente non vuole compensare perchè la sinistra, dove non arriva con il voto, cerca di arrivarci con mezzucci obliqui.

A volte la persecuzione giudiziaria, altre volte le congiure in sede di unione sovietica europea e adesso, contro Lombardia e Piemonte, la distruzione delle loro economie.

Sempre più incolmabile la distanza che ci separa dai cattocomunisti.

Una distanza che rende impossibile convivere pacificamente sotto lo stesso tetto.

Sarà da farci una riflessione e assumere quella decisione che, trent'anni fa, portò alla pacifica separazione della Cecoslovacchia, con innegabili ritorni positivi per le due nuove entità che ne uscirono.

E questo ritengo possa valere per tutte le nazioni occidentali, divise, come vediamo negli Stati Uniti, da una profonda differenza sui Valori che dovrebbero essere quelli fondanti una comunità.

05 novembre 2020

Venti di guerra

Nel momento in cui scrivo ancora non conosco il nome di chi sarà proclamato vincitore delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti.

A me pare una corbelleria solenne, fissato il voto per il 3 novembre, che si potesse votare sin da un mese prima: a cosa serve allora la campagna elettorale ?

Ma una corbelleria ancora maggiore è accettare il voto per posta che dovesse giungere dopo il tre novembre: neppure gli scalcagnati concorsi e termini italiani accettano le raccomandate che arrivano dopo la scadenza !

Probabilmente Trump ha vinto, ma altrettanto probabilmente la sinistra, come in tutto il mondo, cerca di manipolare l'esito del voto.

Ricordo che anche la elezione del tanto osannato Kennedy fu dovuta a misteriose manipolazioni in Texas (stato del suo vice designato e poi presidente Johnson), mentre nel 2000 George W. Bush dovette attendere un mese e varie decisioni legali prima che il democratico Gore gettasse la spugna.

Del resto la Clinton aveva esortato Biden a non riconoscere la vittoria a Trump, mentre la Pelosi ha reso una ambigua dichiarazione in base alla quale: comunque vada il voto, Biden sarà presidente.

Mi auguro che i Repubblicani e Trump non concedano nulla e chiamino il Popolo a difendere il risultato reale delle urne.

Sarebbe un obbligo morale per Trump NON riconoscere la legittimità di una elezione di Biden in tali termini e contestarla in ogni sede giudiziaria e popolare.

E questo porta al titolo del commento.

Non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo occidentale, la democrazia mi sembra giunta all'ammazza caffè.

Non riesce più a corrispondere alle esigenze di governo nel rispetto del volere del Popolo, tanto è inquinata dalle consorterie di potere affaristico e finanziario che non guardano ai Valori, ma solo al proprio interesse ed hanno trovato un sistema perfetto per non farsi la guerra, ribaltando tutti i costi sui cittadini, tenuti buoni dai panem et circenses di televisioni, eventi sportivi e pettegolezzi in mondovisione.

Le divisioni nella società occidentale sono profonde, incolmabili e non hanno confini nazionali.

Aborto, omosessualità, immigrazione, tasse, parassitismo sociale, sono solo alcuni degli aspetti divisivi che non hanno alcuna possibilità di trovare un punto di incontro, di compromesso, che formi quel Valori comuni necessari ad una società.

Mancando quei Valori e, anzi, avendo ogni parte dei propri valori fortemente contrapposti a quelli della controparte, gli scontri verbali dei social possono trasformarsi in scontri fisici nelle piazze, prodromiche di guerre civili, in ogni stato occidentale.

Vedremo come si risolverà la questione negli Stati Uniti.

E' certo che, per evitare che i venti di guerra (per riprendere il titolo di un fortunato romanzo degli anni settanta) si trasformino in incendi indomabili, tutte le parti dovrebbero fare dei passi indietro.

Non vedo però quale possa essere il punto di caduta e di compromesso, ma tenderei ad escludere che possa essere la Destra a dover cedere, visto che già il mondo è stato avviato sin troppo sulla china della decadenza e della sottomissione.

