La sinistra, priva di fantasia, ha alcuni canoni eterni, schemi ormai conosciutissimi come quelli di un allenatore sin troppo stagionato e prevedibile.
Si chiami Pci/Pds/Ds/Pd o Unione, la sinistra è adusa a sfruttare il denaro pubblico per la propria propaganda (vedi televisioni), a stringere inciuci con gli industriali (stampa ed economia), ad occupare posti pubblici per sbarcare il lunario e, non riuscendo nonostante tutto ciò a stabilirsi in permanenza al governo, a decidere – o tentare di decidere – anche chi debba essere il suo antagonista.
Così, a lungo, ha cercato di distinguere una “destra buona” da quella cattiva.
Immancabilmente quella “buona” è la destra più goffa, più arrendevole, più disponibile al compromesso.
Ma è anche la destra più debole e più portata alla sconfitta.
L’avvento del Presidente Berlusconi sulla scena politica ha da 14 anni impedito che la sinistra decidesse anche per la Destra e, anzi, per la prima volta dal dopo guerra, ha organicamente riunito tutte le anime della Destra e del Centro anticomunista.
Le conseguenze sono piovute sul capo del Presidente Berlusconi sotto forma di campagne di odio mediatico e persecuzione giudiziaria che, ancora non sono finite ma che, lungi dall’indebolirlo, lo hanno rafforzato nella considerazione e nell’immaginario del Popolo della Libertà (chi scrive, come chi legge anche saltuariamente queste note ben sa, è totalmente schierato con il Presidente Berlusconi, ma pochi sanno che nel biennio 1994 – 1996 era molto scettico sulla discesa in campo di un amico – che non rinnega tale qualità - di Craxi) anche in virtù del fatto che la sua resistenza alle aggressioni di ogni genere, senza arretrare di un millimetro, ne fanno l’archetipo del Vero Uomo di Destra.
Così la sinistra, tramite le sue diramazioni industrialeconomiche, cerca di rompere l’unità del Centro Destra solleticando le ambizioni di qualche personaggio di seconda o terza fila, beneficiato dal Presidente Berlusconi ma sommamente ambizioso.
Soprattutto se questo personaggio, qualora riuscisse nel suo intento di scalzare il Presidente Berlusconi dalla leadership, fosse, di per se, debole e, quindi, condizionabile.
E’ il caso di Gianfranco Fini.
Lo spazio che gli viene dedicato dalla stampa nemica (Corsera, Repubblica) è proporzionale all’interesse che la sinistra ha nel vederlo assiso sulla poltrona più alta del Centro Destra.
E il disgraziato risponde, si potrebbe dire, alle aspettative del nemico anche oggi, con l’intervista rilasciata a Vittorio Feltri su Libero, ipotizzando un Centro Destra (ovviamente a sua guida) che potrebbe fare a meno del Presidente Berlusconi.
Ecco il leader ideale (per la sinistra) del Centro Destra.
Uno che, nell’immaginario del Popolo della Libertà, rappresenterebbe solo colui che ha estromesso il legittimo titolare (quindi, come farei io, altri non voterebbero un Centro Destra a guida Fini).
Colui che ha mostrato vari cedimenti ideali (il voto agli immigrati, il referendum sulla fecondazione assistita, l’ostilità alla politica economica liberista di Tremonti e la parallela difesa degli assetti statalisti e assistenzialismi) , caratteriali (le livide battute contro gli alleati, a cominciare dal Presidente Berlusconi) e strategici (l’elefantino, il referendum elettorale, il rifiuto di alleanza con Rauti nel 1996, con Musumeci nel 2006 che hanno portato alla sconfitta il Centro Destra, ma anche le reazioni umorali alle scissioni della Mussolini e di Storace ed alle uscite di Santanchè ed altri).
Ma soprattutto Fini sarebbe ostaggio del suo passato nell’MSI che verrebbe rispolverato ogni due per tre qualora uscisse dal seminato di una “destra buona” e succube della sinistra, quindi eterna opposizione.
E qui ci stanno, per concludere, due paragoni storici.
Uno recente e relativo proprio a quest’ultimo aspetto della debolezza di Fini.
Ricordate Kurt Valdheim ?
Segretario Generale dell’Onu, con una posizione estremamente gradita al blocco comunista.
