Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

10 febbraio 2022

Il giorno del Ricordo

E' solo da pochi anni, dal 2004-2005 (approvazione e prima celebrazione) grazie ad un periodo in cui il Centro Destra era al governo e Berlusconi Presidente del Consiglio, che si onorano i Morti del 1943-1946 delle Foibe.

Italiani assassinati dai comunisti slavi nel quadro di una operazione di genocidio per eliminare da Istria, Dalmazia, Fiume, Pola, Terre Italiane (prima con Roma poi con Venezia) da centinaia di anni, la Gente Italiana, occupandola.

Non possiamo dimenticarlo, come non possiamo dimenticare l'abietto comportamento dei loro compagni italiani, quei comunisti che ostacolarono in ogni modo l'approdo e il rifugio degli Italia sopravvissuti alle Foibe e che, usciti dalla nostra Terra in Istria e Dalmazia, cercarono rifugio nell'Italia fortunatamente occupata non dai comunisti, ma dagli Anglo Americani.

Il 10 febbraio, proclamato Giorno del Ricordo, è utile per non dimenticare, per non dimenticare che i padri e i nonni di quella sinistra che, oggi, si straccia le vesti per le ong e per accogliere i clandestini stranieri, si opposero con ogni mezzo a dare accoglienza a Italiani perseguitati dai loro compagni, comunisti slavi.

Ricordiamo, perchè ci consente di affrontare con maggiore consapevolezza e determinazione anche i passaggi più bui, come quello che stiamo attraversando, in cui il comunismo trova applicazione nei provvedimenti limitativi della libertà individuale assunti nel nome della tirannia sanitaria.


09 febbraio 2022

Giustizia: non servono riforme gattopardesche

Non è passata neppure una settimana dal pistolotto di Mattarella a camere riunite, con la sua intemerata sui problemi della giustizia, che vediamo quanto sia tenuta in considerazione.

Un tribunale, sia pur su ricorso di tre iscritti, ha emesso una ordinanza (se ho capito bene: inaudita altera parte, cioè senza aver ascoltato le ragioni della parte convenuta) con la quale si dichiara decaduto Conte da presidente del movimento cinque stelle.

Un altro magistrato, su ricorso di un ospedale bolognese, ha sottratto, limitatamente alla operazione in programma, la potestà parentale ai genitori che si opponevano non ad un intervento necessario al figlio, ma ad una trasfusione di sangue senza aver prima contezza della provenienza di tale sangue, richiedendo sangue da donatori non vaccinati (e si erano resi disponibili ben in 44).

Non so se sia più grave l'intromissione della magistratura nella gestione di un partito, influenzando quindi la politica in modo surrettizio e senza sottoporsi al giudizio degli elettori, l'unico che conti realmente, perchè l'unica volontà che conti è quella popolare, oppure l'intromissione nella Famiglia, imponendo la trasfusione di sangue proveniente da chiunque, contribuendo ad accreditare la aberrante teoria per cui i figli appartengano allo stato.

Forse è più grave che cittadini singoli o per conto di un ospedale ritengano di poter ricorrere alla magistratura (che, peraltro, interviene invece di archiviare) per far alterare le scelte legittime che sono state assunte all'interno di un partito (quando non si condividono idee di partiti, sindacati e associazioni, ci si dimette e si cambia o se ne costituisce uno proprio) e per limitare la possibilità dei genitori di educare e curare i figli in base ai propri insindacabili criteri.

E' la decadenza di una società quando ci si deve rivolgere ad un magistrato per ogni minima questione che non si ha il coraggio, la coerenza, la forza di risolvere in proprio.

I magistrati dovrebbero rifiutarsi di procedere su simili ricorsi, così come dovrebbero archiviare (e forse lo fanno, perchè dopo gli annunci non se ne sente più parlare se non in casi residuali) le miriadi di querele che vengono annunciate ad ogni piè sospinto, se appena qualcuno guarda storto qualcun altro o lo sbertuccia in un pubblico cinguettio.

Una vera riforma della giustizia si avrà quando sarà stato imposto ai magistrati un ben chiaro il perimetro di intervento e quella non sarebbe una riforma, ma una autentica, salutare Rivoluzione.

