Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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22 aprile 2026

Le catene da spezzare per una Nazione Libera, Sovrana e Indipendente

Sono tre le catene che impediscono al Governo Nazionale di  galoppare con tutti i cavalli di cui disponiamo.

Ovviamente la catena che ci lega all'unione europea.

Abbiamo fatto come la famosa rana collocata in un recipiente di acqua fredda, messo sul fuoco: l'acqua si avvia a bollire ma è stato così graduale che la rana non ha avuto l'intelligenza di uscirne e adesso sta per morire.

Così l'Italia, come le altre Nazioni che incautamente si sono legate all'unione europea, accettando di rinunciare alla propria moneta nazionale, poi accettando di sottostare al giudizio ed ai parametri imposti da chi l'Italia non ama, quindi rinunciando ad una politica estera totalmente autonoma per rimettersi, figuriamoci, a soggetti come la Kallas che fu primo ministro di una nazione di un milione e mezzo di abitanti e che ha ottenuto, con il suo partito, un consenso inferiore a duecentomila voti.

Eppure ci sono tanti politici italiani che non amano ugualmente l'Italia e non solo chiedono "più europa" dopo che l'europa ha miseramente fallito, ma vorrebbero che si rinunciasse ad altra Sovranità Nazionale e addirittura che si sostenesse la legittimità di decisioni da assumere nell'unione europea non più all'unanimità, ma a maggioranza.

Strettamente collegata alla catena europea è quella che lega ogni governo, ma particolarmente i Governi di Centro Destra, ai voleri di un Quirinale che, dal 1978 è sempre nelle mani di un soggetto di sinistra (perchè era di sinistra anche Cossiga, appartenente alla sinistra di "base" della democrazia cristiana) o ad un soggetto come Scalfaro che, in età senile, si è scoperto essere il portabandiera della peggior sinistra.

Anche in questi giorni assistiamo ad una interferenza del Quirinale su una legge che porta il Governo a predisporre una "correzione", quando si potrebbe agire in base all'art. 74, obbligando Mattarella a rimandare la legge alle camere con un messaggio motivato e però, se le camere tornano ad approvarla (e non vedo come potrebbe essere diversamente con la maggioranza solida che c'è) il presidente della repubblica DEVE promulgarla.

Qui è più difficile rompere la catena, ma bisogna allentarla, o studiando il modo per rendere la presidenza della repubblica completamente ininfluente nella gestione della politica per trasformarla in una mera figura di rappresentanza (ma sarebbe ben meglio una monarchia del tipo britannico), oppure si abbandona la strada del premierato per trasformare la nostra in una repubblica presidenziale con poteri e responsabilità di governo, non solo di interdizione e di ostacolo al governo, così che il presidente della repubblica diventa capo anche formalmente di una fazione ed è obbligato a fare e non solo a, comodamente, criticare.

La terza catena è quella con il Vaticano.

Da anni la chiesa cattolica non rappresenta più i sentimenti e gli interessi del Popolo Italiano, avendo rivolto il suo sguardo ben oltre i nostri confini e, anzi, avendo la pretesa di accollare agli Italiani compiti e responsabilità che non ci appartengono e senza pagar dazio alcuno.

La chiesa cattolica pretende da un lato, per la sua "particolarità", di ottenere esenzioni (ad esempio l'Imu) e trasferimenti di denaro (8 per mille), dall'altro nulla fa per il Benessere e la Sicurezza degli Italiani, anzi con i suoi esponenti spesso impone nelle nostre città la presenza di soggetti che mettono a rischio Benessere e Sicurezza.

Libera chiesa in libero stato.

Sarebbe ora di tornare al vecchio principio liberale e quando un papa abbandona la speculazione sull'al di là per scendere nel campo da gioco dell'al di qua, i politici italiani lo trattino come trattano qualsiasi altro politico esprimesse le sue opinioni, senza sentire alcun obbligo di prenderne le difese se, parlando dell'al di qua, viene bacchettato da altri che vedono in modo differente questo al di qua.

Sono catene purtroppo molto solide e che molti sono contenti di avere, ma romperle sarebbe l'unico modo per riportare l'Italia in rotta verso il futuro.

17 settembre 2025

Vogliono forse imbalsamare Giorgia Meloni ?

Leggo che Lamberto Dini, l'esecutore del ribaltone che nel 1994 portò alla caduta del primo Governo Berlusconi per mettere lo stesso Dini a capo di un governo "tecnico" che traghettò l'Italia verso il disastro di un quinquennio di governi di sinistra (Prodi. D'Alema, Amato) con Dini, che si era messo a capo di un partitino poi dissolto, al ministero degli esteri, avrebbe proposto Giorgia Meloni per il Quirinale nel 2029.