Al termine del suo mandato viene eletto presidente in Austria.
Finchè era utile con il suo terzomondismo nessuno era andato a sollevare questioni sul suo passato militare durante la guerra.
Divenuto presidente austriaco, eletto per il Centro Destra, divenne il bersaglio degli strali delle lobbies ebraiche.
Non era più utile e non fu difeso da nessuno tranne che dagli austriaci.
Terminò il suo mandato presidenziale bloccato Vienna perché nessuno voleva più riceverlo.
Finchè era comodo, tutti ossequiosi, quando la sua utilità venne meno, gli gettarono tra i piedi il suo passato.
Fini è nelle stesse condizioni, anche se il “peccato” di Fini è considerato da molti un merito, ma proprio per “mondarsi” di tale passato, Fini ha scontentato chi lo potrebbe aiutare, ma non potrà mai cancellare quel che è stato e che gli potrebbe tornare indietro come un boomerang.
Secondo richiamo storico.
Quando iniziò la decadenza della DC ?
Quando una congiura di palazzo riuscì ad accantonare il leader storico, Alcide De Gasperi.
Da quel momento iniziò un lento declino che ha portato al disfacimento della balena bianca, con continui cedimenti alla sinistra e la perdita secca di voti, l’apertura ai socialisti nel 1962 e i governi di centrosinistra organico dal 1964.
Ma tutto ebbe inizio nel 1953, quando De Gasperi fu accantonato da una congiura di palazzo, da quegli stessi che poi, ogni anno, il 19 agosto si recavano in Valsugana a commemorarne l’anniversario della morte.
Il Presidente Berlusconi è l’anima del Centro Destra e al momento non esistono eredi.
Ecco perché la sinistra, non sentendosi alla sua altezza in uno scontro elettorale, cerca di sottrarlo ai suoi elettori, sostenendo un candidato alternativo, più debole.
E francamente mi fa specie che qualcuno creda di fare il bene del Centro Destra sostenendo alternative al Popolo della Libertà ed al Presidente Berlusconi, come se le profferte della sinistra e dei suoi organi fossero sincere.
Come se la sinistra fosse così vogliosa di perdere, da suggerirci, “per il nostro bene”, il miglior candidato per ottenere la vittoria.
Entra ne
Si chiami Pci/Pds/Ds/Pd o Unione, la sinistra è adusa a sfruttare il denaro pubblico per la propria propaganda (vedi televisioni), a stringere inciuci con gli industriali (stampa ed economia), ad occupare posti pubblici per sbarcare il lunario e, non riuscendo nonostante tutto ciò a stabilirsi in permanenza al governo, a decidere – o tentare di decidere – anche chi debba essere il suo antagonista.
Così, a lungo, ha cercato di distinguere una “destra buona” da quella cattiva.
Immancabilmente quella “buona” è la destra più goffa, più arrendevole, più disponibile al compromesso.
Ma è anche la destra più debole e più portata alla sconfitta.
L’avvento del Presidente Berlusconi sulla scena politica ha da 14 anni impedito che la sinistra decidesse anche per la Destra e, anzi, per la prima volta dal dopo guerra, ha organicamente riunito tutte le anime della Destra e del Centro anticomunista.
Le conseguenze sono piovute sul capo del Presidente Berlusconi sotto forma di campagne di odio mediatico e persecuzione giudiziaria che, ancora non sono finite ma che, lungi dall’indebolirlo, lo hanno rafforzato nella considerazione e nell’immaginario del Popolo della Libertà (chi scrive, come chi legge anche saltuariamente queste note ben sa, è totalmente schierato con il Presidente Berlusconi, ma pochi sanno che nel biennio 1994 – 1996 era molto scettico sulla discesa in campo di un amico – che non rinnega tale qualità - di Craxi) anche in virtù del fatto che la sua resistenza alle aggressioni di ogni genere, senza arretrare di un millimetro, ne fanno l’archetipo del Vero Uomo di Destra.
Così la sinistra, tramite le sue diramazioni industrialeconomiche, cerca di rompere l’unità del Centro Destra solleticando le ambizioni di qualche personaggio di seconda o terza fila, beneficiato dal Presidente Berlusconi ma sommamente ambizioso.
Soprattutto se questo personaggio, qualora riuscisse nel suo intento di scalzare il Presidente Berlusconi dalla leadership, fosse, di per se, debole e, quindi, condizionabile.