08 febbraio 2022

Un Paragone tra Salvini e la Meloni, Donato a chi legge

Per una volta mi sono concesso un titolo che, in passato, si sarebbe definito calembour,  per mettere assieme quattro esponenti politici che si sono distinti in questi due anni di dittatura sanitaria e sospensione di molte libertà naturali che spettano, senza permessi o autorizzazioni governative, per nascita ad ogni Italiano.

Dalla sconfitta del Quirinale può nascere una nuova alleanza politica, più omogenea del vecchio Centro Destra e senza la zavorra dei franchi tiratori centristi.

Non credo a sondaggi che accreditano un partito "no vax e no green pass" al 23%, credo invece che i sondaggi che attribuiscono ad Italexit di Paragone il 2% siano generosi, se consideriamo il solo movimento di Paragone, puntuali se invece consideriamo l'intera galassia di movimenti e associazioni che sono emersi in questa contingenza.

Per la cronaca, il 2% equivale a quanto è accreditato Renzi.

Francesca Donato, invece, non è attualmente misurabile in sondaggi, non ha un partito (è uscita dalla Lega quando Salvini ha votato a favore del lasciapassare), si è candidata però a sindaco di Palermo e si vedrà quanto seguito potrà avere nella sua terra.

Condivido molto di quello che dice e delle battaglie che fa, ma oltre a dare il senso di quanto mistificatorie siano le veline di regime che ci vengono propalate da stampa e televisioni allineate, quanto potrà effettivamente incidere ?

E si torna alla questione che anche Porro ha, con eccesso di violenza verbale, posto alla Meloni della "solitudine" della coerenza.

Anche Veneziani, nella sua intervista sempre con Porro, pur confermando che la Meloni è quella uscita meglio dalla vicenda Quirinale e che è così per la coerenza dimostrata, ha ricordato che se la coerenza in solitudine, senza sposarsi, resta una zitella destinata ad inacidirsi.

Salvini ci ha provato a "contare", ma in un anno di governo con Draghi e i cattocomunisti, ha solo donato sangue a Fratelli d'Italia, irritando tanti suoi elettori (che infatti si sono spostati sulla Meloni) senza riuscire ad ottenere alcunchè.

Ha gioco facile la Meloni, ribattendo a Porro che la provocava sul "contare nulla", che domanda a sua volta se era "contare" l'approvazione del green pass, l'elezione di Mattarella o l'accettazione degli sbarchi di orde di clandestini senza alcuna resistenza.

Del resta quanto poteva contare una Lega con il 17% di parlamentari (ed ora di nuovo al 17% nei sondaggi) davanti ad uno schieramento che comprende l'Unione del Male, il Vaticano, le consorterie finanziarie ed affaristiche internazionali, la magistratura, gli industriali, Big Pharma, i sindacati e giù, giù fino, come abbiamo letto e forse alcuni visto a Sanremo, a nani e ballerine, tutti preoccupati di lucrare scaricando sulle spalle dei cittadini produttivi i costi del loro benessere.

C'è una strada sola per "contare" o, ameno, per provarci, ben sapendo che aprirebbe uno scontro epocale con tutte quelle strutture di potere: vincere le elezioni, ottenere un mandato popolare, con una compatta maggioranza parlamentare che imponga, a colpi di votazioni in aula, adottando gli stessi metodi adottati in ultimo da Draghi, una svolta radicale nella politica italiana.

Ma per vincere occorre essere maggioranza e per essere maggioranza occorre allearsi.

La Meloni, Salvini, Paragone e la Donato hanno l'obbligo di accantonare le peculiarità dei loro rispettivi movimenti (accantonare, NON rinunciare !) per trovare motivi di condivisione e realizzare un'alleanza che spinga i cattocomunisti e il neocentrume cui guarda Berlusconi, all'opposizione per almeno cinque anni.

E, come ancora una volta ha scritto Veneziani, il primo passo lo deve fare Salvini con la Lega, facendo autocritica ed uscendo dal governo.

Prima è, meglio sarà per tutti.