Nel 2029 la Meloni avrebbe 52 anni, quindi rispetterebbe il limite (50 anni) imposto dalla costituzione del 1948.

Ma, considerata la media dell'età degli ultimi presidenti, sarebbe troppo giovane e ne avrebbe appena 59 alla scadenza del mandato.

Ora, se Dini ipotizza che la riforma istituzionale possa evolversi verso un presidenzialismo perfetto, cioè con il presidente della repubblica che sia anche capo dell'esecutivo come negli Stati Uniti, allora potrei essere d'accordo sulla Meloni come presidente della repubblica e capo dell'esecutivo.

Ma poichè dubito che Dini sostenga una riforma di cui beneficerebbero gli Italiani, ma non i poteri forti cui lui fa riferimento, allora dico, no, la Meloni, a 52 anni, dovrà ancora pedalare come Capo del Governo e Capo della Coalizione di Centro Destra.

Non mancano, peraltro, al Centro Destra personaggi di spessore, esperti politici o uomini di cultura (quella vera, non quella cui fanno riferimento coloro che vanno in televisione a disquisire sui morti ammazzati che "se la sono cercata") a cominciare dal Presidente del Senato Ignazio La Russa, la cui cristallina coerenza politica che affonda le radici negli anni più bui per la Destra Italiana, meriterebbe il riconoscimento, che sarebbe il riconoscimento anche per tutta una generazione (e anche più di una) che ha tenuto accesa la Fiamma di un Ideale che oggi, grazie alla Meloni, torna a splendere.

Poi, perchè non un Uomo di vera Cultura come Marcello Veneziani che potrebbe essere quello che fu Vaclav Havel per la Repubblica Ceca.

Ambedue di un'età adatta per un mandato al Quirinale e con una esperienza di vita e politica che renderebbe degna la loro elezione.

E non sono gli unici, perchè si potrebbe fare un lungo elenco di personalità, politiche e della cultura (sempre quella vera), la cui coerenza negli anni e la cui età (vedo bene un presidente della repubblica - sempre naturalmente che non diventi repubblica presidenziale -  con un'età superiore ai settanta anni e con un premier, magari eletto dal Popolo come vuole la riforma in discussione, tra i cinquanta ed i settanta) sarebbero compatibili con una figura istituzionale di quella portata che faccia dimenticare la faziosità degli ultimi cinque presidenti (Cossiga escluso) che sono succeduti a Giovanni Leone.

Non me ne voglia la Meloni, ma la politica attiva ha ancora bisogno di lei ed a 52 anni, anche se sono convinto che non solo farebbe bene, ma darebbe lustro alla presidenza, sarebbe troppo giovane per ritirarsi sul Colle, anche se si tratta del Quirinale e non vorrei che la proposta di Dini abbia quel veleno nella coda, come tante lisciate nel passato a personaggi che poi ci cascarono con entrambi i piedi (tipo Fini), finalizzato ad estrometterla dai giochi politici o, almeno imbalsamarla in una figura istituzionale.


29 gennaio 2022

Si espone al pubblico disprezzo il verminaio centrista e moderato

Non condivido le interpretazioni che vengono oggi date dalla stampa (e intendo quella vera, di informazione, cioè La Verità e la Zuppa di Porro, non considero certo la rai, sky tg24 o i quotidiani veline del regime) sull'esito delle votazioni di ieri.

La scelta di puntare sulla Casellati mi è sembrata una scelta saggia ed opportuna perchè, senza tanti minuetti, si è proposta alla presidenza della repubblica una persona degna, di qualità, di esperienza parlamentare e professionale.

Ed è stato un bene che tutta Italia possa prendere definitivamente atto della inaffidabilità dei "moderati" e, quindi, seppellirli nel massimo disprezzo.

I franchi tiratori di Forza Italia e delle frattaglie centriste non hanno offeso la Casellati, ma hanno solo mostrato il livello morale di chi ha posto in atto una simile strategia.

E non si dica che il parlamentare non ha vincolo di mandato, visto il comportamento dei cattocomunisti che per paura del segreto dell'urna (dove notoriamente anche il piccolo Stalin del pci/pds/ds/pd non vede) hanno deciso di astenersi.

Ridicola poi l'enfasi sui 336 voti ottenuti nella votazione successiva da Mattarella, a parti invertite.

A casa mia 382 è più di 336 e se "Mattarella vola", allora "la Casellati è in orbita".

Condivido in toto le dichiarazioni della Meloni che, puntando il dito contro il centrume moderato, richiede una riflessione sul futuro da effettuare assieme a Salvini (e noto che ha citato solo Salvini e non Berlusconi o Tajani).

