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27 gennaio 2022

Centro Destra al bivio


Finora il Centro Destra ha tenuto la barra dritta, con un Salvini trattativista e una Meloni cane da guardia dell'ortodossia.

L'unica pecca è stata il non concedere a Berlusconi l'emozione di una candidatura al quarto scrutinio.

Una pecca che non ha sortito l'effetto probabilmente desiderato di ammorbidire i cattocomunisti che, anzi, l'hanno interpretata come una debolezza e hanno cominciato a respingere tutti i nomi proposti o possibili del Centro Destra per arrivare al solito nome cattocomunista che non cambierebbe nulla.

Adesso il Centro Destra è al bivio.

O si accorda su un nominativo tipo Casini che piace e non piace a tutti e la cui presidenza sarebbe una incognita tranne sul fatto che cercherebbe di acquisire sempre e comunque una buona stampa, scegliendo in base al consenso che ne potrebbe derivare, oppure decide di sostenere un proprio qualificato esponente, confidando nella attrazione per quel centinaio (ne basterebbero la metà) di parlamentari fuori dai partiti o in quelli che, pur all'interno di partiti contrari, potrebbero votare un valido presidente.

Nella consapevolezza che chiunque andrà al Quirinale poi non è detto che agisca in base alle aspettativa per la sua provenienza, come abbiamo visto è accaduto in almeno tre casi (Gronchi, Cossiga e Scalfaro).

Ieri era apparso per un attimo il nome di Sabino Cassese, pessima scelta per vari motivi che andrei ad esporre solo se la presunta candidatura diventasse accreditata, a meno che un cinico ragionamento non considerasse l'età del personaggio (nato nel 1935, un anno prima di Berlusconi) e l'improbabile conclusione del settennato (avrebbe quasi 94 anni a scadenza) e quindi ragionasse su una presidenza transitoria per poi eleggere il nuovo presidente con il nuovo parlamento.

Ben più solida la candidatura di Casini che ha appena compiuto 66 anni (1955) e che rappresenterebbe un'Italia che guarda al futuro, dopo l'era delle mummie con la testa rivolta al passato.

Ma Casini non è di Centro Destra, è stato eletto nel 2013 da Monti e nel 2018 dai cattocomunisti di Renzi.

Come potrebbe il Centro Destra accettare, ancora una volta, di aspettare una "prossima volta" che non arriva mai ?

Allora bene fa Salvini a tentare fino all'ultimo di individuare un nominativo, appartenente all'area del Centro Destra, che possa ottenere il voto della maggioranza, utilizzando tutte le opportunità offerte dai regolamenti (scheda bianca, astensioni etc.) per guadagnare tempo e non esporre vanamente nominativi, in attesa di una svolta..

Ma quel tentativo non può durare in eterno e se non si conclude in pochi giorni, la via maestra è quella della Meloni: votare un nome di Centro Destra fino alla fine, anche a costo di bloccare il parlamento in una serie infinite di votazioni senza esito, fino alla scadenza del parlamento stesso, rimandando al nuovo parlamento l'elezione del nuovo presidente.

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