07 febbraio 2022

- 6.300.000 (meno seimilionitrecentomila)


Il giornale radio delle sette ha dato largo spazio alla marchetta di Fazio a Bergoglio (o viceversa, cambiando i fattori, il prodotto non cambia), sottolineando che Bergoglio ha rilanciato la teoria dell'accoglionza (non è un lapsus calami) chiedendo agli stati europei di dichiarare quanti immigrati possano accettare.

Penso di poter rispondere per l'Italia e sono sicuro di avere il consenso della maggioranza degli Italiani: MENO SEIMILIONITRECENTOMILA !

Cioè noi ne abbiamo SEIMILIONITRECENTOMILA da restituire al mittente.

Certo non sono tutti clandestini, ma sono tanti regolarizzati da successive sanatorie.

Certo non sono tutti palle al piede (e anche peggio) cui dobbiamo pagare vitto, alloggio, cure ed istruzione, ma sicuramente sono prevalentemente "risorse" solo per quelle associazioni e quei professionisti che sull'immigrazione hanno costruito il loro business.

Vogliamo fare tabula rasa e ricominciare, rispettando la priorità per gli Italiani ?

Bene, azzeriamo tutti gli arrivi (che rappresentano oltre il 10% della popolazione residente) e vediamo dove abbiamo necessità e quanti e chi possiamo ammettere a casa nostra.

Se a Bergoglio non piace, si metta le mani in tasca e se li porti in Argentina, magari per insegnare loro il tango.


06 febbraio 2022

Il Centro Destra esiste ma non ha una leadership

Provo tanta tenerezza per Salvini, della cui buona fede non dubito, perchè, per la terza volta, deve sollevare polveroni per coprire i suoi errori strategici e, così, rilancia prima con una federazione sul modello del partito repubblicano americano e, quindi, decretando la fine del Centro Destra accusando Toti e velatamente (ma non tanto) la Meloni per motivi opposti.

Toti perchè ha preso una fuga a sinistra e, dimentico che è solo una creatura del Cav, eletto con i voti della Lega, cerca di accordarsi con Renzi che se lo papperà a colazione per poi liquidarlo e la Meloni perchè avrebbe la pretesa di mantenere la barra dritta e non si adegua a votare nomi di sinistra ed a partecipare a governi cattocomunisti benedetti dall'Unione del Male.

Salvini dimentica Berlusconi che (non lui, ma i suoi fedelissimi o presunti tali) sta brigando per farlo fuori cercando di ricostruire un centro che, quello sì, è inesistente.

Perchè non è il Centro Destra ad essersi sciolto come neve al sole, ma è la dirigenza di Lega e Forza Italia ad aver abbandonato la retta via.

Noi elettori di Centro Destra ci siamo e ci saremo sempre: contro l'invasione dei clandestini, contro la deriva morale, per l'Identità e la Sovranità Nazionale in nome delle quali dobbiamo affrancarci dall'Unione del Male, per la riduzione delle tasse, per la legittima difesa e per tutti quegli argomenti che rendono isterici i cattocomunisti.

E seguiremo, in mancanza di un Leader che sommi autorevolezza, capacità strategica e capacità oratoria, chi quei Valori, tutti con la "V" maiuscola a differenza di quelli dichiarati autoreferenzialmente tali dalla sinistra, persegue con coerenza.

Coerenza che vuole che NON si voti un candidato cattocomunista, che NON ci si sieda al governo con i cattocomunisti, che NON ci si adegui a provvedimenti liberticidi come quelli di Draghi, che NON ci si venda l'anima a Bruxellles e all'Unione del Male.

Il Centro Destra c'è, sono Salvini, Toti e Berlusconi che hanno imboccato la strada sbagliata che li ha allontanati dal Popolo di Centro Destra.


05 febbraio 2022

Berlusconi senza bussola nel labirinto centrista

Se Atene piange, Sparta non ride.

Vecchio proverbio che evidenziava come due acerrimi nemici si fossero inferti ferite tali che ogni vittoria era provvisoria, ma i danni erano permanenti.

Lo stesso si potrebbe dire per la politica italiana dove, ormai in via di estinzione il movimento grillino, si dovrebbe tornare alla contrapposizione fra destra e sinistra.