E' infine un bene che il verminaio centrista sia stato sgamato adesso, quando il Centro Destra comunque non ha una maggioranza parlamentare, così che al momento di stilare le liste elettorali si possano scegliere persone affidabili e non trasformisti pronti al salto della quaglia.

Resta la questione del presidente.

Intendiamoci: se non si trovasse un nome, possiamo anche restare senza, tanto per l'ordinaria amministrazione fino al 3 febbraio ci pensa Mattarella e dopo il 3 febbraio la facente funzione Casellati.

Non abbiamo bisogno di un presidente della repubblica, ma abbiamo bisogno di un governo che tuteli gli interessi dell'Italia e degli Italiani sulle orde di clandestini che continuano ad essere sbarcati dalle ong e che poi sciamano sulla nostra terra, sulle tasse, sulla bolletta energetica, sulla Sovranità Nazionale e Monetaria, sulla fine della dittatura sanitaria.

E adesso il governo nulla sta facendo, con Draghi occupato e preoccupato perchè la sua via di fuga dalle responsabilità in direzione del colle, sembra sempre più a rischio e pertanto ha messo in attesa qualsiasi provvedimento.

E questo ci dice anche che uno così bramoso di assumere un incarico, non dovrebbe mai essere eletto a quell'incarico.

Un incarico che, come nota ancora giustamente la Meloni, sarebbe già stato coperto se ci fosse stata l'elezione diretta da parte del Popolo.

E, soprattutto, sarebbe stato eletto un presidente che, da candidato, sarebbe stato costretto a presentarsi ed a dirci come la pensa sui clandestini, sull'Unione del Male, sulle tasse, sulla disastrosa politica energetica filoecologista, sulla dittatura sanitaria.

Perchè un presidente della repubblica (come un presidente del consiglio) che arrivasse dagli oscuri sottoscala della burocrazia statalista, non può essere rappresentativo degli Italiani.

Neppure se fosse una donna, magari a capo dei servizi segreti, perchè anche di lei non sapremmo nulla ed è necessario che chi ci rappresenta si sia sottoposto al giudizio del Popolo.

28 gennaio 2022

Confido nel muro contro muro

Mi fa piacere che il Centro Destra, oggi, ci provi, salvo ripensamenti dell'ultimo minuto, a votare la presidentessa del senato Elisabetta Alberti Casellati.

Non sarà eletta, ma se, per una imperscrutabile volontà del Fato, ciò dovesse accadere ottenendo 505 voti, credo che un brivido di gioia pervaderebbe almeno 30 milioni di Italiani che si riconoscono nel Centro Destra.

Ieri sera eravamo andati a dormire con l'ipotesi Franco Frattini, ovviamente bocciata da Letta e dai cattocomunisti che boccerebbero chiunque dei suddetti trenta milioni di Italiani, ma ci siamo alzati con l'ipotesi Casellati.

Ancora in forse vista l'ennesima prova di debolezza con la riunione dei segretari di partito indetta da Salvini il quale, peraltro, ha appena diffusa via social la comunicazione che riproduco: "una donna delle istituzioni al Quirinale. Un onore proporla".

Evidentemente il Centro Destra proverà a votarla e vediamo come va.

In ogni caso, con l'ostilità preconcetta dei cattocomunisti, comincia a delinearsi un interessante muro contro muro, in cui non si può sapere chi possa vincere stante i numeri esistenti in parlamento.

Intendiamoci: possiamo anche perdere nonostante i grandi elettori del Centro Destra siano in maggioranza relativa, ma perdere, cioè avere ancora una volta un presidente fazioso espressione di una minoranza di Italiani, che prende ordini dall'Unione del Male, provando a contrapporgli un candidato (sulla carta) più degno, assume una caratteristica di Dignità, Onore e di prospettiva ben diversa che far finire a tarallucci e vino la vicenda eleggendo, tutti assieme, lo stesso presidente fazioso espressione di una minoranza di Italiani, che prende ordini dall'Unione del Male.

Quindi confido nella carica salutare, per oggi e per il futuro, di uno scontro, muro contro muro, tra il Centro Destra ed i cattocomunisti.

27 gennaio 2022

Centro Destra al bivio


Finora il Centro Destra ha tenuto la barra dritta, con un Salvini trattativista e una Meloni cane da guardia dell'ortodossia.

L'unica pecca è stata il non concedere a Berlusconi l'emozione di una candidatura al quarto scrutinio.