23 maggio 2012

Risorgere con gli Ideali ed i Valori


A parte le banalità per cui solo chi cade può risorgere, in politica, come negli affari,  vittorie o sconfitte non sono mai definitive.
Ogni elezione azzera tutto e il risultato successivo non è mai scontato per nessuno.
Negli ultimi diciotto anni si è tutto giocato attorno alla figura dominante di Silvio Berlusconi, la cui statura supera quella di qualunque altro suo competitore.
Ma anche Berlusconi non ha governato (purtroppo) per diciotto anni, ma solo per la metà del tempo e con due tagli netti, uno dei quali (dal dicembre 1994 al maggio 2001) lunghissimo (l’altro un po’meno dall’aprile 2006 all’aprile 2008).
Ed ha governato insidiato e ostacolato da tutto il vecchiume che si è opposto in ogni modo al suo progetto per conservare i propri privilegi.
Oggi Berlusconi ha quasi settantasei anni e probabilmente (comprensibilmente) non ha più lo spirito per girare l’Italia in lungo e in largo per galvanizzare le truppe e anche il suo storico alleato, Bossi, è ferito e stanco.
Manca ancora un leader che possa raccogliere l’eredità dei due Grandi Vecchi e lo riconosce oggi anche Marcello Veneziani nel suo Cucù ne Il Giornale, quando scrive chiaramente che si deve ricostruire (il nuovo o il nulla è la sintesi nel titolo) ma ammette che non ha nomi da proporre.
Sempre oggi leggo che Berlusconi pensa (o penserebbe …) ad uno “spacchettamento” del Pdl con movimenti a tema (ad esempio – Dio ce ne scampi ! – un movimento ambientalista affidato alla Brambilla) e l’archiviazione di gran parte della vecchia classe dirigente.
E’ una idea che può essere coltivata e sviluppata, ma su Ideali e Valori importanti, certo non sulle questioni bagatellari degli animalisti o dell’ambiente !
La mia personale idea è qualcosa di molto simile, una federazione di movimenti ognuno dei quali, pur nella globalità del progetto, rappresenti una caratteristica dell’area del Centro Destra.
Un movimento liberale orientato alle questioni economiche da affrontare sulla base di:
- abbattimento delle tasse (no alla tassazione sulla casa, no alla tassazione aggiuntiva sulle rendite finanziarie, abolizione del canone rai, abolizione del bollo auto, flat tax)
- ritiro dello stato dalle nostre vite e dalle nostre tasche quindi riduzione della spesa pubblica e dei dipendenti pubblici
- revisione (se proprio non il ritiro) dell’adesione all’euro
- privatizzazioni (a cominciare dalla rai)
- sburocratizzazione delle procedure e delle pratiche per costituire società, concedere appalti, costruire, modificare …
Un movimento federalista che sostenga la revisione dello stato:
- concedendo ampia autonomia in sede locale
- consenta di trattenere in sede locale le tasse dei residenti con una minima percentuale per le spese nazionali,
- autonomia impositiva in sede locale
- assunzioni pubbliche e assegnazione di benefici (case, contributi) con priorità ai cittadini del luogo.
Un movimento cattolico che rappresenti la continuità di una Tradizione nobile e importante per la nostra Storia e che sostenga quei Valori universali, ancorchè oggi interpretati prevalentemente dall’insegnamento della Chiesa Cattolica:
- rispetto della Vita contro la tendenza a ritenerla un bene disponibile;
- valorizzazione dell’unicità della persona umana contro la manipolazione genetica;
- sostegno alla Famiglia, composta unicamente da un Uomo e da una Donna, quale nucleo fondamentale di ogni società civile controle aberrano che tendono ad equipararvi mostri senza pregio.
Infine un movimento di Destra che, affondando le radici nell’Msi, ne recuperi la diaspora e ne aggreghi quanti, pur non avendone fatto parte, riconoscono nei Valori tradizionali della Destra la strada maestra per il Benessere e la Sicurezza del nostro Popolo:
- Sovranità e Indipendenza nazionale contro ogni interferenza di enti sovranazionali o di consorterie finanziarie;
- difesa della identità dei territori contro l’invasione degli immigrati e la pretesa di riconoscere loro cittadinanza e voto;
- difesa dell’ordine pubblico dalle violenze, dalla distruzione e occupazione di proprietà pubbliche e private, dalla criminalità;
-ampliamento del concetto e delle opportunità per la difesa personale dei cittadini;
- difesa degli interessi nazionali in ogni parte del mondo;
- solidarietà nazionale e sociale, scevra da ogni assistenzialismo protratto nel tempo;
- reintroduzione di una selezione meritocratica nella scuola, nell’università, nel lavoro;
- indipendenza energetica;
- riduzione dei parlamentari e presidenzialismo;
- riforma del sistema giudiziario con attribuzioni di maggiori poteri alla Polizia per le indagini, netta separazione delle carriere tra pubblici ministeri (che devono essere alle dipendenze del ministero) e giudici, responsabilità civile personale dei magistrati.
Quattro movimenti, per un unico, grande partito federato che, ancora una volta, impedisca la deriva marxista della nazione e la nostra trasformazione in sudditi prigionieri di aberranti devianze morali e di politiche economiche pauperiste fondate sul pizzo rappresentato da tasse eccessive.



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05 marzo 2012

Abbiamo ancora bisogno di eroi

L’imponente folla che ha reso omaggio alla salma e partecipato al funerale di Lucio Dalla, mi ha portato alla riflessione di cui al titolo.
Pur non essendo esperto di musica e ricordando Dalla essenzialmente per “L’anno che verrà”, continuamente richiesto dai miei commilitoni alle radio locali nell’anno in cui ho svolto il servizio militare, mi ha colpito la partecipazione spontanea di tante persone, addirittura venute da fuori Bologna.
Probabile che un cantante con una carriera di quasi quaranta anni (me lo ricordo agli esordi negli anni sessanta nella trasmissione di Pippo Baudo “Settevoci” con una canzone “persa, forse non sua, mai più sentita come “Quando ero soldato”) abbia rappresentato anche la colonna sonora di qualche momento della vita di molti.
Possibile che una persona come Lucio Dalla che svolgeva, evidentemente bene, il suo lavoro, senza eccessi e senza esternare sermoni e proclami, neppure sulle sue pulsioni sessuali, abbia rappresentato quella eccezione che crea affetto.
Ma anche questo non giustificherebbe una simile partecipazione.
Perché, dunque, tante persone hanno sentito il bisogno di venire a Bologna, fare la coda in piazza Maggiore e partecipare al funerale di un cantante ?
La mia risposta è che, nonostante la tendenza alla massificazione, all’egualitarsimo fine a se stesso, abbiamo ancora bisogno di eroi.
Ne abbiamo una voglia tale che non solo ammiriamo chi realmente può essere tale, ma anche eleviamo al ruolo chi, in realtà, non ha fatto altro che rappresentare un'emozione.
A memoria, infatti, una partecipazione, peraltro ben più imponente, come naturale e giusto, la ricordo per i funerali del Papa Giovanni Paolo II che con i suoi quasi trenta anni di pontificato giustificava appieno tale folla.
Che oggi migliaia di persone si ritrovino in piazza Maggiore a Bologna per rendere l’ultimo saluto ad un cantante, mostra il desiderio di trovare una cifra identitaria in un mondo in cui i Valori sono stati calpesti e derisi per sostenere, invece, un egoismo che non è individualismo, ma gretto materialismo.
Non importa, quindi, attorno a chi ci si possa ritrovare, importa il sentimento che muove queste migliaia di persona.
Un sentimento comunque positivo, un sentimento che anela a quei Valori, che molti di quelli che pure erano in piazza Maggiore definirebbero “reazionari”, probabilmente senza saperlo.
La partecipazione ai funerali di Lucio Dalla diventa quindi una possibile cartina di tornasole che ci dice quanto le persone siano stanche del relativismo materialista conculcato in anni di sinistrismo e di deriva morale e quanto, invece, anche inconsapevolmente, aspirino ad un ritorno ai Valori antichi e buoni e universali.
Per uno inguaribilmente ottimista come me, anche la partecipazione ai funerali di un cantante, rappresenta una speranza per il futuro di questa nostra Patria.