Ma l'Italia è bizantina e curiale, patria degli Azzeccagarbugli e dei dottor Sottile e così riemerge sempre l'anomalia centrista, sistematicamente sconfessata dalle urne dopo la fine della democrazia cristiana.

Non mi interessa la sinistra, chiunque stia da quella parte per me è il nemico.

A me interessa il Centro Destra scosso dalla sconfitta sul Quirinale e dalla pessima prova che ha dato come stratega e leader di coalizione Matteo Salvini, peraltro il miglior ministro degli Interni che l'Italia abbia avuto da decenni a questa parte.

Penosa la difesa di Salvini che definisce "ingenerosa" la Meloni, vantando di aver sacrificato il suo partito "per l'Italia", perchè c'è una pandemia, ma non convince nessuno.

Ha gioco facile la Meloni a riproporre i brani delle sue risposte all'aggressione televisiva subita da un Porro "santorato", quando chiede se è influire accodarsi a votare un presidente pd, votato sette anni fa dal pd o se lo è accettare limitazioni della libertà individuale tramite il lasciapassare.

O restare in un governo che verso i clandestini adotta una politica che è l'opposto di quella del Ministro Salvini.

Ancora peggiori, però, le esibizioni di un Berlusconi che, a quasi 86 anni, continua ad ascoltare consiglieri fraudolenti e adesso riapre a Casini, eletto senatore prima da Monti (e furono i voti che mancarono al Centro Destra per governare nel 2013) e poi dal pci/pds/ds/pd nella rossa Bologna.

Berlusconi sembra impegnato a ricostruire quel centro che lui aveva contribuito a dissolvere nel 1994.

Grandi manovre fra Toti e Renzi (?!?!?), Lupi e Quagliarello che dopo averci provato affossando Fini, adesso continuano a proporre l'abbraccio della morte a Berlusconi.

Sicuramente il centro muoverà voti, magari quel 10% circa che fu nel 1994 di Segni e Martinazzoli e quindi di Monti alleato con Fini e Casini.

Un pacchetto di voti che potrebbe decidere da che parte potrebbe pendere l'ago della bilancia.

Un 10% che potrebbe aumentare (ma non credo di molto) con Berlusconi che ha una Forza Italia ridotta al 7%, ma dubito riuscirebbe a portarsi dietro tutti gli elettori, parte dei quali opterebbero per la Meloni o Salvini.

Sicuramente c'è una parte dell'elettorato, soprattutto meridionale, molto ondivago perchè sensibile al potere, a chi lo rappresenta o, almeno, a chi venisse considerato un possibile vincitore.

Ma anche adesso, nel periodo più buio, Fratelli d'Italia e Lega sono accreditati dal sondaggi di oltre il 38% dei voti, un pacchetto di mischia che costringerebbe tutti gli altri ad imbarcarsi in una ammucchiata, dove gli appetiti di tutti costringerebbero qualsiasi governo a limitarsi alla distribuzione delle prebende alle rispettive clientele.

A ben vedere che Berlusconi si attovagli con Casini, Toti, Lupi e Renzi non sarebbe altro che un contributo alla chiarezza.

Chiarezza che dovrebbe vedere Lega e Fratelli d'Italia ritrovare una unità di intenti e di azione, per aggregare anche tutte quelle iniziative sorte in opposizione alla dittatura sanitaria ma che non avranno mai alcun significativo peso elettorale e parlamentare.

Una chiarezza che, come ha perfettamente esposto ieri Marcello Veneziani ne La Verità, non può che iniziare con l'uscita della Lega dal governo.

Fino ad allora vorrei che Fratelli d'Italia proseguisse in solitaria, evitando gli errori come quello di applaudire Mattarella, agendo come se dovesse andare al voto senza alleati.

E in questo quadro non so se una eventuale riforma in senso proporzionale sarebbe così nociva per la Destra Italiana.

04 febbraio 2022

Triste vedere la Meloni che applaude Mattarella

Per quanto ovvio non ho ascoltato il discorso di Mattarella.

Non mi importa nulla di quello che dice, anche perchè non credo ad una sola parola di tutte quelle che pronuncia con la sua dizione da gatto Silvestro.