E’ il caso di Gianfranco Fini.
Lo spazio che gli viene dedicato dalla stampa nemica (Corsera, Repubblica) è proporzionale all’interesse che la sinistra ha nel vederlo assiso sulla poltrona più alta del Centro Destra.
E il disgraziato risponde, si potrebbe dire, alle aspettative del nemico anche oggi, con l’intervista rilasciata a Vittorio Feltri su Libero, ipotizzando un Centro Destra (ovviamente a sua guida) che potrebbe fare a meno del Presidente Berlusconi.
Ecco il leader ideale (per la sinistra) del Centro Destra.
Uno che, nell’immaginario del Popolo della Libertà, rappresenterebbe solo colui che ha estromesso il legittimo titolare (quindi, come farei io, altri non voterebbero un Centro Destra a guida Fini).
Colui che ha mostrato vari cedimenti ideali (il voto agli immigrati, il referendum sulla fecondazione assistita, l’ostilità alla politica economica liberista di Tremonti e la parallela difesa degli assetti statalisti e assistenzialismi) , caratteriali (le livide battute contro gli alleati, a cominciare dal Presidente Berlusconi) e strategici (l’elefantino, il referendum elettorale, il rifiuto di alleanza con Rauti nel 1996, con Musumeci nel 2006 che hanno portato alla sconfitta il Centro Destra, ma anche le reazioni umorali alle scissioni della Mussolini e di Storace ed alle uscite di Santanchè ed altri).
Ma soprattutto Fini sarebbe ostaggio del suo passato nell’MSI che verrebbe rispolverato ogni due per tre qualora uscisse dal seminato di una “destra buona” e succube della sinistra, quindi eterna opposizione.
E qui ci stanno, per concludere, due paragoni storici.
Uno recente e relativo proprio a quest’ultimo aspetto della debolezza di Fini.
Ricordate Kurt Valdheim ?
Segretario Generale dell’Onu, con una posizione estremamente gradita al blocco comunista.
Al termine del suo mandato viene eletto presidente in Austria.
Finchè era utile con il suo terzomondismo nessuno era andato a sollevare questioni sul suo passato militare durante la guerra.
Divenuto presidente austriaco, eletto per il Centro Destra, divenne il bersaglio degli strali delle lobbies ebraiche.
Non era più utile e non fu difeso da nessuno tranne che dagli austriaci.
Terminò il suo mandato presidenziale bloccato Vienna perché nessuno voleva più riceverlo.
Finchè era comodo, tutti ossequiosi, quando la sua utilità venne meno, gli gettarono tra i piedi il suo passato.
Fini è nelle stesse condizioni, anche se il “peccato” di Fini è considerato da molti un merito, ma proprio per “mondarsi” di tale passato, Fini ha scontentato chi lo potrebbe aiutare, ma non potrà mai cancellare quel che è stato e che gli potrebbe tornare indietro come un boomerang.
Secondo richiamo storico.
Quando iniziò la decadenza della DC ?
Quando una congiura di palazzo riuscì ad accantonare il leader storico, Alcide De Gasperi.
Da quel momento iniziò un lento declino che ha portato al disfacimento della balena bianca, con continui cedimenti alla sinistra e la perdita secca di voti, l’apertura ai socialisti nel 1962 e i governi di centrosinistra organico dal 1964.
Ma tutto ebbe inizio nel 1953, quando De Gasperi fu accantonato da una congiura di palazzo, da quegli stessi che poi, ogni anno, il 19 agosto si recavano in Valsugana a commemorarne l’anniversario della morte.
Il Presidente Berlusconi è l’anima del Centro Destra e al momento non esistono eredi.
Ecco perché la sinistra, non sentendosi alla sua altezza in uno scontro elettorale, cerca di sottrarlo ai suoi elettori, sostenendo un candidato alternativo, più debole.
E francamente mi fa specie che qualcuno creda di fare il bene del Centro Destra sostenendo alternative al Popolo della Libertà ed al Presidente Berlusconi, come se le profferte della sinistra e dei suoi organi fossero sincere.
Come se la sinistra fosse così vogliosa di perdere, da suggerirci, “per il nostro bene”, il miglior candidato per ottenere la vittoria.
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