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26 febbraio 2012

Monti: solo tasse e desertificazione dei Valori

La commissione giustizia della camera ha approvato il cosiddetto “divorzio breve”.
Più che breve, direi lampo, visto che dai cinque anni di separazione della infausta legge del 1970, si è oggi ai tre anni e la commissione giustizia propone un anno.
L'approvazione è stata “bipartisan”, pronube la ministra della giustizia Severino, con l'ennesimo, indecente inciucio tra comunisti e Pdl.
E' un altro frutto avvelenato di questa stagione che vede un governo di non eletti occupare le leve del potere politico avendone espropriato, con la complicità di Napolitano che insiste nel voler mettere il bavaglio ai parlamentari, i rappresentanti della Sovranità Popolare (che peraltro nulla hanno fatto o stanno facendo per difendere le loro prerogative).
Ma è dall'approvazione del divorzio nel 1970 che è marcata la decadenza dell'Italia con il venir meno dei Valori fondanti di una Civiltà che fu grande e fu importante.
Non a caso il divorzio fu introdotto in Italia, ancora una volta, da un indecente inciucio, questa volta tra comunisti e liberali, che seguiva la rivolta studentesca del “68”, l'autunno caldo del 1969 e l'introduzione di quella idrovora di denaro pubblico e fonte di clientelismo che sono le regioni.
Dopo il divorzio, la decadenza continuò con
- l'aborto (addirittura qualificato “conquista”) ,
- i tentativi che si susseguono di elevare a dignità di legge le unioni omosessuali,
- la volontà di introdurre, più o meno surrettiziamente, dell'eutanasia,
- la propaganda per la liberalizzazione delle droghe (in tutto o in parte con la scusa delle “droghe leggere” come se non facessero male pure quelle),
- la manipolazione genetica con la scusa della “ricerca scientifica”,
- lo sconvolgimento dell'humus etnico, sociale, economico, politico dell'Italia con i tentativi di concessione della cittadinanza e persino del voto agli immigrati.
Poi qualcuno si interroga sulla perdita di competitività, di capacità imprenditoriale, di produttività.
Ma vogliamo capire che quella Italia che fu umanamente unita sotto il Fascismo e che seppe risollevarsi, dopo la sconfitta nella seconda guerra mondiale, rimboccandosi le maniche e lavorando sodo, era un'Italia che aveva una forza interiore indotta da quei Valori Tradizionali, che non appartengono ad una religione, ma all'Umanità e che sono stati erosi e smantellati nel nome di un improbabile progresso con la propaganda negativa e relativista che prese inizio e forza proprio con l'introduzione del divorzio.
Come in tutte le civiltà del passato, la decadenza è prima di tutto morale, nei costumi, nei comportamenti, negli insegnamenti, per poi provocare il crollo della civiltà intera ed è triste vedere che invece di operare per invertire la rotta, si prosegue, pervicacemente, sulla facile strada dello smantellamento continuo dei Valori Tradizionali la cui perdita favorisce l'aggravarsi di una crisi che, ormai, sembra senza ritorno, fino al momento in cui, con gravi lutti e sofferenze che ci saremmo potuti risparmiare, il ciclo della Vita ricomincerà.
Ovviamente fondandosi su quei Valori della Tradizione oggi così irrisi e violati.

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02 gennaio 2012

Valori senza tempo

"Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca delle Felicità; che allo scopo di garantire questi diritti, sono creati fra gli uomini i Governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qual volta una qualsiasi forma di Governo, tende a negare tali fini, è Diritto del Popolo modificarlo o distruggerlo, e creare un nuovo governo, che ponga le sue fondamenta su tali principi e organizzi i suoi poteri nella forma che al popolo sembri più probabile possa apportare Sicurezza e Felicità. La Prudenza, anzi, imporrà che i Governi fondati da lungo tempo non andrebbero cambiati per motivi futili e transitori; e di conseguenza ogni esperienza ha dimostrato che l'umanità è più disposta a soffrire, finché i mali sono sopportabili, che a cercare giustizia abolendo le forme alle quali sono abituati. Ma quando una lunga serie di abusi e di usurpazioni, che perseguono invariabilmente lo stesso obiettivo, evince il disegno di ridurre il popolo a sottomettersi a un dispotismo assoluto, è il suo diritto, è il suo dovere, rovesciare tale governo e affidare la sua sicurezza futura a dei nuovi Guardiani. ".

Tratto dalla Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d'America datata 4 luglio1776.