Ma ieri e oggi i giornali radio e persino la Verità ne davano conto e su Twitter commenti e piccoli brani del discorso venivano profusi a piena mani, da quelli stessi che lo criticano, non capendo che più lo citano, più gli fanno pubblicità.

Da quel che ho letto, il pistolotto non contiene nulla di nuovo, ribadisce concetti stantii non perchè superati, ma perchè disattesi da quello stesso che li enuncia, come abbiamo visto e continuiamo a vedere in questi anni di virus cinese con le limitazioni alla libertà individuale, tutte controfirmate da Mattarella che non ci ha minimamente difeso dalla dittatura sanitaria, nè ha usato la costituzione per difendere il Popolo dall'invadenza dello stato ma, anzi, ha usato le pieghe della stessa costituzione per difendere il governo dalla reazione del Popolo o parte di esso.

Ma quello che mi lascia allibito, subito dopo aver riposto le mie speranze in Giorgia Meloni che affermava di non volersi adeguare, è vedere le fotografie della Meloni stessa, ripetutamente riprese e rilanciate capziosamente dalla stampa di regime, che applaude il discorso di Mattarella, come se credesse alle sue parole.

Prima Mattarella ha occupato un intero anno a girare per il mondo per congedarsi a fine mandato e adesso accetta un altro giro di sette anni (forse passerà il prossimo anno a girare il mondo per presentarsi a quegli stessi da cui si era congedato), poi la Meloni che due giorni dopo aver acceso le speranze di tanti Italiani rifiutando di adeguarsi, applaude il suddetto.

Spettacolo molto triste perchè mostrare un volto "istituzionale" non aiuta a cambiare queste "istituzioni" in cui io (e penso molti Italiani) non ci riconosciamo.

03 febbraio 2022

Spegnere la televisione per accendere il cervello

Sono anni, decenni, che non guardo il festival di Sanremo e sono anni che non guardo, con rarissime eccezioni che scelgo per le circostanze e gli ospiti, le trasmissioni politiche.

Mi basta quello che leggo di ciò che è accaduto e i resoconti delle prime due serate del festival che fu della canzone italiana mi confermano come chi lo guarda, come la massa di chi guarda le trasmissioni politiche, apre la mente alla manipolazione.

Il festival che ricordo io era serio nella sua allegria, presentato da un signore in smoking, Mike Bongiorno e con cantanti anche loro in abito da sera e acconciati per l'occasione.

Ricordo che il rispetto verso se stessi e verso il prossimo, spettatori presenti in sala e in video, era tale che non si lasciava spazio a demenziali coreografie studiate a tavolino per scandalizzare ed avere titoli di giornali.

Ricordo all'uopo che Mike Bongiorno, una volta, presentando un cantante annunciò "Mario Guarnera", aggiungendo poi che "voi lo conoscete come Papete" ma, aggiunse, per questa occasione ha ritenuto doveroso presentarsi al pubblico con il suo vero nome e non con un ridicolo soprannome.

L'umorismo c'era, era elegante e le battute più salaci non avevano bisogno di volgarità, erano per lo più lasciate alle barzellette di grandi attori come Gino Bramieri ed ai salaci sottointesi di Corrado, dove venivano presi di mira negri, balbuzienti, omosessuali, ma riuscendo a renderli simpatici.

Oggi la voglia di sostenere le loro tesi non solo aliena ogni simpatia, ma istiga ed alimenta proprio a quel razzismo e a quella omofobia che vorrebbero a parole condannare.

Poi arrivò il sessantotto e, dopo qualche anno di resistenza e di accantonamento, la sinistra comprese la potenzialità propagandistica del festival e se ne impossessò grazie alla inettitudine dei democristiani.

Oggi il festival è equiparabile a quelle trasmissioni politiche che stillano odio e dividono gli Italiani vellicandone i sentimenti peggiori.

Fortunatamente ci sono tanti strumenti per informarsi, conoscere le notizie senza ascoltare i commenti faziosi dei megafoni di regime e quindi per elaborare il tutto con la propria testa.