Una pecca che non ha sortito l'effetto probabilmente desiderato di ammorbidire i cattocomunisti che, anzi, l'hanno interpretata come una debolezza e hanno cominciato a respingere tutti i nomi proposti o possibili del Centro Destra per arrivare al solito nome cattocomunista che non cambierebbe nulla.

Adesso il Centro Destra è al bivio.

O si accorda su un nominativo tipo Casini che piace e non piace a tutti e la cui presidenza sarebbe una incognita tranne sul fatto che cercherebbe di acquisire sempre e comunque una buona stampa, scegliendo in base al consenso che ne potrebbe derivare, oppure decide di sostenere un proprio qualificato esponente, confidando nella attrazione per quel centinaio (ne basterebbero la metà) di parlamentari fuori dai partiti o in quelli che, pur all'interno di partiti contrari, potrebbero votare un valido presidente.

Nella consapevolezza che chiunque andrà al Quirinale poi non è detto che agisca in base alle aspettativa per la sua provenienza, come abbiamo visto è accaduto in almeno tre casi (Gronchi, Cossiga e Scalfaro).

Ieri era apparso per un attimo il nome di Sabino Cassese, pessima scelta per vari motivi che andrei ad esporre solo se la presunta candidatura diventasse accreditata, a meno che un cinico ragionamento non considerasse l'età del personaggio (nato nel 1935, un anno prima di Berlusconi) e l'improbabile conclusione del settennato (avrebbe quasi 94 anni a scadenza) e quindi ragionasse su una presidenza transitoria per poi eleggere il nuovo presidente con il nuovo parlamento.

Ben più solida la candidatura di Casini che ha appena compiuto 66 anni (1955) e che rappresenterebbe un'Italia che guarda al futuro, dopo l'era delle mummie con la testa rivolta al passato.

Ma Casini non è di Centro Destra, è stato eletto nel 2013 da Monti e nel 2018 dai cattocomunisti di Renzi.

Come potrebbe il Centro Destra accettare, ancora una volta, di aspettare una "prossima volta" che non arriva mai ?

Allora bene fa Salvini a tentare fino all'ultimo di individuare un nominativo, appartenente all'area del Centro Destra, che possa ottenere il voto della maggioranza, utilizzando tutte le opportunità offerte dai regolamenti (scheda bianca, astensioni etc.) per guadagnare tempo e non esporre vanamente nominativi, in attesa di una svolta..

Ma quel tentativo non può durare in eterno e se non si conclude in pochi giorni, la via maestra è quella della Meloni: votare un nome di Centro Destra fino alla fine, anche a costo di bloccare il parlamento in una serie infinite di votazioni senza esito, fino alla scadenza del parlamento stesso, rimandando al nuovo parlamento l'elezione del nuovo presidente.

26 gennaio 2022

I nomi della rosa

Questa volta devo esprimere apprezzamento per la scelta del Centro Destra di proporre tre nominativi ai quali i cattocomunisti non possono opporre altro, come hanno fatto, che un "no" pregiudiziale.

E questo al di là dei singoli nominativi che posso in parte (Nordio e Pera) condividere e in parte (Moratti) no.

Probabilmente nessuno dei tre vedrà il Quirinale, ma Salvini, la Meloni e Tajani hanno puntualizzato l'orientamento di un nominativo di area, punto che devono assolutamente tenere.

L'importante è che persone come Draghi, Mattarella, Amato, Prodi, siano destinate alla pensione, il prima possibile.

Poi, ovviamente, la Storia ci insegna che non sempre un eletto al Quirinale si comporta come vorrebbero quelli che lo hanno eletto.

Gronchi, democristiano di sinistra, mise in piedi il governo Tambroni con i voti dell'Msi.

Scalfaro, democristiano di destra e baciapile incallito, portò i comunisti non solo al governo, ma anche a Palazzo Chigi.

Non possiamo quindi avere la garanzia che un candidato espressione del Centro Destra, una volta eletto, ci liberi dalla tirannia di uno stato socialista, invadente, predone, spione e tiranno come è oggi l'Italia.

In questo attendere l' "habemus papam", prendiamo atto che il Centro Destra sembra avere una coesione ed un progetto che la sinistra non ha.

E questa è già una bella "inoculazione" di fiducia.

25 gennaio 2022

Che gli Dei ce lo mandino bravo

Indecoroso lo spettacolo dei parlamentari che, in attesa di obbedire agli ordini dei capi bastone, eleggono la scheda bianca al Quirinale.

Molto meglio la prima repubblica, quando ogni partito votava il proprio candidato di bandiera, di solito un leader riconosciuto, importante e di lungo corso (quando fu eletto Saragat, nel 1964, ero un bambino, ma ricordo che la dc votava Leone, il pci Terracini, il psi Nenni, l'Msi De Marsanich, il Pli Martino - Gaetano, padre di Antonio - e il psdi Saragat) rendendogli così omaggio.