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22 agosto 2011

Pci/pds/ds/pd come il cuculo

Il cuculo ha il vizio di approfittarsi del lavoro altrui per i propri comodi.
Il pci/pds/ds/pd sembra avere nel suo dna abbondanza di tale vizio.
Già quando era solo pci si era appropriato di un evento storico, oltre tutto manipolandone la reale portata, escludendo,dalla memoria delle vicende che portarono alla sconfitta nella seconda guerra mondiale, il ruolo fondamentale e imprescindibile degli Alleati Anglo Americani (un po’ come se i ribelli libici pensassero di aver vinto loro contro Gheddafi, ignorando che senza i bombardamenti della nato il Rais li avrebbe schiacciati in poco tempo) e trasformando, caso unico al mondo, la data della sconfitta in una festa da celebrare anno dopo anno, creando la percezione che la guerra fosse stata vinta (e neppure dagli AngloAmericani ...).
Poi hanno incamerato il termine “democratico”, quando ancora sostenevano i regimi comunisti (tuttora vigenti in alcuni stati particolarmente sfortunati) in Urss, Cina, Cuba, Cambogia dove la loro concezione di “democrazia” ha “fruttato” oltre centomilioni di morti e la realizzazione del sistema più oppressivo e tirannico che mai si sia manifestato nella storia dell’Umanità.
Crollato il comunismo si sono riciclati all’economia di mercato di cui, però, hanno acquisito solo l’aspetto peggiore, quello fiscale, hanno aperto ai “cattolici adulti” (una volta chiamati “sinistra indipendente”) usati come paravento per la politica immigrazionista, mentre nel contempo sostengono divorzio, aborto, eutanasia, manipolazione genetica, matrimonio omosessuale, liberalizzazione delle droghe “leggere”, pescando un po’ qua e un po’ là tra i libertari, i radicali, le lobbies di vario ... genere.
Si sono anche impossessati del Tricolore e di ciò che rappresenta (loro che hanno sbandierato prima un drappo rosso e poi uno arcobaleno) naturalmente stravolgendone il significato e declassando l’Italia da Patria e Nazione a paese aperto a chiunque salga su un gommone per sbarcarvi.
Anche Napolitano segue la stessa linea e ieri lo abbiamo vista arruffianarsi il popolo di comunione e liberazione (sulla cui profondità politica ricorderò sempre quando da studente universitario partecipai ad un loro incontro al termine del quale, in relazione ad un mio intervento, mi sentii dire che avevano capito che io ero di lotta continua ...) esprimendo il solito cumulo di banalità condivise e condivisibili, infarcite di stucchevole buonismo ed esposte con un’aulica retorica degna di miglior causa.
Il colmo, però, lo vedo da un manifesto con il quale provano a mettere nella loro bacheca anche la Libertà.
Quando è troppo è troppo e anche i cuculi trovano chi li caccia dal nido abusivamente occupato.

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18 agosto 2011

Un Tea Party per l'Italia

Avevo in mente da tempo di scrivere sul Tea Party e su quanto sarebbe necessario che si realizzasse anche in Italia un movimento analogo.
Mi è venuto un post lungo il doppio del solito.
Pazienza.
Del resto è il post del fine settimana ...

Le manovre fiscali ordite dal socialista Tremonti a luglio ed agosto, lasciano sul terreno la credibilità di questo Centro Destra e, cosa più grave, del suo Leader Silvio Berlusconi che, ormai, non potrà più distinguersi dagli altri statalisti del teatrino della politica avendoci messo le mani in tasca ed anche in modo brutale (anche se sempre meno di quanto avrebbero fatto da sinistra).
Gli elettori del Centro Destra sono manifestamente ostili alle tasse e all’assistenzialismo di stato.
La nostra filosofia di vita è fondata sulla Libertà e sull’Individualismo e lo stato lo vediamo come dovrebbe essere: una unione di più Uomini Liberi accomunati dal vivere nel medesimo territorio, dal parlare la stessa lingua e dalle comuni radici etniche, religiose, storiche, per la difesa comune dai nemici esterni ed interni e per dare regole condivise ai rapporti interpersonali e tra le varie comunità.
Lo stato costa per svolgere i suoi compiti, ma certamente non può costare al punto da sottrarci il 50% o più del nostro reddito e risparmi.
Quando uno stato “sbraga” nel tartassare i cittadini con ogni sorta di balzello e gabella, allora questi hanno tutto il diritto a ribellarsi, a chiudere i rubinetti che forniscono il carburante della spesa pubblica ed a riprendersi ciò che appartiene loro.
Perchè ciò accada è necessario che questi cittadini liberi siano adeguatamente rappresentati.
Fino ad ora pensavamo che la rappresentanza potesse essere affidata nelle mani di Berlusconi, ora non è più così.
Berlusconi ha mancato nel ridurre le tasse e potevamo anche perdonarglielo in considerazione della situazione generale e delle aggressioni di cui era ed è il bersaglio, ma non possiamo perdonargli l’aver adottato la politica esattamente contraria.
A Berlusconi possiamo perdonare tutto, non credere ai fantasiosi teoremi delle procure ostili, ma non possiamo perdonargli la tassa sui risparmi al 20%, il super bollo sui depositi, le due nuove aliquote fiscali sui redditi.
Negli Stati Uniti questo sentimento di libertà in opposizione alla oppressione statalista si è da tempo manifestato nell’ambito degli ambienti conservatori del partito Repubblicano ed ha portato alle battaglie contro la spesa pubblica (mai riuscite fino ad ora, ma comunque presenti nel programma) e per la riduzione delle tasse (obiettivo solo parzialmente raggiunto) con le presidenze Reagan e Bush.
Contro l’attuale amministrazione democratica di sinistra, i Repubblicani hanno agito con forza e il risultato delle elezioni di medio termine del novembre 2010 è anche il frutto di un nuovo movimento contrario alle tasse che si è denominato Tea Party, per richiamare la “rivolta del te’” di Boston nel 1773 che innescò la Rivoluzione Americana con la Dichiarazione e la guerra di indipendenza dalla Corona Britannica che imponeva tasse da e per Londra.
Il Tea Party Americano ha così ottenuto numerosi successi ed eletti che hanno condizionato pesantemente (e positivamente) il compromesso raggiunto il 2 agosto scorso sul debito pubblico.
Michele Bachman, una rappresentante del Tea Party del Minnesota, sta emergendo come uno dei candidati con maggior seguito per la candidatura repubblicana alle presidenziali del prossimo anno.
Ma anche Rick Perry, Governatore del Texas con notevoli possibilità di vittoria, appartiene se non al Tea Party alla stessa area conservatrice.
E in Italia ?
Da noi esiste il Tea Party Italia, con un suo sito  il cui portavoce ha scritto un cortese commento  al mio post dell'11 agosto “Tasse male assoluto per gli Uomini Liberi”     
Avevo già letto del Tea Party Italia ed avevo visitato il sito.
Il programma illustrato, dalle tasse alla sanità, dalle privatizzazioni (rai in testa) alle pensioni mi trova perfettamente d’accordo.
Il problema mi sorge però quando vado a leggere i nominativi dei “partners”, cioè di chi ha già aderito.
Vedo nomi e sigle a me note, ma voglio parlare di uno solo rappresentativo di quel che voglio esporre: Tocqueville .
Era il 2005 quando, anche lì dalla stampa, venni a conoscenza che si stava formando questo “aggregatore” di blog di Centro Destra.
Aderii sin dall’inizio e partecipai alla scelta del nome all’interno di un referendum svoltosi nella riservatezza di un gruppo di Yahoo.
Poi sono cominciati i problemi.
Mano a mano che ci scambiavamo opinioni e si approfondiva la conoscenza delle idee reciproche, si scoprivano delle differenze anche sostanziali.
Sì, apparentemente eravamo tutti del Centro Destra (anche se per alcuni dubito che fosse così) e ci si ritrovava su una tesi di fondo che voleva una unione di tutte le anime della Destra (o del Centro Destra) definita “fusionismo”.
Così apparentemente eravamo d’accordo sul fatto che ci si ritrovasse su quel che ci univa, Destra Liberale e Cattolica, Federalista e Nazionalista ... ma ad un cero punto mi sono trovato ad aver a che fare con degli antifascisti che no, la Destra Fascista non la volevano.
Allora che cavolo di “fusionismo” era ?
Peggio ancora.
Dovetti riproporre tre volte il blog, a sostegno della pena di morte, Non si abbia timore di punire Caino  prima che fosse accettato, mentre mai è stato accettato – senza alcuna spiegazione - il blog Secondo Natura  che tratta la problematica omosessuale sotto una prospettiva affine alle tesi del prof. Nicolosi e contrario a leggi di privilegio a favore degli omosessuali.
Fortunatamente non avevamo chiuso Il Castello  e, così, pur con alti e bassi, abbiamo potuto dare una “casa” a chi, con molta approssimazione, può essere definito di Centro Destra senza sbandamenti verso il politicamente corretto.
Ma se ci sono quelli antifascisti, quelli contrari alla pena di morte, quelli favorevoli a leggi di privilegio per gli omosessuali e presumibilmente favorevoli all’eutanasia, alla manipolazione genetica, all’aborto e al divorzio, cosa ci stanno a fare nel Tea Party che è, sì, liberale in economia, ma vigorosamente reazionario nei Valori ?
Benissimo, quindi il programma economico scritto nel sito, ma che dire delle questioni di carattere etico e morale ?
Eppure il Tea Party Americano emerge non solo contro le tasse, ma anche per le sue battaglie contro l’aborto, l’eutanasia, la società omosessuale.
Rick Perry è un conservatore alla Bush, il marito della Bachman è uno psicologo che cura gli omosessuali e Sara Palin ha sin dalla sua candidatura alla vicepresidenza nel 2008 dimostrato quanto sia aliena dal politicamente corretto sui Valori.
Ecco la mia perplessità sul Tea Party Italia , non vorrei ritrovarmi in una riedizione di Tocqueville  in cui possiamo sì essere d’accordo su una parte, ma non sul resto.
E non si tratterebbe di differenze marginali, superabili nel nome del “fusionismo”, perchè riguardano il tipo di società che vogliamo costruire e che non può che poggiare su solide basi morali ed etiche, quindi su Valori forti e condivisi.
Perchè non di sole tasse vive la politica, anzi personalmente ritengo di affermare la superiorità del momento valoriale su quello economico.
Sono, quindi, ancora alla ricerca del Tea Party Italiano, della Right Nation Italiana ...