Non guardare la televisione o, meglio, guardandone solo telefilm e film con la voluta scelta di passare un paio d'ore di evasione e di rilassamento, aiuta ad accendere il cervello ed a ragionare con la propria testa.

02 febbraio 2022

Tempo perso inseguire il centro

Subito dopo l'elezione di Mattarella, sono spuntati gli avvoltoi che volano sul cadavere di Salvini e del Centro Destra a guida Lega.

Dopo il silenzio in corso di elezioni che mascherava l'essenza del tradimento nell'urna, ecco le interviste delle Carfagna, dei Brunetta, dei Lupi, dei Toti, tutti uniti nel pretendere una svolta a sinistra, reclamando la guida del Centro Destra.

Quelli sono come i vecchi politici della democrazia cristiana che prendeva voti a destra per portarli a sinistra e lo si è visto nel 1994 con Forza Italia e con l'Msi di un Fini ancora lucido che si spolparono la vecchia dc, lasciando al partito popolare del decadente Mortimer Martinazzoli, alleato con l'eterna promessa mancata (Mariotto Segni), le briciole.

Votazioni che si ripeterono quando sulla scena apparvero prima Dini e poi Monti.

Carfagna, Brunetta, Lupi, Toti adesso vorrebbero essere eletti con i voti degli elettori di Centro Destra, per poi tradirli come hanno fatto con la dittatura sanitaria e con la rielezione di Mattarella.

La Meloni ha detto che non si adegua e, questa volta, spero che non ceda alle lusinghe di qualche seggio in più, per costruire un Centro Destra vero e compatto, escludendo dalle liste tutti coloro che ammiccano alla sinistra.

Sicuramente ci saranno voti in meno, perchè Toti e la Carfagna (meno Lupi e Brunetta) hanno un seguito, ma non tale da consentire loro di ripresentarsi in parlamento con decine di eletti pronti ad impallinare la Casellati ed a portare acqua ai cattocomunisti.

A meno che non pensino di ottenerli svenando il pci/pds/ds/pd e sarebbe comunque un risultato positivo per il Centro Destra, perchè chi tradisce una volta, è sempre pronto a tradire, quindi se Toti, Lupi, Brunetta e la Carfagna sono considerati inaffidabili da noi, lo saranno anche per la sinistra.

Sono poi convinto che i voti che dovessero drenare Toti e la Carfagna, potrebbero essere compensati se la Meloni aprisse ad una Federazione che guardi non al centro, ma a tutti i movimenti che si sono distinti e sono nati contro il lasciapassare sanitario e per il recupero della Sovranità Nazionale e Monetaria.

Rimane Salvini che ha ripreso ad affermare cose buone e giuste sulle bollette e sull'immigrazione, ma al quale deve essere tolta ogni delega sulla strategia politica.

Conan Doyle faceva dire alla sua creatura Sherlock Holmes che una coincidenza è solo una coincidenza, due cominciano ad essere una possibilità.

Salvini, lasciando perdere l'uscita dal governo con i grillini nell'agosto 2019, ne ha già combinate due grosse: entrare al governo con Draghi ed i cattocomunisti e, dopo un anno, accettare la rielezione di Mattarella, votandolo pure.

Ha dimostrato di essere un inetto in strategia e di farsi buggerare esattamente come si è sempre fatto buggerare Berlusconi, da Scalfaro a Ciampi a Napolitano, credendo, di volta in volta, che gli avrebbero concesso le elezioni anticipate o l'immunità in caso di condanna o il laticlavio a vita.

Lasciate la strategia a chi di politica se ne intende e che è cresciuta ad una scuola dove, se non sapevi difenderti restando sempre un passo avanti, rischiavi grosso, come era nelle scuole e nell'università se uno avesse aderito ai movimenti giovanili di Destra.

Non credo che la soluzione siano le primarie proposte da Capezzone, perchè resta sempre il problema di individuare elettori che siano realmente elettori del Centro Destra e non infiltrati.

La soluzione è escludere dalle liste personaggi come Brunetta e la Carfagna e Toti e Lupi.

Gli elettori voteranno il partito e la coalizione che saprà dar loro una rappresentanza certa e che non si volatilizzi al primo voto segreto.