Il Centro Destra avrebbe potuto tributare analogo riconoscimento, quasi un Oscar alla carriera, l'onore delle armi, a Silvio Berlusconi nelle prime tre votazioni, invece ha preferito la scheda bianca con una orrenda motivazione: segno di disponibilità verso l'inciucio con la sinistra.

Ma stiamo scherzando ?

Qualunque nome dovesse uscire da un accordo con Letta, Renzi, Conte e Speranza, partirebbe con l'handicap dell'inciucio, perchè non esiste al mondo persona che possa andare bene a tutti.

E poi che senso ha trattare con i cattocomunisti, se non per mettere le basi per il perpetuarsi di un governo totalitario, perfetto per uno stato invadente, predone e tiranno di cui abbiamo assaggiato la prima portata con la dittatura sanitaria ?

Lo scontro è il sale della vita e quindi anche della politica.

Senza scontro non esiste progresso, ma ci sarebbe solo un coma indotto, l'inoculazione di dosi massicce di morfina per addormentare i popoli e consentire agli squali di spadroneggiare e dominare.

Salvini sbaglia a volersi accordare con Letta.

E il timore è che, per la solita menata dell'unità e del bene nazionale, finisca con il votare un presidente che non sia altro che la continuazione degli ultimi tre.

I nomi che rappresentano il peggio sono almeno tre: Mattarella, Draghi e Prodi.

Poi insistono, mettendo sul tavolo anche la presidenza del consiglio, con burocrati di stato come la Belloni o con sopravvalutate giuriste come la Severino e la Cartabia.

E se anche uscisse un nome apparentemente di Centro Destra (Casellati, Pera, Nordio) poi potremmo mangiarci le mani.

Io mi ricordo perfettamente che Scalfaro fu eletto (sparato al Quirinale dalle bombe di Capaci) come uomo della destra democristiana.

Si rivelò poi il peggior presidente filocomunista che sia mai stato al Quirinale.

Per il verso opposto Cossiga fu eletto da un grande inciucio come democristiano di sinistra e, dopo cinque anni da onesto notaio, lasciò la sua impronta con due anni da Picconatore, contro il quale i comunisti cercarono di raccogliere le firme per la messa in stato di accusa.

Non possiamo quindi che affidarci agli Dei, sperando che non siano distratti come lo fu lo Spirito Santo che permise l'elezione di Bergoglio a papa.

Sappiamo che il peggio sarebbe la conferma di Mattarella, la riesumazione di Prodi o l'elevazione al Quirinale di Draghi, lo sappiamo perchè li abbiamo già visti all'opera.

Allora, magari, potremmo brindare se fosse eletto un "usato sicuro" come PierFerdinando Casini.

24 gennaio 2022

Nessuno è super partes

E' necessario smascherare l'ipocrisia di chi reclama "un presidente super partes".

Nessuno è super partes.

Non lo è stato Mattarella con, in ultimo, la sua presa di posizione contro un 10% degli Italiani che non si sono vaccinati: ha preso la parte di chi vuole imporre il vaccino (oltre a tante altre scelte faziose compiute nei suoi sette anni).

Non lo è Draghi che quando afferma che chi si vaccina è immune, non contagia e non viene contagiato e chi ha il lasciapassare è certo di stare assieme a gente che non contagia e da cui non viene contagiato, mente per assumere una posizione di parte.

Non lo è il candidato di Letta, Riccardi, che è uno dei peggiori immigrazionisti e prende le parti dei clandestini che la maggioranza degli Italiani vorrebbe respingere prima che sbarchino e sciamino per le nostre città.

Nessuno è super partes, perchè tutti abbiamo una nostra idea di società, di ciò che è giusto e sbagliato, di come ci si dovrebbe comportare davanti a questioni come i clandestini, le tasse, l'Unione del Male, la crisi Ucraina, il virus cinese e quelle convinzioni chiunque di noi fosse eletto le porterebbe al Quirinale e su quelle convinzioni baserebbe le proprie scelte e decisioni.

Nessuno è super partes, a meno che non si pensi di eleggere uno lobotomizzato, sceso da Marte, totalmente ignaro della Storia e delle vicende dell'Italia.

Allora la smettano di ricercare figure inesistenti e votino, ogni parte politica per il candidato che meglio esprime l'Identità di quella parte politica, perchè i compromessi sono la morte di una Civiltà e di una Società.

E, comunque, mai accordi con i cattocomunisti, se non ci sono i voti per eleggere un presidente, si vada ad elezioni politiche e si cambi il parlamento.