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09 dicembre 2010

Neanche i traditori a sinistra godono della par condicio

Questa mattina, al giornale radio, ho ascoltato una gustosa invettiva del capogruppo dipietrista alla camera, Donadi, che lanciava fulmini e saette contro quelli che, eletti con l'opposizione, tradivano il voto elettorale per appoggiare il governo o astenersi.
Donadi ha ragione.
Chi viene eletto in una coalizione, per una determinata finalità, merita appieno la qualifica di traditore e tutta l'infamia che ne deriva se passa, armi e bagagli, sul fronte opposto senza dimettersi dall'incarico ricevuto per i voti conseguiti nella coalizione in cui fu eletto.
Donadi, però, avrebbe dovuto accomunare ai "suoi" traditori, quelli che, eletti con il Centro Destra “per Berlusconi Presidente”, avevano sottoscritto la mozione di sfiducia.
Strana amnesia, quella di Donadi, che dimostra come i “valori” del suo partito siano gli stessi degli altri: prevalere, a qualunque costo, in qualunque modo.
Non a caso siamo la patria di Machiavelli, cui è attribuita la sintesi del suo “Principe”, per cui “il fine giustifica i mezzi” (per amor di precisione: tale frase non esiste in nessuno scritto di Machiavelli, alcuni la attribuiscono a Guicciardini, altri ad una sorta di congiura dei gesuiti o dei protestanti per mettere in cattiva luce l'Autore del Principe).
Se fossimo in una nazione in cui se il voto popolare avesse un valore, i traditori non sarebbero corteggiati e premiati.
Ma se non avessero la dignità e l'onore di dimettersi, se non esistesse, come purtroppo non esiste in Italia, una norma che faccia decadere chi, eletto in una coalizione, si esibisca nel salto della quaglia, dovrebbe essere l'avversario che venisse in tal modo favorito a rendere innocue tali performance, allontanando dall'aula e non facendo votare un numero pari di propri eletti.
Donadi, se avesse voluto essere portatore di Valori, veri e con la “V” maiuscola, avrebbe dovuto dire: alcuni dei nostri tradiscono il voto popolare e, in parte, compensano il tradimento sull'altro versante operato dai finioti.
Per pareggiare i conti, tot nostri deputati non parteciperanno al voto in modo da annullare anche il voto dei restanti saltafosso del versante opposto
.
Questo avrebbe dovuto dire.
Ma se, pur di abbattere il Premier con una congiura di palazzo, guardandosi bene dal ricorrere alla via maestra del voto, prendono per buoni i voti di chi fu eletto “per Berlusconi Presidente”, allora non hanno alcun diritto a lanciare anatemi se qualche parlamentare eletto con la sinistra voterà invece la fiducia.
E' una questione di semplice “par condicio”.
Se sono traditori, lo sono tutti.
Se invece sono persone che semplicemente cambiano idea, lo sono ugualmente tutti, con pari diritti e … reputazione
.