Se la Meloni, dopo aver preso la bandiera del Centro Destra, si dovesse piegare a logiche elettorali, accettando candidati come Brunetta e la Carfagna, allora tanto varrebbe "bruciarsi" il voto utile e scegliere Forza Nuova o qualche altro movimento alternativo e antisistema.

01 febbraio 2022

Giorgia Meloni riscatta l'Onore e la Dignità dell'elettore di Centro Destra

Eccezionalmente, dopo anni, ieri sera ho guardato (in parte) una trasmissione televisiva di politica. Quarta Repubblica condotta da Nicolo Porro.

Anche se preferisco il Porro della Zuppa su internet (senza freni e senza concessioni al bon ton) a quello di Rete4 (dove probabilmente deve pagar dazio al suo datore di lavoro, Silvio Berlusconi, tale in televisione come ne il Giornale) ieri sera ero interessato alla presenza di Giorgia Meloni.

Dopo la follia di Salvini di votare Mattarella, la Meloni aveva, a caldo, scritto l'epitaffio per questo Centro Destra e volevo sapere se, a freddo, ci avesse ripensato.

La Meloni non mi ha deluso.

Ha confermato, punto per punto, la posizione di Fratelli d'Italia che è anche la mia, di totale rifiuto di Mattarella, di condanna del comportamento di Forza Italia e, in ultimo, anche della Lega e della necessità di ricostruire il Centro Destra, dalla base.

A fronte di un Porro che sembrava Santoro (non è affatto un complimento !) ha anche rivelato alcuni retroscena.

Come l'unanime "no" a Mattarella di tutto il Centro Destra, salvo poi il voltafaccia di Lega e Forza Italia (non prendo neanche in considerazione il centrume fatto solo con personaggi eletti in Forza Italia e che poco onorevolmente ne sono usciti per portare acqua ai carnefici del Centro Destra), oppure la mancata comunicazione di Salvini dopo l'accordo su Mattarella di cui la Meloni è venuta a conoscenza dalle agenzie di stampa.

Sono stato completamente soddisfatto dalla prospettiva enunciata dalla Meloni di ricominciare dai temi e dalla base, cui dare ascolto.

Ma soprattutto sono contento della combattività dimostrata alle velenose domande di Porro sul presunto isolamento cui si condannerebbe Fratelli d'Italia se non si adeguasse.

La Meloni ha proprio detto che lei non si adegua, perchè sente il dovere di restituire Dignità ai milioni di elettori del Centro Destra.

La Meloni non ha avuto alcuna esitazione nel definire "folle" la decisione di Salvini che avrebbe potuto benissimo non votare Mattarella, lasciando che venisse eletto con i soli voti cattocomunisti e fozitalioti.

Porro ha anche stuzzicato la Meloni sulla legge elettorale e sulle candidature in eventuali collegi uninominali, dandoci la possibilità di vedere come la Meloni non abbia alcun timore.

E, in effetti, qualunque sistema elettorale decidano di mettere in piedi, un partito che, adesso, trova un'autostrada per stabilizzarsi oltre il 25%, sarà comunque determinante nel panorama politico nazionale.

Obbligando, per tenerlo fuori, a coalizzarsi tutti gli altri, cattocomunisti, presunti liberali, centrume, leghisti residuati, in un pastone tenuto assieme solo dagli interessi di potere e di spartirsi onori e prebende e impossibilitato a formulare una qualsivoglia autentica riforma nell'interesse dell'Italia e degli Italiani.

E ce ne renderemo conto, sempre in maggior numero e sempre in numero maggiore daremo il nostro voto alla Meloni che avrà come grande compito ed onere, quello di riunire tutte le varie anime del Centro Destra, senza lasciare nessuno fuori, cominciando a far da polo di attrazione per tutti i movimenti che in questi mesi sono sorti e si sono sviluppati nell'opposizione alla dittatura sanitaria.

Avevo sempre pensato (e continuo a pensare) che la Meloni non abbia il physique du rôle di un Leader, ma il carattere, la tempra, sta dimostrando di averla, rifiutando il governo Draghi e adesso il bis di Mattarella.

Ed è quello che conta.