Magari con nuovi numeri, più vicini all'attuale sentimento popolare, forse si eleggerebbe finalmente un presidente degno di andare al Quirinale.

23 gennaio 2022

Il sogno di Berlusconi finisce qui (forse)

Con un comunicato letto da Licia Ronzulli, Silvio Berlusconi ha annunciato che rinuncia alla sua candidatura per favorire l'unità nazionale.

Il motivo per cui lui dice di rinunciare è esattamente il motivo principale per cui avrei gradito la sua candidatura: mi fa schifo pensare ad un accordo tra i partiti che ho votato e voterei con i cattocomunisti.

E' una repulsione politica, mentale, ideale, morale e fisica totale: non concepisco alcun motivo per sedermi ad un tavolo (politico, si intende) con loro.

Non abbiamo nulla in comune e non vogliamo nulla che abbia un minimo di sintonia.

I miei Valori sono totalmente in contrapposizione a loro (presunti valori).

Per questo avrei visto di buon occhio una candidatura di Berlusconi, divisiva come hanno dimostrato le barricate erette a sinistra da Repubblica e dal Fatto, anche se sono pienamente consapevole che il Berlusconi del dopo condanna non è neanche lontanamente il Berlusconi delle barzellette e delle battute su Rosi Bindi e sugli omosessuali.

E che un Berlusconi presidente, nella sua smania di ritagliarsi il consenso della stampa per finire in un Pantheon (che però non sarebbe quello di chi lo ha sempre sostenuto) avrebbe fischiato sempre e comunque contro il Centro Destra.

Ma la soddisfazione del momento della elezione, con i Travaglio ed i Molinari a schiumare rabbia, non avrebbe avuto prezzo.

Con Berlusconi, comunque, mai dire mai, mi sembra che in quasi trent'anni da quando è entrato in politica, sia più "rieccolo" di Fanfani, quindi resta una porta aperta o, almeno, socchiusa, alla soddisfazione di un momento che sarebbe irripetibile.

Adesso possiamo solo sperare che non riescano a trovare un accordo su un nome condiviso (che, in quanto tale, sarebbe una sòla per tutti noi Italiani) e si vada ad uno scontro, votazione dopo votazione.

Ma vedo troppa voglia di inciucio anche da parte di Salvini (e di Forza Italia) per guardare al nuovo presidente con fiducia.

19 gennaio 2022

La sinistra contro Berlusconi? Allora lo si voti !

Leggo che la sinistra, composta dal pci/pds/ds/pd, dai veterocomunisti di Leu e dai trasformisti a cinque stelle più le frattaglie renziane e calendiane, è contraria a Berlusconi presidente.

Un ottimo motivo perchè il Centro Destra, senza se e senza ma, scelga il Cav come candidato e lo voti, dalla prima all'ultima sessione, senza sedersi ad un tavolo per trattare con i cattocomunisti.

A costo di bloccare il parlamento (forse non sarebbe un male, così non proroga stato di emergenza e tutte le altre vessatorie normative che sottraggono libertà a tutti noi).

Ho già scritto che Berlusconi sarebbe un presidente ostile al Centro Destra e, vista l'età e gli acciacchi, probabilmente non arriverebbe a fine mandato, ma l'ostinata, comica, ostilità della sinistra lo rende il nome più gradito perchè è quello che aprirebbe un solco tra noi ed i cattocomunisti.

E il mio auspicio è proprio questo.

Non esistono valori in comune con i cattocomunisti.

Non esistono sui clandestini che loro vogliono far diventare italiani con un tratto di penna.

Non esistono sulle tasse che loro vogliono aumentare per poter dispensare i nostri soldi alle loro clientele.

Non esistono sull'Unione del Male dalla bandiera della quale si fanno avvolgere, ignorando il Tricolore, quando muoiono.

Non esistono sulla politica energetica dove rifiutano stolidamente il nucleare, unica fonte pulita e infinita.

Non esistono sulla politica sanitaria che per loro significa creare obblighi, divieti e sanzioni invece di curare.

Insomma, noi veri di Centro Destra e loro cattocomunisti figli di Lenin, Stalin e dell'Inquisizione, non abbiamo nulla in comune tranne, purtroppo, un lembo di terra dove siamo tutti nati, cresciuti e dove dobbiamo vivere assieme.

Anche se per loro questa terra non vale nulla e sono pronti a svenderla ammettendone nel godimento i clandestini e cedendone la Sovranità all'Unione del Male.

Mi sembra quindi del tutto assurdo ed un autentico sproposito puntare su una figura "condivisa" che non esiste, perchè o è di qua o è di là.