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05 agosto 2010

Sui principi non ci si astiene

Devo dire che comincio ad apprezzare il Ministro Alfano.
Non sarà un fulmine di guerra e sul provvedimento contro i pettegolezzi si è fatto abbindolare dalla Buongiorno facendo uscire un pessimo testo – persino peggiorativo delle norme vigenti - che, giustamente, Berlusconi non ha mandato al voto, ma ha le idee chiare su cosa bisogna fare e, anche,sui Valori da tutelare.
Ne abbiamo avuto una riprova ieri, al termine del dibattito sulla mozione di sfiducia al suo Sottosegretario Caliendo, quando ha inchiodato gli astensionisti alla loro meschinità: sui principi non ci si astiene.
E ieri era in gioco un principio: la presunzione di innocenza contro il giacobinismo modello “Terrore” alla Saint Just.
Astenersi ha significato dichiarare al mondo che non si è interessati ai Principi ed ai Valori, bensì solo al proprio “particulare” e, nella occasione, l’interesse di fazione voleva che si rendesse pubblica la mancanza di maggioranza di Berlusconi alla camera bassa, dopo la fuoriuscita dei finioti.
E proprio da questo fatto mi aspetto che Berlusconi sia conseguente nel rispetto di quei Principi e Valori che accomunano la quasi totalità degli elettori di Centro Destra, ben più uniti dei loro veri o presunti leaders e indipendentemente da quelle che potranno essere le conseguenze.
Alla camera bassa la scelta di Fini di costituire un gruppo autonomo sottraendo 34 parlamentari al mandato elettorale (i sofismi sul tipo “fedeli al mandato” – tipo “la guerra continua” di badogliana memoria – con tanti “se” e tanti “ma” li lascio a chi ama simili masturbazioni mentali) impedisce al Governo di avere una maggioranza come voluta dal Popolo.
Poichè, però, al Senato i finioti non sono riusciti a fare il bis e resiste una maggioranza, sia pur risicata, per il Centro Destra non è neppure possibile una vagheggiata “maggioranza alternativa”.
Se Berlusconi e/o Bossi si adeguassero ad un “governo di transizione”, speranza di tutti coloro che hanno paura delle urne, sanno che perderebbero tutto, venendo abbandonati dai loro elettori (in primis dal sottoscritto che non accetterebbe mai un inciucio e neppure una “non sfiducia” di andreottiana memoria con i comunisti).
Quindi, ricapitolando: non c’è maggioranza del Centro Destra alla camera bassa, non c’è maggioranza dell’ammucchiata al senato, il parlamento è bloccato.
L’unica soluzione rispettosa dei Principi e dei Valori delle democrazie liberali – che rifiutano le congiure di Palazzo e gli inciuci tra i poteri forti – è chiamare al voto il Popolo, perchè decida da chi vuole essere governato.
Si voti, dunque, al più presto, sciogliendo subito le camere (o solo la camera bassa) senza tanti minuetti istituzionali, tipici dell’epoca dei parrucconi (consultazioni, mandati esplorativi, incarichi, governi balneari etc.).
Quali prospettive ?
Se sul Centro Destra l’asse Berlusconi-Bossi farà da polo di attrazione di altri movimenti minori come quello di Storace e, auspicabilmente, per tutta la Destra Radicale cui, questa volta, sarà sicuramente riconosciuta la dignità del simbolo, dall’altra parte saranno in gravi ambasce sia i finioti che il pci/pds/ds/pd.
Sanno che per battere Berlusconi e Bossi dovrebbero mettersi tutti assieme: da Grillo a Casini, da Bersani a Fini, da Rutelli a Pannella, a Di Pietro, Vendola, Diliberto e tutte le frattaglie della sinistra no global che considera Carlo Giuliani (il lanciatore di estintori contro i Carabinieri, defunto nel luglio 2001 a Genova) un “eroe” (sic !).
Magari con la cooptazione di un nome di garanzia per i “poteri forti” economici che potrebbe essere quello di Montezemolo.
Già, perchè a molti che si esaltano per le performance di Fini e dei suoi sfugge (o forse no ... ) che contro Berlusconi quindi a favore della ammucchiata che lo vorrebbe pensionare, ci sono tutti i privilegiati e i beneficiati che vivono (bene) grazie ai nostri soldi.
Ci sono grandi industriali costantemente agevolati da sgravi, rottamazioni, casse integrazioni, pensionamenti anticipati a carico dell’Inps;
ci sono i grandi carrozzoni come Rai, Ferrovie, Posta che, pur formalmente privatizzati, sono in perdita e le loro perdite vengono ripianate dallo stato (cioè da noi) in cambio di una disponibilità ad assunzioni “per raccomandazioni”;
ci sono quattro milioni e mezzo di dipendenti pubblici la cui produttività ed efficienza è sotto gli occhi di tutti (basta aver bisogno di un servizio pubblico qualsiasi ...) ma che fruiscono di stipendi cresciuti più dei privati e di una assoluta tutela del posto, divenendo così il principale centro di costo per i nostri massacrati conti pubblici;
ci sono i magistrati che “interpretano” le leggi (ed ultimamente anche il voto popolare ...) in base alle proprie convinzioni, anche in palese contraddizione con il dato reale e, quando proprio non riescono a fare ciò, rinviano le leggi che non piacciono alla corte costituzionale che provvede a cancellarle, in tutto o in parte, anche se sono provvedimenti ampiamente e notoriamente graditi al Popolo Sovrano, come le leggi contro l’immigrazione;
ci sono i potentati stranieri che non gradiscono il protagonismo e l’attivismo dell’Italia di Berlusconi, pensando a noi solo come una colonia;
ci sono, purtroppo, tanti Italiani del Sud che preferiscono continuare a ricevere l’elemosina dal Nord invece di assumere nelle proprie mani il proprio destino;
ci sono la stragrande maggioranza di giornali e media, di proprietà dei “poteri forti” economici (industriali e finanziari) che, alla faccia dell’indipendenza della informazione, legano l’asino dove vogliono i padroni;
ci sono i sindacati che rappresentano quanto di più ottocentesco esista e sono ormai diventati (con i Caf, i Patronati e le varie associazioni collaterali) un nuovo business che trascende la semplice tutela dei lavoratori.
Per tutto ciò la prossima campagna elettorale sarà molto difficile e presumo che se alla camera bassa il Centro Destra riuscirà ad ottenere una adeguata maggioranza assoluta, al senato, per colpa di Ciampi che volle il collegio regionale e non quello nazionale, ci potrebbe essere una situazione di equilibrio o di vantaggio per la sinistra.
Allora i nodi verrebbero al pettine e, fermo restando che sarebbero da rifiutare, come sempre, accordi con la sinistra, le scelte sarebbero tra una serie ripetute di elezioni finchè non ci sarà una maggioranza omogenea in ambedue i rami del parlamento, oppure un blitz (non concordato, però, quindi moltoimprobabile) per cambiare la legge elettorale del senato introducendo il collegio nazionale.
L’alternativa sarebbe la secessione del Nord che chiuda, dopo 150 anni, l’esperienza unitaria lasciando che le “tribù” del Nord, del Centro e del Sud vadano ognuna per la sua strada, assumendosi ognuno per la propria parte gli onere e conservando nell’ambito del proprio territorio gli onori.
Ma, a questo punto, l’importante è non cedere, per nessun motivo, alla via più facile del compromesso con la sinistra, rinunciando a Principi e Valori propri del Centro Destra.
Costi quel che costi, perchè sui Principi non ci si astiene e chi non è pronto a morire per le sue Idee o non vale nulla lui, o non valgono nulla le sue idee.

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28 febbraio 2010

Principi e Valori non trattabili

Con una formuletta di facile memorizzazione io mi potrei definire: reazionario nei principi, conservatore nei valori e liberale in economia.
A grandi linee la mia visione della società è totalmente agli antipodi di quella di uno di sinistra, è per due terzi differente da quella di un liberale e per un terzo da quella di un “fascista”.
Del resto ognuno di noi agisce in base alle proprie conoscenze, convinzioni ed esperienze, con un mix che ci porta a stilare una serie di priorità che sono ovviamente (e per fortuna !) differenti da quelle di altri.
Se ho una certa cifra a disposizione posso scegliere tra cambiare la moto e un bel viaggio in un paese esotico, la scelta dipende dalle mie priorità, differenti da quelle del mio vicino.
Così in politica, la differenza la fanno le priorità che ognuno di noi si propone di veder soddisfatte da un modello di società.
Ogni voto è un voto politico, quindi anche quello prossimo alle regionali, al di là dei problemi locali, sempre meno tali e sempre più globalizzati e globalizzanti come ha dimostrato la pagliacciata del blocco auto (tragicamente bipartisan) di domenica 28 febbraio.
Decidere per chi votare, quindi, non può prescindere dalla valutazione della compatibilità della teoria e della pratica dei partiti che chiedono il mio voto, con le mie priorità.
Così ecco un elenco, non esaustivo come si suol dire, delle priorità che, in questo momento, emergono e che diventano, per me, principi e valori non rinunciabili né trattabili.

Identità
Chi siamo ?
Per sapere chi siamo dobbiamo avere coscienza di dove proveniamo, della nostra storia, delle nostre radici.
E le nostre radici sono indiscutibilmente e indissolubilmente Romane (da qui l’obbligo dello ius sanguinis che ha riflesso anche sulla questione della cittadinanza) e Cristiane (da qui la legittima trasformazione di simboli come il Crocefisso, da religiosi a simboli di una Civiltà: la nostra).
Avere chiare le proprie radici e la identità, crea quel senso di appartenenza che ci consente di reclamare il diritto a governare sulla nostra terra senza rinunce a favore di chi importerebbe costumi, storia e religioni a noi estranee.
Forza Nuova è il movimento politico che maggiormente corrisponde a questa descrizione.


Immigrazione
Stop all’invasione: regolari o illegali non fa più differenza, ce ne sono ormai troppi.
No al voto.
No alla cittadinanza.
Sì ai controlli che rispedisca a casa quelli arrivati illegalmente in tutti questi anni e che valuti con attenzione la compatibilità con la nostra società di chi chiede il rinnovo del permesso di soggiorno.
Chi rispecchia meglio questo principio ?
Sicuramente Forza Nuova.
Ci sarebbero anche la Lega e il Pdl, ma la prima ha toppato con Bossi e Maroni dopo gli incidenti di Via Padova a Milano, il secondo deve decidersi tra la linea di Berlusconi e quella di Fini.


Vita
Un cittadino onesto non può vedersi negare cure e sopravvivenza – che è sinonimo di speranza – per decisione dei medici in forza di una legge arida e priva di quei valori umanistici che appartengono alla nostra civiltà.
Chi rispecchia meglio questo principio ?
Sicuramente Forza Nuova e la Lega.
Ci sarebbe anche il Pdl, ma la parte berlusconiana, non quella finiota, quindi non c’è da fidarsi.