Quindi si voti Berlusconi o un qualsiasi altro candidato che abbia una forte colorazione di parte per il Centro Destra.

Il risultato positivo minimo è quello di non fare inquinare i voti espressi dai rappresentati del Centro Destra dai voti cattocomunisti.

Perchè noi e loro saremo sempre noi e loro.


18 gennaio 2022

Nomi da incubo per il Quirinale

Finirà che brinderemo se il nuovo presidente della repubblica sarà Pierferdinando Casini.

I nomi, infatti, che si susseguono, a parte quello di Silvio Berlusconi per il quale ho già espresso la mia opinione e sarà oggetto di ulteriori chiose, sono da incubo.

La Segre, la Severino, la Cartabia, la Bindi, la Finocchiaro per la sinistra che "vuole una donna".

Bis di Mattarella, Draghi, Prodi, Gentiloni.

Dopo il filotto con Ciampi, Napolitano, Mattarella, avremmo bisogno di un po' di respiro, di aria fresca, ma a sinistra vogliono continuare ad opprimerci, mantenendo la plumbea cappa di pessimismo senza la quale non controllerebbero gli umori degli Italiani.

A destra affiorano nomi che non sono minimamente in grado di fare ombra a quello di Berlusconi e così si sfogliano i petali di una margherita con pochi petali: Frattini, la Moratti, la Casellati, Pera.

Berlusconi, quello vero, che si ferma al 2014, sarebbe stato un ottimo presidente della repubblica.

Come ho già scritto, oggi Berlusconi, pur di apparire imparziale, fischierebbe sistematicamente contro il Centro Destra e per fortuna che a sinistra sono quelli che sono e non lo vogliono, senza ragionarvi sopra e senza capire che, con tutto quello che Berlusconi ha avuto e con gli 86 anni che avrà a settembre, difficilmente riuscirebbe a portare a termine il mandato, creando quindi l'opportunità di una successione relativamente rapida.

Ma, per fortuna, la sinistra è quella che è, con i paraocchi che la rendono ancor più ottusa di quello che è per una natura che non le è mai stata amica.

Io spero che il futuro presidente sia eletto da una maggioranza, risicata, purchè i voti del Centro Destra confluiscano su un candidato in opposizione a quello che otterrà i voti dei cattocomunisti, per rimarcare che non vi sono Valori comuni con quelli che restano l'eterno nemico di ogni buon Italiano.

Non esiste un presidente super partes, al massimo ci può essere un presidente che abbia il senso della misura e non favorisca sfacciatamente una delle parti, come è stato solo Cossiga dopo i primi che si fermano a Leone e che possedevano un senso dello stato affinato anche grazie alla retorica nazionalista (che sarebbe cosa buona e giusta anche oggi) del Ventennio.

Alla fine rischiamo di essere felici se tutto convergesse su Casini, eletto presidente della camera nel 2001 con il Centro Destra, oggi senatore eletto nel 2018 nelle liste del pci/pds/ds/pd, dopo essere stato eletto nel 2013 nelle liste di Monti.

E se di quello che ha studiato cinquanta anni fa al Galvani qualcosa gli è rimasto, magari potrebbe pure sorprenderci positivamente.


16 gennaio 2022

La congiura dei Letta

Ricordo Gianni Letta, nell'Italia della televisione in bianco e nero, alle tribune politiche di fine anni sessanta, inizio anni settanta, direttore de Il Tempo, quotidiano sempre considerato simpatizzante di destra, porre domande garbate, ma mai banali ai politici di turno.

Quando poi era di turno un comunista o un socialista, Letta dava il meglio di sé, inchiodando il politico alle contraddizioni della sua infausta ideologia.

Dal 1994, probabilmente da prima, Gianni Letta è uno dei principali suggeritori di Silvio Berlusconi, delle sue vittorie, ma anche delle sue svolte incomprensibili dal Popolo del Centro Destra e mi domando dove sia finito il Letta degli anni sessanta e settanta.

Non so cosa facciano i figli di Letta, ma il nipote, Enrico, lo troviamo a capo del partito cattocomunista, già presidente del consiglio cui Renzi diede il benservito, ma onorato e riverito (non si capisce per quali meriti) tanto da ricevere, se non vado errato, la legion d'onore, massima onorificenza ... francese.

Francia che gli ha consentito un esilio dorato da cui ora è tornato per riprovare a fare danno in Italia ed agli Italiani.

Non ci stupiamo quindi degli starnazzamenti di Letta Enrico che vorrebbe un presidente "nel solco di Mattarella", che rappresenti una unità di intenti e consenta di portare a termine la legislatura con un patto dell'attuale maggioranza, strepitando poi contro la candidatura di Berlusconi.