Morale
La Famiglia fondata sull’unione di un uomo con una donna è l’unica esistente e l’unica che meriti una tutela di legge.
La perdita del senso morale significa minare le fondamenta stesse di una società e renderla debole e alla mercè dell’invasione straniera.
Chi rispecchia meglio questo principio ?
Sicuramente Forza Nuova e la Lega.
Ci sarebbe anche il Pdl, ma la parte berlusconiana, non quella finiota, quindi non c’è da fidarsi.


Sovranità
I cittadini di uno stato si sono messi assieme, con un contratto sociale, per realizzare l’obiettivo di migliorare le proprie condizioni.
Perché esista uno stato deve esserci una popolazione, un territorio e una sovranità.
Rinunciare alla sovranità per mettersi a disposizione di organismi burocratici sopranazionali è una violazione del patto tra i cittadini di uno stato.
Qui c’è solo Forza Nuova, perché la Lega, dopo tante parole, ha votato, come tutti gli altri, a favore dell’approvazione del trattato di Lisbona.

Tasse
Lo stato deve allontanarsi sempre più dalle tasche e dalla vita dei cittadini, per limitarsi, da terzo super partes, un quadro di diritto.
Quindi gli ingenti rivoli di spese (ad esempio il fondo unico per lo spettacolo, i contributi alla stampa) devono essere azzerati a fronte di una riduzione delle imposte, con l’obiettivo di arrivare ad una flat tax al 10% che rappresenti solo il finanziamento di quelle strutture statali necessarie al funzionamento essenziale della pubblica amministrazione e dello stato stesso (Polizia, Forze Armate, giustizia, diplomazia).
Il Pdl (tranne la frangia statalista legata all’ex An …) ma soprattutto la Lega rappresentano al meglio questa esigenza … almeno a parole.

Giustizia
Se è vero che nel 2007 negli Stati Uniti furono intercettate solo 1700 persone (su oltre 300 milioni di abitanti) e in Italia ben 120000 (su circa 60 milioni di abitanti) , allora abbiamo un dato oggettivo che dimostra quanto la nostra giustizia debba essere non riformata, ma rivoluzionata.
Terminare il reclutamento dei magistrati – poi pressoché inamovibili – con concorso per scindere tra inquirenti e giudicanti.
I pubblici ministeri siano eletti dal Popolo cui rispondere delle scelte effettuate.
I giudici siano scelti tra avvocati, giuristi, professori universitari di esperienza e fama.
Sicuramente la parte del Pdl legata a Berlusconi e, tutto sommato, anche la Lega.

Sicurezza
Sicurezza significa garantire ai cittadini la fruizione delle proprie città, con la possibilità di circolare per le strade senza temere scippi e aggressioni e la tranquillità nei confronti dei topi di appartamento.
Significa eliminare i santuari dello spaccio di droga, delle strade off limits dopo una certa ora perché mal frequentate, significa il controllo di chi arriva sul nostro territorio e di quel che predicano improbabili imam di religioni estranee alla nostra società, alla nostra etnia, alla nostra storia.
Lega e Forza Nuova rappresentano al meglio questo principio.

Istruzione
Avrei preferito un provvedimento semplice semplice che ripristinasse, con il solo aggiornamento dei programmi, la Riforma Gentile il cui schema scolastico resta tuttora il migliore che l’Italia unitaria abbia mai avuto, bisogna ammettere che lo sforzo prodotto dal Ministro Gelmini, probabilmente uno dei migliori ministri del Governo e sicuramente il miglior ministro dell’Istruzione dal 1967, è indirizzato a ripristinare una maggiore serietà tanto nella gestione del personale scolastico, quanto nella formazione di quelli che saranno i futuri cittadini.
E’ sempre più necessario archiviare la sbornia derivante dal sessantotto e ripristinare selezione e nozionismo, senza i quali non si andrà da nessuna parte, perché l’ignoranza non fa crescere la Nazione.
Qui c’è poco da dire.
La Gelmini è Pdl.

Terrorismo
Enduring Freedom esiste ancora anche se l’attuale amministrazione americana non è affidabile, come si è visto con la rinuncia allo scudo stellare che ha messo in difficoltà due nazioni alleate come la Repubblica Ceca e la Polonia.
Se, quindi, la lotta al terrorismo deve continuare, rifiutando ogni trattativa con le bande terroriste, non possiamo neppure rischiare di ritrovarci con il cerino acceso in mano per togliere le castagne dal fuoco per quello “giovane, bello (?) e abbronzato”.
La speranza è che la prossima amministrazione americana ristabilisca fiducia nelle sue scelte e, nel frattempo, sarebbe ora di di ritirare le (inutili e dispendiose) missioni in Libano (dove in pratica abbiamo steso un cordone a protezione degli hetzbollah !) e Kossovo (dove ormai l’emergenza è terminata) per concentrarci sull’Afghanistan dove, se vogliamo restare e non far ritornare le nostre truppe prima che da Washington decidano il ritiro unilateralmente mettendoci in difficoltà, dobbiamo riversare le nostre risorse con il primario scopo di proteggere i nostri soldati ivi impegnati.
Il partito che meglio rappresenta questa linea è la Lega.


Tirando le somme per le questioni più importanti, caratterizzanti una società (per me) ideale, Forza Nuova, Lega e Pdl rappresentano quanto di più vicino alle mie idee offra il panorama politico esistente.
Ancora potrei riassumere in una battuta quale sarebbe il mio partito ideale: con le radici di A.n., le idee della Lega e la leadership di Berlusconi.
Purtroppo quel partito non c’è e ognuno dei tre movimenti indicati manifesta delle criticità, le maggiori delle quali, però, si ritrovano nel Pdl a causa della presenza di Fini.
Quindi, pur ritenendo che debba essere anche valutata la candidatura specifica che viene localmente indicata, per rispettare le priorità di mio interesse, il voto è una scelta tra Forza Nuova (preferita per la coerenza) e la Lega (avvantaggiata per la consistenza).


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