Letta Enrico si può comprendere.

Per la prima volta dall'elezione di Giovanni Leone, non saranno i cattocomunisti a dare le carte, ma potrebbe essere il Centro Destra.

Ma a tutto c'è un limite.

Parlare di "unità" senza specificare su cosa e come realizzarla è, per essere generosi, da sprovveduti.

Sappiamo tutti che la politica è l'arte del possibile che si realizza con il compromesso, ma devono dirmi quale potrebbe essere il compromesso sulle orde di clandestini che ci vengono scaricate dalle ong.

O si respingono, oppure ci lasciamo invadere concedendo loro la cittadinanza.

Dov'è il compromesso ?

E sulle tasse che i cattocomunisti vogliono farci pagare sempre di più per porre in atto i loro folli programmi assistenzialisti e di spesa ?

Dov'è il compromesso tra la riduzione e l'aumento delle tasse ?

E la sudditanza verso l'Unione del Male ?

E la politica energetica, con la scelta nucleare e quella pseudo ecologista ?

E la riforma della giustizia ?

E la dittatura sanitaria ?

Non esiste un solo punto di incontro e mi sembra che Lega e Forza Italia abbiano già abbondantemente dato sangue con l'inconsulta decisione di far parte del governo Draghi.

Ma se di Letta Enrico non ci stupiamo perchè la stima e la fiducia verso i cattocomunisti è al livello della temperatura sulla superficie di Plutone, cosa sta manovrando Letta Gianni ?

Leggo che si sarebbe incontrato con Draghi per preparare il "piano B" se, come è probabile, Berlusconi non dovesse farcela ad ottenere i voti necessari per essere eletto.

Ma come, il Centro Destra potrebbe dare le carte e invece di preparare un "piano B" con un nome che dia garanzie, Letta Gianni cerca l'inciucio con un simil Ciampi che, tra l'altro, sta dando pessima prova come presidente del consiglio, dimostrandosi un mediocre sopravvalutato ?

Mi sembra di intravvedere una strategia coincidente nei due Letta, una strategia che risponde ai grandi manovratori delle politica mondiale che hanno tutti casa fuori dall'Italia.

Una strategia che deve essere smascherata, denunciata e sconfitta.

Salvini e la Meloni siano solidali e leali con la candidatura di Silvio Berlusconi, ma ove non dovesse trovare i numeri e solo dopo tale conclamata impossibilità, decidano loro il "piano B", senza appaltarlo a personaggi che, come già accadde ad Indro Montanelli e sta accadendo a Vittorio Feltri, dopo una gioventù ammirevole si sono fatti irretire dalle sirene del potere cattocomunista.

Perchè dobbiamo ricordare, sempre, che il nemico è quel partito di cui Letta Enrico è pro tempore il segretario.

14 gennaio 2022

Il metodo Leone per il Quirinale

Nel 1971, dopo oltre venti votazioni, fu eletto presidente della repubblica il democristiano Giovanni Leone, più volte presidente del consiglio e della camera.

Fu una svolta negli anni del terrorismo montante, del dopo 68, perchè socialisti e comunisti furono estromessi dai giochi e Leone, nonostante la fronda dei franchi tiratori del suo partito appartenenti alla sinistra dc, la spuntò con i voti della parte meno peggio della dc, di repubblicani, socialdemocratici, liberali e missini di Almirante.

Fu uno schiaffo ai socialcomunisti, prodromico delle elezioni del 1972 e della svolta governativa che abbandonò il centrosinistra con i socialisti, per riproporre un governo centrista con i liberali.

Appare evidente come la maggioranza che eleggerà il presidente della repubblica potrebbe dare impulso ad una nuova stagione di governo, di Centro Destra e senza subire gli sgambetti del Quirinale come è toccato sistematicamente a Berlusconi dal 1994 al 2011.

Sarebbe quindi importante, come sostiene la Meloni, che il Centro Destra si presenti monolitico, senza lanciare ami alla sinistra e votando comunque compatti, confidando in quella area magmatica dei senza partito (un centinaio di elettori, il 10%).

Ne è ben consapevole Letta che continua a offrire la mela avvelenata a Salvini di un accordo su tutto, in cambio di un presidente che possa continuare il gioco fazioso degli Scalfaro, Napolitano e Mattarella, con il solo veto sul nome di Berlusconi.

Io mi auguro che non vi sia alcuna unità nell'elezione del presidente della repubblica, ma che il Centro Destra sia monolitico nel restare saldamente sulla barricata opposta a quella dei cattocomunisti.

Il metodo Leone è il più auspicabile.